ECONOMIA DELLE AZIENDE DI TRASPORTO - 27/09/2021
OBIETTIVI DEL CORSO
1) Il settore del trasporto pubblico locale crea valore?
Analisi economica del settore PRIMA e DOPO il COVID-19;
2) Come si potrebbe creare valore nel settore tpl?
Differenti prospettive regolative a confronto per favorire la creazione di valore nel tpl;
3) La creazione e la misurazione di valore nella prospettiva aziendale
Analisi dei bilanci delle aziende di tpl e gli indicatori di performance;
4) Lavori di gruppo
Analisi longitudinale di bilanci di aziende di tpl.
A CHE SERVE IL TPL?
Le aree urbane, caratterizzate da una più elevata densità di popolazione e di attività economiche, sono
più produttive e contribuiscono in misura significativa alla crescita aggregata.
Per un pieno dispiegamento dei benefici dell’agglomerazione sono, tuttavia, necessari sistemi di mobilità
efficienti (devono diventare <<smart cities>>).
L’esistenza di costi di spostamento e di congestione riduce infatti il raggio geografico di mobilità dei
lavoratori, condiziona il funzionamento del mercato del lavoro e limita le opportunità di crescita e di
espansione delle aree urbane che generano PIL.
COM’E’ PERCEPITO IL TPL IN ITALIA?
In Italia la qualità percepita del TPL è significativamente inferiore rispetto ai centri urbani delle altre
principali economie dell’Unione europea.
Tale minor livello di soddisfazione si associa a una quota più contenuta di persone che utilizza il servizio e
a un maggiore uso del mezzo privato.
Conseguentemente, a parità di dimensione, nelle città italiane si osserva un più alto livello di congestione
del traffico.
All’interno del nostro paese, il Centro e il Mezzogiorno si caratterizzano per livelli di soddisfazione
significativamente inferiori a quelli delle regioni settentrionali, in particolare per quanto riguarda la
frequenza delle corse e la puntualità.
Anche i dati oggettivi confermano tali evidenze, nel Mezzogiorno:
- È più contenuta l’offerta in rapporto alla domanda potenziale;
- Più elevata la quota di mezzi di trasporto vecchi e altamente inquinanti;
- Meno diffuso l’uso dei sistemi di infomobilità.
PERCHE’ NON E’ PERCEPITO BENE?
Tra i fattori che possono determinare questa situazione indichiamo:
1) Le caratteristiche delle aziende che offrono il servizio;
Oltre il 70% di questi operatori ha partecipazioni pubbliche, quasi sempre di controllo.
Più di una società su dieci ha un utile di esercizio negativo; tale proporzione è più elevata (una ogni
quattro) per le società che operano nel Mezzogiorno, mentre è prossima allo zero per quelle che
gestiscono il servizio nelle regioni settentrionali.
Le società del Mezzogiorno hanno inoltre, rispetto alle altre, una minore profittabilità, un rischio di
credito più elevato, una maggiore incidenza del costo del lavoro (che tipicamente viene considerato
come indice di bassa efficienza operativa) e presentano una propensione agli investimenti più
contenuta.
Misfortune or mismanagement? Inefficienza e minore domanda sono connessi?
I peggiori indicatori di bilancio delle società cui è affidato il TPL nel Mezzogiorno potrebbero dipendere
sia da inefficienze nella gestione di tali imprese – l’incidenza del costo del lavoro sul fatturato, ad
esempio, nel Mezzogiorno è più elevata anche controllando per la dimensione del mercato in cui
operano e, quindi, non legata al mancato sfruttamento di economie di scala – sia da una minore
redditività di tali mercati – connessa principalmente alla scarsa domanda dei servizi di TPL da parte
della popolazione.
2) Le modalità di affidamento e di gestione del servizio.
3) Le risorse pubbliche destinate al comparto.
ECONOMIA DELLE AZIENDE DI TRASPORTO - 29/09/2021
Lavori di gruppo
1) Analisi dei giudizi degli stakeholder rinvenibili sui media (stampa, social media)… cosa dicono gli
stakeholders;
2) Analisi della Relazione sulla Gestione… cosa dicono le aziende di TPL… come descrivono quello che
è successo e quali scenari futuri intravedono;
3) Analisi del Conto Economico (ultimi 4 anni)… cosa dicono i dati;
4) Analisi dello Stato Patrimoniale (ultimi 4 anni);
5) Analisi dei principali indicatori di performance (cruscotto).
IL SETTORE DEL TRASPORTO PUBBLICO CREA VALORE?
Il sistema economico, per essere equilibrato, deve considerare almeno 3 aziende:
1) IMPRESE che svolgono processi di produzione economica destinati al mercato e ai clienti (efficienza e
profitti) e che ha come obiettivo il profitto, in cui tuttavia qualcuno resta inevitabilmente escluso;
2) AZIENDE PUBBLICHE che svolgono processi di produzione economica a favore di tutti i cittadini (equità)
e non ha un obiettivo di profitto ma d’inclusione, tra cui il TPL come inclusione sociale territoriale;
3) AZIENDE NO-PROFIT che svolgono processi di produzione economica direttamente a favore di coloro
che ne hanno particolarmente bisogno (solidarietà), dunque di coloro che sono esclusi dal mercato e dallo
stato.
La differenza tra azienda pubblica e azienda no-profit è che entrambi sono accomunate dall’idea
dell’inclusione, però per le aziende no-profit l’inclusione standard non è più sufficiente, per loro è
necessario che per alcuni soggetti venga riservata una cura e un intervento in più (Caritas, protezione civile)
e dunque sono aziende che intervengono nei casi in cui è richiesta la solidarietà.
Queste devono avere una condizione in comune: lo stato di salute economica delle singole unità dev’essere
sana e produrre valore.
A COSA SERVE IL TPL COME SERVIZIO?
Ha un obiettivo sociale, quello dell’inclusione, ed obiettivi economici del rendere più smart le città, centro
di produzione del PIL e quindi di ricchezza.
Il servizio del TPL deve perseguire sicuramente tre obiettivi: obiettivi sociali data dall’inclusione e copertura
del territorio, l’obiettivo economico nel rispetto di quello che è l’obiettivo aziendale, ovvero l’economicità
aziendale, nonché di ottenere un bilancio positivo con almeno un pareggio dei costi con i ricavi.
Difatti le aziende che erogano questo servizio devono rispettare l’economicità aziendale, ovvero di ottenere
l’equilibrio economico-finanziario, e devono essere aziende produttive, profittevoli, efficienti ed efficaci.
È importante, come visto, che siano aziende sane!
Non solo a favorire l’inclusione sociale e territoriale (coverage) ma a combattere congestione e
inquinamento (patronage).
Coverage è da intendersi la copertura del territorio, creando una rete di trasporti.
Patronage è l’idea di essere attraenti per gli utenti, i passeggeri, ristrutturando il servizio dividendo in aree
in cui vi è alta domanda e bassa domanda.
Le aree urbane, caratterizzate da una più elevata densità di popolazione e di attività economiche, sono
più produttive e contribuiscono in misura significativa alla crescita aggregata.
SEGUE: EFFETTI SUL MERCATO DEL LAVORO E SUL MERCATO IMMOBILIARE
Un’elevata congestione, oltre ai costi diretti misurati in termini di ore perse nel traffico, ha effetti anche
sul funzionamento del mercato del lavoro e sul mercato immobiliare.
Con riferimento al mercato del lavoro, a parità di altre caratteristiche osservabili, vivere in un’area
caratterizzata da maggiori tempi di spostamento limita il raggio geografico di mobilità dell’individuo,
restringendo il suo mercato del lavoro potenziale.
Questo, a sua volta, si dovrebbe riflettere in tempi di ricerca del lavoro più lunghi per i disoccupati e, per
coloro che sono occupati, in un maggiore rischio di accettare occupazioni “di ripiego”, svolgendo mansioni
per le quali sarebbe stato sufficiente avere livelli di istruzione più bassi.
Nelle aree caratterizzate da tempi di spostamento minori, sono più contenuti sia i tempi di ricerca del
lavoro per i disoccupati sia l’incidenza di occupati in mansione per le quali sono sovra-istruiti.
Più alti sono i tempi di spostamento e più alta è la durata di
ricerca del lavoro da parte dei disoccupati.
ECONOMIA DELLE AZIENDE DI TRASPORTO – 01/10/2021 Abbiamo anche un effetto sul
valore immobiliare perché un TPL
che non funziona bene genera
un’allocazione delle risorse sulla
rendita piuttosto che sulla
produzione.
In questo grafico sull’asse delle
ascisse abbiamo la distanza dal
centro, sull’asse delle ordinate
abbiamo il prezzo delle case al
metro quadro. Questa relazione
vuole esprimere che se il sistema
di trasporto non funziona bene,
allora serve una curva dei prezzi
rigida molto alta nei comuni
oggetto di attrazione (comuni
centroidi). I prezzi delle case sono
molto costosi perché il sistema non
funziona bene, se questo settore
funzionasse bene noi potremmo
comprare una casa anche a 30 km di distanza, siamo tutelati dal fatto che riusciamo a muoversi perché il
sistema di trasporto è efficiente. Più il sistema è inefficiente e più il grafico assume questa visione.
I comuni che hanno più attrazioni però non riescono a garantire trasporti, abbiamo perciò un divario alto tra
il prezzo delle case in centro rispetto a quello dei comuni limitrofi, perché i comuni centroidi non
garantiscono alla popolazione la possibilità di potersi spostare secondo le proprie esigenze. L’obiettivo di
rendere più efficiente il settore del trasporto pubblico locale si va a scontrare però con quelle che sono le
agevolazioni che vengono tenute ad esempio dal settore immobiliare, nel caso in cui il settore del trasporto
pubblico locale sia inefficiente. Infatti quando questo settore del trasporto pubblico locale è inefficiente, Il
settore immobiliare tende ad alzare i prezzi di quelle case che si trovano nei centri di attrazione, dove c’è
un’elevata densità di popolazione. Essendo il TPL inefficiente non ci sono i mezzi adeguati e utili per poter
raggiungere questi centri di
attrazione, per questo le case che si
trovano nelle vicinanze di questi
centri essendo più agevoli hanno dei
prezzi alti.
A COSA SERVE IL TPL?
SE FUNZIONA BENE A RIDURRE IL
PREZZO DELLE CASE...
E A RIALLOCARE LE RISORSE DALLE
RENDITE IMMOBILIARI ALLA
PRODUZIONE
LA CONGESTIONE FA MALE AL PIL E
DETERMINA UN’ALLOCAZIONE
DELLE RISORSE SULLA RENDITA
PIUTTOSTO CHE SULLA
PRODUZIONE
Questo ha conseguenze sulla crescita economica delle città: se, infatti, la domanda di abitazioni fosse più
diffusa sul territorio e riguardasse, quindi, anche le aree periferiche caratterizzate da una offerta
immobiliare più elastica, il prezzo medio delle case sarebbe più basso. Ciò, a sua volta, renderebbe la città
più attrattiva, favorendo i flussi migratori e la crescita della popolazione. Anche le imprese
riallocherebbero risorse dalle rendite immobiliari ai fattori produttivi, contribuendo anche per questo
canale alla crescita. Ogni giorno 5 milioni di
persone in Italia utilizzano
servizi di TPL (prima ne erano
15 milioni, purtroppo a causa
del covid questi numeri si
sono abbassati moltissimo).
Il TPL è importante per tante
ragioni: innanzitutto riduce le
emissioni di CO2 e
contribuisce alla lotta per il
cambiamento climatico,
migliora la qualità dell’aria,
migliora la salute dei cittadini (quindi possiamo notare come il trasporto pubblico sia fondamentale anche
per una questione sanitaria oltre che per il raggiungimento di obiettivi economici, aziendali e sociali). In
questo modo viene raggiunto anche l’obiettivo sanitario, il trasporto deve diventare ecologico, green.
Il trasporto pubblico riduce gli incidenti, grazie ad una mobilità più sicura, garantisce coesione sociale e
creazione di posti di lavoro ed infine permette il raggiungimento di benefici economici.
Il trasporto pubblico, se
funziona, fa bene all’economia,
fa bene alla salute, fa bene alla
società, perché gli investimenti
nel trasporto pubblico creano
occupazione e ricchezza. Tutto
questo deve essere fatto a patto
che si rispetti l’ECONOMICITÀ.
Per vedere questi benefici
concretizzati è necessario che le
aziende siano sane.
Per essere sana un’azienda deve avere il bilancio in equilibrio, deve avere il denaro per effettuare
investimenti e rendere il trasporto Green ed ecologico, altrimenti se l’azienda non è sana non è in grado di
fare quegli investimenti che ci consentono di ottenere tutti i benefici possibili dal TPL.
QUAL È LA QUOTA DI MERCATO DEL TPL IN ITALIA E NEL CONFRONTO INTERNAZIONALE?
Secondo Asstra in Italia il sistema delle aziende di trasporto pubblico locale e regionale impiega(va) oltre
124.000 addetti, offri(va) oltre 2 miliardi di chilometri vettura annui, trasporta(va) 5,4 miliardi di passeggeri
l'anno e produce(va) un fatturato di circa 12 miliardi di Euro.
Secondo altre fonti, considerando solo le imprese attive, identificate come quelle che nel corso dell'anno
hanno registrato un fatturato strettamente positivo, nel 2018 le società del comparto erano meno di 600,
circa un centinaio in meno rispetto all'inizio del periodo considerato. Questo perché nello scorso decennio
si è assistito a un processo di consolidamento del settore (cioè ci sono state le fusioni e aggregazioni che
hanno portato alla nascita di unità più grandi) con conseguente efficientamento.
In Abruzzo c’è stata l’ipotesi di integrazione tra le tre
aziende (arpa che copriva l’interurbano, la sangritana
ma che copriva l’area ferroviaria e la gtm che copriva
la zona costiera) di TPL a partecipazione della regione.
La TUA è la fusione tra aziende ricche (sangritana e
gtm), con aziende un po’ più povere, che
cominciavano ad avere un bilancio negativo.
Il surplus della sangritana italiana e della gtm ha
permesso un investimento per creare un’unità più
grande di trasporto pubblico.
Bisogna essere in grado di saper organizzare il trasporto pubblico, attraverso l’integrazione e la fusione, per
poter rendere questo settore più efficiente e funzionante.
I francesi e gli inglesi sono quelli che dominano il mercato europeo del trasporto pubblico locale. Questo
grafico ci mostra il perché sono avvenute le fusioni. Infatti l’Italia sta capendo che per poter partecipare nei
mercati internazionali c’è bisogno di aggregarsi con i più grandi. I francesi e gli inglesi hanno capito per
primi che investire in questo settore avrebbe garantito una creazione gigantesca di ricchezza e questo
dovrebbe essere capito anche dall’Italia.
QUALE PERCENTUALE DI SPOSTAMENTI MOTORIZZATI È INTERCETTATA DAL TPL?
Tutto questo esercito di aziende che offrono
servizio di autolinee, servizi ferroviari,
metropolitani ecc.. che risultati ottiene? Soltanto il
14.2% degli spostamenti motorizzati. Il TPL è un
sistema che ottiene il minimo ma che dà il
massimo.
Il mezzo privato continua ad essere il mezzo
preferito dagli italiani. Una preferenza che viene
manifestala, a livello medio nazionale, anche negli
altri Paesi europei dove in media oltre I'80% degli
spostamenti viene effettuato con l'automobile. Se
l'incidenza degli spostamenti in auto in Italia risulta
leggermente inferiore a paesi come il Regno Unito e
la Germania, questi a differenza dell'Italia svolgono
buona parte degli spostamenti con mezzi pubblici
con modalità quali metro, tram e treno.
L'Italia, ancora molto carente sotto il profilo
dell'infrastruttura su ferro, svolge invece gran
parte degli spostamenti in modalità pubblica con
l’autobus.
Questa percentuale potrebbe salire al 19% se restringiamo a quattro modi il trasporto, escludendo le moto.
Per poter realizzare gli obiettivi che ci siamo
appena dati, il sistema del TPL deve lavorare
su questi tre fronti: il modal split (ridurre
l’uso dell’auto ed utilizzare il pubblico,
passare quindi dal privato al pubblico),
ridurre il tasso di motorizzazione e
riorganizzare lo squilibrio ferro/gomma che
c’è attualmente in Italia. Dobbiamo essere in
grado di investire di più sul ferro.
ECONOMIA DELLE AZIENDE DI TRASPORTO – 04/10/2021
COM’È PERCEPITO IL TPL NEL CONFRONTO INTERNAZIONALE?
In Italia la qualità percepita del TPL è significativamente inferiore rispetto ai centri urbani delle altre
principali economie dell’Unione europea.
L’Italia si caratterizza, nel confronto internazionale, per un basso livello di soddisfazione dell’utenza
rispetto alla quantità e qualità dei servizi di trasporto pubblico che si accompagna, in un circolo vizioso, a
una bassa domanda degli stessi e, quindi, a un maggior utilizzo dei mezzi privati, con conseguenze
negative sulla congestione urbana.
Tale minor livello di soddisfazione si associa a una quota più contenuta di persone che utilizza il servizio e
a un maggiore uso del mezzo privato.
Conseguentemente, a parità di dimensione, nelle città italiane si osserva un più alto livello di congestione
del traffico.
Il load factor indica in media qual è la percentuale di posti occupati in un mezzo pubblico, è l’indice di
sintesi di equilibrio tra domanda e offerta ed in Italia è pari al 22%, a fronte di una media degli altri paesi
analizzati del 34%. Il grafico seguente mette in relazione il saldo tra la percentuale
dei soddisfatti e quella degli insoddisfatti ed è negativo, a
fronte di valori positivi per il resto dei paesi presi a confronto.
La qualità percepita dal TPL può influenzare negativamente il
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