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Raccolta amministrata: tutte le somme che l’intermediario raccoglie vengono investite in

o strumenti finanziari indicati dagli investitori e la banca si fa carico solo in termini di custodia e

amministrazione

o Raccolta diretta: risorse finanziarie raccolta emettendo passività della banca stessa

Con riferimento al private bank vige una particolare classificazione della domanda da parte dei clienti, in

primo luogo si distingue tra old money, ossia la ricchezza dal passato, e new money, intendendo i nuovi

imprenditori e professionisti che generano nuovi patrimoni finanziari. Una seconda distinzione si può

fare tra passive investors, ossia i clienti che delegano la gestione del patrimonio finanziario

all’intermediario, e active investors, intendendosi quei clienti che vogliono essere coinvolti nel processo

di gestione del loro patrimonio. Un’ultima distinzione può essere fatta tra i clienti c.d. affluent, ossia

serviti con un approccio private, ma con dotazioni finanziarie significati o modeste, ed i clienti c.d. high

All’intero

net worth individual, clienti con dotazioni finanziarie elevatissime (più di 1 milione di euro).

della categoria delle private bank merita di essere menzionato il c.d. family office che è un intermediario

o una società di cui fanno parte consulenti specializzati nella gestione patrimoniale a favore di una o più

famiglie

 tipologia nata negli USA negli anni ’30 che opera nel comparto mobiliare

Le investment banks,

attraverso la collocazione di strumenti finanziari, la strutturazione di emissioni ecc. Opera a stretto

contatto con i mercati primari e secondari in quanto offre servizi di brokerage e attività dealer. È attiva

che consiste nell’analisi e

anche in consulenze di mergency and acquisition (consulenza e scouting,

nell’identificazioni di aziende che possono diventare oggetto di fusione), leverage buy out (LBO,

operazione di acquisizione di imprese target attraverso un forte indebitamento) e management buy out

(MBO, operazione d’acquisto di imprese con forte grado di indebitamento ad opera dei manager

dell’impresa

 Il corporate banking opera con clientela costituita da imprese di dimensioni non piccole e dotate di

forma societaria. Offre una serie di servizi e attività a favore di imprese di medie e grandi dimensioni

affiancando all’attività creditizia, servizi di gestione della liquidità, servizi di risk management ecc. 17

I PROCESSI DI CRESCITA E I MODELLI ORGANIZZATIVI (Lezione 6)

Avendo già analizzato la banca dal punto di vista giuridico e delle sue attività, ci chiediamo in che modo una

banca può crescere ed aumentare le sue attività. Essendo un’impresa la banca può crescere essenzialmente in

le banche significa intensificare l’attività

due modi: aumentando la produzione già esistente, e quindi per

creditizia, oppure attuando un processo di diversificazione della produzione. La crescita di una banca, sia che

avvenga attraverso un aumento della produzione sia che avvenga attraverso la diversificazione, può essere

attuata per via interna, aumentando la capacità produttiva con nuove filiali o introducendo nuove strutture

produttive, oppure per via esterna; in questo caso la banca inizierà ad acquisire, attraverso operazioni di

acquisizione o fusione, banche, società finanziarie o assicurazioni, già attive sul mercato. La scelta tra

crescita interna ed esterna dipende dalle caratteristiche della banca considerata, dal settore in cui opera, dalla

capacità della banca di sostenere l’investimento ecc.; in generale, il vantaggio della crescita per via interna

risiede nel fatto che si adatta perfettamente alle banche in fase di set up, il principale svantaggio è

rappresentato dalla lentezza di questo tipo di strategia. Svantaggio che viene superato nel caso di una crescita

la rapidità è la prerogativa principale; infatti attraverso l’acquisizione di imprese target

per via esterna, dove

si acquistano imprese già dotate di un know-how nel settore di riferimento. Lo svantaggio principale è

di integrazione che si dovrà attuare a seguito dell’acquisizione,

rappresentato dal processo possono infatti

sorgere significative differenze culturali ma anche tecnologico-informative.

La crescita di una banca può avvenire tanto a livello nazionale quanto a livello internazionale. In particolare,

dagli anni ’90 soprattutto

in Italia il processo di crescita internazionale ha coinvolto molte banche a partire

nell’Europa dell’est

attraverso acquisizioni a motivo che: erano paesi che stavano uscendo da economie

socialiste e diedero quindi inizio ad un processo di privatizzazione del sistema bancario e per attuare una

diversificazione strategia, giustificata da ragioni di vicinanza culturale e geografica.

Un processo di crescita internazionale può avvenire attraverso la costituzione di succursali estere, ossia filiali

prive di personalità giuridica, presso cui possono essere svolte tutte le attività offerte dalla banca; attraverso

operazioni di filiazione, ossia attraverso l’acquisizione di partecipazioni in società esterne; attraverso la

costituzione di uffici di rappresentanza, ossia punti di contatto della banca italiana con il mercato straniero,

che non possono svolgere attività bancaria ma permetto di creare rapporti con il mercato obiettivo di

espansione.

Nel sistema bancario italiano (e in generale in tutti i sistemi bancari) convivono intermediari bancari aventi

dimensioni significative totalmente differenti, si distinguono, in linea teorica, le piccole banche dalle grandi

banche, all’interno delle quali vi è la particolare categoria delle banche significative.

è il modello “perdente” nel sistema bancario a causa dell’impossibilità

Il modello delle piccole banche di

servire un’ampia gamma di consumatori e alla fragilità del sistema di governance. L’essere piccola, però,

consente di sfruttare la c.d. soft information che si ottiene solo avendo un rapporto stretto con il territori che

difficilmente potrà essere coltivato da banche di grandi dimensioni. La presenza delle piccole banche, in

alcuni casi, comporta un certo grado di stabilità nel sistema finanziario grazie soprattutto alla loro scarsa

propensione all’assunzione di attività rischiose; effetto che si genererà solo se queste piccole banche

detengono una quota non irrilevante di mercato.

Le grandi banche nascono a seguito, generalmente, di fenomeni di integrazione. Godono dei seguenti

vantaggi:

 Migliori capacità di gestione e di minimizzazione dei rischi grazie anche alla gestione di portafogli

fortemente diversificati

 È più stabile e meno soggetto al rischio di liquidità perché concentra tanti depositanti e diminuisce il

rischio di drenaggio dei fondi

 È in grado di sostenere un offerta diversificata e complessa e fa fronte a fabbisogni finanziari di

investimento e pagamento complessi

 Ha la capacità di influire sulle decisioni delle autorità di vigilanza perché viene coinvolta nel processo

decisionale

 In ultimo, sono stati oggetto del c.d. too big too fail principle ossia della consapevolezza che, una volta

divenute grandi, in caso di difficoltà non sarebbero state fatte fallire ma sarebbero state aiutate

dall’esterno (c.d. bail out)

Come detto, all’interno della categoria delle grandi banche rientrano le c.d. banche significative, così definite

in quanto ricadono sotto la vigilanza diretta della BCE; sono circa 130 a livello europeo tra cui alcune

Per essere considerate significative ed essere sottoposte alla vigilanza “speciale” della BCE

italiane. occorre

superare uno o più dei seguenti requisiti: 18

 Totale attivo dello stato patrimoniale superiore ai 30 miliari di euro

 Rilevanza per il singolo Paese considerato

 (nell’UE) di rilevanza significativa;

Banca con attività cross-border incidenza cross-border nei paesi

esterni almeno del 20% e un totale delle attività maggiore di 5 miliardi di euro

 finanziamenti direttamente dall’UE

Aver ricevuto

Fino alla fine degli anni ’80 la scelta del modello organizzativo non era stato un problema per le banche

dell’introduzione delle attività

operanti in Italia. A seguito del processo di armonizzazione europeo e

ammesse al mutuo riconoscimento si inizia a discutere su quale sia il modello di banca appropriato per

affrontare a globalizzazione dei mercati. Inizialmente la legge Amato-Ciampi del 1990 aveva spinto per il

modello del gruppo bancario, mentre il successivo TUB sembrò indirizzare verso il modello della banca

universale.

La scelta di un assetto organizzativo aziendale si presenta come il risultato delle decisioni assunte in

relazione ad alcuni elementi essenziali di riferimento come la modalità di divisione del lavoro tra i diversi

soggetti e i meccanismi di coordinamento, di comunicazione e di controllo. Le differenti configurazioni

organizzative derivano proprio dalle modalità variabili co cui possono combinarsi questi elementi, nonché da

alcuni fattori situazionali o contingenti che le influenza, quindi:

 L’ambiente nel quale l’impresa opera

 L’età e la sua dimensione

 Il sistema tecnico che sperimenta vincoli economico-normativi da rispettare

Nel modello del gruppo bancario vi è una capogruppo che controlla società di natura bancaria, più o meno

specializzata, di natura finanziaria (SIM, SGR ecc.) e società strumentali (che ad es. gestiscono il patrimonio

mobiliare del gruppo). Secondo Banca d’Italia per essere considerato gruppo bancario è sufficiente la

All’interno del gruppo bancario non è

presenza di una società capogruppo e di una società partecipata.

ammessa la presenza di compagnie di assicurazione. I principali vantaggi del gruppo bancario sono:

 Economie di specializzazione

 Maggiore facilità di reperimento delle risorse

 Maggiore facilità di taglio dei “rami secchi” ossia delle società del gruppo di cui ci si vuole liberare

 Facilità ed elasticità operativa

Gli svantaggi del gruppo bancario sono invece gli elevati costi di coordinamento, problemi di unicità

strategica ed elevanti costi di amministrazione e controllo.

Al vertice di un gruppo abbiamo una banca italiana, che può essere pienamente operativa oppure essere una

banca con funzioni ibride (ossia operatività limitata e attività di gestione delle partecipazioni) o una società

In quest’ultimo

finanziaria, che può essere operativa o agire come finanziaria di partecipazione (holding).

caso, affinché si possa parlare di gruppo bancario è necessario il requisito della bancarietà, ossia che lo

bancaria sia preponderante nel gruppo.

svolgimento dell’attività In ogni caso, qualora si configuri un gruppo

bancario, questo dovrà essere iscritto in un apposito albo tenuto presso Banca d’Italia. La capogruppo,

nell’esercizio dell’attività di direzione e di coordinamento, emana disposizioni alle componenti del gruppo

per l’esecuzione delle istruzioni impartite dalla Banca d’Italia nell’interesse della stabilità del gruppo.

Un concetto simile a quello del gruppo bancario è il conglomerato finanziario, ossia, secondo la definizione

di Banca d’Italia, un gruppo impegnato in attività bancaria, finanziaria ed assicurativa. Ogni anno deve

essere stilato un elenco dei conglomerati operanti nel paese e a seconda della natura prevalente si stabilisce

quale sia l’organo di vigilanza pivotale, cioè di riferimento e coordinamento.

L’alternativa al modello del gruppo bancario è rappresentato dalla che è un’unica società

banca universale

che svolge al suo interno tutte le attività che sono consentite alla banca stessa. Tipicamente è una banca di

grandi dimensioni ed organizzata per divisioni. I principali vantaggi di questo modello sono:

 Economie di costo soprattutto per quanto riguarda la produzione di informazioni

 Maggiore propensione alla relazione con la clientela

 Possibilità di soddisfare qualsiasi bisogno finanziario

 Economie di scala e di scopo

 Consente di superare gli eventuali dissidi tra società capogruppo e le varie controllate

Gli svantaggi principali sono invece rappresentati dalla possibilità di confitti d’interesse tra le varie aree di

attività in cui la banca opera e la complessità organizzativa del modello.

L’intensificarsi della concorrenza nel sistema bancario ha indotto in molti mercati un sensibile indebolimento

dei vantaggi competitivi tipici di alcune banche locali che sono state oggetto di processi di concentrazione

19

hanno perso la loro autonomia. Una modalità organizzativa con cui tali banche possono cercare di difendere

la loro posizione competitiva è individuabile nel network bancario, si tratta di una formula organizzativa che

si traduce in una serie di accordi e relazioni tra intermediari bancari che consente loro di migliorare la

propria funzione produttiva e distributiva, di creare sinergie che permetto di conseguire benefici

difficilmente ottenibili mediante uno sviluppo autonomo e di superare i propri limiti dimensionali ed

economici. 20

LA BANCA VISTA ATTRAVERSO IL BILANCIO (Lezione 7)

Il bilancio è il documento che riporta i risultati dell’attività svolta dalla banca. Esso è destinato in primo

azionisti, cui spetta approvarlo, tenendo conto delle valutazioni dell’organo di controllo e della

luogo agli

società di revisione. Esso deve consentire di valutare la situazione economica, finanziaria e patrimoniale

conoscitive presenti all’esterno del’azienda.

della banca, in modo da soddisfare le esigenze

Oggi le banche devono fare riferimento alla circolare n.262 della Banca d’Italia, del dicembre 2005, che

contiene le istruzioni per la redazione del bilancio dell’impresa e del bilancio consolidato in base ai principi

contabili internazionale IAS/IFRS.

Un ulteriore riferimento è rappresentato dai documenti congiunti che la Banca d’Italia, la CONSOB e

l’ISVAP hanno rilasciato nel corso degli ultimi anni a seguito dell’attività svolta nell’ambito del tavolo di

coordinamento in materia di applicazione degli IAS/IFRS.

La finalità principale del bilancio è di fornire una rappresentazione della situazione economica, finanziaria e

patrimoniale dell’azienda utile a fini conoscitivi e decisionali; di conseguenza tale rappresentazione deve

possedere i requisiti della chiarezza, della verità e della correttezza.

L’esigenza di garantire i principi richiamati ha portato a stabilire schemi di stato patrimoniale e conto

economico non modificabili. Il bilancio è composto dagli schemi di bilancio ossia dallo stato patrimoniale e

dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del

patrimonio netto, dal rendiconto finanziario e dalla nota integrativa; è corredato dalla relazione degli

amministratori sulla gestione.

Nello stato patrimoniale le voci sono esposte secondo un ordine di liquidità (attivo) e di esigibilità (passivo)

decrescente e sono classificate avendo riguardo alla controparte.

ed evidenzia alcuni risultati intermedi; nell’ambito dei proventi e oneri

Il conto economico è in forma scalare

sono individuabili quelli operativi, che nascono per effetto dello svolgimento delle operazioni che

quotidianamente la banca pone in essere e quelli valutativi, che si formano in conseguenza di valutazioni che

gli amministratori effettuano alla fine di ogni esercizio.

Il prospetto della redditività complessiva mostra la redditività totale prodotta dalla banca nel corso

dell’esercizio e evidenzia il risultato delle variazioni di valore delle attività rilevate in contropartita delle

riserve di rivalutazione.

Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto individua le componenti del patrimonio e illustra le

variazioni intervenute nel corso dell’esercizio per effetto dei mutamenti che hanno interessato e riserve, delle

eventuali variazioni del patrimonio netto e dell’utile d’esercizio. o assorbita dall’attività operativa, di

Il rendiconto finanziario pone in evidenza la liquidità generata

dalla banca e fornisce il dato di sintesi relativo all’esercizio.

investimento e di provvista posta in essere

La nota integrativa mira a fornire ulteriori informazioni, necessarie per meglio comprendere quanto esposto

in stato patrimoniale e in conto economico. cui il collegio da conto dell’attività di

La relazione sulla gestione sindacale è lo strumento attraverso

controllo svolta nel corso dell’esercizio. La relazione della società di revisione è il documento che contiene i

giudizio del soggetto incaricato della revisione legale dei conti sulla conformità del bilancio ai principi

contabili, sulla chiarezza dello stesso nonché della veridicità e correttezza della rappresentazione della

situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico della banca.

Gli schemi di bilancio prevedono voci, sottovoci e dettagli informativi, che rappresentano i conti del

L’impostazione seguita privilegia l’aspetto della sinteticità degli schemi, ai quali è affidato il

bilancio.

compito di fornire una visione di sintesi della situazione aziendale, lasciando alla nota integrativa quello di

fornire il dettaglio analitico necessario per una migliore e più approfondita conoscenza dell’andamento della

gestione.

I principi contabili internazionali rispondono all’obiettivo di fornire una rappresentazione fedele

dell’andamento della gestione bancaria in relazione alla dinamica dei mercati e del sistema economico e

hanno portato ad una profonda trasformazione dei criteri di valutazione delle voci del bilancio.

I criterio prioritario di valutazione delle poste di bilancio è quello del fair value, definito dallo IAS 32 come

il corrispettivo al quale un’attività sarebbe scambiata, o una passività estinta, in una libera transazione tra

parti consapevoli e indipendenti. La determinazione del fair value degli strumenti finanziari viene effettuata

secondo differenti modalità in relazione alle caratteristiche di ciascuno strumento. Questo criterio di

21

valutazione è applicato alle attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico e a quelle

disponibili per la vendita. Le attività e le passività finanziarie prive dei presupposti per la loro valutazione al

che consiste nell’adeguare, di anno in anno,

fair value sono valutate, a fine esercizio, al costo ammortizzato,

l’originario valore di iscrizione dell’attività e delle passività sulla base del valore attuale dei flussi di cassa

futuri prodotti dalla stessa. Il criterio del costo ammortizzato si applica alle attività finanziarie detenute sino a

scadenza e ai finanziamenti e ai crediti.

In sede di valutazione di fine esercizio è necessario verificare le eventuali riduzioni per perdite di valore

dell’attività (impairment Di grande rilievo, per le banche, è l’impairment test dei crediti, volto a

test).

verificarne l’eventuale deterioramento.

La procedura di impairment si applica, sia pure con modalità diverse, anche alle attività materiali e a quelle

immateriali, tra cui l’avviamento, e altri strumenti di capitale.

L’analisi dell’equilibrio economico, finanziario e patrimoniale delle aziende di credito è di grande interesse

sia per gli operatori interni che per quelli esterni al mondo bancario.

La possibilità di raggiungere i fini conoscitivi prefissati è diversa a seconda della maggiore o minore

possibilità di accesso alle informazioni su cui basare il giudizio.

Per coloro che effettuano l’analisi dall’esterno lo strumento di lavoro fondamentale è rappresentato dal

bilancio d’esercizio; a esso si accompagnano i dati resi disponibili dalla Banca d’Italia, dall’ABI e da alcuni

enti di ricerca.

L’obiettivo di ottenere informazioni sui diversi aspetti della gestione bancaria, presuppone la

riclassificazione dei dati di bilancio.

Da qui la necessità di procedere ad aggregazioni di voci omogenee, che consentano l’evidenziazione di un

numero limitato di classi di valori, oppure disaggregazioni di voci per meglio comprendere cause ed effetti di

determinati andamenti gestionali.

Il punto di partenza per la riclassificazione dei dati dello stato patrimoniale è rappresentato

dall’individuazione delle aree fondamentali bancaria.

di attività dell’azienda

Riguardo all’attivo, la distinzione fondamentale è tra le attività che generano interessi o dividendi (attività

fruttifere) e le altre attività (attività non fruttifere); la somma delle due voci aggregate costituisce il totale

attivo. Il passivo è suddiviso in debiti la cui assunzione comporta un costo per la banca ossia le tipiche forme

di raccolta (passività onerose), e le altre passività (passività non onerose), che insieme costituiscono le

passività totali. Le altre voci sono rappresentate dalle poste di patrimonio netto.

L’esigenza di riesporre i dati nasce dal fatto che lo schema obbligatorio di conto economico non consente di

formazione dell’utile. Data

individuare nel dettaglio il contributo delle varie aree di gestione alla

l’importanza di tale informazione occorre procedere a una riclassificazione delle voci.

Una distinzione fondamentale va fatta tra i componenti di reddito propri della gestione ordinaria o

caratteristica e quelli che di essa non fanno parte, ossia i proventi e gli oneri straordinari.

Nell’ambito della gestione ordinaria assume grande rilievo il margine d’interesse (MINT), che nasce dalla

somma algebrica degli interessi attivi e proventi assimilati, dei dividenti e proventi simili e degli interessi

passivi e oneri assimilabili. Esso è il primo indicatore del risultato ottenuto dalla banca nella cosiddetta

gestione denaro, ossia l’attività di intermediazione creditizia. A questo margine vanno poi sommate le

l’individuazione di tale valore consente

commissioni nette, ossia il saldo delle commissioni attive e passive;

di apprezzare il risultato complessivo (margine gestione denaro e servizi, MINTS) ottenuto dalla banca nelle

aree di intermediazione creditizia e dei servizi.

Aggiungendo i risultato netto delle operazioni finanziarie, ossia la somma algebrica del risultato netto delle

attività di negoziazione e di copertura, degli utili/perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie

disponibili e del risultato netto delle attività e delle passività finanziarie valutate al fair value, si ottiene il

che esprime il risultato di tutta l’attività svolta nel campo

margine di intermediazione (MINTM),

dell’intermediazione e fornisce un’importante indicazione circa la capacità della banca di svolgere con

efficacia il suo ruolo sul mercato.

Detratti da tale valore i costi di gestione, si ottiene il risultato lordo di gestione; la successiva inclusione

delle rettifiche/riprese di valore nette sulle diverse tipologie di attività finanziarie permette di determinare il

che fornisce una misura dell’economicità della gestione ordinaria della banca.

risultato di gestione, 22

La considerazione dei rimanenti componenti di reddito, consente di determinare il reddito prima delle

imposte e detratte le imposte, il reddito netto, che rappresenta il risultato economico della gestione

complessiva della banca.

La riclassificazione del bilancio nei termini indicati consente di disporre di uno strumento utile ai fini

dell’analisi dell’equilibrio economico, finanziario e della valutazione delle sue performance nel tempo e

rispetto ad altre banche. La riclassificazione rende possibile la ricostruzione di indicatori gestionali che

consento di evidenziare i collegamenti fra le diverse aree gestionali e il contributo di ciascuna di essere alla

formazione dei risultati economici e patrimoniali.

Gli indicatori di performance che analizziamo rappresentano misura di rischiosità, misure di redditività ed

efficienza e misure di patrimonializzazione:

Misure di rischiosità:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e legislazione d'impresa (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesco.galafassi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Poli Federica.

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