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Economia delle Aziende di

Credito

La banca: capitoli 2,3,4(sostituito dal pdf),5,6(sostituito da pdf),7(sostituito da

pdf),8,10,11,12,14,16

Il Sistema finanziario è quello spazio dove avvengono transazioni finanziarie, ed è uno

spazio organizzato, che qualora non ci fosse avrebbe delle conseguenze avverse e

negative sullo sviluppo economico di un paese. È perciò un luogo di scambio di mezzi

finanziari e minimizza tutti i costi di transazione, che in assenza di sistema finanziario,

il singolo individuo dovrebbe sostenere senza avere la certezza di ottenere tutti i fondi

necessari per avviare la sua attività economica. Esiste un nesso tra economia di un

paese e sistema finanziario perché questa rappresenta una infrastruttura cruciale per

il funzionamento delle moderne economie in quanto svolge importanti funzioni e per

questo devono essere ben funzionanti e organizzati.

Quando si guarda il sistema finanziario possiamo guardarlo sotto due prospettive:

A) Approccio strutturale: in tal caso ci soffermiamo sulle componenti.

Andremo a dire che i SF rappresentano un insieme di contratti finanziari,

intermediari finanziari, mercati finanziari, autorità di regolamentazione e

vigilanza e monetarie. Queste componenti si possono combinare in vario

modo dando luogo a strutture finanziarie differenti del tempo e nello spazio.

La struttura di un SF è mutevole nello spazio (tra paesi), anche per scelte di

carattere di politiche, ma anche nel tempo (le strutture dei SF mutano nel

tempo, perché sotto la spinta di fenomeni di regolamentazione, fenomeni

competitivi, fenomeni tecnologici, la struttura dei SF muta, e risponde anche

al fatto di rispondere al meglio le funzioni a lei assegnate. Si cambiano i

componenti per migliorare la funzionalità).

B) Approccio funzionale: guardiamo le funzioni del SF. Al sistema finanziario

vengono assegnate 3 funzioni tipiche. La prima è quella di allocazione

delle risorse finanziarie (trasferire risorse finanziarie a chi ne ha in

eccesso a chi è in deficit, per finanziare attività di investimento e di

consumo). La seconda funzione è di carattere monetario (mette a

disposizione degli operatori strumenti di pagamento, alternativi alla moneta

legale, nonché sistemi di regolamento di pagamenti. Ad esempio il

BONIFICO, cioè moneta fiduciaria, RI.BA, RID, MAV). La terza funzione è la

funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria, il

sistema finanziario è uno spazio dove può essere veicolata una decisione di

politica monetaria, che quindi va a toccare le banche, e dalle banche si

trasferisce all’economia reale (es. la BCE diminuisce i tassi, per le banche è

facile e non costoso prendere i soldi dalle autorità di politica monetaria, ma

se il SF non è buono, la capacità di trasmettere impulsi non è efficace).

Al sistema partecipano diversi soggetti che hanno funzioni e ruoli diversi. Da un lato

troviamo le unità in surplus, questi sono soggetti che hanno un’eccedenza di risorse

finanziarie che possono essere impiegate, tra cui le famiglie, le imprese non

finanziarie, la pubblica amministrazione e l’estero, quest’ultimo nei confronti dell’Italia

può avere una eccedenza di mezzi finanziari. Dall’altra parte però ci sono le unità in

deficit, al contrario delle prime sono soggetti che si trovano in una situazione di

carenza di risorse finanziarie e quindi sono alla ricerca di risorse finanziare, tra cui

famiglie, imprese non finanziarie (perché hanno una capacità di accumulazione di

risorse finanziarie insufficiente; l’utile che realizza è insufficiente per fare un

investimento importante.), pubblica amministrazione, l’estero (può essere talora in

deficit, talora in surplus, ed è collegata alla bilancia dello stato). Questi due soggetti,

in assenza di un esistente SF non si possono incontrare. Il SF si interpone tra questi

due soggetti e crea circuiti di collegamento, questi possono essere di due tipi:

- Diretti: ad esempio un’impresa che vuole fare un investimento chiede agli

imprenditori un aiuto. Però questi circuito diretti, dove le controparti si

incontrano direttamente (circuito diretto puro), sono marginali, perché si

devono sostenere una serie di costi. Sono per lo piu’ basati sulla presenza di

mercati finanziari dove le unità in deficit si possono approvvigionare di fondi

emettendo delle proprie passività che vengono poi proposte nei mercati e che

prendono il nome di OBBLIGAZIONI, TITOLI DI STATO, AZIONI. Il circuito è diretto

perché la transazione finanziaria fa si che l’unità in surplus e deficit siano

collegati a livello di bilancio; il debito dell’unità in deficit diventa credito per

l’unità in surplus. Quello che succede al deficit si ripercuote sull’unità in surplus,

trovandosi con un attivo piu’ basso. Unità in surplus—— attivo finanziario. Unità

in deficit—— passivo finanziario. In cambio di soldi, le unità in deficit ricevono

dei titoli. Esiste un alto modo per cui le unità in surplus si possono mettere in

relazione con le unità in deficit: circuito diretto intermediato: le unità in

surplus forniscono i fondi agli intermediari finanziari i quali raccolgono questi

fondi e per conto delle unità in surplus, vanno a investite i fondi nei mercati

finanziari. Gli intermediari finanziari agevolano la mobilizzazione delle risorse

finanziarie in surplus (banche, le SIM (società intermediazione mobiliare), SGR

(società di gestione del risparmio, cioè gli unici soggetti che possono gestire i

fondi comuni di investimento), fondi pensione. La banca non assume alcun

rischio, andrò a selezionare strumenti finanziari da me rischiesti. Guadagna

delle commissioni. Un altro circuito è il Diretto e assistito quando un

intermediario aiuta a trovare la controparte, ad inviare un ordine di acquisto di

titolo. Gli intermediari non assumono nessun rischio e guadagnano delle

commissioni. Nel circuito diretto gli intermediari agiscono come assist broker,

cioè un mediatore, fa incontrare domanda e offerta.

- Indiretti: tra unità in surplus e in deficit si frappone un intermediario finanziario.

Si frappone con il proprio bilancio. Questo avviene nel caso bancario. Unità

in surplus danno l’eccedenza monetaria alla banca, aprendo un CC e

depositando sul conto dei soldi, si trovano ad avere un credito nei confronti

della banca per l’ammontare del deposito fatto (che la banca si impegna a

restituire i soldi in qualsiasi momento), la banca ha emesso una sua passività

che si chiama contatto di CC. La banca raccoglie le eccedenze finanziarie delle

unità in surplus stipula un contratto finanziario e a questo punto la banca, ne

tiene una quota in forma di riserva, e gli altri li può utilizzare sotto forma di

prestito bancario (mutuo, prestito breve, medio lungo, garantiti, non garantiti, in

valuta straniera o domestica). Il legame tra i bilanci delle unità in surplus e

deficit non è piu’ diretto. Nei circuiti indiretti ci sono degli intermediari finanziari

che prendono vari nomi: le banche, intermediari creditizi non bancari, ma che

concede prestiti (Compass= società finanziaria del gruppo medio banca che

concede prestiti per l’acquisto di mobili, auto..), compagnie di assicurazione

(raccolgono dei fondi sotto forma di premi, si impegna a risarcire, nel caso in cui

avvenga il danno, ma nel frattempo può concedere prestiti) e le finanziarie di

partecipazione (raccolgono fondi attraverso passività finanziarie e vanno a

investite i fondi in società che devono essere soggetto di ristrutturazione o

imprese di cui di norma ne acquistano parte del capitale sociale). L’insolvenza

dell’unità in deficit non per forza si ripercuote sull’unità in surplus. Nel circuito

indiretto la banca si assume dei rischi. Gli intermediari qua agiscono come asset

transformers rendendo compatibiili e assumendo i rischi le preferenze

preferenziali tra gli interessi delle unità in surplus e deficit. Da compimento di

questa trasformazione la banca guadagna il differenziale tra

Settori istituzionali sono dei gruppi omogenei di unità, di soggetti, che hanno una

propria autonomia decisionale, una propria contabilità ad eccezione di un settore,

costituito dalle famiglie (non hanno un bilancio), invece gli altri settori hanno una loro

contabilità. I settori istituzionali secondo la contabilità nazionale, sono le imprese non

finanziarie (commerciali, manifatturiere etc.. purché abbiano piu’ di 5 addetti.

Presentano tipicamente, a livello aggregato, una posizione di deficit finanziario), le

società finanziarie (hanno tutti gli intermediari finanziari, e anche essi possono trovarsi

in una situazione di deficit finanziario), le amministrazioni pubbliche (stato, regioni,

province. Sono tipicamente in deficit), le famiglie (ci sono le famiglie consumatrici,

cioè coloro che hanno redditi di vario genere, destinano questi redditi al consumo

facendo investimenti reali, ma tipicamente presentano una posizione di surplus. Tra le

famiglie ci sono quelle definite produttrice, cioè quelle famiglie che hanno attività

imprenditoriali con un numero max di dipendenti entro i 5, ad esempio il calzolaio. Le

famiglie, in aggregato, tipicamente si trovano in una posizione di surplus.), enti no

profit (soggetto che viene messo insieme alle famiglie), infine il resto del mondo

(l’estero).

Perché c’è il settore estero? C’è perché in una economia aperta agli scambi con

l’estero (altre economie), anche il resto del mondo può essere datore di risorse

finanziare o prenditore di risorse finanziarie. Questo esiste solo in presenza di

un’economia APERTA, non in una economia CHIUSA in quanto darebbe impossibile

scambiare risorse con l’estero.

Il settore istituzionale è analizzato sia dall’Istat che da Banca di Italia. Banca di italia si

occupa della posizione a livello finanziario dei diversi settori istituzionali, mentre la

parte del conto capitale, che si riferisce agli investimenti/disinvestimenti reali viene

elaborato dall’istat. La modalità di raccolta di informazioni sono standard. Ciascun

settore istituzionale è omogeneo all’esterno, ciò non toglie che all’interno del singolo

settore ci siano imprese non finanziarie con diverse posizioni (le singole unità possono

essere in deficit anche se il settore istituzionale aggregato è in surplus).

Settore istituzionale: gruppi omogenei all’interno con una propria contabilità (fatto

eccezione delle famiglie). Per ciascun settore istituzionale abbiamo un insieme di

conti: conto patrimoniale di apertura.

Nello stato patrimoniale sono riportate nell’attivo le attività finanziare e reali, nel

passivo abbiamo il patrimonio netto, le passività finanziarie e non finanziarie. Per ogni

settore istituzionale abbiamo lo stato patrimoniale (al tempo to) è influenzato dal fatto

che vi è una movimentazione (conti di accumulazione). Il primo conto è il conto delle

operazioni correnti (su base annuale): registra quello che chiamiamo CE, con

l’evidenziazione di un saldo che può essere positivo o negativo (nel caso delle famiglie

abbiamo ricavi legate ai risparmi, salari e stipendi, e costi). Il risultato positivo per le

famiglie viene chiamato risparmio, per le imprese è chiamato utile. Il risparmio (S)

talvolta deriva dalla differenza tra ricavi e costi, talvolta deriva ex-ante. Il risparmio

può alimentare altri due conti; il primo, gestito dall’Istat, chiamato Conto di capitale

(I) in cui rappresenta solo investimenti di carattere reale. Si registrano possibili

incrementi o decrementi i quali potrebbero provenire, ed essere anche alimentati dal

risparmio, da accreditamenti.

Un altro conto, di accumulazione per il lato finanziario, che è elaborato dalla Banca di

Italia (Sia per rilevazione a valenza europea che italiano): elabora i conti finanziar,

vengono elaborate le variazioni di attività e passività finanziarie, tramite

accreditamenti o indebitamento. Questo conto è chiamato Conto finanziario.

Differenza tra i due conti?? Nel conto di capitale non parliamo di variazioni degli

investimenti reali, MA si parla di flussi (stock= quantità di un bene).

Questi tre conti, messi insieme, danno origine a quello che viene chiamato Conto di

Attività Passività

Risparmio (S)

Attività finanziaria Passività finanziarie

Investimenti reali (I) Patrimonio netto

Esempio:

Attività Passività

Totale attività 500 Totale passività 500

Attività finanziaria 400 Passività finanziarie 200

Investimenti reali (I) 100 Patrimonio netto 300

HP: Ho un nuovo immobile (investimento)pari a 500: quindi investimenti passa da 100

a 600 (con “dismissione” di attività finanziarie pari a 300.

Risparmio 50

Acquisto immobile 500

Vendita di attività finanziarie -300

Incremento di passività finanziarie 150

In questo modo si è movimentato anche il conto finanziario: registra un indebitamento

di attività finanziarie e registra un incremento delle passività finanziare.

Saldo finanziario può essere calcolato in due modi:

- Come differenza tra risparmio e investimenti (S-I) e rappresenta il fabbisogno di

finanziamento che cercherà di soddisfare

- In termini di variazioni di flussi, come variazione delle attività finanziarie meno

passività finanziarie. (Delta AF- delta PF)

Se il saldo finanziario è positivo siamo in presenza di settori istituzionali in surplus

finanziario e viceversa. Se è in surplus vuol dire che risparmi più degli investimenti che

fa e siamo in presenza di soggetti DATORI di fondi. Chi è in deficit ha bisogno di

reperire fondi, perché non riesce a finanziare il suo investimento e quindi affacciarsi al

sistema finanziario e perciò siamo in presenza di soggetti di PRENDITORI di fondi.

Il saldo finanziario della pubblica amministrazione è dato da T (introiti dello stato,

tasse) - G (spesa corrente dello stato) – I (investimenti che fa lo stato)

Il resto del mondo ha un suo conto e il suo saldo è collegato alla bilancia dei

pagamenti (bilancia delle partite correnti). Il saldo delle partite correnti può essere

positivo (esportiamo più di quanto importiamo, cioè è negativo per il resto del mondo,

ma positivo per il paese che esporta perché siamo noi che finanziamo l’estero) o

negativo (è positivo per il resto del mondo, ma negativo per il paese che esporta). Il

saldo dell’estero deriva dal saldo delle partite correnti ma con segno opposto a quello

del paese che esporta.

La somma dei saldi finanziari, a livello nazionale, è pari a 0, ma dipende se siamo in

presenza di un a economia chiusa o aperta. Nel caso di economia chiusa, tutto si

realizza a livello interno. La somma dei saldi finanziari di tutti i SI è uguale a zero, ma

la somma algebrica dei saldi di tutti i SI è uguale al saldo del resto del mondo. In una

economia aperta il saldo del resto del mondo equivale esattamente alla somma

algebrica dei saldi finanziari i feriti a tutti i SI interni. (L’incidenza che ha il risparmio

sul reddito loro disponibile: Il reddito nazionale disponibile (spendibile, cioè al netto

delle imposte, ma lordo perché non tiene conto degli Ammortamenti dei beni reali),

misura la capacità di spesa e di consumo, perché il reddito generato, al lordo degli

Ammortamenti, ma al netto delle imposte)

Tre concetti di ricchezza:

- Ricchezza finanziaria netta: attività fin. - passività fin.

- Ricchezza totale lorda: attività fin. + investimenti Reali

- Ricchezza Totale netta: ricchezza totale lorda – passività fin.. (equivale al PN)

RIPASSO ULTIMA LEZIONE: Esistono unità o settori istituzionali tradizionalmente in

surplus, quindi potenzialmente datori di risorse finanziarie, a favore di settori

istituzionali che tipicamente si trovano in deficit. Tipica è la pubblica amministrazione,

ma anche le imprese non finanziarie. In una economia aperta c’è un settore

istituzionale, l’estero ( o resto del mondo) il cui saldo promana dalla bilancia

commerciale, all’interno della più ampia bilanci a di pagamenti, e di fatto con il cui

saldo si chiude la somma algebrica dei saldi finanziari di tutti i settori istituzionali. Il

settore estero con il suo saldo va a rendere pari a zero la somma algebrica di tutti i

saldi finanziari di tutti i settori istituzionali. Se il saldo finanziario del resto del mondo è

positivo cosa vuol dire rispetto alla somma algebrica di tutti gli altri saldi finanziari?

Vuol dire che la somma algebrica dei saldi finanziari dei settori interni è negativa e

quindi questo ammanco viene finanziato dall’estero (ha quindi segno opposto).

D : di fatto abbiamo visto che ci sono

ISSOCIAZIONE TRA RISPARMIO E INVESTIMENTI

settori istituzionali con surplus e settori istituzionali in deficit, quanto più si crea una

dissociazione tra alcuni che tipicamente sono in surplus e altri che tipicamente sono in

deficit, tanto più diventa necessaria, o rileva, l’attuazione di una attività di

canalizzazione delle risorse finanziarie da chi e è in surplus verso chi è in deficit. Tanto

più si crea questa dissociazione tanto più è necessario che si creino dei meccanismi

che vengono determinati dal sistema finanziario che mettono in comunicazione coloro

che sono in surplus con coloro che sono in deficit e che vogliono attuare investimenti

di tipo reali (impianti macchinari, immobili..). Questo processo di dissociazione non

solo giustifica l’esistenza di un sistema finanziario senza il quale le controparti non

avrebbero facilità di incontro ma dall&

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fra_unicatt_5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Poli Federica.
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