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Definizione e funzioni del sistema finanziario

Importanza delle banche nel sistema finanziario

Le banche, in termini relativi, sono molto importanti in termini di sistema finanziario. Ad esempio, in Italia sono molto rilevanti, mentre in altri paesi lo sono meno.

Il sistema finanziario è quello spazio dove avvengono transazioni finanziarie; è uno spazio molto importante che, qualora non ci fosse, si avrebbero delle conseguenze avverse sullo sviluppo economico del Paese. Il sistema finanziario minimizza i costi di transazione e riduce l'incertezza che il singolo avrebbe in sua assenza. L'esistenza quindi di questo è la soluzione all'avvio di transazioni di carattere finanziario che vanno a sostenere l'attività economica. È uno spazio importante che fa sì che si distinguano sistemi sviluppati da sistemi poco sviluppati.

Relazione tra sistema finanziario e attività economica

La differenza tra sistema finanziario e attività economica sta nel fatto che il sistema è volto a finanziare l'attività; vi è una relazione forte tra sistema finanziario e sviluppo economico del paese. Si può studiare sotto la sua struttura funzionale (delle funzioni) e strutturale (dei componenti).

Approccio strutturale

Ci si sofferma sulle sue componenti, le quali sono un insieme di contratti finanziari, intermediari finanziari, mercati finanziari, autorità di regolamentazione e vigilanza e banche centrali, esistenti in un dato luogo e in un dato momento. Queste componenti si possono combinare in vario modo, dando luogo a strutture differenti nel tempo e nello spazio. Ad esempio, il sistema finanziario italiano è diverso da quello statunitense, anche per motivi di politica diversi. Il sistema finanziario di anni fa è diverso da oggi, muta nel tempo sotto la spinta di fenomeni competitivi, di regolamentazione, e tecnologici; cambia perché bisogna essere adattivi, svolgere al meglio le funzioni assegnate.

Approccio funzionale

Stiamo guardando alle funzioni che il sistema svolge; storicamente al sistema finanziario vengono assegnate tre funzioni tipiche:

  • Allocazione delle risorse finanziarie: il sistema serve a trasferire risorse finanziarie da chi ne ha in eccesso a chi, al contrario, è in deficit e ne necessita; tutto questo per finanziare operazioni di investimento e di consumo.
  • Funzione monetaria: il sistema finanziario mette a disposizione degli operatori strumenti di pagamento alternativi alla moneta legale nonché sistemi di regolamento dei pagamenti. Esempi sono bollettini, MAV, ovvero monete bancarie che necessitano tutte una architettura.
  • Funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria: il sistema finanziario è uno spazio importantissimo dove può essere veicolata una decisione, un impulso, di politica monetaria che si trasferisce all'economia reale.

Soggetti del sistema finanziario

Al sistema finanziario partecipano diversi soggetti che hanno funzioni e ruoli diversi. Da un lato vi sono soggetti in surplus e dall'altro quelli in deficit.

Unità in surplus: sono soggetti con eccedenza di risorse finanziarie che possono essere impiegate. Per esempio, sono le famiglie, imprese non finanziarie come artigiani, le manifatturiere, la pubblica amministrazione che ha eccedenza e per ultimo il settore estero.

Unità in deficit: sono, al contrario di quelle in surplus, soggetti che più o meno cronicamente si trovano in situazione di carenza di risorse finanziarie e alla ricerca di mezzi finanziari per vari motivi: sostenere investimenti di varia natura. Come le famiglie che devono costruire una casa o le imprese non finanziarie che normalmente sono in deficit (utile di solito non è in grado di far fronte agli ingenti investimenti), poi vi è la pubblica amministrazione di solito in deficit e poi l'estero talora in surplus e talora in deficit.

Queste due, in assenza di sistemi finanziari, non si troverebbero mai. Il sistema finanziario di fatto si interpone tra le due entità e cerca di metterle in contatto.

Circuiti di collegamento

Circuiti diretti: caso tipico è che un'impresa che vuole fare un investimento vada da colleghi imprenditori e chieda un finanziamento. Le due controparti si incontrano direttamente, proprio per questo vi sono molti costi di transazione (contrattuali, monitoraggio). Per questo i circuiti diretti sono fondati sulla presenza di mercati finanziari dove le unità in deficit si possono approvvigionare di fondi emettendo delle proprie passività, come obbligazioni, titoli di stato, azioni. Le unità in surplus poi entrano in questa fase. Diretti perché nello SP unità deficit ha passività, mentre SP unità surplus avrà attivo. Lo scambio di risorse fa sì che l'unità in surplus e deficit siano tra loro collegate a livello di Bilancio (SP), per cui debito da una parte e credito dall'altra. Dunque i mercati sono luoghi organizzati dove si propongono questi mezzi e addirittura si scambiano.

Circuiti diretti intermediati: le unità surplus possono mettersi in collegamento con quelle in deficit in maniera più o meno indiretta. Le unità in surplus danno fondi agli intermediari finanziari che li raccolgono e per conto di essi vanno a investire questi fondi nei mercati finanziari. All'interno del quale le unità in deficit emettono passività alla ricerca di finanziamenti. Questi agevolano la circuitazione, la mobilitazione delle attività e passività. Questi intermediari agiscono aiutando le unità in surplus a investire e sono tipicamente le banche, le società di intermediazione mobiliare, le SGR (società di gestione del risparmio) e i fondi pensione.

La banca incassa le somme e sulla base delle direttive (profilo di rischio alto, basso e orizzonte temporale) sceglierà le passività nel mercato finanziario e costruirà un portafoglio finanziario di titoli. La banca quando riceve i soldi ha crediti o debiti? Non è altro che un agente che ha l'onere, il compito, per conto del suo mandante di individuare i titoli in cui investire e decidere per esso. Non entra nulla nel patrimonio della banca. L'unica cosa che fanno gli intermediari è mettere in gioco il loro know-how. Gli intermediari si assumono dei rischi? No, avranno poi un eventuale problema di reputazione.

Circuito diretto assistito: quando l'intermediario vi aiuta a trovare la controparte; ad esempio senza l'internet banking non potrei comprare azioni da solo. Gli intermediari aiutano ad inviare compravendita di titoli. Le banche non si assumono rischio e guadagnano remunerazioni sotto forma di commissioni.

La differenza dell'intermediato è la banca che agisce per conto dell'US pur sempre non avendo rischi. Sempre sotto forma di commissioni. In tutti questi casi gli intermediari agiscono come asset broker, mediatori che si impegnano a mettere in contatto domanda e offerta.

Circuiti indiretti: tra le unità si frappone un intermediario con il proprio bilancio. Il soggetto che si frappone tra le due unità si inserisce con il proprio patrimonio. Caso bancario è uno dei più importanti a livello indiretto. Ad esempio, l'U.S. dà i fondi a una banca quando essa raccoglie depositi. L'US vanterà credito pari all'ammontare e la banca un debito nei confronti dell'unità in surplus, chiamato contratto di conto corrente con eventuali remunerazioni.

Una parte se ne tiene sotto forma di riserva e gli altri li destina a prestiti (mutui, prestiti a breve, lungo periodo) che può concedere alle U.D. crea un credito che la banca vanta verso l'UD e un debito che l'UD ha rispetto alla banca. Le US e UD non sono più collegate direttamente, ma tramite la frapposizione della banca.

Gli intermediari finanziari in circuiti indiretti sono le banche, intermediari creditizi non bancari (Compass), le compagnie assicurative (raccolta premi e concessione prestiti proprio come una banca) e le finanziarie di partecipazione e d'investimento (raccolgono fondi attraverso emissione delle proprie passività e destinano fondi a start-up o altre società).

L'insolvenza dell'UD non necessariamente si trasferisce a US perché dipende dall'intermediario. Gli intermediari si assumo rischi, perché le esigenze delle US sono di avere rimborso quando essi vogliono e mentre delle UD, sia insolvente, quindi di conciliare le diverse esigenze. Mentre le UD hanno scadenze prefissate. Vi è un mismatching. Quindi la banca dovrà far fronte a tutto questo per poter rimborsare in ogni momento le US con diversificazione di attività e passività con tempi differenti.

La banca assumendosi rischi dovrà essere remunerata non più sotto forma di commissione, ma sotto forma di differenziale tra interesse che paga alle unità in surplus da cui riceve fondi e quelli che incassa dalle UD. Gli intermediari finanziari agiscono quali asset transformers: rende compatibile assumendo il rischio le diverse esigenze, preferenze, delle UD e US.

Settori istituzionali e saldi finanziari

Settori istituzionali: sono dei gruppi omogenei di unità che hanno una propria autonomia decisionale, contabilità ad eccezione di un settore costituito dalle famiglie. Sono compresi nei settori istituzionali:

  • Imprese non finanziarie: purché abbiano più di 5 addetti, hanno tipicamente una posizione di deficit finanziario, cioè a livello aggregato. Sono a caccia di fondi, di risorse.
  • Società finanziarie: hanno dentro tutti gli intermediari finanziari che si possono trovare in situazioni di eccesso di risorse finanziarie.
  • Amministrazioni pubbliche: normalmente in deficit.
  • Famiglie consumatrici: tipicamente in posizione di surplus o deficit le quali consumano.
  • Famiglie produttrici: le quali hanno attività imprenditoriali che hanno numero di dipendenti entro i 5, come gli artigiani.
  • Enti no profit: (insieme alle famiglie secondo Banca d'Italia, accumulazione di risorse e quindi in surplus).
  • Estero: il resto del mondo, perché ci troviamo in una economia aperta agli scambi con l'estero, il resto del mondo può essere in surplus o in deficit; se fossimo in economia chiusa questa fattispecie non ci sarebbe.

NB: Ciascuno di questi settori è omogeneo al suo interno per i vari componenti, cioè le unità che lo compongono, mentre a livello aggregato, cioè nel settore istituzionale di riferimento, ci può essere eterogeneità (unità surplus e deficit). Le elaborazioni sono fatte da Banca d'Italia sotto gli standard europei per favorire la comparazione nello spazio UE.

Per ogni settore istituzionale abbiamo un insieme di conti: per ciascuno di questi possiamo avere uno SP con nell'attivo le attività finanziarie e nel passivo PN, passività finanziarie e non finanziarie.

Abbiamo uno SP al tempo 0 (conto patrimoniale di apertura) il quale, per effetto dell'attività economica di ciascun settore istituzionale, è influenzato dai conti di accumulazione sino a giungere allo SP al tempo t (conto patrimoniale di chiusura).

Conti di accumulazione

Conto delle operazioni correnti: in termini economico-aziendali si tratta del CE, il quale si riferisce alle attività correnti; esso termina con un saldo, un risultato raccoglie il risultato positivo o negativo al netto imposte dell'operatività dell'azienda dell'anno. Ad esempio, per le famiglie avremo ricavi da salari e stipendi e costi derivanti dal consumo; per le aziende avremo ricavi da vendita e costi da salari e stipendi, fornitura.

Il risultato positivo per le imprese lo si chiama Utile mentre per le famiglie lo si chiama Risparmio (S). Il risparmio può derivare direttamente dalla differenza tra ricavi – costi cioè in termini residuali, talvolta gli agenti hanno dei risparmi target cioè definiti, ex ante, e ci riescono a raggiungerli contenendo i costi (unici cui possono agire). NB: per convenzione il risultato positivo lo chiameremo sempre Risparmio (S).

Il Risparmio S può andare ad alimentare questi altri due conti, cioè fa da tramite:

Conto del capitale: calcola la variazione che ci può essere derivante da investimenti reali (I), cioè da capitale fisico; quindi si registrano possibili incrementi o decrementi degli investimenti reali, i quali potrebbero provenire dal risparmio generato e disponibile oppure dai disinvestimenti. Si tratta come stock nonostante si tratti di variazioni, cioè queste ultime si cumulano.

Conto finanziario: vengono rilevate le variazioni di attività e passività finanziarie, attraverso accreditamenti (aumento AF) o addebitamenti (diminuiscono AF/aumento PF). Qui si tratta di flussi finanziari delle variazioni. Il conto viene alimentato da variazioni di flussi finanziari. NB: elaborato da Banca d'Italia, mentre le altre due da ISTAT.

Questi tre conti andranno ad influenzare il conto patrimoniale al tempo 0 e così definiranno il conto patrimoniale al tempo 1: stato patrimoniale di fine anno tenendo conto delle variazioni che si sono generate.

Esempio: vuole incrementare gli stock di investimenti di 500 con l'acquisto di macchinario. Possiede AF e PF e ha un risparmio di 50. Allora deciderà di disinvestire 300 delle AF (possibili e senza tanti costi) e di aprire delle PF (es prestiti) per 150. Gli I sono entrati in SP Attivo e vi sono state modificazioni nelle AF e PF.

La variazione di 200 è data dalla differenza tra I e AF.

Saldo finanziario (SF)

Il saldo finanziario, o financial imbalance, può essere visto come differenziale tra S e I oppure come differenza tra variazione AF e variazione PF; può essere positivo o negativo. Se negativo si parla di deficit finanziario ed il valore è pari al fabbisogno di finanziamento che può sanare grazie al sistema finanziario, cercando in questo modo fondi (caso tipico delle imprese manifatturiere, commerciali). Siamo in presenza di soggetti prenditori di fondi nel sistema. Se il saldo è in positivo siamo in surplus finanziario, cioè si risparmia di più degli investimenti reali e si vorrà impiegare l'S in maniera differente e si avrà bisogno di allocarlo. Siamo in presenza di soggetti prestatori di risorse finanziarie che hanno un fabbisogno di intermediazione.

SF = S – I
SF = Var AF – Var PF

  • SF > 0: Settori istituzionali in surplus (finanziario), soggetti datori di risorse finanziarie (a soggetti che non ne sono in grado) si risparmia più di quanto si investa in termini reali, pertanto questo risparmio va impiegato (non in termini reali ovviamente) con fabbisogno di intermediazione, cioè di canalizzazione di tale surplus.
  • SF < 0: Settori istituzionali in deficit (finanziario), soggetti prenditori di risorse finanziarie, con fabbisogno di reperire fondi, poiché hanno una capacità di risparmio insufficiente a finanziare gli investimenti reali (tipico delle imprese non finanziarie, ad esempio commerciali o manifatturiere).

Per ogni settore istituzionale possiamo calcolare il relativo saldo finanziario:

  • Famiglie SF = S – I
  • Società non finanziarie si presentano come prenditori di fondi SF = S - I
  • Società finanziarie SF = S - I
  • Pubblica amministrazione è normalmente in deficit, e il saldo è dato da (T-G) – I, cioè il Risparmio dello Stato è dato dalla differenza tra imposte e spesa pubblica.
  • Resto del mondo: il suo saldo è collegato alla bilancia delle partite correnti che registra l'operatività di un paese con il resto del mondo. Il saldo può essere positivo se esportiamo più di quanto importiamo e negativo se opposto. Se per l'Italia il saldo delle partite correnti è positivo, il conto del resto del mondo è negativo perché esportiamo molto. SF = IM – X

La somma dei saldi finanziari a livello nazionale è pari a 0, ma dipende se siamo in economia chiusa o aperta.

  • Economia chiusa: i saldi finanziari sono gli unici oggetto di somma algebrica a livello interno, nazionale; cioè si sommano i saldi di ogni settore ad eccezione di quello estero.
  • Economia aperta: la somma dei saldi finanziari di tutti i settori, compreso l'estero, sarà uguale a 0. La somma di tutti i settori istituzionali, ad esclusione dell'estero, è esattamente uguale al saldo del resto del mondo; cioè resto del mondo si pone talora come prestatore di fondi se si necessita di ciò e talora come ricevitore di fondi.

NB: Il reddito nazionale lordo disponibile è il reddito nazionale al netto delle imposte, cioè spendibile, che non tiene conto degli ammortamenti dei beni reali, cioè lordo.

Tre concetti di ricchezza

  • Ricchezza finanziaria netta: AF – PF
  • Ricchezza totale lorda: guarda solo attivo, sommando AF e I
  • Ricchezza totale netta: equivale al PN, (AF + I) – PF

Dissociazione tra risparmio e investimenti

La dissociazione fra risparmi e investimenti origina dall'esistenza di unità istituzionali e settori con saldi finanziari con segni tipicamente contrapposti che fanno insorgere esigenze di trasferimento delle risorse monetarie dalle unità in surplus alle unità in deficit.

La dinamica e l'entità dei fenomeni di dissociazione in atto nei sistemi economici traggono origine per lo più dai modelli di sviluppo economico seguiti. Quanto più si crea una dissociazione tra settori che sono in surplus e altri che sono in deficit, tanto più è necessario che vi siano meccanismi che mettano in comunicazione coloro che sono US e quelle che sono UD che vogliono effettuare investimenti di carattere reale (I). Tutto ciò giustifica l'esistenza di un sistema finanziario, il quale ha un ruolo fondamentale nella canalizzazione delle risorse finanziarie: chi è in surplus può...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fainijacopo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Poli Federica.
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