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Economia delle aziende di credito

Prof. Poli

Struttura e funzioni del sistema finanziario

Definizione e funzioni del sistema finanziario

Un sistema finanziario può essere considerato sotto due profili: uno di carattere strutturale e uno di carattere funzionale. Dal punto di vista strutturale, è costituito dal complesso integrato di strumenti, intermediari e mercati finanziari, autorità di regolamentazione e vigilanza esistenti in un dato luogo in un dato momento. Dal punto di vista funzionale, un sistema finanziario svolge tre importanti funzioni:

  • Funzione allocativa: un sistema finanziario realizza il trasferimento di risorse dalle unità in surplus (famiglie) alle unità in deficit (stato e imprese), ovvero trasmette il risparmio accumulato a coloro che ne hanno necessità per sostenere gli investimenti; questa funzione si inceppa quando ci sono crisi di fiducia, infatti prestare i propri risparmi significa fidarsi della controparte; la fiducia può essere aumentata da strumenti che consentono di mitigare alcuni rischi, come le polizze assicurative.
  • Funzione monetaria: un sistema finanziario assicura l’efficiente funzionamento del sistema dei pagamenti; i sistemi finanziari infatti hanno la funzione di mettere a disposizione degli agenti economici mezzi di pagamento alternativi alla moneta legale, ovvero la moneta fiduciaria che viene emessa dalle banche ma anche da altri soggetti come gli istituti di moneta elettronica e gli istituti di pagamento. La moneta è fiduciaria nel senso che viene accettata sulla base della fiducia che l’accettante ripone nell’emittente di tale moneta. Esempi di moneta fiduciaria sono gli assegni bancari e circolari, le carte di credito, i bonifici e ci si fida sul fatto che l’emittente sia solvibile. Insieme la moneta legale e quella fiduciaria rappresentano il totale della moneta a disposizione del pubblico per assolvere alle sue obbligazioni di pagamento. La moneta fiduciaria può anche non essere accettata in quanto non è a corso forzoso come quella legale. Il sistema dei pagamenti è un sottoinsieme del sistema finanziario che produce la moneta fiduciaria; quanto più un sistema finanziario è sviluppato tanto più è sviluppato il sistema dei pagamenti.
  • Funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria al sistema economico: tanto più un sistema finanziario funziona bene tanto meglio vengono trasmesse le decisioni di politica monetaria al sistema economico.

Funzioni del sistema finanziario secondo Merton

  • Fornire strumenti di pagamento alternativi al contante e infrastrutture di regolamento dei pagamenti.
  • Funzione allocativa, nel senso che se un’impresa avesse bisogno di fondi e non esistessero le banche e i sistemi finanziari dovrebbe andare a cercare le risorse tra i singoli soggetti e questo renderebbe difficile il processo di investimento; quindi nei sistemi finanziari ci devono essere dei meccanismi per fare il pooling dei fondi che diventano disponibili per chi ne ha grandi necessità. I meccanismi di pooling sono effettuati dalle banche attraverso la raccolta dei depositi: infatti, le banche raccolgono tanti piccoli risparmi, li mettono insieme e li utilizzano per concedere prestiti, elevati rispetto alle capacità di risparmio dei singoli. Gli scambi finanziari sarebbero molto limitati senza questi meccanismi di pooling.
  • Fornire mezzi per trasferire risorse finanziarie nello spazio e nel tempo; per trasferire le risorse devono esserci dei contratti finanziari, dei mercati e degli intermediari finanziari (infatti lo scambio può avvenire o tramite intermediari finanziari oppure direttamente sui mercati).
  • Fornire modalità per gestire l’incertezza e controllare i rischi, ad esempio attraverso le polizze assicurative (che sono contratti finanziari con cui ci si assicura contro un determinato rischio), i contratti derivati (che sono strumenti finanziari che servono per coprirsi da rischi di natura finanziaria come rischio di insolvenza e rischio di tasso di interesse) e lo sviluppo di tecniche di risk management che consentono di minimizzare determinati rischi (ad esempio la tecnica di gestione del portafoglio basata sulla diversificazione degli investimenti).
  • Funzione di informazione sui prezzi: i sistemi finanziari devono sviluppare dei meccanismi per favorire il processo di formazione e di scoperta dei prezzi delle attività finanziarie che sono scambiate all’interno del sistema finanziario; questa informazione perché sia ottimale deve essere continua, affidabile (ovvero deve essere prodotta nel rispetto di determinate regole stabilite dall’autorità) ed economica (affinché diventi accessibile).
  • Offrire dei meccanismi per gestire il problema delle asimmetrie informative (che sono il punto debole di qualsiasi sistema finanziario).

Le asimmetrie informative

Un’asimmetria informativa è una situazione di diseguale distribuzione delle informazioni possedute dalle controparti; si opera quindi in un contesto di razionalità limitata, ovvero non si possiede il set di informazioni necessario per assumere la propria decisione in modo completo. Si hanno quattro tipologie di asimmetrie informative:

  • Selezione avversa: è una situazione di comportamento opportunistico ex ante (cioè prima della conclusione del contratto finanziario) da parte di una delle controparti che non rivela tutte le informazioni che sarebbero necessarie all’altra controparte per decidere se è conveniente o meno stipulare il contratto (ad esempio l’assicurato non rivela all’assicuratore di essere gravemente malato e stipula una polizza di assicurazione in caso di morte). La selezione avversa viene minimizzata con le attività di screening, che però richiedono alti costi: si crea dunque un trade-off tra la minimizzazione della selezione avversa e l’aumento dei costi.
  • Azzardo morale: è una situazione di asimmetria informativa ex post (cioè dopo la conclusione del contratto finanziario): viene stipulato il contratto e una delle controparti si comporta in maniera opportunistica. Si minimizza l’azzardo morale con l’attività di monitoring, ovvero si monitora continuamente il comportamento del soggetto che si dovrebbe finanziare in modo da individuare eventuali sue patologie.
  • Insider trading: si verifica quando qualcuno possiede informazioni riservate che la maggior parte degli agenti non ha e che utilizza per scopi opportunistici; quindi senza rischio e senza costo si approfitta di queste informazioni per ricavarne un profitto.
  • Free riding: si verifica quando un soggetto imita il comportamento di soggetti informati per trarne indebito profitto senza sostenere costi.

Nei sistemi finanziari la presenza di asimmetrie informative ha due conseguenze: rende difficoltosa la produzione di contratti finanziari completi (cioè che presuppongono tutti i possibili stati) e rende fragile l’esistenza stessa dei sistemi finanziari perché tanti sono i contratti incompleti e troppi sono i rischi. In generale le asimmetrie informative si possono limitare attraverso:

  • La produzione di informazioni regolamentate obbligatorie, ovvero quelle informazioni che l’intermediario è obbligato a produrre periodicamente a favore delle autorità di vigilanza e della centrale dei rischi.
  • La produzione non vincolata di informazioni, ovvero quelle informazioni prodotte su base volontaria a favore dei diversi interlocutori al fine di consentire al mercato di cogliere meglio le opportunità di investimento o di rischio che ci sono in un determinato emittente.

La market discipline è quell’attività di disciplina o sanzione che il mercato può esercitare nei confronti di determinati soggetti: il mercato premia (ad esempio chiedendo una remunerazione più bassa perché il rischio assunto è valutato come basso) o punisce (chiedendo un prezzo più alto per poter allocare i propri risparmi) gli emittenti.

Secondo Merton, la struttura di un sistema finanziario è meno stabile delle sue funzioni. La struttura del sistema finanziario cambia sotto la spinta di:

  • Fattori esogeni: es. la regolamentazione, l’innovazione tecnologica, la domanda, la globalizzazione.
  • Fattori endogeni: es. la concorrenza e l’innovazione finanziaria.

Sul sistema finanziario vigilano e definiscono la regolamentazione le autorità di regolamentazione e vigilanza; esistono poi tre soggetti:

  • Intermediari creditizi: sono quelli che si specializzano nella concessione di crediti o prestiti a favore di famiglie, imprese, amministrazioni locali, governi centrali con forme tecniche molto diverse; si distinguono in banche (intermediari creditizi bancari) e società finanziarie, che sono invece intermediari creditizi non bancari che si specializzano nella concessione di credito che viene loro concesso da banche o raccolto attraverso l’emissione di passività finanziarie ma a cui è preclusa la raccolta del risparmio presso il pubblico con obbligo di rimborso come invece avviene per le banche. Società di leasing, factoring, forfaiting, società che si specializzano nella concessione di prestiti al consumo sono tutte tipologie di intermediari creditizi non bancari; queste società hanno l’obbligo di iscriversi all’albo 106, ma se diventano rilevanti devono iscriversi all’albo 107.
  • Investitori istituzionali: sono le compagnie di assicurazione, i fondi comuni di investimento e i fondi pensione; si chiamano perché istituzionalmente questi intermediari investono per conto e mandato dei risparmiatori le somme loro affidate; investono i risparmi tipicamente in strumenti finanziari trattati nei mercati finanziari e monetari.
  • Mercati: si distinguono in monetari e finanziari; sono luoghi fisici o telematici in cui avviene lo scambio di strumenti finanziari.

Questi tre elementi si frappongono tra tre controparti:

  • Famiglie: unità in surplus finanziario perché tipicamente sono in grado di accumulare risparmio che viene allocato su tre fronti: i depositi bancari, l’acquisto di azioni e obbligazioni e la sottoscrizione di polizze assicurative.
  • Imprese: unità in deficit perché i loro fabbisogni finanziari sono superiori al risparmio che producono ovvero l’utile non distribuito; le imprese si finanziano o attraverso i prestiti concessi dalle banche e dalle società finanziarie oppure emettendo azioni e obbligazioni che vengono collocate sui mercati, in cui investono direttamente le famiglie e gli investitori istituzionali.
  • Stato (settore pubblico): emette titoli di stato di varia natura per finanziarsi.

Attività finanziarie e mercati

All’interno di un sistema finanziario ci sono due tipi di circuiti in quanto la canalizzazione delle risorse tra chi le accumula e chi le utilizza può avvenire tramite un circuito diretto o tramite un circuito indiretto (o intermediato):

  • Canalizzazione diretta: le risorse finanziarie passano direttamente da chi le accumula a chi le utilizza (ad es. le famiglie che investono nelle azioni emesse dalle imprese); il circuito diretto può essere puro nel caso in cui non ci sia nessun intermediario tra impresa e risparmiatore: questo però può creare dei problemi di accesso e di conoscenza e dunque tra unità in surplus e in deficit spesso si interpongono dei soggetti che assistono le due controparti nello scambio fornendo per esempio un servizio di ricerca della controparte, un servizio di assistenza e di commissione: si parla in questo caso di scambio diretto assistito, in cui gli intermediari non si assumono rischi finanziari ma operativi e agiscono come asset brokers.
  • Canalizzazione intermediata: gli intermediari si interpongono tra le unità in surplus e in deficit rendendo possibile l’allocazione del risparmio; le unità in surplus accumulano risparmio che viene investito in depositi, che la banca utilizza per concedere prestiti alle unità in deficit; la banca quindi risulta creditrice nei confronti delle unità in deficit e debitrice nei confronti delle unità in surplus. Nei circuiti intermediati operano anche gli investitori istituzionali che raccolgono il risparmio dalle unità in surplus; un esempio è un fondo comune di investimento al cui capo vi è una società di gestione del risparmio (SGR): le unità in surplus forniscono i loro risparmi alla SGR che gestisce un fondo comune di investimento e le somme raccolte vanno a finire in un patrimonio comune, alimentato dai risparmi dei risparmiatori; questo patrimonio è comune a tutti i risparmiatori, ma è separato dal patrimonio della SGR (quindi non fa parte dello stato patrimoniale della SGR come invece accade per le banche). Nella canalizzazione intermediata gli intermediari finanziari agiscono come asset transformers.

Le caratteristiche delle attività finanziarie

Definizione: un’attività finanziaria è un rapporto contrattuale nel quale entrambe le prestazioni sono denominate in moneta e scadono in tempi diversi. Un’attività finanziaria prevede quindi un trasferimento di potere d’acquisto contro una o più prestazioni future di segno opposto. Genericamente si parla di attività finanziarie e non di strumenti finanziari, le attività finanziarie sono a tutti gli effetti contratti finanziari che sorgono a seguito dello scambio di risorse finanziarie; possono quindi avere natura diversa:

  • Obbligazioni
  • Titoli di stato
  • Depositi
  • Strumenti derivati
  • Contratti assicurativi

Le attività finanziarie possono avere natura di contratti bilaterali o di contratti di mercato; nel primo caso il contratto viene stipulato sulla base di informazioni che rimangono riservate alle controparti, si tratta quindi di contratti caratterizzati da elevata personalizzazione e limitata negoziabilità. Nel secondo caso invece le informazioni che sottostanno alla realizzazione del contratto sono pubbliche, come ad esempio l’emissione di obbligazioni che prevede la produzione di informazioni di dominio pubblico; questi contratti sono caratterizzati standardizzazione e uniformità, caratteristiche che li rendono idonei ad essere scambiati e negoziati, ovvero ad essere mobili: da qui il termine di valori mobiliari, che sono contratti finanziari che essendo standardizzati, uniformi e fungibili si prestano ad essere scambiati e ad avere mobilità.

Le attività finanziarie si distinguono anche in base al tipo di rapporto sottostante che può essere un rapporto di:

  • Debito/credito: in questo caso si ha a che fare con obbligazioni, titoli di stato, depositi; l’emittente ha l’obbligo di rimborso del capitale preso a prestito e di remunerazione, che è tipicamente rappresentata dalla corresponsione di un interesse. In caso di liquidazione del debitore, ovvero se il debitore fallisce, il creditore tende ad avere una priorità di rimborso: viene sempre rimborsato prima degli azionisti; il creditore può essere senior o junior: il creditore senior è quello che, in caso di liquidazione del debitore, viene rimborsato per primo, mentre il creditore junior viene rimborsato subordinatamente ai creditori senior.
  • Partecipazione al capitale di rischio: la partecipazione attribuisce diritti di carattere amministrativo e patrimoniale (diritto agli utili e alla quota di liquidazione); l’azionista è un residual claimant, ovvero il rimborso delle somme da lui investite avverrà in via residuale, dopo che sono stati rimborsati tutti i creditori della società.
  • Assicurativo: l’assicurato paga periodicamente un premio alla compagnia di assicurazione, che adempie alla sua obbligazione solo nel caso in cui si verifichi la condizione che costituisce l’oggetto del contratto.

Le attività finanziarie vengono distinte anche in base alla durata del contratto: si hanno quindi attività a breve termine (fino a 12 mesi), a medio termine (da 1 a 3 anni) e a lungo termine (oltre i 3 anni e di durata perpetua).

Il rendimento di un’attività finanziaria è la remunerazione percentuale per chi cede potere d’acquisto e richiede un compenso sia per la rinuncia al potere d’acquisito, sia per il rischio sopportato. Il rendimento di un’attività finanziaria è influenzato da:

  • Il tasso di interesse, che è il prezzo per lo scambio nel tempo di potere d’acquisto sotto forma di credito; i tassi possono essere:
    • Nominali, ovvero quelli che vengono contrattualmente stabiliti e che sono poi applicati al prestito per calcolare gli interessi che verranno periodicamente corrisposti al creditore.
    • Reali, ovvero quei tassi nominali depurati del tasso di inflazione.
    • Fissi, ovvero quei tassi che non variano per tutta la durata del contratto.
    • Variabili, cioè quei tassi che variano in funzione della variazione di alcuni parametri.
  • Il dividendo, che rappresenta la remunerazione per i detentori di azioni.
  • Le variazioni di prezzo delle attività finanziarie.
  • Le variazioni dei tassi di cambio.

Gli investitori si espongono a un rischio:

  • Finanziario: variazioni avverse dei tassi di interesse e di cambio, rischio di liquidità (collegato all’impossibilità o alla difficoltà di smobilizzo di attività finanziarie prima della loro scadenza), rischio di insolvenza, rischio di inflazione.
  • Non finanziario: legale, umano e catastrofico.

Gli strumenti finanziari ai sensi del TUF

Nell’ambito della macro categoria delle attività finanziarie c’è una sottocategoria che è rappresentata dagli strumenti finanziari, che è un sottoinsieme di attività finanziarie che è definito nel caso italiano dal Testo Unico della Finanza.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher caterina.giovanardi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Poli Federica.
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