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1 Marzo 2017

3. Inizio anni ‘90

I. Situazione mercato:

Monetario:

Nasce uno strumento che è un titolo che viene emesso da banche e da ICS, non è un titolo

ma è un Certificato di Deposito, strumento di raccolta delle banche, una passività come

C/C. È rivoluzionario perché è il primo titolo che le banche possono emettere, inoltre

l’attività delle banche era confinata fino al breve periodo, ma succede qualcosa di

particolare, le banche iniziano ad emettere queste certificati di deposito a medio termine

da + di 18 mesi a 5 anni. Questi certificati crescono a dismisura, il mercato monetario

diventa non più monoprodotto, presenza di CD. Era più interessante far comprare ai clienti

CD piuttosto che BOT, se io faccio sottoscrivere BOT guadagno solo la commissione ed

inoltre lo strumento non è mio ma del Tesoro, Se io faccio comprare un CD faccio raccolta

diretta. Ho risorse che arrivano alla banca/ICS perché il CD è una passività della banca, in

modo da concedere crediti ad un tasso molto più alto. Si guadagna sullo spread molto più

ampio. Questo portava già ai tempi a fenomeni strani. Vi erano addetti agli investimenti che

iniziavano a ritagliarsi articoli di giornale per dimostrare la crescita del debito pubblico

italiano per favorire acquisti di CD. Dall’87 le banche possono emettere CD sempre più alti

18 mesi 5 anni. I CD emessi dalle banche erano di numero superiore nell’88 rispetto a

quelli emessi dalle ICS. Questo perché le banche potevano disporre di filiali.

Finanziario:

Cambia la borsa perché nel 1983 nascono i Fondi comuni d’investimento, organismi che

investono su mercati finanziari, investendo le somme nostre. Si investe in qualcosa che fino

ad allora era guardato come qualcosa di assolutamente pericoloso e moralmente

riprovevole, non lecito dal punto di vista religioso. L’investimento sull’azionario non era

considerato bello. Però è uno spartiacque, cambia le prospettive, succede che i fondi

iniziano ad investire in azioni sul mercato di borsa, per questo le azioni scattano verso

l’alto, tanto i fondi comuni pompavano risorse. Succede che le quotazioni delle azioni

vanno alle stelle, per questo qualcuno che lavorava in banca con i nomi di tutti i clienti si

licenzia e va a vendere quote di fondi comuni, diventando consulente finanziario,

divenendo molto ricchi. Per questa ragione cambia la cultura, l’investimento diventa oggetto

positivo, chi non investiva era qualificato con il termine lombardo di “Ciula”. Anche la

Gazzetta dello sport inserì le proprie quotazioni in borsa. Averle era come un nota positiva

in più.

Nel 1986 però dopo 2 anni e mezzo che tutto andava per il meglio si forma una bolla che

scoppia facendo crollare le quotazioni, l’azionario torna ad essere il diavolo, le persone

uscite dalla banca che avevano guadagnato quattrini vedevano il proprio stipendio da 12

Milioni di lire a 600 lire. Bassissimo rispetto a prima. Qualcuno di questi signori ha lasciato

quel lavoro cercando di rientrare in banca alcune volte nella stessa banca da cui è uscito:

la banca riprende queste persone, e nell’accordo con cui vengono riassunte devono

riportare in banca i propri clienti. Per qualche azione non sono più stati riassunti i livelli di

allora. Da qui cambia il modo di lavorare delle banche, ora si ha un’attività Core, più dei

crediti. Da quel momento i Fondi Comuni, nascono, si affermano e diventano uno

strumento fondamentale.

Cambi: Ci sono innovazioni importanti, le banche iniziano ad avere attività finanziarie denominate

in valuta, comprano e vendono attività finanziarie per trarne profitto, assumono una

posizione in cambi, se assumono una posizione in cambi, il rischio aumenta. Se la

posizione aperta è più ampia posso incorrere in utili su cambi oppure in perdite su cambi.

Gli strumenti derivati sono strumenti di cui abbiamo già sentito parlare, nascono con altri

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fini, strumenti di copertura di rischi di cambio. Le banche iniziano ad avere posizioni aperte

più ampie, devono coprirsi di più e avere utilità con strumenti derivati. Diventa mercato che

può dare conto economico agli intermediari. Mercato internazionale dei capitali. Abbiamo

euro-crediti ed euro-obbligazioni. All’inizio degli anni 70 non esisteva e nessuno ne ha mai

sentito parlare.

II. Struttura sistema finanziario:

Cambia qualcosa soprattutto nella categoria degli altri intermediari, si arricchisce molto questa

categoria, ce ne sono altri di nuovi. Tra cui il Sif, società intermediazione finanziaria, e SIM, società

d’intermediazione mobiliare. La situazione è sempre quella.

III. Fenomeni caratterizzanti:

1. Fenomeno che riguarda orientamento intermediari del nostro sistema, vi sono vari indici,

definiti indici di Goldsmith:

Attività Finanziarie tot / Ricchezza nazionale (frazione) che può essere espresso come

• Variaz AF tot / PIL (fratto) -> indicatore che ci fa capire il peso relativo delle variabili

finanziarie rispetto alle variabili reali. Da intendere rispetto alla loro variazione nel tempo. Il

peso delle variabili reali può variare nel tempo, il valore può diminuire in determinati

momenti ad esempio il momento in cui si forma la bolla sui mercati azionari 84/85 e i primi

mesi dell’86. Ciò perché le imprese si quotano.

AF Banche / Passività Finanziarie su(degli utilizzatori) Af delle banche sono i prestiti che le

• banche concedono, Mentre le passività finanziarie sono le passività degli utilizzatori ovvero

le imprese diverse dei prestiti bancari. Variazione AF b / PF a denominatore abbiamo le

obbligazioni emesse dalle imprese e se il valore dell’indicatore è alto si ha un sistema

orientato al mercato degli intermediari. La riduzione del valore esprime maggiori dosi nel

mercato all’interno del sistema. Il valore si abbassa poi cresce perché le banche cercano di

recuperare dopo che la gente ricorre meno ai prestiti di mercato. Il primo modo per

recuperare è quello di creare società che diventano bancarie dopo che non lo sono state,

per riprendersi spazio nel marcato.Come capire l’orientamento di un mercato in base

all’andamento ? -> L’indicatore più efficace è AFb / pf su

Il terzo indicatore è il grado di importanza relativa delle banche, dato da AF b / AF ai

• (Attività finanziarie della banca fratto attività finanziaria altri intermediari) e dato da Variaz.

AF b / Variaz AF su . Si ponevano in essere una di queste due strategie: la prima era entro

mi inserisco in attività di questo competitore, le banche sono entrate ad effettuare a sé

stesse leasing a proprie società. LA seconda strategia è stata: quando una banca ha un

competitore che può essere pericoloso lo acquisisce diventando parte dell’offerta.

Per la prima volta il sistema finanziario dimostra una vivacità come sistema finanziario orientato al

mercato.

2. Fenomeno delle deregolamentazione, per lunghi anni era molto stringente in Italia, non si

potevano fare un sacco di cose, tutto era vietato fuorché ciò che era consentito. Era consentito

poco niente. Nel 1989 cambia in modo radicale la regolamentazione in materia valutaria. Si assiste

alla liberalizzazione valutaria, normativa molto meno restrittiva. Il limite diventa l’eccezione, la

libertà la normalità. Ciò fa nascere molta vivacità nel mercato dei cambi.

3. Recuperando la SIF, fino a questi anni il rapporto impresa - banca in termini di partecipazioni

devono stare lontani, a debita distanza dalla collega. Non posso nemmeno finanziarla a medio-

lungo termine. Nei regolamenti di banca d’Italia nei confronti del divieto di rapporto tra banca-

intesa, deve esserci distanza di braccio che implica però un passo in avanti, vi sarà una vicinanza

maggiore. Nel 1987 esce con un provvedimento la banca d’Italia che autorizza le banche a

costituire le SIF. Nel regolamento istitutivo c’è scritto che sono intermediari che possono svolgere

attività di alta finanza. Possono assumere partecipazioni in imprese di carattere temporaneo e in

vista di una successiva dismissione. Le banche non potevano assumere partecipazioni nelle

imprese. Le SIF si configurano come un braccio armato delle banche per assumere partecipazione

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nelle imprese. La banca non può toccare la banca, ma io posso costituire una struttura che può

andare a prendere partecipazioni, ma una struttura che arrivi.

4. Fenomeno della liberalizzazione dell’apertura di nuovi sportelli. Le banche per lunghi anni, fino

agli anni 80 non potevano aprire sportelli dove volevano e quando. Ma potevano farlo solo in un

periodo in cui banca d’Italia in cui lo permetteva. Esistevano piani-sportelli uno nel 78 uno 82 e uno

85, la Banca d’Italia diceva alle banche di informarla quando volevano perché e dove aprirli, così

avrebbe raccolto tutte le richieste e in modo meritocratico si sarebbe deciso se consentire di aprire

oppure no. Non aveva senso aprire 33 banche nella stessa provincia. Criterio meritocratico.

Stranamente o meno stranamente le autorizzazioni per aprire nuovi sportelli era molto limitato, non

vi era certezza di apertura e decisione di quando e dove aprirli. Nel 1990 arriva un provvedimento

normativo che liberalizza l’apertura di nuovi sportelli. Dice alle banche siete libere di aprire sportelli

dove e quando volete, rispettando una snella procedura burocratica.

L’effetto è l’invasione di nuovi sportelli.

5. Scelta del modello organizzativo delle banche. (Vedi più avanti)

6. Privatizzazione del sistema bancario italiano: alcune di queste banche a livello dimensionale

erano pubbliche, con una serie di conseguenze tipo che i vertici delle banche erano di nomina

politica. Nel 1990 nasce un provvedimento normativo molto importante chiamo legge Amato-Carli.

che viene presentata come un provvedimento più importante dopo la legge bancaria del 1936. Di

una però vi parlo perché coerente con la privatizzazione del sistema bancario italiano. Che

trasformano la loro forma giuridica in società per azioni. Fornisce incentivi fiscali per trasformarle in

spa la quale fornisce la concentrazione tra banche, una Spa e una popolare non possono fondersi,

a meno che una popolare non sia diventata società per azioni. Questa era un obiettivo dichiarato

della legge. Tutti gli istituti di diritto pubblico e le varie casse di risparmio si trasformano in Spa per

ottenere benefici fiscali, per effetto della legge il nostro sistema bancario di matrice

prevalentemente pubblicistica diventa di matrice privatistica. La distinzione è tra privatizzazione

formale e sostanziale, della banca e quindi del sistema. Formale perché inerisce sulla forma

giuridica della banca, ho una forma giuridica di privatizzazione formale. Così facendo la banca è

privata? Dipende, per effetto diq questa trasformazione spesso avevamo banche che erano Spa il

resto rimaneva in mano pubblica. Ci sarebbe da ragionare molto se definirla privata oppure no.

Sarebbe una privatizzazione formale.

Una privatizzazione sostanziale, alcune di queste banche poi dopo aver fatto questa operazione

hanno portato in borsa delle altre tranche, banca da 100% pubblica diventa spa, quindi

privatizzazione formale. Il 50% viene messo in vendita per gli investitori diventando OPV offerta

pubblica di vendita. Alcune banche iniziano ad effettuare queste OPV e buona parte delle azioni

nei portafogli delle famiglie italiane, entrano nei portafogli di tutte le OPV. Ciò va in mano a privati,

piccoli investitori, c’erano per farvi capire incentivi per fare questo. Non possiamo dire che non vi

sia peso del pubblico però il privato è importante. Ciò fa si che le norme più politiche ai vertici delle

banche diminuiscano di molto.

IV. Rischi

Crediti: Per i prestiti che vengono erogati a favore dei privati finalizzati a svolgimento di qualche

attività. L’innovazione che prende le mosse è il Credit Scoring, attribuzione di un punteggio

al credito in base a determinati parametri tipo: lavoratore dipendente/autonomo, flussi di

entrata da lavoro, in quale settore lavora, ci sono momenti in cui lavorare in un settore è

assolutamente vantaggioso. Lavorare in un determinato settore espone a rischi la

possibilità di mantenere il posto di lavoro. Nascono modellini ben più sofisticati per

concedere finanziamenti a privati, questi non sempre funzionano bene e sono i primi a

formarsi. Spesso non venivano aggiornati con la necessaria frequenza e l’aggiornamento è

tutto. Ad esempio lavorare nel settore chimico del nostro paese vi era un’alta esposizione a

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rischi. Se non vado a pesare certi algoritmi non andrò molto lontano, comunque qualcosa di

nuovo si ha.

Tasso:

Indicizzazione:

si sviluppano anche strumenti derivati con finalità di marchingegno ovvero copertura dei

rischi soprattutto di cambio. Esistono strumenti derivati con finalità di copertura molto

preziosi per questi fini. Lo stesso vale per il rischio di cambio.

Commistione:

Distanza tra banche e imprese

4. Oggi e futuro

I. Situazione mercati

Monetario:

La finalità è far fronte al Deficit pubblico, mentre per una prima parte degli anni 80 il deficit

è cresciuto senza fini, ora invece è di essenziale importanza, si entra in un contesto

regolamentare europeo che faccia emergere esigenze di riduzione del deficit e del debito

pubblico. In realtà il debito pubblico continua a crescere, a febbraio dovrebbe ridursi per poi

crescere. Non è più l’allegra brigata. Nel momento in cui scadono titoli di stato le nuove

emissioni sono di importo più basso rispetto al rapporto delle emissioni che scadono.

Siamo in deficit soprattutto per gli interessi che paghiamo sul debito. Se così non fosse

saremmo in avanzo. Se il debito permane vi sono sempre più titoli di stato con minor

appetibilità perché rendono in negativo. I certificati di deposito continuavano a crescere e

questa situazione va avanti fino alla metà degli anni 90 in cui in un certo momento la

raccolta del CD sul totale della raccolta diretta delle banche è arrivata al 40%. Nel 96

succede una cosa che sancisce il declino dei certificati di deposito, Prodi nel rivedere le

aliquote fiscali sulle attività finanziarie, ritocca le aliquote sui certificati di deposito. I CD

venivano proposti al posto dei BOT, la revisione fa si che la ritenuta fiscale sui CD venga

portata al doppio rispetto a quella che devono pagare i titoli di stato, 50% titoli e 25% CD.

Quindi CD svantaggiati fiscalmente rispetto titoli di stato.

Finanziario:

Non ha fatto altro che crescere, iniziano ad affermarsi fondi comuni oltre a fondi pensioni

così come fondi immobiliari. La novità è data dalle obbligazioni, finalmente all’inizio degli

anni 90 viene consentito alle banche di emettere obbligazioni, le banche ora possono

emettere obbligazioni, prima potevano farlo solo ICS. Le banche ne emettono molte per

effettuare una raccolta diretta. Il c/c non è a rendimento molto efficace. Negli ultimi anni il

miglior rendimento è dato dalle obbligazioni delle banche. Entrato in vigore un nuovo

provvedimento normativo chiamato Bell In che stabilisce quali obbligazioni siano meno

sicure, riducendo gli investimenti.

Cambi: Da alcuni anni abbiamo l’euro, era necessario avere formatori sull’Euro e non scambisti per

monete estere europee. Euro dollaro yen e sterlina sono monete più importanti per lo

studio, per quanto riguarda il mercato dei cambi abbiamo ora anche la moneta sudafricana.

Le valute dei paesi emergenti diventano elementi di grande interesse. Il mercato dei cambi

di oggi è fortemente influenzato dalla politica.

Internazionale dei capitali:

Ormai diventato di grande rilevanza.

II. Struttura sistema finanziario: 1 Marzo 2017

Diviso in due parti:

- Sistema Bancario:

Diviso a sua volta in:

Banche:

• S.p.A. (Dal 93’ non si hanno più aziende di credito)

Popolari

BCC

Gruppi bancari

Autorità di controllo:

- Altri intermediari:

Diviso a sua volta in: (Non vi sono società di Leasing perché sono state assorbite e le altre

società sono internalizzate per quanto riguarda i gruppi di investimento e le assicurazioni

sono rimaste perché non possono essere internalizzati da banche. Può capitare che uno

vada in banca e si può avere un carattere distributivo che lo può fare come intermediario,

ma il carattere di vendita post costruzione non può essere fatto. Lo stesso vale per la

vendita di fondi, la gestione del fondo non può essere fatta da una banca. Si hanno SGR )

Assicurazioni:

• Fondi comuni investimento

III. Fenomeni caratterizzanti:

1. Rapporto Banca-assicurazione

2. Concentrazione

3. Privatizzazione

4. Despecializzazione

5. Scelta modello organizzativo

6. Internazionalizzazione

4. Despecializzazione: il principio che governava il nostro sistema finanziario era il principio di

specializzazione, in virtù di questo principio le banche erano confinate ad un lavoro di breve

periodo, vi era stato allentamento di questo principio, con certificati di deposito a medio termine.

Con la legge bancaria del 94, il principio di specializzazione viene meno. Non ci sono più gli ICS e

quindi realtà specializzata, la nuova legge consente di operare nel breve medio e lungo termine.La

specializzazione è sparita come principio normativo, principio sancito per legge. Oggi esistono

realtà specializzate, e queste non lo sono alla luce di una norma di legge ma per autonoma scelta

strategica. Non ci sono più ICS ma quelli che prima lo erano, volendo possono svolgere la

medesima attività, perché la loro strategia di posizione aziendale è libera. Ad oggi per cui c’è totale

despecializzazione. Tutto dipende dai singoli intermediari.

IV. Rischi

Mercato:

Raggruppa tasso e cambio.

Credito:

Garanzie ancora utilizzate

Scoring si valutano ancora

Rating: da qualche anno si valutano i prestiti alle imprese con valutazioni di Rating. Questi

ratino utilizzati non sono quelli delle agenzie, ma interni elaborati dalle singole banche ed

elaborati dalle singole banche. Criteri discrezionali per la concezione dei redditi. Basilea II e

III sono i nomi con cui in maniera colloquiale vengono indicati i cambiamenti normativi che

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hanno portato a gestire il rischio di credito con criteri diversi al passato. Danno origine a

rating interni o esterni.

Mercato:

Matching delle scadenze, per finalità di copertura, sono strumenti ormai di utilizzo

quotidiano, in alcune banche la finalità di marchingegno è prevalente, in altre si usa risk

taker, che può dare info importanti, in casi opposti da rischi al conto economico.

Commistione:

Alle banche è consentito di partecipare direttamente nel capitale delle imprese non

finanziarie. Partecipazioni in via diretta nel capitale delle imprese non finanziarie. il rischio

di commistione non può essere nullo o non trascurabile, maggiore per cui rispetto al

passato. Non sarà elevato ma verranno stabiliti dei limiti, non si potranno possedere il

100% delle imprese finanziarie.

Altri: Compaiono nuove tipologie di rischio. tra cui:

Operativo: malfunzionamenti delle procedure informatiche, oppure frodi, comportamenti

illeciti o dolosi da parte del personale bancario. Tutto ciò può impattare negativamente sulla

gestione bancaria. Jerome Kerviel era un soggetto che comprava e vendeva titoli lavorando

per SG, mise ordini sulla procedura facendo perdere ad SG in una giornata 4,9 miliardi di

euro. Ciò comportò perdite anche in relazioni interbancarie.-> Cataclisma sulle banche. Il

sistema operativo viene controllato, per il rischio operativo così come per quello di credito,

le banche devono avere a disposizione un fondo di sicurezza

Reputazionale: ingenera l’atteggiamento più pericoloso per un intermediario perché genera

corsa agli sportelli da parte dei clienti. Un tempo si faceva in modo fisico. In Grecia ultimo

esempio di code. Ad oggi la corsa può avvenire con un bonifico. Successo con MPS. Uno

sente il cataclisma su MPS, e potendo scegliere non lascia la moneta sul conto. Fenomeni

che scaturiscono da cattiva reputazione. In Italia non molti, in altri paesi come USA vi

furono parecchie corse agli sportelli.

Legale: cause fatte alle banche, può essere un problema di liquidità.

Paese: se opero con banche in paesi strani potrebbe esserci un grosso rischio paese da

fronteggiare. Se l’impresa è finanziata dalla banca, la banca si trova piena di insolvenze.

Modelli organizzativi

Fino alla metà degli anni 80, nei periodi redditizi, tutto andava bene. Nella seconda metà anni 80 si

hanno direttive CEE. Ad esempio in Germania il perimetro attività delle banche era più ampio. In

Italia il Leasing non era attività bancaria, in Francia era una classica attività bancaria. La legge

bancaria italiana del 36 non prevedeva il Leasing per le banche italiane. Tra queste direttive CEE

vi erano varie influenze. Uno più importante è Seconda direttiva CEE di coordinamento delle

legislazioni bancarie e creditizie. dal nome si capisce che è un provvedimento a livello europeo che

vuole creare armonizzazione. Si basa su due principi, il primo è quello del mutuo riconoscimento, il

secondo è quello del paese d’origine. Il primo di mutuo riconoscimento significa che i vari paesi

che adottavano questa direttiva riconoscevano come lecito reciprocamente il perimetro dell’attività

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bancaria svolta negli altri paesi aderenti. Ovvero il Leasing in Francia è attività bancaria, in Italia

no, per questo un italiano dice che Leasing è lecito in Francia, lo riconosce. Il secondo dice che se

una banca va all’estero è soggetta alle regole del proprio paese d’origine e non quelle nel paese in

cui va. Le banche italiane non potevano fare leasing, una banca francese arriva in Italia e può

offrire leasing, perché deve attenersi a regole francesi. Ciò genera asimmetrie competitive. Alla

luce di questi due principi i paesi avvantaggiati erano quelli che avevano una legge bancaria più

lasca, più ampia. Ad esempio Olanda. Tra i paesi più svantaggiati c’era l’Italia con regole molto più

vincolanti e restrittive. Se le banche italiane andavano all’estero erano molto svantaggiate. Con

l’avvento di questa nuova direttiva CEE, è stata percepita in ritardo e abbiamo perseguito ricorso

all’Europa il quale non ha portato niente. Per cui abbiamo fatto questo: in Europa esistevano

banche universali, ovvero banche che potevano svolgere praticamente tutte le attività, su tutto lo

spettro di scadenze, no limiti dei 18 mesi, queste banche universali potevano fare tutto. In Italia la

banca universale non poteva esserci. Nel 1990 viene promulgata una legge importante. La legge

Amato-Carli che aveva permesso di trasformare in SpA le banche pubbliche, introduceva la

possibilità per le banche di adottare un modello organizzativo. Il nome dato a questo modello

organizzativo è Gruppo Polifunzionale, ed è stato presentato da tutti gli studiosi e articoli, come

gruppo polifunzionale è stata la risposta italiana alla banca universale. Al vertice abbiamo la Banca

la quale possiede una società di Leasing, una società di Factoring, una SIM, ICS, un’assicurazione

che permette di prestare servizi assicurativi (Ass. e f.di comuni di investimento non potevo

internalizzarli, la banca è un’altra cosa, l’assicurazione non è dentro ma è dentro il gruppo

bancario), e infine Fondi comuni di investimento.

In questo modo le banche in modo indiretto potevano fare Leasing, Factoring, intermediazione

immobiliare e ICS. Per cui abbiamo risposta italiana alla banca universale. Alla luce di questa

normativa gli italiani potevano andare all’estero, e si poteva offrire Leasing a condizione che non lo

facesse direttamente ma tramite una società di leasing partecipata e facente parte del suo gruppo,

finalmente gli italiani possono iniziare a fare leasing all’estero. I due modelli sono questi Banca

Universale che effettua leasing direttamente, mentre abbiamo un Gruppo Polifunzionale, con

società di leasing che offe leasing indirettamente. Necessario passaggio di intermediazione in più.

Il gruppo polifunzionale sarà molto più costoso, le società di leasing ricaricano sul prezzo all’utente

finale. Ciò consente di essere una banca universale. Le banche italiane continuano ad essere

svantaggiate in termini di prezzo. Le banche hanno dovuto tirare fuori parecchi soldi per acquisire

partecipazioni per società del gruppo. Questo nel 90

Nell’89 percepiamo una nuova direttiva, un elenco di attività ammesse al mutuo riconoscimento.

Attività che riconosciamo come attività bancarie, nel ’92 percepiamo questa direttiva. Nel 93 nuova

legge bancaria. Quella che entrerà in vigore il primo gennaio del ’94. In essa è stabilito il perimetro

dell’attività bancaria, con l’elenco delle attività ammesse al mutuo riconoscimento di cui la seconda

direttiva CEE. Si possono fare esattamente le attività contenute nella direttiva CEE. Frutto di un

direttiva comunitaria vecchia che abbiamo recepito. Nome e cognome paesi che portano avanti la

banca universale. Chi ha governato in maniera forte questo processo è la Germania.

Legge esprime la natura impresa bancaria. Da primo Gennaio 94:

L’impresa bancaria può liberamente scegliere il proprio modello giuridico organizzativo. Anche

l’Italia può scegliere il modello che desidera compreso quello Universale.

Una Banca con gruppo polifunzionale come fa a diventare universale?

Deve internalizzare tutte le attività partecipate, dovrò elevare tutte le partecipazioni che ho già.

portarle al mio interno raggiungendo il 100%. Non potrò farlo per assicurazioni e fondi comuni,

perché vi è la riserva di legge che lo vieta. Nella struttura del sistema presentato la scorsa volta

restano gli altri intermediari in virtù di riserva di legge loro conferita.

Dar vita a gruppo polifunzionale costava, dovevo iniziare ad assumere partecipazioni in tutte quelle

società. Se io banca dovesse acquisire quel determinato modello dovrei spendere ancora più soldi,

raggiungere 100% e svolgere attività di inserimento costosissime. Immediatamente nel 94 le

banche italiane non diventano universali, perché dovrebbero pagare moltissimo. E hanno già

speso per dotarsi di strutture di gruppo. Il modello del gruppo permane anche oggi nel nostro

paese.

Attenzione, il termine banca Universale viene utilizzato in maniera non tecnica, molte volte

impropria ed allargata, va a ricomprendere banche grandi che possono fare tutto. Le banche non

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portano dentro tutto, molte restano fuori. Molte vengono denotate come universali, ma non è vero.

Tecnicamente non hanno portato dentro tutto.

Modelli organizzativi che oggi una banca può adottare:

La scelta è demandata all’impresa bancaria, non vi sono vincoli. Chi adotta modello di gruppo o di

banca universale non può essere una banca piccola. Modelli da banche medio-grandi in su, le

banche di credito cooperativo, non hanno strutture.

Oggi i modelli organizzativi sono 4:

- Gruppo creditizio (dimensioni significative)

- Banca Universale (dimensioni significative)

- Banca specializzata (dimensioni contenute)

- Banca a rete / Network bancario (dimensioni contenute)

Una banca a 4 sportelli può decidere di adottare modello banca Universale, ma in pratica è

paradossale. Ad esempio Mediolanum si adatta alla realtà di gruppo ma in concreto è una banca

specializzata. È da definire come gruppo specializzato.

Se io sono una banca medio-Grande mi conviene adottare il modello di Gruppo o Universale?

-> Non esiste risposta, gli studiosi e le stesse società vanno un po’ per gusti personali.

Tabella Capitolo 5

Punto 3 G - = Struttura Burocratica, insita nel modello del Gruppo. Nella Banca Universale si

hanno divisioni all’interno della banca e la burocrazia è limitata ad ogni divisione. Vi è poco da

accettare, unico vertice che decide e vale automaticamente per tutti. È più facile che la strategia

bancaria venga posta in essere nella sua interezza in una banca universale che in un gruppo.

Punto 5 G - = Responsabilità patrimoniale della capogruppo anche per le obbligazioni assunte

dalle partecipate. Un aspetto vantaggioso del gruppo è che sarà possibile tagliare i rami secchi. Se

c’è una società del gruppo che va male io potrò estrometterla. Il gruppo ha una struttura

robotizzata. La banca universale assume di più i connotati di un organismo biologico. È più

traumatico per organismo biologico la rimozione di una sua parte. Per un robot no. È vero che io

posso tagliare ma quando la taglierò. Io tagli quando una società va male in modo continuativo e

produce perdite a livello di conto economico. Se la tua società di leasing sta perdendo non è che la

tua soluzione sta nel tagliare la società che consente di non pagare i milioni di perdite. Permane la

responsabilità patrimoniale della capogruppo. È vero che posso tagliare, ma se la società è andata

male in maniera continuativa dovrò portare a casa tutte le perdite ma da quel momento basta

perché dovrò interrompere la società.

Punto 2 BU + = Migliore di produzione, Consente di avere info più accentrate. Database sui singoli

clienti e prodotti accentrato di un solo posto in banca a cui tutti possono accedere per ottenere

info. Nel gruppo questi database sono demoralizzati nelle singole società del gruppo.

Punto 1 BU - = Conflitto più palese in una banca universale. Non è possibile pensare che al suo

interno vi siano attività tra loro svincolate. Il conflitto d’interesse si ha in ogni struttura che sia

complessa. Una macchina si potrà comprare in leasing o con finanziamento da parte della banca.

Se viene presa in capo da una delle due parti si perde occasione di business. Nella banca

universale è più esplicito e visibile. Potenzialmente più grave l’ipotesi di conflitto d’interesse.

A questi due modelli fanno riferimento banche medio-grandi. Le banche piccole dovrebbero optare

per il modello di banca specializzata.

Confronto tra banca universale e banca specializzata.

Una banca universale è :

- Multiclient = si rivolge a molte imprese, pubblici, privati operatori istituzionali. 1 Marzo 2017

- Multibusiness = fa valere i propri interessi verso tutti i business

- Multiprodotto = per definizione

=> Può attuare una maggiore diversificazione del rischio. Es. Vanno male i prestiti e però la banca

si concentra anche nella consulenza sugli investimenti. Se unicamente concentrata alto rischio.

Per costituire una banca universale devo pagare molto. Ma prima devo investire un sacco di soldi.

Una banca specializzata è:

- Predilige una clientela di elezione verso la quale concentra gli sforzi di soddisfacimento delle

esigenze.

- Sceglie un settore di elezione, Multibusiness. Settore coerente con tipologia di clienti che ha

individuato.

- Non offre tutti i prodotti inseriti in quell’allegato di attività annessi al mutuo riconoscimento.

=> Una banca specializzata è soggetta ad onerosità contenuta. Rischio di più ma il Setup è

semplice e rapido.

Ambiti specializzazione banca:

- Per tipologia di cliente: posso scegliere di lavorare solo con persone fisiche e non con imprese.

- Per prodotto e servizio: Posso specializzarmi in consulenza per investimento oppure prestiti,

credito al consumo ai privati. Erogo finanziamenti di piccolo importo.

- Geografica: non c’è da nessuna parte la norma che stabilisca che debba lavorare in casa o

all’estero. Esistono specializzazioni geografiche come regionali o provinciali.

- Canale: distributivo per raggiungere la clientela. Posso sceglierlo, ognuno sceglie il proprio.

- Perseguire esigenze di base della clientela: banca che fa la tradizionale attività bancaria. Tante

banche sono specializzate in questo. Molte banche di credito cooperativo. Specializzazione di

carattere geografico. Un esempio sono le BCC.

A volte possono specializzarsi anche banche non piccole, abbastanza grandi. Però potrebbero

farlo, un esempio è quello degli ICS ora inesistenti. Se il medio-credito lombardo (un ICS) che

erogava finanziamenti a medio-lungo termine, ora esiste e svolge un’attività come allora. Ha

continuato a farlo.

Gli operatori che tendono ad una scelta di specializzazione sono:

1) Società finanziarie trasformate in banca: possono essere anche SIM, questo succede molto

spesso. Banca Mediolanum prima non lo era, così come Fineco o Generali. Si sono

trasformate in banca optando per una specializzazione perché si ha un problema nel momento

della perdita dell’investimento poiché il cliente vorrebbe disinvestimento con deflusso del

capitale. Se divento banca invece che ICS posso avere C/C e quindi remunerare con i tassi.

Ho soldi sempre sul conto della banca e quindi posso ancora disporne. Il c/c la banca lo vede,

e quindi la possibilità di offrire investimenti su quel capitale. Soldi da me e accento su

aleatorietà rendimento. Investimento su cui non perdo e posso stare tranquillo. Avere la banca

serve per questo concetto di disponibilità del credito.

2) Nuove banche: banca che nasce ex-novo perché dei soggetti si accordano nel voler creare dal

nulla una nuova banca. Sarà una nuova banca di tipo BCC, formata da imprenditori di un det.

paese. Costa meno ed è specializzata in quel paese. Sotto molti aspetti le BCC nuove sono

banche specializzate. Ma anche le bcc vecchie sono banche specializzate nel servire esigenze

della clientela.

- È più probabile che vada meglio una nuova banca o una finanziaria che si trasforma in Banca?

Perché?

> Una finanziaria ha già i clienti, quella nuova dovrà cercarseli. Le nuove banche si prendono la

clientela residuale.

Network Bancario 1 Marzo 2017

Banca a rete, si vanno a creare in caso di risorse limitate. Un network non significa rapporti di

integrazione di assetti proprietari. Non vi è partecipazione. Sorta i consorzio tra le diverse banche.

Ogni banca da al network due cose: Soldi e risorse Umane. Così facendo si supera il limite legato

alla piccola dimensione. Riesco ad avere sufficienti professionalità e persone per questo progetto.

L’output di questo progetto deve essere fruibile da parte di tutte le banche del Network. Allora

queste banche sono tipicamente piccole, omogenee che svolgono la stessa attività. Potrebbero

essere BCC. Omogenee ma non sovrapposte territorialmente. Se sono tutte sovrapposte in

provincia di Varese è un casino.

Si fa molta fatica a pensare a Network bancari esistenti nel nostro paese.

Non è facile avere banche che siano e restino omogenee, questo quesito è alla base del Network,

se dovesse venire a mancare la conseguenza è scritta. Non è detto restino omogenee il numero

delle banche italiane tende sempre a diminuire. In Italia abbiamo 600 banche. Da 1100 numero

massimo. Viene meno l’omogeneità. Se esiste una banca piccola e questa se la compra intesa, da

oggi al domani questa banca non sarà più omogenea con le altre perché i servizi che riceverebbe il

Network glieli darebbe direttamente la capogruppo, intesa. Dal 1990 da legge Amato-Carli poiché il

sistema si è concentrato un sacco di banche piccole sono sparite o hanno perso autonomia. Il

presupposto alla base dell’omogeneità è venuto meno. Più un sistema è in divenire più ci sono

difficoltà.

Internazionalizzazione del sistema:

Va letto secondo due direttrici, in entrata e in uscita. In entrata significa banche estere che entrano

nel nostro sistema. Internazionalizzazione in uscita banche italiane che vanno all’estero.

Due profili, in entrata oppure in uscita:

Perché una banca dovrebbe andare all’estero? Essendo un’impresa e prevedendo la

massimizzazione del profitto può andare all’estero. Si guadagna di più con attività al dettaglio o

all’ingrosso? Filiali sul territorio con cui posso gestire i clienti oppure non delle filiali. Si guadagna di

più con attività al dettaglio poiché ho clientela con minore forza contrattuale. Per altri versi questo è

vero a regime. Nel momento in cui ho già impiantato e costruito una rete di filiali. Se questo non è

avvenuto non guadagno necessariamente di più lavorando al dettaglio. Impianto delle filiali sul

territorio. Questo perché quando ci si internazionalizza si va spesso a lavorare all’ingrosso. Vi sono

nel nostro territorio banche americane, che non hanno filiali sono molto grandi. Non è scontato sia

più redditizio. Tante banche americane erano presenti sul territorio italiano ma se non rendono

sono state chiuse. Banche estere in Italia, internazionalizzazione all’ingrosso, quindi senza la

presenza di filiali bancarie. Ancora in buona parte è internazionalizzazione di questo tipo. Non

esistono realtà bancarie con significativa rete di banche internazionali con sportelli in Italia. L’unica

potrebbe essere Deutsch Bank. Per il resto non si hanno altri tipi di banche internazionali qui in

Italia. Negli ultimi anni non si sono limitati ad aprire filiali all’ingrosso, più che altro si cerca di

partecipare nel capitale di banche italiane. Ad esempio abbiamo Cariparma la quale ha dietro

Credit Agricole, partecipa e indirizza l’attività. Oppure BNL banca nazionale del lavoro con dietro

BNP Paribas, italiana partecipata da intermediario estero. Se Cariparma guadagna ne beneficia

chi è socio di credit agricole. Se una volta era strada di filiali all’ingrosso ora la strada, soprattutto

per chi svolge attività di banca tradizionale, JP Morgan ad esempio ha fatto scelte di

specializzazione diverse. Non le servono filiali e operano all’ingrosso. Per tanti anni il nostro è

stato un sistema bancario che ci andava poco, e con poco successo. Ovvero qualcuno che ha fatto

il furbo in America, ad esempio Atlanta. Io posso andare all’estero optando per una di queste

soluzioni:

- Accordi distributivi: io banca italiana mi accordo con banca francese per fare in modo che io

collochi alcuni prodotti banca francese e viceversa. Accordo di Cross Selling. (Desk operativi =

banchetti all’interno delle filiali, la logica era che il cliente italiano entrava in banca italiana e

trovava des francese per certe attività, utilizzati per attirare clientela oppure oggi da compagnie

telefoniche oppure da quelli che offrono carte di credito. Quando notiamo banchetti di Vodafone

normalmente vediamo qualcosa che ci attrae per approfondire. Con queste soluzioni non si va

lontano, nessuno spinge per collocare quei prodotti. Nel momento in cui non c’è integrazione

1 Marzo 2017

assetti proprietari si è visto che è molto difficile che gli accordi puramente distributivi sortiscano

risultati molto interessanti. Non si hanno risultati efficienti, per gli italiani in filiale non c’è

particolare interesse a condurre lì la clientela.

- Uffici di rappresentanza, italiani ne hanno aperti tanti e ancora più ne aprivano. Si andava

all’estero e si apriva un ufficio non una filiale, e lì c’è qualcuno di italiano, punti nevralgici a livello

internazionale. Come immagini soprattutto per i paesi poco internazionalizzati. Si aprono questi

uffici di rappresentanza che non può svolgere attività bancaria, non può concludere contratti e

nemmeno vendere. Gli uffici di rappresentanza normalmente sono un posto. Tante banche

hanno aperto uffici in varie parti del mondo, perché in teoria dovrebbe essere l’antecedente

logico di un’apertura di una filiale all’estero. Apro ufficio rappresentanza mando 3/4 persone , le

quali tessono rapporti con la comunità locale. Feste, momenti ludici per farsi conoscere.

Rapporti di corrispondenza, potenziali clienti da intercettare nel momento in cui trasformerai

rappresentanza in filiale. Poi nella pratica gli uffici servono per offrire servizio notevole.

- Filiali: alcuni uffici sono diventate poi filiali, per 25 anni molti uffici non hanno mai prodotto utile.

Se io voglio guadagnare apro una filiale con cui concludo dei contratti e guadagno, meglio

pensare con attenzione all’ambito a cui mi rivolgo. Apro una filiale all’estero ma non avrò clienti.

4 anni prima l’ufficio di rappresentanza può essere utile proprio per questo motivo. Clienti e

bisogna trovare una risposta a questa domanda. Un cliente straniero dovrebbe andare in una

banca italiana sul suo territorio perché non molto riconosciuta. Oppure offro qualcosa che gli altri

non hanno, ma non c’è molta scelta. Se io voglio guadagnare non apro una filiale all’estero,

perché con una filiale non vado lontano. Se apro 20/30 filiali all’estero, una contagia l’altra anche

in termini di visibilità. Inizia a circolare. Però 20/30 costano. Dovremmo ragionare sul fatto che

mancano clienti vado all’estero e mi porto a casa clienti all’estero. Idea che non sta in piedi,

necessario avere personale competente all’estero. Bisogna comprare qualcuno dal mercato di

banche estere in modo da inserirlo nel contesto. Reti di filiali all’estero sono state aperte? Si

qualcuna si, ad esempio la Comit in costa azzurra.

- Partecipazioni: le più frequenti, il problema sta nel fatto che ancora una volta se io voglio

partecipare in una banca significativa all’estero devo avere soldi. BNP non è una banchetta in

Francia altrimenti non verrebbe ad acquisire BNL. Devono essere banche significative. Le

partecipazioni come strumento funzionano molto bene e vanno usate in maniera furba. Quando

Deutsch Bank è arrivata in Italia comprò una banca di piccola dimensione, chiamata banca

d’America d’Italia con il piccolo logo di Deutsch Bank.

- Acquisizioni: la migliore tra le ipotesi di internazionalizzazione, se io acquisisco il controllo di una

banca estera posso indirizzarne la competenza. Ha già clienti, prodotti, personale, soluzione

vincente tra tutte. L’handicap è il solito, sono necessari molti soldi per acquisirla.

In Italia ancora oggi si è ancorati in Internazionalizzazione dei poveri, ancora uffici di

rappresentanza che non rendono. Finalmente c’è stata una novità, forse un paio. Noi arriviamo

anni da cui avevamo 1100 banche ad oggi che ne abbiamo 600, il sistema si è dimezzato di

numero. Questo anche ai vertici. Oggi abbiamo Intesa e Unicredit che hanno dimensione a livello

internazionale importante. Queste due banche sono state entrambe artefici di

internazionalizzazione particolare. Abbiamo detto che l’internazionalizzazione che paga è quella

mediante acquisizione per banche americane e importanti, ma non vi sono soldi per comprarle.

Per cui intesa e Unicredit hanno comprato banche a poco prezzo concentrate in area geografica

dell’est- europeo nel periodo in cui si sono disgregate le forze europee. Ad esempio in Polonia

Unicredit ha comprato 2 banche. La Croazia, il Montenegro.. Non è una scelta da poveri, in base al

momento storico può essere efficiente, ad esempio quando l’est si è evoluto verso paesi

capitalistici le banche italiane hanno fatto un sacco di soldi. Immaginare un paese non abituato a

fare banca. Corruzione molto elevata. Era delicato lavorare in quegli anni. Poi si ha un’operazione

importantissima ovvero Unicredit ha comprato la terza banca tedesca che si chiama HVB

HypoVerreisBank e Unicredit ha acquistato una banca così grande. La banca non stava andando

bene per questo è stata acquistata. MPS ora vale pochissimo. HVB aveva al suo interno una

banca controllata che era Bank of Austria la quale venne inglobata da Unicredit. Bank of Austria

aveva una serie di partecipazioni in banche dell’est europeo. Unicredit prendendosi HVB ha

moltiplicato la sua presenza nell’Est europeo diventando la prima banca al mondo in termini di

posizionamento all’estero. 1 Marzo 2017

Concentrazione del sistema bancario

Studiabile su 2 livelli, primo livello quello della concentrazione di Sistema oppure di banca singola.

Per capire se il sistema italiano è più o meno concentrato devo andare a vedere Q3, Q5, Q10

Q3 è la quota di mercato delle prime tre banche italiane, se Q3 è più elevato di quanto in Francia, il

mercato italiano è più concentrato. A livello mondiale non abbiamo banche italiane in Q50 per

alcuni anni. La variabile su cui si cerca la quota di mercato è il patrimonio, totale attivo, patrimonio,

variabili che cambiano molto e quindi anche le classifiche. Dobbiamo scegliere classifiche più

comode. Abbiamo quelle più utilizzate come i total asset che mi da misura di una banca. Misuro

Q3, Q5 e Q10 ragionando in termini di Total Asset. Il secondo livello di concentrazione è quella a

livello di singola banca. Dobbiamo chiederci quando una banca si concentra, necessari

interrogativi. Una banca che opre una filare è una banca che si concentra? Potrà diventare più

grande ma non si concentra. Crescita interna, gli sportelli già esistenti non fanno rilievo.

Una banca che si fonda con un altra configura ipotesi di concentrazione. La risposta è oggettiva e

positiva, da due ne rimane una, quindi una banca viene estromessa dal sistema.

Una banca che assume partecipazione in alta banca, è concentrazione? Necessario vedere se si

tratta di minoranza o maggioranza.

Attività:

- Crediti

- Titoli

- Partecipazioni

- Attivo

= Total Asset

Passività:

- Raccolta

- Capitale Netto

La risposta riguarda la variabile che io considero per la concentrazione, la mia risposta è no per

tutti e due i casi precedenti. Se ragiono in termini di attività fruttifere si. LA risposta non è

convincente poiché sono stati addirittura introdotti da Banca d’Italia i gruppi bancari. Se uno

assume partecipazione in una banca qualcuno entra nel gruppo bancario. La partecipazione non è

totalitaria si hanno dei problemi. Gruppi bancari nei quali puoi ricomprendere il fenomeno che

riguarda la partecipazione tra banche. Molti vedono la concentrazione come frutto di scelta

strategica dei vertici di una banca. Spesso c’è un regista che gira il film della concentrazione e non

sempre questo attore sono le banche, per lunghi anni l’apporre il regista della concentrazione nel

nostro paese si chiamava Banca d’Italia. In Italia non vi sono esempi significativi di banche fallite,

saltate. MPS non è saltata tutti hanno preso i loro soldi, da noi non saltano perché Banca d’Italia

ha sempre fatto assorbire banche che vanno male da banche che stanno meglio, finalità di benefit

del sistema. Il sistema può risultare instabile. 9 Anni fa una banca chiamata Lehman Brothers è

stata fatta saltare. In America sono molto più meritocratici. Banca d’Italia utilizzava la Sua

persuasione morale, vi era una banca che andava male, Banca d’Italia contattava una che andava

bene per lasciare che si facesse carico dell’acquisizione di una determinata banca. Alla gentile

richiesta si può rispondere di si oppure di no. È vero ma bisogna capire cosa segnare. Chi è il

principale attore di una operazione di concentrazione, per lunghi anni è stata Banca d’Italia. Molti

anni prima era Banca d’Italia che doveva rispondere. La Comit ad esempio, 22/23 anni fa, era

interpellata da Banca d’Italia per acquisire Banca di Roma. Poco appeal di Banca di Roma. Comit

non c’è più stata è entrata nel mondo intesa, e chi comandava in quel mondo è stata la compagine

legata al nuovo Banco ambrosiano che aveva visto le ceneri dell’unica banca italiana saltata. Il

banco ambrosiano si va a comprare coti all’interno di Intesa. Non è un rapporto di causa effetto,

ma non rispettare Banca d’Italia può essere pericoloso. Oggi non serve più l’autorizzazione, oggi

Banca d’Italia non deve più dare il permesso ma può vietarlo in caso in cui destabilizzi l’acquirente.

1 Marzo 2017

8 Marzo Banca d’Italia

13 Maggio Credito Valtellinese

19 Maggio Finanza Islamica

Come mai dal momento in cui viene annunciata un’operazione di concentrazione e nel momento in

cui viene portata a compimento passa molto tempo?

Il motivo è plurimo. Si hanno una serie di ostacoli che verranno analizzati con un esempio come

background. Fusione per incorporazione di IBI, banca con direzione le piccole e medie imprese,

all’interno di Cariplo la più grande cassa di risparmio del mondo confluita all’interno di Intesa.

Problemi di offerta o di eccesso di offerta può derivare da determinate scelte.

1. Duplicazione sportelli: Unendo banche vicine fisicamente, è molto più efficiente, uno di questi

sportelli andava eliminato. Più sovrapposizioni ci sono più efficienza ex-ante affligge

un’operazione di concentrazione. Se concentro è anomalo mantenere entrambe le filiali.

2. Nome da attribuire alla “nuova” banca: dipende dal tipo di concentrazione. La nuova banca

frutto della fusione tra Cariplo e Ibi è stata chiamata Cariplo. Ciò perché Cariplo è di grandezza

superiore ad IBI. Se non vi sono squilibri tra le due banche che vogliono unirsi si inseriranno

entrambi i nomi. Anche l’attaccamento dei clienti svolge il proprio contributo. Banca popolare

Pesarese-Ravennate e Banca Popolare Abruzzese-marchigiane, sarebbe stato impossibile

fondere il nome, allora si cerca di coniare un nuovo nome che però fosse identificabile e

sensato per entrambi i clienti chiamata poi Banca Popolare dell’Adriatico. Cambiare il nome o

toglierlo può voler dire perdere clientela.

3. Tipologia di clientela: Quando si lavora si ha nel proprio monte clienti clienti che appartengono

ad una determinata categoria era eterogeneo, Cariplo faceva riferimento ai risparmi delle

famiglie, invece IBI era indirizzato alle piccole medie imprese. Nel momento in cui sono state

messe insieme è successo che alcune piccole-medie imprese non si sono più riconosciute

nella nuova banca.

4. Contratti esistenti: Contratti con cui è inquadrato il personale della banca, che può non avere

riquadri omogenei con le varie banche, i funzionari erano articolati in IBI dal primo all’ottavo. In

Cariplo i funzionari erano su quattro livelli. Non può funzionare per la questione degli stipendi,

c’ è chi guadagna di più che rischia di guadagnare di meno e chi guadagna di meno che ha

l’opportunità di guadagnare di più. I sindacati hanno un peso molto rilevante.

5. Sistemi informativi: costruire un sistema informativo costa molto, allora molto spesso sono stati

modificati nel tempo con integrazioni senza rifare completamente. Si creano collage di efficacia

discutibile. Nel momento in cui metto insieme due banche ho due sistemi informativi e adotto

quello qualitativamente migliore. Si sceglierà il sistema più funzionale. Non succede sempre,

perché una delle cose più tremende che puoi fare al bancario era cambiare la procedura.

Spesso succedeva che avere due sistemi informativi uno migliore dell’altro e per effetto della

fusione si manteneva quello qualitativamente più scarso perché apparteneva alla banca

vincitrice della fusione. Questo è una scelta non improntata a criteri di efficienza.

6. Tempi e costi dell’operazione: sono importanti da stimare: ricavi - costi attesi = impatto netto

costi di concentrazione che raggruppa le due banche messe assieme. Anche su banche di una

certa concentrazione. Di realtà non piccole. Importanti da stimare ma non c’è univocità su

operazioni di concentrazione non virtuose, non si capisce se genera effetti economici positivi o

negativi. C’è un elemento da considerare: quali tempi? Si parla di anni ma non c’è certezza

dipende come si concentra e quali problemi si riscontrano. Non c’è risposta a quanto fatto.

7. Posti in CDA: se si fonda una banca con 12 consiglieri e una con 11. La nuova banca non avrà

23 consiglieri. Probabile poco più di 12 ma non 23. Questo significa che un certo numero dei

consiglieri di amministrazione per effetto della loro fusione rischiano di perdere il posto. I

consiglieri sono quelli della parte più debole che perdono la fusione. Un’operazione di fusione

deve essere decisa in maniera riservata dai CDA. Si può immaginare che qualche consigliere

d’amministrazione della realtà più debole potrebbe essere ostruzionista nella votazione della

fusione.

L’insieme e il complesso di questi ostacoli fa si che un’operazione di concentrazione abbia un

percorso di gestazione, elaborazione e gestazione tipicamente molto lungo. I vari impieghi vanno

1 Marzo 2017

svolti attentamente. Si fanno prima queste valutazioni. Ecco perché è un processo lungo. Tante

banche ormai sono quotate e prima dell’annuncio sul mercato, più o meno voci fondate, hanno

risvolto su quotazioni di borsa dei relativi titoli. Questo implica anche un’attenta sorveglianza volta

ad evitare anomalie. Ci vuole molto tempo per gli ostacoli appena visti.

Rapporto tra Banca e Assicurazione

Nel nostro contesto banche e assicurazioni sono intermediari diversi. La banca è un intermediario,

l’assicurazione è un intermediario finanziario e non bancario. Lo svolgimento dell’attività e

produzione esecutiva è prevista una specifica attività per le compagnie di assicurazione. Pur

essendo intermediari diversi, l’avvicinamento e la partnership tra banche e assicurazioni è

suscettibile di risultati estremamente importanti. Una banca tradizionale solitamente ha un

approccio molto capillare a livello territoriale grazie alla presenza di sportelli. Tradizionalmente la

gente andava in banca e comprava una serie di servizi, obbligazione, credito, carta di credito.

Allora potrebbe avere senso ammortizzare la struttura della filiale avvalendosi dell’offerta di un

maggior numero di servizi. Posso fa vendere in filiale le polizze così posso guadagnarci di più.

Questo processo è nato soprattutto con le assicurazioni del ramo vita. Perché noi eravamo uno dei

paesi che presentava un rapporto Ramo assicuratore - PIL più basso. ciò significa che eravamo un

paese sotto-assicurato. allora la possibilità di far crescere questi era particolarmente preziosa. Le

Banche si sono lanciate a vendere polizze del ramo danni. L’assicurazione quando vende le

polizze si basava sugli agenti di assicurazione e la rete agenzia rispetto ad altri canali è molto più

aggressiva. L’uomo di banca solitamente stava nel suo ufficio e aspettava i clienti ora l’agente

assicurativo per definizione si muove e va a cercare clienti. Canale aggressivo. Oggi nelle

assicurazioni il canale distributivo più utilizzato è la banca e questo ha consentito di moltiplicare i

loro premi assicurativi. L’assicurazione dovrà offrire un corrispettivo alla banca. Rispetto a quello

che viene riconosciuto agli agenti. Questo avvicinamento può aumentare costi e ricavi alle

assicurazioni. Vantaggi per banca e assicurazione nel momento in cui si realizza una sinergia.

Primo vantaggio per la banca è la diversificazione dell’attività.

1. Diversificazione servizi: Prima assicurazione nei danni, salute danni a fabbricati..

Diversificazione importate.

2. Aumento dei ricavi significativo, attività con grande valore aggiunto e molto redditizio. Si può

attivare forza di vendita assicurazioni. Aprire periferia fuori Milano una filiale. Chiaro che se

riuscissi ad aprire una Filiale e riuscissi ad avere un bacino di clientela immediatamente

disponibile potrei partire con il piede giusto. Si mandavano gli sviluppatori: figure che entravano

dal negoziante dicendo che in quel paese si sarebbe aperta una filiale interrogandolo. Non si

stipulavano contratti e non c’era abilitazione contrattuale. Se arriva l’agente di assicurazioni

arriva con un vantaggio che probabilmente già lavora con il lavoratore e per cui presenta

l’apertura della filiale, comparando. Si firma la manifestazione d’interesse. Si firma il contratto e

si è clienti. Ci si crea una base di clientela non sotto valutabile. Vantaggi per banche e

assicurazioni. Per le banche posso creare un canale di vendita agli sportelli che consentiva di

realizzare ricavi ingenti e canali di offerta a basso costo che andava a ridurre la disponibilità

assicurativa. Se io la metà delle polizze le piazzo via sportello e mi costa poco, l’onerosità della

distribuzione è più bassa e il volume di premi realizzati è più ampia e significativa.

Modalità unione Banca e assicurazione nei gruppi quale è più funzionante?:

1. Accordi distributivi: in puro accordo distributivo privo di integrazione assetti proprietari non

sortisce normalmente risultati di particolare spicco. Accordo ulteriore, necessario input di

direzione commerciale della banca, serve che le polizze siano inserite nei budget del personale

bancario, queste filiali devono collocare le polizza entro l’anno. Deve avvenire ciò ed è molto

difficile che avvenga se l’accordo alla base del processo è solo e puramente distributivo senza

integrazione assetti proprietari.

2. Partecipazione Gruppi: Banca assume partecipazione -> Assicurazione e Assicurazione

assume partecipazione -> Banca, ci sono regole di assunzione di partecipazione che sono

diverse tra i 2 movimenti di assunzione della partecipazione. Queste partecipazioni configurano

logiche di gruppo sottostante. C’è integrazione assetti proprietari. Io banca sono anche socio

dell’assicurazione è anche più facile che si ingenerino fenomeni virtuosi ad esempio: le polizze

1 Marzo 2017

assicurative sarà necessario definirle perfettamente. Per fare questo i bancari si preparano,

attività di formazione preventiva alla loro attività concreta sul mercato sulle polizze. È un

aspetto difficile da sostenere solo se considero strutturali e continue le fattezze della banca.

Potrebbe essere antieconomico. Qui invece lo faccio. I risultati sono variabili normalmente e

abbastanza buoni.

3. Banca costituisce un’assicurazione: si può fare senza problemi, è del tutto legittimo, unica

cautela è quella di essere staccati e avere il monopolio produzione assicurativa. Tutte le grandi

banche hanno dato vita a proprie compagnie di assicurazione. Si è visto che quando la

compagnia di assicurazioni sono della banca e non in minoranza, l’enfasi che viene data è

molto forte anche alle polizze.

4. Assicurazione che costituisce una banca: più anomalo, caso molto meno sporadico di quanto

si possa pensare, frequente, le assicurazioni più importanti hanno dato vita a banche. Ci sono

diversi esempi di banche di questo tipo. Ci sono gruppi assicurativi che hanno fatto nascere

banche. Banche specializzate che non concedono credito ma si occupano di gestire

investimenti e risparmi clientela. Hanno un’enfasi sul connotamento prodotto assicurativo molto

elevato e ricco.

Le ultime due tipologie sono quelle più efficienti in termini di risultati. Se un’assicurazione o una

banca è tua benefici a livello consolidato di tutta l’attività che svolge e di tutti i ricavi che riesce a

portare a casa. Si può distinguere in modo semplice i prodotti in due grandi categorie:

- Prodotti ad offerta congiunta: la banca può offrire dei prodotti costruiti dall’assicurazione che

possono essere offerti anche dall’assicurazione. Ci sono prodotti molto semplici e banali tipo

l’assicurazione che si stipula in modo quasi inconsapevole ad esempio quella del conto

corrente. Molte volte c’è una polizza che in caso di morte del correntista garantisce agli eredi il

saldo o il multiplo del saldo. Ciò per segnalare un’anomalia. La natura della polizza è ricorrente

come indennizzo. Quando moriva qualcuno il conto veniva chiuso il giorno prima del decesso e

poi riaperto a nuovo nome il giorno dopo il decesso. Nel momento in cui il tizio muore con

l’assicurazione il conto era già stato chiuso e quindi essa non è più in vigore, non vi è saldo su

conto chiuso e quindi no indennizzo. Caratteri di anomalia. Per generazioni di giuristi questo ha

rappresentato un caso di scuola: prima arrivava a casa del cliente una lettera contenente la

richiesta di annullamento o allungamento della polizza.

- Prodotti misti: Prodotto che al suo interno racchiude una componente bancaria e una

componente assicurativa che sono così inscindibilmente compenetrate e legate che il venir

meno di una di esse snatura il prodotto e lo rende improponibile sul mercato. Ad esempio nel

momento in cui c’è il mutuo il cliente paga alla banca una rata e questa rata comprende due

componenti: il rimborso di una quota di capitale prestato con il mutuo e il rimborso di una quota

interessi. Nel caso di prima casa esistenza deducibilità fiscale fino a determinati massimali.

Mutuo tradizionale che non ha nulla a che vedere con prodotto misto. Invece un mutuo che può

essere prodotto misto è quando il cliente ottiene mutuo dalla banca e paga alla banca la quota

interessi periodicamente e ha la solida deducibilità fiscale in base alle norme di legge per la

prima casa, la differenza sta nella quota capitale, perché questa viene pagata mediante il

pagamento di premi in un contratto assicurativo di capitalizzazione. Poi ogni anno ho 10 di

premio che viene investito ogni anno da assicurazione per portare a casa capitale che alla fine

verrà girato da assicurazione alla banca. Il vantaggio per i vari soggetti è che avrà sicuramente

a scadenza il capitale restituito e l’assicurazione si impegna a farlo a prescindere dalla solvibilità

del cliente. L’assicurazione avrà maggiori premi e contratti in più. Viene data ad assicurazione. Il

vantaggio per il cliente è che lui sborsa lo stesso importo e oltre ad avere la deducibilità fiscale

sugli interessi in certi momenti si avranno deducibilità anche di parte di premi versati nel

contratto assicurativo. Chi ci perdeva era il fisco.

La Banca Centrale

Ruolo della banca centrale e banca d’Italia come soggetti che vigilano sull’attività bancaria.

Ricognizione necessaria per approfondire le varie forme di vigilanza bancaria. Regole a cui le

banche devono sottostare. Regole necessarie per comprendere funzioni e attività.

Le regole: Necessario pensare alla banca d’Italia e oggi alla BCE. C’è una ripartizione di

competenze e di ruoli nell’azione di vigilanza sulle banche. Le banche centrali svolgono una

1 Marzo 2017

pluralità di funzioni. Tra cui funzione di Vigilanza sulle banche. Improntata su modelli particolari di

banca centrale. I due modelli che normalmente si contrappongono sono il modello della banca

centrale Regista e della banca centrale Arbitro. Importanti per capire com’eravamo e come siamo.

Regista = metafora regista cinematografico, scrive il copione, e una volta che è stato scritto il

copione viene consegnato agli attori i quali devono recitare e attenersi al copione. Al regista non

piace attore che scartella, in ambito economico e finanziario invece una banca che si comporta

come regista preferisce che si applichino obiettivi di politica monetaria e intende realizzarli.

Questa banca vede la concorrenza tra le banche come un elemento potenzialmente pericoloso,

perché può minare la stabilità del sistema. Quindi il disegno che la banca centrale regista si era

immaginata.

Arbitro = presuppone che ci sia un regolamento conosciuto dai giocatori e lascia giocare le

squadre fino a quando una delle due quadre compie un atto contrario al regolamento. Una banca

centrale arbitro non dice alle banche cosa devono fare e cosa non devono fare. C’è un corpus

normativo di regole e lascia le banche libere di comportarsi sul mercato e quindi di interagire e

competere tra loro. Interviene solo in caso di comportamenti contrari alla legge. Non è qualcosa

di negativo, si lascia anche competere, aspetto positivo perché genera efficienza. Il prezzo finale

si abbassa a beneficio dei consumatori. Lo stesso fenomeno concorrenza viene letto con due

eccezioni diverse.

In Italia non abbiamo molti esempi di banche saltate proprio perché per molti anni la nostra banca

centrale è stata vicina alla figura del regista che privilegiava la stabilità del sistema e la

concorrenza non era granché. Oggi però non si può più dire che la nostra BC è regista perché

essa si preoccupa di garantire che si sviluppi un sano rapporto di concorrenza, diventa arbitro.

La regolamentazione

1) CICR

2) Il ministro dell’Economia e delle Finanze adotta con decreto i provvedimenti di sua competenza

previsti da vari articoli del TUB. In caso d’urgenza il Ministro sostituisce il CICR

3) La banca d’Italia porta a terra gli indirizzi strategici del CICR.

Obiettivi azione di vigilanza:

Il nostro sistema bancario è staccato caratterizzato per elevata stabilità. L’elevata concorrenza

poteva minare il sistema. La banca centrale arbitro vedeva positivamente la concorrenza perché

questa poteva generare maggiore efficienza. L’efficienza è un concetto composito, multiforme.

Stabilità ed efficienza sono due obiettivi importantissimi. Gli obiettivi bisogna cercare di

raggiungerli, non sono autonomi che non presentano alcuna interdipendenza tra loro. Io non posso

massimizzare il grado di stabilità e di efficienza contemporaneamente. Perché tra stabilità ed

efficienza esiste un Trade-Off rapporto di sostituzione: Ovvero:

Obiettivo è quello di riuscire a trovare il corretto equilibrio tra stabilità ed efficienza, questo

vale nel breve periodo. Nel lungo periodo le cose potrebbero essere

diverse. Nel lungo periodo si può migliorare particolarmente un

determinato aspetto tra efficienza e stabilità facendo però un salto di

curva. Si costruisce una nuova curva. Efficienza sempre la stessa. La stabilità è aumentata.

Teoricamente è possibile ma ci vuole del tempo e non è facile realizzare.

Stabilità ed efficienza. 1 Marzo 2017

Gli obiettivi:

1) Sana e prudente gestione dei soggetti vigilati SPG. Gli obiettivi dell’azione di vigilanza sono

comuni a tutti i sistemi della comunità europea. Il problema è capire il significato di queste

parole. Cosa significa sana? E prudente? Ciò non è scontato. Una banca che chiude in perdita

è sana? Una banca è sana se distribuisce i suoi utili? Prudente: non è possibile affermare che

una banca sia avversa al rischio, per legge ormai un’impresa non può essere avversa al

rischio. Di fronte al rischio che si chiama rischio di impresa. Una banca non deve assumersi a

rischi eccessivi a quelli che può sopportare e deve possedere un sistema di monitoraggio del

rischio che funzioni bene e che abbia una valenza segnaletica credibile. Ormai ogni

provvedimento della banca d’Italia o della banca centrale se si legge nelle prime parole viene

specificato il motivo e il SPG.

2) Stabilità dei singoli intermediari e del sistema finanziario nel suo complesso. Obiettivo

qualificato dall’attributo complessiva. Non vuol dire che un intermediario finanziario non può

saltare per aria. Montepaschi ha una dimensione tale e coinvolge così tanti interessi così da

essere più rilevante.

3) Efficienza e competitività. Ora per legge è stato stabilito che la concorrenza è un obiettivo

dell’azione di vigilanza e ciò potrebbe significare che è prevalso l’obiettivo di una banca

Centrale Arbitro e non regista. Nella pratica è così. Deve essere una concorrenza ragionevole

e non distruttiva. Concorrenza compatibile con la stabilità complessiva del sistema.

4) Osservanza delle disposizioni in materia creditizia. Se c’è un provvedimento la norma vale,

perché devo stabilire che un obiettivo della norma di vigilanza è che le norme si rispettino,

previsto perché le banche di vari paesi europei per lunghi anni hanno cercato di eludere la

norma. La quale presenta un vincolo delle volte spiacevole, che ne potenzia le norme creative

e di profitto. Le norme e il vincolo possono essere eluse e aggirate. Esemplificando: metà anni

80 in un certo momento la banca centrale introduce il massimale sugli impieghi, limite stabilito

all’accrescimento della possibilità di concedere credito. Questo vale per i prestiti bancari

classici. Apertura credito in c/c. Allora le banche hanno visto il provvedimento e che non c’era

tra le forme tecniche contingentate ad esempio il leasing. Tra 80 ne 90 le società di Leasing

erano cresciute un sacco. Ciò consentiva di eludere il massimale sugli impieghi. Concedevo

prestito sotto forma di leasing e così aggiravo la norma. Le autorità di vigilanza non essendo

stupide si accorgevano che la norma era stata elusa e rispondevano rammentando ancora. Il

massimale sugli impieghi si applica anche sulle operazioni di leasing finanziario. Per evitare e

per segnalare che questo fenomeno non è lecito hanno addirittura previsto in un punto di

verifica della vigilanza in materia creditizia.

Vigilanza regolamentare

- La risorsa più scarsa e strategica di una banca è quella del patrimonio e ne assorbe di più tanto

più l’attività svolta è rischiosa. Più faccio attività rischiosa, più faccio attività patrimoniale. Tra i

rischi c’è quello di commistione. poi si occupa di aspetti organizzativi, e quelli amministrativi,

contabili. Atti per assicurare il presidio di commercio. Fino a pochi anni fa questo era un ambito

molto poco enfatizzato. Chi lavorava in banca faceva operatività bancaria, adesso c’è più gente

che controlla pi di quella che lavora. C’è stata una crescita di uffici di controllo interno di varia

natura che hanno sorbito molte risorse. La vigilanza regolamentare è quella di cui noi parleremo

di più. Può essere divisa in 4 momenti:

- STRUTTURALE

- PRUDENZIALE

- PROTETTIVA

- FAIR PLAY REGULATION

Strutturale = riguarda la struttura del sistema bancario, quindi significa, come si entra nel sistema

bancario e come ci si sviluppa all’interno di esso. Tipi di controlli sono due:

- Controlli all’entrata: 1 Marzo 2017

- I) Costituzione di nuove banche, modo per entrare nel sistema.

- II) Trasformazione in banche delle società finanziarie.

- Controlli all’espansione:

- I) norme sull’apertura di nuovi sportelli,

- II) norme sul trasferimento degli sportelli, territoriale.

- III) Norme sulla cessione degli sportelli.

Prudenziale = Si chiama così perché ha a che fare con il rischio, sono delle misure volte a limitare

il rischio che le banche possono assumersi in determinate aree.

I) Norme sui grandi Fidi.

II) Partecipazioni dei detenibili.

III) Adeguatezza patrimoniale.

Protettiva = situazione in cui una banca va male e diventa insolvente, in questo caso si vuole

tutelare quei soggetti depositanti, ovvero coloro i quali hanno depositato i loro risparmi alla banca.

Ciò si concretizza con una cura protettiva, con una serie di interventi di tipo preventivo, per evitare

che la crisi della banca diventi importante, per evitare che abbia effetti gravi. Ciò fa si che la crisi

sia grave e addirittura irreversibile. Bisogna far si che i risparmiatori sian tutelati. Fondo

Interbancario di tutela dei depositi e di un altro fondo dedicato alle BCC, il primo prevede che se

anche le cose dovessero andare male, ogni risparmiatore ha i propri risparmi protetti fino a 100

mila euro. Almeno tutelato se il fondo è capiente, nel fondo i quattrini sono versati dalle banche. Se

una banca va male le altre possono sopperire alla crisi della banca che si è deteriorata. Ma se il

rischio assume caratteri sintetici il fondo rischia di non essere mai capiente perché potrebbe

succedere che le banche non hanno la possibilità di versare cash nel fondo per fare fronte alle

tante crisi generate.

Fair Play Regulation = Trasparenza e correttezza, significa che in prima battuta devo fornire alla

clientela informazioni chiare, trasparenti e complete per poter intendere le operazioni che si

avviano a svolgere. Una certa opacità oggettivamente c’è sempre stata. Per ridurre questa

asimmetria con la clientela, le banche devono rispettare obblighi formativi di base. Se non lo fanno

non si rispettano obblighi di trasparenza. L’altro sostantivo riguarda la correttezza. Una banca è

corretta nei confronti della clientela quando rispetta determinate regole scritte per lei. Norme di

comportamento a tutela del risparmiatore. Necessario effettuare una precisazione. Vicinanza nei

confronti della clientela. Ciò non nasce dalla lingua in Italia, ma nei mercati anglosassoni. Nasce

con accezione che era almeno in parte diversa da questa. Era FairPlay nei confronti della clientela

e dell’autorità di vigilanza nei confronti delle banche. Ciò significa che se si ha un’imposizione da

parte della BCE non c’è FairPlay. Regola di cui si Sa poco o niente. Il regista si comporta così. Se

c’è un concordato tutto dovrebbe essere regolare. No norme in ignoranza dei soggetti vigilati.

Franceschini 20 Aprile ore 14:00 prova intermedia Inizio 14:30

Modelli di Vigilanza

Modelli e tipologie sono due cose diverse. Riferimento a fotografia quadro in cui c’erano i soggetti

che regolamentavano. E questa tabella era costruita per modelli di vigilanza. I modelli più tipici

sono 3:

- Istituzionale: per soggetti vigilati ovvero ci può essere una vigilanza per le banche, per le

assicurazioni, per le SIM… In base al soggetto vigilato c’è un’impresa di vigilanza che è

un’autorità di vigilanza di riferimento a prescindere dalle attività che vengono svolte.

Corrispondenza biunivoca tra soggetto vigilato e organo di vigilanza.

- Funzionale: per funzioni oppure per attività che vengono svolte dai soggetti vigilati. Vi sono

modelli di vigilanza che riguardano attività che vengono svolte. Ci sono dei modelli che

riguardano le finalità delle funzioni. Per attività, in questo caso non ci si riferisce al soggetto che


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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Tommy33 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Oriani Marco.

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