Economia degli intermediari finanziari
Mercati e sistemi finanziari
Il sistema finanziario è composto da 4 grandi blocchi:
- Strumenti finanziari;
- Mercati finanziari;
- Impianti regolamentare;
- Intermediari.
Mercato = luogo nel quale vengono effettuate tra operatori degli scambi di determinati beni e servizi che sono intangibili.
Distinzioni tra mercati
Prima distinzione tra mercati:
- Mercati fisici
- Mercati telematici (ad es. la Borsa)
Seconda distinzione tra mercati (in base all’attività svolta dall’intermediario):
- Mercati broker (un broker è un soggetto che passa degli ordini, puro intermediario tra chi compra e chi vende)
- Mercati dei dealer (un dealer è un soggetto che passa ordini ma può anche eseguirli tramite il suo portafoglio)
Terza distinzione tra mercati (in base alla tipologia di clientela):
- Mercati al dettaglio: numero ampio di operatori
- Mercati all’ingrosso: grandi clienti e operatori professionali
Quarta distinzione tra mercati:
- Mercati diretti: mercati in cui le controparti vengono direttamente a contatto e il prezzo scaturisce dalla diversa forza contrattuale delle parti.
- Mercati aperti: mercati in cui non si rileva la forza contrattuale delle parti, perché il prezzo scaturisce dall’incontro di correnti di domanda e offerta.
Tipologie di mercati aperti
- Monetario: scambio di attività finanziarie di breve periodo. Per breve periodo per quanto riguarda le banche si arriva fino a 18 mesi ma nel mercato monetario intervengono imprese in cui il breve periodo arriva fino a 12 mesi, dunque si utilizza per prassi un periodo di 12 mesi. Il periodo indica la scadenza ma in termini di vita residua (per prassi). → Mercato sul quale vengono scambiate attività finanziarie con vita residua fino a 12 mesi.
- Finanziario: scambio di attività finanziarie oltre il breve periodo (medio-lungo termine). → aventi vita residua superiore a 12 mesi.
- Cambi: scambio di attività e passività finanziarie denominate in valute diverse.
- Internazionale dei capitali: è un mercato in cui vengono scambiati 2 tipi di attività finanziarie, che si riconducono agli eurodollari: euro-crediti (parte di mercato diretto) e euro-obbligazioni (parte del mercato aperto). Questi mercati sono nati agli inizi degli anni ’80 e l’euro non esistendo ancora non è inteso come valuta. Il termine “euro” è inteso come Europa. Ai tempi della guerra fredda, nel caso di un imminente conflitto mondiale, i dollari americani portati al di fuori dell’America, in Europa dai russi, presero il nome di euro-dollaro e furono portati in Svizzera, perché neutrale. Il prefisso euro è andato a designare ogni attività finanziaria tolta dal paese d’origine e portato in Europa. Euro-obbligazioni: lanciate sul mercato obbligazioni denominate in euro. Euro-crediti non rappresentano in realtà un mercato aperto, infatti sono una componente diretta (es. rapporto tra Grecia e Germania). Ciò è dovuto perché le euro-obbligazioni sono maggiori degli euro-crediti, dunque si collocano entrambi sul mercato che “pesa di più”, dunque quello aperto.
I 4 periodi importanti del mercato
Inizio anni ’70:
- Mercati:
- Monetario
- Finanziario
- Cambi
- Internazionale dei capitali
- BOT (primi titoli di stato)
- Azioni di Borsa (ma la Borsa era un mercato piccolo con pochi emittenti quotati)
- Obbligazioni emesse da:
- Enti pubblici
- Imprese
- Istituti di crediti speciali: sportivi, cinematografici, etc., in un determinato ambito, finanziano oltre i 18 mesi (fino al 1993)
Per finanziarsi gli ICS emettevano obbligazioni. Fino ad allora il mercato italiano è fino al ’93 regolato da una legge bancaria del ’26 che sanciva che le banche potevano operare su tutto l’ambito delle scadenze. Le banche potevano avere obbligazioni di imprese e potevano finanziarle, ma con la crisi delle imprese si ha anche la crisi delle banche. In quegli anni infatti nasce l’IRI e si dice che le banche sono state “irizzate” ovvero salvate dall’Iri e quindi nazionalizzate. Nel 36 viene variata la legge bancaria (distinzione tra banche di investimento e banche commerciali): distinzione tra banche che operano nel breve termine (fino a 18 mesi) e tra altri intermediari specializzati oltre il breve termine (ICS). Gli ICS non sono banche, non avevano sportelli quindi l’unica modalità di funding era all’emissione di obbligazioni che per simmetria temporale con i prestiti erano a medio-lungo termine >18 mesi. Le obbligazioni erano emesse solo dagli ICS e quindi il mercato finanziario era più ricco di quello monetario.
Sistema finanziario (fino al 1993): sistema finanziario altri sistema creditizio intermediari sistema bancario ICS autorità di vigilanza banche 2 sottosistemi:
- Sistema altri intermediari (finanziari ma non creditizi): leasing, assicurazioni, società fiduciarie.
- Creditizio:
- Sistema bancario:
- Autorità di vigilanza (Banca d’Italia, Comitato per il credito e risparmio, …);
- Banche (pubbliche):
- Banca interesse nazionale; [BIN]
- Istituto di credito di diritto pubblico; [ICDP]
- Casse di risparmio (ormai ora s.p.a.); [CR]
- Aziende di credito (oggi sono le banche s.p.a.);
- Banche popolari;
- Casse rurali e artigiane (banche locali).
- ICS (Fondiario, agrario, opere pubbliche, cinematografico…). oggi gli ICS non esistono più.
- Sistema bancario:
Fenomeni caratterizzanti
Sistema banco-centrico: le banche governavano il sistema, non i mercati di borsa; basso livello di concorrenza per le banche. Esse infatti avevano piccole nicchie dove erano molto forti. Ad es: in Toscana Montepaschi dominava, ma CRA avevano nicchie dove dominavano localmente; elemento geografico di dominanza; attività di raccolta, impieghi e servizi.
Rischi
- Credito: se si concede un finanziamento ad un soggetto, il soggetto non lo rimborsa, si incorre dunque in un rischio di credito. Si concedono delle garanzie al soggetto a cui viene fatto il finanziamento, tra cui l’ipoteca su un immobile o il pegno. Il soggetto sarà in grado di rimborsare il credito solo con i frutti del proprio lavoro (azienda di funzionamento) oppure con i beni in suo possesso (aziende in liquidazione). La garanzia risponde all’incertezza valutativa, copre le ipotesi di deterioramento della situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell’impresa.
- Tasso d’interesse: i finanziamenti negli anni ’70 erano per lo più a tasso fisso. Si individua un tasso base che si muove in linea con le condizioni di mercato e avviene una maggiorazione rispetto al tasso base (spread).
- Parte delle attività: la banca concede credito al tasso del 3%, il rischio per la banca è che il tasso di interesse di mercato inizi a salire fino al 6% e così rischia di avere fatto un tasso inferiore ai tassi di mercato. Se invece scende rispetto al tasso prefissato è vantaggioso perché avrebbe un tasso superiore a quelli di mercato.
- Parte delle passività: la banca si finanzia emettendo un’obbligazione. La banca paga un tasso di interesse del 2% che è un tasso di interesse passivo per la banca. Se il tasso di interesse di mercato scende all’1% la banca ci rimette perché deve pagare un tasso di interesse maggiore rispetto a quello di mercato. In questo caso sarà meglio emettere nuove obbligazioni alle nuove condizioni di mercato. Se invece tasso di interesse di mercato sale, buon affare per la banca. Es: Prime Rate applicato ad un’impresa migliore (caso Agnelli), ma per gli altri viene effettuata una maggiorazione.
- Soluzione → matching delle scadenze, ovvero la sincronizzazione delle scadenze, abbinare una singola operazione attiva con una corrispondente operazione passiva dello stesso importo (anche a tassi diversi, tasso creditore della banca maggiore del tasso debitore della banca ma stesso importo). Così si guadagna in ogni caso: la banca guadagna sullo spread tra il tasso attivo e tasso passivo. Le attività e le passività collegate tra loro devono avere la stessa scadenza. È quindi una sincronizzazione delle scadenze e degli importi. Funziona però solo in teoria, perché nella pratica la banca ogni giorno fa tante operazioni ed è impossibile fare operazioni a coppie matchate (limite di realizzabilità).
- Di cambio: valute (ad es: in bilancio si hanno attività di dollari e il dollaro si deprezza rispetto alla lira, si va in perdita). Soluzione → evitare di avere posizioni aperte in valuta, quindi bisogna avere lo stesso importo di attività e passività in quella determinata valuta.
- Commistione: rapporto tra banche e imprese. Integrazione degli assetti proprietari tra banche e imprese tra cui se l’impresa va male, la banca potrebbe seguire la sua sorte. Possibilità delle banche di acquisire partecipazioni nelle imprese. → Negli anni ’70 il rischio di commistione non c’era perché le banche operavano nel breve periodo e le banche non potevano assumere partecipazioni nelle imprese.
Inizio anni ’80:
- Mercati:
- Monetario
- Finanziario
- Cambi
- Internazionale dei capitali
- BOT
- Azioni
- Pronti contro termine (PCT)
- Accettazioni bancarie: credito di firma
Sistema finanziario: stesso schema degli anni ’70, si accresce però il numero degli altri intermediari (finanziari ma non creditizi).
Fenomeni caratterizzanti:
- Si afferma un fenomeno di disintermediazione (l’intermediazione era vista come minaccia dai banchieri):
- Intermediazione: la banca raccoglie denaro dalla clientela e presta denaro alle imprese, trasforma scadenze in rischi;
- Disintermediazione: le banche introducono una funzione diversa dall’intermediazione, offrendo servizio di investimento per conto della clientela.
Rischi:
- Credito: richiesta di garanzie.
- Del tasso d’interesse: matching delle imprese, aumenta il ricorso al tasso variabile. → indicizzazione (si ancora il rendimento/costo di un’attività finanziaria ad un indice di mercato che fluttua quasi quotidianamente).
- Di cambi: iniziano ad esserci posizioni aperte.
- Di commistione: continua a non esserci.
Inizio anni ’90: gli anni ’80 sono stati un decennio in cui il debito pubblico è cresciuto a dismisura, dunque cresce la necessità di coprirlo, emettendo titoli di stato. Alta inflazione.
Mercati
A. Monetario:
- Titoli di stato:
- BOT 3-12 mesi
- BTP 5-10 anni
- PCT
- Accettazioni bancarie
- Certificati di deposito (CD, titoli emessi dalle banche per i risparmiatori e investitori, 18 mesi) → Passività della banca per raccolta fondi. Viene data la possibilità alle banche nel 1983 di emettere certificati di deposito dai 18 mesi a 5 anni (medio termine). È una rivoluzione per le banche perché per la prima volta vanno ad operare nel medio-lungo termine. Inoltre, nelle politiche commerciali delle banche era più conveniente vendere un CD rispetto a un titolo di Stato, perché mentre con i BOT le banche guadagnano commissioni (i soldi vanno allo Stato), con i CD le banche guadagnano con la raccolta, che la banca può impiegare per concedere crediti. Il vero guadagno dell’emissione dei CD è lo spread tra il tasso del prestito (solitamente maggiore) e il tasso del CD. I CD a medio termine nel 1988 avevano superato i CD a medio-lungo termine degli ICS (che li emettevano dagli anni ’30). Ciò è dovuto dal fatto che le banche possedevano filiali, quindi era più facile venderli agli sportelli.
B. Finanziario:
- Azioni: nasce la figura del promotore finanziario, bolla finanziaria che fa esplodere il mercato azionario. Nel 1983 fu varata una legge che fa nascere i primi fondi comuni di investimento, investitori istituzionali che investono in titoli azionari e obbligazionari. I fondi iniziano a comprare azioni e 1984-85 si ha una crescita enorme del mercato azionario, molte società si quotano in borsa poiché le azioni salgono molto di valore. Nel maggio del 1986 scoppiò la bolla e la gente inizia a perdere (non si era abituati a perdere) e anche quelli andati via dalle banche dato che sono pagati a variabile crollano.
- Obbligazioni emesse da:
- banche (novità);
- imprese;
- enti pubblici.
- Risparmio gestito: fondi d’investimento.
- Assicurazioni: finalità di copertura, protezione
C. Cambi: la novità degli anni ’90 è il fatto che le banche iniziano ad operare con posizioni aperte più pronunciate (ampie) per trarne profitto. Cambia il contesto regolamentare in chiave di liberalizzazione (meno vincoli)
D. Internazionale dei capitali: nasce nei primi anni ’80, prende il nome di Euro-mercato, vengono scambiate euro-obbligazioni ed euro-crediti, assume caratteri quantitativi di assoluto rilievo e assume una fisionomia particolare: viene inteso come “una sorta di fucina” in cui vengono sperimentate alcune innovazioni finanziarie, dal momento in cui vengono accolte sull’euro-mercato, vengono importate su alcuni mercati nazionali (domestici). Esempio: nel 1981-82 viene lanciata sull’euro-mercato la euro-commercial paper, nel 1984 nascono mercati domestici di sterling-commercial paper in UK, lo stesso avviene anche in Francia e in Italia.
Sistema finanziario
Rimane lo stesso schema dei primi anni ’80 e ’90, fino al 1993.
Fenomeni caratterizzanti
- Liberalizzazione valutaria, cambia il mercato dei cambi. Con la vecchia regolamentazione valutaria: “tutto è vietato fuorché ciò che è consentito” → Con la liberalizzazione valutaria nasce una sorta di spirito Europeo, aumenta l’interscambio tra paesi, dunque non ha più senso lavorare con la propria valuta: tutto è consentito fuorché ciò che è vietato”.
- Despecializzazione: allontanamento da specializzazione, ovvero dal funzionamento del mercato definito dalla legge bancaria del ’36, specializzazione temporale (ICS nel medio-lungo, banche nel breve) poi specializzazione funzionale (specializzazione per funzioni). → Si passa dunque ad una despecializzazione, come le banche dal 1987 che posso emettere CD per medio termine, i mutui sempre concessi su scadenze decennali. Le banche puntano ad una scala geografica più ampia generando maggiore concorrenza: “le nicchie diventano sempre di meno e sempre meno protette”.
- Differenziazione tra sistema orientato agli intermediari bancari e sistema orientato al mercato:
- Nel primo sistema, quello banco-centrico (tipico di Italia e Germania), le banche svolgono un ruolo cruciale di canalizzazione delle risorse finanziarie verso i settori in deficit (che necessitano denaro), tra cui le imprese per poi investire e trarne profitto. → in questo tipo di sistema sono le banche il canale privilegiato di finanziamento delle imprese.
- Nel secondo sistema, quello mercato-centrico (tipico di Inghilterra e U.S.A.) le banche trovano le risorse con cui operare direttamente dal mercato, tramite la quotazione in borsa o tramite l’emissione di obbligazioni. → Le banche hanno il “placing power” (potere di collocamento) dovuto dalle filiali, presenti sul territorio.
Indicatori di Goldsmith
Come si capisce se un sistema è banco-centrico o mercato-centrico? Gli indicatori di Goldsmith definiscono l’orientamento di un sistema (due chiavi di lettura: variabili di flusso in un certo periodo):
- GRADO DI INTENSITÀ FINANZIARIA: ∆AF (come sono variate in un anno) / PIL → grado di intensità finanziaria (quanto pesano le variabili finanziarie rispetto alle variabili reali) [Alla metà degli anni ’80 l’indicatore diminuisce, ma poi si riprende] Più è alto questo valore più il sistema è orientato agli intermediari (banco-centrico).
- GRADO DI IMPORTANZA RELATIVA ALLE BANCHE: ∆AFb/∆AFai Se un sistema bancario è banco-centrico, si ha un numeratore molto alto. → grado di importanza relativa delle banche rispetto agli altri intermediari.
- a) è molto alto negli anni ’80 perché il sistema è banco-centrico;
- b) diminuisce verso la metà degli anni ’80 perché nascono molte società del...
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