Economia delle aziende di credito - lezione 1 del 29-9-14
La banca e il rischio sistemico
La banca è un'istituzione fondamentale all'interno del nostro ordinamento perché se una banca fallisce si porterà dietro tutte le altre causando una reazione a catena che determinerà una crisi finanziaria che coinvolgerà moltissime persone incidendo molto pesantemente in negativo sul loro stile di vita. Ogni banca ha delle relazioni di interscambio monetario con le altre banche, in pratica si prestano soldi a vicenda. Se una banca fallisce perché ha un buco insanabile nel bilancio, significa che non potrà restituire i soldi alla banca da cui li aveva presi, di conseguenza anche la banca che aveva dato soldi alla prima fallirà a sua volta per il buco di bilancio creato dalla stessa nei suoi confronti. Si andrà ad innescare dunque un effetto domino che porterà al fallimento del sistema finanziario.
Banche troppo grandi per fallire e il bailout
Ci sono delle banche dette Too Big To Fail, queste sono quelle banche talmente grandi che non possono fallire per il rischio di innescare questo effetto domino. Fino a luglio 2014, nei casi in cui vi erano buchi nei bilanci di una di queste banche tali da poterla fare fallire, si assisteva a fenomeni di Bailout. Il bailout è quando lo stato interviene coprendo il buco di bilancio di una banca per fare sì che questa non fallisca.
Il problema era il cosiddetto rischio morale, perché: dato che le banche molto grandi sapevano di non poter fallire, usavano i loro fondi per investimenti molto rischiosi ma molto redditizi. In questo modo, nel migliore dei casi, si prendevano un guadagno altissimo, nel peggiore il buco creato dalla perdita veniva richiuso dallo stato, quindi dai contribuenti. Il rischio morale consiste nell'investire dei soldi in attività il cui rendimento positivo lo intascano i pochi che li investono, mentre il rendimento negativo ricade su tutti gli altri.
Dal bailout al bail-in
A luglio 2014 si è passati dal bailout al bail-in. Lo stato ha smesso di coprire i buchi delle banche, ma gli ha permesso di prendere i soldi per coprire quei buchi da (in quest'ordine):
- Azionisti
- Obbligazionisti
- Conti correnti
Ruolo della Banca d'Italia e della CONSOB
La Banca d'Italia ha il compito di vigilare sulla stabilità delle banche, quindi deve prevenire il fallimento delle banche, mentre la CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) ha il compito di vigilare sulla trasparenza e la concorrenza tra le banche. Questi due sono i organi di controllo nazionale del sistema finanziario.
Sistema finanziario
Il sistema finanziario è un insieme di elementi interagenti l'uno con l'altro. I più importanti elementi sono gli strumenti finanziari, i mercati finanziari e le istituzioni finanziarie, cioè le banche. Gli strumenti finanziari sono contratti con diritti amministrativi e/o patrimoniali, come ad esempio le azioni o le obbligazioni.
Il sistema finanziario si è evoluto nel tempo in modo tale da sviluppare nuovi vantaggi:
- Più denominazione della ricchezza: ci sono diversi modi di denominare la ricchezza rispetto al passato
- Più trasferibilità della ricchezza
- Maggiore diversità di rischio
- Maggiore separazione di rischio
Economia delle aziende di credito - lezione 2 del 30-9-14
Raccolta del denaro da parte delle banche
Le banche raccolgono moneta da alcune persone e la girano tramite prestiti ad altre persone, ovviamente ad un tasso superiore. Se ad esempio una banca raccoglie moneta da un depositario in c/c al quale elargisce un tasso di interesse del 2%, poi assegnerà un prestito ad un imprenditore al tasso del 7%, questo 5% di differenza è detto spread sui tassi o margine di interesse.
Nel momento in cui si va a consegnare i nostri soldi alla banca esiste un rischio seppur minimo quasi nullo, detto rischio di liquidità. Significa che potrebbe capitare che un domani la banca non possa restituire i soldi che noi siamo andati a depositare.
La fase di raccolta delle banche è la fase in cui la banca procura denaro che poi elargisce sotto forma di prestiti di vario genere. In questa fase la banca usa diversi strumenti appartenenti a due categorie:
- Forme di raccolta di tipo personalizzato:
- I conti correnti (c/c) di corrispondenza passivi
- Depositi a risparmio
- Certificati di deposito
- I pronti contro termine passivi (PCT)
- Forme di raccolta basate su strumenti di mercato: sono forme di raccolta all'ingrosso e non c'è possibilità di negoziare nulla perché il prodotto è già preconfezionato e non puoi negoziare. Questi prodotti sono:
- Le obbligazioni bancarie
La raccolta di ogni tipo può avvenire sia in euro sia in altre valute, grazie alla legge Amato del 1990.
Le forme di raccolta di tipo personalizzato
Sono strumenti di raccolta fatti su misura del cliente, fatti a tu per tu. Per ogni cliente questi strumenti di raccolta prevedono condizioni diverse, si dicono appunto tailor-made (su misura). Le banche su queste tipologie di prodotti di raccolta non trattano tutti allo stesso modo.
Esempio: se vado io a depositare 1000 euro non potrò avere lo stesso trattamento di Berlusconi che va a depositare 100 milioni di euro. In generale un cliente riesce ad ottenere migliori condizioni in base alla sua forza contrattuale.
Per quanto riguarda i c/c di corrispondenza passivi, i depositi a risparmio, e i certificati di deposito, sono tutelati dal fondo interbancario di tutela dei depositanti e solo per le banche di credito cooperativo, sono tutelati dal fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo. In quest'ultimo caso il loro è un fondo a parte, cioè invece di attingere in quello comune attingono nel loro fondo specifico.
Quindi, se si vorrà andare a versare dei soldi in banca attraverso una di queste tre forme tecniche, e la banca fallisce, il fondo interbancario vi restituisce per legge entro 15 giorni fino a 103000 euro. Se ne hai di più, ti insinui nel passivo, per la rimanenza, come tutti i creditori, viene liquidato l'attivo e se rimane qualcosa vieni risarcito, altrimenti rischi di non prendere nulla, in ogni caso i primi 103000 euro ti vengono restituiti di sicuro.
Questo succede per tutte e tre questi strumenti, non succede per gli altri due strumenti. In caso di bail-in, i correntisti possono sì essere privati in parte del loro denaro in c/c, ma solo ed esclusivamente per l'eccedenza rispetto ai 103000 euro. Significa che si prendono soldi dagli azionisti, poi dagli obbligazionisti, poi dai depositanti, ma possono prendere soldi fino a mandare il tuo conto ad un minimo di 103000 euro. Non possono farti scendere sotto quella cifra, e, se sei sotto quella cifra non possono toccarti.
Fino al 1997 le banche non erano obbligate a formarlo, nel senso che prima era volontario. Le banche non avevano l'obbligo giuridico di fornire questo fondo, quindi chi lo voleva fornire lo forniva, chi no, no. Dal 1997 invece è divenuto obbligatorio per le banche fornire questo fondo. Il fondo si forma attraverso delle somme di denaro che ogni anno sia le banche italiane sia quelle straniere con filiali in Italia devono mettere da parte in questo fondo. Ogni banca verserà quindi una cifra, questa cifra dipende da due criteri:
- Solvibilità: stato di salute della banca, più la banca sta bene meno essa dovrà pagare perché è più probabile che la banca in cattiva salute fallirà e quindi attingerà dal fondo.
- Dimensione della banca: più la banca è grande, meno dovrà pagare, perché più la banca è grande meno probabilmente fallirà, inoltre ci sono delle banche dette Too Big To Fail cioè troppo grandi per fallire, queste banche non potendo praticamente fallire pagheranno pochissimo.
I conti correnti di corrispondenza passiva
Rappresentano lo strumento di raccolta più importante per la banca, perché creo un rapporto con la banca. Esso assolve a due funzioni:
- Funzione di pagamento: infatti senza un c/c non posso fare nessun pagamento (bancomat, carta di credito, assegno, bonifico)
- Funzione di investimento: mettendo i soldi su un c/c seppur minimi posso avere i soldi degli interessi che non avrei se me li tenessi a casa.
Quando ti presenti in banca per aprire un c/c, la banca ti presenta le cosiddette condizioni generali, una serie di fogli in cui troviamo le clausole più importanti, si va a firmare la cosiddetta lettera contratto. Attraverso la firma della lettera contratto si va a depositare presso la banca la propria firma che serve nel momento in cui si vanno ad utilizzare strumenti quali assegni o (succedeva in passato ora c'è il pin) la carta di credito, quindi per le forme di pagamento alternativo.
I c/c possono essere intestati, cioè quelli che hanno come titolare una sola persona o cointestati, quelli in cui le persone titolari sono più di una. I c/c cointestati possono essere a firme congiunte o disgiunte. Nel primo caso, per approvare una determinata operazione serve la firma di entrambi gli intestatari, nel secondo caso ne basta invece una.
Nel momento in cui si apre un c/c, insieme al tasso di interesse possiamo negoziare la data valuta. Questo è il numero di giorni per la conversione di un determinato strumento di pagamento in soldi effettivi. Per esempio deposito un assegno e ci vogliono cinque giorni prima che i miei soldi appaiano effettivamente nel mio saldo. Se porto soldi cash non c'è data valuta, quindi gli interessi partono da oggi che ho portato i soldi, e da oggi i soldi appaiono sul mio saldo.
Poniamo che io non abbia soldi nel mio conto e mi servono 1000 euro, una volta presi i 1000 euro il mio saldo sarà -1000. Se io il giorno stesso deposito un assegno per 15000 euro, il mio saldo contabile è di 14000, ma il mio saldo effettivo è ancora di -1000 fino a che il mio assegno non viene trasformato in moneta reale, e su quei -1000 dovrò pagare interessi fino alla trasformazione effettiva del mio assegno. La mia data valuta dipende dalla mia forza contrattuale, ma dipende anche se è bancario o circolare oppure se è su piazza o fuori piazza.
Il conto fondo
È uno strumento che mi consente di ottimizzare il rapporto tra la liquidità e la redditività dei soldi che ho nel c/c. Io dico alla mia banca che nel mio c/c devo avere una determinata liquidità, se nel c/c ci sono in un particolare momento più soldi di quelli che ci dovrebbero essere, questo surplus me lo investi, di solito in fondi comuni d'investimento, ma anche in titoli di stato. Nel momento in cui io mi ritrovo al di sotto del mio target di liquidità, venderà le quote che ha investito per ripristinare il livello di liquidità desiderato.
L'estratto conto che arriva trimestralmente a casa mi da il resoconto di tutte le operazioni in entrata e in uscita che io ho fatto con le relative date contabili delle operazioni. Lo scalare interessi o staffa dove la cronologia viene vista non più in base alla data contabile ma alla data valuta, cioè alla data in cui il mio flusso di denaro è effettivo, nel caso dei 15000 la data valuta è quella in cui i 15000 euro sono stati trasformati in moneta reale.
Dopo aver firmato il contratto la banca può decidere in maniera unilaterale, quindi senza consultarmi di cambiare i termini del contratto, cioè ad esempio, invece del 5% concordato mi da il 3%. La legge, data l'unilateralità della decisione mi tutela, in quanto io ho a quel punto 15 giorni di tempo per poter recedere dal contratto senza alcuna penalità.
Concetto di anatocismo
Ci sono periodi in cui io ho un saldo positivo, quindi la banca mi deve interessi, e periodi in cui ho un saldo negativo, quindi io devo interessi alla banca. In passato le banche praticavano anatocismo, che significa: quando la banca doveva degli interessi li conteggiava su base annua, quando invece doveva ricevere interessi li conteggiava su base trimestrale. In questo modo l'interesse dovuto dalla banca era effettivo, mentre quello dovuto alla banca era superiore all'effettivo perché teneva in conto interessi di interessi.
Esempio: io sono in passivo di 100 euro con un tasso di interesse da me dovuto alla banca del 12%. Il tasso trimestrale sarà dunque del 3% quindi alla fine del primo trimestre si avrà: un totale di 103 euro. Alla fine del secondo trimestre l'interesse del 3% era calcolato non più su 100 euro ma su 103 euro e così via dando vita ad un interesse annuo superiore al 12%. Questa pratica è detta anatocismo. La legge non lo permette e in effetti nel 2000 c'è stata una delibera del CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio) che lo ha dichiarato illegale e ha fatto scatenare una serie di cause contro le banche generalmente tutte vinte.
Depositi a risparmio
Sono i cosiddetti libretti di risparmio, ed in realtà rappresentano uno strumento abbastanza obsoleto. Possono essere di due categorie:
- Nominativi: significa che il libretto è intestato ad una specifica persona fisica, questa persona sola, può andare a prendere i soldi depositati sul libretto. Il libretto si alimenta o per cassa, cioè vado allo sportello e deposito fisicamente. Oppure posso fare dei depositi mensili prelevando in automatico ad esempio dallo stipendio, o da una rendita perpetua come un affitto.
- Al portatore: è un libretto che non ha un nome, quindi chiunque si presenta allo sportello a prelevare denaro, è autorizzato a farlo. La legge dice che deve essere pagato un soggetto che si presenta con il libretto, anche se costui fosse il ladro. Poi però il codice civile dice a meno che lo sportellista della banca non aveva gli strumenti per capire che quello era il ladro. Il libretto al portatore è alimentabile solo ed esclusivamente con versamenti cash allo sportello.
In più al possessore del libretto deve ogni anno essere mandato entro il 30 novembre un resoconto della situazione del suo libretto. Cioè mi devono dire che tasso mi applicheranno, quanto ho guadagnato finora ecc. questo vale per entrambi i tipi di libretti di risparmio. In più per il principio della trasparenza la legge impone che in banca devono essere affisse ai muri tutte le condizioni per entrambi i tipi di libretti di risparmio.
I libretti infine possono essere:
- Liberi: ce li metto stamattina e oggi pomeriggio me li vado a riprendere, non ho alcun tipo di vincolo sui soldi che metto nel libretto.
- Vincolati: non me li posso prendere per un periodo che va dai tre mesi ai 5 anni. Supponiamo che ho vincolato i miei soldi, ma poi prima della scadenza mi servono i soldi, in questi casi la banca è obbligata a restituirmi i soldi applicandomi una penalità. La regola è che la penalità può arrivare fino alla quota interesse, cioè se mi devi 100 euro di interesse, non me li dai, ma la mia quota capitale me la devi ridare tutta per forza. In realtà però la banca in genere non si comporta così, ti dice invece di darti il tasso alto che ti ho promesso perché tu avevi vincolato il libretto, ti do un tasso molto più basso che ti avrei riconosciuto su un libretto libero, non vincolato. Ti do qualcosa, non ti caccio tutti gli interessi.
Certificati di deposito
Sono dei titoli a breve e media scadenza con cui la banca raccoglie denaro pubblico. È a breve e media durata perché, come il libretto vincolato, ha una durata che va da un minimo di tre mesi ad un massimo di 5 anni. Non è a lungo perché oltre i 5 anni non posso andare.
È un titolo cosiddetto individuale, cioè è un prodotto personalizzato, un tailor-made. Significa che se entro io mi trattano in un modo, entra dopo di me un altro con più forza contrattuale e lo trattano diversamente.
Si dice che questo titolo è emesso con la tecnica del rubinetto. Significa che viene emesso all'occorrenza, non c'è un quantitativo prestabilito di titoli come per le obbligazioni, so che ne devo piazzare 50 e 50 ne piazzo. Qui invece lo stampo ogni volta che mi serve, nessuno me lo chiede in un anno posso non farne neanche uno.
Soprattutto è un titolo trasferibile, cioè posso venderlo a qualcun altro. Non voglio più aspettare il termine, prendo e lo vendo, ma a che prezzo? Il prezzo dipende, cioè varia in relazione al tasso d'interesse. Io oggi propongo un titolo che ha durata altri tre anni, ad un tasso del 5%. Se l'interesse attuale sui titoli a 3 anni è più basso io lo venderò ad un prezzo un po' più alto e viceversa ovviamente. Quindi, in base a qual è l'andamento del mercato e dei tassi, io potrò permettermi o di far pagare un po' di più o sarò costretto ad accontentarmi di un po' di meno.
Questo meccanismo vale anche per le obbligazioni. Il punto fondamentale è che il prezzo nominale di un titolo è inversamente correlato al tasso d'interesse su quel titolo.
Il valore minimo è di 250 euro per poter comprare un certificato di deposito, e la remunerazione può essere sia fissa che variabile. Il tasso variabile dipende da un parametro esterno. Vedremo più avanti meglio il concetto di tasso variabile.
Il CICR è formato da ministri di competenza economica a capo del quale c'è il ministro dell'economia e ha come consulente esterno il governatore della Banca d'Italia. È un comitato che affronta le tematiche bancarie e finanziarie ascoltando come consulente il governatore della Banca d'Italia e prendono decisioni e legiferano in materia bancaria e finanziaria.
Economia delle aziende di credito - lezione 3 del 1-10-14
Strumenti di raccolta
Gli strumenti di raccolta possono essere divisi in due macrofamiglie:
- Strumenti personalizzati: rientrano in questa macroarea il c/c di corrispondenza passiva, i depositi a risparmio, i certificati di deposito e i pronti contro termine passivi.
- Strumenti basati su strumenti di mercato.
I pronti contro termine passivi
Vengono anche chiamati vendite con patto di riacquisto. Un soggetto cede dei titoli a pronti e li ricompra a termine. Immaginiamo MPS che decide di vendere a me un certo quantit...
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