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Economia delle Amministrazioni Pubbliche - Legge di contabilità e di finanza pubblica - Ragioneria dello Stato

Appunti per l'esame di Economia delle amministrazioni pubbliche.
Riforma della contabilità e finanza pubblica, Amministrazioni Pubbliche, Rapporto sullo stato d'attuazione della riforma, approvazione di un disegno di legge, ciclo di programmazione degli obiettivi di finanza pubblica (Decisione di finanza pubblica, manovra di finanza pubblica, legge di stabilità, legge di bilancio,... Vedi di più

Esame di Economia delle amministrazioni pubbliche docente Prof. P. Pepe

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4. Il ciclo di programmazione degli obiettivi di finanza pubblica

La Legge n°196/2009 e la direttiva della Commissione europea, rafforzano il ciclo di programmazione e fissano la

tempistica, nel senso che la programmazione viene realizzata attraverso vari strumenti da presentare in determinati

momenti dell’anno [articolo 7, commi 1 e 2]. 

In particolare, secondo la direttiva europea, il ciclo della programmazione è semestrale (01/01 01/07) e viene realizzato

”Patto di Stabilità e Crescita” ed il ”Piano Nazionale da presentare entro il

con due documenti, cioè il delle Riforme”,

30 Aprile alla Commissione europea, che trasmette le proprie raccomandazioni alle Camere entro il 1° Luglio dello stesso

anno: il ”Patto di Stabilità e Crescita” stabilisce gli obiettivi di politica economica

1. del Governo italiano e le modalità di

realizzazione di questi obiettivi;

mentre il ”Piano Nazionale delle riforme” serve per garantire la sostenibilità finanziaria al conseguimento degli

2. di politica economica stabiliti nel ”Patto di Stabilità e Crescita”.

obiettivi

”Linee guida della Decisione di finanza pubblica”

Le ”Linee guida della

Secondo la Legge n°196/2009, invece, il ciclo della programmazione è annuale ed inizia con le

Decisione di finanza pubblica”, da presentare alle Camere entro il 15 Luglio di ogni anno e che contiene la contribuzione

agli obiettivi programmatici del Governo da parte dei sottosettori del conto delle Amministrazioni Pubbliche: queste linee

guida devono essere inviate alla ”Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica”, che dovrà

esprimere un parere entro il 10 Settembre [articolo 10, comma 5].

”Decisione di finanza pubblica”

La (articolo 10) programmazione continua con lo schema della ”Decisione

Acquisito il parere di questa Conferenza, il ciclo della di

finanza pubblica”, da presentare alle Camere entro il 15 Settembre di ogni anno, per le conseguenti deliberazioni

parlamentari.

La ”Decisione di finanza pubblica” sostituisce il ”Documento di Programmazione Economica e Finanziaria” (DPEF) e

contiene gli obiettivi di politica economica ed il quadro informativo delle previsioni economiche e di finanza pubblica

almeno per il triennio successivo, distinguendo tra gli obiettivi delle Amministrazioni Centrali, quelli delle

Amministrazioni Locali e quelli degli Enti previdenziali (comma 1).

La ”Decisione di finanza pubblica”, inoltre, indica le previsioni tendenziali a legislazione vigente del Conto Economico

consolidato delle Amministrazione Pubbliche e del fabbisogno di cassa delle Amministrazione Pubbliche nel loro

complesso e per i suoi sottosettori, con l’indicazione anche per l’anno in corso dei motivi degli scostamenti tra gli

andamenti tendenziali indicati e le previsioni riportate nei precedenti documenti programmatici.

Altre indicazioni riportate nella ”Decisione di finanza pubblica”, invece, sono:

1. le previsioni tendenziali del fabbisogno di cassa del Settore Statale e del saldo netto da finanziare del Bilancio

dello Stato;

2. gli obiettivi programmatici, indicati per ciascun anno del periodo di riferimento, dei saldi di finanza pubblica e del

debito delle Amministrazione Pubbliche nel loro complesso e per i suoi sottosettori, espressi in rapporto al PIL;

3. il contenuto del Patto di convergenza, del Patto di stabilità interno e delle sanzioni per gli Enti territoriali nel caso

di mancato rispetto di quanto previsto dal Patto di convergenza e dal Patto di stabilità interno:

 il Patto di stabilità interno stabilisce gli interventi necessari agli Enti territoriali per garantire la stabilità,

la conformità ai parametri europei ed il rispetto della loro autonomia gestionale [articolo 8, comma 2];

 mentre il Patto di convergenza stabilisce un insieme di norme finalizzate a realizzare la convergenza dei

costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di governo, e la convergenza degli obiettivi di servizio ai

livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantite su tutto il territorio nazionale e alle funzioni

fondamentali delle Regioni e degli Enti locali [articolo 18 della Legge n°42/2009, come modificato

dall’articolo 51 comma 3 della Legge n°196/2009].

La ”Decisione di finanza pubblica” presenta diversi allegati:

un primo allegato è la ”Nota di aggiornamento”, inserita ogni volta che il Governo intende modificare gli obiettivi

1. programmatici oppure in caso di scostamenti rilevanti tra gli andamenti della finanza pubblica e gli obiettivi

programmatici (comma 3);

altri allegati, invece, sono le ”relazioni programmatiche” per ciascuna

2. Missione di spesa del Bilancio dello Stato e

le ”relazioni sullo stato di attuazione delle relative leggi pluriennali di spesa”: per ogni legge pluriennale di spesa

in scadenza, il Ministro competente valuta se persistono le ragioni che ne avevano giustificato l’adozione fino a

quel momento, tenendo anche conto dei nuovi Programmi da avviare (comma 6);

a queste relazioni, il Ministro dell’Economia e delle Finanze allega anche un ”quadro riassuntivo” di tutte le leggi

3. pluriennali di spesa, con l’indicazione per ciascuna legge degli eventuali rinnovi, delle relative scadenze e delle

somme complessivamente autorizzate, indicando quelle effettivamente erogate e quelle che restano ancora da

erogare (comma 7);

in un’apposita sezione del ”quadro riassuntivo”,

4. invece, sono esposti tutti i contributi pluriennali iscritti nel

Bilancio dello Stato, per ognuno dei quali viene indicato lo stato di avanzamento delle opere finanziate, il relativo

costo sostenuto e la previsione di avanzamento e di costo per gli anni mancanti; tutti questi dati devono essere

30 Giugno, al Ministero dell’Economia e delle Finanze,

trasmessi dai Ministeri competenti, entro il altrimenti è

prevista una sanzione amministrativa a carico del dirigente responsabile (comma 8).

La manovra di finanza pubblica (articolo 11)

Sulla base delle informazioni contenute nella ”Decisione di finanza pubblica”, il Governo presenta alle Camere, entro il

15 Ottobre di ogni anno, la manovra triennale di finanza pubblica, che contiene le misure qualitative e quantitative

necessarie a realizzare gli obiettivi programmatici indicati nella ”Decisione di finanza pubblica”; durante il triennio di

riferimento, in caso di eventuale aggiornamento degli obiettivi, la manovra annuale di finanza pubblica ridetermina gli

cui si è verificato l’aggiornamento

interventi per gli anni successivi a quello in (comma 1).

La manovra di finanza pubblica è costituita:

”disegno di legge di stabilità”;

1. dal ”disegno di legge di bilancio”.

2. dal

Il ”disegno di legge di stabilità” (articolo 11)

Il ”disegno di legge di stabilità” indica (comma 3):

1. il livello massimo del saldo netto da finanziare del Bilancio dello Stato in termini di competenza, per ciascuno

degli anni della manovra di finanza pubblica;

2. gli importi dei fondi speciali destinati alla copertura finanziaria delle leggi che si prevedono di approvare negli

anni della manovra di finanza pubblica, per il conseguimento degli obiettivi programmatici;

3. gli importi, con le relative aggregazioni per Programma e per Missione, della quota da iscrivere, in ogni anno

della manovra di finanza pubblica, per le leggi di spesa permanente, per le leggi di spesa in conto capitale e per le

riduzioni di autorizzazioni legislative di spesa corrente;

4. le misure correttive delle norme che comportano aumenti di entrate o riduzioni di spese e le norme eventualmente

garantire l’attuazione

necessarie per del Patto di stabilità interno e del Patto di convergenza.

Il ”disegno di legge di stabilità”, inoltre, può disporre, per ogni anno della manovra di finanza pubblica, nuove o maggiori

spese correnti, riduzioni di entrate e nuove finalizzazioni da iscrivere nei fondi speciali di parte corrente, ma solo in caso

di riduzioni permanenti di autorizzazioni legislative di spesa corrente oppure in caso di nuove o maggiori entrate

tributarie, extratributarie o contributive (comma 6).

Il ”disegno di legge di stabilità” presenta diversi allegati:

un primo allegato è il ”prospetto riepilogativo” degli effetti triennali sui saldi di finanza pubblica, aggiornato sulla

1. base delle modifiche apportate dal Parlamento al ”disegno di legge di stabilità” (comma 4);

allegato, invece, è la ”Nota tecnico-illustrativa”, cioè un documento conoscitivo che

2. un altro illustra i contenuti

della manovra di finanza pubblica, i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica articolati nei vari settori di

intervento, i criteri e i parametri utilizzati per la loro quantificazione, e le previsioni del Conto Economico

consolidato e del conto di cassa delle Amministrazioni Pubbliche (comma 9);

3. altri allegati, invece, sono rappresentati da 5 tabelle:

 la Tabella A, che riporta gli importi dei fondi speciali correnti per la copertura finanziaria delle leggi;

 la Tabella B, che riporta gli importi dei fondi speciali in conto capitale per la copertura finanziaria delle

leggi;

 ”disegno escludendo le spese che

la Tabella C, che ridefinisce il contenuto del di legge di stabilità”,

hanno natura obbligatoria (come, ad esempio, i trasferimenti per il funzionamento ordinario degli Enti

pubblici), che infatti vengono determinate dal ”disegno legge di bilancio”;

di

 capitale, con l’indicazione dei rifinanziamenti, delle riduzioni e

la Tabella D, che riporta le spese in conto

delle redistribuzioni;

 la Tabella E, che riporta le riduzioni di autorizzazioni legislative di spesa corrente.

”disegno legge di stabilità”, per la parte relativa alle spese, è articolata

il di per Missioni ed indica i Programmi che

compongono ciascuna Missione:

1. le Missioni sono le funzioni principali e gli obiettivi strategici delle singole Amministrazioni statali, conseguiti

con la spesa pubblica;

2. mentre i Programmi sono le politiche pubbliche attuate dalle Amministrazioni statali per realizzare gli obiettivi

strategici definiti nelle Missioni.

Il ”disegno di legge di bilancio”

Il ”disegno di legge di bilancio”, invece, è un documento che non può stabilire nuovi tributi e nuove spese, ma può

quantificare le risorse necessarie per il funzionamento ordinario degli Enti pubblici e può ridistribuire, in via

all’interno di ciascun Programma oppure tra Programmi di una stessa

compensativa, le spese rimodulabili dello Stato

Missione (nel rispetto dei saldi di finanza pubblica), allo scopo di garantire una maggiore flessibilità al bilancio delle

Amministrazioni statali.

Nel triennio 2011–2013, la rimodulazione delle spese potrà avvenire anche tra Missioni diverse, ma in ogni caso è vietato

(o d’investimento)

utilizzare gli stanziamenti in conto capitale per finanziare le nuove o maggiori spese di parte corrente

[articolo 23 comma 3]. Esempio

dell’Italia

Regole di finanza pubblica Dati tendenziali Obiettivi programmatici per Decifit/PIL

(realizzare con la manovra di finanza pubblica)

2011 2012 2013 2011 2012 2013

Decifit/PIL < 3% 5% 4% 3% 4,5% 3% 1,5%

Debito/PIL < 60% 115% 120% 117% 0,5% 0,5% + 0,5% 0,5%+0,5%+0,5%

L’aggiornamento del ”Programma di stabilità e crescita”

di finanza pubblica, il Governo deve presentare, alle Camere e alla ”Conferenza permanente per il

Dopo la manovra

coordinamento della finanza pubblica”, l’aggiornamento del ”Programma di stabilità e crescita”, che deve essere

trasmesso anche alla Commissione europea entro il 1° Dicembre di ogni anno e che comprende un quadro sulle

prospettive di medio termine della politica economica italiana nell’ambito dell’Unione Europea, con l’indicazione delle

linee guida per la realizzazione delle politiche nazionali [articolo 9].

”disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica”

I i ”disegni di legge collegati alla manovra di

Il ciclo di programmazione previsto dalla Legge n°196/2009 continua con

finanza pubblica”, da presentare alle Camere entro il 28 Febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento della

programmazione.

”disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica”

I prevedono disposizioni per singole materie collegate al

”disegno legge di stabilità” (tenendo conto delle competenze delle Amministrazioni)

di e concorrono al raggiungimento

degli obiettivi programmatici indicati nella ”Decisione di finanza pubblica”, anche con interventi di rilancio e sviluppo

dell’economia. ”disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica”

Gli eventuali oneri comportati dai possono essere coperti con

due modalità, cioè:

attraverso l’utilizzo degli stanziamenti iscritti nei fondi speciali e quantificati nelle Tabelle A e B

1. allegate al

”disegno legge di stabilità”;

di vigente di entrata e di spesa, disposta dagli stessi ”disegni

2. oppure con la modifica della legislazione di legge

collegati” e che comporta la modifica anche dell’allocazione delle risorse prevista nel ”disegno di legge di

bilancio”.

La ”Relazione sull’economia e la finanza pubblica (articolo 12)

”Relazione sull’economia e la finanza pubblica”,

Il ciclo di programmazione termina con la da presentare alle Camere

entro il 15 Aprile dell’anno successivo a quello di riferimento della programmazione.

”Relazione sull’economia e la finanza pubblica”

La contiene (comma 1):

l’analisi dell'andamento dell'economia, del

1. Conto Economico consolidato e del conto di cassa delle

l’analisi

Amministrazioni Pubbliche riferiti all’anno precedente e degli eventuali scostamenti rispetto agli

nella ”Decisione di finanza pubblica”;

obiettivi programmatici indicati

2. le indicazioni sul fabbisogno di cassa del Settore Statale e sulle relative modalità di copertura;

l’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche

3. e di finanza pubblica per il periodo di riferimento della

programmazione e le eventuali misure correttive che il Governo intende adottare in caso di scostamento dagli

obiettivi programmatici.

”Relazione sull’economia e la finanza pubblica”,

In allegato alla il Ministro dello sviluppo economico presenta alle

Camere una relazione che illustra gli interventi realizzati nelle aree sottoutilizzate e i risultati conseguiti, in termini di

effetti occupazionali, di coesione sociale e di sostenibilità ambientale (comma 4).

Un altro allegato alla ”Relazione sull’economia e la finanza pubblica”, invece, è un documento che espone, per la spesa

del Bilancio dello Stato e con riferimento agli ultimi dati di consuntivo disponibili, le risorse destinate alle singole Regioni

e alle Province autonome di Trento e Bolzano, distinte tra spese correnti e spese in conto capitale (comma 5).

L’ultimo allegato alla ”Relazione sull’economia e la finanza pubblica”, invece, è un documento che il Ministro

dell'Economia e delle Finanze trasmette alle Camere entro il 1° luglio di ogni anno e che riporta i risultati del

monitoraggio degli effetti sui saldi di finanza pubblica, derivanti dalle misure contenute nelle manovre di bilancio adottate

con l’indicazione dei motivi che hanno causato l’eventuale scostamento tra i risultati conseguiti

anche in corso d’anno, e

le valutazioni iniziali (comma 6).

”Rendiconto generale dello Stato” ed il ”disegno di legge di assestamento al bilancio”

Il ”disegno di legge di assestamento al

In aggiunta agli strumenti di programmazione, la Legge n°196/2009 prevede anche il ”Rendiconto generale dello Stato”

bilancio”, da presentare alle Camere entro il 30 Giugno di ogni anno, insieme al

relativo all’anno ”disegno di legge di assestamento al bilancio”

precedente, perché il consente di rimediare ad errori

commessi nelle previsioni o ad eventi eccezionali, non previsti e non prevedibili (come le sopravvenienze attive e passive,

le plusvalenze e le minusvalenze).

5. Il Bilancio dello Stato

Il Bilancio dello Stato è un bilancio annuale di previsione redatto in termini sia di competenza sia di cassa [articolo 20]:

1. è un bilancio di competenza perché rileva le entrate e le uscite che lo Stato potrà accertare ed impegnare nel

prossimo anno finanziario, che corrisponde all’anno solare (1° Gennaio – 31 Dicembre);

2. mentre è un bilancio di cassa perchè rileva le riscossioni di entrate e i pagamenti di spese che lo Stato dovrà

effettuare nel prossimo anno finanziario.

Il Bilancio dello Stato, quindi, svolge una funzione autorizzatoria, perché ha come oggetto la previsione di una serie di

autorizzazioni per le entrate e di una serie di autorizzazioni e limitazioni per le spese.

Il Bilancio dello Stato svolge anche una funzione allocativa, perché stanzia le risorse finanziarie, allo scopo di conseguire

l’istruzione scolastica).

diverse finalità (tra cui la giustizia, la buona sanità, la sicurezza sociale e

Gli stati di previsione del Bilancio dello Stato

Il Bilancio dello Stato è formato da uno stato di previsione per l’entrata, da tanti stati di previsione per la spesa quanti

13), con le allegate appendici dei bilanci delle Amministrazioni autonome, e dal ”quadro riassuntivo

sono i Ministeri (cioè

generale” [articolo 21, comma 10]:

1. le entrate sono classificate in Titoli, Ricorrenti e Non Ricorrenti, Tipologie, Categorie e Capitoli

[articolo 25, comma 1]:

 i Titoli sono le Entrate tributarie (cioè le imposte varie ricorrenti e non ricorrenti), le Entrate

ricorrenti e non ricorrenti), le Entrate per l’accensione di prestiti

extra-tributarie (cioè i proventi vari e le

Entrate per vendite, ammortamenti di beni patrimoniali e riscossione di crediti;

 le Entrate ricorrenti, invece, sono quelle permanenti, mentre le Entrate non ricorrenti sono quelle limitate

ad uno o più esercizi (dette anche una tantum);

 le Tipologie delle Entrate, invece, sono le unità di voto parlamentare (come, ad esempio, le imposte sul

reddito, le imposte sul patrimonio e le imposte sui consumi);

 mentre le Categorie sono le varie entrate gestite dai vari Centri di Responsabilità Amministrativa;

 i Capitoli delle Entrate, invece, sono le unità elementari di bilancio definite in funzione dello specifico

entrata (come, ad esempio, l’IRPEF, l’IRAP l’IVA).

oggetto a cui si riferiscono le e

2. le spese, invece, sono classificate in Missioni, Programmi, Macroaggregati e Capitoli [articolo 25, comma 2]:

 le Missioni sono le funzioni principali e gli obiettivi strategici delle singole Amministrazioni statali,

conseguiti con la spesa pubblica;

 mentre i Programmi sono le politiche pubbliche attuate dalle Amministrazioni statali per realizzare gli

obiettivi strategici definiti nelle Missioni;

 i Programmi, a loro volta, sono suddivisi in Macroaggregati per spese di funzionamento, per interventi,

per oneri del debito pubblico, per investimenti, ecc.; i Macroaggregati rappresentano le nuove unità di

voto parlamentare (al posto delle Unità Previsionale di Base, cioè insiemi di risorse finanziarie assegnate

ai vari Centri di Responsabilità Amministrativa, ai quali è affidata la relativa gestione): la realizzazione di

ciascun Programma e, quindi, dei suoi Macroaggregati è affidata ad un unico Centro di Responsabilità

Amministrativa;

 i Capitoli di Spesa, invece, sono le unità elementari di bilancio, definite in funzione dello specifico

oggetto a cui si riferiscono le spese e classificate dal punto di vista economico e funzionale, nel rispetto

dei criteri adottati nel Sistema Europeo dei Conti (detto SEC95) [articolo 25, comma 3].

Il ”quadro riassuntivo generale del Bilancio dello Stato”

”quadro riassuntivo generale”

Il indica i risultati differenziali (o saldi) del Bilancio dello Stato, che sono:

1. il risparmio pubblico, dato dalla differenza tra il totale delle Entrate tributarie ed extra-tributarie ed il totale delle

Spese correnti;

l’indebitamento

2. (o accreditamento) netto, dato dalla differenza tra tutte le entrate e tutte le spese, escluse le

partecipazioni azionarie, i conferimenti, la concessione e la riscossione di crediti, l'accensione ed il rimborso dei

prestiti;

3. il saldo netto da finanziare (o da impiegare), dato dalla differenza tra tutte le entrate e tutte le spese, escluse le

operazioni di accensione e di rimborso dei prestiti;

4. il ricorso al mercato, dato dalla differenza tra il totale delle Entrate tributarie ed extra-tributarie ed il totale delle

spese.

Il Bilancio dello Stato decisionale e gestionale

Il Bilancio dello Stato si distingue in decisionale e gestionale:

quello decisionale è il bilancio che viene votato dal Parlamento per l’approvazione e che determina le funzioni

1. principali e gli obiettivi generali che i Ministeri vogliono conseguire;

2. quello gestionale, invece, è il bilancio effettivamente gestito dal Governo e che determina i suoi poteri e i suoi

obiettivi generali.

Le funzioni principali del Bilancio dello Stato gestionale sono quella di dare, ai titolari dei Centri di Responsabilità

Amministrativa, uno strumento di supporto per la gestione dei capitoli di entrata e di spesa, e quella di misurare i risultati

operativi in sede di rendicontazione delle risorse finanziarie:

Gli allegati del Bilancio dello Stato

Ogni stato di previsione del Bilancio dello Stato riporta sei elementi informativi, da aggiornare al momento

dell’approvazione della ”Legge di bilancio” [articolo 21, comma 11]:

un primo allegato è la ”Nota Integrativa al bilancio di previsione”,

1. composta da una sezione per le entrate e due

sezioni per le spese:

 la sezione per le entrate specifica la quota di ciascun Titolo che ha carattere ricorrente e la quota di

ciascun Titolo che ha carattere non ricorrente, ed illustra gli effetti connessi alle norme vigenti, con

l’indicazione di quelle introdotte nell’esercizio e di quelle che comportano esenzioni o riduzioni del

prelievo obbligatorio, indicando la natura delle agevolazioni, i beneficiari e gli obiettivi realizzati;

 la prima sezione per le spese, invece, illustra le priorità politiche, espone le attività ed indica gli obiettivi

riferiti a ciascun Programma, con i relativi indicatori di risultato;

 mentre la seconda sezione per le spese illustra il contenuto di ciascun Programma e i criteri di

formulazione delle previsioni basati sulla legislazione vigente, tenuto conto dei risultati conseguiti in

passato.

un altro allegato al Bilancio dello Stato, invece, è la ”Scheda Programma”, che contiene tutte le informazioni e i

2. spese di funzionamento necessarie all’attuazione dei Programmi, con l’indicazione degli

dati relativi alle

interventi programmati e delle leggi che finanziano i Programmi: la ”Scheda Programma” deve essere aggiornata

semestralmente per tenere conto delle modifiche apportate alle previsioni iniziali attraverso le variazioni di

bilancio adottate in corso d’anno;

altri due allegati al Bilancio dello Stato, invece, sono ”l’elenco dei capitoli

3. di spesa di ciascun Programma e dei

relativi stanziamenti” ed il ”riepilogo delle dotazioni finanziarie di ciascun Programma secondo l’analisi

economica e funzionale”;

un altro allegato, invece, è la ”Scheda illustrativa dei capitoli relativi a fondi settoriali collegati alle principali

4. politiche pubbliche di rilevanza nazionale”, dove sono indicati i relativi stanziamenti previsti dal bilancio

triennale, i provvedimenti legislativi e amministrativi che hanno determinato gli stanziamenti, e gli interventi a

legislazione vigente previsti a valere sui fondi settoriali: questa scheda deve essere aggiornata semestralmente per

tenere conto delle modifiche apportate agli stanziamenti previsti dal ”disegno di bilancio” attraverso le

di legge

variazioni di bilancio adottate in corso d’anno;

l’ultimo allegato al Bilancio dello Stato, invece, è il ”Budget dei costi”, che illustra le previsioni formulate da

5. ciascuna Amministrazione e riporta il prospetto di riconciliazione tra le previsioni economiche e quelle

finanziarie.

Le tipologie di spesa

All’interno di ciascun Programma, le spese si classificano in:

1. spese non rimodulabili;

2. spese rimodulabili.

Le spese non rimodulabili corrispondono alle spese definite ”oneri inderogabili”, calcolate in funzione di particolari

e distinte, a loro volta, in ”spese obbligatorie” e ”spese di

parametri stabiliti dalla legge o da altri atti normativi natura

obbligatoria”:

le ”spese obbligatorie” sono quelle derivanti da obblighi comunitari ed internazionali e quelle relative al

1. pagamento di stipendi, pensioni, assegni, altri costi fissi, interessi passivi e ammortamenti di mutui

[articolo 21, comma 6];

le ”spese di natura obbligatoria”, invece, sono quelle che non nascono obbligatorie, ma che possono diventare

2. vincolanti per le Amministrazioni (come, ad esempio, i contratti di affitto).

sono quelle classificate come ”fattori legislativi” e come ”spese di adeguamento al

Le spese rimodulabili, invece,

fabbisogno”:

le spese classificate come ”fattori legislativi” sono quelle autorizzate da disposizioni legislative che ne

1. e l’importo, considerato come limite massimo di spesa;

determinano il periodo di iscrizione in bilancio

le ”spese di adeguamento al fabbisogno”, invece, sono quelle non predeterminate da disposizioni legislative,

2. perché quantificate tenendo conto delle esigenze di funzionamento delle Amministrazioni.

Il processo di formazione del Bilancio dello Stato inizia con l’emanazione (entro Maggio) di una ”Circolare del Ministero

Il processo di formazione del Bilancio dello Stato

dell’Economia e delle Finanze”, per la predisposizione del Bilancio dello Stato a legislazione vigente e, sulla base di

queste indicazioni, i Ministri indicano (entro Luglio) i propri obiettivi quantificando, per il triennio di riferimento, le

risorse necessarie per il loro raggiungimento, anche attraverso proposte di rimodulazione delle spese tra Programmi che

compongono una stessa Missione, formulate sulla base della legislazione vigente [articolo 23, comma 1].

Ricevute le proposte di bilancio da parte dei Ministeri, il Ministro dell’Economia e delle Finanze valuta (entro Settembre)

la coerenza tra gli obiettivi perseguiti da ciascun Ministero e le risorse richieste per la loro realizzazione, tenendo conto

anche dello stato di attuazione dei Programmi in corso, dei risultati conseguiti negli anni precedenti e dei risultati delle

svolte dai ”nuclei di analisi e valutazione della spesa” [articolo 23, comma 2].

attività

Gli stati di previsione definiti alla fine di questo processo, formano il ”disegno di legge di bilancio” a legislazione vigente,

all’interno di ciascun

con il quale possono essere redistribuite, in via compensativa, le spese rimodulabili dello Stato

Programma o tra Programmi di una stessa Missione (nel rispetto dei saldi di finanza pubblica), allo scopo di dare

maggiore flessibilità al bilancio delle Amministrazioni statali [articolo 23, comma 3].

modifiche che intervengono durante l’iter parlamentare e fino all’approvazione della ”Legge di bilancio”

Le eventuali formano oggetto di ”Note di variazione alla legislazione vigente”, apportate

(che deve avvenire entro il 31 Dicembre) con

la ”Legge di stabilità”.

6. Nuovi meccanismi di flessibilità

Oltre all’assestamento al Bilancio dello Stato, alle variazioni di bilancio e all’utilizzo di fondi speciali, la

Legge n°196/2009 introduce un nuovo meccanismo di flessibilità nella formazione e nella gestione del Bilancio dello

all’interno di ciascun Programma o

Stato, cioè la redistribuzione, in via compensativa, delle spese rimodulabili dello Stato

attraverso il ”disegno di legge di bilancio”

tra Programmi di una stessa Missione, e nel rispetto dei saldi di finanza

(o d’investimento)

pubblica: in ogni caso, però, è vietato utilizzare gli stanziamenti in conto capitale per finanziare le

nuove o maggiori spese di parte corrente.

L’assestamento al Bilancio dello Stato

L’assestamento delle previsioni indicate nel Bilancio dello Stato deve avvenire entro il 30 Giugno di ogni anno, attraverso

un disegno di legge presentato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, anche sulla base della consistenza dei residui

passivi accertati in sede di rendiconto dell’esercizio scaduto il 31 Dicembre dell’anno precedente a quello di

attivi e l’assestamento può avvenire

riferimento [articolo 33, comma 1]: in caso di errori commessi nelle previsioni oppure per il

verificarsi di eventi eccezionali, non previsti e non prevedibili (come, ad esempio, le sopravvenienze attive e passive, le

plusvalenze e le minusvalenze).

Le variazioni di bilancio nel Bilancio dello Stato

Le variazioni di bilancio nel Bilancio dello Stato occorrono quando ci sono provvedimenti legislativi che vengono

pubblicati successivamente alla presentazione del Bilancio dello Stato e, in questi casi, il Ministro dell’Economia e delle

Finanze deve indicare, per ciascun capitolo, le dotazioni finanziarie sia di competenza sia di cassa [articolo 33, comma 2].

Le variazioni di bilancio possono avvenire per tre motivi:

1. per la ripartizione dei fondi di riserva;

per l’attuazione delle

2. nuove leggi che comportano nuovi o maggiori oneri;

3. per le riassegnazioni di entrate del Bilancio dello Stato ai privati che hanno svolto un certo lavoro straordinario

per conto di un Ministero (ad esempio, le entrate che il proprietario di uno stadio di calcio versa allo Stato per il

servizio straordinario di sicurezza comporta una variazione di bilancio, da iscrivere nel Bilancio dello Stato nel

momento in cui lo Stato riassegnerà le entrate ai poliziotti che hanno svolto il servizio di sicurezza allo stadio per

conto del Ministero dell’Interno).

7. I fondi di riserva del Bilancio dello Stato

I fondi di riserva sono:

”fondo

1. il di riserva per le spese obbligatorie”, istituito nello stato di previsione per la spesa del Ministero

dell’Economia e delle Finanze e finalizzato alla copertura di spese aventi carattere obbligatorio [articolo 26];

”fondi

2. i speciali per la reiscrizione in bilancio dei residui passivi perenti delle spese correnti e di quelle in conto

istituiti sempre nello stato di previsione per la spesa del Ministero dell’Economia e delle Finanze,

capitale”, ”Legge e utilizzati

quantificati dalla di bilancio” dallo Stato per pagare i residui passivi cancellati dal proprio

Rendiconto Finanziario per perenzione amministrativa, ma che vengono richiesti dai creditori [articolo 27];

”fondo

3. il di riserva per le spese impreviste”, istituito sempre nello stato di previsione per la spesa del Ministero

dell’Economia e delle Finanze, quantificato dalla ”Legge di bilancio” e finalizzato alla copertura di eventuali

mancanze delle assegnazioni di bilancio, che non riguardano le spese obbligatorie: il trasferimento di somme da

questo fondo e la loro corrispondente iscrizione ai capitoli di bilancio avvengono attraverso decreti del Ministro

dell’Economia e delle Finanze, che vengono allegati alla legge di approvazione del Rendiconto Generale dello

Stato, con l’indicazione ”fondo

dei motivi per cui si è proceduto ai prelevamenti dal di riserva per le spese

impreviste” [articolo 28];

”fondo di riserva per l’integrazione delle autorizzazioni di cassa”,

4. il istituito sempre nello stato di previsione per

dell’Economia e delle Finanze, quantificato dalla ”Legge di bilancio” e utilizzato per la

la spesa del Ministero

copertura di eventuali mancanze delle dotazioni dei capitoli iscritti negli stati di previsione per la spesa delle

Amministrazioni statali [articolo 29].

L’assunzione di impegni (articolo 34)

8.

Con la Legge n°196/2009, l’assunzione di impegni di spesa avviene non più da parte del Ministro competente, ma da parte

dei dirigenti, nei limiti delle risorse assegnate in bilancio.

Oggi, il compito del Ministro, invece, è solo quello di fissare le priorità di raggiungimento degli obiettivi che i dirigenti

dovranno realizzare, attraverso le direttive emanate dallo stesso Ministro, per cui si ha la separazione tra la politica e

l’amministrazione negli impegni di spesa (iniziata con la Legge Bassanini).

In questo modo, la responsabilità della non realizzazione degli obiettivi non è più del Ministro, ma è dei dirigenti che

hanno assunto gli impegni di spesa (comma 1). di competenza dell’esercizio in corso solo le somme dovute dallo

In particolare, però, formano impegni sugli stanziamenti

Stato a seguito di obbligazioni giuridicamente perfezionate (comma 2).

9. Il bilancio pluriennale di previsione a 3 anni ed elaborato dal Ministro dell’Economia

Il bilancio pluriennale di previsione è un bilancio di durata non inferiore

e delle Finanze, in coerenza con gli obiettivi programmatici indicati nella ”Decisione di finanza pubblica”.

Il bilancio pluriennale di previsione è articolato per Missioni e Programmi, è redatto in termini sia di competenza sia di

cassa ed è distinto in bilancio a legislazione vigente e bilancio programmatico [articolo 22, comma 1]:

quello a legislazione vigente è un bilancio che espone le previsioni sull’andamento delle Entrate e delle Spese

1. previste da leggi in vigore nel momento in cui viene redatto;

mentre il bilancio pluriennale programmatico è quello che espone le previsioni sull’andamento delle Entrate e

2. delle Spese tenendo conto degli effetti degli interventi programmati nella ”Decisione di finanza pubblica”.

Il bilancio pluriennale di previsione è integrato con gli effetti della ”Legge di stabilità”, è aggiornato ogni anno e non

l’autorizzazione

comporta a riscuotere le entrate e ad effettuare le spese previste [articolo 22, comma 2].

10. Il Rendiconto Generale dello Stato viene presentato dal Ministro dell’Economia e

Il Rendiconto Generale dello Stato è articolato per Missioni e Programmi, e

delle Finanze alle Camere, entro il 30 Giugno di ogni anno [articolo 35, comma 1], insieme al ”disegno di legge di

assestamento al bilancio”, perché consente di rimediare ad eventuali errori commessi nelle previsioni o ad eventi

eccezionali, non previsti e non prevedibili (come, ad esempio, le sopravvenienze attive e passive, le plusvalenze e le

minusvalenze).

Al Rendiconto Generale dello Stato è allegata, per ciascuna Amministrazione, una ”Nota Integrativa” articolata per

”Nota allegata

Missioni e Programmi, in coerenza con le indicazioni contenute nella integrativa al bilancio di previsione”

al Bilancio dello Stato [articolo 35, comma 2].

La ”Nota Integrativa” al Rendiconto Generale dello Stato è composta da due sezioni [articolo 35, comma 2]:

nella prima, viene riportato il rapporto sui risultati, che espone l’analisi e la valutazione del grado di realizzazione

1. degli obiettivi indicati nella ”Nota Integrativa al bilancio di previsione”, con l’indicazione delle risorse utilizzate,

dei residui accertati e dei motivi che hanno determinato gli eventuali scostamenti rispetto a quanto previsto nella

”Nota Integrativa al bilancio di previsione”;

2. la seconda sezione, invece, riporta, con riferimento ai Programmi, i risultati finanziari ed illustra i principali fatti

di gestione, motivando gli eventuali scostamenti tra le previsioni iniziali di spesa e quelle finali indicate nel

Rendiconto Generale dello Stato.

Il Rendiconto Generale dello Stato è costituito da due documenti [articolo 36, comma 1]:

il ”Conto del bilancio”;

1. il ”Conto generale del patrimonio”.

2.

Il ”Conto del bilancio”

Il ”Conto del bilancio” comprende [articolo 36, comma 2]:

1. la gestione dei residui attivi e passivi degli esercizi precedenti;

le Entrate e le Spese di competenza dell’anno finanziario di riferimento, con l’indicazione delle:

2.  Entrate accertate, riscosse e da riscuotere;

 Spese impegnate, pagate e da pagare.

3. le somme versate in tesoreria e quelle pagate per ciascun capitolo di spesa del bilancio, distinguendo tra quelle in

conto competenza e quelle in conto residui;

il conto totale dei residui attivi e passivi da trasferire all’esercizio successivo.

4. Δ di

Capitolo Residuo Previsione Previsione Impegni Pagamenti Economie/Perenzioni

Conto di spesa iniziale iniziale finale /Eccedenze

bilancio esercizio c/residui c/competenza

competenza X 100 + 20 120 115 20 90 5 / 10 / 0

30

residui X 100 + 10 110 – –

Residui passivi al 31/12 = 30 + 115 (20 + 90) 10 = 25

Il ”Conto generale del patrimonio”

Il ”Conto generale del patrimonio”, invece, comprende [articolo 36, comma 3]:

le attività e le passività finanziarie e patrimoniali, con l’indicazione delle variazioni

1. derivanti dalla gestione del

bilancio e delle variazioni dovute per altre cause;

il conto del dare e dell’avere relativo alla gestione della Tesoreria statale (TES), con l’indicazione dei movimenti

2. di cassa, della situazione del tesoro, dei crediti e dei debiti di tesoreria [articolo 36, comma 4].

11. Gli allegati al Rendiconto Generale dello Stato

Al Rendiconto Generale dello Stato vengono allegati due documenti:

”budget

1. uno è il dei costi”, che illustra i risultati economici di ciascun Ministero e i costi sostenuti per lo

svolgimento delle attività istituzionali e di supporto, accompagnati dal prospetto di riconciliazione che collega i

risultati economici con quelli della gestione finanziaria delle spese contenute nel ”Conto del bilancio”

[articolo 36, comma 5];

l’altro allegato, invece, è un documento che illustra i ”risultati

2. delle spese relative ai Programmi di natura o di

contenuti ambientali”, che ha lo scopo di evidenziare le risorse utilizzate e le attività effettuate per la protezione

dell’ambiente: per facilitare la tutela dell’ambiente, le Amministrazioni interessate forniscono, al Ministero

dell’Economia e delle Finanze, le informazioni necessarie, secondo gli schemi contabili e le modalità di

rappresentazione stabiliti dal Ragioniere generale dello Stato, in coerenza con i regolamenti comunitari relativi

alla materia ambientale.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti per l'esame di Economia delle amministrazioni pubbliche.
Riforma della contabilità e finanza pubblica, Amministrazioni Pubbliche, Rapporto sullo stato d'attuazione della riforma, approvazione di un disegno di legge, ciclo di programmazione degli obiettivi di finanza pubblica (Decisione di finanza pubblica, manovra di finanza pubblica, legge di stabilità, legge di bilancio, Programma di stabilità e crescita, disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, Relazione sull’economia e la finanza pubblica, Rendiconto generale dello Stato, disegno di legge di assestamento al bilancio), Bilancio dello Stato, Rendiconto Generale dello Stato (”Conto del bilancio”; ”Conto generale del patrimonio”), deleghe della Legge n°196/2009, Settore Statale, Settore Pubblico, saldi principali delle Amministrazioni Pubbliche, programmazione dei flussi di cassa.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia, finanza e diritto per la gestione d'impresa
SSD:
Docente: Pepe Pompeo
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bocci1986 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle amministrazioni pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Pepe Pompeo.

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