Beni dell'informazione
I beni dell'informazione hanno la capacità di essere rielaborati e modificati in qualsiasi modo e forma. Qualunque cosa che può essere digitalizzata è da considerare come bene d'informazione. L'economia dell'informazione è la disciplina che studia e regolamenta il mercato, in cui tali beni vengono scambiati.
Domanda
- Beni d'informazione = Beni esperienza
- La rete ci offre tantissime informazioni (sovraccarico). Il consumatore deve essere bravo a cogliere tutte le opportunità che gli si presentano.
- Sono presenti costi di cambiamento = costi sostenuti per abituarsi alla nuova tecnologia.
- In economia un'esternalità si manifesta quando l'attività di produzione o di consumo di un soggetto influenza, negativamente o positivamente, il benessere di un altro soggetto.
- Tutti i beni di informazioni circolano su supporti materiali, alcuni più visibili di altri (complementarietà).
- Beni di informazione = beni pubblici (non escludibili).
Offerta
- Costi fissi elevati e spesso irrecuperabili.
- Costi variabili e marginali, bassi e tendenti a zero.
- Nessun vincolo di produzione = CM tende a zero.
- Presenza di rilevanti economie di scala (Per piccole quantità prodotto, vediamo che il costo medio di produzione è piuttosto elevato, ma tendente a scendere via via che si producono quantità maggiori: (CM < C medio) = se consideriamo un prezzo P°, esisterà una quantità Q° che costituisce una sorta di benchmark: se la produzione si sposta a destra di questa quantità, avremo dei profitti, altrimenti delle perdite dato che il prezzo sarebbe minore del costo medio.
- Il risultato è che la forma di mercato preferita, non è la concorrenza perfetta ma monopolio/oligopolio o concorrenza monopolistica.
Ci sono tuttavia dei fenomeni che cercano di attenuare ed eliminare tale concentrazione:
- L'attuazione della concorrenza come metodo per conquistare il mercato.
- Lo sviluppo tecnologico che riduce i costi fissi e aumenta il numero dei soggetti entranti.
- Condivisione gratuita (o a bassissimo costo) di beni.
- Concorrenza legata alla produzione precedente. Si tratta di fenomeni di cannibalismo.
- Pressione da parte di produttori di beni complementari.
- Commercio elettronico.
In questi mercati, quota di mercato difficile da considerare perché:
- La presenza di esternalità di rete, del progresso tecnologico e economie di scala, sono fenomeni che generano un'entrata catastrofica di nuove imprese.
- La combinazione di costi di cambiamento, varietà nelle preferenze dei consumatori e la presenza di economie di scala, generano barriere all'entrata.
Il grafico precedente prende in esame, la dimensione della rete e la disponibilità a pagare degli utenti che la compongono. Al momento che intendo introdurre un nuovo prodotto o una nuova tecnologia, mi troverò in una fase dove i consumatori hanno poca disponibilità a pagare. Tale situazione esiste perché i consumatori, magari, sono avviati verso una tecnologia o un prodotto e sono scettici nel eseguire un cambio. La situazione perdura fino a che non si supera una massa critica di consumatori e iniziano i primi profitti. Il picco lo raggiungiamo nel momento in cui iniziano a entrare nel mercato nuovi concorrenti e prodotto alternativi, con conseguente discesa della disponibilità a pagare. Si tratta di mercati contendibili più che concorrenziali. La disponibilità a pagare continua a scendere fino al punto "C" dove i costi tornano ad essere maggiori e non è più conveniente produrre.
Le strategie di differenziazione
Le strategie di differenziazione sono un modo per massimizzare il margine in un mercato monopolistico attraverso la segmentazione, che permette di procedere verso una discriminazione ottimale del prezzo, si ha:
- Discriminazione perfetta: ogni cliente avrà il proprio livello di prezzi;
- Discriminazione di secondo grado: prezzi diversi a seconda delle quantità che vengono acquistate;
- Discriminazione di terzo grado: permette di dividere i consumatori in vari gruppi, secondo particolari criteri, attribuendo a ciascun gruppo un livello di prezzo (presenta particolari vantaggi). Le ragioni che spingono a praticare prezzi di gruppo sono: La sensibilità al prezzo; Effetti di rete (la maggior parte dei beni d'informazione sono consumati dalle reti di consumatori, piuttosto che da consumatori singoli); La presenza di altri utenti è un'esternalità positiva perché l'utente guadagnerà dall'utilizzo di quel bene; Effetti lock-in (essendo beni d'esperienza, ci abituiamo al loro utilizzo e sarà più difficile cambiare le nostre abitudini. Il consumatore abituale è catturato dalla tecnologia in maniera maggiore rispetto ai nuovi entranti; Condivisione delle informazioni).
Versioning: creare versioni diverse di uno stesso prodotto. Progettare più versioni per differenti necessità dei clienti, in modo che ciascun consumatore si autoselezioni e scelga la versione più adatta alle sue necessità e alla sua disponibilità a pagare. Le leve su cui agire per la creazione di varie versioni, sono: Il ritardo (leva temporale); L'interfaccia utente; La comodità d'uso; Risoluzione delle immagini; Velocità di funzionamento; Flessibilità; Capacità (basiche o evolute); Completezza della versione; Fastidio.
Problema della cannibalizzazione: una versione del prodotto può rischiare di produrre effetti negativi sulle altre versioni (In particolare la versione più bassa danneggia la versione di fascia più alta) = ridurre il prezzo delle versioni di fascia alta e ridurre la qualità delle versioni di fascia bassa. Il numero perfetto è 3. I consumatori hanno un'avversione per gli estremi.
Il bundling (vendita a pacchetti) adatto alle sue esigenze. Quali sono i vantaggi: i prodotti interagiscono correttamente; Il prezzo del pacchetto è inferiore alla somma dei singoli prodotti; Valore opzionale: costo incrementale nullo. Se acquisto tutto il pacchetto avrò a disposizione anche versioni di prodotto che potrebbero darmi un'utilità futura anche se non si adattano, momentaneamente, alle mie esigenze. Anche i produttori hanno particolari vantaggi: Minore dispersione della disponibilità a pagare con conseguente aumento dei ricavi; Barriere all'entrata più alte che rendono meno contendibile il mercato.
Lock in
LOCK IN = fenomeno per cui i costi associati al cambiamento di una tecnologia sono tali da impedirne il passaggio da un prodotto all'altro (consumatori ancorati in una base installata con il vantaggio dei produttori; ma i produttori investono in nuove installazioni e operazioni di marketing per allargare la base installata offrendo un maggior valore al prodotto). Nei beni informatici ciò avviene perché occorrono investimenti durevoli per il cambiamento e perché la presenza di un consumatore in più nella rete ne influenza il beneficio collettivo (+consumatori – costi).
Fonti del lock in:
- Impegni contrattuali (contratti che consentono la variazione di tariffe o trattamento) in tal caso il costo di trasferimento è misurato in termini di danni di compensazione o liquidazione;
- Acquisto di beni durevoli, che comportano un eventuale costo di trasferimento nel rimpiazzo;
- Addestramento specifico per determinata tecnologia;
- Informazioni e database, i costi sono legati a una conversione in un nuovo formato;
- Fornitore di beni specifici: costi intesi come ricerca di fornitori in grado di offrire beni comparabili;
- Costi di ricerca per sostituire;
- Programmi di fidelizzazione: costi in termini di perdita dei benefits.
Classificazione del lock in: del venditore è il classico dove io sono dipendente da un certo fornitore; bilaterale: classico esempio di reciproca influenza; del partner: fornitore di parti esclusivamente disegnate per un unico acquirente.
Il concetto del lock in è legato all'utilizzo e decisione nel riutilizzo: i consumatori devono sottolineare che sono a conoscenza della presenza di costi di trasferimento ma sono capaci di attirare nuovi consumatori, Mantenendo aperte le alternative; Il venditore invece deve: Investire per la creazione di una base installata, Incoraggiare il consolidamento con la fidelizzazione; Sfruttare la base installata vendendo prodotti complementari, vendendone o praticando una differenziazione di prezzi; alzare i costi di ricerca in modo da controllare la lunghezza del ciclo lock-in.
Proprietà intellettuale
PROPRIETA' INTELLETTUALE = insieme di diritti, in capo all'autore dell'opera, ESCLUSIVI e TRASFERIBILI. Essa ha due scopi: favorire l'incentivo (produttori – efficienza dinamica per lo sviluppo tecnologico), l'accesso (consumatori – efficienza statica per il benessere sociale). La proprietà intellettuale punta sulle caratteristiche dei beni di informazione, ovvero: Non escludibili: è impossibile con i beni d'informazione, escludere qualche consumatore, anche se quest'ultimo non contribuisce i costi di produzione (free rider). La conseguenza è che mancano incentivi per i produttori; Non rivale, ovvero il costo marginale per un consumatore addizionale è nullo, ma se viene fissato un prezzo positivo (P > 0) alcuni consumatori non sarebbero disposti a pagare il prezzo e sarebbero esclusi dal consumo con una perdita secca di benessere.
ESCLUSIVITA' consiste nel compromesso di monopolio temporaneo, che garantisce l'uso esclusivo per un periodo di tempo al produttore (diverso tra brevetto e copyright), dopo cui l'opera ricade nel pubblico dominio. A volte la durata riconosciuta dalla proprietà intellettuale, può non fornire sufficiente incentivo all'inventore. Il grafico cerca di spiegarci questa linea temporale tra incentivo e accesso. Inserire grafico Prima che l'invenzione sia introdotta nel mercato abbiamo (c°) e il prezzo dell'invenzione ha lo stesso livello del costo.
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