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Economia degli intermediari finanziari - Appunti Appunti scolastici Premium

Appunti di Economia degli intermediari finanziari per l'esame della professoressa Massari. Indice dettagliato dei contenuti: Il sistema finanziario; Gli strumenti finanziari; Gli intermediari finanziari; La Banca; Banca Universale e Gruppo bancario; Il bilancio bancario; I mercati finanziari; Le autorità di vigilanza; Consob; Cicr; Banca d'Italia e funzionamento; ISVAP;

Esame di Economia degli intermediari finanziari docente Prof. M. Massari

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7. I mercati finanziari

Per mercati finanziari possiamo intendere due diverse accezioni del termine:

a. il mercato finanziario inteso come mercato fisico (o telematico) vero e proprio su cui si

scambiano gli strumenti finanziari;

b. il mercato inteso come l’insieme degli scambi degli strumenti finanziari

A. Distinzione per natura degli s.f.:mercati creditizi e mercati mobiliari

Sono distinti dalla natura degli strumenti finanziari che in essi sono scambiati e con diverse

gradazioni di negoziabilità e trasferibilità. Qui i sono negoziati bilateralmente.

prezzi

Nel mercato creditizio sono scambiati ad esempio prestiti e depositi, per loro natura non trasferibili

ed altamente personalizzati. Nel mercato mobiliare gli strumenti sono per loro natura altamente

standardizzati e tendenzialmente trasferibili e i prezzi sono risultato di una contrattazione sulle

varie proposte d’acquisto e di vendita.

Il grado di liquidità misura la facilità con cui uno sf può diventare denaro liquido e pertanto è

ovvio che quello mobiliare risulti con un grado di liquidabilità maggiore.

B. Distinzione per durata degli s.f.: Mercato Monetario e Mercato dei capitali

La distinzione è fatta in base alla duration dei vari strumenti finanziari scambiati.

Nel mercato monetario la scadenza degli strumenti finanziari è a breve termine (<12 mesi) e

questo implica che sono impiegati per soddisfare esigenze di breve durata.

Nel mercato dei capitali, il fatto che la scadenza sia a lungo termine (>12 mesi), implica che gli

strumenti sono usati per investimenti in capitale fisso per cicli economici piuttosto lunghi.

C. Distinzione per natura degli sf e per svolgimento dello scambio: Mercati Cash e Derivati

Nei Mercati Cash oggetto di negoziazione sono gli SF di base (azioni, obbligazioni, titoli di stato)

con scambio tra titolo e denaro con consegna e pagamento immediato.

Nel mercato dei derivati invece essendo gli sf complessi, gli strumenti sono derivati da quelli di

base e quindi per esempio posso avere consegna e pagamento differiti nel tempo.

D. Distinzione in relazione al mercato mobiliare: Mercati Primari e Secondari

Nei mercati primari lo sf scambiato è nuovo ed è alla sua prima negoziazione, pertanto si tratta del

mercato in cui i ha l’emissione dei titoli e la sua prima contrattazione con scambio tra investitore

ed emittente. Nel mercato secondario lo sf è già circolante nello stesso, e lo scambio avviene tra

due investitori.

E. Distinzione per il taglio dello sf: Mercati al dettaglio e mercati all’ingrosso

La differenza sta nel taglio di piccolo o grande importo

F. Distinzione per modalità di scelta del prezzo: Mercati a asta e Mercati market making

Nei mercati ad asta il pricing è determinato order driven (prezzo guidato dagli ordini), e cioè

dato dall’incontro della domanda e dell’offerta. Dato un grafico e disegnate le due rette, il punto

d’incontro è il prezzo/quantità da scambiare.

Nei mercati market making invece si dicono quote drive ovvero il prezzo è proposto e il cliente è

libero di accettare o no.

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Qui il market maker guadagna nello spread tra prezzo del denaro BID (a cui è disposto a

compare) e prezzo lettera ASK (a cui è disposto a vendere).

G. Mercati Fisici e telematici

H. Mercati regolamentati e Mercati non regolamentati (over the counter). I primi sono

riconosciuti dall’ordinamento giuridico che pone in essere un minimo di tutela alla contrattazione e

all’esistenza i secondi invece si adeguano dettando loro un sistema di informazioni da seguire.

I. Mercati pubblici e mercati privati: il proprietario del mercato

I mercati pubblici son guidati con assetto gestito da autorità pubbliche. Quelli privati sono mercato-

imprese.

L. Mercati domestici e mercati internazionali: la dimensione geografica

Sono definiti mercati domestici i mercati interni alla nazione con una relazione stretta tra Paese in

cui si opera e mercato. Prezzo, price domestic. I mercati internazionali sono i mercati in cui le

operazioni sono svolte tra soggetti residenti in paesi differenti e con valute diverse. Noteremo

allora il price foreign è l’esistenza del tasso di cambio

ε=e pd/pf

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  8. Le autorità di vigilanza

Le autorità di vigilanza sono le autorità proposte per il controllo del sistema finanziario in grado di

assicurare obiettivi di stabilità e di efficienza dell’intero sistema finanziario stesso, pertanto della

politica monetaria.

Per stabilità intendiamo l’orientamento mirato a tutelare il risparmiatore, a controllare la

funzionalità l’adeguatezza del governo monetario dell’economia e l’efficienza degli scambi.

Per efficienza intendiamo un triplice concetto che passa per efficienza allocativa, informativa,

operativa.

Per efficienza allocativa intendiamo il fatto che si sia in grado di selezionare gli impieghi sulla base

delle redditività (informati sulle opportunità disponibili)

Per efficienza informativa intendiamo invece che tutte le informazioni dovranno essere

liberamente disponibili e fruibili ai potenziali investitori distinguendo allora tra

Efficienza debole: si possono avere solo informazioni prospettiche future (no sul passato)

Efficienza semiforte: si hanno informazioni sia storiche (evolutive) che previsioni

Efficienza forte: le informazioni storiche e le previsioni, sono raccolte, certe e analizzabili

Per efficienza operativa si intende minimizzare il costo dell’economia reale ovvero al differenza

tra i costi proposti alle unità in deficit e i rendimenti garantiti alle unità in surplus.

1. Più un titolo è negoziabile, meno sono i costi di transazione, più facile incontro tra D e S

2. Più elevati ordini da seguire, meno operativo il mercato sarà

3. elasticità del mercato: in un mercato elastico difficilmente si hanno squilibri tra D e S

Le autorità di controllo nel sistema finanziario sono

1. Banca d’Italia

2. CONSOB

3. ISVAP

4. COVIP

5. AGCM

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8.1. La CONSOB

La Consob è la commissione nazionale per le società e la borsa. Istituita nel 1974 è dotata di

personalità giuridica e dispone di:

a. organo collegiale di 5 membri: nominati tramite DPR su Proposta del presidente del consiglio

b. organo referente: Ministro dell’Economia e delle finanze

c. Adempimenti: redige una relazione annuale sull’adeguatezza dell’intero sistema finanziario, e

deve informare il Ministero dell’economia degli avvenimenti più rilevanti.

Le funzioni passano dalla regolamentazione e controllo dei mercati mobiliari, rendendo trasparente

l’intero sistema, gli emittenti, gli IF, i promotori finanziari. deve pertanto assicurare:

1. TRASPARENZA: Del mercato e adeguate informazioni sugli emittenti

2. VIGILANZA: sul corretto funzionamento delle negoziazioni, in termini di assicurare la

correttezza delle operazioni svolte dagli emittenti, dagli intermediari e dai promotori

3. MONITORAGGIO: delle eventuali anomalie delle negoziazioni in termini di insider trading e

di aggiotaggio

4. AUTORIZZAZIONE: analizza e autorizza dei documenti e procedure in relazione alle offerte

pubbliche.

8.2. L’ ISVAP

È l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse pubblico. Istituito nel 1982

è dotato di personalità giuridica:

a. un presidente (direttore generale) + 6 membri

b. adempimenti obbligatori: al 31 maggio di ogni anno emana per il presidente del Consiglio la

relazione annuale sull’attività svolta.

Questa emana regole e provvedimenti ma in particolare si occupa anche di

1. VIGILARE sulle assicurazioni, sulla trasparenza e correttezza affinchè garantiscano la stabilità

del mercato e solvibilità

2. AUTORIZZAZIONE delle stesse a operare sul mercato

3. ISPEZIONE E ONTROLLO DELLE TARIFFE al fine di tutelare la perfetta concorrenza e

di fatti dà il suo parere all’AGCM

8.3. La COVIP

La COVIP è la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, ed è stata istituita nel 1993. Questa

istituisce e pone in essere anche i fondi pensionistici.

Tra le sue funzioni annoveriamo

1. VIGILANZA: Si occupa di detenere l’albo dei fondi pensione, ispezione, regolamentazione per

la trasparenza

2. ANALISI e previsioni sull’andamento

3. RICERCA per migliorare il sistema legislativo e regolamentare su cui è proposto a vigilare.

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8.4. AGCOM (AGCM)

È l’ente preposto come autorità garante della concorrenza e del mercato. Questa si deve

occupare di:

- evitare che ci siano intese restrittive alla concorrenza

- abusi di posizioni dominanti (leadership di prezzo)

- concentrazione di imprese che comportano a riduzione della concorrenza (formazione di

cartelli oligopolistici).

Pertanto il ruolo fondamentale è garantire le condizioni alla libertà d’impresa favorendo la

concorrenza e quindi controllando la stabilità dei prezzi (più concorrenza, prezzi più bassi).

È formata da:

a. organo collegiale di 5 membri (mandato 7 anni senza rinnovo)

b. si finanzia tramite stanziamenti del ministero delle attività produttive

c. invia pareri non vincolanti alla Banca d’Italia, in quanto organo tecnico. L’AGCM però non

delibera. Questo lo fa solo la BI.

A U T O R I T A’ C R E D I T I Z I E N A Z I O N A L I

8.5. CICR.

Il Cicr è il Comitato interministeriale sul credito e del risparmio. Tra i suoi compiti

annoveriamo la vigilanza che esegue in materia di credito e tutela del risparmio. Questo è

composto dal Ministro dell’Economia e delle finanze (che lo presiede) più i Ministri dei vari

dicasteri economici, nonché dal governatore della Banca d’Italia (che non ha però diritto di

voto).

8.6. Ministero dell’Economia e delle finanze

Il MEF, vede a capo il Ministro dell’economia e delle finanze, già posto a capo del CIRC. il MEF in

caso di urgenza può sostituire completamente il CICR.

Si occupa in generale di:

a. politica monetaria e bilancio dello stato

b. nomina e revoca dei membri del Direttorio della BI

c. determinazione dei requisiti di onorabilità degli esponenti aziendali, trattando appositi albi e

ricordiamo la sua penetrante funzione anche in materia societaria (anche in consorzi ad esempio).

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La Banca d’Italia

La Banca d’Italia nasce nel 1893 dalla fusione di tre istituti di credito e cioè la Banca nazionale,

Banca Toscana, Banca toscana di credito.

Oggi è composta da:

a. Assemblea Generale dei partecipanti

b. Consiglio superiore (Governatore della BI + 14 consiglieri) nominati con DPR

c. Governatore della BI

d. Direttorio (Governatore, Direttore Generale, 2 vice – direttore)

Tra le funzioni oggi svolte, alcune sono state ridotte a causa dell’ingresso dell’Italia

nell’Eurosistema e dello spostamento di alcune competenze alla Banca Centrale Europea.

1. Limitate funzioni di politica monetaria, relative alla partecipazione al SEBC; attua interventi

nazionali (accentramento, decentramento, etc)

2. Vigila sulla sana e prudente gestione e sulla stabilità dell’intero sistema bancario

3. Sorveglianza sui sistemi di pagamento

4. Vigila sul mercato interbancario e dei titoli di stato

5. Tesoreria dello Stato

Evoluzione della vigilanza

La forma più antica di vigilanza che era destinata alla BI era la vigilanza strutturale. Questo

significa che la banca doveva occuparsi di:

- modellare la struttura e l’operato di tutti i soggetti, in funzione degli obiettivi di politica

creditizia e monetaria da raggiungere;

- influenzare l’articolazione territoriale delle banche

- recepire le direttive e usare strumenti protettivi

- la BI era vista come la regista del Mercato.

A seguito di riforme, specie negli anni 70 si afferma il ruolo della BI con vigilanza

prudenziale. La vigilanza prudenziale è un concetto ampio basato su:

- stabilità del sistema in generale

- efficienza e competitività

- sana e prudente gestione

Qui, sana e prudente gestione significa che deve esserci una corretta amministrazione con la

consapevolezza dei rischi assunti, proprio al fine di garantire efficienza e competitività che

significheranno in effetti stabilità de sistema in generale!

La vigilanza prudenziale è analizzabile in termini di:

a. vigilanza regolamentare

b. vigilanza informativa

c. vigilanza ispettiva

d. vigilanza protettiva

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  a. vigilanza regolamentare. La vigilanza regolamentare implica che la BI in concorrenza con il

CICR emana delle disposizioni e regolamentazioni di carattere generale per regolamentare

l’adeguatezza patrimoniale, contenimento dei rischi, controlli interni.

L’adeguatezza patrimoniale è la dotazione di patrimonio di vigilanza, sufficiente a fronteggiare le

perdite derivanti dalla manifestazione dei rischi di gestione e garantire stabilità ed efficienza. Il

patrimonio di vigilanza è una ‘nozione allargata’ del patrimonio di impresa, in quanto accoglie

ulteriori voci rappresentative di strumenti con cui la banca può raccogliere il capitale di rischio,

anche se non hanno strettamente natura patrimoniale.

PATRIMONIO DI VIGILANZA = PATR. DI BASE (tier1) + PATR. SUPPLEMENT. (tier2)

b. vigilanza informativa

E’ basata sul continuo flusso di dati significativi che sono ricevut dalgi intermediari finanziari,

secondo le modalità e i tempi stabiliti dalla banca (ovviamente il più importante è il bilancio), e il

Collegio Sindacale informerà la BI degli atti e fatti che possono costituire irregolarità per gli IF o

violazioni dell’attività bancaria.

Il Collegio sindacale si avvale di una società di revisione contabile che esprime pareri negativi sul

sistema IF o esprime e sottolinea comportamenti di gravi violazioni

c. vigilanza ispettiva

implica che la Banca d’Italia può acquisire con ispezioni documentazioni rilevanti sulle varie

banche con analisi di atti e documentii ritenuti da controllare a scopo di monitoraggio. Al termine:

1. contestazioni

2. riferimenti riservati

Queste ispezioni hanno carattere ordinario (ogni 10 anni) o straordinario.

d. vigilanza protettiva

Vigilanza con finalità protettiva afine di gestire le situazioni di crisi del sistema finanziario, ed in

particolare magari di un determinato intermediario finanziario, al fine di salvaguardare l’intero

sistema e i singoli risparmiatori. Se crolla un banca, in Italia, a ruota crollano le altre.

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La BCE, Banca Centrale Europea e il SEBC

Il ruolo della BCE si è affermato nel 1999 quando le banche nazionali hanno ceduto la sovranità

monetaria nazionale alla BCE, vertice istituzionale delle istituzioni che formano tanto il SEBC

tanto l’EUROSISTEMA.

SEBC, è il Sistema Europeo delle Banche Centrali composto dalla BCE + le varia banche centrali

nazionali che dal 1999 ricevono istruzioni di politica monetaria dalla BCE da attuare nei vari paesi.

E’ un organo complesso che punta

…all’accentramento delle decisioni, prese a livelli ‘alti’ (BCE)

…decentramento delle decisioni, che saranno attuate a livello ‘basso’ dalle BCN territorialmente

EUROSISTEMA è composto dalla BCE e delle BCN che hanno aderito alla valuta ‘euro’.

Organi del SEBC

1. Consiglio Direttivo. È composto dal comitato esecutivo + governatori delle BCN dei paesi con

moneta unica, e prende le decisioni fondamentali della politica economica e gli indirizzi da seguire.

2. Comitato Esecutivo. Presidente BCE + Vice Presidente + 4 membri scelti dai governi dei Paesi

tra persone di elevata competenza professionale ed è l’organo che ha il compito di attuare le

decisioni prese in Consiglio.

3. Consiglio Generale. Presidente BCE + Vice Presidente + tutti i governatori delle BCN

dell’UE. Serve a coordinare le autorità monetarie nazionali soprattutto in termini di paesi che

non hanno aderito all’euro.

Compiti del SEBC

1.SORVEGLIARE LA STABILITA’ E EFFICIENZA DELL’OFFERTA DI MONETA

2. DETENERE E GESTIRE LE RISERVE DEI PAESI MEMBRI

3. PROMUOVERE IL FUNZIONAMENTO REGOLARE DEL SISTEMA FINANZIARIO E

DI APGAMENTO

4. MANTENIMENTO DELLA STABILITA’ DEI PREZZI

5. SVOLGIMENTO DELLE OPERAZIONI DI cambio con l’estero (valute) PER

SALVAGUARDARE L’EURO

6. RACCOLTA DI INFOMRAZIONI STATISTICHE

A tal proposito (4), è ben nota come le conseguenze degli anni 70 e 90 portano a ondate in

inflazione del 99, (esempio aumento dei prezzi materie prime importate) e pertanto occorre andare a

tenere sotto controllo l’inflazione e mantenere stabili i prezzi al fine di garantire

à maggiore trasparenza ( + costi di inflazione – trasperenza del sistema dei prezzi)

à maggiore moneta (+ inflazione – moneta disponibile)

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La BCE emette la base monetaria in presenza del pubblico.

In un mercato distinguiamo solitamente i depositi, il circolante, le riserve detenute dalle banche.

Si definisce offerta di moneta l’insieme dei depositi e del denaro circolante nel sistema economico

in un determinato momento OM (Ms) = CI + D.

L’offerta di moneta è utilizzata per poter raggiungere la stabilità dei prezzi.

Si definisce invece base monetaria la sommatoria tra le riserve detenute dalle banche e il denaro

circolante BM = CI + R

Le due sono legate tra una relazione definita moltiplicatore della base monetaria. Infatti posto che


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e amministrazione delle aziende
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andreasestino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Massari Manuela.

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