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Economia degli intermediari finanziari

Gli intermediari finanziari (banche, compagnie di assicurazione, fondi comuni, ecc.) sono operatori che in modo professionale scambiano un particolare bene economico: il potere di acquisto. Il potere di acquisto (ricchezza) è la capacità di acquisire beni economici intrinsecamente adatti a soddisfare i bisogni dell'uomo. Il potere di acquisto viene misurato in termini di moneta.

Negli scambi finanziari (operazioni finanziarie) il bene scambiato è il potere di acquisto. A fronte della moneta ceduta nasce un credito: X ha diritto a ricevere, dopo un certo periodo di tempo, la moneta in precedenza prestata (moneta cioè potere di acquisto vs promessa di restituzione futura).

Le operazioni finanziarie sono caratterizzate da due prestazioni:

  • Una a pronti, momento in cui si perfeziona il contratto (moneta oggi);
  • Una a termine, alla scadenza del contratto (restituzione futura).

Poiché le due prestazioni non sono contestuali, ma la restituzione è posticipata nel tempo, questi scambi sono caratterizzati da un certo livello di rischio (incapacità/dolo nella restituzione del denaro prestato). Gli intermediari finanziari si dedicano allo scambio di potere di acquisto utilizzando i contratti finanziari.

Contratti finanziari

I contratti finanziari sono i veicoli tecnico-giuridici attraverso i quali si realizza il trasferimento di potere d’acquisto nello spazio e nel tempo. Disciplinano le modalità di esecuzione dello scambio (es. importi scambiati a breve e a termine, durata del contratto, modalità di estinzione anticipata, diritti e obblighi delle controparti, ecc.).

Il contenuto del contratto finanziario può essere incorporato in un titolo di credito. Il titolo è un documento che non solo testimonia l'esistenza del rapporto, ma è necessario per fare valere il diritto di credito. Il titolo e quindi il relativo credito può essere trasferito da un soggetto a un altro senza modificare il contratto originale (facilitando il trasferimento di potere di acquisto), titoli negoziabili. Questo consente al creditore di “uscire” dal contratto prima della scadenza senza far venir meno il contratto stesso.

È necessario che i titoli di credito siano relativamente standardizzati per facilitare la circolazione.

Perché gli operatori economici si scambiano potere di acquisto?

  • Esigenze di regolamento nello scambio di altri beni economici (scambi commerciali): trasferimento di ricchezza nello spazio.
  • Risparmio (posticipazione di capacità di acquisto): trasferimento di ricchezza nel tempo. Visto che c’è una grande incertezza sul futuro, i soggetti preferiscono non consumare tutta la capacità di acquisto.
  • Finanziamento (anticipazione di capacità di acquisto): trasferimento di ricchezza nel tempo.
  • Gestione dei rischi (incertezza sul futuro): trasferimento di ricchezza nel tempo e nello spazio. Attraverso gli strumenti assicurativi si trasferiscono i rischi all’assicurazione.

La moneta

Definizione

Qualsiasi bene (di natura reale o finanziaria) comunemente e generalmente accettato come strumento di regolamento degli scambi.

Funzioni della moneta

  • Strumento di regolamento degli scambi: trasferimento spaziale di potere di acquisto.
  • Unità di conto per misurare la ricchezza e il valore degli altri beni economici, facilitando lo scambio.
  • Riserva di valore: trasferimento temporale di potere di acquisto.

Economia monetaria: sistema economico in cui gli scambi di beni e servizi sono regolati attraverso la moneta; ogni bene/servizio ha un valore definito in un’unità monetaria che, normalmente, è la valuta del Paese.

Lo scambio nelle economie primitive: il baratto

In un sistema economico senza moneta gli scambi si basano sul baratto: merce vs merce. Questo comporta la necessità di:

  • Doppia coincidenza nelle preferenze;
  • Divisibilità dei beni;
  • Sostenere elevati costi di “ricerca” della controparte.

Prevale un’economia di autoconsumo: ogni soggetto produce la gran parte dei beni che gli consentono di sopravvivere. Il baratto non consente la specializzazione e non soddisfa le esigenze delle persone; pertanto, si avverte progressivamente la necessità di individuare un bene di interesse e accettabilità diffusa in base al quale definire i valori degli altri beni (moneta merce).

Dal baratto allo scambio con un mezzo di pagamento (moneta-merce)

La prima tipologia di mezzo di pagamento è la moneta merce (conchiglie, grano, unità di bestiame, pezzi di bronzo, sale, spezie, ecc.) nell’ambito di un sistema economico. Sono beni idonei a essere scambiati universalmente. In seguito, le civiltà antiche hanno adottato le monete coniate con metalli preziosi (oro, argento) per regolare gli scambi commerciali, in quanto si trattava di:

  • Beni caratterizzati da elevato valore in poco volume (diversamente dal bestiame o dal grano).
  • Facilmente trasportabili e scambiabili.
  • Conservano nel tempo il loro valore.

È un passaggio molto importante perché:

  • Si accrescono le possibilità dello scambio (non ci sono più i problemi del baratto, es. divisibilità);
  • Si riducono i tempi e i costi dello scambio;
  • Si incentiva la specializzazione economica (economia di scala, di scopo, ecc.);
  • Aumenta la produzione;
  • Aumentano i fabbisogni soddisfatti.

Consente di passare da un’economia di autoconsumo a un’economia di scambio (economia di mercato). Aumenta la qualità e la quantità delle merci prodotte da ogni operatore; la loro vendita permette di ottenere altri beni/servizi coi quali soddisfare le proprie esigenze.

Nell’alto medioevo (476 d.C. fino al 1000 d.C.)

Si ritorna a un’economia di autosussistenza a causa delle invasioni barbariche. Le città vengono abbandonate e si assiste alla despecializzazione economica che comporta un ritorno nelle campagne. Ogni corte produceva quanto era necessario per la sopravvivenza e il commercio era limitato ai beni di lusso che venivano regolati con monete coniate con metalli preziosi (le monete preziose erano quelle già in circolazione dai tempi dell’Impero Romano).

Nascono le repubbliche marinare in Italia e le città anseatiche in Germania. Elevati rischi nel commercio per il pericolo di rapine (sia dei beni, sia dei mezzi di pagamento).

Nel basso medioevo (dal 1000 fino al 1492)

Rinascono le attività economiche specializzate nelle città. Rinasce una limitata economia di mercato dovuta a scambi tra la città e la campagna. Le singole città si specializzano in certe attività e rinascono i commerci tra città diverse. Emerge una domanda di moneta per regolare gli scambi commerciali sia all’interno della città, sia tra le città stesse. Fare pagamenti tra le città era molto pericoloso per via delle rapine.

I problemi della moneta-merce

Progressivamente si verifica una distanza tra valore facciale e valore intrinseco dovuta a:

  • Leghe: per far fronte alle ingenti spese, i nuovi Stati cominciano a emettere moneta con percentuali inferiori di oro/argento;
  • Tosatura: nei vari passaggi le monete vengono limate ai bordi per ricavare del metallo prezioso.

L’attività economica è in pieno sviluppo e vi era una maggiore specializzazione produttiva e una maggior necessità di acquisire beni economici di importo limitato. Le monete in metallo prezioso avevano un elevato valore intrinseco, quindi erano adatte a rapporti commerciali significativi, ma non per rapporti commerciali più ridotti e tal proposito emerge una domanda di moneta più adatta ai rapporti commerciali quotidiani (es. moneta di rame).

I mercanti-banchieri

La rinascita del commercio internazionale determina lo sviluppo delle fiere e dei mercanti-banchieri. Quest’ultimi sono grandi mercanti attivi nel commercio internazionale e hanno dei corrispondenti (soci-compagni) nelle più importanti città. In questo contesto cominciano ad essere emesse le lettere di credito, ovvero un mercante che deve comprare delle merci versa del denaro al mercante-banchiere attivo nella propria città che gli consegna un documento attestante il credito (lettera di credito). Il mercante intraprende il viaggio portando con sé non il denaro, ma la lettera.

Sulla piazza di arrivo si può ritirare il denaro dal corrispondente del mercante-banchiere presentando la lettera di credito oppure può pagare la merce consegnando la lettera di credito al venditore (che poi la incassa su quella piazza o sulla propria piazza). La lettera di credito è il primo strumento che incorpora il potere di acquisto e rappresenta il momento di nascita del sistema bancario.

Dalla moneta-merce alla moneta-segno

Si diffonde l’utilizzo delle lettere di credito che nel commercio internazionale si sostituiscono, come mezzo di pagamento, ai metalli preziosi. I mercanti-banchieri si specializzano in questa attività abbandonando l’attività commerciale originaria e così nascono le grandi famiglie di banchieri medievali. Il meccanismo fiduciario è fondamentale perché occorre aver fiducia nella capacità/volontà del mercante-banchiere di rimborsare il denaro; infatti, svolgono questa attività solo i più importanti mercanti la cui solvibilità è riconosciuta dalla comunità economica. Il mercante-banchiere percepisce un compenso per questa attività.

Avviene un passaggio fondamentale: dalla moneta merce alla moneta segno. La moneta merce è un bene che ha un valore facciale = valore intrinseco. La moneta merce viene sostituita da documenti/titoli/moneta segno che rappresentano la ricchezza. I vantaggi di questo passaggio sono:

  • Riduzione dei costi di trasporto (volume);
  • Riduzione dei rischi (furto, smarrimento).

I mercanti-banchieri raccolgono denaro e emettono lettere di credito che vengono scambiate come moneta. La carta rappresenta un valore slegato dal valore incorporato in essa.

Inizio dell’attività di prestito

I mercanti-banchieri cominciano a fornire un servizio di custodia della ricchezza in questo modo nascono i primi depositi (trasferimento di potere di acquisto nel corso del tempo). Per questa attività percepiscono delle commissioni. I mercanti-banchieri si accorgono che non tutti i depositanti si presentano contemporaneamente a ritirare il denaro, parte di questo denaro rimane inattivo nelle casse dei mercanti-banchieri, quindi cominciano a prestare il denaro raccolto ai re in occasione di guerre, ma anche ad altri mercanti per finanziare operazioni commerciali internazionali ottenendo una remunerazione. È un’attività lucrosa ma si verificano anche dei grossi dissesti (i re non rimborsano i prestiti).

I mercanti-banchieri inizialmente chiedono un compenso per l’attività di deposito (conservazione nel tempo della ricchezza), lo sviluppo dell’attività del credito consente loro di remunerare le somme raccolte (a un tasso inferiore a quello cui prestano denaro) e questo consente loro di attirare denaro da prestare. Sulla scia dei grandi banchieri si diffonde l’attività del credito a usura (soprattutto ebrei perché non possono possedere terra).

Data l’importanza progressivamente assunta da questa attività e gli elevati tassi richiesti, nascono i Monti di Pietà (spesso a opera di istituzioni religiose o delle municipalità) per fare credito a tassi inferiori e contrastare gli usurai, alcuni banchi continuano per molto tempo la propria attività (i Monti di Pietà richiedevano solo un rimborso spese e non gli interessi).

  • 1° operatore finanziario → mercanti-banchieri
  • 2° operatore finanziario → usurai

Vincolo: Gli uomini non possono sfruttare il tempo perché questo è di Dio. I mercanti-banchieri aggiravano il vincolo, mentre gli ebrei non erano sottoposti al vincolo visto che non erano cristiani.

Nascono gli Stati nazionali (1500-1900): la moneta legale

L’emissione di moneta metallica diviene compito dei nuovi Stati nazionali (signoraggio → diritto dello Stato di emettere moneta). Vengono emesse monete con metalli meno nobili (rame) per far fronte agli scambi commerciali quotidiani. In questo modo lo Stato finanzia le proprie spese (guerre, mantenimento della corte). Si tratta comunque di moneta merce – si verifica una divergenza tra valore facciale della moneta (potere di acquisto) e valore intrinseco (valore del metallo di conio).

In origine la carta-moneta (note di banco, banconote) viene emessa dai banchi, nel tempo la funzione di emettere le banconote diventa esclusiva degli Stati: nasce la moneta cartacea con corso legale. In genere è una banca importante dello Stato che emette le banconote (istituti di emissione: Banco di Svezia, Banca d’Inghilterra nel corso del 1600). Spesso sono costituite per far fronte alle ingenti spese belliche a seguito del declino dell’esercito di tipo feudale. Le costose guerre del 1600/1700 sono state finanziate dalla Banca d’Inghilterra che raccoglieva moneta ed emetteva note di banco, e con le monete finanziava lo Stato.

Lo sviluppo della moneta legale

La moneta legale può essere di due tipi:

  • Moneta metallica emessa dalla Zecca;
  • Banconote emesse dall’Istituto di emissione → privato ottiene il diritto di emettere banconote (sono banche autorizzate da parte degli stati). Banca d’Italia è di natura privata.

La moneta legale

1. È accettata come mezzo di pagamento perché la legge le conferisce potere liberatorio; l’effetto giuridico di estinguere i debiti pecuniari (art. 1277 c.c.) e non può essere rifiutata in pagamento dal creditore.

2. Possibilità di convertire in moneta-merce (oro e/o argento) la moneta cartacea.

La banconota doveva essere stimolata, cioè lo Stato aveva interesse che l’Istituto di emissione emettesse banconote quindi doveva stimolare le persone a utilizzare la banconota perciò è stata introdotta la possibilità di conversione (la moneta è già convertita).

Gold standard (sistema aureo)

Durante l’800 si diffonde il gold standard, si tratta di un sistema economico basato sulle banconote. I governi di ogni singolo Paese dovevano fissare il prezzo dell’oro in valuta nazionale (parità aurea). L’istituto di emissione (Banca d’Inghilterra) poteva emettere moneta in relazione alla propria disponibilità di oro, quindi la quantità di banconote in circolazione era strettamente legata alla quantità di oro presente presso le riserve auree (riserve inglesi). Le banconote erano convertibili in oro, al prezzo fissato, in qualsiasi quantità la gente desiderasse scambiarlo (erano convertibili in oro a vista, ciò significa che qualunque persona che aveva una banconota poteva recarsi presso le filiali dell’istituto di emissione e scambiare la banconota (carta) con oro).

I Governi s’impegnavano a seguire una regola che legava la creazione di moneta nazionale alle riserve in oro possedute. A ogni unità di valuta nazionale in circolazione corrispondeva, nei forzieri dello Stato, un ammontare d’oro di corrispondente valore. Non si poteva creare moneta se la banca centrale non aveva nuovo oro a disposizione (solo in forza di una certa quantità di moneta preziosa si poteva emettere moneta cartacea).

L’obiettivo di questo sistema era favorire l’utilizzo delle banconote; si tratta sempre di un meccanismo fiduciario perché bisognava avere fiducia nel fatto che la banca di emissione sia disponibile a cambiare la carta in oro (per mantenere la fiducia è stato individuato il gold standard).

Vantaggi del Gold Standard

  • Stabilità dei cambi tra le diverse valute, è un sistema a cambi fissi. Ogni valuta rispecchia una certa quantità di oro. Tutte le monete sono legate tra di loro perché ognuna esprime una certa quantità di oro.
  • L’offerta di moneta è strettamente legata all’offerta di oro, è molto difficile creare un grande quantitativo di stock di moneta e arrivare a un’alta e persistente inflazione. (1800 → bassa inflazione).

Svantaggi del Gold Standard

Costo di emissione della moneta perché per emettere moneta serve nuovo oro (compagnie minerarie). In un’economia occorre far crescere, parallelamente alla crescita dell'economia, la quantità di moneta che in essa circola. Poiché la base monetaria è formata da oro, emettere nuova moneta significa dedicare una parte della ricchezza prodotta per acquistare l'oro (dalle compagnie minerarie). Se ciò non avvenisse, l'offerta di moneta sarebbe insufficiente a soddisfare le esigenze del mercato creditizio, quindi i tassi di interesse sui prestiti salirebbero (data la scarsità di moneta), con effetto depressivo su consumi e investimenti.

Possibili variazioni dell'offerta di moneta non dipendevano da scelte di chi emette moneta (scelte di politica monetaria), ma dalla produzione di oro. La scoperta di nuove miniere ha come conseguenza aumenti improvvisi di moneta, spesso con effetti inflativi, al contrario quando non venivano scoperte nuove miniere o quando per i più diversi motivi l'oro non poteva giungere nei paesi che lo richiedevano, l'offerta di moneta non poteva adattarsi alle esigenze dell'economia reale, con effetti deflattivi (riduzione dei prezzi).

Deflazione è un progressivo abbassamento dei prezzi dei beni, e.g., prezzo automobile 20.000€, ma c’è una prospettiva di deflazione e quindi il prezzo potrebbe calare a 19.000€. La compriamo ora o a fine anno? A fine anno, il pericolo della deflazione è il rinvio degli acquisti/investimenti. Se gli investimenti vengono rinviati il sistema economico ral...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher imane_enami di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Chiesi Gian Marco.
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