INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA E SVILUPPO ECONOMICO
La struttura finanziaria (operatori,mercati,strumenti) ha sicuramente un ruolo rilevante nello
sviluppo economico di un Paese.
Nel tempo il nesso tra finanza e sviluppo è stato oggetto di studi da parte di economisti e storici
economici che hanno tentato di creare un modello di riferimento per la realtà finanziaria di ciascun
sistema.
STORICI ECONOMICI
• Schumpeter ruolo insostituibile del credito nella realizzazione delle innovazioni,
determinante reale dello sviluppo economico.
• Goldsmith l’evoluzione delle strutture finanziarie avvengono lungo un sentiero che presenta
regolarità statistiche :
Complesso attività finanziarie è cresciuto più rapidamente della ricchezza nazionale
o All’interno attività cresciuta la quota emessa e detenuta dagli intermediari
o Peso all’interno del sistema bancario influenzato da intermediari non bancari
o Sistemi finanziari tendenza ad assumere strutture sempre più articolate e complesse
o
L’analisi di Goldsmith ha permesso di evidenziare in base all’intervento statale i paesi in cui
l’influenza di Stato è modesta a differenza di quelli in cui è stata molto ampia assieme all’
afflusso di capitale estero (Italia, Francia, Germania).
• Gerschenkron teoria dell’arretratezza, più arretrate era lo sviluppo industriale (densità e
diffusione delle capacità imprenditoriali) di un paese più il sistema finanziario e creditizio
hanno assunto un ruolo crescente nello sviluppo. La banca mista avrebbe favorito assieme
all’intervento dello Stato il decollo industriale di diversi Paesi tra cui l’Italia nel periodo
Giolittiano.
• Cameron critica le teorie di Gerschenkron indicando che non esiste un legame tra grado di
arretratezza e struttura del sistema finanziario. Secondo Cameron occorre attribuire
attenzione all’intervento dello Stato e a quello delle banche secondo cui un sistema bancario
può efficacemente contribuire alla formazione del capitale industriale, purchè lo Stato
assicuri un minimo di ordine finanziario e politico. Le banche non sono però sempre
finanziatrici consapevoli delle innovazioni, spesso sono avverse ai rischi per il
finanziamento delle nuove innovazioni.
Queste teorie si sviluppano sostanzialmente attorno al concetto di financial deeping (grado
d’intensità finanziaria) ovvero il complesso delle passività finanziarie in circolazione in un dato
momento e cercano di dimostrare come un’intensificazione virtuosa dei processi finanziari
dovrebbe accompagnarsi ad un aumento dell’efficienza del sistema dovuto da una riduzione :
a) dispersione dei tassi d’interesse, premi al rischio, spread tassi attivi e passivi bancari
b) pratiche di razionamento del credito (credit crunch)
c) transazioni in natura
d) riduzione del costo del capitale
ECONOMISTI teoria monetaria dello sviluppo per cui le attività finanziarie influenzano la crescita
economica
• Classici crescita in stato uniforme, viene trascurata l’esistenza della moneta, del credito e
l’evoluzione delle strutture istituzionali
• Keynes rilevanza della moneta considerata come riserva di valore da cui deriva la
dissociazione fra centri di decisione di risparmio e investimento.
• Tobin l’introduzione della moneta negli schemi di processo di crescita crea un’alternativa
per i risparmiatori rispetto all’accumulazione di beni reali.
• Gurley e Shaw la raccolta di risparmio e l’allocazione del credito diventano il motore del
meccanismo di sviluppo. Assumono dunque rilievo gli intermediari finanziari che
determinano lo sviluppo del sistema economico.
Questa teoria venne criticata in quanto si basa sul perfetto funzionamento dei meccanismi di
concorrenza e il comportamento degli intermediari bancari.
• Schumpeter il credito è il motore esecutivo dello sviluppo economico, il banchiere è l’eforo
dell’economia di scambio. I finanziamenti vengono concessi in base alla capacità futura
dell’impresa di produrre reddito.
• Hilferding il rapporto tra credito bancario e capitale industriale è alla base dell’evoluzione
del capitalismo attraverso cui il capitale di credito concesso dall’intermediario diviene
capitale finanziario che determinano la banca mista che detiene sia credito che
partecipazione nell’impresa.
Finanziarizzazione di un sistema
Elaborati da Goldsmith indicatori di sintesi relativi alla struttura finanziaria di un paese in grado di
illustrare le determinanti dello sviluppo finanziario cioè i mutamenti della struttura in un lasso di
tempo.
FIR = RICCHEZZA FINANZIARIA / RICCHEZZA REALE è costituito dal rapporto fra il
volume complessivo degli strumenti finanziari e la ricchezza a prezzi correnti
ANIR = FLUSSI PASSIVITA’ FINANZIARIE / REDDITO NAZIONALE passività di tutti i
settori istituzionali rapportato al reddito nazionale, è una scomposizione del FIR
FIN = PASSIVITA’ DELLE ISTITUZIONI FINANZIARIE / PASSIVITA’ DEGLI
UTILIZZATORI FINALI può essere calcolato sia con il riferimento agli stock sia alle variazioni.
INTERMEDIARI FINANZIARI
L’esistenza degli intermediari finanziari si ha dalla visione storica dell’esistenza di unità in surplus e
in deficit. Questa teoria non spiega le ragioni della differenziazione e non coglie le specificità delle
tipologie di intermediari ma permette di superare l’impostazione neoclassica di perfezione dei
mercati.
Teoria dei costi di transazione
Si basa sull’esistenza di una imperfezione di mercato relativamente alle caratteristiche degli
strumenti finanziari. L’intermediario assume la figura di asset transformer degli strumenti finanziari
conseguendo economie di scala assicurando il trasferimento delle risorse finanziarie con maggiore
efficacia ed efficienza. Questa teoria spiega i servizi di pagamento, la ripartizione delle transazioni
tra mercati ed intermediari e il livello interno dei costi, non spiega invece l’allocazione del
risparmio e la selezione degli investimenti.
Teoria dell’incertezza
Si basa sull’analisi dei rischi di credito e di mercato per i quali gli intermediari sfruttando le loro
abilità di valutazione e trattamento sono in grado di realizzare la trasformazione necessaria per il
raccordo fra le preferenze degli investitori e detentori di risorse finanziarie. L’intermediario
procede ad una valutazione del rischio, poi ad una gestione attraverso l’immunizzazione,
attenuazione o trasferimento (cartolarizzazione). L’assunzione in proprio dei rischi da parte
dell’intermediario viene differenziata per tipologia di rischi.
Teoria asimmetrie informative
Gli investitori sono svantaggiati rispetto ai richiedenti di risorse finanziarie in quanto non
conoscono fino in fondo i progetti da finanziare. Le asimmetrie possono condurre alla realizzazione
di investimenti di qualità peggiore (adverse selection) e all’assunzione di rischi crescenti in seguito
a comportamenti opportunistici o scorretti da parte dei possessori del fondo (moral hazard). Diventa
quindi necessario l’intervento degli intermediari attraverso il credito di relazione che supera le
asimmetrie informative producendo informazioni riservate o interne. Il rapporto fiduciario tra
intermediario e cliente diviene fondamentale in quanto si vengono a conoscere i dettagli
dell’investimento dell’imprenditore.
Assieme queste tre teorie rappresentano la moderna concezione dell’intermediazione finanziaria.
Il trasferimento delle risorse può dar luogo a :
canale finanziario diretto da cui si costituiscono strumenti finanziari primari
canale finanziario indiretto da cui si costituiscono strumenti finanziari secondari su cui interviene
l’intermediario che realizza la trasformazione delle scadenze e dei rischi
Il sistema finanziario si caratterizza :
- ruolo assunto dai mercati rispetto agli intermediari (sistema orientato al mercato o agli
intermediari)
- ruolo assunto dalle banche rispetto alle altre tipologie d’intermediari
- ampiezza delle opportunità operative riconosciute alle banche.
LE BANCHE E L’INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA
Le banche fra gli intermediari occupano un assoluto rilievo storico e quantitativo, si tratta di
intermediari aventi carattere d’impresa che esercitano in via esclusiva l’attività bancaria ovvero
l’esercizio della raccolta del risparmio e concessione dei prestiti, in aggiunta possono esercitare
altre attività finanziarie.
Sotto il profilo economico la banca :
- è un’impresa, costituita in forma di società di capitali ha quindi come funzione obiettivo il
profitto, i comitati di controllo interno misurano l’efficienza
- dedita professionalmente alla concessione del credito sulla base di un’organizzazione in grado di
processare il credito creando un allocazione efficiente concedendo credito ai soggetti in grado di
produrre reddito
- principalmente con capitali attinti dal mercato a titolo di credito la banca opera con un’elevata
leva finanziaria, raccoglie capitali attraverso depositi, obbligazioni e covered bonds dal mercato.
Queste risorse vengono affiancate da quelle patrimoniali che è il parametro prudenziale sul quale
sono emanate le regole dalle autorità di vigilanza.
- grazie anche all’emissione di propri segni di debito accettati alla stessa stregua della moneta
svolgendo una funzione monetaria che implica una gestione della liquidità, affianca l’autorità
monetaria e aumenta la capacità di attrazione del risparmio.
- che opera collegata in sistema con altre banche che indica la presenza di una regolamentazione
specifica (TUB), di un’autorità di vigilanza posta al vertice, di rapporti interbancari e dell’esistenza
di reti di protezione in caso di crisi.
- e può accedere al credito in ultima istanza presso la banca centrale attraverso il conto di gestione
per fronteggiare eventuali fabbisogni generati dal sistema dei pagamenti.
I servizi di finanziamento e di hedging
I prestiti bancari vengono sempre concessi nell’ambito di un rapporto di fido o affidamento, è
l’impegno assunto dalla banca di mettere una somma di denaro a disposizione del cliente o
assumere o garantire un’obbligazione, sia dell’importo massimo di credito che la banca è
disponibile a concedere in qualsiasi forma tecnica che implica una valutazione del credito.
Il fido è un accordo preliminare ai contratti bancari di prestito con cui il beneficiario può utilizzare
il credito messo a sua disposizione costituendo il presupposto per il prestito.
I prestiti bancari possono essere concessi in svariate forme tecniche e a scadenza determinata o
indeterminata. Attraverso i prestiti che sussistono grazie al fido accordato le imprese ottengono la
copertura del proprio fabbisogno finanziario. Si dividono in :
• Prestiti per cassa operazioni di scambio ad oggetto somme di denaro; - a breve apertura di
credito in c/c, sconto, anticipazione ; - medio/ lungo termine apertura di credito semplice e
mutuo
• Prestiti per firma danno luogo ad un esborso di denaro da parte della banca solo in caso
d’insolvenza da parte dell’impresa beneficiaria che può utilizzare la firma della banca come
garanzia ; - accettazione bancari, avallo e fideiussione
I prestiti bancari possono essere raggruppati in categorie omogenee di rischio :
Crediti in bianco o non garantiti forme di credito rotativo e a utilizzo discrezionale del fido
accordato, soggette a revisioni unilaterali delle condizioni di tasso e revoca da parte della
banca
Operazioni a base controllata con cui l’utilizzo del credito è subordinato alla presentazione
di effetti o documenti rappresentativi di crediti non ancora scaduti
Operazioni a base garantita cioè operazioni solitamente a utilizzo integrale del credito
concesso assistite da garanzie reali per l’importo accordato.
I problemi fondamentali dell’attività di prestito sono valutare la capacità di rimborso del singolo
debitore e realizzare la migliore combinazione possibile di operazioni tenendo conto della relazione
rischio-rendimento di ciascuna.
Valutazione del rischio (selezione prestiti)
La valutazione è un problema di trattamento delle informazioni disponibili e va a costituire il
criterio di valutazione dei fidi adottato da ciascuna banca il quale si effettua :
prima della concessione del prestito, nella selezione della domanda da soddisfare (screening)
durante la vita del prestito, al monitoraggio e controllo costante dello stesso per verificare la
permanenza delle condizioni di merito del credito
Rispetto alla valutazione, assunzione e gestione del rischio vengono elaborate informazioni da parte
della banca attraverso cinque fasi.
1. Risk rating che coincide con la tradizionale istruttoria di fido. Viene riscontrata la veridicità
delle dichiarazioni rese dal richiedente e viene espresso un giudizio qualitativo con
l’assegnazione di un rating che sintetizza il rischio percepito dalla banca. La definizione
delle condizioni di prestito e del tasso praticato devono tenere conto del rischio sopportato,
della redditività attesa sul capitale di rischio (risk costing) e dei costi finanziari e operativi
connessi all’operazione (risk pricing).
2. Risk costing viene approssimato il costo del rischio con il tasso di perdita atteso sulla
specifica operazione attraverso un tasso di perdita medio della classe di rating del creditore e
un rischio inatteso costituito dalla variabilità del tasso.
3. Risk pricing il tasso deve non solo assicurare la copertura delle perdite possibili ma anche i
costi operativi sostenuti e le condizioni praticate dalla concorrenza.
4. Risk monitoring ha l’obiettivo di verificare le modalità di utilizzo del credito e gli esiti
dell’utilizzo dello stesso
5. Il rischio di credito viene gestito a livello di portafoglio attraverso la diversificazione
settoriale e geografica delle operazioni e il frazionamento del rischio.
Le fasi di valutazione servono per la scrematura delle richieste ponendo attenzione alle sole
domande meritevoli, gli elementi per l’ istruttoria di fido sono:
1. Accertamento dei dati e raccolta delle informazioni analisi dei moduli precompilati
attraverso accertamento dei dati consuntivi e delle dichiarazioni rilasciate, analisi della storia
bancaria del cliente (interni) e analisi di eventuali censiti e comunicati affidati dal sistema
(esterni).
2. Analisi qualitative struttura e andamento del settore, caratteristiche generali e politiche di
gestione dell’impresa
3. Analisi quantitativa attraverso analisi di bilanci riclassificati con valutazione economica,
finanziaria e patrimoniale e analisi dei flussi prospettici.
4. Relazione di fido valutazione e sintesi complessiva delle fasi
La relazione passa poi in mano agli organi decisionali che in base al fatto che questa sia positiva o
negativa decideranno l’ammontare e la decisione se concedere o meno il fido al cliente. Possono
essere fornite anche garanzie accessorie ma la vera garanzia è la capacità del beneficiario di
produrre reddito. La banca può ricorrere per la valutazione anche a rating esterni anche se questi
non è detti che siano infallibili e indipendenti.
Costruzione portafoglio (politica dei prestiti)
La gestione del rischio a livello di portafoglio avviene secondo questi criteri di diversificazione :
1) per classi d’importo dei fidi
2) per settori industriali di appartenenza
3) geografica delle operazioni
4) per forme tecniche delle operazioni
Valutazione delle performance bancarie
Equilibrio di gestione avviene attraverso l’analisi :
Reddituale struttura costi e ricavi, risultati economici in grado di garantire stabilità e sviluppo
Finanziario equilibrio di tesoreria, controllo struttura patrimoniale, importanza funzione
intermediazione creditizia e trasformazione delle scadenze
Patrimoniale capitale netto positivo, capitale netto adeguato ai rischi assunti, e criterio di
quantificazione attivo e passivo
Ricavi + Costi = Costi Operativi + Risultato Lordo – Ricavi per Servizi
Costi operativi efficienza operativa attraverso la riduzione del numero di occupati bancari
Risultato Lordo serve alla banca per pagare gli stakeholders, accantonamenti necessari aumenta lo
spread
Ricavi per Servizi incremento ricavi e diminuzione spread servizi venduti accanto all’attività
creditizia che costituiscono operazioni di ingegneria finanziria.
Solvibilità si basa su una grandezza stock ed è un concetto economico
Liquidità si basa su un flusso ed è un concetto finanziario
Il Var (valore a rischio) misura la perdita massima probabile che con un determinato intervallo di
confidenza potrà verificarsi detenendo un certo capitale per un determinato periodo di tempo.
Può essere utilizzato per misurare la redditività dei singoli business con gli indicatori :
- RAROC correzione per il rischio è relativa al credito
- RORAC correzione per il rischio riguarda il capitale allocato
- RARORAC in cui il numeratore e denominatore sono corretti per il rischio
Un secondo utilizzo del Var rigua
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Economia degli intermediari finanziari
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