La banca centrale e la politica monetaria
L'impostazione della politica monetaria può essere ricondotta a due schemi alternativi:
Monetary targeting
In questa situazione la banca centrale annuncia il tasso di crescita dell'aggregato monetario assunto come rilevante; ogni scostamento della crescita effettiva comporta un intervento correttivo da parte della banca centrale, attraverso gli strumenti di intervento di cui essa ha il controllo.
Inflation targeting
In questo caso la banca centrale annuncia un obiettivo programmato di inflazione e compie interventi correttivi ogni volta che l'inflazione effettiva si discosta da quanto stabilito. Obiettivo della banca centrale è la stabilità dei prezzi. Essa controlla l'offerta di moneta mediante uno strumento denominato modello del moltiplicatore della base monetaria. L'offerta di moneta è direttamente proporzionale alla base monetaria e ad un termine che dipende dal coefficiente di liquidità del settore pubblico o delle banche.
La banca centrale europea
La banca centrale europea interviene attraverso due categorie di operazioni:
- Le operazioni di mercato aperto sono caratterizzate da contratti a pronti o a termine in cui la banca acquirente di titoli a pronti, quando vuole aumentare la base monetaria, e diviene venditore quando vuole ridurre la base monetaria disponibile per il sistema bancario.
- Le operazioni su iniziativa delle controparti sono finanziamenti marginali; lo scopo è quello di consentire alle singole banche di risolvere momentaneamente i problemi di carenza o eccesso di base monetaria, senza influenzare in modo significativo il volume complessivo ed evitando così che gli squilibri si traducano in un’eccessiva volatilità dei tassi di interesse.
Ordinamento e vigilanza sul sistema finanziario
Con il termine ordinamento si intende l’insieme organico e complessivo delle norme che disciplinano le attività e le istituzioni dell’intermediazione finanziaria. L’intermediazione finanziaria viene disciplinata per segmenti, ad ognuno dei quali corrisponde di fatto un ordinamento specifico. L’obiettivo politico-istituzionale dell’Unione Europea, consiste nella creazione di un ambito amministrativo in cui sia consentita e sia possibile la libera circolazione delle persone, dell’informazione, dei capitali, delle merci e dei servizi.
Armonizzazione minima
L’azione comunitaria si è proposta l’obiettivo prioritario e preliminare di realizzare un livello sufficiente di armonizzazione minima fra gli ordinamenti vigenti negli stati membri. L’armonizzazione minima è la condizione necessaria affinché gli ordinamenti nazionali possano condividere i principi di libertà di prestazioni di servizio e di libertà di stabilimento di ogni intermediario finanziario autorizzato ad operare sul territorio comunitario.
Strumenti di vigilanza
- Vigilanza strutturale: ha come campo di intervento la struttura del mercato; determina la configurazione del mercato più idonea a produrre la migliore combinazione possibile tra diversificazione e mix produttivo dei singoli intermediari e il grado di soddisfazione più elevato per gli utilizzatori dei servizi finanziari; essa si propone di regolare la struttura dell’offerta in un determinato mercato, con lo scopo di disegnare una configurazione che massimizza la dialettica competitiva.
- Vigilanza prudenziale: riguarda gli strumenti che assumono la forma di criteri gestionali ai quali gli intermediari devono attenersi e che sono finalizzati al controllo e alla delimitazione dei rischi; essa evita di condizionare direttamente il mercato.
- Vigilanza informativa: riguarda un ambito che comprende tutti gli strumenti di comunicazione e informazione di vario livello; possono contribuire a ridurre le asimmetrie informative tipiche dell’attività finanziaria; il risultato finale si colloca nell’area della trasparenza e della correttezza per il mercato e per gli organismi di controllo; trasparenza e correttezza sono assunte come condizione base per lo sviluppo di un sistema di rapporti contrattuali.
- Vigilanza protettiva: fa riferimento a strumenti di vigilanza applicati con finalità di gestione nelle situazioni di crisi degli intermediari; l’esigenza primaria è quella di sostenere il principio fondamentale della tutela del risparmiatore.
Funzione obiettivo dell’investitore
Il rendimento dell’attività finanziaria può essere considerato come l’approssimazione del risultato economico dell’operazione. Mediante il processo di attualizzazione, il rendimento dell’attività finanziaria, al lordo degli oneri fiscali e dei costi di transazione, esprime la valutazione della convenienza economica. La determinazione del rendimento consente un immediato confronto tra differenti investimenti in attività finanziarie. Tali valutazioni vanno considerate congiuntamente al concetto di rischio, che esprime l’impossibilità di prevedere con certezza il risultato di una determinata operazione. Tra rischi e rendimento esistono delle relazioni ovvero delle combinazioni di rendimento-rischio.
L’investitore è disposto ad accettare combinazioni crescenti di rendimento-rischio. Il rischio deve essere remunerato, pertanto l’investitore razionale acquista un’attività finanziaria rischiosa soltanto se il suo rendimento atteso è remunerativo rispetto al rischio stimato. Tra due attività finanziarie col medesimo rischio, l’investitore preferisce quella con il rendimento atteso più alto. La curva di indifferenza consente di determinare l’adeguatezza del premio al rischio; la curva riunisce geometricamente le combinazioni rendimento-rischio intersostituibili, ovvero rispetto alle quali il soggetto è indifferente; ogni singolo investitore presenta delle differenti curve d’indifferenza.
Funzione obiettivo dei prenditori di fondi
Le variabili che intervengono nel processo decisionale sono relative al costo-rischio. Il costo è determinato da tutti quegli elementi che concorrono alla sua formazione, compresi gli oneri fiscali e di transazione. È un processo di attualizzazione che riconduce tutti i flussi di cassa generati dal finanziamento, determinando il tasso interno dell’operazione. I rischi sono inerenti a tutte quelle variabili che possono derivare dai contratti o dalle leggi che naturalmente si collegano alla realtà finanziaria. Il prenditore di fondi ha l’obiettivo di minimizzare il costo del finanziamento assumendo vincoli determinati da differenti soglie di rischio.
Tra il costo e la stabilità-controllabilità, esiste una relazione inversa, che permette ai prenditori di fondi di utilizzare forme di finanziamento maggiormente protette rispetto ai rischi, ma in cambio del pagamento di un maggior premio.
Le funzioni e le caratteristiche degli strumenti finanziari
Lo scambio diviene possibile se esiste la certezza di definire i diritti e i doveri di entrambe le parti contraenti, in modo che le rispettive funzioni obiettivo trovino contestualmente soddisfazione. La diversificazione degli strumenti costituisce una condizione fondamentale affinché possano ampliarsi le opportunità di scambio fra i soggetti che domandano e che offrono fondi. In presenza di strumenti finanziari apparentemente diversificati e specializzati, aumentano le probabilità che le preferenze degli investitori e dei prenditori di fondi trovino contemporaneamente soddisfazione. L’efficienza organizzativa dei mercati, la funzionalità e l’efficienza del sistema giuridico e il progresso tecnico, sono favoriti e accelerati dagli intermediari finanziari, la cui attività consiste nella produzione di strumenti finanziari mirati a soddisfare le preferenze degli attori economici, che in genere non si trovano ad effettuare scambi diretti.
Caratteristiche degli strumenti finanziari
- Trasferibilità: consente la circolazione degli strumenti finanziari successivamente alla loro emissione, permettendo così l’ingresso sul mercato secondario e quindi la possibilità di negoziazione concreta; questa caratteristica è favorita dalla standardizzazione o dalla divisibilità: tanto più standardizzato uno strumento finanziario è, tanto inferiore sono le sue complessità e il connesso costo per l’investitore.
- Negoziabilità: è un requisito necessario per definire la liquidità di uno strumento finanziario, intesa come convertibilità in moneta; tale convertibilità è tanto più reale, quanto minore è il costo di ricerca sostenuto dalla controparte; la liquidità dipende dalla duration (un titolo di credito è tanto più liquido quanto più prossima è la sua scadenza contrattuale).
- Capacità monetaria: è definita come capacità-idoneità, di un certo strumento finanziario, ad essere usato come mezzo di pagamento o essere direttamente convertito in moneta, presentando costi, rischi e tempi nulli.
L'innovazione finanziaria
Vi sono forme di innovazione debole (rappresentate dall’evoluzione e dal cambiamento degli strumenti già esistenti) e forme di innovazione forti (costituite dall’invenzione di strumenti sostanzialmente diversi da quelli in uso). Il processo di innovazione è endogeno rispetto ai mercati finanziari, in quanto esso è attivato sia dai soggetti che sono direttamente interessati allo scambio, sia dai soggetti istituzionali che contribuiscono ad organizzare gli scambi all’interno dei mercati. La regolamentazione pone un insieme di vincoli all’operatività degli strumenti finanziari. Il progresso informatico si propone come una continua opportunità di cambiamento e di innovazione; l’evoluzione dei mercati è causa dell’innovazione e si caratterizza per due profili fondamentali: la globalizzazione e la maggiore volatilità dei prezzi e dei tassi. Chi possiede capacità innovativa, dispone di un significativo vantaggio competitivo.
Classificazioni, funzioni e struttura dei mercati
I mercati finanziari si possono classificare in base a diversi profili:
Mercati creditizi e mercati mobiliari
Il fattore distintivo è rappresentato dalla natura degli strumenti negoziati ed in particolare dalla presenza o meno di requisiti di trasferibilità e negoziabilità:
- Nei mercati creditizi, il rapporto tra le controparti è fortemente personalizzato, trattandosi di rapporti che vengono definiti su base bilaterale e destinati a prolungarsi per tutta la durata contrattuale.
- Nei mercati mobiliari, la posizione dell’investitore è instabile per definizione e il rapporto con l’emittente è più impersonale.
Mercati monetari e mercati di capitali
Fanno riferimento alla durata degli strumenti finanziari:
- Il mercato monetario ha per oggetto strumenti finanziari a breve termine, dove prevale la funzione di gestione della liquidità degli operatori.
- Il mercato dei capitali ha per oggetto strumenti a medio e lungo termine, alimentando i circuiti finanziari che fanno fronte al fabbisogno di investimenti e comunque ad impieghi che hanno un ciclo economico di rientro non breve.
Mercati cash e derivati
- I mercati cash sono quelli il cui oggetto di negoziazione è rappresentato dagli strumenti base e in cui le transazioni prevedono lo scambio tra titoli e denaro.
- I mercati derivati hanno per oggetto contratti che derivano dagli strumenti base nel senso che presuppongono la circolazione e la negoziazione degli strumenti stessi.
Mercati primari e secondari
Il mercato primario è rappresentato dagli scambi in fase di emissione dei titoli, quindi tra emittente e primo investitore; il mercato secondario è costituito dalla negoziazione che ha per oggetto i titoli mobiliari in circolazione.
Mercati al dettaglio e all’ingrosso
La cui classificazione fa riferimento al taglio delle transazioni che avvengono sul mercato.
Mercati d’asta e market making
- Nel mercato d’asta, il pricing è il risultato di un processo in cui i flussi di acquisto e vendita vengono incrociati sulla base del prezzo e del tempo. I prezzi negoziati si muovono al rialzo o al ribasso in funzione del prevalere di ordini di acquisto.
- Nel market making, l’organizzatore del mercato prevede la presenza di intermediari finanziari che operano come dealer; questi espongono le proposte di prezzo e le quantità a cui sono disposti a comprare o a vendere.
I mercati regolamentati
Un mercato regolamentato tende necessariamente verso criteri di uniformità organizzativa e di standardizzazione degli strumenti oggetto di scambio; questi criteri favoriscono lo sviluppo del mercato rendendo più semplice e trasparente ogni affare.
Mercati over the counter
Rispondono alla richiesta di strumenti finanziari con un alto grado di personalizzazione, cioè strumenti realizzati di volta in volta sulle specifiche esigenze delle parti contraenti.
Mercati privati e pubblici
- Nei mercati privati, si prevede un’organizzazione del tipo mercato-impresa, operante secondo una logica di stretta economicità e con l’obiettivo di ricavare un proprio spazio di operatività in concorrenza con altri mercati.
- Nei mercati pubblici, in cui nascono autorità pubbliche, è forte la presenza istituzionale e sono sottoposti ai rigidi controlli degli organi preposti dal sistema.
Funzioni e struttura
Le funzioni si caratterizzano come mezzo per il trasferimento delle risorse all’interno dell’economia, tra unità in surplus e unità in deficit e come mezzo per la redistribuzione del rischio tra datori di fondi e investitori. La combinazione trasferimento-redistribuzione dà luogo alla principale funzione economica dei mercati finanziari, cioè quella di contribuire all’efficiente allocazione delle risorse finanziarie ai fini della formazione del capitale produttivo. La struttura del mercato mobiliare si articola su tre componenti principali: soggetti, strumenti e procedure.
Il mercato monetario è rappresentato dall’insieme delle transazioni sui titoli a breve scadenza, cui sono interessati operatori che necessitano di temporanee operazioni di investimento e di finanziamento. Le operazioni devono essere rapide in termini di tempo di attivazione e conclusione. La presenza di un mercato monetario efficiente, permette di ridurre al minimo il costo-opportunità della detenzione di riserve di liquidità. I titoli devono presentare alcune caratteristiche: breve scadenza nominale, alta negoziabilità sul mercato secondario e impersonalità nei rapporti tra emittente e sottoscrittore.
Il mercato dei cambi è rappresentato dalla disponibilità in valuta estera, dove agiscono gli operatori per i quali tale valuta rappresenta un veicolo finalizzato alla conclusione di iniziative di diversa natura. Esistono anche operatori speculatori i quali esprimono aspettative sull’andamento futuro dei tassi di cambio. Per quanto riguarda l’organizzazione, il mercato dei cambi non è fisico e quindi utilizza i mezzi informatici moderni e in continuo sviluppo.
Il mercato degli strumenti derivati: sono detti derivati in quanto il prezzo di tali strumenti dipende dalla quotazione dell’attività sottostante, oltre che dalle aspettative circa l’andamento futuro di un insieme di variabili finanziarie e non. I derivati rappresentano un migliore investimento, dato che possono essere visti come opportunità di investimento autonomo e originale. Tali strumenti arricchiscono la gamma delle alternative a disposizione degli operatori, accrescendo lo spessore del mercato e allargando il ventaglio di combinazioni rischio-rendimento disponibili. Lo spread tra i prezzi dei contratti a termine e i prezzi dei mercati a pronti, fornisce ai possessori di attività reali un utile parametro di riferimento, finalizzato alla valutazione dell’opportunità e del costo relativo al mantenimento dell’attività oggetto del contratto.
L’efficienza dei mercati finanziari
- Efficienza allocativa: al mercato finanziario viene attribuita la funzione primaria di garante dell’efficienza allocativa delle risorse; per definire efficiente l’allocazione delle risorse è necessario che la produttività marginale del capitale sia la medesima per tutte le forme di impiego selezionato.
- Efficienza informativa: permette di definire un mercato efficiente in termini statici se i prezzi riflettono tutta l’informazione disponibile e non è possibile ottenere un beneficio economico maggiore facendo leva su di esse e gli operatori agiscono razionalmente in modo da massimizzare la propria funzione di utilità.
- Efficienza operativa.
Finanziamenti a medio e lungo termine
Mutuo
Il contratto di mutuo è uno strumento finanziario con il quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di denaro o di cose fungibili e l’altra si obbliga a restituire altrettanto cose della stessa specie. Si tratta di un prestito a medio-lungo termine erogato dalla banca in un’unica soluzione, in cambio del quale il mutuatario è obbligato a corrispondere una successione di versamenti periodici. Le rate sono destinate al pagamento degli interessi e al rimborso del capitale prestato, secondo un piano di ammortamento definito al momento della stipulazione del contratto.
Ammortamento francese
Rappresenta la forma di piano di rimborso utilizzata con maggiore frequenza dalle banche nella concessione di prestiti a medio-lungo termine. L’elemento distintivo è costituito dal versamento da parte del debitore di rate posticipate periodiche, costanti per tutta la durata del finanziamento. Dato che le rate sono costanti, è chiaro che le quote capitali devono essere via via crescenti e le quote interessi decrescenti. La somma del capitale concesso in prestito è uguale alla sommatoria delle rate costanti attualizzate, pagate dal debitore in ogni periodo.
Ammortamento italiano
Le rate hanno una quota capitale costante e una quota interessi decrescente. Sono quindi nel complesso delle rate decrescenti. La quota capitale è facilmente calcolabile in quanto basta dividere l’importo ricevuto per la durata del prestito.
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Economia degli intermediari finanziari
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