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Azienda di produzione e azienda di erogazione. Si chiariscano le differenze fondamentali fornendo utili

esemplificazioni.

Le aziende di produzione hanno lo scopo di realizzare scambi con terze economie. L’oggetto dello

scambio sono i beni o i servizi, in cambio dei quali l’impresa riceve un compenso. I beni o i servizi

scambiati soddisfano i bisogni degli aquirenti. Pertanto le aziende di produzione soddisfano

indirettamente i bisogni umani, prevalgono i processi produttivi. Hanno lo scopo lucrativo, cioe

sostengono dei costi per avviare il processo di produzione e collocare i beni o servizi sul mercato dai

quali ottiene dei ricavi e quindi un utile. Le imprese si dividono in aziende di produzione dirette, quelle

che attuano un processo di trasformazione per ottenere dei beni e dei servizi da collocare sul mercato.

Indirette che non avviano un processo di trasformazione ma accrescono l’utilita dei beni preesistenti,

come le aziende bancarie e assicurative.

Le aziende di erogazione sono quelle che hanno come scopo il diretto soddisfacimento dei bisogni

umani. In queste aziende prevalgono processi di consumo. Le aziende di produzione impiegano i ricavi

per acquistare dei beni. Le principali aziende di erogazione sono famiglia, stato, comuni, regioni,

associazioni, fondazioni.

Capitale a titolo di debito e a titolo di pieno rischio per il finanziamento del fabbisogno finanziario di

impresa: Definizione e caratteristiche distintive

La gestione finanziari e l’insieme delle operazioni volte a coprire il fabbisogno finanziario, ossia il

fabbisogno di mezzi

monetari necessari per avviare l’impresa e per garantirne lo sviluppo. Il fabbisogno finanziario nasce

perché di regola nelle imprese gli incassi derivanti dalle vendite si manifestano successivamente ai

pagamenti derivati dagli acquisti.

Il fabbisogno finanziario si copre ricorrendo a: capitale proprio (capitale di rischio ottenuto facendo

ricorso a negoziazioni di capitale proprio) o capitale di terzi o di prestito (facendo ricorso alle

negoziazioni di capitale di prestito). La configurazione dell’assetto istituzionale gioca un ruolo decisivo

in queste negoziazioni e, viceversa, le negoziazioni posso influire fortemente sull’assetto istituzionale.

Capitale proprio È capitale di pieno rischio, nel senso che può essere intaccato dalle perdite di

gestione. Non è soggetto ad interessi.

Fattori produttivi a fecondità semplice ea fecondità ripetuta. Si discutano, fornendo opportuni esempi,

la distinzione e le diverse modalità di reintegro reddituale e finanziario.

Semplice sono quei fattori che partecipano una sola volta al processo di produzione e perdono la loro

qualita fisica tecnica in un unico ciclo produttivo. Sono dei costi che si trasformano in ricavi in un ciclo

di produzione come le materie prime e le merci. Ripetuta sono quei fattori che partecipano piu volte al

processo di produzione e perdono la loro qualita fisica tecnica nel tempo. Sono dei costi che si

trasformano in ricavi nel tempo, come gli impianti, le attrezzature, gli immobili, terreni, brevetti,

licenze. Si dividono in fattori produttivi a fecondita ripetuta materiale (immobili) e immateriali (oneri

pluriennali, beni immateriali).

I ratei passivi finali: definizione, modalità di determinazione e motivazioni della loro contabilizzazione

nel conto economico e nello stato patrimoniale .

Ratei passivi derivano da operazioni comuni a due periodi consecutivi e rappresentano una quota di

costi comuni a questi due esercizi. Rappresentano presunte uscite future e la rilevazione contabile

avviene in via posticipata. Misurano quote di costi di competenza dell’esercizio in chiusura ma che sono

liquidati nell’es successivo. In avere, CE dare, SP avere (elemento passivo).

I ratei attivi finali: definizione, modalità di determinazione e motivazioni della loro contabilizzazione nel

conto economico e nello stato patrimoniale .

Ratei attivi derivano da operazioni comuni a due periodi consecutivi e rappresentano una quota di

ricavi comuni a questi due esercizi. Rappresentano presunte entrate future e la rilevazione contabile

avviene in via posticipata. Misurano quote di entrate di competenza dell’esercizio in chiusura ma che

sono liquidati nell’es successivo. In dare, CE avere, SP dare (elemento attivo).

I risconti attivi finali: definizione, modalità di determinazione e motivazioni della loro contabilizzazione

nel conto economico e nello stato patrimoniale.

Risconto attivo deriva da operazioni comuni a due periodi consecutivi e rappresenta una quota di costo

non ancora maturata, ma che gia ha avuto la sua manifestazione finanziaria. Si conseguono dei ricavi

in questo esercizio nonostante siano di competenza dell’esercizio successivo, in tutto o in parte. I ricavi

anticipati sono da stornare in parte, in quanto parzialmente di competenza dell’es successivo. Avere,

CE dare, SP avere

I risconti passivi finali: definizione, modalità di determinazione e motivazioni della loro contabilizzazione

nel conto economico e nello stato patrimoniale.

Risconto attivo deriva da operazioni comuni a due periodi consecutivi e rappresenta una quota di ricavo

non ancora maturata, ma che gia ha avuto la sua manifestazione finanziaria. Si sostengono dei costi in

questo esercizio nonostante siano di competenza dell’esercizio successivo, in tutto o in parte. I costi

anticipati sono da stornare in parte, in quanto parzialmente di competenza dell’es successivo. Dare, CE

avere, SP dare

Concetto e ruolo delle coordinazioni parziali aziendali nell’ambito del sistema delle combinazioni

aziendali

Le combinazioni economiche sono le operazioni economiche svolte dalle persone in un istituto, cioè la

combinazione dei beni economici (trasformazione di beni economici in altri beni economici). Le

coordinazioni parziali: sono insiemi di processi caratterizzati da una funzione, e da un insieme di

competenze specialistiche applicate al loro svolgimento. (dette anche funzioni). Le coordinazioni

parziali delle imprese sono riconducibili alla Configurazione dell’Assetto Istituzionale, all’Organizzazione

ed alla Rilevazione, alla Gestione – suddivisa in caratteristica, finanziaria, patrimoniale, tributaria ed

assicurativa:

Configurazione dell’assetto istituzionale: determina il disegno complessivo secondo il quale

l’impresa nasce, si trasforma e si svolge

Gestione: sono le operazioni attraverso le quali l’impresa attua direttamente la produzione economica

raccogliendo capitali acquistando i macchinari e le materia prime, fabbricando e vendendo i prodotti.

Gestione Caratteristica: funzione ricerca e sviluppo, funzione approvvigionamenti, funzione

fabbricazione, funzione commercializzazione, funzione logistica. Gestione Finanziaria:funzione gestione

del capitale proprio, funzione gestione del capitale dei terzi.Gestione Patrimoniale. Gestione Tributaria.

Gestione Assicurativa.

Organizzazione: disegnare la struttura dell’impresa, assegna i compiti e le responsabilità alle persone

e gestisce i sistemi di ricompensa e di sviluppo delle persone.

Rilevazione:Raccolta e diffusione di dati ed informazioni necessari per prendere delle buone decisioni.

Il concetto di specializzazione economica. Vantaggi e svantaggi

Vantaggi: le attività si svolgono più efficientemente, più rapidamente, qualità migliore. I vantaggi si

chiamano in chiave economica “economie di specializzazione” e derivano da:

I processi di apprendimento che traggono beneficio dalla ripetizione di una medesima attività: sviluppo

di destrezza fisica, la scoperta e l’invenzione di modalità più efficienti o efficaci per lo svolgimento

dell’attività, la costruzione di un repertorio di situazioni problematiche e delle relative soluzioni, con un

risparmio di tempo ed energia per le decisioni.

I limiti e le non uniformi distribuzioni delle competenze individuali, 2 situazioni: 1-suddividere le fasi in

più operazioni semplici, facendo acquisire al personale piena padronanza dell’operazione 2-

differenziale il personale adattando le inclinazioni personali alla specifica operazione.

la differenziazione degli orientamenti tecnici e manageriali (migliore raggiungimento degli obiettivi

prefissati focalizzandoli nel personale),

i costi di apprestamento e di passaggio tra le fasi, o di setting (se la persona deve passare da una fase

all’altra perde la mano, e impiega del tempo prezioso per abituarsi alla nuova attività).

Differenti performance tecniche degli impianti e delle attrezzature: decidere quali attrezzature sono

generiche e quali specifiche (una sola operazione di alta efficienza e precisione)

L’identificazione e la motivazione al lavoro: una persona molto specificata tende a identificarsi con la

sua attività e ha un senso di padronanza della situazione, una sensazione di insostituibilità e qualità dei

risultati maggiori, soddisfacimento della stima personale ma una forte specializzazione può portare

anche a mansioni povere e demotivanti.

Svantaggi: “diseconomie di specializzazione”:

i costi elevati di coordinamento (più specializzazione c’è, maggiore sono le fasi da coordinare, con

tensioni e conflitti, e rischio di difetti nello svolgimento di una piccola fase)

la demotivazione di coloro che svolgono sempre la stessa identica attività e quindi non soddisfano i

bisogni di realizzazione e stima.

i costi di rigidità e gli investimenti specifici (impianti che svolgono una singola attività sono rigidi e i

tempi e i costi di cambiamento possono essere molto alti).

Il concetto di strategia aziendale e il vantaggio competitivo

La pianificazione strategica e il processo attraverso il quale vengono definiti obiettivi, le politiche e gli

assetti delle combinazioni economiche dell’azienda. La strategia d’impresa si divide in due

elementi:l’orientamento strategico di fondo dell’impresa, gli indirizzi strategici in cui si concretizza. Il

primo consiste nello stabilire che cosa l’azienda deve fare, il perche e il come. Il secondo riguarda le

decisioni strategiche a livello finanziario, tecnologico, marketing ecc. il vantaggio competitivo e

l’insieme degli elementi che distinguono il sistema di prodotto di una determinata azienda da quello dei

concorrenti. Si articola in: vantaggio di differenziazione e vantaggio di costo. il primo consiste

nell’offerta di un sistema di prodotto diverso da quello della concorrenza(o migliore) in uno o piu

aspetti. Il secondo si ha quando grazie ad un livello inferiore di costi di produzione e di distribuzione, il

sistema prodotto e ottenuto con costi unitari bassi e che permettono di offrirlo ai clienti ad un prezzo

piu basso di quello dei concorrenti.

Il fabbisogno finanziario aziendale. Definizione e prospettive di analisi.

La gestione finanziaria e l’attivita volta a coprire il fabbisogno finanziario dell’impresa ossia il

fabbisogno dei mezzi monetari per avviare l’impresa e per sostenere lo sviluppo. Il fabbisogno finanz

deriva dal fatto che di norma le imprese devono sostenere i costi ed effettuare i pagamenti prima di

poter vendere i prodotti e quindi conseguire i relativi ricavi. Il fabbisogno finanz di un’impresa puo

essere coperto ricorrendo a due fonti: 1-capitale proprio o di rischio.2-capitale di prestito. Da qui

nascono le negoziazioni di capitale proprio e le negoz di capitale di prestito. Le prime consistono in

conferimenti di capitali apportati nell’impresa come mezzi monetari dai quali ci si aspetta una

remunerazione correlata ai risultati reddituali dell’impresa. Le negoz di capitali di prestito hanno per

oggetto l’acquisizione di mezzi monetari destinati alla copertura dei fabbisogni finanaziari delle

aziende. Il capitale di prestito deve essere rimborsato entro i tempi prestabiliti e con i tassi di interesse

passivi.

Il ruolo della specializzazione in economia.

Il fenomeno delle economie di specializzazione ha effetti fortissimi sui volumi convenienti di

produzione dei beni e sulle dimensioni convenienti degli istituti che producono i beni (specializzare

vuol dire aumentare i nuclei operativi per aumentare l’efficienza delle singole fasi...inevitabilmente,

quindi l’azienda dovrà crescere in conseguenza di una maggiore specializzazione così come anche

la sua capacità produttiva...la specializzazione conviene dunque a dipendenza del volume di

produzione che si vuole raggiungere. Nei casi

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ellen92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Zambon Stefano.
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