Università degli Studi di Udine Anno Accademico 2020/2021
Appunti delle lezioni di Economia Aziendale
Lorenzo Della Savia
Centralità delle persone
Comportamento quando produciamo e consumiamo beni → Centralità delle persone
Nelle sue azioni quotidiane, l'uomo ha dei bisogni da soddisfare, il che si esplica attraverso produzione e consumo di beni economici. Questo sia per le piccole che le grandi cose.
Attività economica e bisogni
Attività economica → Ciclica (necessità e ulteriori necessità collegate a quella)
Si rende quindi necessario elaborare teorie che studiano questi bisogni, anche con l'aiuto delle scienze umane (sociologia e psicologia).
Bisogni naturali e sociali
Essenziali:
- Alimentazione
- Sicurezza per sussistenza
Voluttuari:
- Trattamenti
- Informazione, giustizia
I bisogni si pongono in ordine di priorità al variare dei redditi. Nuovi bisogni e nuovi beni si originano dal soddisfacimento dei bisogni precedenti → Dinamica dei bisogni.
Teoria dei bisogni di Abraham Maslow
Gerarchia dei bisogni, si va a piramide dal basso all'alto: Fisiologia – Sicurezza – Appartenenza – (Auto)stima – Autorealizzazione – Trascendenza. L'individuo esprime e soddisfa esigenze di tipo superiore una volta che realizza i bisogni primari.
Classificazioni dei beni
Economici/Non Economici: In base se sono o meno soggetti al limite di scarsezza. Lo sono la maggior parte dei beni eccetto alcuni beni soprattutto naturali (es.: aria).
Primari/Voluttuari: In base se soddisfano beni primari o secondari (voluttuari).
Differenziabili/Non differenziabili: In base se le imprese possono produrli con caratteristiche particolari diverse da quelle delle imprese concorrenti (es. differenziabili: petrolio, legno). Sono di più i non differenziabili.
Di Consumo/Strumentali: In base se vengono consumati come sono o se servono per produrre altri beni. Ulteriore distinzione: utilizzo singolo e beni durevoli.
Consumo Individuale/Collettivo: In base se l'atto del consumo sia per un solo consumatore o per una platea di consumatori.
Pubblici/Privati: In base se è prodotto da istituzioni pubbliche o da altri enti tra cui aziende o enti no-profit.
Criticità nella correlazione tra bisogni e beni economici
I beni economici soddisfano bisogni, ma, come si è visto, sono scarsi, perché limitati: possono anche non esserci perché ancora da allestire o perché sono disponibili altrove e vanno pertanto rinegoziati. È da qui che nasce l'attività economica.
Operazioni economiche
L'attività economica si sviluppa intorno a tre complessi di operazioni:
- Operazioni di trasformazione tecnica →
- Operazioni di negoziazione →
- Operazioni di configurazione dell'assetto istituzionale.
Operazioni di trasformazione tecnica
Processo, per esempio, di fabbricazione. Trasformazione fisica da materie prime a prodotto finito. Anche trasformazione spaziale: trasferire una cosa da un posto all'altro, senza alterarne le caratteristiche. Trasformazione logica è, per esempio, l'attività bancaria con le sue operazioni (es.: prestito).
Operazioni di negoziazione
Operazioni in cui creiamo e concretizziamo lo scambio del bene da un soggetto a un altro. Scambiati a fronte di transazioni monetarie. Scambi molto semplici ma anche molto complessi. Definiscono i mercati.
Operazioni di configurazione dell'assetto istituzionale
Attività interna che riguarda il governo degli istituti che producono e che consumano. Organizzazione e gestione del personale. Rilevazione dati e informazioni.
Operazioni di trasformazione tecnica nelle imprese
- Imprese manifatturiere: Lavorazione di materie prime e di consumo, trattate grazie a impianti e lavoro delle persone (assemblaggio, conservazione, trasporto prodotti finiti).
- Imprese commerciali: Trasporto, immagazzinamento, confezionamento dei beni oggetto di negozio; allestimento e mantenimento dei magazzini.
- Credito e assicurazione: Operazioni di trasformazione logica. Registrazione di posizioni creditorie e debitorie, pagamento premi, ecc..
- Famiglie: Trasporto, lavorazione e conservazione di alimentari, capi d'abbigliamento, abitazioni mobili. Anche attività casalinghe.
Operazioni di negoziazione
- Di beni privati: Scambi per l'effetto della vendita o contratti simili.
- Di mezzi monetari: Capitali di prestito, capitali di rischio.
- Di copertura di rischi: Contratti di assicurazione.
- Di lavoro: Lavoro dipendente, autonomo, prestato dall'imprenditore.
- Di beni pubblici: Erogati dallo Stato e garantiti dal versamento dei tributi.
Tipi di produzione nelle imprese
Le imprese svolgono tre tipi di produzione:
- Produzione economica: È un mezzo dell'impresa e riguarda tutte le imprese.
- Produzione di beni: È un mezzo dell'impresa e non riguarda tutte le imprese (soprattutto riguarda quelle manifatturiere). Altre producono servizi.
- Produzione di redditi: È il fine dell'impresa. Consiste nella remunerazione di chi ci lavora dentro (es.: lavoratori dipendenti).
Condizioni/Fattori di produzione
Come producono le imprese?
- Materie prime, componenti
- Immobili, impianti, macchinari
- Lavoro operativo/direttivo
- Terra (nel caso di lavori agricoli)
- Beni pubblici
- Beni liberi
Sono fattori che determinano le combinazioni produttive delle imprese. Riassumibili in forma ancora più sintetica come: 1) Lavoro; 2) Capitale risparmio. Lavoro è indispensabile in qualunque attività in qualunque forma. Il capitale risparmio è conferito all'impresa a titolo di rischio. È denominato capitale proprio dell'impresa e fa sorgere su chi lo ha conferito il diritto alla remunerazione.
Homo oeconomicus vs. persona umana
"Homo oeconomicus": Individui che si percepiscono come singoli e isolati. Razionalità motivata solo dall'utilità. Incremento di redditi e ricchezza. Interessi egoistici.
Persona umana: Membri di gruppi che vivono in società di uomini. Razionalità limitata, attività varie non tutte afferenti il reddito. Ideali di progresso. Meno intelligente dell'"homo oeconomicus" ma anche meno avida.
"Homo oeconomicus" non è un uomo realmente esistente, è più un'astrazione. Queste due sono ipotesi sull'atteggiamento delle persone di fronte al sistema economico. Astrazione derivante da necessità meccanicistica di equiparare l'economia a una scienza esatta.
Comunque sia, però, il principio-guida delle persone è quello che tende a massimizzare il benessere individuale. Comportamento previdente e coerente nel tempo = razionale. Le azioni sono vincolate da vincoli di tempo, memoria, capacità di analisi, reddito, disponibilità/indisponibilità del bene oggetto di interesse.
Altre caratteristiche:
- Capitale della persona (gusti personali, esperienze individuali)
- Capitale della società (comportamenti, scelte e gusti delle altre persone del contesto sociale di un altro individuo)
Questi ultimi due fattori incidono particolarmente nelle economie evolute.
Razionalità assoluta e razionalità limitata
Razionalità assoluta: Visione per cui l'uomo, nella vita economica, sia in grado di prevedere e controllare tutte le possibili variabili nel processo. Conosce problema e obiettivo. Dispone immediatamente di tutte le informazioni e le alternative. Decide da solo e per il meglio.
Razionalità limitata: La razionalità assoluta non esiste, o, se esiste, è esercitabile solo in pochissime occasioni. Si suppone che l'individuo non conosca in realtà tutti gli aspetti e le variabili del processo. Parte da un problema, esamina delle prime soluzioni; poi, spesso, aggiusta le attese; esamina ulteriori soluzioni; valuta di conseguenza la più soddisfacente (e non necessariamente la migliore, anche per questione di reddito o di tempo).
Spesso le persone agiscono come aggregati. Interazioni in forme occasionali o stabili. Il comportamento delle persone inserite in società umane è influenzato dal senso di appartenenza a quella società. Ognuno esercita un ruolo, definito come sistema di aspettative che convergono su una certa persona. L'equilibrio del gruppo sociale si ha quando tutti i ruoli sono coerenti e complementari. Tensioni e conflitti se sono incoerenti e non complementari.
Inclusione parziale e processi decisionali collettivi
Molti individui fanno parte di una pluralità di gruppi sociali e società umane. Conseguenze: comportamento di ciascuno influenzato da più sistemi di aspettative nello stesso tempo. Tensioni possono nascere da incoerenze e incompatibilità tra diversi ruoli in gruppi diversi.
Processi decisionali collettivi: Riducono l'impiego di risorse, che tendono a essere limitate. Alcuni processi decisionali non vengono nemmeno avviati. Le scelte, poi, richiedono ulteriori risorse, e per questo tali scelte possono entrare in conflitto tra loro (es.: una esclude l'altra).
Occasioni di decisione
Tempi e luoghi in cui si prendono le decisioni. Persone (con necessarie deleghe) → Problemi → Soluzioni (il problema viene affrontato se gli viene data da tutti una certa criticità). La decisione si prende in base alla soluzione che sembra più compiuta e convincente rispetto a un problema avvertito come rilevante.
Meccanismi vincenti
Cooperazione, opportunismo, fiducia, altruismo
La ragion d'essere delle società umane è la cooperazione. Produce la "rendita organizzativa" che spetta a chi abbia cooperato. La fiducia nasce da comportamenti leali e cooperativi. Comportamenti opportunistici sono causa di sfiducia. Le persone adottano anche comportamenti altruistici, funzionali alla massimizzazione del benessere personale.
Economia politica ed economia aziendale
Economia politica: Studia i fenomeni economici dei grandi aggregati regionali, nazionali e internazionali.
Economia aziendale: Studia i fenomeni economici nelle aziende singole, negli aggregati di aziende e negli ambienti in cui operano.
Oggetto proprio dell'economia aziendale
Quattro classi di istituti:
- Famiglie
- Imprese
- Settore pubblico
- Istituti no-profit
Sistema di accadimenti riconducibile a processi di gestione, organizzazione, rilevazione e informazione. Particolare evidenza ai processi di innovazione. Produzione beni ≠ produzione redditi.
Società umane
Nella società globale esistono varie società umane nelle quali ci sono tante differenti relazioni e rapporti.
Perché si fondono:
- Per raggiungere obiettivi che da soli non possono essere raggiunti
- Soddisfare bisogni di socialità
Già da Aristotele (nella "Politica") comincia a emergere questa idea socio-antropologica. Ogni società umana persegue il bene comune associandosi in società umane (bene comune = costituito da tutti i beni che per loro natura hanno una funzione positiva per tutti).
Rendita organizzativa e risultato residuo
Rendita organizzativa: Vantaggio economico derivante dalla cooperazione intelligente di più persone rispetto a quanto si potesse ottenere da azioni isolate. Deriva dal contributo di tutti e va ripartita tra tutti → Ricavo.
Risultato residuo: Deriva dai patti relativi alle remunerazioni spettanti a ciascun associato dopo aver cooperato a una certa opera o a un certo gruppo sociale. Una volta remunerati i contributi, i risultati possono essere positivi o negativi → Risultato.
Istituzioni e istituti
Istituzioni: Ordinamento di vari aspetti della vita collettiva (es.: regole etiche o morali o giuridiche). Ha a che fare con l'atto di fondare qualcosa e con i fondamenti che la caratterizzano. Hanno un carattere fondamentale (= di fondamento). Sono insiemi di regole di comportamento generalmente codificate.
Istituti: Società umane che assumono carattere di istituzioni. In tutti gli istituti si svolge in qualche modo attività economica, e all'interno della stessa l'attività economica assume carattere particolare (es.: famiglie, imprese, istituti pubblici, organizzazioni no-profit). Vi si svolge attività economica anche quando sembrano fatte per altri motivi.
Gli istituti sono caratterizzati da tensione a un fine comune, ordine e regolarità dei modelli di comportamento, durabilità nel tempo, dinamicità (per adattarsi ai cambiamenti ambientali), unitarietà (in vista del raggiungimento del bene comune), autonomia (nelle relazioni tra loro). L'azienda è l'ordine strettamente economico di un istituto. Definizione all'ART. 2555 C.C.. Dell'azienda si occupano principalmente l'economia e il diritto.
Famiglia e impresa
Famiglia: Agenda familiare rispetto al soddisfacimento di alcuni bisogni fondamentali (alimentazione, abbigliamento, spese necessarie come l'igiene). Si occupa di consumo e gestione patrimoniale. Fine: appagamento bisogni dei suoi membri, presenti e futuri. È alimentata dai redditi dei membri che ne fanno parte (di qualsiasi tipo). Ne nascono consumi e investimenti. Interessi istituzionali. Possono anche esserci interessi non istituzionali, che si riferiscono all'appagamento di bisogni di persone esterne alla famiglia (es.: mettere dei soldi in una cooperativa). L'ordine economico è l'azienda familiare (diversa dell'impresa familiare ai sensi del c.c.). Partecipa al benessere pubblico pagando i tributi. Entrate e uscite, debiti e crediti.
Impresa: Nasce per motivazioni aziendali (e non naturali o di altro genere). Vengono prodotti beni economici privati. Fine: produrre remunerazioni che devono premiare i vari contributi (monetarie e non monetarie). Combinazioni di trasformazione fisica/logica, negoziazioni, operazioni creditizie, ecc.. Interessi non istituzionali: fornitori, clienti, finanziatori. Impresa = azienda di produzione. Processi economici caratteristici differenziati.
Settore pubblico e no-profit
Pubblico: Nasce da motivazioni sociali. Fine: progresso sociale. Corrisponde allo Stato e alle sue articolazioni che possono anche avere carattere autonomo. Fine immediato: produzione di beni o servizi economici e remunerazione dei contributi individuali più raccolta dei tributi. La produzione di beni e servizi non è più un mezzo ma direttamente un fine. Beni e servizi pubblici talvolta sono così importanti che vengono elargiti anche senza sicurezza di rientrare dagli investimenti (es.: difesa).
No-profit: Associazioni, cooperative, parrocchie, ecc.. Non possono fare prelievi del risultato residuo ma può essere solo riutilizzato internamente. Possono anche svolgere certe attività svolte da enti che perseguono il profitto. L'attività degli enti no-profit può consistere nel produrre insieme ma anche nel consumare insieme (es.: cooperative di consumo, tipo CoopCa). Soddisfano particolari categorie di fornitori o la collettività o gli associati. Sono di natura privata. Combinazioni di prestazioni di lavoro con capitale-risparmio. Fenomeni tipici simili a quelli delle imprese.
Differenziazione degli istituti
L'attività economica non si svolge interamente all'interno delle società umane elementari perché le unità specializzate sono più efficienti e i volumi ottenuti sono superiori. Unità produttive specializzate garantiscono maggiore efficacia (miglior rapporto tra energie impiegate e volumi di produzione). Volumi di produzione bassi non consentono l'accesso alla tecnologia.
Le persone specializzate si uniscono in istituti perché i costi di transazione diventano più sostenibili e si riducono le possibilità di comportamenti opportunistici rispetto a come sarebbe la situazione se le persone operassero indipendentemente. Quando le persone specializzate si aggregano in istituti il mercato diviene regolatore assoluto dell'attività economica. Entrando in istituti si diminuisce la possibilità di comportamenti opportunistici (es.: concorrenza sleale). Così facendo vanno sostenuti i costi di integrazione.
L'intera attività economica non si svolge in un'unica organizzazione economica perché le soluzioni sarebbero troppo semplificate e standardizzate, comporterebbero iniquità, minore motivazione sul lavoro ed eccessi nella concentrazione del potere. L'attività economica in un'unica grande organizzazione sarebbe impossibile. Si disperderebbero volumi elevati di conoscenze e capacità, si adotterebbero troppe soluzioni di semplificazione spinta contrastanti con i bisogni individuali differenziati. Iniquità, demotivazione, troppa concentrazione del potere.
Gli istituti esterni alla famiglia sono ulteriormente differenziati perché si cerca di sfruttare l'efficienza innovativa delle imprese e di valorizzare le diverse vocazioni (e la natura dei servizi necessari alle persone). All'interno degli istituti esterni alle famiglie si trovano attività estremamente differenziate tra loro per via delle diverse competenze, delle caratteristiche di prodotti e mercati, dell'innovazione tecnica-tecnologica, ecc..
Dalla varietà delle produzioni concorrenti può nascere uniformità perché, se l'innovazione non è coperta da brevetto, le imprese concorrenti tenderanno all'imitazione (vale anche per comportamenti o altro). Tendenza opposta che va bilanciata.
Ne deriva la teoria della società bilanciata (Mintzberg): se le imprese hanno troppa supremazia sullo Stato (o viceversa) potrebbero crearsi problemi. Il ribilanciamento è dettato dall'espansione degli enti del terzo settore, che attuano energie sociali slegate dalla logica della regolamentazione o della remunerazione della proprietà.
Tre livelli di specializzazione
Per macroclassi di istituti: Beni privati e beni pubblici. Famiglie producono entrambi. Anche i no-profit, ma con vocazione mutualistica.
Per classe di istituti: Le imprese hanno forti gradi di specializzazione rispetto ai beni che producono o rispetto ai mercati cui si rivolgono (pubblico ha un livello di specializzazione intermedio).
Per singole aziende: Singole persone svolgono compiti particolari utilizzando competenze speciali.
Vantaggi e svantaggi della specializzazione
Vantaggi:
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.