Attività economica
Nel corso della vita gli individui maturano sempre più bisogni mutevoli e illimitati e necessitano per appagarli, di mezzi disponibili limitatamente. Questo binomio genera quindi il cosiddetto problema economico, che caratterizza e contraddistingue l’attività economica.
L’attività economica si identifica con l’insieme delle operazioni compiute volte alla produzione, allo scambio e al consumo di beni economici, idonei a soddisfare i bisogni illimitati e risorgenti dell’uomo, che si evolvono e variano di continuo nel tempo.
Per beni economici quindi si identificano beni (o servizi) disponibili in dosi limitate e che sono classificabili come oggetti di scambio in base a un determinato valore espresso in moneta.
Le tre azioni dell'attività economica
Analizziamo più a fondo le tre azioni che identificano l’attività economica, e che costituiscono quindi il mezzo per la soddisfazione dei bisogni umani.
Attività di produzione
L’attività di produzione è costituita dall’insieme coordinato di operazioni che consentono la trasformazione delle risorse aziendali in beni (materiali) e/o servizi (immateriali) da collocare sul mercato. L’attività di produzione quindi non si limita solamente alla trasformazione fisico-tecnica delle materie prime per trasformarle in prodotti finiti (attuata dalle aziende industriali), ma integra anche il trasferimento nel tempo e nello spazio o gli adattamenti quali-quantitativi dei prodotti stessi effettuati da altri tipi di aziende che operano nel settore dei servizi.
L’attività di produzione può essere vista sotto tre profili:
- Produzione in senso tecnico
- Produzione come offerta di servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni
- Produzione come accrescimento di utilità.
Attività di scambio
L’attività di scambio consiste nell’insieme di operazioni finalizzate alla cessione di beni in cambio di altri beni; ecco quindi che assume grande rilevanza il ruolo della moneta nell’economia, il cui valore variabile nel tempo, rappresenta l’unità di misura di riferimento, e lo strumento di intermediazione nelle operazioni di scambio tra i soggetti e l’ambiente esterno.
Attività di consumo
L’attività di consumo, infine, è composta dall’insieme delle operazioni con le quali si impiegano i beni ottenuti per soddisfare gli specifici bisogni del singolo o della comunità. La descritta attività economica può essere svolta sia da singole persone che da individui uniti in gruppo, definiti operatori economici. Il nostro studio si concentra sulle unità economiche definite “aziende”.
Economia aziendale
L’economia aziendale è stata concepita nei primi del ‘900 da Gino Zappa come la “scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende”. L’oggetto di studio della materia è l’azienda nelle sue forme e tipologie, ovvero le condizioni che le permettono di nascere, vivere e di svilupparsi; nonché ai meccanismi di funzionamento dal punto di vista strettamente economico.
La prospettiva di osservazione che assume la materia è quella dell’amministratore che ha l’obiettivo di risolvere le questioni aziendali tempestivamente e secondo il principio di economicità (capacità dell'azienda di perdurare massimizzando l'utilità delle risorse). Quindi si focalizza strettamente sul profilo economico.
Finalità dello studio
Le finalità dello studio possono assumere carattere descrittivo o normativo, ovvero si concretizzano nell’esame dei possibili aspetti che l’oggetto di studio può avere formulando teorie che abbiano una spiegazione in termini reali, cioè formula descrizioni del fenomeno azienda; oltre però a una descrizione del fenomeno, il carattere normativo si interessa alla previsione di determinati fenomeni e all’elaborazione di elementi e principi che forniscano soluzioni ai problemi specifici (Ferraris Franceschi).
L’economia aziendale si colloca nella categoria delle scienze sociali, in quanto ha come oggetto di studio l’uomo osservato come unità elementare di un sistema (economico). L’economia aziendale a differenza di altre scienze definite “formali” che si basano sul ragionamento puro, si classifica nelle scienze definite “empiriche” che derivano la loro conoscenza dall’esperienza, trattando manifestazioni concrete del mondo sensibile. Oltre alle scienze sociali, in questa categoria, esistono anche quelle naturali, che si occupano dello studio dei fenomeni della natura.
Caratteristica delle scienze sociali
Caratteristica delle scienze sociali è che l’oggetto di studio cambia di continuo, le teorie possono influenzare l’oggetto di studio, non si possono effettuare esperimenti, lo stesso fenomeno è suscettibile di varie interpretazioni e le teorie possono essere influenzate da giudizi di valore.
Il metodo di ricerca dell’economia aziendale è sia deduttivo che induttivo. Infatti l’analisi attenta del fenomeno nel dettaglio è indispensabile per elaborare principi di comportamento di valenza generale. Questo è ciò che distingue l’economia aziendale dall’economia politica, la quale si limita a formulare ipotesi partendo da un punto di vista globale per arrivare al dettaglio.
Processo di formazione
Le conoscenze sul modo di gestire, organizzare e controllare le attività economiche degli individui si sono evolute nel corso della storia conducendo alla formazione della scienza economico-sociale che oggi è studiata e concepita.
Prima della nascita dell’economia aziendale come scienza vi erano studi di ragioneria e contabilità. Già nel 13o secolo si trovano tracce del metodo della partita doppia da parte di alcune aziende fiorentine. Tale metodo fu completato nel periodo rinascimentale per mano di Frà Luca Pacioli nell’opera “tractatus XI particularis de computis et scripturis” del 1494, contenente una serie di metodologie impiegate per seguire le varie operazioni economico-amministrative compiute.
Nel diciannovesimo secolo in Italia lo sviluppo dell’arte contabile aveva condotto alla nascita di due filoni: gli studi di ragioneria condotti su basi scientifiche dal maestro Besta, che si occupavano del controllo economico e della tecnica amministrativa, divisa in tre branche principali: tecnica industriale, tecnica commerciale, e tecnica bancaria. In contemporanea cominciavano a nascere le prime teorizzazioni in materia di organizzazione del lavoro ad opera di Taylor e Fayol.
La crescente complessità della vita economica, legata anche allo sviluppo dell’attività industriale e all’intensificazione degli scambi commerciali, originò l’esigenza di coordinare i tre ambiti di studio, affiancando la ragioneria, l’organizzazione e la gestione, conducendo in tal modo alla nascita dell’economia aziendale.
Il passo successivo verso il concepimento come scienza della disciplina economico-aziendale fu compiuto alla fine degli anni ’20 da Zappa; secondo il quale tutte queste discipline dovevano essere unite, coordinate e considerate un rapporto di fertilizzazione incrociata, dove l’una viene arricchita e fertilizzata dall’altra.
Gli studiosi precedenti non erano arrivati a una visione unitaria della disciplina. In particolare Besta, parlava di tre momenti distinti dell’amministrazione economica: la gestione, la direzione, e il riscontro o controllo.
Per Zappa:
- Organizzazione è la disciplina che studia le composizioni più convenienti delle forze personali, materiali e immateriali operanti nel sistema di azienda.
- Gestione è la disciplina che si occupa di analizzare e valutare la convenienza dell’insieme coordinato delle operazioni economiche compiute per il raggiungimento dei fini prestabiliti.
- Rilevazione allo scopo di offrire informazioni utili sugli andamenti, economici finanziari e tecnici delle unità di produzione o di erogazione.
[Giannessi attribuisce alla ragioneria (rilevazione) il significato di dottrina che studia i principi attraverso i quali la dinamica aziendale può essere convertita in cifre e queste, in andamenti economici.]
L’impostazione di Zappa rappresenta la pietra angolare della nascita dell’economia aziendale come oggi è concepita. Tuttavia lo sviluppo degli studi ha condotto alla nascita di nuove dottrine minori che non hanno trovato una giusta collocazione nelle singole materie di studio.
Dottrine minori
- Organizzazione: studia quali sono le composizioni più convenienti delle forze personali, materiali e immateriali, operanti nel sistema azienda.
- Gestione: studia l’insieme delle operazioni economiche compiute per il raggiungimento dei fini prestabiliti.
- Rilevazione (ragioneria): studia la conversione della dinamica aziendale in simboli (numeri o simboli) e riconverte questi simboli in andamenti finanziari economici.
Ceccherelli interpreta infatti l’economia aziendale come una scienza propedeutica alle dottrine minori. Lo studioso concepisce una struttura composta da 4 discipline legate da relazioni di interdipendenza e di coordinazione.
L'azienda
La dottrina aziendalistica sostiene che è impossibile dare una definizione di azienda che possa comprenderne e sintetizzarne tutti gli aspetti. Gli studiosi infatti ritengono più produttivo fornire interpretazioni di tale fenomeno piuttosto che cercare di semplificarlo in nozioni.
Giannessi per aiutare a comprendere tali interpretazioni suddivide le concezioni in:
- Strutturale
- Dinamica
- Complessa o dinamico/strutturale
Interpretazione strutturale
Per l’interpretazione strutturale, gli studiosi Vianello e De Dominicis hanno dato un’interpretazione statica basata sulla struttura aziendale, vedendo l’azienda come un complesso di persone e beni disposto in modo armonico per il conseguimento di un determinato fine. Tale ottica perde di vista l’aspetto dinamico della realtà aziendale e si focalizza soltanto sul binomio persone-beni, non tenendo di conto della combinazione produttiva di tali fattori.
Interpretazione dinamica
Per l’interpretazione dinamica gli studiosi hanno invece focalizzato la loro interpretazione sull’aspetto dinamico e sulla combinazione produttiva ovvero un insieme di operazioni coordinate a sistema. Fanno parte di questo gruppo:
- Besta: vede l’azienda come una somma di fenomeni o rapporti da amministrare, relativi a un cumulo di capitali. Tesi confutata da Amaduzzi che sottolinea l’inosservanza delle caratteristiche economiche di tali operazioni, come la coordinazione, la variabilità e il probabilismo.
- Zappa: sostiene che è una coordinazione economica in atto che è costituita per il soddisfacimento dei bisogni umani. Classifica l’azienda come istituto economico destinato a perdurare che coordina e svolge la produzione o il procacciamento e il consumo della ricchezza per il soddisfacimento dei bisogni umani.
- D’Ippolito: riprende l’interpretazione di Zappa, introducendo anche la definizione di sistema dinamico di operazioni, continuative e coordinate, capace di adattarsi ai mutevoli obiettivi di lungo termine.
- Amaduzzi: definisce la combinazione produttiva come un sistema di forze economiche che sviluppa un processo di produzione o di consumo o di entrambe insieme.
Interpretazione dinamico-strutturale
Per l’interpretazione dinamico-strutturale, si ha una definizione di azienda più complessa, che supera il dualismo delle definizioni sulla struttura o sulla dinamica.
Ceccherelli elabora un’interpretazione che sottolinea sia il profilo strutturale sia il profilo dinamico. Considera come predisposizioni di mezzi economici e di forze di lavoro costituite in rapporto alla quantità di mezzi disponibili e alla particolare attività che intendono svolgere.
Giannessi: definisce l’azienda come un’unità elementare dell’ordine economico generale dotata di vita propria e riflessa, costituita da un sistema di operazioni promanante dalla combinazione di particolari fattori e dalla composizione di forze interne ed esterne, nel quale, i fenomeni della produzione, della distribuzione e del consumo vengono predisposti per il conseguimento di un adeguato equilibrio economico.
Analisi dell'interpretazione di Giannessi
Analizziamo a fondo l’interpretazione di Giannessi:
- L’azienda è un’unità elementare dell’ordine economico generale dotata di vita propria e riflessa: ovvero è una cellula del sistema economico, che ha vita propria perché il suo moto è indipendente dalle altre, e risente dell’influenza delle dinamiche ambientali.
- Sistema di operazioni che discendono da una specifica attività decisionale: la gestione scaturisce dalla combinazione dei fattori appartenenti alla struttura, senza la quale non si concretizza l’attività, che a sua volta modifica la struttura ed è limitata da essa.
- Fenomeni di produzione, distribuzione e consumo, quindi considera anche le famiglie, le imprese e la pubblica amministrazione come operatori che svolgono attività aziendale.
- Equilibrio economico: i ricavi devono essere tali da poter rimunerare tutti i fattori della produzione, ovvero i costi, e poter lasciare un margine idoneo per compensare il capitale di proprietà. Assume di particolare importanza il tempo, infatti Giannessi ritiene che tutto ciò che non trova la sua estrinsecazione nel tempo non è azienda.
Classificazioni dell'azienda
Funzione economica
Ovvero produzione o consumo di ricchezza.
- Aziende di produzione (di beni, di servizi di distribuzione): fine lucro, produzione ricchezza.
- Aziende di erogazione (o di consumo): famiglie, organizzazioni di beneficenza, consumo ricchezza.
- Aziende composte: aziende a carattere familiare (bar, locali…), produzione e consumo ricchezza.
Soggetto economico
In base a chi detiene il potere aziendale, che gestisce e indirizza le operazioni.
- Aziende pubbliche
- Aziende private
Soggetto giuridico
Riferita esclusivamente alle aziende private.
- Aziende individuali: 1 persona fisica, sulla quale gravano le perdite o spettano gli utili.
- Aziende collettive: società, rischi e utili ripartiti.
Tipo di attività
Per le aziende di produzione, in base all’oggetto dell’attività svolta.
- Aziende industriali: realizzano prodotti per il consumo o per essere reimpiegati.
- Aziende commerciali: incrementano l’utilità dei beni mediante il trasferimento spazio-tempo.
- Aziende di servizi: trasporti, assicurazioni, banche.
Dimensioni
Concetto indeterminato, ma riconducibile in:
- Aziende piccole
- Aziende grandi
- Aziende medie
Per Zappa non esiste una dimensione ottima, ma solo una dimensione ritenuta più conveniente.
Dislocazione e specie di attività
- Aziende indivise, operano solo in un'area definita.
- Aziende divise, suddivise geograficamente in filiali o sezioni.
L'azienda profili di osservazione
L’azienda possiede un proprio apparato strutturale, svolge una particolare attività e vive in simbiosi con l’ambiente, del quale costituisce parte integrante. Quindi i tre profili principali sotto i quali si può analizzare un'azienda sono:
- Struttura
- Dinamica
- Ambiente
Dove struttura e dinamica sono strettamente correlate tra loro. Qualsiasi formazione aziendale ha bisogno per esercitare la sua attività di una sua apposita Struttura.
La struttura produttiva (o combinazione produttiva) è un sistema di risorse interagenti (ogni risorsa accresce/potenziale altre risorse) dove i fattori primigeni sono il capitale e il lavoro. (Zappa)
Gli aspetti da considerare vanno in base a:
- Natura delle risorse produttive
- Momenti che portano alla realizzazione della struttura
- Acquisizione delle risorse
- Combinazione delle risorse (per avere una struttura operativa)
- Dinamismo, infatti non si può definire un’entità statica, in quanto le risorse cambiano di continuo o per volontà o per necessità (cambiamento dei fattori produttivi)
- Prospettive di osservazione tecnica ed economica per ottenere l’equilibrio economico.
Gli elementi utili per i processi produttivi si definiscono condizioni produttive. Esse si suddividono in:
- Condizioni controllabili di fatto
- Condizioni non controllabili di fatto.
Per quanto concerne le prime si fa riferimento alle risorse aziendali, per quelle non controllabili si parla di condizioni produttive di contesto come ad esempio le infrastrutture. Le risorse aziendali a loro volta possono essere categorizzate a rimunerazione esplicita o implicita (visibili o invisibili). Rientrano in quelle implicite l’immagine aziendale, il know-how o le competenze del personale; che appunto non possono essere quantificate economicamente come le risorse fattori a rimunerazione esplicita.
Fattori produttivi
Ma che cosa sono i fattori produttivi? I fattori produttivi sono delle condizioni produttive a rimunerazione esplicita, cioè risorse esprimibili in termini monetari. Si classificano in base a:
- Natura:
- Lavoro
- Capitale
- Possibilità di utilizzo:
- Fattori a utilità pluriennale, pluriennali o strutturali
- Fattori a utilità immediata, o di consumo
- Fisicità:
- Materiali
- Immateriali
I requisiti di tali condizioni sono: qualità, quantità, connotazione temporale, disponibilità/utilità, onerosità (esplicita), vincolabilità ed esprimibilità in forma monetaria.
Formazione della struttura produttiva
I nuclei operativi possono procurarsi i mezzi di cui necessitano per la formazione della struttura aziendale attraverso un insieme di operazioni tra loro collegate con caratteristiche omogenee dette processi. Le tre fasi principali per la formazione si dividono in:
- Processi di acquisizione: Consistente nell’approvvigionamento di fattori produttivi da terze economie
- Processi di produzione: Consistente nell’autoproduzione di fattori produttivi, per economicità, per strategia o per indisponibilità sul mercato del fattore.
- Processi di apprendimento:
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