Economia aziendale I
Attività economica, produzione, scambio e consumo
1.
L’attività economica è l’insieme di operazioni compiute dall’uomo
(singolarmente o in gruppo) per produrre, scambiare e consumare i
beni economici idonei a soddisfare i suoi bisogni. I beni in generale
servono a soddisfare i bisogni, nello specifico, i beni economici sono beni
che ci possiamo procurare sopportando però un sacrificio economico.
beni “liberi” beni economici
La differenza tra e è che i beni liberi, come
l’aria che respiriamo tutti i giorni, non hanno un valore, perché sono
illimitati. Da qui può subentrare il cosiddetto problema economico, il
quale si avverte quando avendo risorse scarse per definizione, non
illimitate ma limitate, ci si trova a decidere come impiegare le finanze
per comprare i beni economici.
ESEMPIO : l’aria che respiriamo quotidianamente è un bene, ma non un
bene economico, ma se messa in bombole di ossigeno lo diventa, perché
passa da illimitata a limitata.
Noi possiamo individuare 3 specie diverse di attività economiche,
come:
produzione
La è l’insieme di operazioni con cui si ottengono prodotti o
si prestano servizi. È una prima sottocategoria dell’attività economica.
scambio
Lo è l’insieme di operazioni con cui si cedono beni in cambio
di altri beni.
In un’economia monetaria come la nostra, lo scambio avviene tra un bene
e la moneta, che è strumento di misurazione del valore di un bene,
ma è anche il corrispettivo che noi diamo in cambio del bene che noi
abbiamo acquisito. Le operazioni di scambio possono avvenire tra
aziende, quindi ci troviamo nel settore business to business, oppure
scambio di beni tra le aziende e il consumatore finale, business to
consume.
Il consumo è l’insieme di operazioni con cui si impiegano i beni
ottenuti per soddisfare specifici bisogni. Si consumano beni. In
qualsiasi azienda, in qualsiasi economia, si avvisa la funzione della
produzione della ricchezza e del suo consumo.
2. L’economia aziendale o scienza dell’amministrazione economica
dell’azienda “la
Definizione lasciata dal professor Gino zappa, pubblicato nel 1927:
scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di
vita delle aziende ”
Tesi Gino: Prima della nascita dell’economia aziendale c’erano discipline
distinte (organizzazione, ragioneria, ecc) che si occupavano di
studiare il fenomeno azienda, ma secondo lui gli studi andavano
collegati a sistema, quindi i tempi sono mauri per la nascita
dell’economia aziendale, da lui definita come sopra.
L’oggetto di studio dell’economia aziendale sono le aziende, in tutte le
loro varie tipologie, per capire quali siano le condizioni di esistenza e le
capacità di esistenza, i requisiti minimi perché un’azienda possa nasce
e svilupparsi; studiare il fenomeno azienda in tutti i suoi aspetti, tutte le
manifestazioni. L’economia aziendale è uno studio a 360 gradi
dell’azienda, successivamente allo studio delle sue condizioni di
esistenza.
Studia le aziende da una prospettiva economica, non essendo l’unico
ramo che si occupa di studiare alcune tra le manifestazioni di vita di
un’azienda. L’economia aziendale, tra queste prospettive si occupa di
quella economica, andando a capire i risvolti di questa attività in
termini di generazione e consumo di ricchezza.
La finalità di questa disciplina è sia quella di conoscere un fenomeno,
quindi una finalità conoscitiva, descrittiva, ma non solo, infatti un’altra
finalità dell’economia aziendale è quella che si preoccupa di indicare
linee di azione per risolvere i problemi, indicare comportamenti, una
finalità normativa, che rende duplice la finalità dell’economia
aziendale. Non solo conoscere il fenomeno, ma anche indicare vie per
risolvere il problema.
L’economia aziendale appartiene alla classe delle scienze empiriche
sociali, o più semplicemente le scienze sociali, perché studia il
comportamento dell’uomo, secondo la divisione riportata sotto:
Le scienze possono essere classificate secondo due tipologie:
Formali, ovvero che si basano sul ragionamento puro
(matematica, logica, ecc..)
Empiriche, ovvero che si basano sull’esperienza; queste a sue
naturali,
volta vengono suddivise in due tipologie: quelle che
biologia, fisica,
studiano la natura nelle sue diverse manifestazioni (
geologia) sociali,
oppure che studiano l’attività compiuta dall’uomo
(sociologia, psicologia, diritto, statistica ed economia, tra cui
economia aziendale )
Caratteristiche delle scienze sociali
l’oggetto di studio cambia di continuo , le caratteristiche delle
aziende cambiano nel tempo, sono un oggetto di studio sfuggente.
Le aziende anni ’50 sono molto diverse da quelle di oggi. Studiamo
un oggetto che è in continuo cambiamento, è un lavoro di
studio incessante, perché cambia continuamente l’oggetto da
studiare. Un fisico, nel suo studiare l’atomo, può scoprire nuove
particelle, ma l’atomo non cambia il suo essere, continua a
rimanere un atomo, cosa differente accade nel campo
dell’economia aziendale.
Le teorie possono influenzare l’oggetto di studio , l’azienda è
lo strumento di cui l’uomo si avvale per fare determinate
operazioni. Il fisico che studia l’atomo, con i suoi studi non cambia
l’atomo, noi invece sviluppando delle teorie possiamo innescare
cambiamenti nel fenomeno che studiamo.
Non si possono effettuare esperimenti , infatti non è
applicabile in questo campo il famoso metodo galileiano, nel quale
tutti gli scienziati che compiono un determinato esperimento
devono ottenere il medesimo risultato, a causa del continuo
cambiare dell’oggetto di studio.
Lo stesso fenomeno è suscettibile di diverse
interpretazioni , noi possiamo spiegare lo stesso fenomeno in più
modi diversi: la comunità scientifica propende per una di quelli, e
proprio questo sarà quello considerato come più attendibile.
Le teorie possono essere influenzate dai giudizi di valore ,
influenzate della ideologie, che sono dei preconcetti, scelte che uno
ha fatto prima di iniziare uno studio, perché può spostare il
baricentro del ricercatore, facendogli dare una lettura falsata
rispetto ai suoi preconcetti. Bisogna cercare il fenomeno oggetti
d’indagine senza essere distratti
Processo di formazione dell’economia aziendale
3.
Per capire com’è nata l’economia aziendale bisogna risalire alla
situazione precedente alla sua nascita. Le dottrine che si occupavano
organizzazione, tecniche
di studiare l’azienda, in precedenza, erano:
amministrative e ragioneria, le studiavano per ottenere la quantità
maggiore nel minor tempo cambiando i metodi di produzione.
“dottrine minori”
Sono quelle che chiamiamo , minori non di importanza,
ma dottrine che circondano l’economia aziendale laddove essa
la dottrina maggiore
rappresenta .
Le “dottrine minori”
3.1 L’organizzazione : studia e si occupa delle metodologie per
rendere il più convenite possibile la combinazione di fattori
personali, materiali e immateriali nel sistema azienda. Si occupa di
trovare quelle soluzioni in termini di compiti da assegnare, per
far in modo che l’azienda sia più efficiente possibile.
Tecniche amministrative o gestione : studiano le operazioni
economiche compiute dalle aziende per il raggiungimento dei fini
prestabiliti
La ragioneria o rilevazione: studia la conversione della
dinamica aziendale in simboli (numeri o simboli di altro genere)
e riconversione di questi in andamenti finanziari ed
economici. È quel settore che si occupa del calcolo del reddito, il
quale deriva dall’attività svolta dall’azienda, per questo viene
definita in questo modo. La ragioneria non si ferma alla produzione
di dati, produce informazioni economico finanziarie, raccolte i
documenti importati come il bilancio d’esercizio. Ci deve insegnare
come interpretare quei simboli, in modo da desumere lo stato
duplice
di salute dell’azienda. La ragioneria compie, dunque, un
processo, ovvero la conversione della dinamica aziendale in
cifre e il processo di riconversione delle cifre in informazioni che
ci dicano se l’azienda gode o meno di buona salute, questo significa
saper leggere un bilancio.
Prima che arrivasse Zappa erano tutti e tre campi di studio distinti, ma
con lui, nel 1926/27, bisogna abbandonare queste tendenze e andare
verso nuove linee d’azione. Non possiamo più andare avanti così perché
questi studi per l’approccio che viene seguita sono limitativi, tutti
e tre devono intrecciarsi vicendevolmente per poter fare un buon lavoro.
Bisogna coordinare i propri studi con gli altri.
Secondo Zappa bisogna avere una visione sistemica, studiare i problemi
a 360 gradi, specializzatevi di ragioneria se volete ma conoscendo
approfonditamente tutto. Cosi facendo si svilupperà un processo di
fertilizzazione associata, ovvero sarà possibile trarre vantaggi l’uno
dall’altro vicendevolmente, nasce cosi, attraverso un processo di
coordinazione, l’economia aziendale.
3.2 Due diverse concezioni di economia aziendale: Zappa e Ceccherelli:
Una prima visione, quella di Zappa, vede l’economia aziendale nascere
dalle relazioni tra le varie dottrine minori, relazioni che si devino
stabilire tra le diverse dottrine, questo è un approccio economico
aziendale;
Una seconda visione, quella di Ceccherelli, pur approvando la visione di
Zappa, si concentra sul distinguere in modo più evidente la dottrina
maggiore da quelle minori: bisogna individuare e chiarire quale sia
l’oggetto di studio per ciascuna dottrina.
Per quanto riguarda le dottrine minori, il loro oggetto di studi rimane
invariato rispetto alla visione di Zappa, ma c’era un problema, ovvero,
esistevano delle teorie a carattere così generale già sviluppate che
non potevano trovare logica collocazione nelle discipline minori
(per esempio il concetto di azienda, chi deve studiarlo ? O i soggetti che
operano in ambito aziendale, soggetto giuridico o economico, chi deve
studiarlo ? La teoria dell’equilibrio aziendale chi deve studiarla ?)
Con Ceccherelli le teorie a carattere più generale che riguardano
l’azienda non possono essere studiate dalle dottrine minori, ma devono
formare un corpo unto e unitario, formando l’economia aziendale,
come una scienza sulle teorie a carattere più generale che
riguardano l’azienda.
La relazione che si viene a stabilire tra le dottrine minori e quella
maggiore è la seguente: le dottrine minori devono conoscere la
scienza propedeutica
maggiore, è una , è una scienza che informa e
orienta le dottrine minori, ma l’economia aziendale trae spunto
dalle dottrine minori per far crescere e sviluppare le teorie a carattere
generale.
4. L’azienda: concezione di Egidio giannessi
L’azienda può essere intesa come una unità
Risale agli anni ’60:
elementare dell’ordine economico generale (ovvero, il sistema
economico), dotata di vita propria e riflessa, costituita da un sistema di
operazioni, promanante dalla combinazione di particolari fattori e dalla
composizione di forze interne ed esterne , nel quale i fenomeni della
produzione, della distribuzione e del consumo vengono predisposti per il
conseguimento d’un determinato equilibrio economico a valere del tempo.
Spiegato:
1. L’azienda può essere intesa come una cellula del sistema
economico, che è fatto non solo da aziende ma anche da operatori
economici, ha una sua vita, si caratterizza per una sua struttura,
vita propria
per l’attività che svolge ( ), però subisce l’influsso
vita riflessa
dell’ambiente in cui si trova ad operare ( ).
1. È costituita da un sistema di operazioni, cioè svolge
un’attività, qualunque essa sia, non un insieme di operazioni ma
un sistema di operazioni, perché non sono scollegate, ma
collegate tra loro a sistema (di finanziamento, mio procuro il
capitale in forma generica, di acquisizione, di produzione grazie alla
struttura realizzo la mia attività, e operazioni di cessione, vengo i
miei beni prodotti)
1. promanante (scaturisce, deriva) dalla combinazione di
particolari fattori e dalla composizione di forze interne ed esterne,
ovvero per far sviluppare un’azienda c’è bisogno di una
struttura e di un adeguato rapporto azienda-ambiente
esterno in cui si sviluppa.
nel quale i fenomeni della produzione, della distribuzione e del consumo
vengono predisposti per il conseguimento d’un determinato equilibrio
economico a valere del tempo.
fattore generico della produzione
Il denaro è , perché a differenza di
computer per esempio, che sono fattori specifici, il denaro può comprare
qualunque bene, è convertibile in qualsiasi fattore specifico.
Acquisto acquisizione
è diverso da : acquisto è l’acquisizione di un
fattore in proprietà, ma l’acquisizione dei fattori non si riduce al solo
acquisto (leasing, non è solo una locazione ma è una location con
l’opzione di, alla fine del contratto, diventare proprietari del bene pagando
il prezzo di riscatto, molto molto contenuto; locazione sono alcuni esempi).
4.1 Caratteristiche dell’azienda secondo Giannessi:
1. è un’unità elementare dell’ordine economico generale, dotato
di vita propria e riflessa:
l’azienda non è un sistema chiuso, è aperto, che si apre all’ambiente e vi
opera. L’azienda vive anche di relazioni con altri soggetti, che sono
indispensabili per il suo sopravvivere.
È costituita da un sistema di operazioni, promanante dalla
2.
combinazione di particolari fattori e dalla composizione di forze
interne ed esterne:
l’azienda svolge un’attività, che è un insieme di operazioni collegate a
sistema, ma non è solo questo, perché queste azioni scaturiscono,
derivano dalla struttura dell’azienda, ovvero un sistema di risorse
produttive che l’azienda utilizza per svolgere la sua attività
(mobili, arredi, macchine, fabbricati, terreni, ecc).
Non basta la struttura, ma serve anche il rapporto azienda-ambiente,
per svolgere una data attività ‘è bisogno della struttura ma anche di
tessere relazioni con fornitori, istituiti di credito, pubblica
amministrazione, clienti, ecc., per svolgere una data attività e perché
prenda piede bisogna avere un adeguato rapporto con l’ambiente in
cui l’azienda i trova ad operare, caratterizzato da altri operatori
economici (individui o aziende).
Adeguato rapporto con l’ambiente circostante, (forze intere e esterne),
Giannessi spiega il rapporto ambiente azienda come un rapporto tra
forze: le forze aziendali, l’offerta di prodotti e servizi, e le forze
ambientali, come la domanda che proviene dal mercato, che
nascono da soggetti che nascono fuori dall’azienda e si proiettano
all’interno di essa. Bisogna fare in modo che domanda e offerta siano in
armonia, siano allineati.
Vi trovano realizzazione i fenomeni della produzione, della
3. distribuzione e del consumo:
nell’azienda si produce, si scambia, si consuma. È l’attività economica, che
si può svolgere singolarmente o tramite l’azienda. In tutte le aziende
c’è allo stesso tempo produzione, scambio e consumo; quando noi
distinguiamo tra aziende di produzione e aziende di erogazione
facciamo la distinzione guardando alla funzione economica
prevalente, ma in tutte i tipi di attività ci sono queste tre fenomeni
economici. Questi fenomeni rientrano nell’attività svolta dall’azienda,
quindi nel ramo della dinamica.
Ha per scopo il conseguimento di un determinato equilibrio
4. economico a valere nel tempo:
La teoria dell’equilibrio si fonda su tre aspetti: aspetto patrimoniale,
equilibrio
economico e finanziario. Che cosa intendiamo con
economico ? noi parliamo di rapporto tra grandezze economiche, le
grandezze economiche a cui ci riferiamo sono quelle che noi in
costi ricavi
economia aziendale definiamo e , che non sono le uniche, c’è
anche il capitale, ma a noi interessano queste per l’equilibrio economico.
Il costo è definito come sacrificio economico, sostengo un costo quando
mi devo procurare un bene, quindi un sacrificio di ricchezza in visto
senza ritorno
di un ritorno economico, e se non avessi deciso io di
perdita
fare questo sacrificio di ricchezza sarebbe una . Il costo è frutto
di una decisione, la perdita no. Il ritorno di cui si parla è il ricavo, un
ritorno di ricchezza.
Quando noi parliamo di equilibrio economico si parla dell’adeguato
rapporto che deve sussistere in azienda tra costi e ricavi. Siamo in
disequilibrio quando i costi eguagliano i ricavi, si ha, invece, un
adeguato rapporto quando i ricavi sono maggiori dei costi, abbiamo
un equilibrio economico quando i ricavi coprono i costi lasciando un
margine adeguato, sufficiente, soddisfacente, congruo, equo, per
remunerare il capitale di proprietà. Il reddito o profitto è la differenza
tra ricavi e costi.
A valere nel tempo significa che l’adeguato rapporto tra costi e
ricavi non è necessario ci sia tutti gli anni per la sua sopravvivenza, ma
questo equilibrio deve esserci nel lungo periodo.
Una parte dell’utile serve ad autofinanziare l’azienda
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