Economia aziendale - produzione
Tutti i beni per soddisfare bisogni economici e aziendali sono il risultato di un’attività di produzione, la quale può essere svolta in modi differenti: alcune funzionano come flussi di prodotti ottenuti nel tempo (stesse caratteristiche), oppure possono essere produzioni di tipo discreto (singoli prodotti, costruzione di uno stadio o grattacielo).
Produzione come trasformazione tecnica (di utilità)
I processi produttivi possono essere intesi come un processo di trasformazione produttiva di fattori di produzione (beni di input) in produzioni (beni di output). I fattori produttivi possono essere classificati in cinque classi: impianti e macchinari, materie prime, servizi, il lavoro (unico fattore attivo), conoscenze (brevetti).
La trasformazione produttiva avviene tramite una funzione di trasformazione, la quale specifica come i diversi fattori produttivi devono essere combinati per ottenere la produzione. Gli input vengono trasformati, grazie alla funzione di trasformazione, in output.
Il sistema produttivo è svolto all’interno di un’organizzazione. Un sistema produttivo è un’organizzazione? Sì, ha le medesime caratteristiche di un’organizzazione. I suoi organi sono i fornitori, i magazzini e i diversi reparti nei quali avvengono le combinazioni dei diversi fattori produttivi. Funziona come l’organizzazione? Ci sono organi? Sì, hanno una funzione, funzionalità e topologia? Sì certo. Gli organi operano in modo coordinato e cooperativo grazie all’esistenza del sistema di controllo. C’è un obiettivo comune? Sì, ottenere gli output nel modo più efficiente possibile.
All’esterno del sistema ci sono i fornitori che forniscono le materie prime che entrano in un primo magazzino. Successivamente vengono trasferiti in reparti in ognuno dei quali si produce un certo componente. Arrivano al magazzino due, poi vengono mandati in un reparto e assemblati, poi il prodotto finisce in un altro magazzino e viene venduto.
Tipologie di sistemi produttivi
Le produzioni sono il risultato di un processo produttivo. In relazione all’output, i sistemi produttivi possono essere:
- Monoprodotto: si ottiene un'unica produzione da quel sistema produttivo (ad esempio, un'azienda estrattiva per ricavare marmo – unico output: marmo).
- Pluriprodotto: si ottengono diverse tipologie di prodotto. In questo caso si possono distinguere aziende con produzioni tecnicamente disgiunte (gli output derivano da processi produttivi disgiunti con la lavorazione di diverse materie prime), ad esempio, produzione di carne di capra e miele. Aziende con produzioni tecnicamente congiunte: in questo caso, le produzioni non sono legate dal processo produttivo, ma è presente la stessa materia prima iniziale (es. capra – produzione di carne di capra e lavorazione di latte di capra).
Altri esempi includono la macellazione del maiale e il frumento. In questo caso, la combinazione produttiva ci permette di ottenere e capire quali mix di produzione possiamo ottenere. Dalle caratteristiche della materia prima che viene lavorata possiamo ottenere un certo risultato; si ha una combinazione rigida?
Un'altra produzione congiunta deriva dal processo, ossia lo stesso processo produttivo mi permette di ottenere diverse produzioni, quindi ho una certa combinazione produttiva. In questo caso, la combinazione produttiva è flessibile, perché c’è chi decide cosa creare. Ad esempio, l'Università di Pavia per la facoltà economia offre produzioni congiunte per via del processo, ma completamente congiunte? No; perché dopo il primo anno e mezzo si raggiunge il punto di split off, tutte le produzioni che fino a quel punto erano uguali si separano in quanto si introducono operazioni differenti e specifiche a seconda del tipo di output, dunque del risultato che si vuole ottenere.
Tipologie di produzione
Altra classificazione distingue le produzioni in base alla tipologia di struttura del sistema produttivo:
- Processi a produzione continua: sono quei processi che ottengono beni che sono sempre identici l’uno all’altro, presentandosi come un flusso di produzioni continue nel tempo.
- Processi a produzione discreta: produzione volta a ottenere beni tendenzialmente singoli, con caratteristiche diverse tra loro (esempio: feste di laurea diverse tra loro, diversi invitati, diverso luogo; oppure la costruzione di un’opera pubblica).
- Produzione per lotti: la caratteristica è data dal fatto che i diversi lotti di produzioni contengono beni diversi l’uno dall’altro. Diversi lotti producono un certo prodotto, ma all’interno dello stesso lotto i beni hanno le stesse caratteristiche.
[Un impianto antifurto è una produzione discreta, è diverso in ogni casa in base alle caratteristiche di essa. [Lievito è una produzione continua]
Un'altra distinzione fondamentale è quella che distingue i prodotti materiali (tangibili) dai prodotti immateriali o servizi.
I prodotti materiali possono essere toccati, la loro utilità deriva da un supporto materiale. Quelli immateriali non possono essere toccati, dunque la loro utilità non è contenuta in un supporto fisico. Solitamente, i beni materiali sono tutti omogenei tra di loro, mentre il servizio è sempre eterogeneo, perché nel caso della produzione del servizio il cliente partecipa, con la possibilità di apportare modifiche a seconda del risultato che si vuole ottenere (creazione dell’abito da sposa); mentre nel caso della produzione di beni materiali il cliente non partecipa, lo sceglie e compra.
Per i beni materiali, la produzione, distribuzione e il consumo sono separati. Nel caso del servizio, questi tre momenti sono simultanei, avvengono nello stesso momento. Nel caso dei beni materiali, il risultato è un oggetto, un prodotto, mentre nel caso del servizio si ha un’attività o un processo. Un bene materiale viene prodotto in fabbrica, con una certa qualità funzionale, ambientale e progettuale, mentre il servizio viene prodotto dall’interazione tra chi produce il servizio e chi lo utilizza.
I beni possono essere immagazzinati, il servizio no. Essi, inoltre, non comportano il trasferimento di proprietà, nel momento in cui viene erogato viene consumato.
Classificazione dei prodotti
Altra classificazione distingue:
- Prodotti finali: sono prodotti già destinabili al consumo finale. Una volta prodotti dall’azienda di produzione, possono essere utilizzati dall’azienda di consumo (soddisfano bisogni economici e aziendali, come ad esempio una borsa, la quale è un prodotto finale).
- Prodotti strumentali: sono prodotti destinati a entrare nel sistema produttivo, come fattori di produzione, di un'altra azienda di produzione. (la produzione di autobus rientra poi nella produzione del servizio di autobus).
Altra classificazione:
- Produzioni terminali: è un bene autonomamente osservabile e in grado di soddisfare un bisogno economico autonomamente (risotto, auto).
- Produzioni intermedie: sono produzioni di beni che, presi da soli, non sono in grado di soddisfare un bisogno, ma combinati con altri beni lo sono (esempio: soffritto, da solo no, con il riso invece sì; oppure il componente di un’auto).
Prodotti a contenuto tecnologico distintivo
Prodotti a contenuto tecnologico distintivo: sono tutti quei prodotti che si differenziano dagli altri grazie a un contenuto tecnologico, come una formula, un brevetto, una lavorazione particolare (es. farmaci, applicazioni, formazione – competenze diverse).
Prodotti legati alla moda: sono prodotti differenziati tra di loro, ma ciò che li rende uguali è il fatto che siano legati alla moda.
Prodotti indifferenziati o commodities: il consumatore non ha una preferenza tra i prodotti acquistati.
Produzioni per il mercato e a commessa
Produzioni per il mercato/standard: sono standardizzate, hanno caratteristiche tecniche che sono decise dal produttore e ritrovabili in ciascuno dei beni di quella produzione (acquisto di un microfono con determinate caratteristiche decise dal produttore).
Produzioni per il cliente o speciali o per commessa: le caratteristiche della produzione sono decise dal consumatore (impianto audio – diverso a seconda dell’aula). Le caratteristiche del bene vengono decise dal consumatore.
Le caratteristiche dei singoli fattori produttivi vengono combinate attraverso la funzione di produzione. I fattori produttivi, con le loro caratteristiche, modificano il comportamento dei costi.
Impianti
Gli impianti sono fattori strumentali, servono per lavorare le materie prime insieme con il lavoro. Sono fattori di capacità, ogni macchinario ha una certa capacità produttiva (può lavorare tot ore al mese). Sono fattori di struttura o a fecondità ripetuta. (fattori di struttura: fanno parte della struttura produttiva, fattori operativi; invece, sono fattori che vengono consumati una volta utilizzati). (Fecondità ripetuta: il fattore produttivo è in grado di erogare la sua utilità nel tempo, può essere riutilizzato).
Sono fattori pluriennali, perché sono in grado di dare la loro utilità per più anni. Da cosa dipende il numero di anni per i quali si utilizza un bene? Dall'obsolescenza: i beni hanno una vita tecnica che consiste nel periodo di tempo in cui il bene può continuare a essere utile. La vita economicamente utile dipende dalla vita tecnica e dalla presenza nel mercato di beni che svolgono la stessa funzione in maniera più efficiente. Il bene diventa obsoleto nel tempo.
Le unità di servizio per unità di prodotto o di tempo rappresentano un fabbisogno unitario - qI, mentre le unità necessarie per un certo volume di produzione rappresentano...
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