Economia aziendale
L'attività economica
Le persone, in costante divenire, perseguono fini, da cui nascono costantemente bisogni (esigenza di un bene necessario agli scopi della vita, desiderio, mancanza) che devono essere soddisfatti attraverso l’attività economica, cioè attraverso la produzione e il consumo di beni economici. Esse sono raggruppabili in istituti (famiglie, imprese, stato e nonprofit) e sono considerate al centro degli studi economici, dato che l’attività economica è svolta dalle persone e per le persone.
Persone -> Fini -> Bisogni -> Attività economica
I bisogni
I bisogni possono essere:
- Bisogni naturali: Nascono dalla componente biologica (alimentazione, protezione, riposo, …), sono universali e basilari
- Bisogni sociali: Bisogni sociali, etici, estetici, religiosi che derivano dal fatto che le persone interagiscono tra loro, creando relazioni
- Bisogni sociali radicali
- Bisogni sociali non radicali
- Bisogni primari
- Bisogni secondari
Ciascun bisogno fa riferimento alla teoria dei bisogni, che stabilisce una sorta di gerarchia, un ordine di priorità che determina una variazione nelle scelte di consumo al variare dei redditi disponibili (esempio degli studenti fuorisede che hanno solo 50£ al mese e li impiegano primariamente per il cibo, contro studenti mantenuti con 1000£ al mese che si dedicano anche e soprattutto allo svago).
Si osserva che:
- Se i redditi disponibili crescono, si accede a certi consumi, abbandonandone altri; l’ordine è più flessibile
- Se i redditi disponibili decrescono, si abbandonano certi consumi, considerati superflui, per limitarsi a quelli essenziali
Disponibilità di beni
Il soddisfacimento dei bisogni richiede poi la disponibilità di beni, che possono distinguersi in:
- Beni economici: Se sono utili e scarsi
- Beni non economici: Non soggetti a limiti di scarsità, quindi disponibili in quantità e qualità più che sufficienti
- Beni primari
- Beni secondari
- Beni complementari
- Beni fungibili (sostituibili)
- Beni di consumo
- Beni strumentali
- Beni ad utilizzo singolo
- Beni durevoli
- Beni a consumo individuale
- Beni a consumo collettivo
L'attività economica
L'attività economica consiste principalmente in:
- Operazioni di produzione
- Operazioni di consumo di beni economici
Queste operazioni fanno affidamento su altre operazioni tra istituti -> reti di scambi -> insiemi di scambi generano i mercati, tra cui:
- Operazioni di produzione tecnica (fisica, spaziale e logica)
- Operazioni di negoziazione, in cui vengono definite le condizioni di scambio e le forme contrattuali
- Operazioni di configurazione dell’assetto istituzionale
- Operazioni di organizzazione e gestione del personale
- Operazioni di rilevazione e informazione
Attenzione
- Tutte le imprese svolgono un’attività di produzione economica (tutte le attività svolte da un’impresa sono di produzione economica), per produzione non si intende fabbricazione
- Non tutte le imprese attuano la produzione di beni (esempio delle imprese commerciali, di credito e assicurative in cui produrre beni è attività accessoria, si concentrano invece su negoziazioni di beni, crediti di prestito e rischi specifici)
La produzione economica quindi non è il fine ma una funzione caratteristica, è il mezzo; il fine delle imprese è la produzione di reddito (=remunerazione del lavoro e del capitale proprio), perché si tratta del fine delle due tipologie di soggetti economici.
Condizioni di produzione
Con il termine condizioni di produzione o fattori di produzione, si intende tutti gli elementi che contribuiscono a rendere possibile, facilitare o ostacolare la produzione economica d’impresa e raggruppano fattori come: materie prime, impianti, attrezzature, lavoro operativo, lavoro direttivo, governo economico, terra, beni pubblici, beni liberi.
Tra esse hanno rilievo le condizioni primarie di produzione, cioè il lavoro e il capitale di risparmio (o capitale proprio, conferito a titolo di rischio), definite in base a 2 criteri:
- Sono condizioni fondamentali per le imprese
- Sono in grado di conferire interessi economici primari nei confronti dell’impresa
Esse fanno capo a due categorie di persone, i prestatori di lavoro e i conferenti di capitale proprio, che insieme compongono i soggetti economici.
Le persone e i gruppi di persone
Tradizionalmente le scienze economiche rappresentano l’essenza della natura umana con l’immagine dell’«homo oeconomicus», autonomo ed egoista, che mira esclusivamente alla massimizzazione del profitto e della propria ricchezza e in grado di valutare razionalmente le proprie scelte. Capiamo bene che si tratta di un’interpretazione ristretta della persona come attore economico, in quanto ignora alcune manifestazioni esistenziali della realtà economica. Ecco quindi che vi si contrappone il concetto più complesso e ampio di persona umana.
Ipotesi:
- L’attività economica non è un fine ma un mezzo e il fine è la soddisfazione dei bisogni
- Le persone formano gruppi, di cui sono membri, istituti, collettività, di società umane (stabili e strutturate); le scelte economiche sono dunque influenzate da tale condizione
- Le persone e i gruppi di persone sono dotate di razionalità limitata
- Se poste ad operare in contesti secondo giustizia, condividono valori come la solidarietà, la lealtà e il progresso
Inoltre le persone agiscono in modo tale da massimizzare il proprio benessere individuale; il loro comportamento è previdente e coerente perché esse fanno del loro meglio per prevedere le conseguenze incerte delle loro azioni, valutando i vincoli a cui le loro azioni sono soggette.
Fattori che influenzano le scelte
Fattori che influenzano le scelte e quindi le preferenze delle persone:
- Bisogni umani fondamentali
- Caratteristiche dei beni in un certo momento
- Il capitale personale, cioè le esperienze personali passate
- Il capitale sociale, cioè i comportamenti delle persone (il capitale umano complessivo = personale + sociale, guida l’economia)
L’attività economica comporta quindi continue scelte e decisioni: lo studio dell’economia è per certi versi studio delle scelte dei soggetti che svolgono attività economica. Si presentano 3 modelli per capire come le persone decidono:
- Scelte individuali secondo razionalità assoluta
- Scelte individuali secondo razionalità limitata
- Scelte a più attori secondo razionalità limitata (in contesti organizzati)
Herbert Simon:
- Molto utilizzato - punto di partenza: per attese iniziali è impresa, che è società umana organizzata
- Problema chiaro
- Obiettivo chiaro
- Info disponibili immediatamente e gratuitamente
- Futuri stati del mondo conosciuti
- Alternative confrontabili
- Confronto simultaneo
- Decisore unico e isolato
- Si sceglie l’alternativa migliore
Modello delle decisioni organizzative:
- Cohen, March, Olsen
- Perché si prendono certe decisioni? Perché non le altre alternative?
Le decisioni si prendono in tempi e luoghi chiamati occasione di decisione a cui partecipano le persone e rappresentano dei contenitori in cui confluiscono 3 ingredienti: persone, problemi e soluzioni, che si combinano, generando le scelte compiute.
Procedimento:
Problema (rilevante e urgente) -> serve una risposta -> presentazione soluzioni (compiuta e convincente) -> compimento scelta
Entrano problemi in cerca di soluzione e soluzioni in cerca di problemi
Gruppo sociale
Gruppo sociale: insieme di persone di piccolo numero, che si forma spontaneamente, che condividono i valori di fondo, perseguono un obiettivo comune, ha una propria struttura sociale interna, è regolato da norme, crea un equilibrio permanente tra ciò che ognuno dà e riceve e decade, si scioglie quando questo equilibrio si rompe. Al centro è posta una fitta rete di scambi e necessita di un leader che coordini il tutto. Ciascuno è fortemente influenzato dall’appartenenza al gruppo e una volta entrato a farne parte, diventa il centro di un sistema di attese di comportamento degli altri; si forma il ruolo (sistema delle attese di comportamento che convergono su una persona che occupa una certa posizione in un certo gruppo. Equilibrio -> ruoli coerenti e complementari.
Può capitare anche di far parte di più società umane contemporaneamente: si parla in tal caso di inclusione parziale in più gruppi (es. adulti). Vedi Cap. 2.1.1
Cooperazione nelle imprese
Un elemento imprescindibile per il buon funzionamento delle imprese è la cooperazione, che consente di ottenere risultati non perseguibili dai singoli operanti individualmente: la cooperazione produce una «rendita», da distribuire tra tutti i partecipanti. La persona ha quindi interesse a partecipare collaborando e il dovere di essere leale, godendo di una ricompensa proporzionale ai contributi e all’impegno fornito, anche se nella realtà né i contributi individuali, né i risultati complessivi sono perfettamente conoscibili.
Ciò alimenta comportamenti opportunistici, cioè egoistici, attuati con astuzia, che generano vantaggi della cooperazione senza fornire i dovuti contributi. Tali comportamenti opportunistici sono al contempo causa (portano a) ed effetto (sono la conseguenza di) di relazioni di sfiducia, dato che i rapporti di fiducia si costruiscono sulla base di comportamenti leali e cooperativi e generano fluidità ed efficienza tra gli attori. Le relazioni di fiducia si formano e si deteriorano in base a delle profezie autoverificanti, secondo cui i prestatori di lavoro (lavoratori dipendenti) tendono naturalmente ad applicare pratiche restrittive rispetto alle attese di comportamento espresse dall’azienda.
Teorie di Douglas McGregor
Douglas McGregor ha pertanto studiato il comportamento dei lavoratori, individuando due modi di concepire la natura umana a cui si collegano due modi diversi di organizzare la struttura dell’impresa:
Teoria X:
- Lavoro = strumento per ottenere una retribuzione
- Minimizzazione dello sforzo per ottenere una retribuzione
- Ricerca dei difetti dell’organizzazione, favorendo comportamenti opportunistici
- No assunzione spontanea della responsabilità
- No senso di appartenenza e identificazione con l’azienda
- Sfiducia reciproca
Teoria Y:
- Le persone tendono spontaneamente ad assumere responsabilità
- Atteggiamenti di lealtà e impegno
- Identificazione con l’azienda, con gli obiettivi e con la professione
- Delega su obiettivi
La teoria X rappresenta il modo di comportarsi di quelle persone che hanno una visione tradizionale della natura umana, ovvero ipotizzano che le persone sono pigre, hanno un atteggiamento passivo, sono irresponsabili. Sulla teoria X si è basata la scelta della struttura organizzativa nelle imprese fino agli anni 60. Se l’uomo è pigro, irresponsabile ecc., è necessaria una struttura organizzativa accentrata, priva di delega di autorità e responsabilità.
La teoria Y suppone che le persone non abbiano una natura passiva, sono motivate, responsabili e niente affatto ostili alle esigenze aziendali. Sulla teoria Y si basa la scelta della struttura organizzativa delle imprese nei tempi più recenti. Essa non deve essere necessariamente accentratrice, poiché il lavoratore è in grado di darsi un’autodisciplina, di raggiungere gli obiettivi che gli sono stati assegnati, di assumersi delle responsabilità.
Comportamenti altruistici
Accanto ai comportamenti opportunistici, le relazioni interpersonali fanno registrare poi comportamenti altruistici, che comportano un vantaggio ad altri con un sacrificio di chi agisce, che può sembrare contrario al principio di massimizzazione del benessere personale, ma così non è dato che possono essere comunque utili per creare buone relazioni sociali che soddisfino il bisogno di socialità, possono contribuire alla diffusione di valori di giustizia, equità, progresso civile. In generale quindi i comportamenti altruistici sono del tutto coerenti con il principio di massimizzazione del benessere individuale.
Economia aziendale
Le scienze economiche si articolano in due rami: economia politica ed economia aziendale, entrambe con oggetto le attività di produzione e consumo di beni atti a soddisfare i bisogni delle persone (attività economica), basandosi sui dati rilevati da altre scienze, elaborati e trasformati in informazioni.
| Economia aziendale | Economia politica |
|---|---|
| Studia le singole aziende e gli aggregati dall’interno, considerando le modalità di gestione, di amministrazione economica | Osserva i comportamenti economici di grandi aggregati di persone (regionali, nazionali ed internazionali) |
| Micro: studia il comportamento del singolo individuo, inteso come “tipo”, facente parte di una categoria | Macro: studia i grandi sistemi di aggregati a livello nazionale e internazionale |
L’innovazione economica non deve essere confusa con l’innovazione tecnologica: il progresso civile.
Gli istituti
Le persone sono organizzate in società umane principalmente perché riescono così a produrre a condizioni più convenienti grazie alla coordinazione di una pluralità di individui e altrettante risorse. Esempi sono le famiglie, le società civili e politiche (regioni, comuni, province), i partiti, i sindacati (lavoratori), i circoli ricreativi e associazioni di beneficenza.
Ogni società umana persegue il bene comune dei suoi membri, cioè il prodotto della cooperazione societaria che condiziona ognuno, agevolatore dell’attività dei singoli. L’azione coordinata in istituti produce inoltre due fenomeni:
| Rendita organizzativa | Risultato residuo |
|---|---|
| Vantaggio economico dato dalla cooperazione intelligente tra più individui con lo stesso fine, piuttosto che dall’operare singolarmente, in competizione o in maniera opportunistica. | È il frutto della cooperazione e dell'incertezza, conseguenza che si manifesta ex post, cioè una volta compiuto un certo insieme di attività e che deve essere attribuito a chi ha partecipato all’attività organizzata. Chi accumula risultati residui è più propenso ad ottenere il diritto-dovere di governare l’istituto. |
La vita delle persone nelle società umane è scandita dal sorgere e dall'evolversi di istituzioni, ossia regole e strutture di comportamento relativamente stabili. Le società umane che assumono quindi carattere di istituzioni, acquisendo tali regole e strutture di comportamento, vengono definite istituti e differenziate in famiglie (società umane naturali) e organizzazioni (collettività orientate al raggiungimento di scopi e dotate di regole).
Distinguiamo poi altri tipi di istituti in cui l’attività economica è particolarmente rilevante:
- Famiglie
- Imprese
- Istituti pubblici
- Istituti nonprofit
Va aggiunto che ad ogni classe di istituti corrisponde un’azienda, oggetto dell’economia aziendale e cioè un ordine strettamente economico di un istituto, quindi un insieme di accadimenti economici disposti ad unità secondo le proprie leggi.
- Aziende di erogazione (la famiglia è un’azienda di consumo, caratterizzata da finalità dominanti di ordine sociale, etico e religioso: genera, alleva, educa e assiste le persone. È anche un’unità economica, con fini economici: il fine economico immediato consiste nell’appagamento dei bisogni delle persone che lo compongono, nonché il soddisfacimento delle attese economiche di persone non membri della famiglia e quindi il soddisfacimento interessi economici non istituzionali).
- Aziende di produzione
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Economia aziendale
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Economia aziendale
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Economia Aziendale - parte 1
-
Economia Aziendale e Bilancio - Modulo 1 (Economia Aziendale) - Parte Prima