La Gestione ed il Controllo
Il mantenimento degli impegni assunti e il raggiungimento degli obiettivi previsti sono essenziali
per il successo di una azienda e il suo management. L’azienda, infatti, è in grado di sopravvivere nel
tempo soltanto se è capace di rispettare le esigenze dei suoi portatori di interesse, in particolare dai
clienti e dagli azionisti sia effettivi che potenziali. Tra i meccanismi operativi che supportano in ciò
l’azienda rientrano certamente i sistemi di controllo.
I sistemi di controllo costituiscono, pertanto, un fattore prezioso per il successo di tutte le aziende,
pubbliche o private, di grandi o di piccole dimensioni e l’inadeguatezza dei controlli, può condurre
a forti inconvenienti interni ed esterni, se non a situazioni prefallimentari.
I controlli aziendali comprendono, dunque, tutti gli strumenti e le attività che i manager impiegano
per assicurare che i comportamenti e le decisioni delle persone che operano all’interno
dell’organizzazione siano coerenti con le strategie e le finalità dell’unità economica in oggetto.
L’insieme di tali meccanismi e iniziative può essere denominato Sistema di Controllo
Manageriale (SCM), al cui interno un ruolo essenziale viene ricoperto dal controllo di gestione,
che si basa sulla misurazione delle performance e sulla responsabilizzazione su parametri-obiettivo,
principalmente di natura finanziaria.
GESTIONE E CONTROLLO
Se si considera il modo in cui si articola la gestione, si nota con immediatezza come il controllo
rappresenti la parte finale di tale importante processo aziendale.
La gestione è il processo di organizzazione delle risorse e di direzione delle attività interne al fine
del raggiungimento degli obiettivi aziendali.
La gestione può distinguersi in (Tabella 1.1):
- funzioni;
- risorse;
- processi.
Le funzioni fondamentali della gestione sono costituite da: sviluppo dei prodotti o servizi,
svolgimento delle attività operative (ovvero produrre o allestire un servizio), marketing/vendite
(ossia trovare i compratori e assicurarsi che i prodotti o i servizi soddisfino i bisogni di questi),
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finanza (in altri termini, ottenere le risorse necessari e impiegare le somme che eccedono le
esigenze operative).
Le principali tipologie di risorse con le quali i manager devono lavorare sono: persone, risorse
finanziarie, macchinari e informazioni.
Il processo implica:
- la definizione degli obiettivi di lungo termine, che possono essere espresse in termini
finanziari (es. ROE) oppure in termini non monetari (es. soddisfazione dei clienti);
- la formulazione delle strategie, che può essere riferita all’azienda nel suo complesso o a
singole divisioni dell’azienda
- il controllo.
Il controllo va distinto, innanzitutto, dai momenti della definizione degli obiettivi di lungo termine e
della formulazione delle strategie.
Il primo è un prerequisito necessario per la definizione non solo di un qualsiasi tipo di controllo ma
anche per qualsiasi tipo di attività aziendale che voglia essere significativa. I dipendenti devono
sempre disporre di una buona conoscenza di ciò che la loro azienda sta tentando di realizzare; se ciò
non avviene, non si riesce a comprendere se le azioni dei dipendenti sono effettivamente finalizzate
verso il traguardo desiderato e non si può verificare se l’azienda è di successo o meno.
Le strategie definiscono il modo in cui le organizzazioni dovrebbero utilizzare le proprie risorse per
raggiungere i fini prefissati. Se ben definite, le strategie, che devono sempre risultare dall’analisi dei
punti di forza e di debolezza dell’azienda sui mercati di riferimento, costituiscono per i manager una
guida assai preziosa nella direzione e nel controllo delle loro organizzazioni.
I sistemi di controllo hanno due funzioni fondamentali: il controllo strategico e il controllo
manageriale. Il controllo strategico spinge i manager a chiedersi: “La nostra strategia è valida?”. Il
controllo manageriale porta invece a domandarsi: “Quanto è probabile che i nostri dipendenti si
comportino nel modo ritenuto giusto dall’azienda?”, cioè “Metteranno in atto la strategia
dell’azienda come stabilito?”.
Gli strumenti del controllo strategico e del controllo manageriale sono piuttosto diversi. Chi si
occupa di controllo strategico si concentra prevalentemente sull’esterno dell’azienda, analizzando il
mercato e il ruolo rivestito in esso dalla propria organizzazione, cercando di trovare i modi per
competer al meglio con le altre unità economiche, in virtù della propria particolare combinazione di
punti di forza e di debolezza. I responsabili che affrontano le questioni del controllo manageriale,
invece, si focalizzano prevalentemente sull’interno, alla ricerca dei modi mediante i quali
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influenzare nella maniera desiderata il comportamento dei propri dipendenti (per evitare che questi
attuino qualcosa che non doveva essere fatto o non realizzino iniziative che dovevano essere fatte).
L’attenzione sarà rivolta al controllo manageriale.
Controllo, nell’ambito gestionale, significa guida verso il raggiungimento dei risultati, e non
coercizione o vigilanza, come il termine potrebbe erroneamente suggerire.
LE CAUSE DEI PROBLEMI DI CONTROLLO
Le cause dei problemi di controllo possono essere classificate: in mancanza di direzione, problemi
motivazionali e limitazioni personali.
Questi elementi, che giustificano la presenza del controllo, possono presentarsi separatamente o
simultaneamente.
Alcuni dipendenti forniscono prestazioni di scarso livello semplicemente perché non sanno che cosa
l’organizzazione voglia da loro. Quando si verifica questa mancanza di direzione, la probabilità che
si verifichino comportamenti desiderabili è ovviamente esigua. Una delle funzioni dei sistemi di
controllo è, dunque, proprio quella di informare i dipendenti sui modi in cui essi possono
massimizzare il loro contributo al raggiungimento degli obiettivi aziendali complessivi.
Anche quando i dipendenti comprendono esattamente cose gli viene richiesto, alcuni decidono
deliberatamente di non agire come dovrebbero a causa di problemi motivazionali. Tali problemi
sono frequenti, dato che, per natura, gli obiettivi della singola persona non coincidono con quelli
dell’organizzazione e che gli individui sono spesso caratterizzati da comportamenti egoistici.
Come inevitabile conseguenza, i dipendenti agiscono talvolta nel loro interesse personale a spese di
quello aziendale.
L’ultimo problema comportamentale che i controlli devono affrontare si verifica quando le persone
che conoscono quanto l’azienda si aspetta da loro e sono fortemente motivate ad agire nel migliore
dei modi non risultano, tuttavia, in grado di svolgere bene il proprio lavoro a causa di alcune
limitazioni individuali. Molte di tali inadeguatezze variano da persona a persona, e possono essere
causate da lacune in termini di intelligenza, di preparazione, di esperienza, di capacità di
sopportazione oppure di conoscenze necessarie al compito in questione.
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CARATTERISTICHE DI UN CONTROLLO EFFICACE
Per avere un’alta probabilità di successo un’organizzazione deve avere un efficace controllo
manageriale.
Il controllo risulta efficace se si soddisfano le seguenti condizioni.
Innanzitutto, esso deve essere orientato al futuro. Il fine, infatti, è quello di non avere inconvenienti
nel tempo che verrà; il passato, pertanto, ha rilevanza solo come modo per conoscere meglio le
proprie caratteristiche e attitudini.
In secondo luogo, i controlli devono essere finalizzati agli obiettivi che l’azienda sta cercando di
conseguire. (Il controllo su una certa attività o unità organizzativa avente molteplici obiettivi
appare efficace solo se vengono prese in considerazione le performance inerenti a tutte le
dimensioni di risultato ritenute rilevanti.)
Inoltre, un controllo efficace non sempre è economicamente desiderabile; come ogni altro bene, gli
strumenti di controllo hanno dei costi e devono essere applicati solo se i benefici previsti superano i
costi.
COME EVITARE I PROBLEMI DI CONTROLLO
Applicare meccanismi di controllo, non costituisce sempre il miglior modo per raggiungere un
efficace dominio delle dinamiche interne. A volte, infatti, risulta più opportuno evitare i problemi di
controllo, ovvero eliminare la possibilità che tali inconvenienti possano recare danno
all’organizzazione.
Le quattro principali strategie che consentono di evitare i problemi sono l’eliminazione di attività
aziendale, l’automazione, la centralizzazione e la condivisione dei rischi.
vedi fotocopie
LE FORME DI CONTROLLO
Controllo delle azioni
Controllo dei risultati
Controllo del personale e della cultura interna
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I controlli delle azioni
I controlli delle azioni consistono in attività (e in meccanismi fisici e amministrativi) in grado di
assicurare che i dipendenti compiano (o non compiano) certe azioni ritenute di beneficio (o
dannose) per l’organizzazione. Essi rappresentano la forma di controllo più diretta perché implicano
che vengano presi specifici provvedimenti al fine di accertarsi che i dipendenti agiscano nel
migliore interesse dell’azienda.
TIPI DI CONTROLLI DELLE AZIONI
I controlli delle azioni si possono sostanziare in restrizioni comportamentali, in verifiche preventive,
nell’assegnare una responsabilità diretta per le azioni svolte e nella ridondanza nell’assegnazione
dei compiti.
Le restrizioni comportamentali sono una forma negativa di controllo delle azioni, nel senso che
rendono impossibile, o più difficoltoso, effettuare azioni che non dovrebbero essere compiute.
Le restrizioni possono essere di natura fisica o amministrativa.
La maggior parte delle imprese utilizza diverse forme di restrizioni fisiche, quali per esempio,
meccanismi di chiusura e di sicurezza, password per accedere ai computer e limitazioni di accesso
ad aree in cui vengono conservati beni di valore o informazioni importanti.
Le restrizioni di natura amministrativa si sostanziano in limiti alla capacità decisionale assegnata ai
singoli individui. (un’altra forma di controllo amministrativo è la divisione dei compiti)
Le verifiche preventive consistono nello scrutinio dei piani d’azione degli individui controllati. I
verificatori possono approvare o disapprovare le azioni proposte, oppure domandare modifiche o
maggiori dettagli perché l’approvazione possa essere concessa.
Esistono molte forme di verifiche preventive, alcune formali, altre informali.
Una verifica formale si ha, per esempio, quando si stabilisce che certi tipi di spese debbano essere
approvate. Un altro caso è fornito dai processi di pianificazione e di preparazione del budget,
nell’ambito dei quali esistono solitamente molteplici livelli di verifica preventiva delle azioni
proposte.
Le verifiche informali consistono, per esempio, in un semplice confronto dialettico tra un
responsabile e il suo subalterno, mediante il quale si verifica lo stato di avanzamento di un
determinato progetto. 5
Una terza forma di controllo delle azioni, la responsabilità per le azioni svolte, consiste nel ritenere i
dipendenti responsabili delle azioni che compiono. Le azioni per le quali le persone devono essere
ritenute responsabili possono essere comunicate mediante modalità amministrative oppure
attraverso meccanismi di natura sociale.
I modi amministrativi di comunicazione includono l’utilizzo di regole, politiche, procedure di
lavoro, l’uso di clausole contrattuali e l’adozione di codici aziendali di comportamento. Anche i
budget articolati per voce di costo, qualora pongano per ciascuna voce e per un determinato periodo
un limite massimo di spesa, sono dei modi comuni ed efficaci per responsabilizzare i dipendenti.
Le azioni desiderate non devono necessariamente essere comunicate in forma scritta; esse possono
essere anche comunicate oralmente, durante un meeting, nell’ambito di conversazioni private o nel
corso di analisi a consuntivo delle decisioni di investimento (meccanismi di natura sociale).
Una quarta forma di controllo delle azioni, la ridondanza nell’assegnazione dei compiti, consiste
nell’assegnare un task a più persone di quante sarebbe teoricamente necessario oppure nel disporre
di personale di riserva, in modo da aumentare così le probabilità che un certo compito venga portato
a termine.
I CONTROLLI DELLE AZIONI E I PROBLEMI DI CONTROLLO
Le varie forme di controllo delle azioni funzionano perché consentono di fronteggiare in maniera
efficace uno o più dei tre problemi di controllo.
Le restrizioni comportamentali sono efficaci soprattutto contro i problemi di motivazione,
perché consentono di prevenire gli individui dal compiere azioni indesiderabili.
Le verifiche preventive sono efficaci contro tutti e tre i problemi di controllo: comportando
che i superiori comunichino direttamente con i dipendenti controllati evitano la mancanza di
direzione; possono fornire motivazione, dato che la minaccia di una verifica incombente stimola una
cura particolare nella preparazione di un piano; possono attenuare gli effetti negativi delle
limitazioni personali, perché chi effettua la verifica può contribuire con l’apporto delle proprie
competenze.
Anche l’assegnazione di responsabilità per le azioni svolte aiuta ad affrontare tutti i
problemi di controllo. La chiara individuazione delle azioni desiderate può fornire direzione e
attenuare le limitazioni personali dovute a inesperienza o abilità inadeguate. Le ricompense o le
punizioni sono utili nel fornire motivazione. 6
La ridondanza nell’assegnazione dei compiti è la più limitata tra le varie forme di controllo
delle azioni; può comunque risultare efficace nell’aiutare a portare a termine un determinato
compito qualora esistessero dei dubbi sul fatto che la persona scelta sia sufficientemente motivata a
eseguirlo in modo soddisfacente e in grado di farlo (limitazioni personali).
LA PREVENZIONE E L’EVIDENZIAZIONE DEI COMPORTAMENTI INDESIDERABILI
Le varie forme di controllo delle azioni possono essere utilmente classificate secondo la loro
capacità di prevenire o di evidenziare comportamenti indesiderabili.
Questa distinzione è importante, in quanto i controlli che prevengono il verificarsi di errori e
irregolarità sono, se efficaci, la più potente forma di controllo, in quanto non sarà sostenuto alcuno
dei possibili costi collegati al comportamento indesiderabile. I controlli delle azioni che
evidenziano gli errori differiscono da quelli che li prevengono nel fatto che vengono applicati dopo
il verificarsi del comportamento; essi, tuttavia, possono comunque rivelarsi preziosi se la
rilevazione viene fatta tempestivamente e si arriva quanto prima a una cessazione del
comportamento.
La maggior parte dei controlli delle azioni è rivolta alla prevenzione di comportamenti
indesiderabili. L’eccezione è rappresentata dall’assegnazione di responsabilità per le azioni svolte.
Sebbene tale misura sia impiegata per motivare i dipendenti a comportarsi correttamente, l’azienda
non può tuttavia essere certa che siano state effettuate le azioni desiderate finché non ne raccoglie le
prove (a meno che tale rilevazione sia concomitante con lo svolgersi delle attività operative).
LE CONDIZIONI DI EFFICACIA DEL CONTROLLO DELLE AZIONI
Le varie forme di controllo delle azioni sono efficaci solo quando sono soddisfatte, almeno
parzialmente, le seguenti condizioni:
1. I manager sanno quali azioni sono desiderabili (o indesiderabili).
2. I manager sono in grado di assicurare che le azioni desiderabili si verifichino (o che quelle
indesiderabili non si verifichino).
La mancanza di conoscenza delle azioni desiderabili costituisce il limite maggiore all’utilizzo dei
controllo delle azioni. Tale conoscenza può essere acquisita mediante due metodi.
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Secondo il primo, vanno analizzati i modelli di azione o di risultato relativi a una determinata
situazione, o a situazioni simili, verificatasi nel corso degli anni, al fine di apprendere quali azioni
producono i risultati migliori.
Un altro metodo grazie al quale i manager possono apprendere quali azioni sono desiderabili è
quello di venire informati da altri esperti del settore.
Sapere quali azioni sono desiderabili non basta ad assicurare un buon livello di controllo; i manager
devono anche avere una certa capacità di assicurarsi che le azioni desiderate siano effettivamente
compiute.
Al riguardo, le difficoltà maggiori si possono avere nei controlli basati sull’assegnazione della
responsabilità per le azioni svolte. I criteri che dovrebbero essere seguiti sono:
precisione, si riferisce alla percentuale di errore degli indicatori che vengono utilizzati per
evidenziare quali azioni hanno avuto luogo;
obiettività (oggettività dei report), a tal fine molte imprese utilizzano supervisori diretti e
revisori interni;
tempestività, se la rilevazione non è tempestiva diventa più difficile intervenire prima che il
danno sia stato fatto;
comprensibilità (delle azioni), diviene meno immediata quando l’azione è definita in termini
aggregati.
Se uno qualsiasi tra questi criteri non può essere soddisfatto, l’assegnazione di responsabilità per le
azioni svolte non sarà in grado di indurre i comportamenti desiderati.
[il controllo delle azioni presenta un grosso limite: la mancanza di creatività, cioè può avere
l’effetto di impoverire mentalmente le persone che svolgono l’attività]
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I controlli dei risultati
Il controllo di gestione o controllo dei risultati consiste nel responsabilizzare gli individui sugli esiti
delle loro attività.
I controlli dei risultati influenzano le azioni poiché inducono i dipendenti a preoccuparsi
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