Economicità
L'economicità è la condizione d’esistenza dell’istituto stesso, e della sua azienda che ne rappresenta l’ordine economico, ovvero l’osservazione dell’istituto nelle sue manifestazioni economiche. È il principio a cui deve essere sempre orientata la gestione aziendale. Tale principio si basa su due concetti fondamentali: autonomia e curabilità.
Concetti fondamentali dell'economicità
Per autonomia s’intende l’attitudine dell’azienda ad operare senza il ricorso ad economie di terzi; per curabilità, l’attitudine ad operare in un ambiente mutevole, poiché le aziende operano in ambienti che variano continuamente e che esercitano influenze sull’istituto stesso, e quindi la curabilità è volta a rendere possibile lo svolgimento nel tempo delle combinazioni economiche aziendali. Tali caratteri fondamentali devono essere rispettati simultaneamente, perché la mancanza di uno dei due potrebbe pregiudicare l’esistenza dell’istituto stesso.
L’autonomia, per esempio, potrebbe venire meno se siamo alla presenza di un soggetto economico improprio, dove le prerogative di governo economico sono esercitate solo da una parte dei membri del soggetto economico o addirittura da soggetti esterni e quindi vi è la possibilità che questi attuino comportamenti opportunistici creando inefficienze nello svolgimento dell’attività economica e il rischio di pregiudicarne l’esistenza stessa.
Devono essere soddisfatti simultaneamente anche gli equilibri reddituale e monetario. L’equilibrio reddituale consiste nell’ottenere ricavi di reddito tali da poter supportare i costi che sono stati sostenuti per la realizzazione di beni da cui sono originati tali ricavi; mentre si parla d’equilibrio monetario, quando la gestione finanziaria riesce a sopperire ad eventuali carenze monetarie dovute all’asincronicità tra entrate/uscite, costi/ricavi ricorrendo al capitale di prestito in modo tale che l’azienda possa in ogni momento far fronte alle obbligazioni che essa ha assunto verso terzi.
Osservazione del principio di economicità
Il principio di economicità può essere osservato in relazione ad un arco temporale definito di breve termine (12 mesi) o medio-lungo termine (oltre 12 mesi). Nel breve termine, le condizioni di economicità talvolta possono non essere rispettate se vi sono investimenti ingenti o una penetrazione in nuovi mercati da parte dell’azienda. In questi casi, il patrimonio deve disporre di una solidità tale che le condizioni di economicità vengano ristabilite nel medio-lungo termine.
L’economicità può essere osservata anche in relazione ad un aggregato aziendale dove possono manifestarsi due situazioni: l’azienda che fa parte dell’aggregato aziendale avrà un economicità coincidente con quella dell’aggregato aziendale; oppure possono manifestarsi situazioni divergenti nel caso in cui l’azienda abbia assunto una funzione di servizio pregiudicando la sua economicità; ciò trova una giustificazione economica nella valutazione dell’interesse d’insieme dell’aggregato aziendale che conferirà all’azienda di servizio le risorse necessarie affinché questa continui ad operare nel tempo.
Modelli di rappresentazione dell'economicità
Il sistema dei valori d’azienda, ovvero l’insieme dei valori riferiti agli accadimenti economici aziendali, permette la costruzione di un modello che rappresenti l’economicità dell’azienda. L’impresa opera in un mercato di scambio, che è la principale modalità di trasferimento di beni tra istituti attraverso l’attuazione/formulazione di un accordo tra le parti secondo il maggior grado di efficienza possibile in modo da ottenere il maggior risultato reddituale per entrambe le parti.
Tutti i valori che definiscono gli scambi vengono detti valori numerari e corrispondono principalmente a mezzi monetari liquidi disponibili o crediti/debiti di regolamento. Le variazioni di tali valori assumeranno quindi il nome di variazioni numerarie. Una variazione numeraria rappresenta pertanto una variazione di un valore numerario, ovvero del mezzo monetario con cui è avvenuto lo scambio. Mentre si parlerà di valori non numerari per tutti gli altri valori e pertanto variazioni non numerarie corrisponderanno a variazioni di condizioni patrimoniale positive/negative a cui corrisponderanno in prospettiva reddituale componenti positivi/negativi di reddito.
Si pensi per esempio ad un acquisto di materie per 100€ con pagamento differito presso un fornitore. Tale operazione permette la rilevazione di due conti – dove per conto di intende un prospetto a sezioni contrapposte con dare a sinistra segno + “addebitare” e avere a destra segno – “accreditare”: il primo conto denominato Debiti verso fornitori e il secondo acquisti materie prime. Nel primo conto possiamo il sorgere di un debito di regolamento che rappresenta una variazione numeraria negativa, ovvero non ho più quei 100 €, nel secondo conto invece è rappresentata la variazione non numeraria consistente nell’aumento di materie prime che ho a disposizione a cui corrisponderà un componente negativo di reddito dato dal costo che dovuto sostenere per l’acquisizione di tali materie prime.
Una volta definite le classi di valori occorre prendere in considerazione per la loro determinazione quantitativa il momento della loro manifestazione. A tale scopo si adotta il momento della manifestazione numeraria coincidente con l’emissione/ricevimento della fattura per esigenze di certezza, in quanto nel momento in cui sorge un credito/debito di regolamento si è anche manifestato il corrispettivo componente positivo/negativo.
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