INDICE
1. IL CONCETTO DI AZIENDA……….…………………………………. 3
2. AZIENDA E AMBIENTE………………………………………………... 4
3. SISTEMA………………………………………………………………….. 6
4. L’AZIENDA COME SISTEMA…………………………………………. 7
5. IL CONCETTO DI SISTEMA SECONDO PARSONS………………… 9
6. IL CONCETTO DI SISTEMA DI GIOVANNI FRATERNO…………. 10
7. IL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE…………………………. 12
8. METODI E SISTEMI CONTABILI…………………………………….. 14
9. IL BILANCIO……………………………………………………………... 16
10. I PRINCIPI CONTABILI………………………………………………. 18
11. I CRITERI DI VALUTAZIONE……………………………………….. 20
12. IL CONTROLLO DEI COSTI E GLI STANDARD………………….. 22
12.1 IL CONTROLLO DEI COSTI………………………………...………… 22
12.2 LA BREAK EVEN ANALYSIS………………………………………… 23
12.3 I COSTI DI RIFERIMENTO……………………………………………. 25
12.4 I COSTI STANDARD……………………………..…………………….. 26
12.5 L’ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI………….……………………….. 28
13. DAL CONTROLLO PER CENTRI DI COSTO A QUELLO PER
ATTIVITA’…………………………………………………………………… 31
13.1 I CENTRI DI COSTO E CENTRI DI RESPONSABILITA’……………. 31
13.2 IL CONTROLLO PER ATTIVITA’…………………………………….. 33
1
“CONCETTO DI AZIENDA”
L’azienda è stata variamente definita dalla normativa giuridica e dalla dottrina
economico-aziendale rendendo problematica l’elaborazione di una definizione che
fosse comprensiva di tutti gli elementi che ne costituiscono l’organizzazione e ne
orientano il funzionamento.
Il codice civile (art. 2555) concepisce l’azienda come il “complesso dei beni
organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”. La nozione giuridica di
azienda è, quindi, non esaustiva e di natura derivata in quanto la sua corretta
interpretazione implica l’introduzione della definizione di impresa per il cui esercizio
l’azienda si pone come strumento. I caratteri distintivi dell’impresa sono desumibili a
loro volta dall’art. 2082 che definisce l’imprenditore come colui che “esercita
professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello
scambio di beni/servizi”.
Il concetto restrittivo fornito dalla normativa giuridica non trova riscontro nella
nozione di azienda invalsa nella dottrina economico-aziendale, decisamente più
ampia e comprensiva, oltre che del complesso dei beni, anche dell’insieme delle
persone che operano all’interno di essa, per il raggiungimento delle finalità prefissate.
Nella pluralità delle definizioni fornite dalla dottrina di particolare interesse risultano
quelle elaborate da:
- ZAPPA: l’azienda è l’istituto economico atto a perdurare, che, per il
soddisfacimento dei bisogni umani, compone e svolge in continua
coordinazione, la produzione, o l’acquisizione ed il consumo della ricchezza.
- ONIDA: l’azienda è un complesso economico che sotto il nome di un soggetto
giuridico ed il controllo di un soggetto economico, ha vita in un sistema
continuamente rinnovantesi e mutevole di operazioni attuabili mercè una
duratura organizzazione del lavoro, per la soddisfazione di bisogni umani, in
quanto questa richieda produzione o acquisizione e consumo di beni
economici.
- GIARDINA: l’azienda è uno strumento creato dall’uomo, composto e
complesso di elementi, in equilibrio economico-finanziario-patrimoniale-
dinamico dotato di autocontrollo, sottosistema d’ambiente prevalente socio-
economico-politico ma non solo, tendente a crescere e ad evolversi, meno
istintivamente e razionalmente pluricefalo e teleologico, soggetto a rischio.
2
“AZIENDA E AMBIENTE”
L’azienda è inserita ed opera in un contesto socio-economico più vasto con il quale
instaura un interscambio di beni, servizi ed informazioni.
AZIENDA = SISTEMA APERTO
Il collegamento con l’ambiente esterno rende l’azienda un:
SISTEMA COMPLESSO: ossia un sistema contraddistinto da elementi e relative
relazioni, le quali sono spesso molto instabili o difficilmente individuabili.
SISTEMA PROBABILISTICO: in quanto l’instabilità che la caratterizza impedisce
una precisa determinazione della natura e degli effetti delle operazioni poste in essere
dai soggetti interni ed esterni.
SISTEMA-AZIENDA
SI BASA SU RAPPORTI CON SOGGETTI INTERNI ED ESTERNI,
INTERESSATI A CONOSCERE E AD INFLUENZARNE LE
VICENDE ECONOMICO-AZIENDALI. ESSI, ESSENDO TRA LORO
INTERRELATI, DANNO VITA AD UN’ARTICOLATA RETE DI
RAPPORTI AL CENTRO DELLA QUALE VI E’L’AZIENDA STESSA
I principali mercati con i quali l’azienda effettua transazioni possono essenzialmente
dividersi in mercati di acquisizione e mercati di sbocco: i primi forniscono i fattori
produttivi (materie, servizi, personale), mentre i secondi assorbono i prodotti ottenuti.
Le interrelazioni con l’ambiente esterno, però, non si limitano a quelle intercorse con
i mercati che forniscono gli inputs e ricevono gli outputs, ma si estendono anche
all’ambiente sociale in grado di influenzare radicalmente gli elementi e le relazioni
interne dell’azienda. 3
4
“SISTEMA”
Il più grande sistema è l’universo, ossia un’unità composta da elementi. All’interno
della galassia possiamo delimitare un cerchio e facendo un’analisi dall’alto il mondo
diventa l’ambiente generico dell’azienda. In realtà non si sa dove inizia e finisce
l’azienda pertanto la circonferenza che la rappresenta sarà tratteggiata.
Zappa, D’Ippolito e tanti altri autori parlano di azienda come sistema composto e
complesso, ma in un’azienda oltre gli elementi composti occorre anche il controllo
che rende l’azienda un sistema superiore a quello dinamico (meccanismo).
SISTEMA
DINAMICO AUTOCONTROLLATO APERTO
5
“L’AZIENDA COME SISTEMA”
La teoria dei sistemi
Nato nell’ambito delle scienze biologiche per legare il comportamento di un
organismo a quello dell’ambiente che lo circonda, il concetto di sistema si è
rapidamente diffuso nell’Ingegneria dove certi strumenti interpretativi ad esso
connessi possono ritenersi patrimonio consolidato. Particolarmente efficace è la
possibilità di ridurre, in sede di analisi, il funzionamento di fenomeni fisici complessi
all’interazione di sistemi più semplici e, viceversa, la possibilità di progettare sistemi
in maniera strutturata componendo unità più semplici. Tutti i sistemi fisici di
interesse per l’ingegnere sono sistemi dinamici orientati che descrivono una vasta
gamma di fenomeni e di processi. La dipendenza dagli interventi esterni
(orientamento) ne caratterizza la collocazione tra le scienze dell’ingegneria.
Scopo della Teoria dei Sistemi (TdS) è introdurre ai principali metodi di studio dei
sistemi dinamici orientati con particolare riferimento alla classe dei sistemi lineari e
stazionari, a tempo continuo e a tempo discreto.
In Ingegneria la necessità di associare ai fenomeni una loro descrizione quantitativa
ha poi dato luogo all’associazione sistema-modello, cuore della Teoria dei Sistemi:
questa pertanto ha l’obiettivo di inquadrare in maniera unitaria le relazioni causa-
effetto e fornire degli strumenti di analisi matematica e sintesi ingegneristica.
Un sistema è una qualsiasi identità che è possibile analizzare e quindi scomporre.
Ogni sistema ha delle caratteristiche che possono essere:
Variabili / Condizionate – Costanti
Possiamo rappresentare un sistema come una scatola con ingressi (sollecitazioni) ed
uscite. Gli ingressi agiscono sullo stato del sistema e ne modificano le caratteristiche
e queste modifiche vengono registrate in variabili di stato che definiscono lo stato
interno del sistema.
Per lo studio del sistema si analizza e si fissa il lasso di tempo T nel quale sarà
studiato. In questo lasso di tempo (insieme ordinato di istanti) si considerano una
serie di istanti particolari. Ordinato significa che prendendo 2 elementi qualsiasi
possiamo stabilire con correttezza quale dei due precede l’altro.
Gli elementi necessari per studiare un sistema sono:
T = { t0, t1, …ti}
Insieme ordinato dei tempi I = { i0, i1, …ii}
Insieme delle variabili di ingresso U = { u0, u1, …ui}
Insieme delle variabili di uscita S = { S0, S1, … Si}
Insieme delle variabili di stato f
Funzione di transazione g 6
La funzione di transazione f serve per calcolare lo stato interno del sistema in un
determinato istante
S(ti) = F (S(T0), in, (t0, ti))
Grazie a questa funzione possiamo studiare l’evoluzione dello stato interno di un
sistema. Il sistema quindi dipende da questa sestupla di dati:
S = ( T, I, U, S, f, g)
I sistemi possono essere classificati in base: alla natura, al tempo, alle proprietà delle
variabili, alle proprietà delle relazioni.
Se il criterio di classificazione è la natura del sistema dobbiamo considerarne
l’origine e classificarli quindi in: naturali (esistenti in natura), artificiali (realizzati
dall’uomo) o misti (naturali, ma modificati dall’uomo come, ad esempio, le dighe).
Se il criterio di classificazione è il tempo dobbiamo distinguerlo in: discreto (in
corrispondenza biunivoca con l’insieme dei numeri naturali) o continuo (in
corrispondenza biunivoca con l’insieme dei numeri reali).
Se il criterio di classificazione si basa sulle proprietà delle variabili dobbiamo
distinguerlo in : dinamico (quando le variabili di stato cambiano valore nel tempo ) o
statico ( quando le variabili di stato assumono sempre lo stesso valore).
Se il criterio di classificazione si basa sulle proprietà delle relazioni dobbiamo
distinguerlo in : deterministico (quando ad una certa sollecitazione risponde con una
sola e univoca risposta) o stocastico (quando ad una stessa sollecitazione può
rispondere in diversi modi). 7
“IL CONCETTO DI SISTEMA SECONDO PARSONS”
Talcott Parsons (1902-1979) per lungo tempo è stato il più celebre sociologo degli
Stati Uniti, e uno dei più noti al mondo.
Ne Il Sistema Sociale Parsons definisce il sistema come un insieme interrelato di parti
che è capace di autoregolazione e in cui ogni parte svolge una funzione necessaria
alla riproduzione dell’intero sistema. Ogni sistema deve essere in grado di svolgere
almeno 4 funzioni:
Adattamento all’ambiente: il sottosistema che svolge questa funzione è il
sottosistema economico.
Definizione dei propri obiettivi: il sottosistema che svolge questa funzione è
il sottosistema politico.
Conservazione della propria organizzazione: i sottosistemi che svolgono
questa funzione sono il sottosistema della famiglia e della scuola.
Integrazione delle parti componenti: i sottosistemi che svolgono questa
funzione sono il sottosistema giuridico e religioso.
In realtà nella visione di Parsons gli individui non sono singole persone ma persone
che svolgono dei ruoli specifici, modelli di comportamento regolati da norme ed
orientati all’espletamento di una funzione: Parsons non tratta dei signori X e Y, ma
dell’insegnante e del meccanico. Il sistema sociale è dunque un sistema di ruoli:
nell’ambito del proprio ruolo ogni individuo entra in relazione con gli altri e
contribuisce alla riproduzione del sistema nel suo complesso. I ruoli fanno anche
parte delle istituzioni, sottounità del sistema sociale che implicano più ruoli
interagenti tra loro: la scuola (fatta dai ruoli di insegnante, studenti, bidello, ecc), la
famiglia (padre, madre, figli). 8
“IL CONCETTO DI SISTEMA DI GIOVANNI FRATERNO”
1. IL CONCETTO DI SITEMA
Il sistema è un modello generale della realtà per cui è un’estrazione della stessa.
Oggetto dell’indagine è il sistema, mentre l’ambiente è tutto il rimanente, di
conseguenza i confini tra l’oggetto e il suo ambiente non possono sempre essere
definiti a priori in modo del tutto preciso. Ad esempio come definire ciò che è interno
ed esterno al sistema Terra per un metereologo? La cosa non è semplice perché
bisogna prima definire qual è il confine più alto dell’atmosfera.
In sostanza per fissare il confine del sistema bisogna in modo preciso definire lo
scopo dell’indagine.
2. CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI
I sistemi possono essere osservati sotto diversi punti di vista.
Tipi di sistema normalmente analizzati:
- SISTEMA CHIUSO: quando non interagisce in alcun modo con l’ambiente
esterno.
- SISTEMA APERTO: quando interagisce con l’ambiente esterno.
- SISTEMA STATICO: quando i fenomeni che lo riguardano non avvengono
nel tempo.
- SISTEMA DINAMICO: quando i fenomeni che lo riguardano avvengono nel
tempo.
- SISTEMA DISCRETO: può assumere stati nettamente distinti (ad es. il
semaforo).
- SISTEMA CONTINUO: è quello per cui non è possibile trovare una
separazione tra uno stato e l’altro.
- SISTEMA INVARIANTE: quando il suo comportamento rispetto alle
condizioni iniziali non muta. Un sistema di questo genere produce gli stessi
risultati ogni qual volta parte dalle stesse condizioni iniziali.
3. ELEMENTI CARATTERISTICI DI UN SISTEMA
Lo stato globale di un sistema viene definito attraverso:
- le variabili di stato interno (vs1),(vs2),…(vsk)
- le variabili di ingresso (vi1), (vi2),…(vin)
- le variabili in uscita (vu1),(vu2),…(vum)
9
Se in ogni istante le uscite sono determinate univocamente dalla configurazione
assunta in quello stesso istante dalle variabili di ingresso, il sistema si dice
combinatorio. Se invece le uscite e lo stato in cui viene a trovarsi il sistema in un
certo istante dipendono dagli ingressi e dagli stati precedenti, il sistema stesso è detto
sequenziale. Nei sistemi sequenziali siccome lo stato in un certo istante dipende dalla
sua storia precedente si usa dire che i sistemi sequenziali sono dotati di memoria.
10
“IL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE”
1. CONCETTO DI RILEVAZIONE AZIENDALE
Le rilevazioni aziendali sono costituite da determinazioni di tipo quantitativo, il cui
fine è quello di consentire la conoscenza di fenomeni economici che riguardano
l’attività dell’azienda ed i suoi rapporti con l’ambiente e il mercato. Le rilevazioni
d’azienda hanno la funzione di mezzo-fine: la loro efficacia viene valutata in base
alla capacità di fornire dati e conoscenze utili al soddisfacimento del fabbisogno
informativo derivante dall’attività di governo aziendale. Le tecniche di rilevazione,
infatti, costituiscono degli “strumenti di conoscenza” e dovranno, pertanto, essere
opportunamente modificate ed adeguate in risposta ai mutamenti dei fenomeni
osservati e delle finalità informative perseguite.
2. CLASSIFICAZIONE DELLE RILEVAZIONI AZIENDALI
Data la molteplicità e la varietà delle rilevazioni che concretamente vengono poste in
essere all’interno dell’azienda, queste possono essere classificate secondo criteri
differenti:
In base alla tecnica utilizzata:
- Contabili: sono quelle che utilizzano lo strumento del conto, il quale consiste
di un prospetto riferito ad un dato oggetto, di cui si registrano le quantità
relative alla misura iniziale e alle sue successive variazioni. Esse vengono
tipicamente impiegate per la rilevazione dei fatti di gestione, ma non sempre
sono in grado, da sole, di soddisfare le esigenze conoscitive legate
all’amministrazione dell’impresa.
- Extracontabili: si attuano al di fuori dei conti e si avvalgono di tecniche
diverse, prevalentemente di natura statistica e matematica, che vengono
adattate allo studio dei fenomeni economico-aziendali.
In base al momento in cui si manifestano i fatti di gestione:
- Antecedenti: vengono effettuate prima dell’attuazione delle operazioni cui si
riferiscono. Consistono nella redazione di programmi d’azione futura con lo
scopo di formulare giudizi di convenienza economica attraverso il raffronto dei
dati rilevati a consuntivo.
- Concomitanti: sono redatte contemporanea
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.