Capitolo 11: L'attività economica
La centralità della persona
Le persone perseguono molteplici fini, di varia specie e grado, il cui perseguimento suscita bisogni. Per il soddisfacimento dei bisogni, la persona svolge, tra l'altro, l'attività economica: attività di produzione e consumo di beni economici (merci e servizi utili al soddisfacimento dei bisogni e scarsi rispetto alle esigenze delle persone). Gran parte dell'attività economica si svolge nell'ambito di società umane, in particolare nell'ambito di istituti quali le famiglie, le imprese, gli istituti non profit e lo Stato.
L'attività economica si manifesta prevalentemente nel lavoro che è di persona e di persona come parte della famiglia e di altri istituti. L'attività economica è svolta dalle persone e per le persone: persone che si uniscono in società umane. La persona umana è quindi al centro degli studi che si occupano di economia.
Pensiamo ai differenti possibili sviluppi di due teorie economiche che si fondassero su due ipotesi alternative:
- "Le persone sono singoli individui isolati, perfettamente razionali e spinti solo da interessi egoistici".
- "Le persone agiscono in quanto membri di gruppi, in condizioni di razionalità limitata e ispirate anche da principi di altruismo".
I bisogni e i beni
Si definisce bisogno l'esigenza di un bene necessario agli scopi della vita, che si manifesta soggettivamente come desiderio, sensazione e consapevolezza dell'insoddisfazione dovuta a una mancanza. Per il soddisfacimento dei bisogni, congiuntamente ad attività di altra natura, viene svolta l'attività economica.
I bisogni si distinguono in due grandi classi: bisogni naturali (o fisiologici) e bisogni sociali. I bisogni naturali sono suscitati dalla componente biologica delle persone: bisogni di alimentazione, protezione contro le intemperie, riposo, ecc. Sono relativamente uniformi nelle persone e nei tempi e quindi sono universali, in particolar modo quelli dei bambini, mentre quelli degli adulti tendono a differenziarsi.
Per bisogni sociali si intendono quelli sociali, etici, estetici e religiosi. A loro volta i bisogni sociali possono essere radicali o non radicali. I bisogni naturali e sociali possono essere distinti in bisogni essenziali (o primari) e bisogni voluttuari (o secondari o superflui), questi fortemente influenzati dalle mode e dai gruppi di riferimento.
Una teoria dei bisogni è riferimento fondamentale di ogni altra teoria economica. La teoria dei bisogni è necessaria per comprendere le scelte compiute dalle famiglie riguardo all'intensità della prestazione del lavoro e ai livelli e composizione dei consumi, risparmi e investimento. I bisogni delle persone si dispongono in gerarchia, ponendosi in ordine di priorità che si manifesta nella variazione delle scelte di consumo al variare dei redditi disponibili. L'ordine di priorità è più rigido per i bisogni e redditi più bassi; in corrispondenza dei redditi più elevati variano maggiormente le preferenze individuali. Le scelte delle persone sono soggette a processi di apprendimento a fronte di bisogni, beni e prezzi "nuovi".
I beni possono essere classificati in base a diversi criteri:
- Beni economici (utili al soddisfacimento dei bisogni e scarsi rispetto alle esigenze) e non economici (o liberi) non sono soggetti a limite di scarsità.
- Beni primari e beni voluttuari (in riferimento ai bisogni primari e voluttuari) es. pane, acqua vs corso di yoga, champagne.
- Beni complementari (quando si pensa ai bisogni soddisfatti dal concorso necessario di più beni) es. carta e penna.
- Beni fungibili (un bisogno può essere soddisfatto da beni differenti alternativi) es. penna e biro.
- Beni differenziabili (particolari e diverse tra imprese) e non differenziabili (commodities) es. abiti vs materie prime.
- Beni di consumo (utilizzati dalle persone per soddisfare i loro bisogni), beni strumentali (utilizzati per produrre altri beni).
- Beni a utilizzo singolo o durevoli (se esauriscono la loro utilità in un solo impiego es. alimenti vs elettrodomestici) o in impieghi ripetuti per tempi più lunghi.
- Beni a consumo individuale e a consumo collettivo (bevande, abiti vs spettacoli, giardini pubblici, difesa nazionale).
- Beni privati o beni pubblici (a seconda che vengano prodotti da soggetti privati o pubblici) basati su "non rivalità nei consumi" (il bene può soddisfare contemporaneamente un numero illimitato di persone) e "non escludibilità" (non si può escludere una persona dal godimento del bene).
Le attività economiche di produzione e consumo
In sintesi, l'attività economica consiste nelle operazioni di produzione e di consumo di beni economici. Le operazioni più evidenti nella gamma di operazioni rientranti nell'attività di produzione e consumo di beni economici identificano:
- Operazioni di trasformazione tecnica (operazioni di trasformazione fisica, spaziale e logica di materie prime, impianti, dati e conoscenze).
- Operazioni di negoziazione (complementari alle attività di trasformazione tecnica): aventi ad oggetto beni privati, disponibilità di mezzi monetari (capitale di rischio e di prestito), copertura di rischi, lavoro, beni pubblici. Le negoziazioni si svolgono in una molteplicità di condizioni di scambio e forme contrattuali, spesso si sovrappongono anche relazioni di cooperazione e competizione tra gli istituti coinvolti. Insiemi omogenei di scambi formano i mercati.
- Operazioni di configurazione dell'assetto istituzionale, che determinano il disegno complessivo secondo cui l'istituto nasce e si svolge, qui si decidono i fini, i campi di attività, le strutture di governo, ecc.
- Operazioni di organizzazione: operazioni di progettazione della struttura organizzativa e coordinamento dei compiti attribuiti alle persone ed operazioni di gestione del personale.
- Operazioni di rilevazione e di informazione: elaborazione dei dati relativi agli accadimenti dell'istituto al fine di ottenere informazioni che possano essere di supporto alle decisioni di gestione; si compongono delle operazioni di rilevazione e programmazione e controllo (tema ripreso nel capitolo 3).
Produzione economica, di beni e di redditi
Tutte le imprese svolgono attività di produzione economica (che non significa fabbricazione), che è l'insieme delle attività economiche svolte dall'impresa (comprese le attività di trasformazione tecnica), per raggiungere i propri obiettivi. Alcune svolgono attività di produzione di beni (merci e servizi); altre svolgono negoziazioni (di beni, crediti di prestito e rischi).
La produzione economica è la funzione caratteristica dell'impresa e non rappresenta lo scopo dell'impresa, ma lo strumento con cui raggiungerlo; il fine dell'impresa è la produzione di reddito (di remunerazioni, in particolare del lavoro e del capitale di rischio perché i prestatori di lavoro e i conferenti capitale proprio sono le due categorie di persone che hanno massimo rilievo). Il fine dell'impresa è quindi la produzione di redditi che ha come mezzo la produzione economica.
Le condizioni di produzione
L'attività economica si attua con l'impiego di condizioni di produzione (fattori di produzione). L'insieme complessivo delle condizioni di produzione include ogni elemento o circostanza che contribuisce direttamente o indirettamente a rendere possibile la produzione economica d'impresa (materie prime, componenti, servizi, immobili, impianti, attrezzature, lavoro, terra, beni pubblici, beni liberi).
Particolare rilievo hanno le condizioni primarie di produzione, fondamentali per ogni impresa e che suscitano nelle persone che le conferiscono interessi economici primari nei confronti dell'impresa: il lavoro e il capitale risparmio. Esse fanno capo alle due categorie di persone che compongono il soggetto economico d'impresa: l'insieme delle persone che hanno interessi economici primari nell'impresa e che hanno il diritto-dovere di governare l'impresa stessa.
La persona umana e l'homo economicus
Diversamente dalle teorie che contrappongono l'homo economicus (soggetto razionale ed egoista che tende a massimizzare i profitti ed opera autonomamente, sempre in grado di valutare in maniera perfettamente razionale (razionalità assoluta) le proprie scelte di convenienza ed il cui comportamento non teneva conto di manifestazioni quali quelle biologiche, sociologiche, psicologiche, politiche, etiche, morali.) alla persona umana. Nella prospettiva adottata dall'economia aziendale viene presa in considerazione la persona nella sua totalità, viene considerato l'influsso che tutte queste manifestazioni hanno nella vita e nei comportamenti delle persone. La razionalità delle persone non è assoluta ma limitata e pertanto influisce sui processi decisionali e sui risultati che possono essere conseguiti. La persona svolge quindi attività economica come mezzo per realizzare i fini di persona; la persona è membro di società umane e le sue scelte sono di persona come membro di più società umane; le scelte vengono compiute secondo razionalità limitata; le persone condividono valori. Le persone, a causa dei limiti cognitivi e dell'incompleta disponibilità di informazioni, possono valutare le proprie scelte di convenienza non in maniera ottimale bensì in maniera soddisfacente.
Il principio di massimizzazione del benessere
Le persone agiscono in modo da massimizzare il loro benessere individuale, tenendo un comportamento razionale e soggetto a vincoli. Le azioni sono soggette a vincoli di reddito, tempo, capacità. Le scelte delle persone sono dettate dalle loro preferenze. Le preferenze sono influenzate dai bisogni umani fondamentali e dalle caratteristiche dei beni e dai bisogni. Inoltre, sono dettate dal capitale personale (esperienze passate, abitudini) e capitale "sociale" (comportamenti della rete di conoscenze, dalla cultura); in particolare, nelle economie evolute questo "capitale umano complessivo" influenza le scelte più che i bisogni. Scelte, capitale umano e preferenze sono legati da una relazione dinamica, anche se i gusti delle persone sono relativamente stabili, le variazioni si spiegano soprattutto con le variazioni di redditi disponibili e dei prezzi dei beni, non da variazioni di gusti. Molto importante è il ruolo delle società di persone, come ad esempio la famiglia.
Processi decisionali individuali: la razionalità limitata
La teoria dei processi decisionali degli attori economici è parte rilevante della teoria economica. Troviamo 3 modelli utili a capire come le persone decidono:
- Modello di razionalità assoluta: per un soggetto che debba prendere una decisione. La realtà mostra che il verificarsi di tutte queste condizioni non è possibile.
- Sono perfettamente chiari il problema e gli obiettivi;
- Sono disponibili tutte le informazioni relative alle scelte alternative;
- Sono conosciuti tutti i possibili futuri stati del mondo;
- Può essere fatto un simultaneo confronto tra le alternative;
- Il decisore è unico e isolato;
- L'alternativa scelta è la migliore.
- Modello delle scelte individuali secondo razionalità limitata: (il concetto introdotto da Herbert Simon) le decisioni scaturiscono da processi iterativi e sequenziali. (Secondo questo modello problema, soluzioni e attese si intersecano in un processo di apprendimento, razionale, ma a razionalità limitata e non assoluta. Influenzate da struttura cognitiva delle persone)
- Il decisore parte da un insieme di attese iniziali,
- effettua una prima ricerca esplorativa che gli permette di individuare qualche possibile soluzione,
- esamina e valuta una prima soluzione, che può essere superiore o inferiore alle attese,
- effettua quindi un aggiustamento delle attese,
- esamina altre soluzioni possibili, confrontandole con le attese che si modificano in base all'esito della ricerca,
- continua a valutare in sequenza le alternative (con conseguente modifica delle attese),
- ad un certo punto effettua una scelta finale (quando il tempo sta finendo, quando le ultime valutazioni non aggiungono scoperte positive, quando una soluzione è soddisfacente rispetto alle esigenze che si sono via via adattate).
- Modello delle scelte a più attori in contesti organizzati: molte decisioni sono prese da persone che operano in contesti organizzati; il modello sviluppa la razionalità relativa su concetti di attori, problemi, soluzioni, occasioni di decisioni (vedi par.1.2.5.).
Gruppi sociali, norme, ruoli
Per il perseguimento dei fini, le persone interagiscono tra loro in forme stabili e strutturate denominate società umane. L'azione dell'individuo integrata nell'ambito di società umane produce benefici individuali e collettivi. L'attività economica deve essere analizzata anche come attività di persone membri di società umane, non solo come attività di singoli individui. Le società umane sono di natura molto varia e analizzabili in molteplici aspetti. I gruppi sociali sono le società umane elementari.
Il gruppo sociale è un insieme di persone avente i seguenti caratteri:
- Composto da un piccolo numero di componenti (da 3 a 7 persone);
- Si forma spontaneamente tra persone che per varie condizioni si trovano ad interagire;
- È composto da persone che condividono valori di fondo;
- È orientato al perseguimento di un obiettivo comune a tutti i membri;
- Ha una struttura sociale interna;
- Ha norme di comportamento, solitamente implicite e che devono essere rispettate;
- La sua permanenza è favorita dall'equilibrio tra ciò che il membro del gruppo fornisce e ottiene;
- Decade quando si scioglie tale equilibrio.
Quando una persona fa parte di un gruppo, la persona diventa il centro di un sistema di attese di comportamento da parte di altri soggetti: si forma così il ruolo (sistema delle attese di comportamento, che convergono su una persona che occupa una certa posizione in un certo gruppo). Un gruppo è in equilibrio se i ruoli sono coerenti e complementari, si mantiene se ha un leader che lo guidi. Il concetto di ruolo è applicato a tutti i tipi di gruppi, inclusi i gruppi formali (squadra di calcio, impresa, consiglio comunale, ecc.). Nei gruppi formali è importante il ruolo ufficiale previsto dalla struttura organizzativa formale. La maggior parte delle persone adulte fa contemporaneamente parte di più gruppi, nei quali è parzialmente incluso; ciò porta a due conseguenze: il comportamento di ogni persona è influenzato nello stesso momento da più insiemi di attese di comportamento e si possono creare tensioni di ruolo per incoerenze o incompatibilità tra attese di ruoli diversi.
I processi decisionali collettivi
I processi decisionali si svolgono nel concreto in società umane; le imprese sono società umane organizzate, nell'ambito delle quali si svolgono processi decisionali molto articolati, che devono essere coerenti e coordinati tra loro, ma sono anche concorrenti. Le decisioni sono concorrenti perché necessitano di tempo ed energia delle persone che devono decidere, così pure come le scelte scaturite comportano l'impiego di risorse. Va sempre ricordato che le risorse disponibili sono limitate. Non solo le decisioni, ma anche le soluzioni sono in concorrenza tra loro.
Il modello delle decisioni organizzative di Cohen, March, Olsen riflette sulle decisioni prese e le soluzioni adottate. Le decisioni si prendono in tempi e luoghi chiamati occasioni di decisione, più o meno codificate. Le occasioni di decisione sono rappresentate come contenitori nei quali confluiscono 3 ingredienti combinati: persone, problemi, soluzioni. Quando i contenitori vengono svuotati, scaturiscono le scelte compiute. Nelle occasioni di decisione, le persone portano i problemi ai quali ciascuno attribuisce differenti priorità, che vengono evidenziate facendone percepire la criticità. Nelle occasioni di decisione entrano problemi in cerca di soluzione, ma anche soluzioni in cerca di problemi. Una scelta si compie se una soluzione viene presentata in modo compiuto e convincente come risposta ad un problema percepito come rilevante ed urgente. I processi decisionali sono solo parzialmente strutturati secondo meccanismi di razionalità e lasciano spazio al caso e alla soggettività. Le strutture organizzative delle aziende sono progettate in modo da orientare ed integrare le singole decisioni per far sì che siano coerenti con gli obiettivi dell'organizzazione; per far ciò le organizzazioni elaborano regole organizzative, procedure e routine. Spesso si presenta l'applicazione di routine consolidate, che portano a circoscrivere la gamma delle scelte. L'attività economica svolta dalle persone è quindi soggetta a spinte diverse e che devono essere integrate.
Cooperazione, opportunismo, fiducia e altruismo
Condizione essenziale per l'efficace funzionamento delle società umane è la cooperazione tra le persone che ne fanno parte. La cooperazione, consentendo di produrre risultati non conseguibili individualmente, produce una rendita (come maggior risultato prodotto rispetto alla somma dei singoli: 100→120 rendita 20) che viene distribuita tra tutti i partecipanti ed alimenta l'interesse di ciascuno alla cooperazione. Nella realtà, contributi e risultati non sono perfettamente conoscibili, originando così comportamenti opportunistici o egoistici che consentono di godere dei vantaggi senza fornire contributi. I comportamenti opportunistici causano relazioni di sfiducia; le relazioni di fiducia, invece, necessitano di comportamenti leali e cooperativi.
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