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ECONOMIA AZIENDALE
L’ ECONOMIA AZIENDALE, IL CONCETTO DI AZIENDA E IL SUO FINALISMO
• L’economi aziendale studia il FUNZIONAMENTO ECONOMICO (analisi delle decisioni economiche) degli
istituti, utilizzando le regole che ne garantiscono il buon funzionamento.
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Gli ISTITUTI è un insieme di persone, risorse e altri vari elementi che organizzano un’attività
duratura per raggiungere un obiettivo comune (es: famiglia, imprese, Stato, organizzazioni non profit).
In questo corso ci occupiamo in particolare delle imprese, studiando il loro funzionamento economico e
comprendendo le condizioni che ne rendono possibile la sopravvivenza duratura.
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Le IMPRESE sono le istituzioni mediante le quali gruppi di persone sviluppano in via stabile e
duratura alcune attività economiche, perseguendo una comune finalità. È un’istituzione separata e
distinta da quella dei suoi proprietari e gestori (può continuare a vivere anche se passa la proprietà).
Ogni impresa nasce con una missione, ovvero uno scopo che guida la sua attività. Questa missione è spesso
espressa in termini emozionali, trasmettendo un senso profondo all’operato dell’azienda. Alcuni esempi:
- Ferrari (azienda industriale, produzione dei beni): “costruire auto d’eccellenza,
- rappresentare l’Italia nel mondo e vincere su strada e nelle competizioni”.
- Facebook (azienda di servizi): “dare alle persone la possibilità di condividere
per creare un mondo aperto e connesso”.
↳ Nessuna di queste missioni menziona esplicitamente il profitto, anche se il guadagno è un elemento
essenziale per garantire la sopravvivenza dell’azienda nel lungo periodo. Il profitto, quindi, non è il fine
ultimo, ma un mezzo per durare nel tempo.
IL SISTEMA AZIENDALE: UN SISTEMA INPUT OUTPUT APERTO
L’azienda è un sistema aperto che interagisce costantemente con l’ambiente esterno (mercato, stakeholder,
istituzioni). Riceve input (risorse) e produce output (prodotti o servizi).
L’impresa comunica con due principali attori esterni:
- Clienti (mercato di sbocco) – interagisce con loro attraverso
il sistema di prodotti offerti.
- Apportatori di condizioni produttivi (stakeholder) – questi
soggetti forniscono le risorse necessarie per il funzionamento
dell’azienda (capitale, materie prime, competenze). L’impresa
li coinvolge attraverso offerte di collaborazione, come
compensi economici o opportunità di crescita professionale.
I TRE BLOCCHI DEL SISTEMA AZIENDALE
L’azienda è un sistema dinamico, in cui risorse, attività e risultati sono in relazione continua:
1. Gli elementi di base che permettono all’azienda di operare sono le RISORSE e si dividono in:
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PRIMARIE lavoro (apportato dai lavoratori) e capitale (dato dai soci, azionisti, investitori).
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DERIVATE derivano dall’evoluzione delle risorse primarie. Ad esempio, se investo il mio capitale
in una fabbrica, questo diventa un patrimonio tecnico-industriale. Se invece impiego lavoro e
capitale per aprire un negozio, creo un patrimonio commerciale.
2. Con le risorse a disposizione, l’azienda svolge continuamente tre tipi di ATTIVITÀ:
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DI GESTIONE riguarda l’acquisizione, produzione e trasformazione di risorse in output.
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DI ORGANIZZAZIONE si occupa di strutturare il lavoro in modo efficiente.
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DI RIVELAZIONE misura i dati ottenuti (es. ricavi e costi), per capire l’andamento dell’azienda.
3. A seconda di come vengono gestite le risorse e attività, l’azienda ottiene RISULTATI che si dividono in:
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ECONOMICI misura la soddisfazione degli azionisti (misura la capacità di generare ricchezza).
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COMPETITIVI misurano la soddisfazione dei clienti.
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SOCIALI misurano la soddisfazione di tutti gli apportatori di condizioni produttive.
I risultati competitivi e sociali sono fondamentali per garantire un successo economico a lungo termine.
RISORSE E ATTIVITA’ DI GESTIONE Il funzionamento di un’azienda si basa sulla
combinazione di risorse e attività di gestione. Ogni
impresa parte da alcune risorse primarie e li investe per
svilupparsi. La gestione strategica comporta scelte di
lungo periodo. Attraverso la gestione strategica, il
capitale e il lavoro si trasformano in risorse derivate
(stabilimenti produttivi, reti di vendita, personale
qualificato). Con queste nuove risorse, l’azienda avvia la
gestione operativa, che comprende attività quotidiane.
UN PO’ PIÙ NEL DETTAGLIO Le risorse primarie comprendono il capitale e il lavoro.
La gestione strategica si realizza attraverso investimenti
(produttivi e commerciali). Questi investimenti creano il
mio patrimonio di risorse derivate. Le risorse derivate
possono essere di patrimonio tecnico-industriale
(acquisti e produzione – attività di gestione operativa) o
di patrimonio commerciale (vendita nei negozi –
attività di gestione operativa).
IL FINALISMO AZIENDALE: IL PROFITTO NON È IL FINE ULTIMO
Contrariamente a quanto si pensa, le aziende non nascono per fare profitto, ma per realizzare un progetto
imprenditoriale (creare automobili innovative, produrre vestiti di alta moda, offrire nuovi servizi). Il profitto,
però, è essenziale per la sopravvivenza:
- Deve essere durevole, cioè, basato sulla capacità dell’azienda di servire bene i clienti.
- Si deve basare su un consenso sociale ampio, che si traduce in offerte di collaborazione che generano
soddisfazione negli interlocutori sociali.
Il reddito non è un fine, ma un mezzo per migliorare l’azienda. Deve essere investito per migliorare la
qualità del funzionamento dell’azienda.
RICAPITOLANDO…
Un’azienda è un sistema organizzato di beni e risorse che l’imprenditore utilizza per generare ricchezza e
soddisfare un bisogno. Nasce con l’obiettivo di rispondere a una necessità non completamente soddisfatta
dal mercato. Il suo scopo non è solo ottenere profitti, ma creare valore offrendo soluzioni migliori rispetto a
→
quelli già esistenti. L’azienda può essere vista come un SISTEMA APERTO un insieme di elementi
interdipendenti e coordinati (risorse, attività e risultati), che si scambiano continuamente con l’ambiente
esterno. Per produrre i suoi beni o servizi, l’azienda ha bisogno di risorse, che provengono da soggetti
esterni chiamati apportatori di condizioni produttive (lavoratori, investitori e azionisti, fornitori, lo Stato e le
banche). L’azienda raccoglie queste risorse, le organizza e le trasforma in output: prodotti o servizi che
soddisfano il bisogno dei clienti. Ogni impresa si trova in un AMBIENTE complesso e dinamico, diviso in due
aree: competitivo (interazione con clienti) e sociale (stakeholder e apportatori di condizioni produttive).
CASO IKEA
IKEA è un perfetto esempio di impresa che ha saputo individuare un bisogno insoddisfatto: mobili di design
a prezzi accessibili. Per operare, IKEA ha bisogno di risorse primarie, ovvero gli elementi fondamentali che
permettono all’azienda di esistere: capitale (inizialmente apportato dalla famiglia fondatrice e cresciuto nel
tempo grazie ai profitti reinvestiti) e lavoro (più di 170.000 dipendenti con competenze diversificate).
Il capitale può aumentare in due modi:
1. Attraverso nuovi investimenti dei soci; →
2. Grazie ai risultati economici positivi, cioè la differenza tra ricavi e costi (utile) l’utile può essere
distribuito ai soci sottoforma di dividendi o reinvestito nell’azienda per alimentare la crescita.
Da queste risorse primarie, IKEA sviluppa risorse derivate:
Patrimonio tecnico-industriale Patrimonio commerciale
36 fabbriche di proprietà in 11 paesi, IKEA LAB (il Riguarda tutto ciò che supporta la vendita, come
centro di ricerca), 38 centri di distribuzione, ecc. oltre 300 negozi, un catalogo online e offline, ecc.
La gestione strategica riguarda le scelte di lungo periodo che definiscono il posizionamento dell’azienda.
IKEA ha adottato decisioni chiave che ne hanno determinato il successo:
- Produrre mobili economici e funzionali, anziché di lusso;
- Vendere solo nei propri negozi, evitando intermediari;
- Scegliere grandi punti di vendita fuori città;
- Affidare trasporto e montaggio al cliente, riducendo i costi operativi.
Se la gestione strategica definisce la visione di lungo termine, la gestione operativa riguarda le attività
quotidiane necessarie per realizzare i prodotti e vendere ai clienti. Si sviluppa attraverso diverse fasi:
1. Progettazione (svolta da designer scandinavi; i mobili sono progettati come componenti separati);
↳ scelta di affidare la progettazione strategica a giovani designer è gestione
strategica, però la progettazione in sé è la gestione operativa.
2. Acquisti (materie prime e componenti selezionati per qualità e costo);
3. Produzione (in parte interna);
4. Distribuzione e vendita (store con percorsi guidati, basso livello di servizio, focus al self-service);
5. Trasporto e montaggio (NON gestiti direttamente da IKEA).
RISULTATI COMPETITIVI E LA QUOTA DI MERCATO
• Indicano il grado di soddisfazione dei clienti e la posizione di IKEA nel mercato.
La QUOTA DI MERCATO è l’indicatore principale per valutare il successo competitivo: una quota elevata
indica che i clienti preferiscono IKEA rispetto agli concorrenti.
- QUOTA DI MERCATO ASSOLUTA = % delle vendite totali del settore generate da IKEA.
- QUOTA DI MERCATO RELATIVA = confronto tra le vendite di IKEA e quelle del suo principale concorrente.
CALCOLO DELLA QUOTA DI MERCATO BAR 2 BAR 3 TOT. MERCATO
BAR 1
n. Caffè venduti 10 20 30 60
Prezzo unitario (€) 1,5 1 1
Tot. Ricavi (fatturato) 15 20 30 65
*il valore complessivo di mercato può essere espresso sia in valori (euro), sia in quantità.
La quota di mercato assoluta si calcola come il rapporto tra i suoi ricavi e il valore dell’intero mercato
′
()
→ =
30 →
↳ ( 3) = = 46%
Es. il Bar 3 detiene il 46% del mercato del caffè espresso all’università IULM.
65
o La quota di mercato assoluta rappresenta la percentuale delle vendite complessive realizzate in un
settore generata da una data azienda (max 100% - min 0%).
o Un’alta quota di mercato assoluta indica che l’azienda ha una forte presenza nel settore e che i
clienti sono sod