CAPITOLO 7
RATEI E RISCONTI
- Ratei e risconti
- Ratei attivi e passivi
- Risconti attivi e passivi
- Ratei e risconti pluriennali
CAPITOLO 7
RATEI E RISCONTI
- Ratei e risconti
- Ratei attivi e passivi
- Risconti attivi e passivi
- Ratei e risconti pluriennali
1. Ratei e risconti
Può accadere che alcune operazioni di gestione non si esauriscano nell'esercizio in cui hanno origine, ma si estendano anche al periodo o ai periodi successivi. Si tratta, a tutta evidenza, di operazioni che competono economicamente a più esercizi consecutivi. Proprio per tenere in considerazione e rispettare il principio della competenza economica di tali operazioni, si origina il calcolo dei ratei e dei risconti.
L'elemento che distingue un rateo da un risconto è costituito dalla manifestazione finanziaria dell'operazione considerata; infatti, l'operazione può avere manifestazione finanziaria (e, quindi, rilevazione contabile) nel momento in cui inizia (anticipata) o alla sua conclusione (posticipata).
Possiamo allora affermare che:
- I ratei derivano da operazioni con manifestazione finanziaria posticipata;
- I risconti derivano da operazioni con manifestazione finanziaria anticipata.
1.1. Ratei attivi e passivi
L'inizio dell'operazione, in questo caso, coincide col momento in cui costi e ricavi iniziano a maturare, pur non dovendo rilevare contabilmente alcuna variazione nei valori economici o finanziari. Ciò avviene a fine esercizio, quando per una corretta determinazione del reddito e del patrimonio, si deve calcolare la quota di costo o di ricavo maturata nell'esercizio, quota che, appunto, assume il nome di rateo. I ratei allora sono quei valori finanziari (crediti o debiti di funzionamento) che misurano la quota di costo o di ricavo di competenza dell'esercizio. In particolare:
- Ratei attivi - sono rappresentati da ricavi di competenza economica dell'esercizio, che ancora non hanno avuto manifestazione finanziaria, e che quindi costituiscono crediti di funzionamento da inserire nell'attivo dello Stato Patrimoniale.
Esempio. Supponiamo che in data 1/10 l'azienda affitti un capannone di proprietà con canone annuo di € 3.600,00, riscosso posticipatamente.
Al 31/12 dobbiamo calcolare il rateo attivo relativo a 3 mesi (3.600/12*3 = 900), da contabilizzare nel modo seguente:
- Rilevazione del rateo attivo
Ratei attivi: SP Att., D) Ratei e risconti
Fitti attivi: CE, A) Valore della produzione, 5) Altri ricavi e proventi
- Ratei passivi - sono quote di costo di competenza, che ancora non si sono manifestati finanziariamente e che rappresentano debiti di funzionamento da registrare nel passivo.
Esempio. Supponiamo che l'azienda, anziché dare in affitto un capannone, in data 1/10 firmi un contratto per affittare lei stessa l'immobile pagando un canone annuo di € 3.600,00 da pagare posticipatamente.
In data 31/12, si calcola il rateo passivo relativo a 3 mesi (3.600/12*3 = 900):
- Rilevazione del rateo passivo
Fitti passivi: CE, B) Costi della produzione, 8) Per godimento di beni di terzi
Ratei passivi: SP Pass., E) Ratei e risconti
1.2 Risconti attivi e passivi
L’inizio dell’operazione, al contrario della fattispecie precedente, coincide con la sua manifestazione finanziaria, pur essendo i costi o i ricavi in questione di competenza anche dell’esercizio successivo. Al 31/12, quindi, per una corretta determinazione del reddito e del patrimonio, si deve calcolare la quota di costo o di ricavo da rinviare all’esercizio successivo, cioè il risconto. I risconti pertanto sono quei valori economici (costi o ricavi anticipati) che misurano la quota di costo o di ricavo di competenza dell’esercizio successivo. In particolare:
Risconti attivi - sono costi anticipati che vengono sostenuti nell’esercizio, ma di competenza economica anche degli esercizi successivi. Di conseguenza, devono essere inseriti tra le attività, in quanto costi sostenuti, ma non ancora utilizzati.
Esempio. Supponiamo che l’azienda, in data 1/10 prenda in affitto da un privato un capannone al canone annuo di € 3.600,00 da pagare anticipatamente.
- Rilevazione dell’affitto e pagamento
- 1/10
- Fitti passivi a Debiti v/fornitori 3.600,00
- 1/10
- Debiti v/fornitori a Banca c/c 3.600,00
In data 31/12, alla chiusura dell’esercizio, si calcola il risconto attivo relativo ai 9 mesi di competenza dell’esercizio successivo (3.600/12*9 = 2.700), da contabilizzare nel modo seguente:
- Rilevazione del risconto attivo
- 31/12
- Risconti attivi a Fitti passivi 2.700,00
Fitti passivi: CE, B) Costi della produzione, 8) Per godimento di beni di terzi
Debiti v/fornitori: SP Pass., D) Debiti, 7) verso fornitori
Banca c/c: SP Att., C) Attivo circolante, IV) Disponibilità liquide, 1) Depositi bancari e postali
Risconti attivi: SP Att., D) Ratei e risconti
Risconti passivi - sono ricavi anticipati conseguiti nell’esercizio, ma di competenza economica anche degli esercizi successivi, da inserire tra le passività.
Esempio. Supponiamo che in data 1/10 l’azienda affitti un capannone di proprietà con canone annuo di € 3.600,00 (+IVA 20%), riscosso immediatamente.
- Rilevazione dell’affitto e pagamento
- 1/10
- Crediti v/clienti a Fitti attivi 4.320,00
- IVA a debito 720,00
- 1/10
- Banca c/c a Crediti v/clienti 4.320,00
Al 31/12 dobbiamo calcolare il risconto passivo per 9 mesi (3.600/12*9 = 2.700):
- Rilevazione del risconto passivo
- 31/12
- Fitti attivi a Risconti passivi 2.700,00
Crediti v/clienti: SP Att., C) Attivo circolante, II) Crediti, 1) verso clienti
Fitti attivi: CE, A) Valore della produzione, 5) Altri ricavi e proventi
IVA a debito: SP Pass., D) Debiti, 12) Debiti tributari
Banca c/c: SP Att., C) Attivo circolante, IV) Disponibilità liquide, 1) Depositi bancari e postali
Risconti passivi: SP Pass., E) Ratei e risconti
1.3. Ratei e risconti pluriennali
Si tratta di operazioni aventi il medesimo significato delle precedenti, i cui effetti interessano non due, ma una serie di periodi amministrativi.
L'esempio più frequente di risconto pluriennale è rappresentato dal maxicanone di leasing. Infatti, abbiamo visto che nella maggior parte delle ipotesi l’azienda paga un canone iniziale, il cosiddetto maxicanone, il quale poi deve essere ripartito secondo competenza in tutti gli esercizi di durata del contratto1.
Esempio. In data 1/11/X, l’azienda stipula un contratto della durata di 24 mesi con una società di leasing, contratto avente ad oggetto un impianto per il quale viene immediatamente pagato un maxicanone pari a € 4.800,00.
- Pagamento del maxicanone iniziale
1/11/X
a Banca c/c 5.760,00
Canoni di leasing 4.800,00
IVA a credito 960,00
Il maxicanone di € 4.800,00 copre un arco di tempo pari a più esercizi, supponiamo 24 mesi come previsto dal contratto stipulato a ottobre dell’esercizio X. Ciò significa che ad ogni mese compete una quota di € 200,00. Alla chiusura dell’esercizio, i mesi trascorsi sono soltanto due, quindi dobbiamo calcolare un risconto attivo relativo a 22 mesi, pari a € 4.400,00:
- Risconto del maxicanone e chiusura dei conti
31/12/X
Risconti attivi a Canoni di leasing 4.400,00
31/12/X
Stato Patrimoniale a Risconti attivi 4.400,00
All’inizio dell’esercizio X+1, viene riaperto il conto acceso ai risconti attivi per € 4.400,00:
- Riapertura del risconto attivo
1/1/X+1
Risconti attivi a Stato Patrimoniale 4.400,00
A fine esercizio, il 31/12/X+1, si imputa la quota di maxicanone di competenza dell’esercizio X+1, pari a 12 mesi, per cui l’importo è di € 2.400,00:
- Imputazione del maxicanone di competenza dell’esercizio X+1
31/12/X+1
Canoni di leasing a Risconti attivi 2.400,00
La chiusura del risconto avviene come al punto 2) per un importo di € 2.000,00, mentre la riapertura in data 1/1/X+2 avviene come al punto 3).
Il maxicanone di competenza dell’esercizio X+2 è relativo a 10 mesi, per cui pari a € 2.000,00. Di conseguenza, con questa ultima scrittura di fine esercizio, si chiude il conto acceso ai risconti attivi:
- Imputazione del maxicanone di competenza dell’esercizio X+2
31/12/X+2
Canoni di leasing a Risconti attivi 2.000,00
Canoni di leasing: CE, B) Costi della produzione, 8) Per godimento di beni di terzi IVA a credito: SP Att., C) Attivo circolante, II) Crediti, A-bis) crediti tributari Banca c/c: SP Att., C) Attivo circolante, IV) Disponibilità liquide, 1) Depositi bancari e postali Risconti attivi: SP Att., D) Ratei e risconti
1Per quanto riguarda la contabilizzazione del leasing, si rinvia allo specifico paragrafo.
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Economia aziendale II - Contabilità cap. 11 - Appunti
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Economia aziendale II - Contabilità cap. 6 - Appunti
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Economia aziendale II - Contabilità cap. 2 - Appunti
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Economia aziendale II - contabilità cap 1 - Appunti