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L’ESISTENZA E LO SVILUPPO DELL’AZIENDA – MARCO PUGLISI

1. L’ECONOMIA AZIENDALE

L’economia aziendale si occupa di studiare le condizioni di esistenza e di sviluppo dell’azienda,

basandosi sull’osservazione della realtà costituita dalle aziende concrete, considerando la loro

gestione, organizzazione e rilevazione. Il suo fine è quello di percepire e determinare le relazioni

tra i fenomeni costituenti la vita aziendale.

2. L’AZIENDA: DEFINIZIONE, CLASSIFICAZIONE, FINI, STRUTTURA

Il fondatore dell’economia aziendale è Gino Zappa che nel 1926 definì l’azienda come “istituto

economico atto a perdurare nel tempo, che per il soddisfacimento dei bisogni umani, compone e

svolge in continua coordinazione, la produzione o l’acquisizione ed il consumo di ricchezza.

Secondo una nozione sociologica, Masini, allievo di Zappa definì l’azienda come “l’ordine

economico di un istituto, la parte dell’attività economica degli studi sociali, ovvero quella parte che

comprende i redditi, i costi, i movimenti di moneta, i consumi, i risparmi, gli investimenti”.

Diverse classificazioni di azienda:

1. Teleologica: si basa sullo scopo stesso dell’azienda: soddisfare i bisogni umani.

Distinguiamo:

Aziende di erogazione o dirette, ovvero non imprese che provvedono direttamente

• ad appagare i loro bisogni usando i loro prodotti per ottenere eventualmente un

risparmio (famiglie, province, regioni, stato).

Aziende di produzione o indirette ovvero imprese, istituti economici che hanno vita

• distinta dai soggetti che li costituiscono, hanno il compito di effettuare una

produzione per il mercato di beni o servizi di natura economica. Tali beni e servizi

vengono posti attraverso la scambio a disposizione di soggetti terzi, che a loro volta

possono utilizzarli sia per altri processi produttivi, sia per il soddisfacimento dei

propri bisogni.

La finalità di questo tipo di azienda consiste nel conseguimento di un valore aggiunto che

ripartito tra i diversi partecipanti dell’azienda, ritorna nel ciclo aziendale. Questa azienda

basa la sua attività sulla produzione di reddito (fine lucro) attraverso la combinazione di

processi economici (processi di produzione e scambio di beni) che hanno alcune

caratteristiche:

Produzione e negoziazione di beni utili per l’uomo

• Combinazione tra prestazioni di lavoro e impiego di capitale-risparmio

• Produzione di tributi diretti e indiretti

• Rischio legato ai cambiamenti strutturali o cambiamenti dell’ambiente circostante

• (concorrenza, progresso tecnologico, cambiamenti socio-politici)

Fini immediati dell’impresa:

Soddisfacimento delle attese economiche e non economiche dei lavoratori

• Soddisfacimento delle attese di chi conferisce il capitale risparmio

• La partecipazione allo sviluppo economico e sociale del contesto geografico nel

• quale opera

Il progresso dell’impresa si evidenzia dalla capacità dell’azienda di adempiere a queste

finalità.

Aziende di produzione + aziende di erogazione = tessuto economico

La trama del tessuto economico è costituita da:

Input: fattori di produzione materiali o immateriali acquistati sul mercato e fattori

• provenienti dalle aziende di erogazione

Output: si ottengono dalle combinazioni di agenti di input, e a loro volta possono

• essere input per ulteriori processi produttivi.

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2. Giuridica: distinguiamo:

aziende individuali o ditte individuali, esercitate individualmente

• aziende collettive, l’esercizio collettivo ha il vantaggio di poter ricorrere a più capitali

• e più energie, si fonda sotto il profilo giuridico come società in quanto forma di

aggregazione di più soggetti con il fine di costituire un’attività economica.

aziende private, appartengono al privato

• aziende pubbliche, appartengono ad un soggetto pubblico

Per quanto riguarda le aziende collettive si distinguono diverse forme di società:

1) Società di persone (si fonda sulla fiducia personale):

a) Società nome collettivo: svolge un'attività commerciale caratterizzata dalla

responsabilità solidale e illimitata dei soci

b) Società in accomandita semplice è caratterizzata da due categorie di soci:

Soci accomandatari: partecipano alla gestione ed alla direzione della

• società assume una responsabilità illimitata e risponde anche con il

proprio patrimonio personale

Soci accomandanti: rispondono nei limiti delle quote conferite

• conferendo soltanto dei beni e non partecipando alla gestione sociale.

2) Società di capitali (fondate sull’apporto di capitale, sono quel tipo di società dotate di

personalità giuridica):

a) Società per azioni: è la forma di società più adatta per le imprese di grandi

dimensioni, richiedono l'apporto di ingenti capitali, le azioni rappresentano le

quote dei vari soci, per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con

il proprio capitale (personalità giuridica).

b) Società in accomandita per azioni: abbiamo due categorie di soci come

nell’accomandita semplice, in questo caso i soci che hanno il potere di

amministrazione (accomandatari) hanno anche la responsabilità personale ed

illimitata delle obbligazioni sociali.

c) Società a responsabilità limitata: la responsabilità dei soci è limitata ai loro

conferimenti, ma le quote non sono rappresentate da azioni

3) Società cooperativa (hanno finalità mutualistiche, la loro attività è rivolta a

soddisfare i bisogni degli stessi soci, dove i soci hanno responsabilità limitata).

3. Dimensioni: possiamo avere aziende piccole, medie e grandi.

Le aziende possono divedersi dimensionalmente in base a capitale investito, numero di

dipendenti e volume delle vendite

4. Localizzazione: in base alla presenza di attività separate, si individuano:

aziende indivise

• aziende divise (per luoghi, per rami)

• gruppi aziendali

• a) Aziende indivise: svolgono l’attività in un unico luogo

b) Aziende divise: svolgono l’attività in più luoghi, ma livello giuridico ed economico

si considera sempre come unica. Per il principio di unità aziendale tutte le

operazioni di gestione, fatte dalle diverse sessioni, devono essere tra loro

coordinate e concorrono alla formazione di un unico risultato economico

aziendale; le aziende divise si distinguono in:

aziende divise per luoghi: ad esempio le banche che hanno una sede

• centrale dotata di preminenza sulle altre e sessioni staccate situate in

luoghi diversi denominate filiali o succursali; la sede centrale

impartisce le direttive e coordina la gestione di tutta l’azienda;

aziende divise per rami: che svolgono attività tra loro differenziate che

• sono dotate di un elevato grado di autonomia amministrativa e

contabile; si distinguono in aziende divise orizzontalmente (tutti i

reparti fanno la stessa attività o simili) e aziende divise verticalmente

(le attività delle diverse sezioni sono differenti e complementari)

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c) Gruppi aziendali: si tratta di forme di aggregazione e integrazione fra diverse

imprese al fine di migliorare la loro capacità economico-funzionale. Si basano su

alcune caratteristiche:

Esistenza di più aziende giuridicamente distinte

• Struttura societaria delle aziende che compongono il gruppo

• Legame che deriva dal possesso della società capogruppo che ha

• una rilevante parte del capitale in modo che controlli e diriga le

società del gruppo

Unitarietà economico-finanziaria delle società del gruppo che hanno:

• ognuna un diverso soggetto giuridico ma hanno lo stesso soggetto

economico.

5. Ulteriore distinzione tra:

a) Gruppi economici: sono costituiti da aziende che costituiscono una vera e propria

unità economica, attraverso forme di:

Integrazione orizzontale: le diverse aziende fanno un’attività simile si

• collocano sullo stesso piano del ciclo produttivo

Integrazione verticale: le diverse aziende fanno un’attività (fasi)

• diversa ma che si colloca sullo stesso piano del ciclo produttivo

b) Gruppi finanziari: comprendono aziende che tra di loro svolgono attività diverse

non collegate, nascono per ragioni finanziarie.

c) Gruppi misti: formati da aziende collegate tecnicamente ed economicamente ;

ma divise in quanto svolgono attività simili e differenti nello stesso tempo.

Le strutture del gruppo si differenziano in base ai diversi rapporti di possesso delle azioni

che esistono tra le società capogruppo e le altre:

Struttura semplice: rapporto diretto di partecipazione, società

• capogruppo controlla tutte le altre società direttamente.

Struttura composta: compresenza di rapporti diretti e indiretti di

• partecipazione, la società capogruppo controlla alcune società che a

loro volo ne controllano altre.

Struttura complessa: si hanno rapporti reciproci di partecipazione, di

• tipo semplice e composto. L’azienda capogruppo controlla alcune

società e viene a sua volta controllata da queste.

Il controllo sulle diverse aziende può essere:

Maggioritario: possesso maggioranza del capitale sociale da parte della

• capogruppo

Minoritario: possesso di una quota minoritaria ma rilevante, del capitale sociale

• da parte del capogruppo

Controllo interno: nessuno dei soggetti titolari di azioni detiene una

• partecipazione tale da consentire un effettivo controllo; in questo caso il potere

è di fatto esercitato dal consiglio di amministrazione (c.d.a. entità autonoma).

La struttura essenziale dell’azienda e’ basata su:

Soggetto economico

• Organismo personale

• Patrimonio

• Combinazione dei processi aziendali

Soggetto economico è colui o coloro che detengono il controllo della gestione; anche se sono più

persone, questo soggetto è da intendersi come unico e ciò consente l’unità di direttiva e l’unità di

comando.

I suoi compiti sono:

l’iniziativa della costituzione dell’azienda

• il governo economico dell’azienda (assunzione di decisioni, approvazione di decisioni,

• direttive e di politiche generali dell’azienda)

decisioni riguardanti i cambiamenti o l’estinzione dell’azienda

Altri interessi dell’impresa sono: 3

Attese dei lavoratori: compromesso monetario soddisfacente, altri compromessi monetari

• saltuari, contributi per assistenza e previdenza, ambiente conforme alla persona umana

Attese di chi porta capitale-risparmio: remunerazione periodica soddisfacente, altri

• remunerazioni saltuarie

L’organismo personale è definito dalle persone che compongono i vari organi aziendali (organi

esecutivi, deliberativi). La sua costituzione influisce sui fini aziendali, sui rapporti con l’esterno, sul

sistema delle decisioni, sulle operazioni aziendali; è oggetto di studio di una disciplina autonoma

l’organizzazione aziendale.

Il patrimonio complesso dei mezzi economici materiali ed immateriali, si ottiene dall’insieme di

mezzi di cui si serve l’attività economica acquisiti attraverso lo scambio e quindi oggetto di

attribuzione di valore (quindi non si parla solo di beni ma di valori).

L’azienda va vista ed analizzata nel suo aspetto dinamico di tensione verso il progresso; l’azienda

è un sistema dinamico di accadimenti (ciò che avviene all’interno e all’esterno dell’azienda,

scambi, operazioni interne) e di operazioni (azioni elementari legate da relazioni di interdipendenza

spaziale e temporale che costituiscono l’elemento primo di studio dell’economia aziendale)

Le operazioni possono essere classificate in 3 categorie:

Gestione

• Organizzazione

• Rilevazione

2.1 La gestione

E’ l'insieme delle azioni che l'azienda stessa pone in essere per perseguire i suoi obiettivi, il

sistema dinamico di operazioni volte al raggiungimento degli obbiettivi aziendali; le operazioni di

gestione costituiscono il nucleo centrale dell’amministrazione di un’azienda e vengono distinte in

due classi:

operazioni di gestione esterna: fenomeni di scambio tra azienda e altri enti

• operazione di gestioni interna: fenomeni produttivi che si realizzano all’interno dell’azienda

Operazione di gestione interna + esterna = risultati economici di gestione

Le varie operazioni di gestione possono essere composte in schemi, chiamati cicli tipici

processuali aziendali che si distinguono in :

Fondamentali, se le operazioni tendono direttamente al raggiungimento dei fini aziendali

• Ausiliari, se riguardano operazioni necessarie per lo svolgimento dei cicli fondamentali

Il ciclo fondamentale delle aziende di produzione si compone di 3 fasi :

1) Finanziamenti: fornitura dei mezzi di pagamento per attuare gli investimenti voluti;

2) Investimenti: acquisti dei fattori produttivi necessari per la produzione;

3) Realizzi: derivano dalla vendita dei prodotti conseguiti attraverso le trasformazioni dei fattori

utilizzati

La gestione si osserva secondo due distinti profili o aspetti:

1) Aspetto economico: osserva i costi e i ricavi (cioè la produzione del reddito); in questo

ambito si parla di ciclo di reintegro economico di un investimento che ha una durata pari al

tempo necessario alla ricostituzione del costo sostenuto per l’investimento stesso

attraverso il conseguimento dei relativi ricavi. La differenza tra ricavi e costi dà il reddito,

ossia la remunerazione del capitale aziendale apportato dai proprietari, essendone,

l’in

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

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