Estratto del documento

Capitolo 2. Modelli aziendali

Aggregati di aziende

SNC Società in nome collettivo

È fortemente caratterizzata dall’individualità dei soci, sia per quanto riguarda il loro rilievo nell’organizzazione e nel funzionamento della società, sia per il fatto che essi siano illimitatamente e solidamente responsabili delle obbligazioni sociali. Ciascun socio può amministrare e rappresentare la società, infatti, il soggetto economico e quello giuridico corrispondono ai soci, pertanto si richiede coesione, fiducia ed equilibrio fra i soci. Questo tipo di società si adatta ad attività che richiedono un basso tasso di rischio e dimensioni e risorse limitate.

SRL Società a responsabilità limitata

È una società di capitali molto simile a una società di persone, soprattutto per i rapporti interni fra i soci. Il soggetto giuridico corrisponde alla società mentre quello economico è costituito dai soci. I soci possono apportare beni immateriali: conoscenze, diritti personali e di godimento, prestazioni lavorative. Rispetto a una SNC, si presta a situazioni in cui i legami e le conoscenze fra le persone all’interno dell’azienda si allentano e inoltre la dimensione aziendale cresce, i volumi dell’attività e le condizioni di rischio sono più elevati. Quindi il passaggio da SNC è ipotizzabile quando si deve rinunciare a una gestione snella e poco costosa per distinguere meglio la società di soci e dotarsi di alcune indispensabili regole. Rispetto a una società per azioni in cui il capitale sociale è rappresentato dalle azioni, nelle SRL il capitale sociale è ripartito in quote azionarie. Una SRL ha un capitale minimo di 10.000€; una SPA 50.000€. Una SRL non può essere quotata in borsa. La SPA può essere quotata in borsa, quindi avrà un mercato più ampio. La SRL non può emettere obbligazioni mentre la SPA può. Nella SPA le quote si chiamano quote azionarie; nella SRL quote di partecipazione, queste non possono essere utilizzate per fare investimenti riservando tale potere alle SPA.

SPA Società per azioni

È la principale società di capitali. È adatta per aziende che richiedono grandi dimensioni, con gradi di rischio elevati idonee a competere in mercati ampi e dinamici che siano costituite per durare a lungo a prescindere dagli interessi temporanei delle singole persone.

Società in accomandita

È una società di persone in cui il soggetto giuridico sono i soci e il soggetto economico corrisponde ai soci accomandatari.

S.a.p.a.

È una società di capitali costituita da quote di partecipazione in cui il soggetto giuridico corrisponde alla società e quello economico ai soci accomandatari. È caratterizzata dalla presenza di due tipi di soci:

  • Accomandatari: che rispondono illimitatamente e solidamente per le obbligazioni della società e si assumono la responsabilità e il peso della gestione.
  • Accomandanti: che hanno una responsabilità limitata alla quota conferita.

Modelli aziendali

Impresa a proprietà concentrata

Definita anche familiare o padronale. Si caratterizza per l’appartenere a un numero ristretto di persone, spesso legati da rapporti familiari se non addirittura a una sola persona. I proprietari costituiscono il soggetto economico. Presentano due pregi: la flessibilità e la rapidità decisionale. Un momento critico nella vita di tali imprese è rappresentato dal passaggio generazionale: se chi succede non vuole o non è in grado di gestire l’impresa, questa fallirà.

Public company

Impresa di grandi dimensioni caratterizzata da una proprietà frazionata tra una moltitudine di soci. In tale impresa si cede grande fiducia al ruolo del mercato nel quale le imprese trovano la fonte del finanziamento esterno e in cui è molto facile investire, disinvestire e reinvestire per estendere il capitale. Tra questi due modelli opposti ed estremi si trova un’ampia varietà di imprese ciascuna delle quali tende più verso l’uno o l’altro modello.

Tedesco

Si colloca nella fascia intermedia fra i due. In questo modello coesiste una forte e stabile fascia di soci composta da famiglie di imprenditori, banche, rappresentanti dei dipendenti. È un’impresa molto stabile e questo assicura un sostegno sicuro e durevole all’impresa.

Alleanze e accordi fra aziende

Quando le aziende intrecciano particolari rapporti con altre che operano nel medesimo contesto creano collaborazioni tra imprese, accordi e alleanze di vario tipo che rappresentano strumenti per conquistare o consolidare posizioni di mercato o per sviluppare nuove tecnologie o per accrescere le conoscenze.

Alleanze strategiche (accordi)

Può trattarsi di vari accordi stabili con il proprio fornitore o cliente. Hanno scadenza non breve. Possono essere informali oppure regolati sulla base di contratti precisi. Con tali accordi si accede al mercato della controparte o si condivide lo sviluppo di tecnologie. Oppure tra concorrenti può servire per concordare un’attenuazione della competizione.

Accordi di licenza

Il titolare di un brevetto, un marchio, una formula, qualcosa di esclusivo, concede a un terzo di farne uso a fronte di un pagamento di un compenso che solitamente ammonta alla percentuale di vendite dovute all’utilizzazione. Mentre il licenziante (titolare) che può espandere e diffondere l’uso del proprio marchio, il licenziatario (acquirente) ha la possibilità di entrare in un nuovo business a rischi e costi ridotti.

Franchising

È un accordo con cui un’impresa industriale o produttrice di servizi (franchiser) concede a un’impresa commerciale (franchisee) il diritto a vendere in una determinata zona e secondo prefissate modalità i propri beni e servizi, utilizzandone il marchio. È indicata per chi vuole avviare una nuova impresa ma non vuole partire da zero e preferisce affiliare la propria impresa a un marchio già affermato. È diffuso nella distribuzione di dettaglio di beni e servizi (alberghi, pub, catene di fast food, abbigliamento…)

Joint ventures

È un accordo temporaneo tra imprese. È un contratto con cui due imprese si accordano per collaborare al fine di raggiungere un determinato scopo o per eseguire un dato progetto. Spesso si concludono con lo scioglimento ma altre volte danno luogo a un’acquisizione o a una fusione fra partecipanti.

Consorzi

Sono alleanze tra imprese con cui due o più imprese creano un’organizzazione comune per svolgere alcune attività che si predeterminano all’inizio del rapporto, poi conservano ognuno la propria autonomia economica e giuridica. Possono svolgere due tipi di attività:

  • Attività interna: servono a svolgere alcune funzioni all’interno nell’interesse dei consorziati (attività di ricerca).
  • Attività esterna: contemplano la costituzione di un ufficio comune per i rapporti con terzi e anche con le istituzioni di un fondo consortile che si alimenta con i contributi dei partecipanti (difesa di un marchio comune. Sviluppo di una comune attività di esportazione, azioni di tutela…)

Associazioni temporanee di impresa

Simili ai consorzi. Prevedono una precisa formulazione contrattuale e la predisposizione di un’organizzazione comune, ma, a differenza dei consorzi, si costituiscono per partecipare a specifiche gare di appalto (soprattutto nel settore edile) e per la realizzazione di grandi opere, che per l’entità di risorse e competenze richieste non sarebbe accessibile alle singole imprese, ciascuna delle quali, invece, può così contribuirvi mettendo a disposizione i mezzi e le conoscenze di cui dispone.

Reti

Si tratta di collaborazioni organizzate fra una pluralità di aziende, costituite per superare le debolezze delle aziende di piccole dimensioni per migliorare i risultati interagendo con altre aziende (anche medie o grandi imprese possono organizzare le proprie relazioni con le reti). La collaborazione e la condivisione di esperienze agiscono da stimolo per accrescere le conoscenze e le competenze, cioè per innescare processi di apprendimento.

Distretti industriali

Si formano quando una pluralità di aziende di piccole e medie dimensioni appartenenti a un determinato settore nel medesimo territorio danno luogo a una comunità. Esse decidono di condividere le loro conoscenze e di cooperare pur restando indipendenti e concorrenti fra di loro. Spesso quando le aziende partecipanti raggiungono un elevato sviluppo e allargano l’attività al di fuori dei tradizionali confini territoriali, dai distretti nascono le reti. Essi, come le reti, sono regolati da alcune norme di legge.

Gruppo aziendale

Il gruppo si caratterizza per l’esistenza di una pluralità di aziende, le quali, sebbene indipendenti dal punto di vista giuridico, sono controllate da un unico soggetto economico (Holding). Il gruppo interessa l’impresa che vuole crescere sia in dimensioni che in qualità. Gli obiettivi di crescita possono essere perseguibili in due modi, per via interna, portando a compimento adeguati programmi di investimento, o per via esterna, acquisendo altre imprese. I processi di acquisizione possono consistere nell’assunzione della proprietà di un’impresa corrispondendone il prezzo al titolare oppure, mediante un’operazione di fusione in cui il titolare accetta di entrare all’interno della compagine sociale del compratore, condividendo il possesso del complesso aziendale. Può anche essere attivato (il processo di acquisizione) acquistando la maggioranza o la totalità del capitale della società senza poi integrare le aziende che restano giuridicamente separate. L’operazione fatta in quest’ultimo modo determina l’iscrizione nel patrimonio della società acquirente di una partecipazione di controllo. Si rende così palese che essa è divenuta proprietà della società acquistata e perciò della rispettiva impresa. In questo modo nasce il gruppo, con alla testa la capogruppo e con un insieme di controllate. Possono essere imprese che svolgono la medesima attività e quindi con lo scopo di espandersi. Oppure medesima attività ma in aree (senso geografico o mercato) differenti, quindi l’obiettivo è di avere società giuridicamente separate operanti ciascuna in uno specifico mercato. Possono essere imprese che operano in settori differenti e quindi l’obiettivo è di realizzare una diversificazione dell’attività. Esistono gruppi nei quali a causa dell’alto numero di società si è proceduto a creare dei sottoinsiemi di società sotto il controllo della subholding, queste a loro volta controllate dalla holding. Il bilancio delle singole aziende ha una portata informativa limitata. Per questo motivo, nei gruppi, per rispondere ai bisogni di redigere dei soggetti esterni interessati, nasce l’esigenza di redigere il bilancio consolidato cioè il bilancio che rappresenta il risultato del gruppo nel suo insieme.

Capitolo 3. Il sistema delle operazioni tipiche della gestione

La gestione è rappresentata dalle operazioni compiute dal fattore umano sul capitale. La gestione può essere percepita come un grande processo articolato in tre fasi:

  • Approvvigionamento
  • Trasformazione/produzione
  • Collocamento del bene nel mercato

La fase dell’approvvigionamento comprende l’acquisto dei fattori produttivi necessari per lo svolgimento dell’attività aziendale. I fattori possono essere sia materiali, sia immateriali, sia a Fecondità semplice, sia a Fecondità ripetuta. Il fattore produttivo generico per eccellenza è il denaro, la disponibilità di questo rappresenta la capacità di poter acquistare i fattori produttivi adatti all’attività dell’azienda. La fase della trasformazione comprende le operazioni attraverso le quali i fattori acquistati nella fase di approvvigionamento vengono impiegati per ottenere beni e servizi, che verranno poi messi, nella terza e ultima fase, nel mercato di sbocco. Quest’ultimo comprende tutte le operazioni attraverso le quali l’impresa scambia i risultati della sua attività di trasformazione al prezzo più favorevole possibile. Le operazioni della gestione sono strettamente collegate tra di loro nel tempo in quanto la gestione ha un andamento ciclico. Esempio: alla fase di approvvigionamento segue quella di trasformazione e poi quella di sbocco e poi ricomincia il ciclo; e nello spazio in quanto nello stesso momento avvengono simultaneamente diverse operazioni della gestione, es. durante la fase di trasformazione potrebbe già essere iniziata un’altra fase di approvvigionamento. Esaminando le fasi della gestione, notiamo che in quella di approvvigionamento e di scambio mettono in contatto l’impresa con l’ambiente esterno, inoltre in quella di approvvigionamento migrano mezzi monetari verso il mercato, al contrario della fase di sbocco in cui entrano e riaffluiscono mezzi monetari verso l’impresa in cambio della cessione di prodotti o servizi. La fase di trasformazione, invece, è prettamente interna all’azienda.

Il costo di acquisizione di un fattore specifico è misurato dalla quantità di mezzi monetari di cui l’azienda si priva per ottenere il fattore. Oltre la prima classificazione dei fattori che possono essere materiali o immateriali, si ha una seconda distinzione riguardo la durata dei fattori:

  • Fattori a Fecondità ripetuta: che cedono gradualmente la loro utilità nel tempo (macchinari, automezzi, attrezzature…). Essi permangono all’interno dell’azienda per una pluralità di circuiti produttivi, conservando le proprie caratteristiche funzionali. Il recupero dei mezzi monetari investiti avviene gradualmente con la vendita dei beni prodotti mediante il loro utilizzo. Una volta iniziato l’impiego del fattore, il valore delle utilità residue tende a diminuire gradualmente. Se in un dato istante si vuole assegnare un valore, esso prende il nome di valore residuo (costo di acquisizione – costo di utilizzazione).
  • Fattori a Fecondità semplice: che nel momento in cui sono utilizzati cedono tutta la loro utilità (materie prime, merci…). Essi non possono apportare nessun tipo di contributo utile all’attività futura. Il recupero dei mezzi monetari investiti avviene direttamente con la vendita del bene finito. Il loro valore residuo è pari al costo di acquisto se il fattore non è ancora stato impiegato o è nullo se è già avvenuto l’utilizzo.

Un particolare tipo di fattore produttivo è il lavoro che, anche se inseparabile dalla persona, ha la caratteristica di una ‘merce’ poiché esiste una domanda e un’offerta di mercato. Al lavoro corrisponde la figura del lavoratore il cui compenso viene definito salario per i lavori manuali e stipendio per i lavori intellettuali. Si può pensare che un FFR possa essere utilizzato fino alla fine della propria vita utile fisica, cioè quando non è più funzionante e non è conveniente sostenere spese di manutenzione. In realtà, la vita utile dei fattori produttivi è resa più breve dal manifestarsi dell’obsolescenza economica, cioè quel fenomeno di superamento economico che rende inidoneo e scarsamente conveniente l’utilizzo del fattore anche se perfettamente funzionante dal punto di vista tecnico. Si può considerare il caso in cui si ha un macchinario che produce un certo numero di unità l’ora, ma ne è stato creato uno che ne produce il doppio in un’ora. Sicuramente il secondo produrrà in maggiore economia. In questo caso si ha quindi uno svantaggio concorrenziale rispetto ad altre aziende che utilizzano il secondo macchinario. Può capitare che il bisogno del cliente cambi e quindi il macchinario produce un prodotto senza domanda. Oppure se per qualche norma di legge il macchinario non è più utilizzabile. O infine se l’azienda decide di affidare parte della produzione a un terzo che utilizzerà i propri macchinari. Per arginare in parte l’obsolescenza andrebbero acquistati FFR polivalenti (multitasking), cioè dotati di flessibilità di utilizzo in maniera tale da poter essere utilizzati anche in altri processi.

Un’azienda deve il proprio successo anche alle risorse immateriali, quali conoscenza, esperienza, organizzazione e tutti gli elementi che contribuiscono al processo produttivo e la cui disponibilità non è legata a scambi di mercato. Queste risorse si identificano in:

  • Capitale umano: sono delle competenze individuali che si riferiscono ad elementi quali esperienza, leadership, know-how. Questo è più legato al personale interno all’azienda.
  • Capitale organizzativo: è la struttura interna, racchiude le conoscenze dell’azienda quali brevetti, sistemi informativi e amministrativi, organizzazione. Questo, invece, è legato all’azienda stessa.
  • Capitale relazionale: è la struttura esterna formata da relazioni con le controparti esterne quali clienti, fornitori. Rappresenta le relazioni instaurate con il mercato di sbocco e i clienti.

Il flusso logico prende avvio dalle conoscenze del capitale umano che poi saranno trasformate in capitale organizzativo e quindi conoscenze dell’azienda. Infine, questo si trasforma in capitale relazionale, ossia la capacità di acquisire nuova clientela e mantenere quella attuale.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 58
Economia Aziendale Pag. 1 Economia Aziendale Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia Aziendale Pag. 41
1 su 58
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gennarovaleria di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Rizzotti Davide.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community