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Definizione di istituto

Le società umane che si dotano di regole e comportamenti stabili e condivisi sono denominate istituti.

Azienda

L’azienda è un’organizzazione di persone e di beni economici, atta a perdurare nel tempo (ottica prospettiva dinamica), la quale, attraverso un complesso coordinato di operazioni che in essa vengono compiute, mira al soddisfacimento dei bisogni umani.

Vi sono varie definizioni di azienda, ma due sono di particolare importanza, che vedono l’azienda in due modi:

Istituto economico

In questo ambito la definizione più importante è quella data da Gino Zappa (1956), secondo la quale l’azienda è: “...è un istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione, o il procacciamento e il consumo di ricchezza”. L’azienda vista in questo modo presenta delle caratteristiche:

  • È un soggetto autonomo, dotato di propria vita e propri scopi.
  • Gli istituti in cui è rilevante l’attività economica possono essere definiti aziende.
  • Le finalità dell’azienda sono di natura economica, vincolati dalla sua natura sociale.

Ordine economico dell'istituto

In questo ambito la definizione più importante è quella data da C. Masini (1970) secondo la quale l’azienda è: “...l’ordine strettamente economico di un istituto”. L’azienda vista in questo modo presenta delle caratteristiche:

  • È una categoria concettuale astratta che identifica il profilo economico dell’istituto.
  • Tutti gli istituti sono osservabili come aziende anche se l’attività economica non è rilevante.
  • Le finalità economiche dell’azienda (O.E.I.) coesistono e condizionano le scelte al pari delle finalità etiche, sociali, politiche di ogni istituto.

Tratti costitutivi dell'azienda

Scopo

Il soddisfacimento diretto o indiretto dei bisogni umani:

  • Diretto: quando è rivolta direttamente al soddisfacimento dei bisogni umani attraverso il consumo di beni acquisiti o prodotti.
  • Indiretto: quando l’attività aziendale è rivolta alla produzione e alla distribuzione di beni e servizi che verranno utilizzati dalle unità di consumo.

Struttura

Composta da uomini e mezzi:

  • Uomini: insieme di persone che operano nell’azienda in modo coordinato, a diversi livelli di responsabilità e con interessi differenti.
  • Mezzi: beni materiali o immateriali impiegati nei processi di produzione e consumo.

Operazioni

Programmate e compiute dalle persone utilizzando i beni per raggiungere il fine per il quale l’azienda è sorta.

Amministrazione economica

L’azienda persegue le proprie finalità attraverso un’attività coinvolgente energie umane e risorse materiali e immateriali, tale attività prende il nome di amministrazione economica. L’amministrazione economica di un’azienda è il governo dell’azienda stessa, ossia quel complesso delle attività svolte e delle decisioni assunte per dar vita all’azienda e per guidarla verso il raggiungimento dei suoi fini. Tale governo si compone di tre momenti fondamentali:

Organizzazione

Deriva dal coordinamento tra le risorse umane, le risorse materiali di cui l’azienda dispone e le strutture, i rapporti, i meccanismi operativi e le procedure seguite nell’impiego di tali risorse e nelle relazioni con il mondo esterno.

Gestione

È l’insieme coordinato delle decisioni e delle operazioni poste in essere per il raggiungimento delle finalità perseguite dal soggetto aziendale.

Rilevazione

Si occupa dell’osservazione sistematica, della determinazione qualitativa e quantitativa, dell’elaborazione, rappresentazione e interpretazione dei fenomeni di azienda e di mercato.

Attività aziendale nell'ambiente

Le aziende, all’interno dell’ambiente nel quale sono inserite, non solo il mercato, ma anche in quello generale, pongono in essere delle attività che sono:

  • Il procacciamento dei fattori produttivi: che sono gli input che l’azienda riceve dall’ambiente e dagli scambi di mercato, sostenendo un costo.
  • Combinazione dei fattori produttivi: la trasformazione degli input in beni e servizi finali.
  • Collocamento dei beni e servizi: sono gli output, o i risultati, che l’azienda ottiene sotto forma di beni e servizi e che ritrasmette all’ambiente esterno, collocati attraverso lo scambio di mercato sui mercati di sbocco.

Si può dire che l’azienda è un sistema aperto in quanto fa parte del macrosistema che è l’ambiente esterno, con il quale interagisce mediante una molteplicità di atti di scambio; si trova quindi ad operare in un determinato ordinamento giuridico, sociale, culturale, etico, ecc... i quali pongono un vincolo alla sua azione e ne condizionano l’attività.

Responsabilità sociale d'impresa

Uno dei capisaldi della teoria della responsabilità sociale d’impresa è che l’azienda non sia un’entità a se stante, ma bensì è un’organizzazione che vive di rapporti, di relazioni con una serie di altri soggetti, con i quali condivide degli interessi. Tali soggetti portatori di interesse, detti anche “stakeholders”, sono dei soggetti, sia interni che esterni all’azienda, che sono influenzati o influenzano l’attività dell’azienda, durante il suo operare sul mercato (es. rapporti con i fornitori, relazioni con i clienti, pagamento dei beni e servizi ceduti o erogati ed assistenza post vendita). Secondo la norma ISO9000:2000, gli “stakeholders” sono: “la persona o il gruppo di persone aventi un interesse nelle prestazioni o nel successo di un’organizzazione”, il cui consenso e fiducia influenzano le performance d’impresa; dunque il rispetto e l'attenzione al ruolo e alle istanze degli “stakeholders”, nell’ambito di una più ampia politica di RSI, consente all’azienda di meglio qualificare la propria offerta sui mercati di riferimento. Volendo operare una distinzione:

Stakeholders interni

Soggetti che hanno un interesse diretto nell’ambito dell’azienda (Azionisti, Management, Lavoratori, Pensionati, ecc...)

Stakeholders esterni

Soggetti che hanno un interesse indiretto nell’ambito dell’azienda (Istituzioni pubbliche e private, Fornitori di servizi e beni, clienti, ecc...)

Relazioni aziendali e responsabili

L’attività aziendale si sviluppa attraverso un complesso coordinato di operazioni poste in essere per il raggiungimento dei fini aziendali. Spesso tali operazioni pongono l’azienda in relazione con altri soggetti verso i quali sorgono diritti e obblighi; è importante quindi distinguere la persona o il gruppo di persone che si assumono le responsabilità derivante dall’attività aziendale, si hanno quindi:

Soggetto giuridico

È la persona o l’insieme di persone cui si riferiscono i diritti e gli obblighi che sorgono dall’attività aziendale; esso può essere una persona fisica o una persona giuridica, ossia un complesso coordinato di persone e di beni destinati ad uno scopo, ai quali il diritto attribuisce la qualità di soggetto di diritto. Nelle aziende individuali il responsabile delle attività nei confronti dei terzi è lo stesso proprietario; mentre nelle società di persone il soggetto giuridico è rappresentato dai singoli soci, i quali rispondono per le obbligazioni, oltre che per il capitale versato, anche con il loro patrimonio personale, viceversa, nelle società di capitali è la società stessa che si assume in proprio diritti e obblighi.

Soggetto economico

È la persona o il gruppo di persone che di fatto dominano l’azienda, effettuando le scelte e prendendo le decisioni secondo i propri interessi. Nelle aziende individuali sia il soggetto economico, che quello giuridico coincidono nella figura del proprietario, ma quando questi affida ad altri i poteri decisionali avviene una separazione tra responsabilità giuridica e potere decisionale, fatto, questo, che avviene anche quando il titolare dell’azienda è solo un “prestanome” di colui che ha conferito i mezzi per gestire l’azienda. A tal proposito, rilevante è la figura dei manager, ossia dei direttori, che si affiancano agli imprenditori, dai quali è stata conferita una delega che conferisce loro i poteri decisionali e le responsabilità inerenti ad aree fondamentali dell’attività aziendale. Nelle società di capitali, essendo il soggetto giuridico la stessa società, il soggetto economico diviene il socio o il gruppo di soci che detengono una quota di capitale tale da avere la maggioranza nelle assemblee e poter assumere le decisioni rilevanti per la gestione dell’azienda.

Classificazione delle aziende

Le aziende, pur esercitando tutte un’attività che può ricondursi all’acquisizione, alla produzione o all’uso dei beni economici per la soddisfazione dei bisogni umani, possono essere classificate secondo:

Oggetto/destinazione dell'attività produttiva

  • Aziende di produzione: sono quelle aziende che attuano processi di trasformazione economico-tecnica di beni o servizi da porre a disposizione di terzi mediante lo scambio sul mercato. Vengono quindi combinati fra loro i beni e i servizi, i quali, una volta trasformati, saranno utilizzati e trasformati per il soddisfacimento dei bisogni umani, le aziende di produzione soddisfano il fabbisogno umano indirettamente. Per l’acquisizione dei fattori produttivi, l’azienda sostiene un costo, mentre per la loro vendita otterrà un ricavo; il divario positivo tra costi e ricavi determinerà un utile, che rappresenta la remunerazione spettante per il proprietario o i proprietari. Le aziende che operano per lo scambio di mercato ed hanno come scopo il conseguimento di un “guadagno” si dicono imprese.
  • Aziende di erogazione: sono quelle aziende che hanno come scopo il soddisfacimento diretto dei bisogni dei loro membri. Esse sono la famiglia, lo Stato, i Comuni, le Regioni, le associazioni e le fondazioni (es. Fondazione Pascale).

Soggetto giuridico

  • Aziende pubbliche: sono quelle aziende in cui il soggetto giuridico è una persona giuridica pubblica, ossia un ente che persegue finalità di pubblico interesse.
  • Aziende private: sono quelle aziende in cui il soggetto giuridico è un ente privato, ossia una persona fisica, oppure una persona giuridica o un’associazione di persone con finalità private.

Scopo

  • Aziende for profit: sono quelle aziende il cui scopo è il guadagno (imprese).
  • Aziende no profit: sono quelle aziende il cui scopo non è il guadagno, ma tutti i guadagni vengono riutilizzati per offrire una qualità migliore del servizio.

Dimensione

  • Micro impresa: 10 persone e un fatturato o totale di bilancio annuo < 2 milioni di euro.
  • Piccola impresa: 50 persone e un fatturato o totale di bilancio annuo < 10 milioni di euro.
  • Media impresa: 250 persone e un fatturato o totale di bilancio annuo < 43 milioni di euro.

Economia aziendale

L’economia aziendale propone delle leggi per amministrare in modo economico le aziende, tali leggi si manifestano nei concetti di:

Efficienza

Un'azienda si dice efficiente quando utilizza in maniera economica le risorse a sua disposizione, i giudizi di economicità riguardano tutte le fasi del processo produttivo e si pongono come obiettivo l’analisi delle alternative che producono il massimo rapporto tra mezzi impiegati e risultati ottenuti. In questo ambito vi sono due misure di efficienza:

  • Efficienza tecnica: misura il modo in cui i fattori sono utilizzati nel processo produttivo, ed indica la capacità dell’azienda di produrre più unità fisiche di output dato un certo ammontare di input e una certa tecnologia o viceversa.
  • Efficienza allocativa: misura la capacità di combinare input e output al minimo costo dati i prezzi di mercato, ed indica la capacità dell’azienda di ottenere più unità di output, in quanto i risparmi ottenuti sul mercato hanno permesso di ottenere, a parità di mezzi monetari, più risorse.

Efficacia

Un’azienda è efficace quando ha raggiunto con successo gli obiettivi prefissati. I giudizi di efficacia implicano quindi una valutazione qualitativa ex-post del grado di raggiungimento degli obiettivi desiderati (es. il grado di soddisfazione della clientela, i guadagni dell’azienda, ecc...). In questo ambito vi sono due misure di efficienza:

  • Efficacia interna: misura e indica la capacità di raggiungere determinati obiettivi prefissati.
  • Efficacia esterna: misura e indica la capacità dell’azienda di soddisfare i bisogni.

Economicità

Rappresenta la capacità dell’azienda, nel lungo periodo, di utilizzare in modo efficiente le proprie risorse, raggiungendo in modo efficace i propri obiettivi; essa, intesa come norma di comportamento conveniente, attiene al perseguimento dei fini economici, cioè passa attraverso la capacità di tenere avvinti all’azienda sia i fattori produttivi sia i conferenti il capitale di rischio remunerandoli adeguatamente, in particolare rinnovando i primi, quando ciò sia necessario o opportuno, dunque l’attuazione di tale criterio si propone come condizione aprioristica la remunerazione di tutti i fattori e le forze che concorrono alla funzione economica, ma i suoi effetti devono estendersi all’intero sistema di azienda che è proiettato nel futuro.

Bisogna osservare che si possono verificare casi in cui un’azienda risulti essere efficiente, ma non efficace, e viceversa.

L'azienda come sistema aperto

L’azienda per poter vivere, deve intrattenere rapporti con altri istituti, configurandosi come un sistema aperto verso i mercati e l’ambiente fisico naturale in cui instaura rapporti attraverso gli stakeholders (portatori di interesse), che sono:

Esterni

Hanno interessi indiretti nell’ambito dell’azienda (Istituzioni pubbliche, clienti, finanziatori).

Interni

Hanno interessi diretti all’interno dell’azienda (Proprietari, Management, Dipendenti).

L’azienda è influenzerà o sarà influenzata dal contesto in cui è situata, in tutti i suoi aspetti: politiche, sociali, legislative, culturali, etc... L’ambiente quindi sarà fonte di rischi, se intralcerà l’indirizzo e l’andamento aziendale, o fonte di opportunità, se favorirà l’attività di azienda.

Ambiente come fonte di rischi e opportunità

Dall’insieme delle relazioni che l’azienda ha scaturiscono una serie di condizioni necessarie per il funzionamento che può essere identificata come l’esigenza di comporre l’azione esercitata dalle forze esterne favorevoli o contrarie con quelle delle forze interne promananti dai fattori e dalla combinazione ugualmente positive o negative; se i rapporti con l’esterno si realizzano in maniera caotica, e l’azienda non è in grado di predisporre una tempestiva risposta, ossia di fronteggiamento per le forze esterne negative o positive, oppure di sfruttamento delle opportunità favorevoli, la sua funzione economica viene messa in serio pericolo; lo stato di ordine risultante dalla composizione degli effetti esercitati da tali forze è definito ordine di composizione, esso rappresenta una condizione dinamica di funzionamento assai problematica da raggiungere e mantenere, ha rilevante importanza in quanto la funzione di creazione di valore in larga parte dipende dal rapporto con il mercato e l’ambiente, molto più funzionale è l’immagine di un’azienda che opera nell’ambiente economico e fisico, ma non è separata da questo, in quanto se vuole sopravvivere, deve essere in grado di percepire in via anticipata i cambiamenti in atto e di “creare” essa stessa i cambiamenti, analizzando qualunque sintomo o indice di variabilità, senza pensare di poter seguire la logica della risposta, ed è problematico fissare una linea di demarcazione in modo da delimitare il confine tra l’azienda e l’esterno, e analogamente è impossibile separare rigidamente le due categorie di forze individuandone il senso e la direzione univoca dell’influenza esercitata. Il “management” rappresenta l’elemento di raccordo tra l’esterno e l’interno, il livello al quale opera, il modo in cui attua il processo decisionale, le modalità organizzative, “l’intuizione strategica”, rappresentano elementi atti o meno a garantire la composizione armonica delle forze in funzione dell’economicità aziendale; l’area delle relazioni mediante le quali si raggiunge l’ordine di composizione rappresenta un importante campo d’azione del management nel quale si esplicano le “strategie”, che definiscono l’identità dell’azienda nei suoi rapporti con l’ambiente, mettendo in evidenza che cosa essa fa o vuole fare.

Concetto di economicità nell'ambito aziendale

Il concetto di economicità, visto come permanente tensione all’efficacia strategica e all’efficienza operativa, si estrinseca nell’efficace ed efficiente gestione delle risorse disponibili; l’efficacia dell’azione aziendale consiste nella capacità di cogliere obiettivi vincenti, che vanno perseguiti con efficienza, ossia in modo da contenere i consumi dei fattori utilizzati nella produzione; il soddisfacimento di tali obiettivi dipende dalla capacità dell’organizzazione di raggiungere un adeguato livello di composizione delle forze interne ed esterne alla propria economia. L’efficacia richiede la capacità di selezionare obiettivi che incontrino le attese degli utilizzatori e la capacità di realizzarli. Circa l’efficienza, l’attenzione è posta sul rapporto risultato-risorse, in quanto l’attività aziendale appare rivolta al raggiungimento degli obiettivi.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Napoli - Parthenope o del prof Scaletti Alessandro.
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