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Economia aziendale - dalla ragioneria all'economia aziendale Appunti scolastici Premium

Appunti di Economia aziendale riguardanti la ragioneria e l'economia aziendale con i seguenti argomenti trattati: le aziende di erogazione, le aziende di produzione, le aziende composte pubbliche, altri tipi di aziende, soggetto economico, la Public Company: il sistema economico aziendale.

Esame di Economia aziendale docente Prof. -. Non

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*coordinazione produttiva, avviene collegando le operazioni economiche e cercando i legami e le interdipendenze

economico-finanziarie.(Agosto chiusura stabilimenti, Ottobre mancano gli incassi→crisi finanziaria per pagare gli

stipendi)

*combinazione produttiva, è data dal rapporto tra i diversi fattori produttivi: combinazione produttiva

normale→materie prime 33% Impianti 33% Lavoro umano 34% - labour intensive→materie prime 33% impianti 10%

lavoro umano 57% - Capital Intensive→materie prime 33% Impianti 52% Lavoro umano 15%.

* unità economiche particolari: raggruppamento di operazioni economiche esaminate al loro interno non collegato alle

altre operazioni in deroga al principio di globalità a condizione che sia possibile distinguere le operazioni economiche di

queste unità particolari da quelle generali delle imprese e che tali unità particolari abbaino un risultato economico

rilevante.

*esercizio amministrativo:e’indispensabile fermarsi ogni 12 mesi per fare il punto della situazione aziendale,

l’intervallo di tempo preso in considerazione viene chiamato periodo amministrativo, l’insieme delle operazioni

economiche che fanno parte di tale periodo viene chiamato esercizio amministrativo. Per le società di persone il periodo

amministrativo deve coincidere con l’anno solare essendo la loro attività soggetta a tassazione Irpef, per quanto riguarda

la società di capitali l’esercizio amministrativo può invece non coincidere con l’anno solare.

2-GLI ASPETTI DELLA GESTIONE AZIENDALE:

Aspetto monetario, è l’aspetto della gestione che viene modificato in seguito alle entrate e alle uscite monetarie

provocate dalle operazioni di gestione. Per misurare l’equilibrio monetario si ricorre ad una quantità d’azienda

denominata cash flow, si ottiene contrapponendo i flussi di entrata a quelli di uscita relativi ad un determinato intervallo

di tempo. L’equilibrio monetario in un dato momento della gestione si raggiunge quando i flussi di entrata eguagliano

quelli di uscita, se vi è un di squilibrio negativo, l’azienda deve ricorrere a finanziamenti, se il flusso risulta positivo

consente all’azienda di effettuare eventuali rimborsi.

Aspetto finanziario, le operazioni economiche possono dare origine non a variazioni monetarie ma a variazioni nei

rapporti di debito o credito dell’azienda, queste variazioni vengono dette variazioni finanziarie: i finanziamenti possono

avvenire con crediti nei confronti dei soci che devono ancora versare il capitale sottoscritto, con debiti verso banche. Gli

investimenti possono essere effettuati con debiti verso i fornitori. I disinvestimenti possono dare origine a crediti verso i

clienti. I rimborsi e le remunerazioni possono avvenire con debiti per interessi passivi, con dividendi, per rimborsi di

quote di captale sociale.

L’aspetto finanziario nel contesto aziendale può essere considerato unitamente all’aspetto monetario =gestione

finanziaria che comprende anche la gestione monetaria; unitamente alla gestione patrimoniale in quanto tali variazioni

incidono sulla struttura dell’attivo e del passivo.

Nell’ambito del capitale è possibile distinguere il patrimonio numerario composto da: contante di cassa, crediti numerari

(temporanei in attesa di un entrata), debiti numerari (debiti temporanei in attesa di un uscita). Il patrimonio numerario

subisce delle variazioni dette a loro volta variazioni numerarie che possono essere di tipo finanziario (riguardano debiti e

crediti), di tipo monetario (riguardano variazioni di cassa). Le variazioni numerarie vengono distinte in v.numerarie certe

(riguardano contanti in cassa), v.numerarie assimilate (riguardano debiti e crediti espressi in moneta di conto),

v.numerarie presunte (riguardano debiti e crediti espressi in moneta estera). Le variazioni numerarie incidono sul

capitale, più precisamente sugli impieghi del patrimonio (investimenti nei fattori produttivi, crediti, liquidità di cassa), sulle

fonti di patrimonio (debiti finanziari, altre passività aziendali).

Aspetto economico, studiare la gestione aziendale sotto l’aspetto economico significa analizzare le cause che hanno

provocato la variazione finanziaria o monetaria. Nelle operazioni di gestione ordinaria si prendono in considerazione le

variazioni che incidono sul reddito di esercizio (le variazioni reddituali), nelle operazioni di extragestione invece, si

considerano quelle che incidono sul capitale dell’impresa (variazioni di capitale).

Variazioni reddituali: l’aspetto economico sorge dopo che si è verificata la variazione (monetaria o finanziaria), quindi la

variazione monetaria finanziaria è una variazione originaria, la variazione economica è derivata. Le variazioni

economiche che riguardano la gestione ordinaria sono misurate dalle seguenti fondamentali quantità d’azienda:

*il valore della produzione, è il ricavo che misura il disinvestimento, la misura dei ricavi deriva da una variazione

originaria (monetaria o finanziaria).

*i proventi e gli oneri finanziari,misurano le operazioni economiche di gestione esterna (finanziamenti, rimborsi,

remunerazioni).

*rettifiche di valore di attività finanziarie, misurano rivalutazioni e svalutazioni varie.

*proventi e oneri straordinari, misurano operazioni non solite dell’azienda.

*imposte sul reddito di esercizio, misurano il prelievo fiscale.

I costi dei fattori produttivi si sostengono al momento iniziale del ciclo economico, al contrario i ricavi si sostengono alla

fine del ciclo economico.. Per determinare il reddito dell’impresa è opportuno prendere in esame tutte le operazioni

economiche che intervengono in un periodo amministrativo, raggruppando i costi dei produttivi dei fattori produttivi

correlati ai corrispondenti prodotti ottenuti: al singolo esercizio non si attribuiscono tutti i costi dei fattori produttivi ma

solo quelli di quei fattori impiegati per la produzione dei prodotti venduti dalla vendita dei quali l’azienda ha ottenuto

ricavi. Contrapponendo costi (dei fattori produttivi realmente utilizzati) e ricavi si ottiene il risultato dell’esercizio.

Le configurazioni del risultato di esercizio: prende nomi diversi a seconda dei costo dei fattori produttivi considerati.

*Reddito di esercizio: valore della produzione - costi della produzione -/+ altri componenti negativi o positivi di reddito

(proventi o oneri finanziari, proventi o oneri straordinari, imposte…). Configurazione più importante del risultato

d’esercizio: se positivo rappresenta l’utile che può consentire la remunerazione di capitali investiti nell’impresa,o può

costituire riserva da lasciare investita. Quando il reddito è negativo, indica una perdita e misura la quota di capitale da

reinvestire per mantenere l’equilibrio col quale l’esercizio si presume sia partito.

*Valore aggiunto: valore della produzione – costi dei fattori produttivi acquisiti all’esterno imputabili all’esercizio (materie

prime, costi per servizi, costi per godimento beni di terzi…). Il valore aggiunto comprende quindi i costi dei fattori

produttivi interni all’azienda (costo del personale, ammortamenti, svalutazioni, accantonamenti…) e il reddito

dell’impresa. Si dice infatti che è il valore che l’impresa aggiunge ai fattori produttivi acquistati da terzi (sono le uniche

cose che sottraggo).

*Reddito operativo: rispetto al reddito di esercizio non comprende i fatti di rilevanza finanziaria, patrimoniale,

straordinaria, fiscale. Terminologia anglosassone Ebit (earning bifore interst and tax).

*Margine operativo lordo: valore della produzione – costi dei fattori produttivi a veloce ciclo di utilizzo (materie prime,

costi per servizi, per godimento beni di terzi…). Ebitda (earning bifore interest, tax, depreciation, amortization).

*Risultati parziali di esercizio: si cerca di determinare all’interno del risultato de esercizio, il risultato dei singoli esercizi

intesi come aree di business, prodotti, mercati, canali di vendita.

Equilibrio economico. Quando il valore della produzione è in grado di coprire i costi e remunerare adeguatamente il

capitale investito . Nel concetto di equilibrio economico il tempo di riferimento non è l’esercizio ma il ciclo economico. Se

facciamo riferimento al periodo amministrativo il reddito d’esercizio è un indicatore del grado di raggiungimento

dell’equilibrio economico. Se il reddito è positivo indica il prelievo massimo per la remunerazione del capitale senza

danneggiare l’equilibrio economico, se negativo, la misura del capitale da apportare all’impresa per mantener l’equilibrio

economico iniziale.

IL REDDITO DI ESERCIZIO: E’ la quantità d’azienda che indica il contributo positivo o negativo al mantenimento

dell’equilibrio economico della gestione. Si distinguono diverse configurazioni di reddito in base ai fini o ai motivi per

cui il reddito viene determinato:

*reddito economico aziendale, determinato dall’imprenditore che non fa riferimento a vincoli o principi imposti dal codice

civile o dalla normativa fiscale, si basa semplicemente si principi contabili. La sua è una visione globale dell’impresa

(cioè non fa riferimento al singolo esercizio ma nel tempo futuro), l’imprenditore calcola il reddito economico aziendale

che consente di ottenere l’equilibrio economico e cioè una remunerazione in caso si utile, un reintegro in caso di perdita,

del capitale investito.

*reddito civilistico, è basato sulla legislazione civilistica, in particolare quella del codice civile. La visione del legislatore

non è del tipo globale, bensì atomistica, il fine è quello di determinare un reddito che garantisca: gli azionisti di

minoranza (devono essere tutelati perché non partecipano alla gestione), le banche, i fornitori, i dipendenti (sia per la

retribuzione che per l’indennità di fine rapporto).

*reddito fiscale, tale configurazione soddisfa le esigenze dell’Amministrazione Finanziaria, il reddito è la base su cui

vengono calcolate le imposte. La visione dell’Amministrazione Finanziaria e ancora più atomistica di quella del

legislatore, ad essa infatti non interessa la sopravvivenza dell’impresa né la capacità di remunerare il capitale…solo la

capacità di contribuzione, quindi i criteri per la determinazione del reddito sono puramente di carattere fiscale e vengono

delineati dal “Testo Unico delle Imposte”.

Componenti del reddito d’esercizio:

*Il valore della produzione e costi dei fattori produttivi (costi per natura), i componenti del reddito sono i ricavi dei

prodotti ottenuti nell’esercizio amministrativo e i costi dei fattori produttivi impiegati nei processi produttivi avvenuti

sempre nell’esercizio amministrativo. Classificazione definita per natura, ricavi e costi sono analizzati secondo la natura

originaria della produzione venduta o del fattore produttivo utilizzato.

Fanno parte del valore della produzione: ricavi di vendita nell’esercizio amministrativo, variazioni tra le rimanenze finali e

le rimanenze iniziali di prodotti finiti o semilavorati, altre componenti positive.

Tra i costi dei fattori produttivi ci sono i costi della produzione, analizzati per natura (materie prime personale..) che

competono nell’esercizio, variazioni tra le rimanenze finali e le rimanenze iniziali delle materie prime, altri risultati di

gestione finanziaria, patrimoniale, straordinaria, fiscale.

*Ricavi e costi dei prodotti (costi per destinazione), il reddito di esercizio è dato dalla differenza tra ricavi dei prodotti e

corrispondenti costi dei prodotti venduti. Classificazione per destinazione, non si prende in esame la natura del costo,

ama il motivo per cui il fattore produttivo è stato utilizzato. (esempio, il costo del personale va inserito in costi industriali

se operaio, in commerciali se addetto vendite, in amministrativi se addetto amministrazione…). Il reddito di esercizio si

ottiene contrapponendo i ricavi dei prodotti venduti ai costi per destinazione (costo del venduto, costi commerciali, costi

amministrativi, costi di direzione…)

I due tipi di determinazione del reddito danno uguale risultato, cambia solo la classificazione e non il criterio di

determinazione dei costi.

Imputazione o attribuzione all’esercizio dei componenti di reddito: L’attribuzione di costi e ricavi all’esercizio viene

descritte attraverso diverse fasi:

si parte individuando i costi e i ricavi con manifestazione numeraria nell’esercizio amministrativo, tali variazioni si sono

verificate nell’esercizio ma possono essere relativi a: operazioni svolte interamente all’interno dell’esercizio, operazioni

incorso di svolgimento alla fine dell’esercizio cioè attribuibile in parte all’esercizio successivo, operazioni incorso di

svolgimento all’inizio dell’esercizio ma attribuibili all’esercizio precedente, costi e ricavi comuni a più esercizi perché

relativi a beni a lento ciclo di utilizzo. La base deve essere allora depurata, privata cioè delle operazioni in corso di

svolgimento a fine ed inizio esercizio e quelle relative a più esercizi. Si deve ora integrare la base con costi e ricavi

imputabili all’esercizio anche se la loro manifestazione numeraria avverrà nell’esercizio successivo, o è avvenuta in

quello precedente.

Costi sospesi finali: i costi che si sono manifestati numerariamente (finanziariamente) nell’esercizio ma sono attribuibili

agli esercizi successivi, nei quali si verificherà il relativo ricavo. Rappresentano una rettifica positiva per l’esercizio, sono

quindi componente di reddito positivo, si sottraggono ad un costo d’esercizio (il costo deve essere imputato infatti

all’esercizio futuro tramite rettifica)

-Risconti attivi finali, sono quote di costi che hanno trovato la loro manifestazione finanziaria in via anticipata, ma sono di

competenza dell’esercizio futuro. Costi per affitti trimestrali, pagati anticipatamente entro il 31 dicembre ma relativi al

primo trimestre dell’esercizio successivo, costi per premi assicurativi annuali pagati a metà esercizio, copriranno anche

l’altra metà dell’esercizio successivo.

-Rimanenze attive finali, si tratta di merci, materie prime, prodotti finiti,…in rimanenza finale essi costituiscono dei costi

sospesi da rinviare al futuro. Infatti, l’acquisto di tali fattori ha originato dei costi ai quali non sono seguiti i correlativi

ricavi, risultando tali beni invenduti a fine anno Sorge quindi il problema di valutare questi beni che nel loro insieme

costituiscono le rimanenze attive di magazzino. L’operazione di rettifica avverrà al minor valore che scaturisce

adottando il criterio del costo storico e il criterio del valore di realizzo, basato sull’andamento di mercato e quindi sul

presunto ricavo.

Ricavi sospesi finali: sono ricavi che si sono manifestati numerariamente (finanziariamente) nell’esercizio ma sono

attribuibili agli esercizi successivi nei quali si verificherà il relativo costo. Rappresentano una rettifica negativa per

l’esercizio, sono quindi componente di reddito negativo si sottraggono ad un ricavo d’esercizio. (il ricavo deve essere

imputato infatti all’esercizio futuro tramite rettifica).

-Risconti passivi finali: quote di ricavi già riscossi ma economicamente di competenza dell’esercizio futuro (premi di

assicurazione riscossi anticipatamente relativi a rischi coperti per l’esercizio successivo)

-Rimanenze passive finali: tipiche delle imprese d’assicurazione, accantonano le riserve dette anche tecniche,

sospendono ricavi per far fronte a potenziali futuri costi.

Costi presunti iniziali: sono costi che si sono presentati numerariamente nell’esercizio ma che sono attribuibili a quello

precedente in cui si è infatti verificatoli ricavo. Sono una rettifica positiva dell’esercizio, un componente positivo di reddito

in quanto si sottraggono dei costi d’esercizio (non spetta a questo esercizio sostenerli).

-Ratei passivi iniziali: sono quei costi posticipati con prestazione avvenuta nell’esercizio precedente (esempio interessi

passivi rilevati posticipatamente alla concessione di un prestito).

-Spese presunte iniziali, esempi: fatture pervenute dopo la chiusura dell’esercizio precedente, relative a prestazioni

effettuate nell’esercizio precedente, dette “fatture da ricevere”, le provvigioni passive liquidate ad agenti ma relative a

vendite effettuate nell’esercizio precedente, dette “provvigioni passive da liquidare”, costi del personale relativi al mese

di dicembre, da retribuire nel mese di gennaio dell’esercizio successivo.

-utilizzo trattamento di fine rapporto, quando il dipendente finisce il rapporto di lavoro con l’azienda, si manifestano

numerariamente i costi relativi alla sua liquidazione, la quota non incide tuttavia sul reddito di esercizio in quanto viene

prelevata dall’apposito fondo accantonamento TFR.

-utilizzo fondi per rischi ed oneri, quando si manifestano dei costi per i quali si era già predisposto un fondo

accantonamento per rischi ed oneri, il costo non viene attribuito al reddito d’esercizio ma prelevato direttamente da tale

fondo, si tratta ad esempio di costi sostenuti per garanzia prodotti, per manutenzione, per cause legali in corso relative

ad esercizi precedenti…

Ricavi presunti iniziali: ricavi manifestatisi numerariamente nel corso dell’esercizio a attribuibili all’esercizio precedente

nei quali si è verificatoli correlativo ricavo. Rappresentano una rettifica negativa, sono una componente negativa di

reddito in quanto si sottraggono ai ricavi d’esercizio.

-Ratei attivi iniziali, sono ricavi manifestatisi numerariamente nell’esercizio ma attribuibili all’esercizio precedente

proporzionalmente al tempo. Tutti qui ricavi riscossi in via posticipata (fitti attivi, interessi attivi)

-Proventi presunti iniziali, sono ricavi manifestatisi numerariamente nell’esercizio ma attribuibili all’esercizio precedente

non proporzionalmente al tempo. (eventuali premi assegnati da fornitori nell’esercizio su acquisti effettuati nell’esercizio

precedente, provvigioni attive rilevate nell’esercizio e relative a vendite effettuate nell’esercizio precedente)

Costi comuni a più esercizi relativi a fattori di produzione a lento rigiro:Sono fattori acquistati dalle imprese in un

esercizio, in cui avviene la manifestazione numeraria e utilizzati però anche negli esercizi successivi. per imputare allora

tali fattori al reddito d’esercizio occorre procedere per fasi:

*storno di costi di acquisto: bisogna depurare i costi d’acquisto dei fattori produttivi a lento ciclo con manifestazione

numeraria nell’esercizio, lo si fa rilevando i costi d’acquisto e stornandoli fra le immobilizzazioni tecniche poste nei valori

dell’attivo dello stato patrimoniale.

*quota di ammortamento: occorre attribuire ai componenti negativi di reddito la quota di costo dei fattori produttivi di

competenza dell’esercizio

*fondo ammortamento: occorre determinare il fondo ammortamento, inteso come la somma delle quote di

ammortamento

*valore residuo, è la differenza tra il valore di acquisto e il fondo ammortamento. Solo dopo aver attribuito agli esercizi la

quota di ammortamento (cioè dopo averla pagata per tutti gli esercizi imputati) il valore residuo sarà pari a zero.

*criteri di valutazione delle quote di ammortamento: le quote di ammortamento si calcolano solitamente in base alle

quote stabilite dall’Amministrazione Finanziaria, che si dovrebbero utilizzare solo in sede di determinazione del reddito

fiscale. E’ consigliabile seguire un criterio economico tecnico : si basa sulla vita utile del fattore produttivo espressa in

anni di utilizzo, la quota di ammortamento sfottine dividendo il costo di acquisizione per gli anni di utilizzo. Questa quota

può anche essere calcolata in misura proporzionale ai volumi di produzione, quanto più elevato è il volume di

produzione tanto più elevata sarà la quota di ammortamento. Spesso si ricorre anche alle rettifiche in relazione alle

prospettive future:sappiamo che nella determinazione del reddito economico aziendale l’obbiettivo è l’equilibrio

economico, che si raggiunge cercando di stabilizzare il reddito d’esercizio evitando violente oscillazioni di reddito tra un

esercizio e l’altro, ma tenendo anche una coerenza tra reddito di esercizio, capitali investiti, rischio d’impresa,

remunerazione capitali investiti. Se la capienza del reddito d’esercizio lo consente gli obbiettivi di coerenza e cauta

oscillazione si possono raggiungere anticipando o accelerando le stesse quote di ammortamento.

Costi e ricavi con manifestazione numeraria negli esercizi successivi attribuibili all’esercizio:alla fine dell’esercizio ci sono

operazioni in corso di svolgimento di cui non è ancora avvenuta la manifestazione numeraria, ma che sono attribuibili

all’esercizio.

Costi presunti finali, sono costi che si manifestano numerariamente nell’esercizio successivo ma che sono imputabili

all’esercizio in corso e quindi rappresentano per esso un componente negativo di reddito, vanno infatti ad incrementare i

costi.

*ratei passivi finali, è certo il tempo, il verificarsi, l’ammontare della manifestazione numeraria nell’esercizio successivo

*spese presunte, certo il verificarsi e l’ammontare della manifestazione numera entro l’esercizio successivo, ma non

sono ripartibili in base al tempo

*quote di trattamento di fine rapporto, è certo il verificarsi e l’ammontare ma la manifestazione numeraria può avvenire

anche in tempi lunghi

*quote fondi rischi ed oneri, non è certo il verificarsi di tali costi , né l’ammontare.

Ricavi presunti finali: si manifesteranno numerariamente negli esercizi futuri ma che sono imputabili all’esercizio in

corso. sono componente positivo di reddito.

*ratei attivi finali (affitti attivi posticipati, interessi attivi posticipati)

*proventi presunti finali (fattura da emettere per provvigioni attive rilevate nell’esercizio successivo ma relative a vendite

effettuate nell’esercizio incorso).

Costi e ricavi con manifestazione numeraria negli esercizio precedente, attribuibili all’esercizio: operazioni incorso di

svolgimento di cui è gia avvenuta la manifestazione numeraria nell’esercizio precedente, ma che sono attribuibili

all’esercizio in corso.

Costi sospesi iniziali: costi che si sono manifestati numerariamente nell’esercizio precedente ma che sono imputabili

all’esercizio in corso, quindi componente negativo di reddito.

- costi che si sono manifestati numerariamente nell’esercizio precedente ma che sono imputabili all’esercizio in corso, ,

Sono i costi con pagamenti anticipato rispetto alle prestazioni (affitti passivi anticipati).

-rimanenze attive iniziali, sono i costi relativi alle materie prime, semilavorati, merci, prodotti finite che nell’esercizio

precedente non sono stati consumati, venduti, trasformati…, sono costi che si aggiungono a quelli dei fattori produttivi,

sono quindi componenti negativi di reddito.

Ricavi sospesi iniziali :ricavi che si sono manifestati numerariamente negli esercizi precedenti ma che sono attribuibili

all’esercizio in corso. si aggiungono ai ricavi d’esercizio, sono componenti postivi di reddito.

-risconti passivi iniziali, ricavi imputabili all’esercizio in proporzione al tempo.

-rimanenze passive iniziali, tipiche delle riserve tecniche delle imprese d’assicurazione.

La rappresentazione del reddito nel conto economico civilistico:il reddito può essere rappresentato nell’ambito di

un documento che prende il nome di “conto economico”, esso ha diversa struttura a seconda degli utilizzi

aziendali:conto economico secondo i dettami del codice civile, il C.E. a costo del venduto (secondo i principi contabili

internazionali), il C.E. a valore aggiunto. Il conto economico civilistico è articolato nelle seguenti macrovoci:

a)valore della produzione b)costi della produzione c)proventi ed oneri finanziari

d)rettifiche di valore di attività finanziarie e)proventi ed oneri straordinari imposte su reddito

a-comprende ricavi al netto di resi, sconti, abbuoni, premi e imposte + variazione delle rimanenze (riferite a prodotti

incorso di lavorazione, semilavorati, su ordinazione…)

b-comprende acquisti per materie prime, sussidiarie e di merci, al netto di resi, sconti, abbuoni, premi e imposte. Nei

costi per servizi sono rilevate le prestazioni di terzi, dai tradizionali servizi (trasporti, assicurazioni, utenze, consulenze) ai

sindaci, revisori, costi per servizi eseguiti da banche, rimborsi spese a personale dipendente. Nei costi per godimento

beni di terzi si fa riferimento ai canoni leasing, di locazione…Nei costi per il personale ci si riferisce a salari, stipendi,

oneri sociali, quota TFR….Negli ammortamenti e svalutazioni è compresa la quota di ammortamento relative alle

immobilizzazioni, svalutazioni delle immobilizzazioni e anche dei crediti commerciali. Nelle variazioni delle rimanenze di

materie prime, sussidiarie, di consumo e merci viene inserita la differenza tra quelle iniziali e quelle finali. Negli

accantonamenti ci sono quelli per rischi e quelli per spese future. Negli oneri diversi tutti i costi relativi alla gestione

caratteristica se non sopra elencati.

c-comprende i proventi da partecipazione ed altri proventi finanziari di diversa natura. Gli interessi e altri oneri finanziari

comprendono oneri finanziari di competenza dell’esercizio, esclusi quelli di natura straordinaria.

d-comprendono rivalutazioni e svalutazioni relative alle partecipazioni, alle immobilizzazioni finanziarie e a titoli iscritti

nell’attivo circolante.

e-comprendono plusvalenze e minusvalenze derivanti da operazioni straordinarie

le imposte sul reddito comprendono per le società di capitali l’Irpeg e l’Irap, per le società di persone Irap.

Proprietà del reddito d’esercizio:

Comparabilità: sebbene rappresenti una quantità astratta è significativo nei confronti fra redditi di più esercizi, devono

rimanere costanti nel tempo i principi e ci criteri di valutazione usati. Analizzando il reddito d’esercizio in una

successione di esercizi, esprime le variazioni di efficienza dell’impresa.

Attendibilità:il reddito di esercizio è una quantità d’azienda astratta e ipotetica, basata su una serie di previsioni che

possono verificarsi o meno. Il reddito può aver quindi un grado di attendibilità che influisce sul grado di rischio

dell’impresa in relazione al volume e alle difficoltà di previsione.

-Volume delle previsioni:le previsioni vengono effettuate su costi e ricavi di origine stimata: costi e ricavi presunti, costi e

ricavi sospesi, quote di ammortamento. Maggiore è il volume di operazioni che vanno oltre l’esercizio, minore è

l’attendibilità del reddito d’esercizio, per un grado più elevato di attendibilità si dovrebbero aver quante più operazioni

iniziate e concluse nell’esercizio.

-Difficoltà di previsioni:la difficoltà dipende dalla lunghezza del periodo cui si riferiscono le previsioni; dall’elasticità

dell’impresa ovvero dalla sua rigidità o capacità di adattamento alle mutevoli condizioni di mercato; dalle caratteristiche

di gestione, più agevole previsione della gestione ordinaria rispetto quella straordinaria.

Distribuibilità: se reddito è positivo, costituisce un utile, se negativo una perdita, il capitale deve essere reintegrato. Nel

primo rappresenta il valore massimo che può essere distribuito senza danneggiare l’equilibrio economico, ma non

necessariamente è coerente con l’equilibrio monetario, per esserlo si deve avere il reddito uguale al cash flow e cioè la

differenza tra costi e ricavi deve essere pari alla differenza tra entrate e uscite.

Reddito=icavi-costi=entrate-uscite=cashflow. REDDITO D’ESERCIZIO

COMPONENTI NEGATIVI DI REDDITO COMPONENTI POSITIVI DI REDDITO

Manifestazione COSTI CON MANIFESTAZIONE NUMERARIA RICAVI CON MANIFESTAZIONE NUMERARIA

numeraria

nell’esercizio NELL’ESERCIZIO NELL’ESERCIZIO

RICAVI SOSPESI FINALI COSTI SOSPESI FINALI

Risconti passivi finali Risconti attivi finali

Rimanenze passive finali Rimanenze attive finali

RICAVI PRESUNTI INIZIALI COSTI PRESUNTI INIZIALI

Ratei attivi iniziali Ratei passivi iniziali

Proventi presunti iniziali Spese presunte iniziali

Trattamento di fine rapporto

Fondi rischi

QUOTE DI AMMORTAMENTO ---

Fattori produttivi

a lento rigiro


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AUTORE

luca d.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Docente: Non --
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Non --.

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