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DALLA RAGIONERIA ALL’ECONOMIA AZIENDALE

Benedetto Contrughi: primo che descrive la partita doppia, descrive le operazioni aziendali: lettere di cambio,

finanziamenti con capitale di rischio. Sostiene che bisogna tenere tre libri:Memoriale (prima nota) dove vi era la

rilevazione quando avveniva, Giornale nel quale venivano ordinate le prime rilevazioni, Mastro nel quale venivano accolti

tutti i conti.

Luca Pacioli: Rinascimento, con lui prende forma il “dare e avere”, il bilancio, l’inventario, il cosiddetto metodo

veneziano.

Besta:articola l’amministrazione economica in tre momenti: Gestione, Direzione e Controllo. L’amministrazione non può

essere una scienza, non è possibile enunciare principi scientifici in quanto la gestione è troppo diversa nelle varie

aziende. Il controllo economico, al contrario, individua leggi valide per tutte le aziende in generale: si definisce così la

ragioneria come la scienza del controllo economico. Besta inventa il sistema patrimoniale, esso caratterizza fino agli

anni 30 la ragioneria italiana, subisce modifiche e viene adottato in tutto il mondo con il nome di sistema patrimoniale

anglosassone.

Besta individua le variazioni attive e passive e le registra in conti appositi elementari . Le variazioni che riguardano la

differenza tra attivo e passivo vengono registrate in conti derivati in quanto esse stesse sono variazioni derivate.

Zappa:introduce concetti valida da circa un secolo, in particolare:

Azienda>istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, svolge operazioni

economiche coordinate rivolte alla produzione e al consumo di ricchezza.

Economia aziendale> scienza che studia operazioni economiche delle aziende per individuare leggi e principi che

permettono di raggiungere gli scopi cui mira l’azienda. Essa si articola in tre dottrine: 1-Organizzazione: uomini e mezzi,

combinati e strutturati per un efficiente gestione aziendale. 2-Gestione: decisioni e operazioni economiche coordinate

per raggiungimento fini aziendali. 3-Ragioneria: strumenti, operazione e metodologie per interpretazione fatti aziendali.

Concetto di reddito> differenza tra capitale inizio periodo e quello di fine periodo, espresso in valori di beni aziendali,

ovvero sulla loro capacità di produrre reddito.

Sistema del reddito> si avvale del metodo della partita doppia, determina il reddito considerando solo gli scambi

monetari tra impresa e terzi.

Le persone si aggregano con diverse forme e modalità nella società per perseguire determinati fini, quando queste si

danno regole di comportamento e presentano autonomia si possono definire veri e propri istituti. Essi per perseguire i

propri fini svolgono un’attività economica che consiste nell’acquisizione, produzione, consumo ed erogazione di beni e

servizi economici. Gli astuti con rilevante attività economica sono: le famiglie, le imprese, la pubblica amministrazione.

L’azienda è l’ordine economico con cui si sviluppano le attività economiche degli istituti.

CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE IN RELAZIONE ALL’ATTIVITA’ ECONOMICA:

- le aziende di erogazione: attività economica consiste nell’erogazione e consumo di beni e servizi. Le più rilevanti sono

le famiglie.

- le aziende di produzione: attività economica consiste nell’acquisizione e produzione beni e servizi: sono le imprese.

- le aziende composte pubbliche: attività economica di erogazione e consumo, ma anche si produzione beni e servizi

CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE IN RELAZIONE AL FINE:

-le aziende familiari: hanno come finalità la produzione, l’accrescimento e la distribuzione si valore. Il loro manifestarsi

vede valori “non economici” quali l’assistenza, l’educazione dei figli…e valori “economici” ovvero consumi, investimenti,

risparmio, finanziamenti. La famiglia è la tipica azienda di consumo. Non è da confondersi con l’impresa famigliare, che

svolge invece un’attività economica con i componenti della famiglia.

-le aziende pubbliche:sono nate come aziende di erogazione, con lo sviluppo economico dei paesi sono diventate

sempre più importanti anche per la loro attività di produzione, si sono venute così a formare aziende di tipo misto:

aziende pubbliche composte. Esse hanno come primo scopo quello di soddisfare i bisogni pubblici: creare, accrescere e

distribuire valore alla collettività ma non solo. Ci sono infatti anche gli stakeholders che sono coinvolti nella produzione di

tale valore, essi sono: fornitori, dirigenti, dipendenti pubblici, lavoratori autonomi, istituti di credito, l’Erario; tra gli

stakeholders si trovano però anche i clienti e i concorrenti (istruzione privata, sanità privata…). Negli ultimi anni in Italia

si è avuto un processo di privatizzazione delle imprese e aziende pubbliche quali Telecom, Ina, Credito Italiano…

-aziende di produzione o Imprese: hanno come fine la produzione dei beni e servizi e la loro conseguente cessione sul

mercato (scopo diretto) al fine di remunerare i fattori produttivi impiegati e il capitale investito (scopo indiretto). Il vero e

proprio fine non è rappresentato dalla ricchezza, bensì dal valore, quindi se nelle aziende di erogazione prevale

l’importanza della qualità, in quelle di produzione è più importante il concetto di quantità. Le Imprese operano in un

sistema competitivo di mercato e sono soggette al rischio del capitale investito, esse vengono classificate in base al

settore al quale appartengono: imprese del settore primario (agricole), del settore secondario (industriali), del settore

terziario (commerciali, bancarie…) e del settore terziario avanzato (informatica, comunicazione..).

-aziende no profit: sono le associazioni, i comitati, le fondazioni, le cooperative, sono costituite con atto pubblico, la loro

attività non è di tipo commerciale. Una particolare categoria di enti non commerciali è rappresentata dalle Organizzazioni

Non Lucrative di Utilità Sociale (Onlus): operano nei settori di assistenza sociale e sanitaria, beneficenza, istruzione,

sport dilettantistico, tutela ambiente...alle Onlus è anche permesso di svolgere attività commerciali purché i proventi non

superino il 60%del costo dell’intera Onlus, questa attività va ad affiancarsi a quella istituzionale, entrambe non sono

soggette a tassazione.

-aziende mutualistiche: comprendono società cooperative, consorzi di cooperative e società di mutua assicurazione. Le

società cooperative permettono ai soci di usufruire di beni e servizi a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle

tradizionali di mercato: hanno scopo mutualistico, anche se accanto ai soci ordinari ci possono essere altri tipi di soci i

quali non partecipano all’attività mutualistica ma hanno invece scopo di lucro. Lo scopo mutualistico impone che in caso

di scioglimento della società, il patrimonio sociale deve essere devoluto a scopi di pubblica utilità. Per la loro costituzione

è obbligatorio un numero minimo di soci, esse possono essere a responsabilità illimitata o limitata. Le mutue assicuratrici

svolgono attività unicamente assicurativa, sono a responsabilità limitata, i contributi dei soci compongono sia gli apporti

di capitale che i premi assicurativi.

CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE INRELAZIONE AL SOGGETTO ECONOMICO:

Soggetto economico: persona o gruppo di persone che di fatto ha o esercita il potere decisionale nell’azienda.

Attualmente adattiamo la definizione e diciamo che sono soggetti economici tutti coloro che sono portatori di interesse

nell’azienda, ovvero gli Stakeholders. I principali Stakeholders sono:

-azionisti o soci di maggioranza:nelle aziende di produzione, non profit, cooperative. Nelle aziende pubbliche sono lo

Stato, la Provincia, il Comune.

-azionisti o soci di minoranza

-manager o dirigenti

-lavoratori dipendenti ed autonomi

-fornitori

-finanziatori e istituti di credito

-Erario

-concorrenti.

-clienti, per alcune tipologie di aziende la distribuzione di valore al cliente è uno degli obbiettivi fondamentali

CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE IN RELAZIONE AL SOGGETTO ECONOMICO:

Il codice civile distingue nettamente due tipi di soggetti: imprenditore o impresa individuale che è contemporaneamente

soggetto giuridico ed economico, la società in cui più soggetti svolgono un’attività economica, con la rispettiva

separazione di soggetto giuridico rispetto a quello economico.

-L’impresa individuale:Il soggetto giuridico è l’imprenditore e risponde con i propri beni delle obbligazioni dell’impresa.

Ciò vuol dire non aver autonomia patrimoniale e nel caso l’impresa fosse dichiarata fallita, anche l’imprenditore è definito

fallito. Il reddito dell’impresa individuale viene assoggettata a Irap e Irpef. Per le modeste dimensioni è concessa la

tenuta di una contabilità semplificata (soli libri Iva)

-La società: quando l’attività è svolta da due o più persone. Costituita sulla base di un “contratto di società” (art. 2247

c.c) che prevede l’accordo tra due o più persone denominate soci e il conferimento dei beni nella società da parte di essi

stessi. Per le attività a scopo di lucro, i soci svolgeranno l’attività anche a scopo di divisione degli utili.

…di persone: autonoma patrimoniale imperfetta: il patrimonio della società non è nettamente distinto da quello dei soci, i

creditori della società possono rivalersi in caso di insolvenza sui beni del socio.

*società semplice:non può svolgere attività commerciale,utilizzate solo per la gestione di attività agricole, a volte anche

professionali.

*società in accomandita semplice (S.a.s.) dove i “soci accomandatari” sono responsabili solidamente col loro

patrimonio, e i “soci accomandanti” rispondono solo del capitale conferito.

Le società di persone non hanno di obbligo un capitale minimo, ma devono aver un atto costitutivo,devono redigere un

bilancio di esercizio che può non essere depositato al Registro delle Imprese. Il reddito è assoggetta a Irap e poi

distribuito ai soci, i quali su tale somma dovranno pagare Irpef. Se anche nel caso di società di persona le dimensioni

sono modeste, esistono le stesse semplificazioni che si sono viste per le imprese individuali.

…di capitali: autonomia patrimoniale perfetta: il patrimonio societario è nettamente distinto da quello dei soci, si dice che

hanno personalità giuridica in quanto la responsabilità delle obbligazioni sociali può essere attribuita solo alla società

stessa.

*società per azioni (S.p.a.)

*società a responsabilità limitata (S.r.l.)

*società in accomandita per azioni (S.a.p.a.), il socio accomandatario risponde illimitatamente col suo patrimonio

personale delle obbligazioni della società.

Le società di capitali hanno un capitale sociale minimo obbligatorio, devono d’obbligo approvare un bilancio annuale e

depositarlo al Registro delle Imprese.

CLASSIFICAZIONE IN RELAZIONE ALLE DIMENSIONI AZIENDALI:

Le imprese vengono dimensionate secondo vari aspetti: in relazione al numero di dipendenti, al capitale sociale, al

capitale netto, al valore di magazzino…

Le fasce dimensionali sono: grande, media, piccola impresa.

Nelle statistiche ufficiali il parametro più utilizzato è il fatturato, ma per allineare i diversi aspetti di eterogeneità a volte si

preferisce basarsi sul valore aggiunto che rimane sempre e comunque la differenza tra il fatturato e gli acquisti da terzi.

1-IL GOVERNO D’IMPRESA (CORPORATE GOVERNANCE): tematiche di grande attualità, nel 1998 in Italia sono

state disposte leggi di corporate governance per regolamentare i rapporti tra gli esponenti di maggioranza, le

minoranze, gli organi di governo dell’impresa e di controllo della stessa. Si hanno tre modelli distinti di corporate

governance: la Public Comapany, l’impresa padronale, l’impresa consociativa.

La Public Company: frequente e recente nei paesi anglosassoni, caratterizzato da tanti piccoli azionisti o investitori

istituzionali, non c’è un vero e proprio azionista di maggioranza e nemmeno di riferimento. E’ la tipica grande impresa

quotata sulle Borse statunitensi ed inglesi, in Italia il modello è stato più volte imitato con risultati non soddisfacenti, è

sempre emerso un azionista di riferimento che ha di fatto governato l’impresa.

Le conseguenze di questa modalità di governo d’impresa:

-soggetto economico è rappresentato dal mangement il quale è incentivato alla creazione di maggior valore finanziario e

quindi azionario. Ci sono anche occasioni di acquisizione da parte del management della società stessa mediante un

operazione di “leverage by out”;

-le Public Company devono essere quotate in Borsa, per garantire facile trasferibilità delle azioni del piccolo investitore e

degli investitori istituzionali, la quotazione in Borsa impone elevata informativa e trasparenza;

-i valori della Public Company hanno obbiettivi di breve termine, il valore della Borsa risente addirittura di risultati

trimestrali;

-le Public Company hanno elevata capacità finanziaria in quanto gli azionisti stessi possono sottoscrivere aumenti di

capitale.

L’impresa padronale: caratterizzata dall’imprenditore proprietario delle azioni dell’impresa ma anche manager

operativo. Le conseguenze di questa modalità di governo d’impresa:

-il soggetto economico è l’azionista di maggioranza e anche manager, hanno scarsa importanza gli azionisti di

minoranza o gli investitori istituzionali, così come il menagement.;

-alcune imprese padronali Italiane non sono quotate in Borsa (Ferreo, Fininvest…) o se lo sono, sono praticamente non

scalabili (Mediaste, Fiat…).

-il valore fondamentale non è rappresentato dalle azioni che comunque non verrebbero cedute ma bensì dall’utile

distribuibile.

-il il potenziale finanziario è solitamente basso, frequenti ricorsi a finanziamenti presso banche o istituti di credito.

L’impresa consociativa: caratterizzata da gruppo di azionisti di riferimento, nessuno dei quali ha una posizione di

dominanza e da portatori di interessi nell’impresa. Tipico modello tedesco o giapponese. Le conseguenze di questa

modalità di governo d’impresa:

-il soggetto economico è rappresentato da banche, menagement (caso tedesco anche da rappresentanti dei lavoratori

presenti nel Consiglio di Sorveglianza);

-quotata in Borsa ma la circolazione delle azioni è limitata soltanto per gli azionisti non di riferimento;

valore fondamentale: continuità, crescita occupazionale, sopravvivenza nel tempo.

-potenziale finanziario elevato perché gli azionisti di riferimento sono in grado id contribuire agli aumenti di capitale

richiesti per lo sviluppo dell’impresa.

2-LE RELAZIONI TRA L’AMBIENTE E L’IMPRESA

L’ambiente nel quale il sistema impresa opera può essere suddiviso in quattro sottoinsiemi: macroambiente,

microambiente, sistema competitivo, sistema interlocutori sociali.

-Macroambiente:Immaginando l’ambiente nel quale l’impresa vive, si può parlare di una serie di gironi danteschi di cui

al livello più esterno troviamo il macroambiente globale, esso rappresenta il contesto competitivo mondiale, soggetto

all’andamento dell’economia internazionale. Al livello subito inferiore vi è il macroambiente continentale (nel caso

dell’Italia,quindi, l’Europa e il ruolo che il relativo studio del ruolo dell’impresa italiana nel contesto dell’unione europea).

A seguire vi è il girone rappresentato dal macroambiente nazionale, nel nostro caso coincide con l’economia italiana.

Ogni macroambiente è composto a sua volta da numerosi sottoinsiemi ambientali quali hanno forte influenza

sull’economia, si parla di:

*ambiente politico (imprese dell’est, stampo marxista, subordinate al potere politico centrale);

*ambiente economico (diverso ruolo dell’impresa nelle economia di mercato da economie capitalistiche,a quelle

pianificate centralizzate, a quelle sottosviluppate…)

*ambiente socio culturale (imprese giapponesi e coreane condizionate dal sacrificio verso l’impresa, vista come una

famiglia)

- Microambiente: fa sempre parte del contesto ambientale nel quale l’impresa si muove ma è quello ad essa più

vicino,che la influenza con le cosiddette istituzioni, le principali:

*mercato dei prodotti: settore in cui opera l’impresa (alimentare, automobilistico…)

*mercato delle materie prime: casi in cui vengono acquistate su Borse mondiali

*ambiente tecnologico: un esempio, la Silicon Valley in California dove sono sorte maggiori imprese informatiche.

*mercato finanziario: si pensi a diverso costo del denaro nei vari paesi,alle diverse valute

*mercato del lavoro: basti solo pensare al caso italiano e alla notevole differenza tra mercato del lavoro del nord e del

sud

*ordinamento sindacale: forte forza contrattuale che il movimento sindacale ha nell’economia del paese

*ordinamento tributario: diversi tipi di tassazione e relativi paradisi fiscali.

-Il sistema competitivo: è l’ambiente esterno all’impresa in cui vengono inseriti i prodotti dell’impresa.

Gli attori del sistema competitivo:

-concorrenti, in generale sono rivali dell’impresa, ma a volte anche suoi collaboratori;

-clienti, con i quali l’impresa ha rapporti di forza ma anche di debolezza;

-fornitori, oltre ai rapporti contrattuali, l’impresa può avere con essi rapporti si integrazione;

-produtt

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Non --.
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