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Economia aziendale

Riassunto molto dettagliato per l'esame di economia aziendale

Prof. Capocchi o Saita

Indice

  • Capitolo 1: Dalla ragioneria all'economia aziendale
  • Capitolo 2: Le aziende
  • Capitolo 3: L'impresa
  • Capitolo 4: Il sistema economico aziendale
  • Capitolo 5: La gestione operativa
  • Capitolo 6: IAS e IFRS
  • Capitolo 7: Governance
  • Capitolo 8: Il sistema di amministrazione e controllo
  • Capitolo 9: Il sistema organizzativo
  • Capitolo 10: Il sistema della qualità

Capitolo 1: Dalla ragioneria all'economia aziendale

L'economia aziendale, scienza di riferimento per l'imprenditore, è una scienza abbastanza recente che viene spesso confusa con la ragioneria, in quanto sua evoluzione. È necessario analizzare l'evoluzione storica degli studi aziendali.

1.1 La contabilità nei tempi antichi

I primi teorici della ragioneria furono i grandi filosofi greci Platone, Socrate, Aristotele. Passando all'antica Roma, vennero sviluppati i primi libri contabili: l'adversaria (la prima nota) e le tabulae (libri di entrate e uscite).

1.2 La contabilità nel Medioevo e nel Rinascimento

Dopo l'oscurantismo post romano, nel Medioevo e nel Rinascimento risorgono gli studi di ragioneria. Leonardo Fibonacci, nel 1200, nel Liber Abaci descriveva i calcoli da utilizzare nelle trattative commerciali, mentre il frate Luca Pacioli inventava nel 1494 la partita doppia.

1.3 La contabilità nell'Ottocento

Tra il 1500 e il 1800 non vi è da annoverare nessuna particolare invenzione negli studi economico aziendali. Solo verso la metà dell'Ottocento, con Francesco Villa, prendeva forma la scienza economica dell'amministrazione aziendale, basata sui conti a valore, che studiava l'organizzazione e la gestione. Verso la fine dell'Ottocento è da segnalare un passo indietro, rappresentato dalla logismografia; il maggior studioso del periodo era il Cerboni, ragioniere dello stato, che proponeva la teoria dei conti aperti alle persone. La teoria sulla quale si basava la logismografia era la teoria personalistica.

1.4 Contabilità ed economia aziendale nel 1900

Nel 1900 si assisteva a un profondo cambiamento negli studi di ragioneria con due studiosi che pervenivano a due impostazioni diverse: Fabio Besta e Gino Zappa.

1.4.1 Besta: La scienza del controllo aziendale

Egli riprendeva gli studi del Villa e articolava l'amministrazione in tre momenti: gestione, direzione e controllo. Egli credeva che l'amministrazione non potesse essere una scienza, in quanto caratterizzata da fatti troppo diversi; al contrario era convinto che il controllo economico lo potesse essere. Egli inventò il sistema patrimoniale, che caratterizzò la ragioneria italiana fino agli anni '30: egli partiva da variazioni elementari rilevate in appositi conti elementari, le variazioni che riguardavano la differenza tra attivo e passivo invece venivano chiamate derivate ed erano rilevate in conti derivati. Al Besta bisogna attribuire inoltre la scoperta della ragioneria come scienza.

1.4.2 Zappa: L'economia aziendale

Nel pensiero di Zappa si possono individuare concetti che sono tuttora validi:

  • Azienda, istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, svolge operazioni economiche coordinate rivolte alla produzione ed al consumo di ricchezza.
  • Economia aziendale, scienza che studia le operazioni economiche delle aziende per individuare leggi che consentano il raggiungimento dei fini che l'azienda si è posta. Seppur unitaria, l'economia aziendale si articola in:
    • Organizzazione, combinazione tra uomini e mezzi, articolati in strutture, per una efficiente gestione aziendale.
    • Gestione, insieme di decisioni e operazioni coordinate per il raggiungimento dei fini aziendali.
    • Rilevazioni o ragioneria, insieme di strumenti e metodologie per la rilevazione ed interpretazione dei fatti aziendali.
    • Reddito, differenza tra capitale a inizio periodo e quello a fine periodo.
    • Sistema del reddito, sistema che, tramite la partita doppia, determina il reddito d'esercizio prendendo in considerazione gli scambi tra azienda e terzi.

Capitolo 2: Le aziende

Spesso si confonde il termine azienda con il termine impresa, ma in realtà sono concetti differenti: l'azienda è un complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio di un'attività economica, mentre l'impresa è un'attività economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

2.1 Dalla teoria istituzionale alla teoria degli stakeholders

Secondo la teoria istituzionale, l'azienda è l'ordine economico con cui si sviluppano le attività economiche degli istituti. Secondo gli studi più avanzati, la finalità di un'azienda è quella di creare valore per gli stakeholders, ossia per i portatori di interessi (coloro che operano a stretto contatto con l'azienda). Si possono individuare sei tipologie di azienda: aziende familiari, aziende pubbliche, aziende di produzione o imprese, aziende non profit, società mutualistiche, imprese sociali.

2.1.1 Le aziende familiari

In queste aziende, la finalità di produzione si manifesta con:

  • Valori non economici, espressi da reciproca assistenza, equilibrio affettivo, ecc.
  • Valori economici, ovvero i consumi, risparmio, investimenti, ecc.

L'azienda è una tipica azienda di consumo, in quanto i consumi sono prevalenti.

2.1.2 Le aziende pubbliche

Originariamente considerate aziende di erogazione, le aziende pubbliche hanno cominciato a svolgere sempre di più attività di produzione, dando così origine alle cosiddette aziende pubbliche composte; per semplicità le chiameremo aziende pubbliche. Esse, oltre al fine principale di soddisfare i bisogni pubblici, si propongono di creare, accrescere e distribuire valore per la collettività.

2.1.3 Le aziende di produzione o imprese

Le imprese hanno come fine diretto la produzione di beni e servizi da cedere sul mercato, così da poter remunerare il capitale investito e distribuire la ricchezza ai proprietari del capitale. Secondo la teoria più recente, il fine di un'azienda di produzione è quello di creare valore per il sistema economico aziendale, ed in particolar modo per gli interlocutori sociali. In base al settore si dividono in: imprese del settore primario, imprese del settore secondario, imprese del settore terziario ed imprese del settore terziario avanzato. C'è da segnalare la tendenza degli ultimi anni ad un processo di privatizzazione che ha coinvolto molti stati, tra cui l'Italia (Telecom, Ina, Comit, ecc).

2.1.4 Le aziende non profit

Dette anche enti non commerciali, le aziende non profit sono costituite con atto pubblico e hanno per oggetto un'attività non commerciale prevista da legge o atto costitutivo o dallo statuto. Tra tali enti vanno ricordate le associazioni politiche, culturali, sportive, sindacali, ecc. Una particolare categoria di ente non commerciale sono le Onlus (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale), che devono appartenere ad uno dei seguenti settori: assistenza sociale e socio sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico, beneficienza, istruzione, formazione, promozione e tutela dei beni storici e culturali, tutela dei diritti civili, ecc. Le Onlus hanno particolari vantaggi fiscali ed inoltre possono svolgere attività commerciale purché non superi il 66% del costo dell'intero Onlus.

2.1.5 Società mutualistiche

Le società mutualistiche comprendono sia le società di mutua assicurazione e i consorzi di cooperative. Le società mutualistiche hanno scopo prevalentemente mutualistico, che consiste nel fornire beni, servizi o lavoro direttamente ai soci a condizioni più vantaggiose rispetto al mercato. Le società mutualistiche devono svolgere una tra le seguenti attività: di consumo, di produzione e lavoro, agricole, edilizie, di trasporto, della pesca, miste, sociali. Esse possono essere a responsabilità limitata oppure a responsabilità illimitata.

2.1.6 Le imprese sociali

Esse sono organizzazioni private senza scopo di lucro e che esercitano in via stabile e principale un'attività economica di produzione o di scambio di beni e servizi.

2.2 La classificazione delle aziende in relazione al soggetto giuridico

Il codice civile distingue nettamente:

  • Imprenditore (o impresa individuale), contemporaneamente soggetto economico e giuridico.
  • Società, in cui più soggetti svolgono un'attività, esse si dividono in società di persone, di capitali, mutualistiche, altre forme di impresa.

2.2.1 L'impresa individuale

Nell'impresa individuale il soggetto giuridico è una persona fisica, quindi l'imprenditore risponde coi propri beni delle obbligazioni assunte dall'impresa. Di conseguenza l'impresa individuale non ha autonomia patrimoniale ed è assoggettabile alle procedure concorsuali. Il reddito dell'impresa viene assoggettato a IRAP e IRPEF e, date le modeste dimensioni che tali imprese assumono, esistono delle semplificazioni che permettono all'imprenditore di tenere una contabilità semplificata.

2.2.2 La società

Se l'attività viene svolta da due o più persone, si ha un'azienda collettiva, che ha come forma giuridica la società. Alla base di ogni società vi è un contratto di società (art. 2247 c.c.) i cui elementi sono:

  • Accordo tra i soci.
  • Conferimento di beni nella società da parte dei soci.

Le società si distinguono in: società di persone, di capitali e altre forme di impresa.

2.2.2.1 Società di persone

Le società di persone sono caratterizzate da autonomia patrimoniale imperfetta, ossia il patrimonio nella società non è distinto da quello dei soci, di conseguenza i creditori possono rivalersi sui beni del socio in caso il patrimonio della società non sia sufficiente. Le società di persone non hanno un capitale sociale minimo da versare in fase di costituzione, devono redigere un bilancio di esercizio che non può essere depositato al registro delle imprese e il loro reddito è assoggettato a IRAP e attribuito pro quota ai soci che saranno assoggettati a IRPEF. Se le dimensioni sono ridotte, le società di persone hanno le stesse semplificazioni inerenti alla contabilità già viste nell'impresa individuale. Ci sono diversi tipi di società di persone:

  • Società semplice, non può svolgere attività commerciale, utilizzata per gestire attività agricole o professionali.
  • Società in nome collettivo, tutti i soci sono responsabili solidalmente con loro patrimonio.
  • Società in accomandita semplice, i soci sono distinti in accomandati, ossia responsabili solidalmente, e accomandanti, cioè che rispondono limitatamente al capitale conferito.

2.2.2.2 Società di capitali

Sono soggetti giuridici totalmente autonomi, ovvero godono di autonomia patrimoniale perfetta, esse hanno quindi personalità giuridica. Le società di capitali riconosciute dal nostro ordinamento sono:

  • Società per azioni (spa).
  • Società in accomandita per azioni (sapa), qui il socio accomandatario, che è l'amministratore, risponde illimitatamente col suo patrimonio delle obbligazioni della società.
  • Società a responsabilità limitata (srl), tale società ha subito delle recenti modifiche, ed è stata creata la società a responsabilità limitata a capitale ridotto (srlcr), che richiede un capitale minimo non più di 10,000€ ma di 1€.

Le società di capitali sono caratterizzate dalla presenza di un capitale sociale minimo e sono assoggettate a IRAP e IRES; devono inoltre depositare il bilancio annuale al Registro delle Imprese.

2.2.2.3 Altre forme di impresa

Il nostro ordinamento riconosce altre forme di impresa:

  • Associazione temporanea di impresa, ovvero quando più imprese si associano occasionalmente per conseguire determinati fini.
  • Consorzi, raggruppamenti di impresa che svolgono un'attività continuativa.
  • Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE), gruppo con il quale vengono svolte collaborazioni tra imprese di stati diversi, non può avere scopo lucrativo e può impiegare massimo 500 lavoratori.

2.3 Classificazione in relazione alle dimensioni aziendali

Per classificare le aziende solitamente si usa la dimensione aziendale. I parametri assunti possono essere molteplici, in generale si può dividere in quattro fasce dimensionali:

  • Microimpresa.
  • Piccola impresa.
  • Media impresa.
  • Grande impresa.

Il parametro più utilizzato nelle statistiche ufficiali è il fatturato, ma spesso si utilizza il valore aggiunto.

Capitolo 3: L'impresa

3.1 Le relazioni tra ambiente e impresa

Per analizzare le relazioni tra ambiente e impresa, bisogna prendere in considerazione i quattro sottosistemi che interagiscono con l'impresa:

  • Macroambiente.
  • Microambiente.
  • Sistema competitivo.
  • Sistema interlocutori sociali.

3.1.1 Macroambiente

Si può immaginare una serie di gironi danteschi, nel girone esterno si colloca il macroambiente globale, viene poi quello continentale e quello nazionale. Ogni macroambiente è composto da numerosi sottosistemi, principalmente quelli economico, sociale, politico, culturale.

3.1.2 Microambiente

Si può individuare poi il microambiente, detto anche ambiente istituzionale, in quanto caratterizzato dalle istituzioni che influiscono sull'impresa; fra le varie istituzioni ricordiamo il mercato dei prodotti, delle materie prime, l'ambiente tecnologico, i mercati finanziari e del lavoro, l'ordinamento sindacale e tributario. In Italia un particolare microambiente è caratterizzato dai distretti industriali.

3.1.3 Sistema competitivo

Il sistema competitivo può essere definito come l'ambiente esterno all'impresa in cui vengono inseriti i prodotti dell'impresa. Per ben cogliere il ruolo di tale sistema bisogna individuare:

  • Gli attori del sistema competitivo, essi sono i concorrenti, clienti, fornitori, produttori di prodotti sostitutivi, entranti potenziali.
  • La tipologia di sistema competitivo, esso è diverso a seconda di due variabili: la possibilità di differenziazione e la sostenibilità dei vantaggi nel tempo. Sulla base di quanto detto si possono individuare quattro sistemi competitivi:
    • Sistema competitivo frammentato, alta possibilità di differenziazione ma bassa di sostenibilità (es. calzature, mobili, tessile), un'impresa che si trova qua può aumentare la quota di mercato entrando in un sistema competitivo di volume, oppure differenziarsi il più possibile ed entrare in un sistema competitivo di specializzazione.
    • Sistema competitivo di specializzazione, alta sia la possibilità di differenziazione sia la sostenibilità (prodotti di lusso).
    • Sistema competitivo di volume, caratterizzato da imprese che devono avere alti volumi di vendita per remunerare gli alti costi di produzione (computer, auto, ecc.), alta sostenibilità ma bassa differenziazione.
    • Sistema competitivo bloccato, sistema caratterizzato da crisi di domanda e crollo dei volumi produttivi.

3.1.4 Sistema interlocutori sociali

Il sistema degli interlocutori sociali è quello nel quale ci sono le persone che vivono a stretto contatto con l'azienda:

  • Esponenti interni all'impresa, in pratica chi gestisce l'impresa.
  • Esponenti esterni, coloro che partecipano in diverso modo alla vita aziendale ma non partecipano alla gestione, come: lavoratori, azionisti di minoranza, enti finanziatori, Stato.

Gli interlocutori sociali si attendono dall'impresa delle ricompense sia in termini economici (stipendi, interessi, ecc), ma anche in termini qualitativi (sicurezza del posto di lavoro, veridicità delle dichiarazioni fiscali, ecc). Allo stesso modo l'impresa si aspetta contributi sia qualitativi (attaccamento all'impresa, qualità del lavoro, ecc), sia economici (finanziamenti, quantità di lavoro, ecc).

3.2 Il sistema impresa

L'impresa è così definita perché viene considerata come un sistema di input-output che riceve input dall'ambiente e produce output per il sistema competitivo e molteplici prospettive al sistema degli interlocutori sociali. A sua volta, il sistema impresa è diviso in tre sottosistemi che interagiscono tra loro:

  • Struttura.
  • Attività.
  • Risultati.

3.2.1 La struttura o variabili strutturali

La struttura rappresenta l'insieme di risorse dell'impresa a disposizione per raggiungere i fini; esse possono essere distinte in:

  • Risorse primarie, (imprenditoriali, direzionali e finanziarie), c'è bisogno di uomini capaci di creare e sviluppare il business ed inoltre di capitali per finanziarlo.
  • Risorse derivate (patrimonio tecnico-industriale e commerciale), ci sono altre risorse, oltre alle primarie, che sono necessarie per il successo di un'impresa. Queste sono il patrimonio tecnico-industriale (capacità di creare prodotti innovativi e di qualità) e il patrimonio commerciale (capacità di vendere i prodotti con un marchia affidabile per il cliente).

3.2.2 L'attività: gestione e strategia

L'attività dell'impresa è rappresentata da decisioni, azioni e operatività a tutti i livelli aziendali. In questo processo, ogni giorno si intersecano processi riguardanti la gestione e la strategia:

  • Gestione operativa, riguarda tutte le attività svolte per il funzionamento dell'impresa, per valutare la gestione ci si...
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher perroandrea di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Capocchi Alessandro.
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