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ECONOMIA E PROBLEMA ECONOMICO

PROBLEMA ECONOMICO Soddisfare bisogni illimitati con dei mezzi scarsi.

Ricerca del rapporto più favorevole: volume bisogni/volume mezzi.

illimitatezza/utilità soddisfazione.

BISOGNI

 

MEZZI limitatezza/sforzo sacrificio.

 

FASI DELL’UNITARIO PROCESSO ECONOMICO

Economia individuale (Robinson Crusoe) 2 fasi:

• 1. Produzione (mezzi)

2. Consumo (bisogni)

Uomo collettività divisione del lavoro specializzazione

• (produzione scambio consumo).

SCAMBIO

Nella fase iniziale era basato sul baratto.

Successivamente sulla moneta.

Moneta come:

Denominatore comune negli scambi

• Misura il valore dei beni

• Riserva di valore.

NB. IL PROBLEMA ECONOMICO VA SEMPRE CONSIDERATO NEL TEMPO E NELLO SPAZIO

In un’ottica temporale va considerato distinguendo tra:

DATI STORICI (PASSATO) PRESENTE PREVISIONI DI VARIA AMPIEZZA (FUTURO)

Lo spazio nel problema economico si traduce nella relazione tra il dato più rilevante e gli altri dati collegati.

NB. nelle previsioni future teniamo conto delle probabilità. Eventuali scarti sono riconducibili a:

incertezze

 fatti nuovi (eventi imprevisti)

SOGGETTIVITA’:

Sentimenti (es.tradizione).

 Giudizi (previsioni).

OGGETTIVITA’:

Qualità

 Quantità

 Relazioni

PROBLEMA ECONOMICO DEL SINGOLO

Ordinamento giuridico/politico/ morale della collettività.

• Sentimenti, giudizi del singolo.

PROBLEMA ECONOMICO DELLA COLLETTIVITA’

Sentimenti/giudizi della collettività e dei governanti.

• Sentimenti e giudizi dei singoli.

NB. Le leggi economiche derivano dalla ricerca di un’uniformità nell’osservazione dei fatti analoghi.

L’indagine qualitativa non può prescindere da quella quantitativa.

ASPETTO MISURATORE (FINANZIARIO) è la moneta o ciò che sostituisce la moneta.

ASPETTO MISURATO (ECONOMICO) ricchezza.

METRI DI MISURA

METRO NON MONETARIO:

• 1. Unità di misura

2. Denominatore comune nella misura solo se ci si riferisce a beni (o classi) che hanno

le stesse proprietà.

METRO MONETARIO

• 1. La moneta è misuratore del valore dei beni.

2. Somma di valori.

3. Omogeneità di valori (moneta di scambio, moneta di conto).

ESEMPIO

Aspetti soggettivi smartphone

Problema economico rapporto tra: bisogno smartphone/mezzi finanziari necessari all’acquisto.

PROBLEMA ECONOMICO AZIENDALE

NB. L’azienda non ha bisogni ma obiettivi.

ELEMENTI DEL PROBLEMA ECONOMICO AZIENDALE:

Obiettivi e sottobiettivi

 Mezzi (propri o di terzi)

 Scelta fra soluzioni alternative (+valore/- impiego)

ELEMENTI POSTI IN BASE A DATI DA AMBIENTE:

Dati di mercato

 Progresso tecnologico

 Stato delle istituzioni

TUTTO SI COLLOCA IN UNA DIMENSIONE SPAZIALE:

Passato (dati storici)

 Presente

 Futuro (previsioni di varia ampiezza).

ESEMPIO BLUE SHIP S.P.A.

NOZIONE DI AZIENDA E SISTEMA MACROECONOMICO

L’azienda viene vista come parte del più ampio sistema macroeconomico.

In MACROECONOMIA si studia il comportamento del consumatore, del produttore, il quale è effetto di un

comportamento complesso.

L’ECONOMIA AZIENDALE studia le aziende nelle loro manifestazioni di vita e condizioni d’esistenza, con

finalità conoscitive e di controllo.

CONTROLLO serve per fornire a chi opera nell’azienda quegli strumenti per poter controllare l’azienda.

Lo STRUMENTO CONTABILE permette di dare rappresentazione al sistema dei valori espressivi e

quantificativi della realtà aziendale.

Prima definizione di economia aziendale nel 1926 pronunciata come nuova scienza da gino zappa.

Gino zappa unisce 3 discipline:

ORGANIZZAZIONE riguarda il coordinamento delle varie forze economiche che entrano a far

• parte del sistema aziendale.

GESTIONE si occupa delle decisioni che vengono prese all’interno dell’azienda, e le operazioni

• che ne derivano.

RILEVAZIONE consente di offrire quelle decisioni che sono alla base della vita aziendale.

NB. Queste 3 discipline sono interdipendenti.

Per l’esistenza dell’azienda sono necessari 2 fattori fondamentali:

Ricchezza

 Essere umano

Nelle varie definizioni di azienda vi sono 2 aspetti in comune:

Peculiare campo economico.

 Concetto astratto.

 GLI AUTORI

GIUSEPPE CARBONI

CONCEZIONE GIURIDICA DELL’AZIENDA.

Ha sempre lavorato nella P.A.

• La realtà aziendale comprende SENSO OGGETTIVO la:

• 1. sostanza amministrabile (patrimonio), in relazione al suo proprietario

2. l’azione amministrativa, svolta dall’amministratore, coordinata dagli agenti e dai

corrispondenti.

In SENSO OGGETTIVO:

• 1. Proprietario

2. Amministratori

3. Agenti

4. Corrispondenti

Sostenitore della LEGISMOGRAFIA: sistema contabile fondato su:

• PROPRIETARIO AGENZIA

Diritto obbligo

Obbligo diritto

FABIO BESTA

CONCEZIONE ECONOMICA, RICCHEZZA STATICA (PATRIMONIO)

Critica Carboni perché secondo lui l’azienda è una “somma di rapporti che fanno capo alla

• ricchezza”.

Attenzione spostata dall’aspetto giuridico a quello economico.

• Volume di operazioni relative a un patrimonio.

• Elabora una TEORIA DEL VALORE evidenzia l’importanza di misurare il valore dei beni attraverso

• il patrimonio.

Elabora SISTEMA PATRIMONIALE l’insieme dei conti elaborato nella sua teoria serve a misurare il

• patrimonio.

GINO ZAPPA

CONCEZIONE ECONOMICA DINAMICA (REDDITO)

Nel libro “tendenze nuovi negli studi di ragioneria” definisce l’azienda come:” coordinazione

• economica istituita e retta per il soddisfacimento dei bisogni umani, una coordinazione di

operazioni economiche di cui l’uomo e la ricchezza sono elementi vitali.

Il reddito d’impresa viene definito come “sistema perennemente distribuito”: l’azienda è

• influenzata e influenza.

le produzioni nell’economia delle imprese: “istituto economico destinato a produrre, che, per il

• soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e si svolge in continua coordinazione”.

Ricerca in economia aziendale costante, basata su:

• 1. Coordinamento (considerare gli elementi aziendali in modo interdipendente.)

2. Movimento (problemi economici posti su un piano dinamico).

ALDO AMADUZZI

L’azienda è un sistema di forza economiche che sviluppa, nell’ambiente, di cui è parte complementare, il

processo di produzione, o di consumo, o di produzione e consumo insieme, a favore del soggetto

economico, ed altresì degli individui che vi cooperano.

Suddivisione aziende in base al fine aziendale:

Di produzione imprese finalità di lucro

 Di erogazione famiglia nascono per erogare ricchezza raccolta da varie fonti per soddisfare i

 bisogni umani.

TUTTI I SISTEMI (solare, matematico ecc…) hanno in comune di essere composti da PARTI che insieme

formano UNITA’.

Necessario il coordinamento tra tutte queste parti.

AZIENDA SISTEMA complesso di elementi materiali ed immateriali, che dipendono reciprocamente gli

uni dagli altri in modo da formare un tutto organizzato.

CONCETTO DI AZIENDA COME SISTEMA NEGLI ANNI ’20 permette di:

Collocarla nel sistema macroeconomico

 Studiare le parti che la compongono

NEGLI ANNI ’50 TEORIA DEI SISTEMI:

Elaborata Ludwig Von Bertalanfly e da altri studiosi

• Fondata su multidisciplinarità

• Ricerca di:

• 1. Una comune metodologia di indagine.

2. Principi generali applicabili alle diverse scienze.

METODI DI STUDIO DI UN SISTEMA:

Quantificazione degli elementi che lo compongono.

• Qualificazione degli elementi che lo compongono.

• Quantificare le parti, qualificarle, e studiare le relazioni tra le parti.

CLASSIFICAZIONI DEI SISTEMI

Fisici/ socioeconomici.

Deterministici/indeterministici

Aperto/chiuso

Semplice/complesso/ultracomplesso

Statico/dinamico

Stabile/instabile

Discreto/continuo

Esplorato/inesplorato/parzialmente esplorato

Cibernetico/non cibernetico

Totale/sub-sistema

AZIENDA:

sistema organizzativo schema di organizzazioni con relazioni tra le varie parti che compongono l’azienda.

Sistema gestionalecomplesso delle decisioni prese (scegliendo tra le varie alternative) dalle quali

derivano operazioni.

Sistema di controllo complesso di procedure che permettono di avere tutte le informazioni indispensabili

nel momento decisionale.

ALCUNE OSSERVAZIONI SULL’AZIENDA

Le aziende rappresentano unità del sistema economico generale, predisposte e strutturate tipicamente per

processi finalizzati alla produzione economica.

Caratteri distintivi:

SISTEMATICITA’

• ECONOMICITA’, in termini di tensione all’:

• 1. Efficacia strategica capacità di selezionare e attuare con logica innovativa, produzioni in

grado di soddisfare le attese degli utilizzatori.

2. Efficienza operativa capacità di realizzare le produzioni perseguendo il miglior risultato

attraverso l’impiego delle risorse disponibili.

AUTONOMIA:

• 1. Esistenza distinta dell’azienda andamenti e comportamenti propri, diversi da quelli dei

soggetti che la compongono

2. Potere di decidere il proprio destino. libertà di decisione a livello strategico, libertà/

responsabilità.

RECENTI DEFINIZIONI DI AZIENDA

Azienda concepita come un fatto di produzione.

SUDDIVISIONI TRA:

PUBBLICHE

 PRIVATE

OPPURE:

ORIENTATE AL PROFITTO

 ORIENTATE VERSO ALTRE FINALITA’:

 1. Auto produttrici (es. associazioni di categoria)

2. Di erogazione (es. comitati)

3. Imprese sociali (particolare tipologia di azienda di erogazione)

CLASSIFICAZIONE AZIENDE IN BASE ALLA FUNZIONE

Operazioni di trasformazione fisico/tecnica aziende industriali/manifatturiere (es. Brembo)

• Negoziazione di merci e servizi aziende commerciali (acquistano beni e li rendono disponibili per i

• consumatori).

Negoziazione del credito aziende bancarie o intermediari finanziari

• Negoziazioni di rischi specifici aziende assicurative.

NB. Nelle assicurazioni prima si incassa il ricavo (premio) poi con l’evento dannoso avviene il costo.

NB. DEBITI

Di finanziamento (es. mutuo)

 Di funzionamento (es. con i fornitori).

SOGGETTI CHE OPERANO ALL’INTERNO DELL’AZIENDA

IMPRENDITORI

 AMMINISTRATORE

 DIRIGENTE

 ESECUTORE

FIGURE AMMINSTRATIVE AZIENDALI

FINANZIATORE

 CAPITALISTA

 SOGGETTO ECONOMICO

 SOGGETTO GIURIDICO

SOCIETA’ DI CAPITALI

Prevale il capitale rispetto alle persone.

• Vi è autonomia tra capitale dei soci e capitale dell’impresa.

• La società di capitali è dotata di personalità giuridica, e perciò titolare dei diritti e degli obblighi

• derivanti dall’attività aziendale.

NB. Distinzione tra controllo di diritto (+ forte) e controllo di fatto (- forte).

ESEMPIO STATO

Soggetto giuridico stato

Soggetto economico cittadini attraverso i propri rappresentanti.

PROCESSO PRODUTTIVO DI UN’IMPRESA

PROFILO TECNICO:

Realizzazione di prodotti (impresa industriale)

 Compravendita di beni (impresa commerciale)

 Servizi bancari, finanziari, o assicurativi.

PROFILO ECONOMICO:

È dato dal sostenimento di costi per la realizzazione del processo produttivo e del connesso

 conseguimento di ricavi derivanti dalla vendita di beni o servizi, e mira al conseguimento della

ricchezza, ossia del reddito.

REDDITO= RICAVI-COSTI

LE FASI DELLA VITA AZIENDALE

COSTITUZIONE

 FUNZIONAMENTO

 CESSAZIONE

ISTITUZIONE/COSTITUZIONE

Caratterizzata da un complesso di attività relative alla creazione dell’unità sistematica aziendale.

Fase preliminare/preaziendale:

 1. Business idea: idea imprenditoriale

2. Business plan: definizione dei programmi di produzione e di vendita.

3. Risultato economico atteso

Scelta della localizzazione: valutazione comparata di rischi/opportunità relativi a diverse alternative

 territoriali, considerati tutti i fattori (es, fattori ambientali, infrastrutture ecc.).

Definizione veste giuridica

 Ricerca di capitali: proprio e/o di terzi.

ATTIVITA’: insieme dei beni in un determinato momento.

PASSIVITA’: insieme dei debiti.

CAPITALE NETTO: differenza tra attività e passività, ovvero la ricchezza che mettiamo a titolo di rischio.

CAPITALE LORDO: insieme dei beni economici a disposizione di diritto e di fatto del soggetto aziendale in un

dato momento di tempo.

ATTIVITA’-PASSIVITA’= PATRIMONIO NETTO

ATTIVITA’= PASSIVITA’+PATRIMONIO NETTO

Beni definiti economici rappresentati da:

Denaro

 Fattori specifici di varia natura (es. macchinari)

Che sono considerati nell’unità aziendale.

L’azienda in fase di istituzione dovrà sostenere anche costi di impianto, come pratiche notarili di

costituzione formale dell’azienda.

LA GESTIONE AZIENDALE: IN SENSO AMPIO E IN SENSO STRETTO

SENSO AMPIO

In senso ampio investe l’amministrazione economica nel suo complesso e si manifesta attraverso il

continuo processo di conversione delle informazioni in azioni attraverso il momento della decisione, come

già evidenziato affrontando la teoria generale dei sistemi.

PROBLEMA ECONOMICO

DECISIONI

INFORMAZIONI AZIONI

STORICHE PROSPETTICHE

SENSO STRETTO

In senso stretto costituisce un momento dell’amministrazione economica che trova manifestazione nelle

decisioni aziendali e nelle operazioni aziendali che ne derivano.

MERCATO DEI CAPITALI MERCATO DEI PRODOTTI MERCATO DEI FATTORI PRODUTTIVI

ENTRATE

ENTRATE USCITE

VENDITE DEI PRODOTTI

RACCOLTA DI MEZZI PROPRI ACQUISTO FATTORI

E/O DI TERZI DI PRODUZIONE

FATTORI DUREVOLI

PROCESSO PRODUTTIVO O NON DUREVOLI

ORGANIZZAZIONE figure amministrative

GESTIONE in senso:

1. Ampio

2. Stretto

CONTROLLO obiettivi e scopi:

1. Equilibrio lungo periodo/ breve periodo

2. Contabilità EQUILIBRIO AZIENDALE

TEORIA EQUILIBRIO AZIENDA Aldo Amaduzzi (1947) scrive un’opera “il sistema delle imprese nelle

condizioni prospettiche del suo equilibrio”.

Un sistema è in equilibrio quando è “soddisfacente” lo stato delle sue condizioni oggettive di composizione

e di funzionamento.

Guardando all’equilibrio dell’azienda possiamo avere:

EQUILIBRIO OGGETTIVO condizioni oggettive di composizione e funzionamento

• EQUILIBRIO SOGGETTIVO grado di raggiungimento del fine che l’imprenditore intende

• perseguire.

L’economia dell’azienda si esplica oggettivamente in un sistema di operazioni ed è, al contempo,

soggettivamente legata ad un soggetto operatore, l’imprenditore.

Quest’ultimo giudica (in senso favorevole o sfavorevole) il complesso dei fatti aziendali in relazione agli

obiettivi che si prepone.

NB. può accadere che due situazioni aziendali con performance uguali possano essere giudicate

diversamente da due imprenditori diversi.

CONDIZIONI MINIME DI EQUILIBRIO atte a definire uno stato di equilibrio oggettivo.

CONDIZIONI DI EQUILIBRIO SOGGETTIVO dipendono dal giudizio dell’imprenditore sullo stato del sistema

in relazione agli obiettivi definiti.

CONDIZIONI MINIME DI EQUILIBRIO OGGETTIVO

Quando un’azienda attraverso i suoi ricavi riesce a remunerare i costi dei fattori includendo gli oneri

figurativi:

Stipendio direzionale compenso per l’attività direzionale svolta dall’imprenditore.

• Interesse di computo interesse sul capitale investito dall’imprenditore.

CONDIZIONI DI EQUILIBRIO SOGGETTIVO

Sono legate al giudizio dell’imprenditore e si verificano quando, rispettate le condizioni minime di

equilibrio, l’imprenditore giudica soddisfacente lo stato del sistema aziendale in relazione agli obiettivi posti

in precedenza.

NB. può essere che una “start-up” necessiti di qualche anno per avere risultati economici soddisfacenti; per

questo motivo perdite (comunque contenute) possono far giudicare positivamente lo stato del sistema

aziendale.

AZIENDA ANDAMENTI VARIABILI al cui interno sono individuabili delle relazioni costanti espressive

dell’equilibrio del sistema.

Queste relazioni si esprimono tramite equazioni quando uno dei dati è ignoto.

SISTEMA COMPLESSO PLURALITA’ DI CONDIZIONI

La verifica dell’equilibrio generale del sistema non esclude la necessità di verificare l’equilibrio di parti dello

stesso.

CONDIZIONI FONDAMENTALI riguardano il sistema nel suo complesso ed esprimono la convenienza e la

possibilità di mantenere in vita l’azienda nel tempo.

CONDIZIONI PARTICOLARI riguardano le parti del sistema, la cui verifica è strumentale all’equilibrio

dell’intero sistema.

DEFINIZIONE DELLE CONDIZIONI D’EQUILIBRIO VERIFICA DI UNA PLURALITA’ DI CONDIZIONI SISTEMA

 

DI EQUAZIONI

EQUAZIONE ECONOMICA eq. Fondamentali (si riferiscono al sistema

 EQUAZIONE DEL FABBISOGNO DI FINANZIAMENTO nel suo complesso)

 EQUAZIONE DI CASSA (entrate/ uscite)

 EQUAZIONE DEGLI ACCERTAMENTI E DEGLI IMPEGNI eq. particolari

 (debiti/crediti di funzionamento)

EQUAZIONI DI BREVE E LUNGO PERIODO

LU

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher leonardopolito98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Servalli Stefania.
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