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Economia aziendale, corso base

Appunti completi e precisi del corso base di economia aziendale tenuto dal professor Ugo Lassini e dal professor Quarato. Tramite il loro studio unitamente alle dispense fornite dal prof, è possibile superare l'esame in modo più che soddisfacente, senza necessità di acquistare il libro di testo.

Esame di Economia aziendale e bilancio docente Prof. U. Lassini

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ESTRATTO DOCUMENTO

Quando bisogna decidere la divisione del lavoro, bisogna suddividere i compiti e le attività delle

persone e si sceglie in base a 3 criteri: per compiti/processi, per prodotti, per ubicazione geografica.

In base al criterio si hanno delle strutture organizzative diverse.

1. STRUTTURA FUNZIONALE PURA

Struttura organizzativa articolata per funzioni: attività aziendali simili confluiscono in

raggruppamenti funzionali.

2. STRUTTURA DIVISIONALE PURA

I primi responsabili (persone più importanti) non sono responsabili di funzione, ma della divisione:

o un certo prodotto o una certa area geografica. Struttura organizzativa articolata per combinazioni

prodotto/mercato. Le persone di più alto grado sono i responsabili di una divisione.

In quali casi è meglio avere una e in quali avere l’altra? Un’azienda mono prodotto e mono mercato

avrebbe una sola divisione e quindi una struttura divisionale non avrebbe senso. Ha senso quando si

hanno mercati molto diversi, quindi la struttura divisionale va bene per aziende complesse, multi

prodotto o con molte aree geografiche di riferimento.

Azienda diversificata= con tante attività diverse, ha prodotti diversi in aree geografiche diverse.

BILANCIO

Spese dei fornitori—> stavolta chiamata Conto Economico—> le spese dei fornitori ha il segno -

—> Costi della produzione—> per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

Questo schema chiuso vale per tutte le imprese, se un’azienda non compra materie prime in questo

campo deve scrivere 0.

A5: altri ricavi e proventi—> la legge italiana consente i ricavi di chiamarli così solo se sono stati

realizzati davvero. Il ricavo si intende realizzato solo quando la merce è stata spedita. Altri ricavi

sono quelli che non c’entrano con il core business della società.

I ricavi non si mettono tutti insieme, si distinguono per tenere visivamente distinti i modi in cui

sono stati ottenuti.

Le righe si chiamano ‘voci di bilancio’.

Quando nel bilancio c’è una parentesi significa che c’è stata una perdita.

Fatturato=ricavi delle vendite.

In questo bilancio non ci sono A3 e A4; questo è perché avrebbe messo 0 in tutte quelle voci.

A: macro-classe.

21: Utile dell’esercizio= risultato dell’esercizio. Il risultato dell’esercizio può essere positivo o

negativo; in questo caso è tra parentesi quindi è una perdita.

Il bilancio si compone anche dello stato patrimoniale—> qui sono segnate tutte le cose che si

‘usano’—> tutti i beni che hanno un’utilità superiore ai 12 mesi. Uno snapshot alla fine

dell’esercizio dice quanto vale. Lo stato patrimoniale accoglie i beni che una volta acquistati, si

esplicita l’ipotesi che questi avranno una utilità pluriennale. Oltre al costo bisogna esplicitare per

quanti anni si pensa di usarli—> piano di ammortamento.

Esempio di ‘costi per servizi’: affitto di un telefono.

Ammortamento= quanto tempo dura un certo bene.

Il bilancio non deve dire la verità, ma la veridicità, cioè la rispondenza alle regole contabili.

Se un cellulare costa 500€ e dico che dura 5 anni, vuol dire che dopo i 5 anni si scrive 0, anche se

continua ad essere utilizzato.

Una sola cosa non si distrugge nel tempo: i terreni. Ma non tutti i terreni non si svalutano, ad

esempio se questi sono usati per l’estrazione petrolifera o di diamanti.

Per ogni sezione c’è sempre la voce ‘altro’.

Sapere le macro-classi e le classi.

Non si può saltare una macro-classe, anche se il totale è 0.

Chi fa il bilancio? Il consiglio di amministrazione, anche se c’è l’amministratore delegato che fa

il bilancio ma sono responsabili tutti. Gli azionisti approvano il bilancio.

Finito l’esercizio, le imprese usano gennaio, febbraio e marzo per fare il bilancio. Ad aprile e

maggio si vota il bilancio, e prima dell’estate lo si deposita in camera di commercio.

Il bilancio è un documento obbligatorio per legge.

Dal decreto legislativo del 2015 in materia di bilancio sono cambiate alcune cose. 3 tipi di

bilancio:

- bilancio di esercizio

- bilancio abbreviato

- bilancio della micro-impresa

Ci sono anche:

- bilancio consolidato

- bilancio ias/ifrs (che devono fare le aziende quotate in borsa)

- bilancio straordinario

- bilancio di liquidazione

Noi ci occupiamo del bilancio di esercizio.

COS’E’ IL BILANCIO? E’ un insieme di conto economico, stato patrimoniale, nota integrativa

(pagine che spiegano come fare i numeri delle tabelle), rendiconto finanziario (con entrate e uscite

di cassa), relazione sulla gestione (documento fatto dagli amministratori sulle difficoltà dell’anno,

racconto gestionale).

Gli amministratori nella relazione sulla gestione vogliono scrivere il meno possibile perché danno

informazioni ai concorrenti; quindi non è parte del bilancio, ma lo correda.

Collegio sindacale: alcune società (società di capitali) hanno l’obbligo di avere dei controllori dei

conti.

Bilancio certificato—> c’è una società di revisione esterna che controlla se una società ha

applicato tutte le norme di bilancio.

Per parziale: studiare slides. Ultima lezione: simulazione parziale.

Due fonti normative del bilancio: legge e principi contabili.

I principi contabili sono documenti scritti dall’OIC, che dice agli amministratori le regole per

raggiungere tali principi.

Chiunque può scegliere di fare un bilancio di ias/ifrs, ma sono obbligate a farlo le società con

strumenti finanziari diffusi presso il pubblico, le banche italiane, le società di assicurazione e altri

enti vigilati (tutte queste società non quotate) + tutte le società quotate.

COSTRUZIONE DEL BILANCIO DI ESERCIZIO:

1. operazioni esterne/interne: un’operazione esterna è uno scambio che l’impresa ha con terze

economie (e queste cose vanno scritte). Le operazioni interne significa chiedersi quanto si vale,

vedere i propri difetti.

2. Valutazioni: quanto valgono gli asset alla fine dell’anno.

Bisogna dire quanto vale un bene/materia che si è acquistato: differenza tra prezzo d’acquisto e

prezzo di mercato. Dunque il bilancio deve raccontare in modo veritiero (in base alle regole

contabili) tutti gli accadimenti.

LA CLAUSOLA GENERALE

ARTICOLO 2423

In bilancio c’è un obiettivo, dettato da questo articolo del codice civile; per ottemperare a questa

finalità si può andare contro altre leggi.

Finalità del bilancio: dare una rappresentazione chiara, veritiera e corretta della situazione

patrimoniale, della situazione finanziaria e del risultato di esercizio della società.

Rappresentare= stampare

Rappresentare la situazione patrimoniale= stato patrimoniale

Situazione finanziaria—> dal primo gennaio 2016 le imprese che fanno il bilancio di esercizio sono

obbligate a fare il rendiconto finanziario. In questo ci sono entrate e uscite di cassa (quanto e

quando).

Risultato di esercizio= utile/perdita dei 12 mesi

Chiaro= applica gli schemi di legge (di bilancio)—> c’è uno schema prestampato che va compilato

Alcuni settori hanno schemi di bilancio fatti ad hoc.

Veritiera= non deve dire la realtà, ma deve corrispondere a quelli che sono i principi contabili

Corretta= correttezza aritmetica, economica (rispetto principi contabili), onestà e neutralità, rispetto

delle regole valutative stabilite dai principi contabili

Per fare in modo che il ‘tetto’ sia così, si può andare contro ad altre leggi.

Esempio: società beta ha un terreno, con cui fanno il grano; poi cambia la destinazione d’uso e sul

terreno si può fare un’attività economica come un camping; allora sei obbligato a dire che quel

terreno vale di più. Il problema è che c’è una legge che dice che nel bilancio le cose si valutano al

costo (se aumenti il valore di un asset stai creando un utile). Quindi si deve fare una rivalutazione

del terreno, si prende il bilancio e si cambia il valore. Si genera così un utile, che però non si può

chiamare utile in quanto non si può distribuire ai soci; si chiama allora ‘riserva ex deroga’—>

qualcosa di positivo (ricchezza) ma non a disposizione dei soci, rimane nella società. Si può

trasformare in utile quando si vende il terreno.

Tutte le cose, nel tempo, cambiano valore, ma non impattano il bilancio; per farlo deve essere un

caso eccezionale.

2423-BIS

Circa 17 principi, di cui 6 scritti sia nella legge che nei principi contabili (documenti più estesi).

Principio di prudenza: in bilancio se hai una perdita la scrivi (qualsiasi elemento negativo, anche

costi), è l’amministratore a decidere quando scrivere il segno -, bisogna mettere anche tutti gli

eventi negativi che non sono successi ma che potrebbero succedere (presunti). Il ricavo realizzato

va scritto, ma bisogna anche scrivere le perdite presunte. I ricavi invece vanno scritti solo se sono

realizzati. Inoltre sei prudente solo se scrivi in bilancio i fatti intervenuti dopo la chiusura

dell’esercizio: quando il bilancio va in stampa bisogna scrivere anche tutti gli avvenimenti

verificatisi dopo la chiusura. Questi fatti successivi a volte intaccano i numeri (si cambiano i numeri

perché i fatti sono di competenza dell’anno chiuso), altre volte sono una sorpresa che si verifica

l’anno successivo (nella nota integrativa si scrive, ma il numero si scrive nel bilancio dell’anno

dopo). Tra due stime positive bisogna prendere la più bassa. Tra due stime negative prendi la

minore—> bisogna scrivere la peggiore ipotesi. (saltare ultimo trattino della slide)

Prospettiva di continuità: il bilancio si chiude con l’ipotesi che il giorno dopo si ‘riaprano i

battenti’, cioè che le cose riprendano l’anno dopo nel modo in cui si è chiuso questo.

Sostanza dell’operazione o del contratto: es. se una società non ha soldi, come si finanzia? Si

rivolge ad una banca, a degli azionisti, si trovano dei soldi dal risultato di esercizio (cassa che arriva

dal business), si vendono alcuni asset (liberarsi di qualcosa non funzionale alla produzione di

ricavi). Questo principio dice che se: fai un contratto con una banca per la quale lei ti compra

qualcosa e tu poi devi ricomprare la stessa cosa allo stesso prezzo o poco più alto, nel bilancio devi

scrivere ‘crediti e debiti’ perché quello che conta è la sostanza.

Principio di competenza: quando posso scrivere un ricavo? C’è una convenzione—> cosa in

contabilità consente di dire che quello è un ricavo: quando la produzione del bene o del servizio è

stato completata. Un ricavo è di competenza dell’anno quando viene spedito, un servizio è di

competenza dell’anno quando è stato effettuato. In bilancio bisogna arrivare ad un risultato

(=margine): cose belle - cose brutte. Una volta che ho scritto il ricavo quindi devo unire i costi, e

devo fare in modo che il risultato sia vero. I costi vengono uniti in maniera diretta, oppure per

ripartizione su base razionale e sistematica dell’utilità (es. ammortamento), o per imputazione

diretta di costi al conto economico dell’esercizio perché associati al tempo (es. se ricevo un

pagamento per tre mesi di cui uno nell’anno dopo, si può spaccare il costo su due anni), oppure

viene meno l’utilità di qualcosa che doveva funzionare e viene considerata un costo (se hai qualcosa

con un’utilità, e quella cosa si distrugge, è un costo).

Ratei e risconti: i soldi sono anticipati e ricevuti rispetto al costo e al ricavo. Il concetto di rateo

indica che il pagamento avviene dopo, anche se è di competenza di quell’anno.

TFR= trattamento di fine rapporto: quantità di soldi che i lavoratori hanno ‘parcheggiato’

nell’impresa come stock—> accumulato in tutti gli anni—> è il debito che l’impresa ha verso i suoi

lavoratori per liquidazioni future.

Operazioni esterne= la company fa una transazione con un soggetto economico esterno—> c’è

uno scambio fuori dall’impresa. Qualcuno ha già scritto il valore di questa transazione.

Operazioni interne= operazioni che l’impresa deve rendicontare in termini di valori dandosi da

sola questi valori. Non c’è una certificazione legata al mercato—> rischio di opportunismi

manageriali.

Contabilità= tecnica contabile di registrazione di tutti i contenuti.

Bilancio consolidato= es. impresa che fa dolci e impresa che vende dolci; queste due imprese

devono fare il bilancio di esercizio. L’impresa che fa i dolci ricava da quello che l’altra compra. I

ricavi di vendita dell’impresa che vende dolci dipendono dai clienti, è un’operazione esterna—>

quando ricava dipende da quanti costi ha—> ciò richiede un bilancio aggiuntivo, il bilancio

consolidato, dove il ricavo è quello finale al consumatore e il costo è il costo sommato di tutti i costi

delle due società. Quindi il bilancio consolidato somma queste due entità giuridiche affinché si

capisca com’è andato il gruppo. Queste due società agiscono come un gruppo e si produce un unico

conto economico.

Però in Italia se una famiglia ha più company, non è obbligato a fare il bilancio consolidato; questo

si deve fare se le società sono tenute da persone diverse.

CONTO ECONOMICO

Non è a sezioni contrapposte, è in forma scalare; ci sono le voci numerati di fila da 1 a 21—>

ricordarli tutti!!!

A Valore della produzione: contiene i ricavi delle vendite, il valore di tutto ciò che è stato prodotto

e non è stato venduto (non è ancora un ricavo), bisogna dare quindi anche il valore del magazzino—

> per stornare i costi già scritti in B

1: ricavi delle vendite e delle prestazioni

2 : si calcola con valore finale (fine anno)-valore iniziale (inizio anno). Cose finite di creare e non

vendute. Così si storca il ricavo di vendita di competenza dell’anno.

3: variazione dei lavori in corso su ordinazione—> es imprese che lavorano su commessa, questo è

il valore delle cose che si stanno producendo su commessa. Modo per dare un valore a dei costi.

4: sono cose fatte dall’azienda senza commissione da parte di nessuno—> bisogna cercarsi un

venditore.

Il valore che si dà ad A3 è scritto al prezzo di vendita, non di costruzione. C’è già qualcuno che ha

firmato un contratto che chiede di vendergli quella cosa a quel prezzo. Differente da A4, in cui

bisogna essere prudenti perché non si sa ancora il venditore.

5: altri ricavi e proventi—> componenti positivi del risultato di esercizio, ricavi registrati in

bilancio; ma non vanno mischiati con i ricavi istituzionali di A1.

B Costi della produzione: tutti i costi

6: si mette il costo di tutte le materie prime, anche di quelle non usate. Totale degli acquisti fatti,

spesso si fanno scorte. Ha segno +.

11: rimanenze iniziali-rimanenze finali. Prende il valore del magazzino all’inizio dell’anno e lo

sottrae al valore del magazzino alla fine dell’anno.

Unendo B6 e B11 si ottengono i consumi dell’anno.

7: per servizi.

8: per godimento di beni di terzi. Es. l’impresa ha bisogno di un asset, che ha un costo di acquisto,

ma l’impresa non ha questi soldi e fa un contratto di leasing con cui la proprietà di quel bene non è

dell’impresa ma rimane dell’altro; alla fine dell’anno ha la possibilità di farlo diventare di sua

proprietà. Non ha ammortamento. E’ il costo del canone di leasing ogni anno.

I costi nel conto economico sono scritti per natura.

9: costi per il personale

10: ammortamenti e svalutazioni—> valore contabile che l’amministratore deve dare ogni anno, è

un costo non monetario. Svalutazioni: es. si fulmina un proiettore che valeva tot., ora vale 0.

12: accantonamenti per rischi—> es. apple ogni volta che vende un pc corre il rischio di doverlo

riparare, che ha un costo. E’ un rischio specifico, ma non si sa se è certo—> non ho un debito verso

il cliente. Servono per non subire economicamente un evento negativo in un anno che non c’entra

con l’anno in cui sono stati venduti quei prodotti.

13: altri accantonamenti

14: oneri diversi di gestione—> ‘cestino’ contabile che accoglie tutti i costi che non si possono

scrivere nelle voci superiori

DIFFERENZA A-B: com’è andato l’anno per l’impresa.

C: costi e proventi—> proventi e oneri finanziari—> componenti positivi e negativi del risultato

di esercizio di natura finanziaria.

15 e 16: incassi finanziari. Gli incassi da dividendi sono proventi finanziari. Altri proventi sono

finanziari sono i dividendi dati dalle partecipazioni non controllate direttamente dall’impresa.

D: conseguenze nel conto economico che derivano dal fatto che l’impresa deve guardare il proprio

stato patrimoniale e dire quanto valgono le attività e le passività finanziarie. Rettifiche di valore di

attività e di passività finanziarie. E’ un riflesso di quando si considera il valore di attività e

passività.

Si arriva al margine economico= risultato prima delle imposte. Dopodiché interviene lo Stato, che

prende lo schema e deve accettarlo o no. C’è un documento con le sue regole che impone che certi

costi siano limitati, certi ricavi aumentati, ecc. Poi c’è il legislatore fiscale che calcola le tasse, e

infine si arriva al risultato netto di esercizio.

ECONOMIA AZIENDALE

- orienta decisioni economiche

- per farlo è necessario il concetto di avversione al rischio, di ricchezza, di valore atteso

- ha delle aree che bisogna sviluppare come nozioni e competenze per applicare le decisioni

economiche: strutture, governo, dentro alle strutture ci sono i meccanismi operativi, marketing,

produzione (managerial accounting= programmazione e controllo), bilancio (financial

accounting), finanza. Legata al marketing si è sviluppata anche la strategia.

BILANCIO

- aspetti introduttivi

- rappresentazione chiara, veritiera e corretta—> applicando i principi contabili—> attraverso

questi si costruiscono:

lo stato patrimoniale che fa sì che le attività siano uguali a passività + patrimonio netto

Patrimonio netto= grandezza immaginaria che si ricava come differenza tra attivo e passivo.

Concretamente non esiste. Se io compro un terreno, la ricchezza non cambia. Dunque ci sono degli

eventi che cambiano la ricchezza e altri no.

Se vendo dei prodotti e guadagno 10000 euro di ricavi delle vendite, le attività salgono, le passività

rimangono uguali, quindi sto creando ricchezza per i soci—> ho un effetto positivo sul patrimonio

netto.

Conto economico= contiene le cose che hanno colpito il delta del patrimonio netto, quindi che

hanno creato o distrutto ricchezza. Le cose che creano o distruggono ricchezza per effetto della

gestione sono il reddito di esercizio (che può essere positivo o negativo).

Patrimonio netto= reddito+capitale+riserve. Aumento capitale sociale= company stampa azioni e

le vende ai soci—> ciò tocca direttamente la ricchezza, tocca il patrimonio netto senza passare per il

reddito—> quindi il delta di ricchezza può arrivare dalla gestione o direttamente dai soci. La

distribuzione dei dividendi abbassa il patrimonio netto.

Nella nota integrativa bisogna spiegare i numeri che si trovano nel conto economico, nello stato

patrimoniale e nel rendiconto finanziario.

Rendiconto finanziario: parla solo di entrate e uscite di cassa.

Relazione sulla gestione= commento dei fatti gestionali, che aiuta a capire perché il reddito è

andato in quel modo.

A3 e A3: valore di ciò che si sta costruendo, valorizzato al costo

Se crei dei prodotti che non hai ancora venduto, i costi li scrivi in B ma poi scrivi ciò che hai creato

in A—> perché altrimenti risulterebbe che stai buttando ricchezza.

Se creo una costa che costa 1800, e l’anno dopo la vendo a 1800, ciò non ha effetto sulla ricchezza.

PN= A-P

A=P+PN

Rimanenze di materie prime—> B—> es. acquisto nocciole -100000 (B6), acquisto cacao -50000

(B6), energia -50000 (B7)—> totale: 2000000. Se queste cose non le vendo i ricavi sono 0; nel PN

si scrive -200000; B11 (variazione rimanenze materie prime) materie prime iniziali-materie prime

finali—> 0-200000—> così -200000+20000= 0—> non si crea e non si distrugge ricchezza.

A2 e B11: raccontano l’effetto sulla ricchezza di cose non ancora finite.

Se A1: 200000 e B11: -200000—> si ha un totale di 0, nessun effetto sulla ricchezza.

PRINCIPI:

- prudenza

- continuità dell’azienda

- sostanza sulla forma

- competenza

- continuità dei criteri di valutazione= i principi contabili possono introdurre criteri diversi per

calcolare le rimanenze in base ai quali risultano dei valori diversi; ma si sta valorizzando la stessa

cosa, la realtà non cambia. Il principio contabile però non è univoco, offre tre diversi criteri di

valutazione. Ciò che dice questo principio è: una volta che hai scelto un criterio, tieni quello.

NOTA INTEGRATIVA: in B.II ci sono le immobilizzazioni materiali (es, macchinario)—>

nell’anno x-1 ha valore di 100 e nell’anno x ha valore di 100. Se durante l’anno ho fatto acquisti di

macchinari per 70, allora significa che è successo qualcosa perché altrimenti ci sarebbe 170. Per

esempio si è svalutato un macchinario (-30)—> quel macchinario non ha più il valore economico

scritto in bilancio. Però deve essere successo ancora qualcos’altro, per esempio l’ammortamento

(il tempo distrugge le cose)—> il fatto che un macchinario viene usato ne decresce l’utilità. Quindi

si scrive ammortamento (-20). C’è stata anche una vendita di macchinario (-20).

La nota integrativa è un pezzo del bilancio di natura tecnica che spiega cosa è successo ai numeri di

stato patrimoniale e conto economico. Non dà solo spiegazioni in lettere, ma anche in numeri. Ci

sono tutte le informazioni relative a quello che è scritto in stato patrimoniale e conto economico.

Nella nota integrativa ci sono anche i criteri di valutazione, dà integrazioni di informazioni e valori

ai numeri scritti in sp e ce. Serve per interpretare correttamente questi due.

RELAZIONE SULLA GESTIONE: il CE ha 4 macro classi (gestioni) e le imposte che non hanno

una lettera (perchè non vengono gestite). Quindi la relazione sulla gestione aiuta a capire come mai

A B C e D sono andati in quel modo in quell’anno. Serve per il conto economico. C’è uno scontro

tra quello che la legge dice che gli amministratori devono scrivere, e quello che gli amministratori

devono scrivere. Infatti la relazione sulla gestione non è parte del bilancio ma lo correda.

Nota integrativa e relazione sulla gestione: non hanno uno schema obbligatorio.

Reddito= somma di componenti positivi e negativi del conto economico. Dice la ricchezza di

quell’anno li dei soci in base ai fatti di gestione.

A (attivo)= D (debiti) + PN (utile)—> questa equazione deve essere in pareggio.

PN= ricchezza della società.

Se l’attivo è maggiore della somma di debiti e patrimonio netto, si ha un REDDITO POSITIVO=

utile.

Reddito netto= nella voce 21 ma anche nella voce ‘utile’ del patrimonio netto—> indica se ho

creato o distrutto ricchezza.

La creazione e distruzione di ricchezza legata alla gestione si trova nel conto economico.

LE IMPOSTE

Ci sono le imposte correnti e le imposte di di competenza.

Imposte correnti: reddito imponibile * t

t= aliquota fiscale—> ires e ira.

Il reddito imponibile è un numero, un importo, che moltiplicato per l’aliquota genera le imposte

correnti= imposte da pagare.

Alla fine dell’anno si sa quante imposte bisogna pagare, dopo aver fatto la dichiarazione dei redditi;

quando il bilancio si presenta ai soci le imposte correnti non sono ancora state pagate e quindi

queste imposte sono sotto la forma di debiti (debiti verso l’erario)—> perché vengono pagate l’anno

dopo.

Imposte di competenza: sono quelle scritte nel bilancio dopo il reddito ante imposte, dopo di esse si

arriva al reddito netto. Non si possono scrivere le imposte di competenza prima di sapere le imposte

correnti.

Lo stato può effettuare una variazione aumentativa del reddito—> aumenta il reddito imponibile, fa

pagare più tasse. L’amministratore deve verificare che tutto sia accettato secondo regole fiscali. Il

reddito imponibile è il reddito ante imposte a cui si applicano le regole fiscali.

Imposte di competenza: imposte correnti - imposte anticipate (imposte che lo stato ci fa pagare in

anticipo—> non di competenza di quell’anno) + imposte differite (imposte che quest’anno

bisognerebbe pagare ma che si possono pagare l’anno prossimo). In bilancio tutte queste voci sono

scritte singolarmente.

Il reddito di esercizio è diverso dal reddito imponibile.

BREVETTI—> stato patrimoniale, attivo, B.I

COSTI DI SVILUPPO—> se in conto economico B.14, se stato patrimoniale attivo B.I

RISERVA LEGALE—> s.p passivo A.IV

CREDITI VERSO SOCI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTI—> s.p attivo A

FONDO AMMORTAMENTO IMPIANTI—> è una posta contabile che somma gli ammortamenti

di quel bene lungo il tempo; s.p attivo B.II (con segno -)

FONDO SVALUTAZIONE CREDITI—> s.p attivo C.II (segno -)

RESI SU VENDITE—> c.e A.1 (segno -)

ABBUONI ATTIVI—> c.e B.6 (segno -)

DEBITI PER TFR—> s.p passivo C

RATEI ATTIVI—> s.p attivo D

MARCHI—> s.p attivo B.I

ATTREZZATURE—> s.p attivo B.II

CANONI DI LEASING—> c.e B.8

DEBITI V INPS—> s.p passivo D

PARTECIPAZIONI STRATEGICHE—> s.p attivo B.III

ACCONTI A FORNITORI PER ACQUISTO MATERIE PRIME—> è un credito verso fornitori,

s.p attivo C.II

CONSULENZE FISCALI—> c.e B.7

FONDO AMMORTAMENTO FABBRICATI—> s.p attivo B.II (segno -)

FONDO SVALUTAZIONE CREDITI VERSO CLIENTI—> s.p attivo C.II (segno -)

RISERVA SOVRAPPREZZO AZIONI—> s.p passivo A.II

MUTUO PASSIVO—> è un debito, s.p passivo D

CREDITI VERSO CLIENTI—> s.p attivo C.II

NOLEGGIO ATTREZZATURE—> conto economico B.8

DEBITI TRIBUTARI—> s.p passivo D

INTERESSI PASSIVI BANCARI—> c.e C.17

RENDICONTO FINANZIARIO

Prende la liquidità iniziale (cassa e banche) che è nello stato patrimoniale + liquidità

finale; il rendiconto finanziario spiega questo delta di liquidità (quindi fa liquidità

iniziale - liquidità finale).

Da dove un’azienda può aver preso 3 milioni di € di cassa? C’è un flusso di cassa

derivante dagli investimenti (disinvestimenti), ad esempio la vendita di un

macchinario—> così la cassa sale. Se compro un macchinario la cassa scende.

Altro modo per fare cassa, è emettere azioni—> si mette in C (flusso di cassa per

attività di finanziamenti)—> ha segno + (la cassa sale).

A Operations, B investimenti (B.I,B.II,B.III), C finanziamento (soci, banche)—>

flussi di cassa.

A—> proventi (cassa sale)

Se i crediti salgono, la cassa scende

Se i debiti salgono, la cassa sale. “Nuovo debito” è nella C.

Dunque registra le attività e uscite di cassa delle attività operative dell’anno,

ricondotte a tre gruppi.

Crescita: economica, competitiva, strutturale, dimensionale, operativa.

Crescita economica= guadagni di più (utile è un indicatore di crescita economica)

Crescita operativa= fai più cose, sei cresciuto nelle operations (fatturato)

Crescita strutturale= riguarda ogni asset dell’impresa. Spesso coincide con la crescita

dimensionale.

Crescita competitiva= sto facendo passi avanti rispetto ai competitors. Solitamente

porta anche ad un miglioramento della crescita economica.

Per effettuare una crescita strutturale bisogna fare un business plan; ha una parte che

tocca delle variabili fisse e in questo caso si sa quanti soldi servono; c’è poi una parte

che dipende da vari fattori e quindi non si può sapere.

Più si hanno crediti, più la cassa scende; i debiti hanno effetto positivo sulla cassa

(sale); tanto più il magazzino aumenta, tanto più la cassa diminuisce. Man mano che

si cresce quindi si potrebbero avere tensioni finanziarie (trovarsi senza soldi in cassa).

Es.

- ammortamento dove va nel rendiconto finanziario? E’ non rilevante perché è un

concetto non finanziario, che non tocca i flussi di cassa.

- Svalutazione: non rilevante perché non tocca la cassa

- acquisto materie prime: A (operations)—> qui sia cose che toccano cassa sia cose

che non toccano cassa ma collegate ad attività operative

- debiti verso fornitori: A

- ricavi vendite: A +

In A: variazioni patrimoniali, reddito, scelte contabili. In A ci sono anche cose che

vanno lì per convenzione.

In B: tutto quello che ha generato o assorbito cassa dal pdv degli investimenti. Es.

acquisto terreno, acquisto fabbricato, macchinario, capannone, brevetto, impresa,

partecipazione (pezzo di un’impresa). Tutte queste cose nello stato patrimoniale sono

in B attivo. Si può avere qui anche la vendita delle stesse cose (in tal caso ha segno

+), se acquisti ha segno -. Tutto ciò è flusso di cassa da attività di investimento/

disinvestimento.

In C: tutto quello che ha generato o assorbito cassa dal pdv delle scelte di

finanziamento. Qui si scrive ad esempio se ci siamo fatti prestare dei soldi, se

abbiamo restituito dei soldi. Ci sono aumenti e rimborsi di capitale sociale a

pagamento, debiti finanziari, pagamento di dividendi.

Nel rendiconto finanziario, la parentesi indica un’uscita di cassa.

Ciò che dice il rendiconto finanziario è indicare la cassa iniziale e la cassa finale.

Costi di sviluppo—> tutti i costi specifici sono in c.e, ma così è lo storno dei costi che si fa

attraverso la capitalizzazione.

Fondo ammortamento impianti: rettifica del valore dell’immobilizzazione, quindi va il segno meno

Crediti: se non diventano soldi entro 12 mesi vanno messi in B, ma normalmente un credito si mette

in C.II

Abbuoni attivi: tolgo un costo che avevo scritto in B.6

I marchi non si possono scrivere nel bilancio a meno che non sono stati acquistati

Partecipazione strategica: si compra un’altra impresa per il lungo periodo

Partecipazione non strategica: s.p attivo C.III

Acconti a fornitori per acquisto materie prime: come se avessimo ricevuto la merce, quindi s.p

attivo C.I

Debiti tributari= imposte correnti

Accantonamento fondo manutenzione ciclica: quote che ogni anno vengono messe da parte, quindi

nel c.e

Magazzino materie prime: quanto vale il magazzino alla fine dell’anno

D.18 di solito ha segno +, D.19 di solito ha segno -

Sopravvenienza passiva= perdita di soldi. In sé si mette in B.14

Affitti passivi: B.8 c.e

Affitti attivi: incassi soldi, quindi in A

Fondo ammortamento brevetti: in s.p attivo con segno meno

CODICE CIVILE (OIC)

- competenza

- prudenza: se ho il sospetto che un credito venga svalutato, devo scrivere la massima

svalutazione che può accadere

TESTO UNICO IMPOSTE SUI REDDITI

- competenza

- prudenza: ha delle regole opposte a quelle del codice civile, ma quando si tratta di pagare le

tasse il TUIR prevale. Quindi produce delle variazioni, e dice per esempio che si può svalutare al

massimo lo 0,5% dello stock dei crediti crediti dell’anno. Dunque in seguito bisogna fare un

delta + con la differenza tra la svalutazione iniziale e quella scelta dal tuir. La svalutazione

iniziale rimane scritta, ma quando si valutano i redditi si applicano le regole dello stato. Si fa

quindi una variazione aumentativa.

Quindi alla fine risultano due redditi diversi: quello del tuir è il reddito imponibile, quello dell’oic

si chiama reddito di esercizio. Dal reddito imponibile nascono le imposte correnti, che sono quelle

che vanno pagate. Dal reddito di esercizio nascono le imposte di competenza. Le imposte correnti

sono quindi più alte delle imposte di competenza. Le imposte di competenza servono per arrivare

all’utile netto.

Inoltre lo stato può cambiare le cose nel tempo, per esempio può non accettarti un numero adesso

ma dirti che lo puoi detrarre negli anni futuri.

Le imposte anticipate vanno con il segno - perché sono state già pagate.

Tuir: dà dei valori minimi per i ricavi, e dei valori massimi per i costi.

Il codice civile ha valori limitati sui ricavi, mentre i costi vengono alzati per prudenza. Quindi il

codice civile e il tuir sono opposti perché hanno opposti obiettivi.

Il tuir decide anche l’ammortamento ogni anno, e dice l’aliquota di ammortamento. Invece

l’amministratore delegato quando decide l’ammortamento si chiede quanto dura un bene, e lo vuole

usare più tempo possibile. Quindi se in B.10 tu l’ammortamento lo scrivi più basso del tetto che lo

stato aveva stabilito, poi non lo puoi più cambiare; lo stato infatti stabilisce dei valori massimi per i

costi, quindi va bene di meno ma non di più.

Lo stato potrebbe anche dare un vantaggio fiscale temporaneo, cioè non tassarti un ricavo ma

tassartelo l’anno successivo—> questo genera delle imposte differite. Le imposte di competenza

sono le imposte dell’anno che finiscono nel conto economico.

BILANCIO MAPEI

A-B= com’è andato l’anno sotto il profilo imprenditoriale. Ma per essere ancora più precisi bisogna

guardare cosa c’è in A e cosa c’è in B; potrebbe essere che bisogna togliere A.5, oppure B.14.

A.1= fatturato

Per sapere cosa c’è esattamente in A.5 bisogna guardare la nota integrativa.

Com’è andato l’anno per i soci—> si guarda l’utile (21)

Imposte—> tra parentesi perché vanno pagate; così come i costi e gli oneri finanziari.

Ripristino di valore di un marchio in precedenza svalutato—> D.18

Svalutazione di una partecipazione finanziaria—> D.19

B.10: svalutazioni di asset, attività che servono per fare i ricavi di vendita. Invece in D.19 ci sono le

svalutazioni solo finanziarie—> queste non c’entrano con come è andato l’anno per l’azienda.

Ammortamento=valore contabile che aiuta ad avere competenza economica. Sta in conto

economico, è un costo. Il fondo ammortamento invece sta in stato patrimoniale, è tutto

l’ammortamento degli anni passati.

Avviamento= qualcosa che non esiste finché qualcuno non ha comprato una società. E’ legato alla

compravendita di società. Non è deciso dall’amministratore, ma da chi compra.

Fondo garanzia prodotti—> s.p passivo B

Impianti in corso—> in stato patrimoniale. Le variazioni (=incremento) di valore per impianti in

costruzione vanno nel conto economico.

Variazione rimanenze—> in conto economico. E’ uguale a dire ‘rimanenze finali di materie prime’

per esempio.

Risultato dell’anno—> in stato patrimoniale va nel patrimonio netto.

In stato patrimoniale è tutto segno +, e in base all’attivo o al passivo so se ho guadagnato o perso

soldi.

Contributi in conto esercizio= qualcuno ti sta dando un contributo.

C.17: interessi passivi—> oneri alle banche.

Imposte di competenza: sono quelle che fanno andare dal reddito ante imposte al risultato di

esercizio.

ECONOMIA= vantaggio economico che si riesce ad ottenere nello svolgimento di una determinata

attività. Si opera così con minori costi a parità di risultati—> questa economia si misura con un

risparmio di costi a parità di output.

L’impianto più grande permette di ottenere un’economia, cioè un risparmio di costo. 15€-10€

(esempio) è l’economia che si riesce a realizzare.

Il tutto nasce con la rivoluzione industriale con il tema della standardizzazione—> fordismo—> si

comincia la produzione in serie su larga scala, si produceva un unico bene (macchina) senza

possibilità di personalizzazione, perché questo permetteva di produrre in serie, su vasta scala e al

costo più basso possibile. Il lavoro era ripetitivo.

La standardizzazione partita col fordismo ha permesso di ridurre molto i costi di produzione. Da qui

sono poi derivate due manifestazioni: uniformazione e modularizzazione. La prima è la creazione

di uno standard comune tra molte imprese di componenti e beni complementari. La seconda è la

realizzazione di moduli standard che possono poi essere utilizzati per venire incontro ad esigenze di

personalizzazione senza perdere i benefici della riduzione dei costi. Con lo stesso modulo si

configurano più prodotti, così il prodotto può essere personalizzato o innovato magari cambiando

un modulo solo del prodotto finito.

Alcuni settori si caratterizzano per la presenza di imprese di grandi dimensioni; ci sono altri settori

poi in cui le dimensioni contano meno. capacità produttiva—>

Per noi la dimensione non è quella in termini di fatturato, ma la è il

numero massimo di output che si riesce a produrre in un certo periodo di tempo date certe

condizioni operative. Nominale: valore massimo atteso dell’output senza interruzioni o soste.

Teorica: valore massimo dell’output ragionevolmente ottenibile.

produzione effettiva

La è una percentuale della capacità produttiva teorica. Grado di saturazione

della capacità produttiva: (produzione effettiva/CP)*100

A seconda dell’attività svolta dall’azienda, la CP si misura in modo diverso. Per esempio per

Ryanair la capacità produttiva è data dal numero di passeggeri (posti a sedere). La misura della CP

richiede quindi la corretta misurazione dell’output, e dunque la definizione della sua unità di

misura.

ECONOMIE DI SCALA

E’ una riduzione di costo medio unitario che si ottiene installando e utilizzando una capacità

produttiva maggiore.

Esempio: aula di università. Sia che ci siano 100 o 200 persone, alcuni elementi rimangono

invariati, come la lavagna e la cattedra (ne serve comunque solo 1 e quindi il costo è invariato);

bisogna raddoppiare solo lo spazio dei banchi; inoltre la superficie dell’aula non va raddoppiata,

aumenta solo un po’. La riduzione di costo (differenza di costo medio unitario) che si ottiene deriva

dal fatto di aver raddoppiato la capacità produttiva, quindi è un’economia di scala.

Le economie di scala derivano dal fatto che si installa una capacità produttiva più alta.

Calcolo delle EDS: richiede il confronto tra due diverse capacità produttive, ipotizzando per

entrambe lo stesso grado di utilizzo.

Il modo per ridurre il costo medio unitario deriva dal fatto che ci sono costi che non vengono

raddoppiati, anche se il numero di pezzi raddoppia.

Fonti delle economie di scala :

5 ragioni per cui al raddoppio della capacità produttiva alcuni costi non raddoppiano

1. indivisibilità di alcuni componenti: alcuni componenti non possono essere ridotti come

dimensioni al di sotto di una scala minima. Cioè alcune operazioni possono essere svolte

efficientemente solo con una certa dimensione. Ad esempio quando si comprano dei

macchinari, il loro costo non cambia, sia che vengano usati tanto o poco.

2. maggiore produttività degli input per effetto della specializzazione: al crescere della dimensione

aziendale si possono specializzare le risorse (sia umane sia tecniche). Le risorse specializzate

permettono di ottenere un risparmio di costi.

3. proprietà geometriche dei contenitori: riferito ad aziende che usano depositi per la propria

produzione. La capacità è proporzionale al volume, e non alla superficie, dei contenitori. I

contenitori hanno un costo; il costo del volume non cresce in modo proporzionale all’aumento

del volume del cubo. Più sono grande e ho capacità produttive elevate, più riesco a ottenere

risparmi di costo.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in comunicazione per l'impresa, i media e le organizzazioni complesse (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia e di Sociologia) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martins444 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Lassini Ugo.

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