Che materia stai cercando?

Economia Aziendale Clerici Appunti scolastici Premium

Elaborato per esame economia aziendale. Appunti personali basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Clerici dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, Facoltà di Economia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia aziendale docente Prof. E. Clerici

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Economia Aziendale A.S. 2014/2015

Economia Aziendale Riassunti

PRIMO PARZIALE

Parte prima: natura, origini, struttura e finalità delle aziende

Le persone, l’attività economia e l’economia aziendale (Capitolo 1)

Le persone perseguono molteplici fini che suscitano bisogni, per soddisfare tali bisogni le persone

svolgono l’attività ossia l’attività di di beni economici. L’attività

economia, produzione e consumo

economia si svolge principalmente nell’ambito delle società umane, in particolare negli istituti quali

le famiglie, le imprese, gli istituti non-profit e lo Stato.

L’attività economia prevalente è il lavoro; che è di persona e di persona che fa parte dell’istituto, la

persona umana è al centro degli studi che si occupano di economia.

Si fa riferimento alla persona che agisce non soltanto per motivazioni economiche ed egoistiche ma

l’economia aziendale è multidisciplinare perché

persone come membri di società umane. Pertanto

attinge anche da psicologia, sociologia, etica ecc.

L’attività economia è svolta per il soddisfacimento dei 

bisogni esigenza di un bene necessario

agli scopi della vita. Si distinguono due grandi classi di bisogni:

1. i bisogni naturali, che sono suscitati dalla componente biologia della persona come

l’alimentazione, la protezione, il riposo ecc. e sono bisogni relativamente uniformi per

tutte le persone.

2. I bisogni sociali, che indicano una vasta gamma di bisogni sociali, etici, estetici, religiosi

ecc. I bisogni sociali posso essere distinti in bisogni radicali (informazione, giustizia,

libertà ecc.) e non radicali (appartenenza, identificazione ecc.)

Sia i bisogni naturali sia quelli sociali possono essere distinti in bisogni essenziali (o primari) e bisogni

voluttuari (o secondari). Le persone percepiscono e soddisfano in primo luogo i bisogni naturali e

sociali elementari per poi passare via via ai bisogni più complessi ed elevati.

Per l’analisi economica sono particolarmente rilevanti le dinamiche dei bisogni. Infatti i bisogni delle

persone si dispongono in una gerarchia; mano a mano che i redditi disponibili crescono, si accede

decrescono. L’ordine

a certi consumi abbandonandone altri e viceversa quando i redditi disponibili

gerarchico è piuttosto rigido per i bisogni in corrispondenza di redditi bassi, viceversa è molto più

flessibile in presenza di alti redditi. Il soddisfacimento dei bisogni richiede la disponibilità di beni e vi

sono due grandi classi di beni:

1. I beni economici, rappresentati da beni e servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni e

scarsi rispetto alle esigenze

2. I beni non economici o liberi, beni e servizi non soggetti a limiti di scarsità cioè liberamente

disponibili in quantità e qualità più che sufficienti.

Alla distinzione fra bisogni primari e voluttuari corrisponde la divisione fra beni primari e beni

voluttuari. Molti bisogni sono soddisfatti dalla concorrenza di più beni, che assumono il nome di beni

complementari mentre alcuni bisogni sono soddisfatti da beni differenti e alternativi, che prendo il

nome di beni fungibili. Vi sono poi anche i beni differenziabili ossia beni simili, ma prodotti da imprese

diverse e quindi con diverse caratteristiche e viceversa beni prodotti con le stesse caratteristiche,

ossia i beni non differenziabili o commodities. I beni utilizzati dalle persone sono i beni di consumo,

mentre i beni utilizzati per produrne altri sono i beni strumentali, sia gli uni che gli altri possono essere

ulteriormente distinti fra beni ad utilizzo singolo e beni durevoli. Si distingue anche fra beni a

Un’altra fondamentale classificazione dei beni è

consumo individuale e beni a consumo collettivo.

quella fra beni privati e beni pubblici che coincide con la distinzione fra i beni prodotti dai soggetti

privati e i beni prodotti dai soggetti pubblici.

L’attività economica consiste nelle L’attività

operazioni di produzione e consumo di beni economici.

di produzione e consumo si articola in diverse operazione tra le quali le più evidenti sono le

operazioni di trasformazione tecnica che sono operazioni di trasformazione fisica, spaziale e logica

delle materie prime, degli impianti, dei dati e delle conoscenze.

all’interno dei vari istituti che però non sono economicamente

I processi di produzione si attuano

isolati pertanto, accanto alla trasformazione tecnica, tutti gli istituti svolgono operazioni di

Le negoziazioni si classificano principalmente in base all’oggetto dello scambio,

negoziazione. si

possono quindi avere negoziazioni di beni privati, di disponibilità di mezzi finanziari, di copertura dei

rischi e del lavoro. Le negoziazioni si svolgono secondo una molteplicità di condizioni di scambio e

di forme contrattuali. di produzione tecnica e delle negoziazioni, tutti gli istituti, svolgono

A completamento dell’attività configurazione dell’assetto

importanti attività che riguardano il proprio governo come: operazioni di

istituzionale, operazioni di organizzazione e gestione del personale, operazioni di rilevazione e di

informazione.

Tutte le imprese svolgono attività di produzione economica, non tutte però attuano in senso stretto

una produzione di beni. Comunque svolta la produzione economica non rappresenta il fine

dell’impresa, bensì la funzione caratteristica che essa svolge nelle economie di mercato. Il fine delle

imprese è la produzione di remunerazioni (produzione di redditi) per il lavoro e per il capitale di

rischio, mentre la produzione economica è il mezzo.

L’attività economica di produzione si attua con l’impiego di condizione di produzione (o fattori di

produzione). Il complessivo insieme delle condizioni di produzione include ogni elemento o

circostanza che direttamente o indirettamente contribuisce a rendere possibile la produzione

economica dell’impresa. Nelle combinazioni produttive rientrano fattori di vario tipo:

 Materie prime, componenti e servizi

 Immobili, impianti, attrezzature

 Lavoro operativo, direttivo e di governo economico

 La terra, che assume significati diversi a seconda che si faccia riferimento ad aziende

agricole o aziende manifatturiere

 I beni pubblici

 I beni liberi

Le condizioni produttivi più importanti sono rappresentate dalle condizioni primarie di produzione

che sono definite secondo un duplice criterio:

1. Si tratta di condizioni di produzione fondamentali per ogni impresa

Sono condizioni la cui natura e modalità d’apporto all’impresa sono tali

2. da suscitare in

che le conferisce interessi economici primari nei confronti dell’impresa

E sono:

 di ogni specie svolto da persone che dedicano all’impresa una parte

Il lavoro

preponderante della loro attività lavorativa

 a titolo “di rischio” e denominato

Il capitale risparmio, conferito all’impresa capitale

proprio.

Le due condizioni primarie fanno capo alle due categorie di persone che compongono il soggetto

dell’impresa, ossia l’insieme delle persone che hanno interessi economici primari

economico

nell’impresa e quindi il diritto-dovere di governare la stessa.

L’economia aziendale studia la persona nella sua totalità, quindi:

a) La persona svolge attività economica come mezzo per il soddisfacimento dei suoi bisogni

b) Le persone sono membri di gruppi, istituti e collettività, in generale di società umane

c) Le persone compiono le loro scelte in condizioni di razionalità limitata

Le scienze economiche si articolano in due rami:

 L’economia politica

 L’economia aziendale

Entrambe hanno come oggetto comune di studio le attività di produzione e di consumo di beni atti a

soddisfare i bisogni umani. L’economia politica osserva i fenomeni economici propri dei grandi

aggregati regionali, nazionali e internazionali; l’economia aziendale li osserva nella manifestazioni

delle aziende singole, delle classi e degli aggregati particolari di aziende.

L’economia politica, basandosi anche sui contributi dell’economia aziendale, elabora le conoscenze

e le teorie economiche utili per le decisioni di politica economia regionale, nazione e internazionale.

L’economia aziendale fondandosi anche sui contributi dell’economia politica, elabora le conoscenze

e le teorie economiche utili per il governo delle aziende di ogni ordine.

È componente essenziale delle economie di mercato il fatto che i singoli istituti possano operare il

libertà nella scelta delle condizioni economiche e delle modalità di svolgimento e che la autorità

pubbliche intervengano a regolare, innovare e a svolgere le attività economiche i cui aspetti e

responsabilità non possono essere assunti dalle singole aziende o da limitati aggregati di aziende.

L’oggetto proprio dell’economia aziendale si identifica assumendo come centro di riferimento le

attività economiche svolte dalle aziende quindi:

L’economia aziendale ha per oggetto l’ordine (ossia l’insieme degli

a) economico

accadimenti economici) di tutti gli istituti

b) Si considerano quattro tipi di istituti: le famiglie, le imprese, lo Stato e gli istituti non-profit,

a cui corrispondo quattro tipi di aziende: le aziende familiari di consumo, le aziende di

produzione, aziende di pubbliche amministrazione e le aziende non- profit.

L’economia aziendale studia l’attuazione delle produzione e dei consumi e i connessi

c) processi di configurazione degli assetti istituzionali, trasformazione tecnica,

negoziazione, organizzazione, rilevazione e informazione.

d) Il sistema degli accadimenti è riconducibile ai processi di gestione, organizzazione e di

rilevazione e informazione

e) Nelle imprese le condizioni primarie di produzione sono il lavoro e il capitale a cui si

associano i prestatori di lavoro e i conferenti di capitale di risparmio

f) In economia aziendale si distingue il concetto di produzione di beni e produzione di

reddito dell’economia aziendale l’utilizzazione

È principio fondamentale massimamente efficiente delle

risorse scarse, ossia dei beni economici (principio del minimo mezzo o del massimo risultato). Si

tratta di massimizzare la disponibilità dei beni, oltre che di utilizzare i beni in condizioni ottimali. Per

massimizzare la disponibilità dei beni occorre ricercare modalità più convenienti di svolgimento

dell’attività economica, ossia innovare. L’economia non è solo la scienza dell’impiego ottimale delle

è anche la scienza dell’innovazione delle modalità di svolgimento dell’attività

risorse scarse, essa

economia.

Gli istituti, le aziende, la specializzazione economica (Capitolo 2)

Ciascuna persona partecipa contemporaneamente a più società umane come le famiglie, le società

civili e politiche, le comunità internazionali, la Chiesa ecc.

Le persone tendono a far parte di società umane per due motivi principali:

a) Per produrre risultati non attuabili con le risorse individuali

b) Per soddisfare i bisogni di socialità mediante intense e positive relazioni interpersonali

In termini strettamente economici l’azione coordinata in istituti che operano in contesti dinamici

produce due fenomeni:

 La rendita organizzata, originata dalla cooperazione intelligente tra più persone volte allo

stesso fine, che produce un vantaggio economico rispetto a quanto ottenibile da

comportamenti isolati

 che è il frutto della cooperazione e dell’incertezza. Compiuto un certo

Il risultato residuale,

insieme di attività e remunerato ciascun membro, si manifesta un risultato residuale

(positivo o negativo) che deve essere attribuito ad uno o più soggetti che hanno

partecipato all’attività organizzata

La vita delle persone è caratterizzata dal sorgere e dall’evolversi di istituzioni, ossia una serie di

regole e strutture di comportamento. Le società umane che assumo carattere di istituzione, ossia di

regole e di strutture di comportamento relativamente stabili, sono denominati istituti. Sono quindi

istituti le famiglie, le imprese, la Pubblica Amministrazione e le imprese non-profit.

Un istituto si presenta come complesso di elementi e di fattori, di energie e di risorse personali e

materiali. Esso è duraturo. Il suo permanere è della specie dinamica. È un complesso ordinato

secondo proprie leggi anche di varia specie. È una unità per i rapporti che lo costituiscono.

L’istituto carattere dell’essere autonomo.

si presenta inoltre il La ricerca intorno ad un istituto è

necessariamente di tipo interdisciplinare.

L’attività economica si svolge prevalentemente in istituti e per relazioni tra istituti. In tutti gli istituti si

svolge in qualche misura attività economica di produzione e di consumo di beni economici.

L’economia aziendale ha per oggetto gli istituti in cui l’attività economica è particolarmente rilevante

manifestandosi con evidenza e intensità in ricavi, costi, consumi, risparmi, investimenti, movimenti

di moneta, rapporti di debito e di credito, patrimoni e capitali.

l’ordine

Si definisce azienda strettamente economico di un istituto. Per cui agli istituti famiglia,

imprese, istituti pubblici e imprese non-profit si associano i seguenti tipi di aziende:

 L’azienda familiare di consumo e gestione patrimoniale

 L’azienda di produzione

 L’azienda composta pubblica

 L’azienda non-profit

Le aziende sono accumunate dal fine generale del soddisfacimento dei bisogni umani e dal mezzo

costituito dall’attività economica; sono però differenti i fini immediati e per tanto le strutture

(quali l’assetto istituzionale, le combinazioni produttive, l’organismo personale,

caratteristiche

l’assetto tecnico organizzativo e di patrimonio).

I fini immediati sono:

 Per le aziende familiari di consumo il soddisfacimento dei bisogni

 Per le aziende di produzione la produzione di remunerazioni

 Per le aziende composte pubbliche la produzione e il consumo di beni pubblici

 Per le aziende non-profit la produzione di remunerazioni e la produzione e il consumo di

beni per i membri dell’istituto.

Le aziende familiari di consumo e gestione del patrimonio (aziende di erogazione)

La famiglia è istituto primario della società umana ed è caratterizzata da finalità dominanti di ordine

sociale, etico e religioso. La famiglia è anche unità economica, con i fini di ordine sociale, etico e

fini economici, che consistono nell’appagamento dei bisogni delle persone

religioso si combinano

che la compongo.

Gli interessi economici istituzionali si riassumono nel soddisfacimento adeguato dei bisogni attuali e

futuri dei membri della famiglia, mentre i soddisfacimento di attese economiche di persone e di

membri non della famiglia, rientrano tra gli interessi non istituzionali.

L’azienda familiare è anzitutto azienda di consumo combinata con la produzione di energia lavoro e

di studio. Il patrimonio è formato dai beni conferiti al momento della formazione della famiglia, dalle

eredità e dal risparmio. I redditi delle famiglie derivano principalmente dal lavoro. La famiglia

partecipa al finanziamento delle produzioni e dei consumi degli istituti pubblici mediante il pagamento

dei tributi.

Le aziende di produzione

L’impresa è l’istituto economico-sociale con dominanti caratteri e finalità di tipo economico. Le

imprese sono parte rilevante della società umana generale e secondo condizioni proprie partecipano

dell’impresa è la

al raggiungimento del bene comune della stessa. Il fine economico immediato

produzione di remunerazioni monetari e di altre specie.

Gli interessi economici istituzionali fanno capo di regola ai prestatori di lavoro di ogni tipo e ai

conferenti di capitale di risparmio sotto forma di capitale di rischio. Alle imprese fanno sempre capo

ossia a soggetti non membri dell’istituto, ma comunque molto

interessi economici non istituzionali,

rilevanti, per esempio gli interessi economici dei fornitori.

È impresa un istituto nel quale alla produzione economica corrisponde sistematicamente il formarsi

di costi e di ricavi unitari di mercato, di entrate e uscite di mezzi monetari, di variazione di debiti e

crediti ecc.

Tutte le imprese sono caratterizzate dalla combinazione di prestazioni di lavoro con capitale

risparmio e dal pagamento dei tributi.

Le aziende composte pubbliche

Lo Stato è l’ordinamento politico, sociale, giuridico ed economico che cura il perseguimento del bene

comune della comunità nazionale e promuove anche il progresso morale e sociale della comunità

internazionale.

Negli istituti pubblici territoriali (Comuni, Provincie e Regioni) si svolgono processi economici di

grande rilievo, rilevanti ma non dominanti sono le finalità economiche. Nelle aziende composte

pubbliche si attuano processi economici di produzione di beni pubblici e di consumo degli stessi,

con connessi processi di riscossione dei tributi. Le aziende ordine economico degli istituti pubblici

sono dunque aziende di produzione e di consumo.

I fini economici immediati sono:

L’appagamento

a) dei bisogni pubblici delle persone mediante la produzione di beni pubblici

e il loro consumo

b) La remunerazione dei prestatori di lavoro

Anche negli istituti pubblici territoriali si manifestano interessi economici istituzionali che sono il

soddisfacimento dei membri delle unità politiche e interessi economici non istituzionali che fanno

capo ai fornitori e ai conferenti di capitale di prestito.

Non si devono confondere gli istituti pubblici con le imprese pubbliche, ossia gli istituti di produzione

caratterizzati da un capitale conferito in tutto o in maggioranza da istituti pubblici.

Le aziende non-profit

Si qualificano come non-profit gli istituti che:

a) Sono di natura privata

b) Prevedono il divieto di distribuire il risultato reddituale e il patrimonio tra le persone che

esercitano il controllo sull’istituto.

In generale si può dire che questi istituti si ispirano a finalità di ordine sociale, morale e culturale;

tipici ambiti di attività sono: cultura e ricreazione, istruzione e ricerca, sanità e assistenza sociale.

Il fine economico immediato degli istituti non-profit non è mai quello della produzione di redditi, ma

è il soddisfacimento di bisogni di talune categorie di presone.

posso variare da membri dell’associazione, eventuali

Il portatori di interessi economici istituzionali

prestatori di lavoro, lo Stato e i donatori vari.

I portatori di interessi economici non istituzionali posso essere i fornitori, i conferenti di capitale di

prestito ecc.

I processi caratteristici sono quelli della produzione di beni e delle raccolta dei contributi privati sotto

forma di donazioni e di lavoro volontario.

Le combinazioni economiche di istituto (Capitolo 3)

L’insieme delle operazioni economiche svolte dalle persone in un istituto forma le combinazioni

dell’istituto stesso.

economiche generali ossia l’insieme di azioni e di

Le combinazioni economiche sono parte del sistema degli accadimenti,

fenomeni che si manifestano nell’azienda e nel suo ambiente.

d’impresa si articolano in

Le combinazioni economiche generali coordinazioni economiche parziali

ossia in insiemi di processi caratterizzati da una funzione (ad esempio: ideare e sviluppare un nuovo

prodotto, fabbricare un prodotto ecc.) e da un insieme di competenze specialistiche applicate al loro

svolgimento. Nel linguaggio corrente, le coordinazioni parziali sono denominate semplicemente

funzioni.

Per tutte le imprese manifatturiere le coordinazioni parziali sono le seguenti:

Configurazione dell’assetto istituzionale

1.

2. Gestione:

a. Gestione caratteristica:

i. Ricerca e sviluppo

ii. Approvvigionamenti

iii. Fabbricazione

iv. Commercializzazione

v. Logistica

b. Gestione finanziaria:

i. Gestione del capitale di rischio

ii. Gestione del capitale di debito

c. Gestione patrimoniale

d. Gestione tributaria

e. Gestione assicurativa

3. Organizzazione

4. Rilevazione e informazione

configurazione dell’assetto istituzionale

Le operazioni di determinano il disegno complessivo

secondo il quale l’impresa, nasce, si trasforma e si svolge.

insieme di operazioni attraverso le quali l’impresa attua direttamente la

La gestione è il grande

produzione economica. La gestione si compone di cinque sottoinsieme cioè la gestione

caratteristica, finanziaria, patrimoniale, assicurativa e tributaria. Una buona gestione richiede lo

svolgimento di altre due grandi attività complementari che hanno minor peso economico ma non

mancano di criticità, ossia l’organizzazione che si sostanzia nel disegnare la struttura organizzativa

dell’impresa e le rilevazioni che consistono nella raccolta, elaborazione e diffusione dei dati e delle

informazioni necessari per prendere buone decisioni.

Lo svolgimento operazioni si attua attraverso operazioni interne (dette anche operazioni di gestione

interne) e operazioni esterne, tra queste ultime di grande rilievo sono le negoziazioni ossia le

operazioni attraverso le quali l’impresa acquisisce da terzi le condizioni di produzione.

Le grandi classi di negoziazione sono:

a) Negoziazioni di beni provati

b) Negoziazioni di beni pubblici

c) Negoziazioni di lavoro

d) Negoziazioni di capitale di rischio

e) Negoziazioni di capitale di prestito

f) Negoziazioni di rischi particolari

Quando si svolge una negoziazione i soggetti coinvolti sostengo dei costi di attivazione e gestione

della negoziazione detti costi di transazione. Di conseguenza il compratore sostiene due insiemi di

costi, cioè il costo di acquisto e i costi di transazione, mentre il venditore ottiene il ricavo che verrà

decurtato di costi di transazione. I costi di transazione nascono dalla situazione di razionalità limitata

Un’altra fonte dei costi di transazione è rappresentata

e a causa di comportamenti opportunistici.

dalla cosiddetta asimmetria informatica, cioè le informazione detenute sono differenti e ciascuna

delle parti tende a tenere nascoste le informazioni che potrebbero danneggiarlo.

Spesso per attivare e mantenere relazioni di lungo periodo una delle parti è indotta a effettuare

investimenti il cui valore può azzerarsi, tali investimenti sono denominati investimenti specifici. Le

due parti coinvolte nella negoziazione hanno forza contrattuale, ossia capacità di influenza nei

confronti dell’altra parte, che possono avere effetti importanti sull’esito delle negoziazioni.

Le operazioni di configurazione dell’asseto istituzionale

dell’assetto istituzionale sono: la costituzione dell’istituto, la

Le operazioni di configurazione

definizione e la trasformazione della forma giuridica, la configurazione degli organi di governo.

In un dato momento della vita di un’impresa, l’assetto istituzionale è dato dalla configurazione di:

I soggetti nell’interesse dei quali l’impresa svolge la sua attività

a) I contributi che tali soggetti forniscono all’azienda e le ricompense che ne ottengo

b)

c) Le prerogative di governo economico

d) I meccanismi e le strutture che regolano le correlazioni

Per le imprese sono di primaria importanza le scelte di configurazione del capitale proprio, ossia le

scelte in merito ai quali i soggetti apportano il capitale di rischio e in quale misura rispetto al

fabbisogno monetario complessivo dell’impresa.

La gestione caratteristica

La gestione caratteristica è composta dall’insieme delle operazioni di gestione che identificano la

funzione economico-tecnica tipica di ciascuna azienda. Per le imprese manifatturiere la gestione

l’acquisto di materie prime,

caratteristica include di impianti e di macchine, la trasformazione tecnica,

la vendita dei beni prodotti, i pagamenti e le riscossioni. La gestione caratteristica origina costi e

ricavi e, per la differenza, un risultato reddituale denominato reddito operativo ella gestione

caratteristica.

La gestione caratteristica di un’impresa manifatturiere si articola nelle seguenti coordinazioni

economiche parziali:

 Operazioni di ricerca e sviluppo

 Operazioni di acquisto di merci e di servizi destinati alla produzione

 Operazioni di fabbricazione

 Operazioni di commercializzazione, divisa generalmente in funzione vendite e funzione

marketing

 Operazioni di logistica

La gestione caratteristica suscita vari insieme di negoziazioni come ad esempio le negoziazioni di

beni provati ossia le operazioni di acquisto e di vendita di beni o servizi che sono ceduti da soggetti

privati, cioè non dallo Stato. Un’impresa manifatturiera svolge negoziazioni di beni privati sia in

posizione di acquirente sia in posizione di venditore.

La gestione finanziaria

La gestione finanziaria è quella parte dell’attività dell’impresa che è svolta per coprire il fabbisogno

ossia il fabbisogno di mezzi monetari necessari per avviare l’impresa e per sostenere lo

finanziario,

sviluppo.

fabbisogno finanziario di un’impresa può essere coperto ricorrendo essenzialmente a due fonti:

Il 1) Capitale proprio

2) Capitale di prestito o capitale di debito

La gestione finanziaria intesa in senso lato è l’insieme di operazione svolte a coprire il fabbisogno

finanziario mediante capitale proprio e capitale di prestito; la gestione finanziaria intesa in senso

stretto riguarda solo il capitale proprio.

Si compone essenzialmente dei seguenti insiemi di attività:

a) Previsione e analisi del fabbisogno finanziario

b) Valutazione di tipo istituzionale ed economico in merito alla combinazione ottimale di

ricorso al capitale di rischio e al capitale di prestito

c) Pianificazione e attuazione delle negoziazioni di capitale di rischio e di capitale di prestito

d) Gestione dei relativi contratti

La gestione finanziaria comporta il sorgere di costi che per quanto riguarda il capitale di prestito è

rappresentato dagli interessi passivi mentre per quanto riguarda il capitale di rischio è rappresentato

dalla remunerazione attesa dai conferenti di capitale di rischio.

La gestione finanziaria comporta anche una serie di negoziazioni, ossia le negoziazioni di capitale

proprio e di capitale di prestito.

La negoziazione del capitale proprio consiste nell’acquisizione delle disponibilità di mezzi monetari

a titolo di capitale proprio; i conferenti di capitale proprio apportano all’impresa mezzi monetari

ai risultati reddituali dell’impresa (distribuzione degli utili

attendendosi una remunerazione correlata

e guadagni in conto capitale).

Le negoziazioni di capitale di prestito hanno per oggetto l’acquisizione e la cessione di mezzi

monetari destinati alla copertura dei fabbisogni finanziari delle aziende. Il soggetto che riceve il

capitale di prestito si impegna a rimborsarlo entro certi tempi e concorda di pagare un prezzo sotto

forma di interessi passivi.

La gestione patrimoniale

La gestione patrimoniale consiste nell’investimento di risorse monetarie eccedenti pro tempore i

fabbisogni della gestione caratteristica. È finalizzata alla produzione di redditi addizionali rispetto a

l’impiego di disponibilità originate dal risparmio,

quelli della gestione caratteristica mediante ma è

possibile anche che i risultati siano negativi.

La gestione patrimoniale si attua attraverso vari tipi di negoziazioni:

 Negoziazioni di capitale di prestito

 Negoziazioni di capitale di rischio

 Negoziazioni di beni privati

La gestione assicurativa

La gestione assicurativa è finalizzata alla copertura mediante assicurazioni ai rischi particolari.

La gestione finanziaria origina negoziazioni di rischi specifici o contratti di assicurazione e genera

costi denominati premi di assicurazione.

La gestione tributaria

La gestione tributaria deriva dal fatto che tutte le imprese sono soggette al pagamento di tributi di

varia natura a fronte del diritto di fruire dei beni pubblici messi a disposizione dallo Stato. La gestione

tributaria comporta tipicamente costi e non ricavi. Si posso distinguere i:

a) Tributi correlabili direttamente ai beni pubblici acquistati

Tributi non correlabili all’uso di particolari beni pubblici

b) (imposte sul reddito e imposte

indirette)

Analizzare la gestione secondo il profilo reddituale significa indagare il formarsi di costi e ricavi, ossia

dei componenti negativi e positivi di reddito. In particolare significa indagare come le aeree di

gestione contribuiscono al formarsi del risultato reddituale. La gestione caratteristica e quella

patrimoniale sono considerate gestioni attive in quanto ci si aspetta un risultato reddituale positivo,

mentre la gestione finanziari, assicurativa e tributaria sono considerate gestioni passive

comportando il linea di principio solo costi.

Analizzare la gestione secondo il profilo monetario significa studiare i flussi di entrate e di uscite,

ossia delle riscossione e dei pagamenti suscitate dalle varie classi di negoziazione. Serve per capire

se l’impresa è solvibile ossia se con le entrate monetarie riesce a far fronte ai proprio impieghi di

uscite.

I due profili reddituale e monetario sono interconnessi ma non coincidono essenzialmente per tre

cause: 1) Importanti entrate o uscite non coincidono con ricavi o costi, ad esempio un aumento di

l’accensione o il rimborso di un mutuo

capitale sociale oppure

2) Molti costi devono essere sostenuti in anticipo rispetto al conseguimento dei ricavi e delle

relative entrate

3) Molti pagamenti e riscossioni non avvengo in contanti, ed inoltre i tempi medi di

pagamento dei debiti non necessariamente coincidono con i tempi medi di riscossione

dei crediti.

Le attività di organizzazione e rilevazione

L’attività di organizzazione compre un’ampia gamma di attività riconducibili a due grandi insiemi di

operazioni:

 Progettazione dell’assetto organizzativo consiste anzitutto nella progettazione della

struttura organizzativa ossia si stabilisce cosa ciascun prestatore di lavoro deve fare, a

quale unità organizzativa appartiene, chi è il suo capo, chi sono i suoi subordinati ecc.

Complementare alla progettazione della struttura organizzativa è la progettazione dei

sistemi operativi che si suddivide in

o Sistemi di pianificazione e programmazione attraverso i quali si definiscono le

strategie da perseguire

o Sistemi di gestione del personale che definiscono le regole in merito alle modalità

di ingresso delle persone, alla retribuzione e carriera

 rappresenta l’attuazione dei

Gestione dei prestatori di lavoro (gestione del personale)

sistemi operativi di gestione del personale. I sistemi di gestione del personale sono

progettati ed attuati in modo tale che:

L’impresa disponga sempre di un personale che per dimensioni e competenze sia

o adatto a svolgere le combinazioni economiche pianificate

o Le persone siano retribuite secondo equità

Le operazioni di organizzazione suscitano varie classi di negoziazioni come le negoziazioni di lavoro

che si sostanziano nella stipula di un contratto tra l’impresa e il prestatore di lavoro. Le negoziazioni

di lavoro hanno un’evidente criticità non solo a livello di assetto istituzionale dell’impresa, ma anche

a livello di sistemi economici locali, nazionali e sopranazionali.

sono svolte dall’impresa per predisporre dai e informazioni destinati a

Le operazioni di rilevazione

due insiemi di utilizzatori:

 Le persone che operano all’interno dell’impresa

 persone e gli istituti che portano interessi nei confronti dell’impresa e ce necessitano

Le

di informazioni per decidere come attivare e sviluppare i rapporti con l’impresa

Gli output delle operazioni di rilevazione sono molto vari e comprendo elementi quali il bilancio

d’esercizio, la contabilità dei costi, le statistiche delle vendite ecc.

Le operazioni di rivalutazione si sostanziano nelle variazioni di valori componenti del capitale di

funzionamento dell’impresa. Tali interventi di rivalutazione si compiono quando si manifestano

fenomeni (interni o esterni) che fanno cambiare il significato dei dati dei quali si configura il reddito

di esercizio delle aziende.

Molte imprese, specialmente quelle di grandi dimensioni, attuano più combinazioni economiche

aree d’affari.

parziali, o come si dice nel linguaggio corrente in più

Una combinazione economica parziale è una combinazione prodotto-mercato con propri caratteri di

attuate dall’impresa. Le combinazioni

distinti rispetto alle altre combinazioni prodotto-mercato

economiche suscitano costi e ricavi, in larga misura specifici, di cui è possibile e utile calcolarne il

risultato economico parziale. Le imprese che attuano contemporaneamente più combinazioni

economiche parziali sono chiamate imprese diversificate.

Spesso l’articolazione in combinazioni economiche parziali si riflette anche sulla struttura

organizzativa dell’impresa che diventa una struttura divisionale, ossia una struttura articolata per

divisioni corrispondenti alle varie aree d’affari.

l’organismo personale e il patrimonio

Parte seconda:

Gli assetti istituzionali (Capitolo 4)

L’istituto è un insieme di soggetti che offrono contributi e che ricevono ricompense o traggono

benefici, nel loro insieme tali soggetti compongono la categoria dei portatori di interessi.

Per la vita duratura di ogni istituto è essenziale un governo unitario, sotto due punti di vista:

 I contributi di tutti i soggetti devono essere combinati e organizzati secondi un disegno

unitario, che assicuri la complementarietà delle risorse e dei comportamenti, e quindi,

l’efficace perseguimento del bene comune

 Ad uno ed un solo organo deve essere attribuita la responsabilità delle decisioni ultime;

si tratta di realizzare il principio dell’unità di comando.

Ogni istituto deve essere guidato in modo tale che tutti i portatori di interessi, i loro contributi e le

relative ricompense si compongano in un sistema unitario che perduri nel tempo.

Per realizzare un efficacie governo di istituto occorre operare tre insiemi di scelte contestuali:

 Occorre decidere quali insiemi di soggetti assegnare il diritto e dovere di governare. Il

è l’insieme delle persone alle quali si assegna il diritto-dovere

soggetto di istituto di

governare, direttamente o indirettamente, un istituto

 Occorre esplicitare a quali finalità e obbiettivi debba ispirarsi l’azione del soggetto di

istituto, ossia quali sono i fini istituzionali.

 Occorre configurare gli organi e i meccanismi di governo. La struttura di governo è

l’insieme degli organi e dei meccanismi attraverso i quali si esercita il governo dell’istituto.

L’assetto portatori di interessi nei confronti dell’istituto, dei

istituzionale è la configurazione dei

contributi che tali soggetti forniscono all’azienda, delle ricompense e dei benefici che ne ottengono,

del soggetto di istituto, dei fini istituzionali e delle strutture di governo che regolano le correlazioni

tra i portatori di interessi, i contributi e le ricompense in un equilibrio dinamico di lungo periodo.

Per tanto si constata facilmente che:

 Attorno a ciascun istituto si configura sempre una vasta gamma di interessi di varia natura

 I vari insiemi di interessi sono parzialmente in competizione tra loro

 I contributi provenienti dai vari soggetti sono complementari, ma si posso manifestare

anche parziali fungibilità

 Alcune relazioni sono assimilabili a scambi tra specifiche prestazioni reciproche mentre

in altri casi c’è strutturalmente asimmetria tra ciò che il soggetto da e ciò che riceve

 Le varie relazioni sono caratterizzate da differenti rapporti di forza

 Molte delle attese dei soggetti in gioco sono attese implicite, ossia non dichiarate ma

sottointese in base ai valori alle consuetudini in essere.

I soggetti che offrono contributi alle imprese e che ne ottengono ricompense sono per esempio i

prestatori di lavoro, i conferenti di capitale di rischio, i conferenti di capitale di prestito, lo Stato, i

fornitori, i clienti ecc.

conferiscono il loro lavoro qualificabile in termini di: tempo dedicato all’impresa,

I prestatori di lavoro

competenze possedute e messe a disposizione dell’impresa, impegno ed energie profusi nell’attività

lavorativa, imprenditorialità e creatività. In cambio, i prestatori di lavoro si aspetto dall’impresa: una

remunerazione periodica e differita coerente con le remunerazioni offerte da altre imprese,

condizioni fisiche e sociali di lavoro positive, relativa stabilità del rapporto di lavoro, stimoli e iniziative

di sviluppo delle competenze professionali.

L’impresa nutre nei confronti dei prestatori di lavoro nell’ambito di

attese di: lealtà, obbedienza

quanto previsto dal contratto, elevato impegno, disponibilità al cambiamento, rispetto delle leggi e

delle norme interne, apertura alla socializzazione, contributo allo sviluppo di competenze aziendali.

I rapporti di lavoro possono presentare varianti notevoli in relazione a fattori quali:

 Il rapporto tra domanda e offerta di lavoro

 Gli investimenti specifici effettuati dal prestatore di lavoro

 La osservabilità e la misurabilità delle competenze, dei comportamenti e dei risultati del

prestatore di lavoro

 Il grado di articolazione delle mansioni in una pluralità di compiti tra loro concorrenti

La partecipazione dei prestatori di lavoro ai risultati reddituali si può realizzare in svariate forme sai

esplicite (premi di produzione, partecipazione agli utili) si implicite (livelli retributivi di fatto più elevati

nelle imprese a più alta redditività)

I conferenti di capitale di rischio conferiscono mezzi monetari a titolo di capitale proprio soggetto al

rischio generale d’impresa. I conferenti di capitale di rischio si aspettano una remunerazione

composta in due parti:

 La liquidazione periodica degli utili conseguiti dall’impresa

 Un guadagno in conto capitale rappresentato dalla differenza fra quanto conferito e

quanto realizzato al momento della cessione delle proprie quote e al momento della

liquidazione dell’impresa

La remunerazione del capitale di rischio è incerta e può configurarsi anche in forma di perdita.

Nella configurazione standard delle imprese nel mondo occidentale i conferenti di capitale di rischio

hanno anche il diritto-dovere di esercitare, direttamente o indirettamente, il governo economico

dell’impresa.

Le attese tipiche dei conferenti di capitale di rischio sono:

 Una remunerazione del capitale di rischio soddisfacente rispetto a quella ottenibile da

investimenti alternativi

 di liquidità dell’investimento

Un adeguato livello

 La possibilità di influenzare e di controllare efficacemente i comportamenti delle persone

che esercitano il governo d’impresa

Queste attese sono generalmente uguali per ogni conferente di capitale di rischio ma poss ono anche

assumere configurazioni profondamente differenti, in tal senso si considerano le seguenti varianti:

 Società ad ampio flottante le cui azioni sono facilmente acquistabili e vendibili in ogni

momento a prezzi di mercato e società a capitale chiuso per le quali può essere

estremamente difficile e oneroso acquistare o vendere quote di capitale di rischio

 Un solo conferente di capitale di rischio oppure una pluralità, in questo caso le quote

possono essere distribuite nelle forme più varie e i conferenti di capitale possono ritenere

più o meno conveniente partecipare attivamente alla vita dell’impresa. Così si formano le

varie figure dei conferenti di capitale di rischio: unico, di controllo, di minoranza attiva e

di minoranza passiva

 Natura giuridica e economica dei conferenti di capitale di rischio

 La partecipazione diretta o indiretta dei conferenti di capitale di rischio agli organi di

governo economico dell’impresa

 Il grado di concentrazione del rischio del soggetto economico che ha investito

 L’eventuale appartenenza dell’impresa ad un gruppo di imprese al sua posizione di

controllante o controllata

Dal punto di vista dell’impresa, l’attesa generale è quella di poter far conto su numerosi soggetti

disposti ad investire capitale di rischio soprattutto nei momenti di crescita, di cambiamento ed

eventualmente di crisi.

apportano all’impresa condizioni di produzione di varia natura secondo una pluralità di

I fornitori

condizioni di scambio. Spesso tra cliente e fornitore si svolgono scambi ripetuti e frequenti nel tempo

e instaurano relazioni stabili complesse che includono ad esempio forme di collaborazione.

Le attese delle imprese clienti sono: qualità del bene, prezzo contenuto, tempi di pagamento non

troppo brevi, consegna pronta e tempestiva, garanzie ampie e durature ecc.

Dall’altra parte, le attese generali delle imprese fornitrici sono conoscenza anticipata e bassa

variabilità della qualità, dei tempi e dei volumi dei beni richiesti, continuità del rapporto di fornitura,

prezzo e altre condizioni economiche sufficientemente rimunerativi ecc.

Le relazioni tra cliente e fornitore posso essere molto sbilanciate, per via della forza contrattuale

superiore di una o dell’altra parte, ciò avviene nei casi in cui, per esempio:

Uno dei due soggetti è l’unico o principale produttore o compratore del bene in oggetto

a)

b) Quando una delle due parti ha effettuato investimenti specifici per attivare la relazione di

fornitura

c) Tra le due parti esiste una forte asimmetria informativa

I conferenti di capitale di prestito apportano mezzi monetari che sono a messi a disponibilità

dell’impresa per un dato periodo di tempo a fronte dell’impegno di rimborso del capitale e di

pagamento di interessi nella misura e nei tempi stabiliti.

Le attese delle imprese che ricorrono al capitale di prestito, generalmente sono: condizioni generali

favorevoli (tassi di interesse, tempi di rimborso, garanzie ecc.), varietà e flessibilità delle modalità di

finanziamento, supporto tecnico, disponibilità da parte del finanziatore di instaurare un rapporto

duraturo e di sostegno. Mentre i conferenti di capitale di prestito hanno naturalmente attese differenti

come la trasparenza dell’impresa finanziata, la solidità patrimoniale, la redditività e la capacità di

produrre flussi sufficienti per rimborsare il capitale e pagare gli interessi dell’azienda stessa.

Il rapporto tra impresa e conferente di capitale di prestito può assumere caratteri speciali in due

circostanze:

Quanto il finanziatore ha investito capitali in maniera elevata nell’impresa che trovandosi

a) in situazioni critiche compromette anche la solidità dell'impresa finanziatrice, il che

comporta che la vita duratura dell’istituto finanziatore dipende direttamente dalle scelte

di governo dell’impresa finanziata

b) Quando la forma tecnica del finanziamento prevede la possibilità che il prestito si

trasformi in capitale di rischio, come nel caso dei prestiti obbligazionari convertibili

Le imprese di assicurazione coprono rischi particolari delle imprese clienti a fronte di premi

assicurativi. Il contenuto del rapporto tra assicurato e assicuratore varia notevolmente in relazione

al grado di prevedibilità dei possibili sinistri; da un lato si possono avere rischi standard di cui si

hanno liste storiche di numerosi casi omogenei o rischi speciali di cui è difficile prevedere ex ante la

Nell’ultimo caso si manifestano due casi di elevato

probabilità del verificarsi del sinistro.

opportunismo: il primo in cui il soggetto consapevole di essere ad alto “rischio” cerca di tenere

nascosta questa sua situazione (selezione avversa) mentre il secondo il cosiddetto azzardo morale,

in cui il soggetto assicurato cerca di esagerare le valutazioni del danno per ottenere rimborsi

particolarmente elevati

acquistano i beni prodotti dall’impresa e gestiscono il loro rapporto secondo le molteplici

I clienti

condizioni di scambio. In linea generale, a parti invertite, valgono le stesse considerazioni fatte per i

Vale la pena di ricordare però che la numerosità, l’intensità e la stabilità dei rapporti con i

fornitori.

clienti (il patrimonio commerciale), rappresentano una parte fondamentale del patrimonio di tutte le

imprese.

Gli alleati istituzionali sono le imprese partner di aggregati quali i gruppi di imprese, i consorzi, le

joint venture, i cartelli, le reti di franchising.

In generale:

a) Moltissime imprese fanno parte di una molteplicità di alleanze, e di conseguenza, devono

gestire una molteplicità di relazioni con alleati istituzionali

b) Queste relazioni spesso hanno un peso determinante nelle scelte strategiche delle

imprese

I concorrenti attuali (o potenziali) sono le imprese che offrono (o potrebbero offrire) prodotti analoghi

a quelli dell’impresa in mercati nei quali essa opera. Ciascuna impresa deve gestire attentamente i

rapporti con i concorrenti tenendo presente che:

a) In linea di principio è interesse di tutti i concorrenti che la competizione sia leale

b) Non sono rari i casi in cui ai concorrenti conviene allearsi per realizzare specifici obbiettivi

c) In particolari settori è opportuno che la concorrenza sia temperata per salvaguardare i

clienti e la collettività; spesso è lo Stato che interviene per regolamentare il settore

Lo Stato è sempre legato alle imprese da una molteplicità di rapporti che danno luogo a differenti

insiemi di contributi, di ricompense e di attese. Sotto un primo aspetto lo Stato è visto come

produttore ed erogatore di beni pubblici e come percettore di tributi. Sotto un secondo aspetto è visto

mediante l’emanazione di norme e la gestione

come regolatore del comportamento delle imprese

delle autorizzazioni. Sotto un terzo aspetto rappresenta un dispensatore di incentivi finanziari e

fiscali. Infine per moltissime imprese lo Stato rappresenta un cliente di grande rilevanza, in quanto

opera secondo una logica differente rispetto ai clienti tradizionali.

Le collettività locali instaurano relazioni particolarmente significative con le imprese che hanno un

ruolo economico molto rilevante. La collettività si attende benessere mentre l’impresa si attende

elevati livelli di impegno e di fedeltà delle persone che vi lavorano.

L’insieme degli interessi che si forma intorno ad un’imprese crea differenti configurazioni, di

conseguenza differenti imprese possono richiedere differenti assetti di governo; in alcuni casi sarà

opportuno un assetto di governo centrato in una sola categoria di portatori di interessi, in altri casi

invece sarà opportuna dare rilievo a più categorie di portatori di interessi.

In questo ultimo caso si possono trovare imprese nelle quali il soggetto economico e il soggetto di

istituto sono formati dall’insieme dei conferenti di capitale di rischio e dell’insieme dei prestatori di

Nella realtà la grande maggioranza dell’imprese è configurata secondo l’assetto capitalistico,

lavoro.

ossia secondo il modello che assegna i diritti di proprietà ad una sola categoria di portatori di interessi

cioè i conferenti di capitale di rischio.

Comunque quando si adotta lo schema a due classi di portatori di interessi, si manifestano due

principali problemi. Il primo è quello delle formazione degli organi decisionali di governo, la soluzione

base prevede che le due classi di portatori di interessi nominino i loro rappresentanti che a loro

nomineranno i membri dell’organo decisionale di governo. Il secondo problema è quello delle

determinazione e della ripartizione del risultato reddituale tra le due categorie di portatori di interessi.

prerogative dell’esercizio di governo economico,

Al soggetto economico fanno capo le ossia dello

fondamentali che danno vita all’impresa. L’esercizio del governo economico

svolgimento di compiti

si manifesta con evidenza come insieme di scelte relative ai principali elementi della struttura

aziendale; scelte di assetto istituzionale, scelte di configurazione delle combinazioni produttive,

scelte politiche generali in merito all’assetto tecnico, all’assetto organizzativo e alla composizione e

gestione del personale, scelte di composizione del patrimonio.

Il soggetto economico è composto da una pluralità di persone con interessi non uniformi e che non

convergono spontaneamente in un interesse di ordine superiore. Il soggetto economico è unitario e

unico e i compiti di governo economico gli spettano nella sua unitarietà.

Il soggetto economico deve operare secondo il principio del contemperamento degli interessi cioè

deve operare tenendo conto di tutte le attese dei vari portatori di interessi, ricercando soluzioni atte

a soddisfarle in modo equilibrato.

Differisce dal soggetto economico, quell’insieme di persone che, direttamente o indirettamente, di

esercitano il governo dell’impresa. Spesso può accadere che le imprese siano governate da

fatto

insieme di persone che non rappresentino l’interno soggetto economico oppure da persone che non

fanno parte del soggetto economico. In entrambi i casi si forma un soggetto economico improprio

che può essere deleterio per lo sviluppo dell’impresa

L’economicità (Capitolo 5)

L’economicità o equilibrio di istituto, è una delle condizioni fondamentali dell’equilibrio istituzionale.

Si ha equilibrio istituzionale quando tutti i membri del soggetto di istituto

Condividono i valori e gli obbiettivi che ispirano la vita dell’istituto

a)

b) Ricevono ricompense e benefici equi rispetto ai contributi forniti

In altri termini l’equilibrio istituzionale si ha quando gli attuali e i potenziali membri del soggetto

d’istituto sono motivati ad entrare a far parte dell’istituto e a permanervi.

L’equilibrio istituzionale è un equilibrio di lungo periodo, per cui le aziende presentano caratteri di

Inoltre l’equilibrio istituzionale è

continuità, o durabilità. vita autonoma ossia la libertà di scegliere i

propri fini e le proprie modalità di governo.

L’equilibrio economico, ossia l’economicità, si quando l’istituto nel suo insieme è in grado di attrarre

risorse sufficienti per remunerare tutte le condizioni di produzione e di consumo utilizzate per

svolgere le proprie combinazioni economiche, in altri termini l’economicità è la capacità dell’istituto

L’economicità è contemporaneamente

di operare senza accumulare perdite. un principio e un

obbiettivo fondamentale di buon governo degli istituti.

degli istituti si rifletto sul concetto di azienda e sull’economicità.

I caratteri di durabilità e di autonomia

Durabilità significa che l’impresa deve operare secondo condizioni di vita e di funzionamento tali da

consentire loro di perdurare nel tempo, ma va oltre del permanere delle persone che in un dato

momento compongono l’istituto stesso.

Però non è sufficiente che l’azienda perduri nel tempo, occorre anche che non si manifesti un

sistematico ricorso a interventi di sostegno o di copertura delle perdite da parte di altri istituti, occorre

cioè che l’istituto sia autonomo.

Nelle aziende di produzione si svolgono una serie di accadimenti, tra i quali vengono ad assumere

particolare rilievo quelli di scambio con terze economie. Da questi infatti scaturiscono componenti

positivi o negativi di reddito. La condizione primaria è l’equilibrio reddituale (equilibrio tra componenti

l’attitudine della gestione di remunerare tutti i fattori produttivi

positivi e negativi di reddito) ed esprime

compresi il capitale di rischio e il capitale di prestito.

Una prima qualificazione dell’equilibrio reddituale riguarda l’equilibrio, ossia

il tempo a cui si riferisce

il lungo periodo.

Una seconda qualificazione dell’equilibrio reddituale riguarda l’oggetto L’equilibrio

di riferimento.

reddituale può infatti fare riferimento, oltre che alla singola azienda anche al gruppo aziendale. Nel

primo caso si parla di equilibrio aziendale nel secondo di equilibrio super aziendale o di gruppo.

Quest’ultimo può essere inteso in due significati, il primo è quello per cui l’azienda si dice economica

poiché solo all’interno del gruppo riesce ad essere autosufficiente. Nel

in funzione del gruppo,

secondo significato, l’azienda si dice economica in funzione del gruppo quando viene mantenuta in

vita perché offre opportunità o vantaggi alle altre aziende del gruppo.

Una seconda condizione da rispettare simultaneamente assieme all’equilibrio reddituale è il

mantenimento di un livello accettabile di efficienza, espressa in termini di rendimento fisico-tecnico

dei processi produttivi. Legata all’efficienza dovrebbe essere anche la L’azienda durevole

flessibilità.

è quella che ricerca efficienza ma anche flessibilità, intendendo con questo la predisposizione di

strutture e di combinazioni produttive efficienti in grado di adeguarsi prontamente all’ambiente.

Una terza condizione da perseguire è la congruità dei prezzi-costi sostenuti e dei prezzi-ricavi

conseguiti, e in particolare la congruità delle remunerazioni del capitale-risparmio e del lavoro. Per

quanto riguarda le retribuzioni e la remunerazione del capitale proprio, bisogna considerare le

strutture della domanda e dell’offerta di lavoro e capitale. Nel primo caso si tratta di valutare se le

retribuzioni corrisposte al personale di tutti i livelli e delle varie funzioni risultato coerenti con le

retribuzione negoziate nell’ambiente. Considerazioni analoghe valgono anche per la remunerazione

proprio, cioè del capitale che supporta il rischio economico generale d’impresa, rischio

del capitale

che può essere:

 Rischio di non ottenere adeguate remunerazioni di capitale

 Rischio di non poter smobilizzare tempestivamente e economicamente il capitale

nell’azienda

investito

 Il rischio di perdita parziale o totale del capitale conferito in seguito di risultati negativi di

gestione

Quindi un’impresa deve remunerare in modo soddisfacente anche il capitale proprio.

Quarta condizione è l’equilibrio che consiste nell’essere sempre in grado, momento per

monetario

momento, di far fronte agli impegni di pagamento.

L’economicità si ottiene quindi rispettando al meglio le precedenti condizioni quindi non limitandosi

alla massimizzazione del profitto ma realizzando i massimi simultanei.

Le scelte di assetto istituzionale (Capitolo 17)

L’assetto proprietario è vario, vi sono:

 Imprese ad assetto proprietario capitalistico

 Imprese ad assetto proprietario non capitalistico

 Imprese ad assetto proprietario misto

 Imprese con diritti proprietari limitati

Con riferimento alle imprese con assetto capitalistico si distinguono in base alle concentrazione del

capitale di rischio, alla natura pubblica o privata dei titolari di capitale di rischio e alla distribuzione

dei diritti di voto e di remunerazione.

Riferendosi alla concentrazione del capitale di rischio si considerano tra casi:

a) Le imprese con un solo proprietario

b) Le imprese in forma di società per azioni, quotate in borsa, con numerosi azionisti minori

Generalmente l’azionista di controllo è in condizioni di

e un azionista di controllo.

esercitare al meglio i diritti di proprietà rispetto agli altri azionisti

c) Le imprese in forma di società per azioni, quotata in borsa e senza azionista di controllo,

ossia con numerosissimi azionisti che non possono o non vogliono partecipare

direttamente alla nomina degli amministratori e al governo dell’impresa; è il caso delle

public company

In tutti e tre i casi, i diritti di proprietà fanno capo all’insieme dei conferenti di capitale proprio.

Riferendosi alla natura pubblica o privata dei conferenti di capitale di rischio talvolta lo Stato è

azionista unico, altre volte azionista di controllo, o ancora azionista di minoranza. In molti casi lo

Stato è azionista di controllo di grandissime imprese quotate in borsa. Comunque per quando

riguarda i diritti di proprietà gli azionisti pubblici e provati sono uguali, cambiano però le finalità per

cui lo Stato o un privato decidono di investire su un’impresa.

Infine riferendosi alla distribuzione dei diritti di proprietà occorre tenere presente che i diritti di

governo e i diritti ai risultati reddituali possono essere distribuiti in modo non uniforme.

Le imprese ad assetto proprietario non capitalistico sono quelle imprese in cui i diritti di proprietà

non sono assegnati ai conferenti di capitale di rischio, bensì ad altre categorie di soggetti. Nel caso

più frequente sono imprese sotto forma di cooperative che assegnano i diritti proprietari ai prestatori

di lavoro, oppure ai clienti o ai fornitori ecc.

Le imprese ad assetto proprietario misto sono quelle imprese in cui i diritti di proprietà sono affidati

a più di una categoria di portatori di interessi come ad esempio avviene in Germania dove i diritti di

proprietà sono in mano ai conferenti di capitale di rischio e ai prestatori di lavoro. In rari casi poi una

parte dei diritti di proprietà viene affidata ai conferenti di capitale di prestito quali le banche.

Infine ci sono le imprese ad assetto proprietario limitato, ossia le imprese in cui i diritti di governo

delle imprese sono in misura rilevante esercitati da soggetti esterni all’impresa. Le due situazioni

principali sono:

a) Le imprese facenti parte di gruppi di imprese

b) Le imprese operanti in contesti fortemente regolamentati da parte dello Stato che, per

ragioni economiche e sociali, impone alcune scelte fondamentali

Le prerogative essenziali degli organi di governo e di controllo delle imprese sono regolate da leggi

e regolamenti di vario tipo. Nel caso delle S.p.A. italiane quotate in borsa e configurate secondo lo

schema ordinario le norme più rilevanti che definiscono i compiti dei vari organi si trovano nel codice

civile e nel codice di autodisciplina della Borsa italiana.

 L’assemblea ordinaria degli azionisti, approva il bilancio, nomina e revoca gli

amministratori, nomina i sindaci e il presidente del collegio sindacale; nomina il soggetto

al quale è demandato il controllo contabile

 Quando l’amministrazione dell’imprese è affidata a più persone, queste formano il

consiglio di amministrazione il quale può delegare proprie attribuzioni a uno o più membri

(amministratore delegato) o ad un comitato esecutivo.

Il cda esamina i piani strategici, industriali e finanziari della società e valuta il

generale andamento della gestione.

 vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei

Il collegio sindacale

principi di corretta amministrazione ecc.

 Il controllo contabile sulle società è esercitato da un revisore contabile o da una società

di revisione che verifica la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione

dei fatti di gestione nelle scritture contabili

 Nelle società quotate, il cda deve costruire al suo interno un comitato per il controllo

interno che assiste il cda nella costruzione e nella verifica del funzionamento del sistema

di controllo interno

 Nelle società quotate, il cda deve costruire al suo interno un comitato per le rimunerazioni

L’organismo personale: le variabili individuali e sociali (Capitolo 15)

L’organismo personale è l’insieme unitario delle persone che, con il proprio lavoro, partecipano alla

svolgimento dell’attività aziendale. Sono membri dell’organismo personale d’impresa tutte le

persone che fanno parte dei organi di governo economico, di direzione e esecutivo. Il personale

rappresenta un complesso dinamico che varia al variare delle combinazione economiche, degli

assetti organizzativi dell’impresa. Oltre ad essere un complesso dinamico, l’organismo personale è

dotato di flessibilità, ossia adattabile alle varie situazioni di contesto nel rispetto dei vincoli

dell’efficienza e dell’economicità.

La configurazione dell’organismo personale di un’impresa si qualifica in due aspetti:

 Le caratteristiche delle singole persone, ossia le variabili individuali

 Le caratteristiche dei gruppi e degli aggregati di persone, ossia le variabili sociali

L’unità elementare dell’organismo personale è rappresentata dalla persona cje presta lavoro

nell’azienda. Le rilevati per l’analisi economico-aziendale

variabili individuali sono:

 Le competenze professionali, le competenze e le capacità tecnico-specialistiche e le

conoscenze e le capacità di gestione delle relazioni interpersonali

 che sono analizzati in termini di convinzioni e credenze in merito all’attività

I valori,

economica e alle sue modalità di svolgimento

 I bisogni, sono definiti come percezioni di carenze di date condizioni. Per lo studio

dell’economia aziendale sono rilevanti i bisogni che possono essere soddisfatti dalla

partecipazione all’azienda

Le persone non si comportano come singoli individui ma come membri di gruppi sociali, per questo

ossia dell’intensità e della qualità della relazioni interpersonali.

si parla di variabili sociali, Le variabili

sociali più importanti per quanto riguarda la vita economica dell’impresa sono:

 La coerenza tra gruppi sociali e gruppi formali

 La cultura aziendale e la cultura amministrativa. La cultura è definibile come l’insieme

delle idee, di valori, di certezze e di convinzioni condivise da un insieme di persone. La

che è l’insieme delle idee

cultura riferibile ad una azienda crea la cultura aziendale

fondamentali che un insieme di persone ha sviluppato imparando a governare la

dinamica d’azienda. La cultura organizzativa rappresenta invece le idee che hanno pero

oggetto gli aspetti critici del sistema organizzativo:

o Il rapporto persona-azienda

o La struttura organizzativa

o La dinamica aziendale

Le scelte di formazione e di sviluppo del patrimonio (Capitolo 14)

Il patrimonio di un’azienda è l’insieme delle condizioni di produzione e di consumo di pertinenza della

stessa in un dato momento, le condizioni patrimoniali che sono:

a) Sia positive sia negative

b) Materiali, immateriali e monetarie

c) Esogene ed endogene

Il patrimonio nel suo insieme e nei suoi singoli elementi è il complesso risultato di processi di

acquisizione, trasformazione e ricombinazione di elementi di varia natura. È essenziale riconoscere

il fatto che gli elementi del patrimonio non sono semplici fattori acquistati nei mercati, ma sono

elementi complessi prodotti in tempi lunghi accumulando tentativi ed esperienze.

Il concetto di patrimonio richiama il concetto di capitale di funzionamento che è il sistema di valori

e negativi che esprimono i valori delle condizioni patrimoniali di un’azienda. È una

positivi

rappresentazione di grande rilevanza ma parziale per due ragioni ì:

1) I prestatori di lavoro non sono elementi del patrimonio

all’interno dell’azienda non posso

2) Molte condizioni patrimoniali immateriali prodotte

essere facilmente tradotte in valori del capitale di funzionamento

Le condizioni patrimoniali sono:

 Condizioni materiali, gli elementi del patrimonio che hanno una manifestazione fisica

quali i terreni, i fabbricati, gli impianti, i macchinari ecc.

 Condizioni immateriali, elementi patrimoniali che non operano sotto forma fisica, ma

possono avere rilevanza strategica pari o superiore alle condizioni materiali e si

distinguono in:

o Conoscenze e capacità di fare (know how) che si applica a tutte le funzioni

aziendali

o La rete di relazioni esterne, relazioni di fiducia e di cooperazione con le varie

categorie di portatori di interessi

La reputazione e l’immagine

o che possono essere viste come elemento della rete

di relazioni esterne

o La coesione interna

 Condizioni monetarie, cioè tutte le condizioni patrimoniali che si presentano sotto forma

di cassa, debiti, crediti, capitale

 d’ambiente

Condizioni leva strategica dell’impresa,

Le condizioni patrimoniali come ossia come insieme di condizioni per

competere e crescere, possono essere:

 Specifiche dell’azienda oppure generiche e disponibili sui mercati di fattori produttivi

 sulla configurazione dei sistemi di prodotto offerti dall’impresa

Ad alto o basso impatto

 Mono o pluridisciplinari ossia conoscenze e capacità di fare basati su una sola disciplina

scientifica o tecnologica oppure nella quale si fondo più saperi

 Frutto di apprendimenti individuali o collettivi

 Esplicite o implicite, ossia conoscenze e capacità più o meno codificate in linguaggi

comprensibili per pubblici generici

 Più o meno replicabili o imitabili, dove per replicabili si intende la facilità di trasferire e

applicare certe competenze ad altre attività, mentre l’imitabilità è la facilità di

appropriazione e di applicazione di una certa competenza da parte di un’altra impresa

Si definiscono condizioni patrimoniali distintive le condizioni che presentano carattere di specificità,

di alto impatto sulla configurazione dei prodotti e bassa imitabilità.

La configurazione del patrimonio di ciascuna impresa è il frutto di numerose scelte di varia natura.

Alcune di queste scelte sono:

a) Scelte di integrazione verticale e di estensione orizzontale. Quando sono scelte di

maggior estensione comportano che alcune condizioni patrimoniali già disponibili trovano

nuove occasioni di impiego comportano l’aggiunta o la

b) Le scelte di dimensionamento delle capacità produttive

sostituzione di stabilimenti, magazzini, laboratori, punti vendita

c) Le decisioni di acquisizione di altre imprese o di fusione con altre imprese.

d) Le scelte relative alla formazione di aggregati interaziendali. Le aziende che fanno parte

di aggregati interaziendali godono in qualche misura dei patrimoni di tutte le entità che

compongono l’aggregato che posso aprire l’accesso a patrimoni ambientali

e) Le scelte di localizzazione che influenza l’immagine

f) Le scelte di struttura del capitale proprio e del capitale di terzi

dell’azienda, la sua capacità di investire nello sviluppo interno e nell’acquisizione di

competenze, il grado di rischio affrontabile in tali processi

Le scelte di gestione dell’organismo

g) personale e di progettazione degli assetti

organizzativi sono scelte che influenzano con gran forza la formazione del patrimonio di

condizioni immateriali

Parte terza: la rilevazione

Il modello del bilancio di esercizio (Capitolo 6)

d’esercizio nel suo contenuto concettuale è un sistema di valori che ha una finalità

Il bilancio

principale, che è quella del calcolo del reddito d’esercizio.

Il modello generale del bilancio fornisce risposte a due esigenze conoscitive fondamentali e

dell’impresa e dell’impresa.

congiunte, relative al reddito al capitale (o patrimonio)

Il bilancio d’esercizio si compone, quindi, di due sezioni complementari:

reddito d’esercizio

1) La sezione del

2) La sezione del capitale di funzionamento

Ciascuna delle sezioni è un insieme di valori e sono rappresentate mediante due tavole

rispettivamente la tavola del reddito d’esercizio (o conto economico) e tavola del capitale di

funzionamento (o stato patrimoniale). nella produzione e dell’altro i

La tavola del reddito ci presenta da un lato i valori degli input inseriti

valori degli output ottenuti dalla produzione; per la differenza si ottiene il risultato reddituale, ossia

l’utile o la perdita d’esercizio. attività dell’impresa,

La tavola del capitale di funzionamento da un lato rappresenta i valori delle

ossia dei suoi beni e diritti, e dall’altro, i valori delle passività, ossia le sue obbligazioni.

Partendo dal presupposto che le imprese hanno vita duratura senza limiti temporali predeterminati,

governo corretto dell’impresa richiede continui supporti di informazioni e la

il misurazione periodica

delle performance ad intervalli temporali non troppo lunghi. Con riguardo al bilancio, tutte le imprese

lo stilano almeno una volta all’anno. In questo modo vita continuativa dell’impresa viene

la

“spezzata”, a fini conoscitivi, l’esercizio generale, ossia l’insieme di tutte

in termini tecnici si dice che

le operazioni messe in atto dall’impresa lungo tutta la sua vita, viene scomposto in esercizi parziali.

Di regola il reddito rappresentato in un bilancio è il reddito d’esercizio di un certo anno. L’arco

temporale scelto per delimitare l’esercizio parziale si chiama periodo amministrativo, che

generalmente è pari ad un anno (che può coincidere o meno con l’anno solare).

La continuità dei processi economici d’impresa fa sorgere numerosi valori (condizioni produttive

che sono comuni a due o più esercizi annuali e che devono essere “spezzati” quando si

pluriennali)

redigono le tavole del bilancio d’esercizio. Le condizioni produttive pluriennali sono, ad esempio, gli

impianti che un’impresa acquista in un certo periodo amministrativo e che produrranno la loro utilità

per un certo numero di esercizi annuali successivi.

I problemi di attribuzione di valori in diversi esercizi si risolvono applicando il principio di competenza

che è un semplice principio di coerenza logica. Richiede che nella tavola del reddito di un certo

esercizio siano rappresentati:

I valori di tutti e soltanto gli output prodotti nell’esercizio

a)

b) Tutti e soltanto i valori degli input utilizzati e assorbiti per produrre tali risultati

Tali valori sono i valori di competenza dell’esercizio.

La tavola del reddito non è la tavole dei costi e dei ricavi d’esercizio, è la tavola dei componenti

positivi e negativi di reddito. Infatti alcuni componenti positivi sono ricavi, ma non tutti e alcuni

componenti negativi sono costi, ma non tutti.

reddito d’esercizio è l’insieme di tutti i valori della tavola del reddito,

Il mente il risultato reddituale è

quel valore che si denomina, a seconda del segno, utile o perdita d’esercizio. Il risultato reddituale

è la remunerazione di una condizione di produzione (capitale di rischio), non ha però natura di costo

perché non è misurato da un prezzo, e ha la peculiarità di poter assumere sia una valore positivo

sia un valore negativo. è l’insieme dei valori delle attività, della passività e del capitale netto

Il capitale di funzionamento

determinato al termini di ciascun periodo corrispondente all’esercizio e cos truito in ipotesi di

continuità del funzionamento dell’impresa.

bilancio d’esercizio è un sistema unitario di valori. Il reddito d’esercizio e il capitale di

Il

funzionamento sono due sottoinsiemi di valori tra loro complementari e strettamente correlati.

Il reddito d’esercizio

Il conto economico è uno schema costruito per mettere a confronto il valore degli input assorbiti

dall’attività economica e il valore degli output ottenuti dalla stessa attività economica.

di un’impresa manifatturiera

I tipici input e i connessi componenti negativi di reddito sono:

 costi d’acquisto

Le materie prime e i servizi, che originano

 Gli immobili, gli impianti, le macchine, le attrezzature di proprietà dell’impresa cui

corrispondono le quote di ammortamento delle immobilizzazioni tecniche

 Le immobilizzazioni di proprietà di terzi, che originano canoni di locazione

 Il lavoro fornito dai prestatori di lavoro, che originano costi quali salari e stipendi,

contributi, quote di TFR

 I beni pubblici messi a disposizione dallo Stato, che originano tributi vari e imposte sul

reddito d’esercizio

 I mezzi monetari portati a titolo di capitale di prestito, che originano gli interessi passivi

 premi d’assicurazione

La copertura dei rischi particolari, che comporta il sorgere di

 ossia i risultati intermedi della gestione caratteristica dell’esercizio

Le esistenze iniziali,

e che diventano input dell’esercizio

n-1 n

 l’utile

Il capitale di rischio, rimunerato con o la perdita di esercizio

di un’impresa

I tipici output manifatturiera (che svolga anche una significativa gestione patrimoniale)

sono:  I prodotti finiti e venduti, che danno origine ai ricavi di vendita

 Le produzioni in corso a fine esercizio, ossia le rimanenze finali di esercizio

 Gli interessi attivi della gestione patrimoniale

 I dividendi e le plusvalenze della gestione patrimoniale

 I fitti attivi della gestione patrimoniale attuata acquistando e locando immobili

 I dividendi e le plusvalenze delle partecipazioni

I componenti negativi di reddito sono i risultati della gestione caratteristica dell’esercizio

Le esistenze (o rimanenze) iniziali n-1

reimmessi nell’esercizio Nel caso di un’impresa manifatturiera si tratta di:

n.

a) Materie prime che al termine del periodo n-1 non sono ancora entrate nel processo di

trasformazione fisica

b) I semilavorati, ossia i prodotti in corso di trasformazione alle fine del periodo n-1 e che

diventeranno prodotti finiti e saranno venduti nel esercizio n

c) I prodotti finiti, ossia i prodotti che hanno concluso il ciclo tecnico ma che al termine

dell’esercizio n-1 non sono ancora stati venduti

costo di acquisto dei beni privati “ad uso immediato”,

Il si tratta di beni che entrano nelle combinazioni

economiche e che esauriscono la loro utilità al loro primo utilizzo o che comunque esauriscono la

loro utilità nell’arco di un esercizio annuale. Per i beni privati non pluriennali si inserisci nelle tavola

del reddito il costo complessivo (q.tà*prezzo unitario) sostenuto nel corso dell’esercizio, ossia

l’ammontare degli acquisti

Le quote di ammortamento del costo dei beni privati pluriennali di proprietà. Sono beni che cedono

progressivamente la loro utilità partecipando alla produzione di grandi volumi di prodotti. Ai fini della

redazione del bilancio, bisogna ricorrere al processo di ammortamento che consiste essenzialmente

nel ripartire il costo di tali beni sui vari esercizi alla svolgimento dei quali hanno partecipato. Nel

linguaggio tecnico i fattori produttivi pluriennali sono denominati immobilizzazioni materiali o

immateriali.

I canoni di locazione dei beni privati pluriennali di proprietà di terzi. Il caso ricorrente è quello di

immobili di proprietà di terzi la cui disponibilità comporta componenti negativi di reddito denominati

canoni di locazione o fitti passivi. Generalmente i canoni di locazione danno luogo ai cosiddetti

risconti attivi. In generale, quando un componente negativo di reddito è direttamente commisurato

al tempo, quando i pagamenti sono effettuati anticipatamente e quando il periodo di riferimento non

coincide con il periodo dell’esercizio si formano i risconti attivi.

La rimunerazione del lavoro è formata dagli stipendi liquidati periodicamente, dagli oneri

previdenziali e assistenziali e dal TFR. Per quanto riguarda quest’ultimo, matura progressivamente

ma vieni liquidato solo al termine del rapporto di lavoro; pertanto a ciascun esercizio, in base al

principio di competenza, si deve attribuire la quota di indennità di fine rapporto maturata durante il

corrispondente periodo amministrativo.

I premi assicurativi per la copertura dei rischi particolari derivano principalmente dal fatto che le

imprese si garantiscano per determinati rischi attraverso i premi assicurativi. Analogamente ai fitti

passivi, hanno una correlazione diretta per quanto riguarda con il tempo e sono paganti

anticipatamente, di conseguenza possono far sorgere risconti attivi.

Per tributi a fronte di beni pubblici si pagano varie forme di tributi che sono più o meno direttamente

correlati all’intensità di fruizione degli stessi da parte della singola impresa.

Gli interessi passivi per la disponibilità di capitale proprio sono di regola pagati in via posticipata e

così può accadere che un certo importo di interessi sia pagato durante il periodo dell’esercizio n+1

di competenza dell’esercizio

pur essendo n, in questo caso verrà rilevato un rateo passivo.

è rappresentata dall’utile o dalla perdita d’esercizio.

La rimunerazione del capitale di rischio

I componenti negativi non di competenza dell’esercizio sorgono in rettifica ad errori nei bilanci

precedenti e che nascono dal fatto che le valutazione di alcune grandezze sono frutto di stime o

congetture.

Le componenti positive di reddito

I risultati della gestione caratteristica: ricavi di vendita, rimanenze finali, utile e perdita da

partecipazioni. Con riferimento alle imprese manifatturiere i risultati della gestione caratteristica sono

essenzialmente due:

a) I prodotti venduti, cui corrispondono i ricavi di vendita

b) Le rimanenze finali di esercizio nelle varie forme i materie prime, semilavorati e prodotti

finiti

I risultati della gestione patrimoniale: interessi attivi e fitti attivi. In alcune impresa la gestione

patrimoniale svolge un ruolo quasi trascurabile, mentre in altre gioca un ruolo importante, per un

certo periodo di tempo, nella determinazione del risultato reddituale complessivo. I tre casi principali

legati alla gestione patrimoniale sono:

a) I depositi bancari in forma di c/c, nei periodi in cui i conti correnti presentano un saldo

favorevole alle impresa, maturano interessi attivi che per l’impresa rappresentano una

componente positivi di reddito

b) Concessioni di capitale di prestito mediante la sottoscrizione di prestiti obbligazionari

emessi dallo Stato o da altri soggetti, che producono interessi attivi

c) Il conferimento di capitale di rischio ad altre imprese mediante la sottoscrizione e

l’acquisto di azioni, da cui derivano i diritti ai dividenti e agli eventuali guadagni in conto

capitale

In questi casi può sorgere un rateo attivo, che si ha in corrispondenza di un ricavo incassato durante

l’esercizio ma relativo all’esercizio

n+1 n.

In casi particolari la gestione patrimoniale può realizzarsi anche cedendo in locazione a terzi immobili

acquistati a tale fine o comunque eccedenti le esigenze delle gestione caratteristica. In questo caso

si avrebbero dei fitti attivi che sono direttamente correlati al tempo e sono di regola pagati in via

anticipata, quindi possono sorgere dei risconti passivi, corrispondenti alle quote di fitti riscossi

nell’esercizio ma in parte relativi all’esercizio

n n+1.

componenti positivi non di competenza dell’esercizio,

I hanno la stessa natura dei componenti

negativi non di competenza, un caso molto ricorrente è rappresentato dalla cessione di

un’immobilizzazione ad un prezzo superiore al “valore residuo da ammortizzare” per cui si “scopre”

precedenti erano “sbagliati”. Quindi viene inserito in bilancio un

che gli ammortamenti degli esercizi

conto per correggere quest’errore.

Il capitale di funzionamento

La tavola del capitale di funzionamento è uno schema costruito per ordinare:

Da un lato l’insieme delle condizioni di produzione di proprietà di un’impresa, cioè le

a) attività e i relativi valori

Dall’altro lato l’insieme delle obbligazione e degli impegni nei confronti dei vari soggetti

b) che hanno fornito contributi e i relativi valori ì, cioè le passività.

Gli obblighi nei confronti dei conferenti di capitale di rischio sono denominati netto o capitale proprio,

gli altri obblighi sono chiamati passività o capitale di terzi.

Il valore totale delle attività è sempre necessariamente pari al valore totale delle passività e del

capitale proprio.

Le tipiche attività sono:

 Disponibilità monetarie in cassa o sotto forma di c/c attivo

 Crediti verso clienti

 Rimanenze finali

 Immobilizzazioni materiali

 Immobilizzazione immateriali

 Crediti di prestito

 Quote di capitale di rischio di altre imprese

 Partecipazioni, ossia quote di capitale di rischio detenute ai fini di controllo di un’altra

impresa

Le tipiche passività sono:

 Debiti verso fornitori

 Debiti di finanziamento

 Obblighi nei confronti dei prestatori di lavoro per retribuzioni differite, ossia debiti per TFR

 Debiti nei confronti dello Stato per tributi da liquidare

Le tipiche componenti del capitale proprio sono:

 Il capitale sociale, rappresentato dai conferimenti dei soci al momento della costituzione

della società o in successive occasioni di aumento del capitale

 Le riserve, ossia gli utili maturati ma non distribuiti ai soci

Le attività

Le condizioni produttive attive di pertinenza dell’impresa sono distinte in due grandi classi:

a) Le attività dedicate alla gestione caratteristica

b) Le attività dedicate alle gestione patrimoniale

Le attività dedicate alle gestione caratteristica sono di natura molto varia, ne fanno parte le

immobilizzazioni materiali e immateriali, le rimanenze finali ma anche i crediti v/clienti e le

partecipazioni.

I crediti v/clienti nascono dallo scambio monetario con regolamento differito, sono diritti vantati

dall’impresa nei confronti dei clienti. Nel capitale di funzionamento si inserisce il valore nominale dei

ossia l’importo risultante dai documenti di vendita. È importante sottolineare che vanno a

crediti,

decurtare l’importo dei crediti, quei crediti che risultano inesigibili.

Le immobilizzazioni materiali sono i terreni, i fabbricati, gli impianti, le macchine, le attrezzature la

cui vita economica utile dura per tempi relativamente lunghi così che essi partecipano a più esercizi

annuali. sono generalmente i brevetti e i marchi che l’azienda acquista

Le immobilizzazioni immateriali

programmando di fruirne per un certo numero di anni.

Per tutte le immobilizzazioni vale la regola del processo di ammortamento, ossia della ripartizione

dei relativi oneri complessivi tra tutti gli esercizi al cui svolgimento contribuiscono. Nella tavola del

capitale di funzionamento appaiono i valori netti delle immobilizzazioni, ossia il valore di acquisto

(costo storico) diminuito degli importi delle quote di ammortamento cumulate sino a quel momento.

I valori netti non sono i valori di mercato dei beni.

sono, per quanto riguarda l’impresa manifatturiera, le materie prime,

Le rimanenze finali di esercizio

i semilavorati e i prodotti finiti esistenti al termine dell’esercizio. Sono produzioni che non hanno

terminato il oro ciclo economico. Il valore delle rimanenze finali deve essere determinato come

somma dei costi sostenuti più o meno il risultato reddituale positivo o negativo che stavano andando

a formare. sono quote di capitale di rischio detenute in altre imprese con l’obbiettivo di

Le partecipazioni

esercitare qualche forma di controllo sul governo delle stesse. Alcuni ragioni sottostanti

all’investimento di capitale in partecipazioni sono:

 Aiutare la nascita e lo sviluppo di imprese che commercializzano i prodotti dell’impresa

 Partecipare al finanziamento di progetti in ricerca e sviluppo

 Costituire joint venture per l’apertura di nuovi stabilimenti

Il valore delle partecipazioni dovrebbe essere costantemente aggiornato in base alle prospettive di

sviluppo e di redditività, ma nella pratica si impongono procedure di valutazione che cercano di

mediare tra l’esigenza di inserimento in bilancio di un valore realistico e l’esigenza di comunicazione

trasparente e affidabile.

I risconti attivi della gestione caratteristica che per rispettare il principio di competenza richiedono di

scindere il costo complessivo nelle quote di pertinenza di ciascun esercizio.

Le attività dedicate alla gestione patrimoniale sono le risorse non assorbite dalla gestione

caratteristica che l’impresa decide di utilizzare per realizzare risultati reddituali addizionali.

sono le liquidità immediate di cui l’azienda dispone.

La cassa e i c/c attivi

Se alla fine dell’esercizio il saldo del c/c risulta negativo per l’impresa, il relativo importo rappresenta

un debito nei confronti della banca e appare nelle passività.

Le obbligazioni e le azioni (non della specie partecipazioni) sono investimenti in capitale di prestito

e di rischio, non detenute con obbiettivi di controllo su altre imprese.

I ratei attivi della gestione patrimoniale sorgono in quanto la gestione patrimoniale produce interessi

attivi che vengono incassati in via posticipata.

Le passività

Tutti gli elementi che compongono questa sezione sono impegni, ossia obbligazioni, nei confronti di

varie categorie di soggetti.

I debiti v/fornitori, o debiti commerciali, appartengono alle categoria dei debiti di regolamento. Hanno

la stessa origine e natura dei crediti v/clienti ma a “parti invertite”. La gestione finanziaria da

generalmente luogo ai debiti sotto forma di c/c passivi e mutui bancari passivi.

I ratei passivi della gestione finanziaria nascono i corrispondenza degli interessi passivi maturati ma

non ancora liquidati. nascono dall’obbligo nei confronti di ciascun prestatore di

Gli impegni verso i prestatori di lavoro

nel tempo. In ogni momento l’impresa ha un obbligo complessivo

lavoro matura progressivamente

nei confronti dei prestatori di lavoro pari all’importo totale che dovrebbero liquidare in quel momento

se tutti i prestatori di lavoro interrompessero il rapporto con l’impresa. Si parla del TFR o trattamento

di fine rapporto lavoro, che viene inserito nel tavola del capitale di finanziamento aumentato della

quota maturata dai dipendenti durante l’anno e eventualmente diminuito nel caso in cui qualche

con l’impresa.

dipendente avesse interrotto il rapporto

Gli impegni nei confronti dei conferenti di capitale di rischio sono composti da:

 ossia l’importo conferito dai soci

Il capitale sociale,

 Le riserve di utili di esercizi precedenti non distribuiti

 L’utile (o la perdita) dell’esercizio n nella sua interezza poiché le decisioni in merito alla

destinazione dell’utile vengo fatte in tempi successivi alla redazione del bilancio.

La redazione del bilancio d’esercizio è un processo che comporta la registrazione di grandissime

quantità di valori e che si svolge progressivamente lungo l’intero periodo amministrativo. Nella realtà

tutte le imprese, anche quelle di piccole dimensioni, tengono nota giorno per giorno degli

accadimenti rilevanti dal punto di vista economico. Buona parte dei dati rilevati (anche se non tutti)

saranno utili per la redazione del bilancio di esercizio anche se per la redazione del bilancio, occorre

determinare valori che non sono derivabili dalle operazioni giornaliere e che devono essere

configurati secondo logiche e tecniche particolari.

Una particolare categoria di accadimenti è costituita dal sistema delle operazioni, o combinazioni

economiche, formato dalle attività di produzione economica svolte dalle persone che compongono

l’organismo personale dell’azienda. Il sistema delle operazioni nella sua espressione quantitativa dà

luogo al sistema delle quantità economiche che sono grandezze certe. In altre parole le quantità

economiche sono il risultato della determinazione quantitativa di combinazioni economiche e si

identificano in dati incontrovertibili, espressione di fenomeni; ad esempio i prezzi-costo, i prezzi-

ricavo, i saggi di interesse, le retribuzioni, i crediti e i debiti ecc. Le quantità economiche non vanno

confuse con i dati congetturati di azienda, per la cui costruzione si ricorre ad ipotesi-finzione che

sono espressione di una necessità di calcolo.

L’utilizzazione delle quantità economiche e i calcoli che spesso essa comporta danno origine sia a

stime di quantità economiche sia a congetture fondate su quantità economiche.

Le stime sono approssimazione ad un vero, ad un fenomeno che non si conosce ancora in modo

definito; le quantità stimate sono pertanto determinazioni approssimate di quantità economiche. Per

la stima ci si avvale di ipotesi che attengono al grado di probabilità della differenza tra il dato stimato

e il dato effettivo.

Il dato economico congetturato non si identifica ad un fatto reale, è un immaginato frutto di un calcolo

fondato su una ipotesi-finzione coerente con le esigenze di investigazione o di operare economico.

Sono esempi emblematici di dati congetturati, le quote di ammortamento di un costo pluriennale

attribuite per competenza ai vari esercizi annuali.

Le quantità economiche d’azienda e le connesse quantità stimate e congetturate sono il fondamento

di tutte le misurazioni, i calcoli, le predizioni e le previsioni che si compiono in azienda.

Il sistema di valori di azienda prenda la moneta come espressione del valore e trova essenzialmente

che l’impresa intrattiene con i terzi. Attraverso

la sua origine nelle interrelate operazioni di scambio dell’impresa.

i valori dello scambio si può studiare e investigare il divenire economico

Il divenire economico dell’impresa si manifesta sia con valori riferiti ad un istante (quantità-fondo)

sia con valori riferiti ad un lasso di tempo (quantità-flusso). Dalla combinazioni economiche

scaturiscono le quantità-flusso, mentre quando si vogliono determinare le condizioni produttive a

disposizione dell’impresa si determinano le quantità-fondo. La tavola del reddito di esercizio si

compone di quantità-flusso; la tavola del capitale di funzionamento si compone di quantità fondo. Va

comunque sottolineato che le quantità-flusso e le quantità-fondo sono due aspetti dello stesso

fenomeno, ossia il divenire economico dell’impresa.

Tutti i valori che esprimono strumenti di regolamento degli scambi si denominano valori numerari,

generalmente dei mezzi monetari liquidi disponibili, dei crediti e dei debiti; sono valori non numerari

tutti gli altri valori. Tutte e soltanto le variazioni di valori numerari si denominano variazioni numerarie.

Si consideri l’operazione di acquisto di materie prime, regolata con il pagamento del prezzo a trenta

giorni data fattura. Da questa operazione si può notare che nascono due valori di segno opposto:

a) Una variazioni di debito, una variazione numeraria di una condizione produttiva

negativa

b) Una variazione non numeraria che ha un doppio significato, il primo è una variazione

positiva delle condizioni di produzione (aumento delle materie prime); il secondo

quello del costo, ossia di una componente negativa di reddito.

sorto con l’acquisto delle materie prime, si

Nel caso del pagamento del debito di regolamento

producono due variazioni numerarie, una diminuzione di cassa (variazione negativa) e una

Vi sono anche casi in cui dall’operazione

diminuzione dei debiti v/fornitori (variazione positiva).

numeraria e una non numeraria di cui quest’ultima ha solo significato di

sorgeranno una variazione

variazione di una condizione di produzione e non significato di componente di reddito (che si

manifesterà in un periodo successivo, come ad esempio il sorgere di interessi nel caso in cui si

accenda un mutuo).

Quanto al tempo in cui determinare i valori, si adotta il momento in cui si manifesta la variazione

numeraria per: L’esigenza di ottenere valori con un certo grado di certezza

a)

b) La possibilità di effettuare un riscontro in tempi brevi

La scelta di questo momento consente anche di inserire simultaneamente i due valori con segno

contrario in tavole di raccolta dati chiamati conti. Essi accolgono i calori con segno + a sinistra e

quelli con segno a destra. FINO A QUA PER PRIMO PARZIALE

SECONDO PARZIALE

L’analisi dell’economicità e il capitale economico (Capitolo 7)

Le analisi di reddittività, solidità e liquidità

Le due sintesi di bilancio (sintesi del reddito e sintesi del capitale di funzionamento) formano il

sistema di bilancio o bilancio d’esercizio. I valori di bilancio contengono indicazioni

cosiddetto

preziose anche per valutare le condizioni di economicità futura. Ad ottenere queste indicazioni

rispondo due tecniche di analisi:

a) La riclassificazione delle sintesi di bilancio

b) La costruzione di indici, o quozienti, che hanno la capacità di sintetizzare i fenomeni

complessi

La riclassificazione delle sintesi di bilancio consiste nel riesporre i valori in esse contenuti in modo

precedenza con l’obiettivo di ottenere ulteriori

diverso da quelli che abbiamo utilizzato in

informazioni rispetto a quelle offerte dagli schemi originari.

Il conto economico è la sintesi dalla quale non solo si ottiene la misura del reddito prodotto nel

per l’accertamento della capacità di reddito

periodo, ma si ricavano anche informazioni

tendenziale, per valutare cioè se il risultato reddituale del periodo è tale da consentire un giudizio

positivo sull’economicità dell’azienda in funzionamento.

Occorre quindi disporre di una struttura del conto economico che permetta di esprimere un giudizio

meno storico e più tendenziale sull’equilibrio tra componenti positive e negative di reddito. Le

diverse gestioni costituiscono infatti le fonti primarie della quali scaturiscono i flussi reddituali dalla

analisi è possibile formulare un giudizio sulla potenzialità di reddito dell’impresa.

cui

Una struttura di conto economico che consente di conseguire questa finalità è la struttura a ricavi e

costo del venduto, che mette in luce i risultati parziali relativi alle singole gestioni o ai

raggruppamenti di gestioni. Da questa struttura si posso cogliere i seguenti risultati:

prodotto quindi dall’insieme delle

1. Il risultato operativo della gestione caratteristica,

operazioni di gestione che identificano la funzione economico-tecnica in senso stretto

dell’azienda

2. Il risultato operativo che assomma il risultato operativo della gestione caratteristica ai

proventi netti derivanti dalla gestione patrimoniale

3. Il risultato lordo di competenza che tiene conto del risultato operativo e degli oneri finanziari

4. Il reddito prima della imposte che considera, oltre al risultato lordo di competenza, le

sopravvenienze e le insussistenze attive e passive

5. Il reddito netto risultante dalle operazioni di tutte le gestioni e quindi anche della gestione

dei tributi

Se il reddito netto proviene fondamentale dal reddito operativo della gestione caratteristica si ha

ragione di ritenere che l’equilibrio conseguito poggi su basi solide tanto da considerare il reddito

prodotto un valore che almeno nel breve periodo possa permanere.

Lo stato patrimoniale finale è la fonte primaria delle informazioni per l’analisi finanziaria, per

accertare la solvibilità a breve e a lungo termine dell’impresa.

Il criterio della riclassificazione che viene allora adottato è quello finanziario, secondo il quale si

cerca di capire come gli investimenti rappresentati dalle voci dell’attivo sono stati finanziati dalle

varie forme di finanziamento rappresentate dalle voci del passivo e del netto.

Per classificare gli elementi dell’attivo si adotta il criterio della liquidità (crescente o decrescente),

cioè della loro attitudine a trasformarsi, in tempi più o meno brevi, in mezzi monetari senza

passivo e del netto si adotta l’equivalente

danneggiare la gestione operativa. Per gli elementi del

criterio della scadenza (esigibilità, crescente o decrescente), cioè del termine entro il quale occorre

far fronte agli impegni.

Gli elementi dell’attivo si classificano in attivo corrente (scadenza inferiore all’anno) e attivo

immobilizzato (scadenza superiore all’anno) e gli elementi del passivo in passivo corrente e in

passivo consolidato o a medio/lungo termine.

L’attivo corrente si classifica in:

a) Liquidità immediate, rappresentate dai fondi liquidi disponibili in azienda o presso banche

b) Liquidità differite, vale a dire i crediti di regolamento che si realizzano entro il periodo di un

anno

c) Disponibilità, rappresentate dalla varie classi di rimanenze

L’attivo fisso si suddivide in: che comprendo tra gli altri i crediti esigibili oltre l’anno

a) Immobilizzazioni finanziarie,

b) Immobilizzazioni materiali nette, espresse al valore contabile residuo, ossia al netto del

fondo ammortamento

c) Immobilizzazioni immateriali nette, che comprendo, sempre al netto degli ammortamenti, i

costi per brevetti, marchi ecc.

Il passivo e netto comprende:

rappresentato dai debiti di regolamento, con scadenza inferiore all’anno

a) Passivo corrente,

b) Passivo consolidato, o passivo a medio/lungo termine

c) Capitale netto o capitale proprio

La differenza tra attivo corrente e passivo corrente evidenzia il capitale circolante netto che è un

indicatore di equilibrio monetario in quanto mette in correlazione investimenti e fonti che esercitano

un influsso sulla dinamica monetaria dell’anno successivo.

Da uno stato patrimoniale riclassificato possono trarsi tre fondamentali tipi di giudizio sull’equilibrio

patrimoniale:

Il primo riguarda la composizione e la struttura degli impeghi. L’impresa che presenta un

1. attivo particolarmente ricco di immobilizzazioni tecniche è più vulnerabile in un ambiente

competitivo molto mutevole rispetto ad un’azienda che ricorre alla fornitura esterna della

maggior parte dei suoi componenti.

2. Il secondo tipo di giudizio attiene alla composizione e alla struttura delle fonti di

finanziamento e consente di apprezzare il rischio finanziario che è determinato non soltanto

dal peso dei debiti rispetto ai mezzi propri ma anche dalla tipologia di debiti utilizzati.

Il terzo giudizio riguarda l’equilibrio strutturale, l’equilibrio

3. tra natura e variabilità delle fonti e

la natura e variabilità degli investimenti. Il capitale circolante netto offre la possibilità di

misurare questo equilibrio che esercita un influsso sulla gestione monetaria futura.

I quozienti di bilancio rappresentano il necessario completamento alla riclassificazione del bilancio,

in quanto hanno la capacità di sintetizzare e quantificare i fenomeni d’azienda complessi.

Due sono i fondamentali problemi da risolvere in via preliminare affinché l’impiego dei quozienti

possa consentire un’introspezione dei fenomeni d’azienda. Il primo riguarda la scelta di

quell’insieme di quozienti che riesca a coprire le possibili aree di indagine. In particolare si

intendono studiare tre fenomeni:

 rapporto tra una configurazione del reddito e un’altra grandezza

La redditività, intesa come

a questa correlata

 come espressione della solvibilità a lungo dell’impresa

La solidità patrimoniale,

 La liquidità, come indicatore della solvibilità a breve, cioè della capacità di far fronte ai

pagamenti

Il secondo problema attiene alla scelta dei termini di riferimento interni o esterni, per favorire il

procedimento di analisi reddituale e finanziaria, per far scaturire da questo confronto, ipotesi,

osservazioni, valutazioni e giudizi.

La redditività è un concetto relativo in quanto si ottiene rapportando una configurazione di reddito

ad un’altra grandezza a questa correlata. Si possono effettuare confronti tra imprese diverse e

confronti storici nell’ambito della stessa azienda di produzione.

L’indice (o quoziente) che esprime in massima sintesi i risultati dell’impresa è la redditività del

capitale proprio (ROE, Return on Equity):


PAGINE

62

PESO

926.72 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e legislazione d'impresa (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesco.galafassi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Clerici Elisabetta.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Economia aziendale

Appunti completi di Economia aziendale
Appunto
Riassunto esame Scienze delle Finanze, prof. Ambrosanio, libro consigliato "Elementi di Scienza delle finanze" di Artoni
Appunto
Riassunto esame Revisione aziendale e controllo dei conti, prof. Bauer, libro consigliato "La revisione legale" di R. Bauer
Appunto
Analisi di bilancio - Metodologie II
Appunto