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Coordinazioni parziali (gestione dell’azienda)

• Le coordinazioni parziali (dette anche funzioni) costituiscono l’insieme dei processi caratterizzati da

una funzione (operazioni aziendali specifiche, ad esempio: ideare e sviluppare un nuovo prodotto,

fabbricare i prodotti, acquisire i mezzi finanziari, gestire i prestatori di lavoro) e da un insieme di

competenze specialistiche e metodologie specifiche applicate al loro svolgimento. Possono essere

viste come “una piccola azienda all’interno dell’azienda stessa” (divisione con costi, ricavi e reddito

parziale).

• Per tutte le imprese le funzioni sono riconducibili alle seguenti classi di operazioni:

Configurazione dell’assetto istituzionale → determinano la nascita, la configurazione di

 base, le trasformazioni e la cessazione di un istituto.

Gestione:

 Caratteristica → insieme delle operazioni di gestione che identificano la funzione

- «economico-tecnica» tipica di ciascuna azienda (ad esempio: acquisto materie

prime, impianti, macchinari, vendita prodotti finiti, negoziazione di beni,

negoziazioni di credito). (COSTI e RICAVI)

Finanziaria → reperimento delle fonti di finanziamento di capitale proprio e di

- credito atte a soddisfare il fabbisogno finanziario. (COSTI)

Patrimoniale → attività di investimento delle risorse monetarie in eccesso per

- trarre redditi addizionali a quelli prodotti dalla gestione caratteristica. (RICAVI)

Tributaria → accertamento, liquidazione e versamento dei contributi: (COSTI)

- Ires → 27,5 % del reddito imponibile (reddito netto + variazioni in

o aumento per costi non deducibili fiscalmente – variazione in diminuzione

per proventi non tassabili).

Irap → 3,9 % del reddito imponibile (ricavi – costi esclusi costo lavoro e

o oneri finanziari).

Assicurativa → copertura attraverso polizze assicurative dei rischi che gravano

- sull’impresa e sul patrimonio. (COSTI)

Organizzazione → progettazione dell’assetto organizzativo dell’impresa e gestione dei

 prestatori di lavoro.

Rilevazione → predisposizione di dati e informazioni destinate alle persone che

 gestiscono l’azienda (per ottimizzare acquisti, produzione, vendita, ecc.) e alle persone

o agli istituti che portano interesse nei confronti dell’impresa.

• Le operazioni di gestione possono essere distinte anche in base al tipo di bene oggetto di

negoziazione:

Negoziazione beni privati

 Negoziazione beni pubblici

 Negoziazione lavoro

 Negoziazione capitale

 Negoziazione rischi specifici

Ciclo delle operazioni dell’azienda

• Le operazioni all’interno del processo produttivo di un’azienda costituiscono un circolo continuo di

fonti e impieghi → tutte le operazioni di produzione e consumo che alimentano i processi produttivi

dell’azienda possono essere viste come flussi di risorse acquisite per le proprie operazioni o come

fondo di risorse per mantenere ?

Flusso → valore misurabile solo in un intervallo di tempo

 Fondo → valore misurabile rispetto a un istante

• Il reddito è una grandezza flusso → può dirsi misurata dalla differenza tra i ricavi conseguiti e i

costi sostenuti per ottenere quei ricavi sulla base del principio di competenza (se una spesa è

sostenuta nel 2012 ma il suo impiego avviene nel 2013, rientrerà nel reddito 2013).

• Reddito d’esercizio → differenza ricavi – costi attribuibili ad un periodo amministrativo sulla base

del principio di competenza.

Esercizio → intervallo di tempo in cui è suddivisa la vita dell’azienda che misura

 convenzionalmente il reddito. Unità economica di risultati, operazioni e segmenti di

operazioni attribuibili ad un periodo amministrativo.

Patrimonio dell’azienda

• Il patrimonio è dato dall’insieme sistematico dei valori (negoziati, prodotti e amministrati) di

proprietà e a disposizione dell’azienda per la produzione di redditi futuri.

• Confluiscono all’interno del patrimonio valori economici con caratteristiche diverse:

Grandezze quantificabili (valori misurabili) → espressi o esprimibili in quantità monetarie

 (ad esempio: valore dei fabbricati dell’azienda).

Grandezze apprezzabili solo attraverso un complesso processo di valutazione che tenga

 conto di tutti i fattori che entrano in gioco nel processo produttivo (valore semilavorati e

prodotti finiti dell’azienda).

Grandezze non misurabili quantitativamente anche se hanno un peso economico

 rilevante nei processi di produzione economica → competenze tecniche, amministrative,

organizzative acquisite dall’azienda in tutte le aree della produzione economica.

Know how → esperienza dell’azienda

- Know how ≠ avviamento (valore attribuibile a un complesso aziendale in

o fase di cessione per effetto delle esperienze acquisite. Misurabile).

Affidabilità dei prodotti, puntualità pagamenti, attendibilità informazioni, capacità

- di assolvere gli impegni contrattuali

Un’immagine credibile e affidabile da all’azienda un maggior potere

o contrattuale.

• Il patrimonio (frutto del passato e condizione per il futuro) è dunque l’impiego di valori produttivi

finanziati dalle fonti di capitale proprio e di credito.

Patrimonio netto (equity) → parte del patrimonio finanziata dal solo capitale proprio.

• L’apprezzamento (ovvero la stima) del peso economico specifico delle grandezze patrimoniali che

entrano nel processo produttivo può avvenire solo attraverso un complesso processo di valutazione:

In esso è ineliminabile un aspetto di soggettività nel risultato

 Ѐ condizionato da:

 Perché → finalità per cui è posto in essere

- Quando → momento in cui è posto in essere

-

• Le ragioni e il momento in cui è fatta una valutazione condizionano sia i parametri, i criteri, di

valutazione, sia gli elementi da includere/escludere:

In fase di costituzione → patrimonio di costituzione

 In fase di svolgimento → patrimonio di funzionamento o patrimonio da bilancio

 Espressione monetaria condizionata dallo scopo del bilancio, che è la

- misurazione del reddito, e per esclusione di ciò che concorre alla produzione di

redditi futuri (valori in rimanenza per la produzione di redditi futuri).

In fasi straordinarie della vita dell’azienda → patrimonio in ipotesi di cessione totale o

 parziale

Esprime l’utilità economica prospettica, ossia la capacità dell’azienda di produrre

- redditi futuri e le condizioni patrimoniali in quel dato momento dell’azienda.

In fase di liquidazione → patrimonio di liquidazione

 Valori che tengono conto del fatto che l’azienda è in cessazione (liquidazione di

- tutti i beni).

Bilancio d’esercizio

• Nel suo contenuto concettuale è un sistema unico e neutrale di valori preordinato al calcolo del

reddito d’esercizio → dichiarazione scientifica e non recettizia.

• Si presenta come una tavola di valori divisa in due parti corrispondenti a due sistemi:

Sottosistema reddituale → reddito nelle componenti di costi e ricavi riferiti ad un

 determinato intervallo di tempo.

Sottosistema patrimoniale → accoglie l’analisi degli impieghi in rimanenza finanziati

 dalle fonti di capitale proprio e di credito, nonché la sintesi incrementativa o

decrementativa del patrimonio netto a una data prescelta per effetto prodotto dal reddito

in un intervallo di tempo. CONTO ECONOMICO

Impieghi Fonti

• •

Impieghi consumati (costi) Fonti indirette (ricavi)

• •

Acquisto materie prime Vendita prodotti finiti

• •

Servizi Rimanenze

• Acqua, luce, gas

• Costo professionisti

• Godimento beni

• Costo del personale

• Ammortamenti

• Accantonamenti

• Costi gestione

• Carburante

• Omaggi

UTILE PERDITA

PATRIMONIO DA BILANCIO

Impeghi Fonti

• •

Impieghi non consumati Fonti dirette

Immobilizzazioni: beni strumentali Esterne

  Capitale di credito → debiti

Materiali

- -

Immateriali

- (liabilities)

Finanziari

- • M/L termine

Magazzino •

 Breve termine

Materie prime

- Fornitori

Prodotti finiti

- • C/C passivi

Partite creditorie

 Interne

Clienti

- Capitale proprio →

Disponibilità monetarie -

 patrimonio netto (equity)

Cassa

- • Capitale sociale

- C/C banca • Riserve

± Reddito d’esercizio

PERDITA UTILE

• Non rientrano all’interno del patrimonio da bilancio alcuni valori non riconducibili a misurazioni

quantitative → vi sono valori non contabilizzati e altri non contabilizzabili:

Non contabilizzati:

 Linee di credito accordate da una banca ma non ancora utilizzate (ad esempio: la

- banca è disposta a prestarmi 10.000 € dei quali posso fare uso ma che non ho

ancora utilizzato: il mio potere d’acquisto è maggiore se la banca è disposta a

prestarmi i soldi → questo valore fa parte del patrimonio ma non rientra nel

patrimonio da bilancio).

Portafoglio ordini → ordini futuri già contrattualizzati (capacità dell’azienda di

- produrre redditi in futuro).

Contratti commerciali pluriennali → contratti che possono garantire la

- somministrazione di servizi per più anni (ad esempio: un contratto pluriennale

che impegna per più anni ma che viene pagato anno per anno).

Non contabilizzabili:

 Know how

- Fidelizzazione dell’azienda

- Immagine e credibilità

-

Principi e criteri di valutazione

• I principi di valutazione sono metodologie di calcolo che si applicano nei momenti di valutazione di

quali valori inserire nel bilancio:

Principio di maturazione → vanno imputati al bilancio costi e ricavi maturati ancorché

 non sia ancora intervenuta la loro monetizzazione.

Principio di competenza → vanno imputati al bilancio tutti i costi che sono stati sostenuti

 per il conseguimento dei ricavi: i costi che sono stati sostenuti attualmente per ottenere

ricavi successivi non possono essere imputati nel bilancio di questo esercizio. Per il

principio di competenza va inserito nel bilancio il costo del venduto e non il costo degli

acquisti.

Principio di prudenza → vanno imputati al bilancio tutti i costi, anche quelli solo presunti

 o previsti (es. perdite presunte su crediti o su cambi), mentre i ricavi solo se

effettivamente conseguiti.

Principio di integrità del patrimonio netto → il fondo di valori in rimanenza non deve

 essere intaccato da valutazioni carenti nei debiti o eccedenti negli impieghi patrimoniali.

• I principi di valutazione devono essere applicati nell’ambito di due postulati di base:

Going-concern (perdurabilità dell’azienda)

 Nominalità dei valori

Concetti e configurazioni di valori

• I valori oggetto di negoziazione (grandezze utilizzabili dall’azienda, scambiabili sul mercato e

dunque che vanno misurate) hanno proprietà diverse:

Qualità → non misurabili direttamente con criteri algoritmici ma solo con particolari

 metodi di valutazione

Quantità → possono essere tradotte in misurazioni attraverso opportuni procedimenti di

 calcolo

• Prezzi di negoziazione → valore attribuito ad una grandezza in fase di scambio

Prezzo costo → costo sacrificio che l’azienda deve sostenere per l’acquisto di un bene

 economico

Prezzo ricavo (≠ ricavo) → prezzo attribuito ad un bene economico in fase di vendita

• I prezzi devono consentire l’allargamento delle quote di mercato, la remunerazione del fattore

risparmio e l’autofinanziamento. Massimamente devono consentire la remunerazione di tutti i fattori di

produzione (insieme di costi di produzione e oneri figurativi: costo economico-tecnico di produzione +

mark up).

• Gli oneri figurativi, che si quantificano in termini di costi-opportunità, sono costi che l’azienda

sostiene a fronte dell’impiego di risorse nel processo produttivo ma che no derivano da una

negoziazione → sono rappresentativi del costo di risorse impiegate e consumate nel processo

produttivo ma non acquisite attraverso un processo di acquisto.

Remunerazioni figurative → remunerazione non corrisposta ma che rappresenta un

 impiego di risorse produttive (attribuire all’impiego di risorse il mancato rendimento del

migliore investimento alternativo).

Canoni figurativi di locazione → es. l’utilizzo di un fabbricato conferito da un socio che

 non ne percepisce un affitto.

Interesse di computo → interesse che matura sul capitale investito (indisponibile ad

 investimenti alternativi).

• Ci sono valori che non derivano da un’operazione di scambio, ma che sono il risultato di un

processo di valutazione. Si distinguono:

Valori negoziati → scaturiti dalla contrattazione tra due o più parti. Hanno un

 accadimento negoziale.

Valori non negoziati → valori che non scaturiscono da una negoziazione (es. gli oneri

 figurativi).

Valori negoziabili → valori che potranno avere un probabile accadimento negoziale in

 futuro. Essi sono oggetto di valutazione attraverso stime dirette (stime in senso stretto) o

indirette (congetture):

Stime dirette → approssimazioni al vero, ossia si attribuisce un valore secondo

- opportuni calcoli razionali a un fenomeno che non si conosce ancora in modo

definito ma che in un momento successivo si manifesterà in un evento. Per la

stima ci si avvale di ipotesi basate sul calcolo delle probabilità.

Congetture → la valutazione riguarda una grandezza immaginata che non sarà

- negoziata e il cui riscontro avverrà soltanto per via indiretta (es. ammortamento).

Struttura del bilancio

• La struttura del bilancio riguarda le modalità di aggregazione dei valori in classi. Ne esistono

diversi tipi, le cui differenze principali riguardano il modo secondo cui sono classificate e

rappresentate le rimanenze mercantili (materie prime acquistate e non consumate, prodotti finiti e

non): Costi, ricavi e rimanenze

 Costi e ricavi

 Costo del venduto

- Consumo di materie

-

Risultati parziali

Beni strumentali

• Beni di consumo durevole (a fecondità ripetuta, cioè non si consumano immediatamente come i

beni a fecondità semplice) che producono o che concorrono alla produzione di altri beni. Tutti i beni

strumentali sono immobilizzazioni e devono essere durevolmente mantenuti per la proficua gestione

dell’impresa.

• Si dividono in:

Materiali → caratterizzati dalla fisicità. Soggetti ad ammortamento.

 Immateriali → hanno una consistenza solo sul piano giuridico (es. software e brevetti).

 Soggetti ad ammortamento.

Finanziari → ad esempio: partecipazioni in altre aziende. Non soggetti ad

 ammortamento.

• L’acquisizione delle immobilizzazioni può avvenire in diversi modi:

Acquisto → acquisizione a seguito di un processo di compravendita.

 Apporto → conferimento da parte di un socio.

 Produzione interna → avviene nel caso in cui l’azienda produca al suo interno il bene

 strumentale di cui necessita anziché acquistarlo. Ciò può avvenire per questioni

economiche, per mantenere la segretezza di un progetto o per eccesso di produzione.

Fenomeno frequente nei grandi gruppi industriali.

Locazione → possesso e usufrutto in cambio del pagamento di un canone di locazione.

 Leasing → l’azienda paga ad una società di leasing un canone (dato dal prezzo +

 interessi + mark up) in cambio di un bene che questa società ha acquistato da un

fornitore.

Ammortamento

• L’ammortamento è la perdita di valore di un bene strumentale provocata dal suo consumo fisico,

economico e tecnico:

Senescenza → invecchiamento fisico-tecnico

 Obsolescenza → invecchiamento per superamento tecnologico

• Il calcolo dell’ammortamento è la ripartizione del valore da ammortizzare lungo la durata

economica utile. Valore da ammortizzare è dato dalla differenza tra il costo sostenuto per l’acquisto di

un bene strumentale (valore di acquisizione) e il presunto ricavo da stralcio del cespite.

[ Valore da ammortizzare = Valore di acquisizione – presunto ricavo da stralcio ]

• Generalmente per il calcolo si utilizza il metodo a quote virtualmente e ipoteticamente costanti

(ogni anno il valore da ammortizzare per un determinato bene è costante).

Equilibrio economico d’azienda

• Il bilancio d’esercizio è uno strumento fondamentale per analizzare se un’azienda si trovi in

condizioni di economicità e di equilibrio economico. Questo equilibrio è dinamico perché l’impresa

può dirsi in condizioni di equilibrio quando la gestione si svolge secondo le linee di un programma,

con la verifica nel tempo che si realizzino determinate condizioni.

• La gestione può dirsi in equilibrio, quando nel tempo sono in equilibrio i sottoinsiemi reddituale,

finanziario e patrimoniale:

Equilibrio reddituale → si ha quando il flusso dei ricavi provenienti dalla vendita dei

 prodotti è superiore al costo del flusso dei costi di tutti i fattori produttivi (compresi gli

oneri figurativi), così da garantire la remunerazione del capitale proprio e

l’autofinanziamento.

Equilibrio finanziario → si ha quando il flusso delle entrate finanziarie è sufficiente in

 ogni momento a far fronte alle uscite. Ciò non è sinonimo di autosufficienza finanziaria,

che si verifica invece quando le uscite possono essere in qualsiasi momento coperte

dalle entrate provenienti esclusivamente dai ricavi. Nel breve termine l’equilibrio può

essere raggiunto tramite la predisposizione di idonei strumenti di accesso al credito

(adeguate politiche di indebitamento). Nel lungo periodo, invece, l’equilibrio finanziario

richiede un avvicinamento alle condizioni di autosufficienza (flussi ricavi > flussi costi).

Questo equilibrio deve essere ricercato anche attraverso un’attenta gestione della

liquidità in eccesso, che deve essere investita per ottenere un rendimento.

Equilibrio patrimoniale → si verifica quando vi è una conveniente ed economica

 distribuzione delle fonti in impieghi patrimoniali che consenta di remunerare il capitale

proprio e il rinnovo delle immobilizzazioni senza alterare l’equilibrio degli altri due

sottoinsiemi. La convenienza si giudica sulla base dell’esistenza di una correlazione tra

tempo degli impieghi e tempo di rimborso delle fonti (impieghi a lungo termine devono

essere correlati a fonti a lungo termine). Il razionale economico investimento delle fonti

di finanziamento è mostrato nella tabella:

Patrimonio da bilancio

ATTIVO FISSO CREDITO A LUNGO

TERMINE

Immobilizzazioni

 Capitale proprio

ATTIVO CORRENTE CREDITO A BREVE

TERMINE

Magazzino

 Partite creditorie

 Disponibilità

• Nel breve periodo è possibile che uno dei tre sottoinsiemi sia in disequilibrio senza che venga

minato l’equilibrio economico generale. Nel lungo periodo devono, invece, trovarsi in equilibrio: il

permanere di condizioni di disequilibrio di un sottosistema provocherebbe un disequilibrio generale.

• La gestione finanziaria ha un ruolo strategico nel mantenimento dell’equilibrio perché si occupa di

reperire le fonti necessarie a coprire il fabbisogno finanziario dell’azienda.

Fabbisogno finanziario → bisogno dell’azienda di capitali che dipende dalla struttura

 degli investimenti e dal tempo di attesa tra il momento di sostenimento dei costi e quello

del conseguimento dei ricavi. È dato dalla somma degli investimenti in attesa di

realizzazione e dall’ammontare delle disponibilità che l’impresa deve tenere osservando

che il flusso in entrata e in uscita determina continue variazioni nelle disponibilità liquide.

Riclassificazione del bilancio

• Affinché il bilancio si dimostri uno strumento utile per lo studio dell’equilibrio economico di

un’azienda, occorre che esso sia riclassificato. Riclassificare (operazione spesso svolta da terzi)

significa riesporre i dati di bilancio secondo una struttura ed una forma diverse da quelle in cui quei

dati sono stati presentati, al fine di aumentare il potenziale conoscitivo di quegli stessi dati,

permettendo così di studiare l’equilibrio della gestione sotto i tre profili (reddituale, finanziario e

patrimoniale).

• La riclassificazione è una fonte imprescindibile per verificare l’equilibrio patrimoniale e finanziario ai

fini di accertare l’esistenza di solvibilità (capacità dell’impresa di far fronte ai suoi impegni di

pagamento sia di breve che di lungo termine).

• Generalmente la riclassificazione del bilancio conduce alla forma scalare per il conto economico e

alla forma a sezioni contrapposte (al netto di tutte le poste di rettifica) per lo stato patrimoniale.

• È importante utilizzare una struttura che metta in evidenza le aree della gestione nelle quali si sono

formati flussi di reddito. In particolare è opportuno che il conto economico mostri se il reddito

provenga e in che misura da gestioni accessorie o dalla gestione caratteristica; infatti, se il reddito

netto proviene essenzialmente dalla gestione caratteristica, l’equilibrio reddituale può dirsi raggiunto

su basi gestionali solide e se ne può pertanto supporre tendenzialmente il permanere in epoche

successive, sia pure nel breve periodo. È dunque importante distinguere quali flussi di reddito

potranno verosimilmente manifestarsi anche in futuro, rispetto a quelli caratterizzati da caratteri di

temporaneità.

• Quozienti di bilancio → la riclassificazione del bilancio è complementare all’analisi per indici,

ovvero al rapporto tra grandezze (quozienti omogenei) significative per il tipo di indagine che deve

essere svolta:

Indici di redditività → capacità di produrre reddito e remunerare i conferimenti:

 R.O.E. (Return On Equity) → studia la redditività del patrimonio netto, pertanto si

- configura come il rapporto tra reddito e patrimonio netto (media aritmetica tra

capitale proprio all’inizio e alla fine del periodo considerato). Esprime in massima

sintesi i risultati della gestione dell’impresa e segnala la possibile remunerazione

periodica che l’impresa è in grado di fornire. Se il R.O.E. è superiore all’interesse

di computo l’equilibrio reddituale è raggiunto a livelli soddisfacenti.

R.O.I. o R.O.A. (Return on investments/assets) → rapporto tra il reddito operativo

- della gestione caratteristica e il capitale investito (media tra inizio e fine

dell’esercizio dell’insieme degli apporti sia di proprietà che di credito). Deve

essere superiore al costo corrente del denaro (tasso medio degli interessi

passivi) per poter assicurare ai soci una remunerazione superiore a quella di terzi

creditori. Permette di misurare la leva finanziaria (leverage): se quest’indice fosse

inferiore al costo del denaro l’azienda non avrebbe convenienza ad indebitarsi

poiché tutta la propria redditività sarebbe consumata dagli oneri finanziari.

R.O.S. (Return on sales) → analizza la convenienza economica delle vendite

- sull’ammontare del reddito e per questo si ottiene dividendo il reddito netto per il

fatturato (somma di tutti i ricavi).

Indici di solidità patrimoniale → solvibilità dell’impresa nel lungo termine:

 Rapporto di indebitamento → capitale di credito (debiti) su capitale proprio.

- Esprime il grado di rischio della struttura patrimoniale e finanziaria dell’impresa,

ossia quanto l’azienda è esposta nei confronti di terzi. Questo indice è ritenuto

particolarmente soddisfacente quando è uguale a 1.

Grado di dipendenza finanziaria → rapporto tra attività nette e capitale proprio.

- Esprime il grado di dipendenza dell’azienda sul piano finanziario e dà un giudizio

di pericolosità quando il capitale proprio finanzia meno di un terzo dell’attivo

netto. < 33 → pericoloso, dipendenza da capitale di terzi

o 33 < X < 66 → soddisfacente

o > 66 → l’azienda è in condizioni di finanziare un eventuale processo

o espansivo

Grado di copertura delle immobilizzazioni → rapporto tra capitale proprio e

- immobilizzazioni nette. Esprime il margine di struttura dato dalla differenza tra

capitale proprio e attivo fisso ed è soddisfacente se maggiore di 1.

Indici di liquidità → solvibilità dell’impresa nel breve termine:

 Quoziente di disponibilità → rapporto tra attivo corrente e passivo corrente.

- Esprime in termini percentuali il capitale circolante netto.

Quoziente di liquidità → espressione del margine di tesoreria dato dalle

- disponibilità liquide sia immediate, sia differite. Se il margine di tesoreria è

negativo l’azienda non riesce nel breve termine a generare flussi sufficienti per

rimborsare i debiti in scadenza.

Economicità: autosufficienza ed efficienza

• L’economicità riguarda l’esistenza di un insieme di condizioni che permettono all’impresa di

perdurare nel tempo:

Autosufficienza economica → capacità di autofinanziamento dell’impresa (garantita

 dall’equilibrio reddituale, che non necessita in ogni istante dell’autosufficienza

finanziaria) e di remunerazione dei fattori produttivi. L’economicità può essere valutata a

livello aziendale, superaziendale e collettivo. A livello superaziendale può essere che

una delle aziende, presa a sé stante, non sia autosufficiente economicamente; ciò può

essere strumentale al raggiungimento degli obiettivi del gruppo.

Efficienza analizzata negli aspetti di redditività e produttività → l’efficienza è misurata dal

 rapporto tra obiettivi raggiunti e risorse produttive impiegate. L’azienda è efficiente

quando è in grado di utilizzare razionalmente i fattori produttivi (i consumi dei fattori

utilizzati nella produzione devono essere mantenuti al minimo compatibile con il

massimo rendimento nel raggiungimento degli obiettivi). L’efficienza è sempre

condizione di economicità.

Produttività → analizzata in termini di rendimenti fisico-tecnici dei diversi fattori

- produttivi (produttività fisica) o attraverso misurazioni monetarie in riferimento alla

capacità dell’impresa di remunerare i fattori produttivi:

Indice di produttività dei fattori produttivi → rapporto tra volume di

o produzione ottenuta e volume di fattori produttivi impiegati.

Indice di produttività del lavoro umano → rapporto tra volume di

o produzione ottenuta e ore di lavoro impiegate.

Indice di produttività del lavoro umano 2 → rapporto tra ricavi e costo del

o lavoro umano.

Redditività → calcolata attraverso gli indici R.O.E., R.O.I/R.O.A. e R.O.S.

-

Rapporti tra impresa, ambiente e mercato

• L’impresa deve operare in modo da trarre il maggior vantaggio possibile dalle relazioni con le

economie esterne, stabilendo legami più o meno intensi con le altre economie, soprattutto con quelle

che possono maggiormente influire sulla sua posizione di mercato.

• L’ambiente è un insieme di circostanze culturali, politiche, sociali e religiose che determinano un

sistema di vincoli-opportunità entro cui deve svilupparsi la gestione dell’azienda e che ne

condizionano la struttura dinamica.

Ambiente politico-istituzionale → forma di governo o ordinamento legislativo dell’area in

 cui opera l’azienda. Il ruolo e le alternative di gestione dell’azienda possono essere

sensibilmente vincolate/stimolate da leggi, interventi di politica economica e controlli dei

poteri pubblici.

Ambiente culturale-tecnologico → elementi quali tradizioni, religione, arte, tecnologia,

 ecc. ecc. che concorrono a influenzare i valori del singolo e della società nel suo

complesso.

Ambiente demografico-sociale → composizione della popolazione (età, sesso, potere di

 spesa)

Ambiente economico → insieme dei rapporti che vede l’impresa protagonista nei

 confronti dell’aggregato politico-sociale. Riguarda il complesso di macrovariabili che


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher A.T. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Clerici Elisabetta.

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