Economia 05/11/21
Financial accounting e managerial accounting
Rispetto al managerial accounting, nell’ambito del financial accounting esistono leggi e regole (compreso il reato di falso in bilancio) che impattano in modo determinante sull’attività d’impresa.
Il bilancio d’esercizio
Il bilancio è un processo di misurazione con problematiche relative alla tecnica stessa di misurazione degli accadimenti aziendali, costituito da:
- Schemi → sezioni che compongono il bilancio d’esercizio, 3 tabelle + 1 documento fatto da commenti e frasi
- Conto economico → misura i flussi di ricchezza creata o distrutta nel corso di un certo periodo di tempo, comparando i + e i – (costi e ricavi) e indicando quale dei due componenti di reddito ha avuto la meglio (utile o perdita)
- Stato patrimoniale → misura il valore delle attività e delle passività alla fine di un certo periodo, o assimilabile a una foto dell’impresa che ne testimonia lo stock di ricchezza in un momento definito
- Rendiconto finanziario → torna sui flussi ma toglie tutto ciò che non è cassa, prendendo in considerazione unicamente le entrate e uscite di natura finanziaria determinate da incassi e pagamenti
- Nota integrativa → interpretazione dei numeri presenti nelle tre sezioni sopra, una guida operativa che fornisce informazioni aggiuntive sugli schemi e spiega il ragionamento alla base delle misurazioni
- Relazione sulla gestione → documento pubblico che non fa parte propriamente del bilancio ma lo correda spiegando come e perché è stata creata o distrutta ricchezza, quindi l’andamento della società a livello gestionale in termini di ricavi e costi nei vari business in cui opera. I contenuti della nota integrativa sono definiti nell’art. 2428 del Codice civile, ma vi è un ampio grado di tolleranza in merito al contenuto e a quanto si debba entrare nel dettaglio per tutelare le strategie delle singole imprese
Principi e tecnica della partita doppia
- Principi generali > alla base
- Principi di valutazione > più specifici
- Tecnica della partita doppia → metodo di misurazione di flussi e stock (ricavi, costi, attività e passività) inventato da frà Pacioli nel XV sec. e utilizzato in tutto il mondo, un modo per rilevare i valori che sorgono da un determinato accadimento
Per comprendere in cosa consista la tecnica della partita doppia è bene partire dall’equazione di bilancio riferita a SP, quindi alla descrizione degli stock di ricchezza della società, che devono sempre essere in equilibrio dopo ogni accadimento: ATTIVITÀ = PASSIVITÀ + PATRIMONIO NETTO.
Legame tra attività, passività e patrimonio netto
Le attività rappresentano le risorse a disposizione dell’impresa, o meglio, in termini legali, il diritto a sfruttare i benefici economici apportati dalle risorse di cui l’impresa dispone. Sono attività tutti gli elementi tangibili e intangibili il cui utilizzo produce un beneficio economico, l’insieme di beni e diritti che appartengono all’azienda in un dato istante (es. crediti intesi come diritti a ricevere una somma di denaro a una certa scadenza, e terreni).
Le passività rappresentano invece l’obbligo di cedere una risorsa ad altri (se la risorsa è di natura finanziaria, l’obbligo assumerà il nome di debito finanziario), l’insieme di obbligazioni e debiti verso terzi.
T account e gestione delle risorse
Vi sono poi i cosiddetti T account, schemi a forma di T (in italiano mastrini) che consentono di dare un nome specifico a ciascun accadimento, che può consistere in uno stock o in un flusso. Quando si dà un nome a un conto, o si sta parlando di uno stock o di un flusso.
La cassa è uno stock, tipico esempio di attività (in SP a sinistra) che indica, in un certo momento, se vi è o meno cash e a quanto ammonta. Se si vuole ridurre l’ammontare della cassa, si deve scrivere un valore nel lato destro dello schema; le attività crescono scrivendo un numero a sinistra, diminuiscono scrivendo un numero a destra.
Nello stesso tempo, la tecnica obbliga sempre a scrivere almeno due numeri dello stesso importo in due parti opposte (uno a sinistra, uno a destra) e con nomi diversi. Ad esempio, 1000 euro di ricchezza individuale di cui un socio si è privato per avviare la propria impresa costituiscono una voce delle attività a sinistra (cassa) e una voce a destra (componente del patrimonio netto, espressivo della ricchezza della società). Ciascuna attività ha un folder dedicato; i folder da considerare obbligatoriamente vengono stabiliti per legge e rappresentano le voci di CE e SP.
Esempio di gestione delle risorse
A questo punto il gioco inizia: vi è una società che possiede 1000 e decide cosa farne iniziando a spendere cassa per attuare specifiche operazioni.
Se il management decidesse di acquistare un terreno del valore di 50, la cassa diminuirebbe di 50 (a destra) ma la società avrebbe a disposizione una risorsa in più. Nell’equazione, le attività sono scese di 50 (ho speso cash per 50). Se non segno altro sono più povero, perché le passività non sono cambiate e dovrei diminuire il patrimonio netto di 50.
Ma oltre alla diminuzione di cassa, devo annotare tra le attività anche il terreno di cui sono divenuto proprietario, che ha un’utilità futura e apporta un beneficio economico. Lo stock di ricchezza non è cambiato, il patrimonio netto non è cambiato e non sono né più ricco né più povero.
Allo stesso modo, anche se acquisissi un terreno contraendo un debito, non sarei né più ricco né più povero, perché il fatto che in bilancio il cash venga o non venga utilizzato non è importante: a bilanciare il valore del terreno nelle attività vi sarebbe un ammontare delle passività corrispondente al debito contratto.
Restituendo la cifra al 27/12 estinguerei il debito portando a 0 il valore delle passività, ma tra le attività avrei oltre al terreno un’uscita di cassa di 50: meno cassa ma anche meno debiti, con la ricchezza della società che ancora una volta resta invariata.
Effetti degli interessi e variazioni di ricchezza
Eventuali interessi passivi (flussi indicati tra i costi in CE, a sinistra) provocherebbero invece una diminuzione di patrimonio netto perché non vi sarebbe alcun elemento in grado di bilanciare l’uscita di cassa corrispondente.
Non a caso, i componenti positivi e negativi di reddito consentono di tener traccia dell’aumento o della riduzione che la ricchezza subisce per effetto delle operazioni di gestione, e il risultato reddituale concorre a determinare l’ammontare Δ della ricchezza creata o distrutta alla fine del t nel quale è stato prodotto reddito (patrimonio netto).
Il patrimonio netto nella realtà non esiste, è un concetto tradotto in euro corrispondente ad attività – passività.
Riflessione sul bilancio
È quindi bene abbandonare l’idea che il bilancio debba riflettere la realtà delle cose; riflette l’applicazione della tecnica della partita doppia secondo i principi di bilancio scrivendone gli schemi che la legge vuole.
Il patrimonio netto rappresenta la ricchezza netta della società, cioè l’insieme degli obblighi d’impresa verso i soci/conferenti di capitale di rischio, ed è costituito da:
- Capitale sociale → valore nominale dei conferimenti effettuati dai proprietari (quote associative o azionarie), che si differenzia dall’eventuale prezzo di vendita. Serve a identificare i proprietari dell’azienda e a comprendere come siano stati distribuiti i diritti di proprietà/quali soggetti detengano la maggioranza a livello proprietario e abbiano diritto alla percentuale maggiore di utili. I proprietari hanno l’obbligo di presentarsi in assemblea una volta l’anno per approvare il bilancio (chiaro, veritiero e corretto, responsabilità degli amministratori scelti dai soci) e decidere cosa fare della ricchezza eventualmente creata destinandola ad assumere la forma di dividendi (utili distribuiti ai proprietari), utili portati a nuovo (non distribuiti nell’anno in corso) o riserve (per legge ogni società è obbligata a trasformare in riserve almeno il 3% degli utili annuali; si parla in questo caso di riserve legali). N.B. Le riserve non sono distribuibili sino alla copertura di eventuali perdite
- Risultato reddituale → utile o perdita dell’anno + utili o perdite portate a nuovo da anni precedenti
- Riserve → utili non distribuiti ai proprietari in forma di dividendi
Tipologie di bilancio
Dal 2016 in Italia esistono 4 tipologie di bilancio individuale, a seconda del soddisfacimento di determinati parametri legati alla dimensione d’impresa:
- Bilancio della micro impresa → con meno di 5 dipendenti, l’impresa è tenuta a redigere solo le due tabelle di CE e SP semplificate + informazioni in calce allo SP micro in luogo della nota integrativa
- Bilancio abbreviato → per le piccole imprese con oltre 50 dipendenti, CE e SP abbreviato + nota integrativa abbreviata, senza nessun obbligo di redigere rendiconto finanziario e relazione sulla gestione
- Bilancio completo/ordinario → prevede obbligatoriamente la redazione completa di CE, SP, rendiconto finanziario (obbligatorio dal 2016), nota integrativa e relazione sulla gestione
- Bilancio internazionale IAS/IFRS → prevede regole a sé per la misurazione di flussi e stock (International Accounting Standard/International Financial Reporting Standard) ed è obbligatorio per tutte le società quotate italiane, europee ed extraeuropee esenti da normative nazionali
Bilancio consolidato
Alcune società hanno l’obbligo di presentare un secondo bilancio in aggiunta a quello individuale:
- Bilancio consolidato → previsto dal 1° gennaio 2019 per i gruppi che hanno partecipazioni in altre società di capitali, per mettere insieme gli accadimenti del gruppo nella sua interezza cancellando tutte le operazioni condotte internamente tra la capogruppo e le partecipate. Fiat ad esempio è tenuta a redigere il bilancio internazionale di Fiat spa e il bilancio consolidato della società madre Fiat Group. Se A vende materie prime a C (il cui socio maggioritario è costituito proprio dall’impresa A), A avrà dei ricavi e C dei costi, ma nel caso di società che controllano altre società i prezzi di vendita potrebbero non essere allineati a quelli di mercato. È bene quindi avere a disposizione un documento che tenga conto dei flussi e degli stock prodotti unicamente dalle attività svolte sul mercato. Per i gruppi minori sono previste esenzioni; in genere le sotto partecipate non sono obbligate a redigere il bilancio consolidato
Economia 10/11/21
Obiettivi del bilancio d'esercizio
Il bilancio d’esercizio nasce dall’esigenza di dare informazioni ai soci e agli stakeholder su come sta andando l’azienda, se sta producendo o distruggendo ricchezza, per prendere poi le decisioni più adeguate.
Relazione tra flusso e stock
Quantità flusso|flussi e quantità fondo|stock sono indissolubilmente legati: se i flussi sono ciò che modifica lo stock di ricchezza, qual è la relazione che li lega? Grazie a che cosa l’impresa diviene più ricca o più povera?
Grazie alle operazioni di gestione, o meglio, grazie ai valori economici che sorgono dalle operazioni di gestione. Le operazioni rilevate con la tecnica della partita doppia in un sistema ordinato che si chiama contabilità generale sono essenzialmente di due tipi:
- Operazione esterne → negoziazioni, cioè operazioni che l’impresa svolge con terze economie (acquisti da fornitori, vendita di prodotti finiti alla clientela, ecc.). I valori che sorgono da queste operazioni sono certi perché identificati da un documento di riscontro (es. fattura)
- Operazioni interne → non nascono da scambi esogeni (es. un ammortamento, cioè il costo di un bene a utilità ripetuta, ripartito su più esercizi a seconda di quanto può essere utilizzato/dei suoi anni di vita utile, non è determinato da un riscontro oggettivo ma presuppone una scelta arbitraria da parte degli amministratori)
Costruzione del bilancio di esercizio
Sulla base di quanto viene rilevato in contabilità è possibile costruire il bilancio di esercizio, verificando quale sia l’ammontare della ricchezza d’impresa in una certa data e come questa ricchezza si sia modificata a partire da un anno o da sei mesi prima.
Come già detto, i valori rilevati dalla contabilità generale con la tecnica della partita doppia e racchiusi nel bilancio d’esercizio si dividono nelle due tipologie di flusso e stock.
Il 1° gennaio l’impresa parte con un certo stock (t0=100); successivamente si verificano operazioni di gestione da cui sorgono determinati valori economici (costi d’esercizio|componenti negativi di reddito sostenuti per l’entrata di fattori produttivi come materie prime, energia, premi assicurativi, ecc., e ricavi d’esercizio|componenti positivi di reddito determinati dall’uscita di fattori produttivi). Alla fine del periodo d’attività, l’impresa otterrà uno stock t1=110.
Misurazione della consistenza e variazione di ricchezza
È possibile misurare la consistenza, lo stock della ricchezza (o dei suoi componenti) in una certa data (quantità fondo), e la variazione, il flusso della ricchezza in un certo periodo di tempo (quantità flusso).
Nella tavola del capitale di funzionamento | SP vengono riepilogate le consistenze|quantità fondo riferite a una certa data, mentre nella tavola del reddito d’esercizio | CE sono riportate le variazioni|quantità flusso in un certo periodo di tempo che sorgono dalle operazioni di gestione.
Relazione tra SP e CE
Ecco una prima, elementare rappresentazione grafica del legame esistente tra stock e flussi/della relazione tra SP e CE, quindi di come lo stock di ricchezza si modifica per effetto dei flussi positivi e negativi/delle variazioni di ricchezza prodotte dalle operazioni di gestione.
La differenza positiva tra flussi positivi e flussi negativi (12.100 – 12.000 = 100) incrementa di + 100 lo stock di ricchezza finale. Non a caso, la differenza tra stock finale e stock iniziale è pari alla stessa variazione di flussi (1100 - 1000 = 100).
Segue un esempio che mostra in partita doppia come si modifica lo stock grazie ai flussi.
T account e conti di SP
Lo strumento principe della partita doppia è il conto/T account. Nel caso di conti di SP, i conti relativi ad operazioni riconducibili alle attività si incrementano nella colonna di sinistra (+ a sinistra) e decrementano a destra (- a destra); viceversa le passività e i conti di patrimonio netto si incrementano a destra e decrescono a sinistra.
I conti relativi a costi e ricavi funzionano come quelli di patrimonio netto: i costi sono fissi nella colonna di sinistra (dare) mentre i ricavi in quella di destra (avere).
Per ogni operazione devo movimentare almeno due conti (uno relativo al CE, uno relativo al suo riflesso nello SP), scrivendo qualcosa in una colonna a destra, e qualcosa in una colonna a sinistra (o viceversa) per avere una somma algebrica pari a 0.
Esempi di operazioni in partita doppia
Al 1/01, data di costituzione della società, l’impresa ha 1000 in attività (cassa) e 1000 come patrimonio netto (capitale sociale) in SP. Il punto cardine in partita doppia è comprendere quali operazioni siano da classificare come stock e quali come flussi. Se l’impresa si limitasse ad acquisire o vendere immobili, modificherebbe la composizione della propria ricchezza ma non la consistenza, che varia al variare dei flussi determinati dalle operazioni di gestione che seguono.
Al 1/02, vengono acquistate materie prime del valore di 100. Questa operazione genera un costo in CE (a sinistra del primo T account) e un debito verso fornitori come incremento di passività in SP (a destra del secondo T account).
Al 10/03, vengono venduti prodotti finiti del valore di 200. Questa attività genera un ricavo di vendita in CE (a destra del primo T account) e un credito verso il cliente come incremento di attività in SP (a sinistra del secondo T account).
Al 31/05, vengono pagati stipendi ai lavoratori per un valore di 50. Questa operazione genera un costo in CE (a sinistra del primo T account) e un’uscita di cassa come decremento di attività in SP (a destra del secondo T account).
Riepilogo e redazione del bilancio d’esercizio
A questo punto l’impresa deve chiedersi come i flussi/le variazioni di ricchezza determinate dalle operazioni di gestione abbiano modificato lo stock di ricchezza finale rendendo l’impresa più ricca o più povera.
Deve quindi riepilogare i valori flusso e i rispettivi valori stock individuati in contabilità nelle due tavole di CE e SP attraverso la redazione del bilancio d’esercizio al 31/12.
Nella redazione del CE, i costi movimentati a sinistra vengono riportati nella colonna di sinistra, e i ricavi movimentati a destra vengono riportati nella colonna di destra. Invece che usare tre T account, ne viene costruito uno riepilogativo.
Risultato reddituale e redazione di SP
Alla fine del primo recap l’impresa può già dire di essere diventata più ricca perché i flussi positivi sono maggiori dei flussi negativi. Risultato reddituale = Ricavi - Costi, che in questo caso si configura come utile di 50 a remunerazione del capitale di rischio conferito dai soci, e definisce l’ammontare della variazione dello stock di ricchezza finale, cioè di quanto si è modificato il patrimonio netto per effetto delle operazioni di gestione.
Si passa poi alla redazione di SP. Nella colonna di destra, il patrimonio netto costituito dal capitale sociale resta invariato (1000), ma a questo si è aggiunta una passività costituita dai debiti verso i fornitori del valore di 100; nella colonna di sinistra relativa alle attività, la cassa è divenuta di 950 (al valore iniziale di 1000 sono stati sottratti 50 per il pagamento dei dipendenti), ma oltre alla cassa sono stati guadagnati crediti verso i clienti del valore di 200.
Se lo schema restasse invariato, l’equazione alla base di SP (Attività = Passività + Patrimonio Netto) manterrebbe l’equilibrio necessario per la corretta rappresentazione contabile.
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Economia aziendale CIMO (corso base) Parte III: La rendicontazione economico-finanziaria
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