Capitolo 15: La strategia di diversificazione
Obiettivi della diversificazione
La diversificazione è motivata dal perseguimento di tre obiettivi fondamentali:
- Crescita;
- Riduzione del rischio;
- Aumento della redditività.
La propensione dei manager a perseguire la crescita anziché la redditività è uno degli aspetti del problema di agenzia. La possibilità di perseguire obiettivi diversi dalla redditività è limitata da almeno due fattori.
Limitazioni alla diversificazione
In primo luogo, un’impresa nel lungo periodo deve ottenere un rendimento del capitale superiore al costo dello stesso, pena l’impossibilità di accumulare il capitale necessario a sostituire impianti e attrezzature.
In secondo luogo, se i manager sacrificano la redditività in favore di altri obiettivi, corrono il rischio di essere estromessi dall’impresa a seguito di una rivolta degli azionisti o di un’acquisizione.
Ripartizione del rischio
La seconda causa della diversificazione è il desiderio di realizzare una ripartizione del rischio. Per isolare gli effetti della diversificazione sul rischio di impresa è utile esaminare la diversificazione pura o conglomerata, ossia una diversificazione che estenda il controllo dell’impresa su numerosi business indipendenti il cui flusso di cassa non viene influenzato dalla gestione umana.
Nella misura in cui i flussi di cassa delle varie attività non sono correlati, la varianza del flusso di cassa della combinazione di attività è minore della varianza media dei flussi delle attività separate. Quindi la diversificazione riduce il rischio.
L’unico vantaggio possibile si manifesta nel caso in cui le imprese riescano a diversificare a un costo inferiore rispetto a quello in cui incorrerebbero i singoli investitori. I costi di transazione sostenuti dagli azionisti nel diversificare il loro portafoglio sono molto inferiori a quelli sostenuti dalle imprese nel diversificare tramite le acquisizioni.
Infatti, le imprese sono gravate non solo dai costi legati al credito bancario e alle consulenze legali, ma anche dal premio sul prezzo azionario che devono pagare per acquisire il controllo di una società indipendente.
Rischio e CAPM
Tutto ciò è formalizzato nel CAPM (capital asset pricing model): la teoria afferma che il rischio rilevante per determinare il prezzo di un titolo non è il rischio complessivo, ma il rischio sistematico, ovvero quella parte della varianza correlata alle fluttuazioni economiche e misurabile attraverso il coefficiente beta.
Se il mercato azionario è efficiente, la diversificazione tesa a ridurre il rischio non apporta alcun beneficio agli azionisti, ma potrebbe essere vantaggiosa per altri stakeholders.
La diversificazione che riduce il rischio fallimentare apporta benefici agli obbligazionisti anziché agli azionisti. La riduzione del rischio sostenuto dagli obbligazionisti grazie alla diversificazione è definita effetto di coassicurazione.
Test di Porter
Porter propone tre test essenziali da eseguire per decidere se la diversificazione creerà valore:
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