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04/10/10 - 05/10/10

Capitolo 1.1 pagine 1-2

L’economia aziendale è quella scienza che studia la condotta delle aziende. Ovvero l’economia

aziendale studia i comportamenti delle risorse umane nelle aziende che si esplicitano nei processi

decisori, nella funzione di programmazione, nell’esecuzione e nel controllo. Le risorse umane

sono variamente identificabili. L’economia aziendale volge lo sguardo a quei comportamenti delle

risorse umane che qualificano in modo determinante la condotta aziendale. La condotta

considerando in modo sintetico e complessivo i comportamenti delle risorse umane esamina: il

soggetto economico (governance) e i management (dirigenti). Management è l’insieme di

persone che dirigono le attività di una azienda. Ogni dirigente ha una sua specificità direzionale,

nelle sue responsabilità e nei risultati da ottenere. I dipendenti aziendali sono considerati di livello

inferiore per la condotta, per il governo delle aziende.

Capitolo 1.2 pagine 2-5

L’economia aziendale racchiude in se i processi decisori collegati con le programmazioni aziendali

che danno vita alle azioni che sono assoggettate al controllo. Una parte delle risorse umane

controlla che le azioni siano in linea con le programmazioni ( Feed-back = informativa di ritorno).

Ogni persona pone in essere un comportamento (azione , attività, programmazione) dopo aver

preso una decisione. In ogni azienda esiste una fase di comportamenti che derivano da processi

decisori che implicano una decisione che è alla base di una programmazione decisoria.

I comportamenti aziendali, studiati dall’economia aziendale, derivano da processi decisori e

sono:

1) Processi decisori  decisione  programmazione

2) Processi decisori  decisione  Esecuzione/ Azione

3) Processi decisori  decisione  Controllo di feed-back

Capitolo 1.3 pagine 7-8

Il processo decisorio è un processo di analisi e conoscenza che è alla base delle decisioni sia

nell’individuo che nelle aziende. Lo studioso Deway identifica cinque fasi nel processo decisorio:

1) Individuazione del problema: Esiste un problema su cui prendere una decisione? Se c’è

una situazione da elaborare da dover conoscere e risolvere su cui prendere una decisione

nasce il processo decisorio.

2) Determinazione del problema: Si identifica completamente il problema venendo a

conoscenza delle sue variabili (possibilmente tutte).

3) Sviluppo delle alternative: Una volta conosciuto il problema nascono le possibili soluzioni

chiamate alternative comportamentali che sono tutte idonee a risolvere il problema.

4) Valutazione delle conseguenze di ogni alternativa: si valutano gli svantaggi e i vantaggi

delle alternative comportamentali.

5) Scelta dell’alternativa soddisfacente: fase che coincide con la decisione.

Le prime quattro fasi sono di analisi oggettiva. Nella quinta fase interviene la soggettività

dell’individuo.

Alla decisione segue il comportamento. Pagina | 2

Capitolo 1.4 pagine 9-15

Esistono due modelli di studio dei comportamenti e dei processi decisori: il modello della

razionalità illimitata e il modello della razionalità limitata.

Il modello della razionalità illimitata è un modello teorico seguito prevalentemente dagli

economisti e matematici e segue il modello dei comportamenti seguiti da un Uomo Economico che

opera in modo perfetto in un sistema di mercato in cui esso perde l’individualità ed è quindi

oggettivato.

Le caratteristiche dell’uomo economico sono:

1) Ha illimitate conoscenze. E’ quindi un uomo onnisciente.

2) Le sue decisioni e quindi i suoi comportamenti sono obiettivamente razionali.

3) La sua scelta è quella migliore.

Il modello della razionalità limitata è invece nato per l’economia aziendale e portato avanti dagli

aziendalisti. L’uomo esaminato da questo modello teorico è l’Uomo Amministrativo che interagisce

col mercato e non si identifica col mercato come l’uomo economico.

Le caratteristiche dell’uomo amministrativo sono:

1) L’uomo è limitato nelle sue conoscenze e cerca di accrescerle.

2) L’uomo è limitatamente razionale.

3) La sua scelta è quella soddisfacente.

H. Simon, il massimo esponente degli aziendalisti che ha supportato questo modello, afferma che

l’uomo amministrativo durante il suo percorso decisorio è come se fosse un fiume con i suoi

affluenti che si avvicina alla foce. Tanti più sono gli affluenti ovvero tante più sono le informazioni e

le conoscenze che possiede tanto più la sua scelta si avvicina alla razionalità ottimizzandosi. Il

modello tende quindi a essere oggettivabile.

Elementi generali di contabilità

L’economia aziendale nel studiare questi comportamenti delle risorse umane si avvale del

supporto del sistema informativo aziendale.

Il sistema informativo aziendale può essere esterno ed interno. Quello interno si qualifica in due

parti:

L’economia aziendale nasce da un evoluzione degli studi della disciplina chiamata “ragioneria”. La

ragioneria è la scienza che studia le determinazioni quantitative dell’azienda. Le determinazioni

quantitative rappresentano la contabilità. Nell’evoluzioni degli studi della ragioneria si è capito che

tutto il sistema informativo (che comprende determinazioni quantitative e qualitative) è alla base

delle decisioni aziendali.

Le determinazioni quantitative aziendali rappresentano una parte del sistema informativo aziendale

in particolare costituiscono un sistema di informazione aziendale contabile.

Sono distinguibili diversi momenti/fasi di conoscenza informativa aziendale di cui si occupa la

ragioneria:

1) Rilevazione quantitativa contabile dei fatti amministrativi ovvero la notazione delle

movimentazioni quantitative dei fatti/azioni/operazioni in azienda (Es. acquisti, vendite,

crediti, debiti). I fatti amministrativi sono l’insieme delle azioni, delle attività che si

svolgono in azienda. I fatti amministrativi rilevabili fanno parte della fase esecutiva

aziendale in quanto si manifestano nella loro parte quantitativa e possono così essere

rilevati (nella fase della programmazione sono fatti teorici e quindi non rilevabili). Il conto è

un documento elementare di descrizione dei fatti.

2) Determinazione contabile dei risultati aziendali cioè la misurazione e la rilevazione dei

valori totali derivanti da fatti amministrativi omogenei. I risultati sono l’aggregazione dei

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fatti aziendali secondo un oggetto stabilito e possono essere parziali (es. tot acquisti) o

totali (es. reddito di esercizio, bilancio)

3) Classificazione e rappresentazione delle determinazioni quantitative in modo analitico o

sintetico. I fatti amministrativi vanno opportunamente aggregati e infine rappresentati.

Queste fasi di informativa aziendale servono per dare informazioni agli Stakeholders (gruppi

sociali che interagiscono con le aziende) destinatari sociali che possono avere utilità nell’avere

informazioni della vita delle aziende (es. banche fornitori, clienti ecc).

Capitolo 2.1 pagine 55-56

L’azienda è un sistema socio-tecnico, aperto, finalizzato, probabilistico, eccessivamente

complesso, duraturo, dotato di meccanismi di regolazione, orientato a produrre beni e/o servizi in

grado di soddisfare i bisogni umani.

L’azienda è un istituto economico in cui esiste un sistema di persone che adopera in un sistema di

beni ponendo in essere un sistema di operazioni in grado di produrre beni e/o servizi per

soddisfare i bisogni umani.

Un sistema è un insieme coordinato di elementi.

Un sistema socio-tecnico è un sistema i cui elementi sono sociali (risorse umane) e tecniche

(tecnologie).

E’ un sistema aperto perché l’azienda vive sul mercato interagendo con tantissimi gruppi sociali

che sono: il mondo del lavoro, i fornitori, i concorrenti, i clienti, la ricerca e sviluppo per le nuove

tecnologie, le pubblicità, i capitalisti, lo Stato, gli enti pubblici e le leggi.

E’ un sistema finalizzato ovvero ha i suoi obiettivi ha una sua mission. E’ un sistema probabilistico

ovvero messi gli elementi nel sistema coordinato il risultato può essere diverso da quello aspettato

(per questo esiste un controllo di feed-back che i risultati siano quelli programmati).

E’ un sistema eccessivamente complesso ovvero nel suo interno l’azienda ha una serie di

relazioni esterne (poiché è un sistema aperto) e interne. In particolare le relazioni interne che

nascono tra le risorse umane sono così complesse che non possono essere mai identificate. E’

quindi un sistema complesso nella sua capacità umana.

E’ un sistema duraturo in quanto nasce per non morire, è un organismo atto a perdurare nel

tempo. L’azienda è anche un sistema cibernetico.

I meccanismi di regolazione in un’azienda è l’insieme dei rapporti/azioni/relazioni che

comportano una regolazione delle attività produttive al fine di perseguire gli obiettivi. Possono

essere automatici e non automatici. Sono anche distinti tra i meccanismi di regolazione di controllo

(feed-back).

I meccanismi di omeostasi indirizzano l’azienda alla realizzazione dell’equilibrio. L’omeostasi è la

capacità dei sistemi viventi nel tempo di eliminare gli ostacoli, le difficoltà per mantenere una

posizione di equilibrio.

L’azienda ha dunque la capacità di eliminare il degradamento entropico ovvero la situazione di

disordine realizzando la nega-entropia. L’azienda crea dunque la negazione dell’entropia in una

logica di equilibrio sia statico che dinamico (essendo un sistema aperto).

L’istituto esprime un concetto similare al sistema, esso infatti è l’entità in cui sono presenti e

operanti un insieme di fattori tra loro coordinati. Per economico si intende un qualsiasi fattore o

bene che non è disponibile sempre in natura. L’economista Robbins definisce un bene economico:

un bene scarso, la cui utilizzazione richiede sacrificio e non è disponibile per tutti la cui disponibilità

è ottenuta con un onere/costo/spesa. L’istituto economico è un sistema i cui fattori sono tutti

economici.

Nella definizione si sottolinea inoltre l’esistenza di tre sub-sistemi dell’azienda: il sistema delle

persone su cui si sviluppa la scienza dell’organizzazione aziendale; il sistema di beni che da

origine al concetto di capitale o patrimonio aziendale; il sistema di operazioni da cui nasce la

gestione aziendale delle operazioni aziendali nel tempo e nello spazio.

L’azienda ha scambi con il mercato riguardanti risorse informazioni energie.

Definizioni del concetto aziendale secondo grandi economisti Pagina | 4

Besta intendeva l’azienda come un sistema dato dalla sommatoria di fenomeni di negozi che sono

relativi al cumolo di capitali. Zappa si oppone alla posizione patrimonialista di Besta affermando

che l’azienda è una coordinazione economica di atti istituito e retto dalla ricchezza aziendale per la

soddisfazione dei bisogni umani. Per Amaduzzi l’azienda è un sistema di forze impiegate in attività

economiche che sono le risorse umane e la ricchezza.

Capitolo 2.2 pagine 56-61

L’organizzazione aziendale è la disciplina che studia il sistema delle persone nel loro operare in

azienda, preoccupandosi della gestione aziendale e dell’organizzazione del lavoro. Si preoccupa in

maniera minore anche della leadership e della motivazione sul lavoro. L’organizzazione aziendale

studiando il comportamento delle risorse umane si occupa dell’ordinamento delle attività aziendali

orientate alla realizzazione degli obiettivi. L’organizzazione aziendale nasce attraverso un

processo organizzativo.

Il processo organizzativo identifica cinque fasi per la rappresentazione dell’organizzazione

aziendale:

1) Identificazione degli obiettivi aziendali ovvero la conoscenza degli obiettivi per i quali

l’azienda è costituita (mission).

2) Individuazione delle funzioni aziendali. La funzione aziendale è un insieme coordinato

di operazioni omogenee in base a un oggetto di riferimento (es. funzione degli acquisti,

vendite, finanziaria, fiscale). Gli obiettivi aziendali vengono divisi in sub obiettivi che sono

gli oggetti delle funzioni.

3) Specificazione dei ruoli organizzativi. Il ruolo organizzativo è definito da un insieme

coordinato di attività elementari che devono essere svolte in ogni unità aziendale. Le

funzioni vengono scomposte in varie attività che vengono aggregate in ruoli organizzativi.

Le attività possono appartenere alla stessa funzione o a funzioni diverse. Il ruolo

organizzativo identifica il comportamento atteso che ogni persona deve svolgere in una

determinata posizione organizzativa.

4) Determinazione dei compiti ovvero la descrizione analitica dei comportamenti attesi in

ogni azione. I compiti sono azioni elementari che compongono il ruolo organizzativo.

5) Individuazione delle linee di influenza. Le linee di influenza indicano la dipendenza di

un ruolo organizzativo rispetto a un altro. Possono essere autoritarie, che individuano una

posizione di potere, e non autoritarie che sono tutte le altre linee non di potere.

Dal processo organizzativo viene fuori la struttura organizzativa aziendale ovvero la descrizione

totale dell’azienda per i ruoli e le linee di influenza con un dominio particolare delle linee autoritarie.

La struttura aziendale si descrive prevalentemente attraverso un organigramma e un sistema

complesso di mansionari (che descrive le mansioni ovvero i compiti distribuiti ad ogni ruolo).

Capitolo 2.3 pagine 61-73

Sistema dei beni è il capitale o patrimonio di una qualsiasi azienda. I beni sono oggetto di diritto.

Il capitale o patrimonio in azienda rappresenta l’insieme coordinato di beni necessari e disponibili

per raggiungere i propri obiettivi. E’ un concetto statico che si rappresenta in un unico momento in

cui esso si esamina. Secondo l’articolo 810 del codice civile (c.c.) rappresenta un bene ogni

elemento disponibile su cui possono nascere rapporti giuridici.

Il capitale può essere considerato sotto l’aspetto qualitativo o quantitativo. Pagina | 5

La valutazione quantitativa del capitale fa riferimento a un insieme coordinato di beni o elementi

che risultino omogenei espressi in valori. Il capitale aziendale individua un fondo omogeneo di

valori.

Gli inventari sono documenti elementari, di cui i minimali sono obbligatori per legge, che

descrivono in modo qualitativo ogni bene del capitale aziendale nella sua vita utile. Quando gli

inventari contengono anche la descrizione quantitativa sono chiamati inventari a valori. Il valore

viene espresso normalmente secondo la moneta corrente o di conto.

La sintesi degli inventari da origine allo stato patrimoniale (S.P.) che rappresenta il fondo

omogeneo di valori ed è un concetto statico. Lo stato patrimoniale è un documento appartenente al

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luigi1046 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof D'Alessio Lidia.
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