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Economia aziendale

Economia aziendale è la scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende, la scienza dell’amministrazione economica delle aziende” Zappa. “È la scienza che ricerca le leggi delle condizioni di equilibrio dell’azienda e si compone di tre discipline: ragioneria, gestione e organizzazione” Amaduzzi.

Attività economica

L’attività economica è la conseguenza del bisogno degli operatori economici (individui e organizzazioni) di risolvere il problema economico: risorse limitate per bisogni illimitati. Questa scienza studia i problemi di convenienza economica riguardanti produzione, distribuzione e consumo.

Caratteristiche della scienza economica

  • Empirica perché utilizza una metodologia induttiva, deduttiva.
  • Positiva perché ricerca principi su “ciò che è”.
  • Scienza sociale.
  • Normativa studiando come “dovrebbe essere”.

Fasi della vita aziendale

  1. Pre-aziendale: si ricercano i mezzi monetari (beni).
  2. Istituzionale: viene costituita l’azienda e si prendono le decisioni più importanti.
  3. Gestionale/Dinamico: probabilistica. C’è l’inizio della produzione e della vendita. Può anche accadere che l’azienda passi di proprietà.
  4. Terminale.

Beni economici

I beni economici sono prodotti/servizi distinti in:

  1. Consumo finale.
  2. Consumo intermedio o di produzione.

La distinzione non è netta e dipende molto dalle circostanze. Le caratteristiche dei beni sono:

  • Uso durevole: il consumo non si esaurisce in un singolo processo produttivo.
  • Uso immediato.

Produzione e consumo

Il rapporto tra attività di produzione e consumo ha portato a distinguere tra aziende di produzione e di erogazione (più vicine al cliente e ai suoi bisogni). Questa distinzione però non è condivisa da molti poiché tutte le aziende producono ricchezza. La maggioranza delle aziende ha una forma mista o composta.

Fattori produttivi

I fattori produttivi sono elementi in grado di alimentare l’attività di produzione di beni e servizi. I requisiti sono:

  • Quantità e qualità.
  • Connotazione temporale.
  • Disponibilità e utilità.
  • Onerosità.
  • Vincolabilità: l’azienda all’acquisizione deve sostenere un costo che si aspetterà di vedere ripagato nel tempo.
  • Esprimibilità in forma monetaria.

Classificazioni dei fattori produttivi

I fattori primitivi/primigeni sono il capitale: generico, altamente produttivo, utilizzato per ottenere altri f.p., ad alta fungibilità, e il lavoro: specifico, con bassa fungibilità e ottenuto grazie a f.p. generici. Classificazioni:

  1. Fungibilità (generici o specifici).
  2. Utilizzabilità:
    • Durevole (pluriennali, strutturali, a fecondità ripetuta).
    • Immediata (a fecondità semplice, correnti, di consumo).
  3. Materialità o immaterialità.
    • Utilità immediata: Materiali (materie prime) e Immateriali (servizi).
    • Utilità durevole: Materiali (macchinari) e Immateriali (brevetti).

Trasformazione dei fattori produttivi

La trasformazione del fattore generico denaro in fattore specifico determina la formazione di costi e in base al momento in cui questi avvengono possiamo dire di aver avuto un costo anticipato o contestuale/parallelo (lavoro) al processo produttivo. I fattori produttivi non esauriscono gli input che entrano in azienda contribuendo al processo produttivo; bisogna considerare anche tutti i fattori che occorrono tramite i seguenti processi: investimento, produzione e apprendimento.

L'operatore economico aziendale

L’azienda può essere definita in molti modi:

  1. Statica o strutturale: complesso di persone e beni in un insieme che enfatizza il fare.
  2. Dinamica: insieme di operazioni coordinate fra loro in un sistema che enfatizza il fare.
  3. Complessa: nella sua completezza dinamico-strutturale.

L’oggetto di investigazione risponde a delle domande elaborate da Giannessi:

  1. Dove si trova l’azienda? Nell’ordine economico generale, come unità elementare dotata di vita propria (separata dall’imprenditore) e riflessa (condiziona ed è condizionata dall’ambiente).
  2. Che cosa la compone? Un sistema di operazioni coordinate fra loro e derivanti dalla combinazione di f.p. e dalla composizione di forze interne ed esterne.
  3. Che cosa fa? Realizza un’attività economica di produzione, consumo e distribuzione.
  4. Qual è il suo fine? L’equilibrio economico a valere nel tempo, ben diverso dal concetto di lucro o profitto che evidenziano il solo superamento dei costi da parte dei ricavi. L’equilibrio che si vuole raggiungere è indipendente dal singolo risultato dell’esercizio anche se quest’ultimo può essere indicativo dell’andamento generale.
  5. Quando tale fine è realizzato? Quando vi è una remunerazione adeguata e proporzionale ai risultati raggiunti in un intervallo di tempo soddisfacente. Ci si aspettano risultati adeguati in campo economico finanziari, competitivi, sociali, di sviluppo.

Teoria sistemica

La teoria sistemica considera l’azienda come un insieme di elementi correlati e interrelati coordinati verso il raggiungimento di un medesimo risultato. Questa teoria ammette il principio olistico, secondo il quale la totalità in termini di costi ha più valore della somma delle singole parti. È opportuno tener conto che non sempre vi è una relazione delle singole parti e la loro successiva ricomposizione.

Ordine aziendale

L’ordine aziendale può essere visto da molteplici angolazioni:

  1. Combinazioni di fattori produttivi. Impiego i singoli f.p. attraverso un modulo combinatorio (spaziale, quantitativo, temporale) al fine di ottenere sinergie combinatorie.
  2. Sistema delle operazioni: nasce nel momento decisionale, cognitivo che poi dà vita al momento operativo (nel modo più funzionale possibile) con processi di acquisizione, finanziamento, cessione e trasformazione.
  3. Composizione delle forze. Nell’ambiente (competitivo o collaborativo) si considerano sia le forze interne che quelle esterne, adottando un comportamento adeguato sia questo passivo, attivo reattivo o attivo anticipatorio.

Ovviamente tutti e tre questi ordini devono essere collegati e coordinati secondo convenienza, dandogli disposizione economica.

Studio dell'azienda

  1. Teoria meccanicistica: l’azienda è vista come un insieme di schemi a funzionamento determinato (meccanismi di un sistema chiuso in cui bisogna scoprire gli algoritmi di funzionamento, considerando solo fattori endogeni).
  2. Teoria organistica: dove l’azienda è vista come un essere vivente, aperto all’esterno e a crescita programmata. Vengono considerati fattori sia endogeni che esogeni.
  3. Teoria contrattualistica: l’azienda è un insieme di negozi e contratti. In questo caso si sta facendo un’analisi chiusa dell’azienda, considerandola come un “isola” collegata ad altra da transazioni.
  4. Teoria sistemica: studio di elementi interrelati e coordinati verso il raggiungimento di un medesimo risultato attraverso le relazioni interne ed esterne. È la teoria che ha riscosso maggior successo a causa della sua completezza e del suo approccio ai problemi scientifici. Il concetto di sistema si basa su due postulati:
    • Combinazione di parti o elementi riuniti in un tutto.
    • Equilibrio dinamico, che può essere applicato anche a sistemi viventi.

Il parallelo tra sistemi sociali e organici lo si ha grazie alla funzione personificativa che vede in un flusso di energia da e verso l’ambiente ed una continua trasformazione di questa energia, un punto comune.

Sistema azienda

Il sistema azienda è un sistema sociale diverso da quelli fisici o biologici e costituisce l’espressione più elevato del comportamento umano in campo economico ed è anche diversa dai sistemi sociali in se per se, come la famiglia, lo stato o la chiesa. Ci sono tre elementi di differenziazione:

  1. Non c’è legame volontaristico fra gli individui all’interno dell’azienda.
  2. L’azienda crea ricchezza, non si limita al consumo di elementi.
  3. L’azienda non ha un’unità di interessi e finalità comuni, anzi il più delle volte tra imprenditore e dipendenti c’è un rapporto conflittuale.

Caratteri del sistema azienda

  • Aperto: l’azienda è un sottoinsieme del sistema economico con il quale interagisce collegandosi con altre istituzioni sociali e con gli individui (stakeholders). Nel suo essere sistema aperto attinge inputs dall’esterno, produce e colloca outputs per l’esterno e contrasta processi di entropia di tipo positivo (l’assorbimento di energia esterna all’organismo e necessaria a farlo funzionare).
  • Dinamico: l’azienda è composta da una struttura (aspetto statico) che può esistere solo se è in funzione tramite processi (aspetto dinamico). Le strutture sono soggette a modifiche nel tempo e nello spazio, il carattere dinamico è visibile anche nell’attitudine a mantenere condizioni di equilibrio (omeostasi, ovvero devo imparare ad adattarmi velocemente continuamente per sopravvivere).
  • Complesso: se nel sistema è elevata la molteplicità degli elementi e/o delle relazioni tra gli elementi, parliamo di sistemi scomponibili in subsistemi aperti e funzionanti in modo complesso. Il sistema aziendale presenta una combinazione di fattori e una combinazione di forze sottoposte a relazioni di causa effetto e di concausa ed effetto molteplice. Ovviamente bisogna considerare anche gli esseri umani che lavorano in azienda come parte della causa della complessità dei sistemi sociali.
  • Probabilistico: perché il funzionamento è pervaso da un rischio.
  • Finalizzato: all’indiretta soddisfazione dei bisogni umani. Possiamo trovare due fini tra loro indipendenti: conseguire e mantenere l’equilibrio economico e avere un favorevole rapporto tra attività aziendale (proiezione interna) e soddisfazione dei bisogni umani (proiezione esterna).

Modello aziendale

Si può considerare un modello suddiviso in due aspetti principali:

  • Oggettivo che comprende il sistema azienda-ambiente e quello della produzione.
  • Soggettivo che al suo interno ha il sistema delle informazioni e quello del management.

Sistema della produzione

I cui elementi sono gli input e gli output del sistema stesso e il meccanismo del loro funzionamento -> modulo di combinazione produttiva.

NB subsistema del denaro, segue un suo iter esplicitabile con il movimento del denaro in azienda:

  • Flussi in uscita come l’acquisto di materiali, il rimborso dei finanziamenti e la distribuzione dei dividendi.
  • Flussi in entrate se parliamo di vendite, formazione di capitale aziendale o la possibilità di ottenere prestiti.

Sistema delle relazioni azienda-ambiente

I rapporti potrebbero essere continui o intermittenti e possono riguardare direttamente gli elementi del sistema della produzione o indirettamente nel caso di rapporti competitivi/collaborativi con i concorrenti.

Sistema del management

L’imposizione soggettiva non può essere attribuita né al singolo individuo né alla collettività perché la competenza, l’intuito, la propensione al rischio si combinano dando vita al sistema del management. L’attività strategica ha a che fare con momenti e risorse correlate che c’erano più fasi correlate e consequenziali:

  • La formulazione degli obbiettivi.
  • La realizzazione di quanto formulato.
  • Il controllo necessario della gestione.

Subsistema della pianificazione

Il più importante perché fornisce elementi base per il governo aziendale nel quale vengono fissati gli obbiettivi, orientate le scelte. Partendo dalle strategie i manager sviluppano all’interno del sistema le risorse e le competenze necessarie per arrivare ad attivare i processi di analisi e formulazione delle decisioni. I manager dovranno analizzare le condizioni di partenza, gli input strategici interni ed esterni e come correlare le decisioni ai comportamenti.

Subsistema dell’organizzazione e della gestione

Permettono il passaggio dalla formulazione alla realizzazione.

Subsistema del controllo

Indispensabile perché permette di monitorare gli andamenti reali dati quelli ideali. Si tratta di verifica, orientamento e guida. È un insieme di obbiettivi, risultati e di un processo di confronto.

Sistema delle informazioni

Trova spazio nel sistema del controllo. Le informazioni descrivono qualitativamente e quantitativamente operazioni, processi e funzioni. Oggi si parla di nuova economia perché ci si basa su strumenti informativi e informatici nuovi.

La classificazione delle aziende

Tipologia di produzione

  • Manifatturiere: forniscono ai clienti prodotti caratterizzati dall’aspetto della tangibilità.
  • Non manifatturiere: si distinguono in
    • Commerciali: se forniscono prodotti tangibili che hanno in precedenza acquistato da fornitori, c’è solo uno spostamento spaziale.
    • Di servizi.

Dimensione e capacità produttiva

Si distinguono aziende medie, piccole o grandi secondo parametri quantitativi e qualitativi. È possibile determinarli grazie a:

  • Modulo di combinazione produttiva.
  • Programmi operativi dell’impresa, legati ai programmi di vendita.

* Per i criteri europei un’azienda con meno di 50 dipendenti e un fatturato inferiore ai 10 MLN è una piccola impresa. Se si hanno fino a 250 dipendenti e fatturato minore di 50 MLN invece l’impresa è considerata media.

Forma giuridica

  • Private: sorgono dall’iniziativa di un singolo cittadino e sono regolate dalle norme giuridiche privatistiche.
    • Aziende individuali.
    • Aziende societarie.
  • Pubbliche: la partecipazione dello stato o di un altro ente pubblico avviene attraverso forme giuridiche differenti e la partecipazione in un’azienda può essere totalitaria o parziale. In base allo scopo perseguito:
    • Società a scopo mutualistico (cooperative).
    • Società consortili.
    • Società lucrative.

Un’altra distinzione è tra le società di persone (snc, ss e sas) e quella di capitali (srl, spa, sapa).

Il soggetto economico

È rappresentato dalla persona o dall’insieme di persone che assumono decisioni e controllano la gestione. Di solito sono capitalisti e imprenditori che detengono la maggioranza del patrimonio aziendale, che sia relativa o a bassa quota. Non sempre c’è coincidenza fra proprietà dell’azienda e soggetti che ne esercitano il controllo. Nel soggetto economico confluiscono le competenze politiche dell’imprenditorialità e tecniche della managerialità. Il dirigente non sopporta il rischio aziendale, anche se sempre più spesso il manager viene assunto con formule che legano i suoi guadagni agli andamenti della sua gestione.

Soggetto giuridico

È colui che assume diritti e obbligazioni scaturiti dalla gestione.

  • Azienda individuale -> persona fisica -> assenza di autonomia patrimoniale.
  • Società di persone -> esiste un patrimonio sociale ma il confine fra questo e i patrimoni personali dei soci è molto esiguo -> autonomia patrimoniale imperfetta in quando i creditori della società possono attingere ai patrimoni dei soci fino alla completa estinzione del debito.
  • Società di capitali nelle quali invece l’autonomia patrimoniale è perfetta, tant’è che la responsabilità patrimoniale dei soci è limitata al conferimento effettuato nel patrimonio sociale.

Aggregazione aziendale

L’aggregazione aziendale è una forma di coesione o unione tra unità aziendali giuridicamente distinte. Perché accada devono verificarsi due presupposti:

  • Pluralità di aziende indipendenti aventi ciascuna una propria identità giuridica.
  • La volontà, l’intenzione delle parti di organizzare la loro relazione. L’oggetto dell’accordo consiste nell’esigenza di collaborare intorno ad un’attività.

Contenuto dell’accordo

  • Legami tecnologici principalmente per l’attività di ricerca.
  • Legami produttivi, incremento della capacità produttiva, legati al conseguimento dei benefici delle economie di scala.
  • Legami commerciali per sfruttare reti distributive, avere accesso nuovi mercati di sbocco.

Formalizzazione dell’accordo tra due aziende

  • Accordi formali con relazioni di origine contrattuale come con il franchising e patrimoniale, attraverso partecipazioni di capitale come le joint ventures.
  • Accordi informali, attraverso legami di natura produttivo/finanziaria e di processi di decentramento produttivo e personale. Alcuni studiosi oggi utilizzano la divisione equity agreement se su base patrimoniale o non equity agreement.

Rete

Concetto recentemente affiancato a quello di aggregazione, che valorizza le interazioni fra soggetti. I caratteri cardine di questo concetto sono: la pluralità di soggetti, le relazioni interattive, l’autonomia dei soggetti coinvolti e l’uso di un linguaggio condiviso fra le unità.

Processi aggregativi

I processi aggregativi avvengono per motivi diversi:

  1. Per il conseguimento di economie di scala.
  2. Attivazione di processi di quasi integrazione verticale (attività diverse ma complementari).
  3. Conseguimento di economie di raggio d’azione, se le aziende vogliono sviluppare processi di diversificazione visto che non svolgono attività complementari.

Esistono due processi di crescita dimensionale per linee:

  • Interne nel momento in cui l’azienda si sviluppa senza varcare i confini dell’organizzazione.
  • Esterne se l’azienda assorbe altre unità produttive dando luogo ad un’altra organizzazione.

Vantaggi e svantaggi

Vantaggi:

  • Finanziari grazie alla raccolta di capitali di credito e di rischio.
  • Fiscali per i risparmi sulle imposte.
  • Mimetici: localizzazione delle unità aziendali.
  • Familiari: allocazione di capitale tra i membri.

Svantaggi: ridotta stabilità e trasparenza.

Gruppi e legami di gruppo

Il gruppo rappresenta un insieme di imprese giuridicamente autonome ma... (la frase sembra incompleta nel testo originale, quindi è stata mantenuta così com'era).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pisa.economia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof D'Onza Giuseppe.
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