Estratto del documento

Che cos'è?

Esercitazione che illustra il modo in cui vengono effettuate le rivelazioni contabili e mostra come si fa il bilancio d’esercizio.

Come interpretare i valori del conto economico e dello stato patrimoniale

Attività: elementi attivi del patrimonio.

Passivo e netto: obbligazioni che l’azienda ha avuto con altri soggetti.

Ricaviamo lo spazio per inserire i componenti reddituali, fattori produttivi che finiscono la loro attività in un tempo più lungo dell’esercizio singolo incremento di una attività patrimoniale con segno positivo.

Se un bene invece lo cedo (ad esempio vendendolo) abbiamo una riduzione di attività patrimoniali, avrebbe segno negativo nel membro di sinistra oppure segno positivo nel membro di destra.

Un incremento di denaro contante è solo un incremento di denaro contante: aumenta la nostra disponibilità di denaro contante e costituisce una attività incremento di una condizione patrimoniale attiva.

Classificazione delle attività nel bilancio

Gli impianti sono delle attività e vanno messe a sinistra perché hanno la positività a sinistra.

Capitale sociale: valore della dotazione per avviare l’azienda, è un elemento del capitale netto e va a destra.

Le due sezioni si eguagliano e quindi la rappresentazione è corretta.

Un mutuo è un incremento di passività e va rappresentato a destra.

Rivelazioni finali

Rivelazioni finali che hanno il compito di applicare il principio di competenza ai nostri valori, valori che possono essere disposti fuori dall’esercizio (canoni trimestrali, ecc.).

I fondi di elementi patrimoniali possono essere diversi di giorno in giorno, perché le quantità fondo si misurano in un determinato momento.

Patrimonio e beni

Nel patrimonio si includono anche i beni con le ipotesi di funzionamento (ovvero che nella mia attività è fondamentale e lo uso) e le ipotesi di dislocamento (ovvero per esempio devo vendere un bene); ciò determinerà il prezzo/valore che il bene ha per me o che ha per qualcun altro a cui magari devo venderlo.

Organizzazione e coordinamento

Organizzare coordinamento del lavoro, ovvero cercare di stabilire in modo ottimale per far sì che le persone lavorino nel modo più efficace ed efficiente per far sì che gli obiettivi dell'azienda vengano raggiunti. Tutto ciò presuppone che l’azienda conti più di un lavoratore (cosicché più persone facciano più cose e non uguali lasciando magari dei buchi).

Organizzazione e struttura

Organizzare definire un assetto organizzativo:

  • Struttura organizzativa: definisce i compiti e le responsabilità delle persone all’interno di un insieme di unità organizzative (come per esempio creare di gruppi i quali possano migliorare la loro specializzazione in quel determinato settore), indicare con chi avere relazioni e che contatti deve avere, creare un organigramma.

La struttura organizzativa può essere elementare (ovvero dove tutti i lavoratori fanno più o meno tutte le mansioni dell’azienda) oppure una struttura organizzativa dove si volge verso la specializzazione del singolo (ovvero dove ogni lavoratore svolge una propria mansione migliorando di tempo in tempo la propria praticità in quella mansione).

Funzioni parziali e coordinazione

Funzione parziale= coordinazione parziale: insieme dei processi collegati per una omogeneità del lavoro (isolare un determinato ramo dell’azienda).

Una azienda che vende a livello mondiale avrà una logica di coordinamento molto differente rispetto ad una azienda che vende a livello nazionale. Le logiche di coordinazione variano da azienda ad azienda.

Organizzazione delle attività

Organizzazione delle attività per funzione (cosa vendo) o per divisione (reparto vendite).

Economicità e equilibrio

Economicità: criterio da rispettare nel compiere le nostre azioni, definire la strategia di marketing/gestire l’azienda PRIMO ED UNICO VERO OBBIETTIVO DELL’AZIENDA.

Equilibrio economico= condizione di sopravvivenza che permette all’azienda di continuare ad offrire il proprio servizio. Attività economica è uno strumento, l’obiettivo è continuare ad esistere solo a livello fisico senza trarne per forza un grande profitto, l’importante è andare in pari.

Massimizzare il profitto

Massimizzare il profitto: l’azienda diventa il fine.

Sinergia: entrare in un nuovo business il quale mi permette di utilizzare in gran parte i mezzi di produzione che utilizzo per il mio business attuale.

Però il mio personale magari non sarà così esperto come un'altra parte di personale la quale potrebbe vendere/produrre solamente il mio business. Perciò, se io faccio sviluppare una capacità ad un membro del personale di vendere tutti e due i prodotti, non eccellerà mai in nessuno dei due campi. Perciò io specializzo rispetto all’oggetto, creo una combinazione parziale (separo i due prodotti distinguendo gli addetti cosicché si possano specificare per i determinati ambiti).

Condizioni di economicità

Economicità: primo obiettivo dell’azienda.

  • Autonomia: un’azienda non deve ricorrere ai sostegni di altre economie per la copertura delle perdite. Se l’azienda è stata creata per soddisfare gli obiettivi di coloro che ci lavorano, dipendere economicamente da qualche altra azienda farebbe venire a meno il principio di esistenza dell’azienda, anche perché essa sarebbe volta solamente agli interessi del fornitore economico che la sostiene, non potendo più compiere il fine principale dell’azienda.
  • Durabilità: un’azienda raggiunge la durabilità se essa raggiunge le condizioni per operare in un lungo tempo. Non deve esistere qualcosa per far sì che essa cessi la sua attività.

Queste due condizioni devono essere verificate sempre. Queste due condizioni possono essere rappresentate anche attraverso altre due condizioni volte a spiegare l’indirizzo delle persone che ci lavorano dentro. I principi non sono specifici perché devono abbracciare un largo gruppo.

Equilibrio reddituale e monetario

Equilibrio reddituale: equilibrio tra costi ed esoneri e ricavi e proventi. I miei ricavi devono essere sufficienti a pagare i costi di acquisto per la produzione di quel determinato bene.

Equilibrio monetario: le uscite monetarie dovrebbero esser non superiori alle entrate monetarie così da avere una disponibilità di liquidità che consenta di operare nel tempo.

Questi due equilibri sono collegati tra loro, ma le entrate e le uscite sono diverse dal ricavo e i costi.

Svolgimento di una attività attraverso fattori produttivi (cemento, pelle, cibo…).

Costi: acquisto di fattori produttivi (materiali che abbiamo acquisito per arrivare al prodotto finale; la moneta serve per darci un quantitativo dei fattori produttivi, moneta= unità di conto).

Tra costo ed uscita monetaria non c’è corrispondenza: nell’uscita può esserci l’iva che nel costo non c’è, magari il costo che ho lo pago a rate, ecc.

Uscita: variazione monetaria.

Costo: metodo quantificativo che determina l’acquisto di fattori produttivi per produrre il bene finale.

Economicità come linea guida

Economicità: linea guida per le persone che prendono decisioni nell’azienda.

Equilibrio reddituale: equilibrio tra componenti positivi e negativi di reddito (costi e ricavi).

Equilibrio monetario: riguarda l’equilibrio tra le entrate e le uscite monetarie (entrate ed uscite). Questi due equilibri devono essere raggiunti insieme, perché uno tira l’altro. L’equilibrio reddituale ci permette di fare previsioni sul suo futuro e quindi sul futuro dell’azienda.

Il gruppo di appartenenza dell’azienda può aiutarlo a raggiungere l’economicità grazie all’acquisto di beni/servizi ad un prezzo maggiore di quello di mercato, però questa non è vera economicità poiché l’azienda dipende dalle aziende del gruppo che le acquistano prodotti. In un gruppo un’azienda può vendere anche beni/servizi ad un prezzo inferiore di quello di mercato alle aziende appartenenti al gruppo per far sì che i rivali che sono presenti nel loro settore possano essere combattuti. Ci sarà quindi un vantaggio in tempi posteriori, grazie alla perdita di concorrenza da parte dei concorrenti, alle aziende appartenenti a quel gruppo.

Efficienza e congruità delle remunerazioni

Efficienza: ricerca continua nel miglioramento dei processi generali dell’azienda; condizione che le aziende devono cercare sistematicamente; non si può mai raggiungere un risultato soddisfacente nell’efficienza.

Congruità delle remunerazioni: congruità dei prezzi-costo/prezzi-ricavo. Un’azienda può ritenere di aver raggiunto l’equilibrio economico quando acquista i prodotti/fattori produttivi ad un prezzo di mercato e quando rivende i suoi prodotti finali/servizi ad un prezzo che è in linea con l’andamento di mercato.

Misurazione dell'economicità

Misurazione economicità: si fa con il modello di bilancio; rappresenta gli equilibri economici di un’azienda nelle sue varie manifestazioni. Nel codice civile si definiscono i documenti che fanno parte del bilancio. Il modello di bilancio rappresenta le componenti positive e negative del reddito e la rappresentazione dello stato patrimoniale.

Ogni paese ha il suo “modello” istituito dalla legge (in Italia dal codice civile). Fornisce informazioni utili ai terzi, pensato per gli interlocutori esterni poiché si interessano all’economia dell’azienda. Il terzo così viene tutelato per le azioni che vorrebbe svolgere con l’azienda in questione.

L'ambiente economico

L’ambiente economico: come l’azienda partecipa all’ambiente in cui è inserita.

Ambiente non economico: condizioni fisiche di un territorio, tecnologia.

Ambiente economico: settore (insieme di aziende che producono lo stesso bene), mercato, struttura domanda e offerta.

La concorrenza tra le imprese può essere determinante anche da elementi differenti oltre che al settore, sistema competitivo, modello della concorrenza allargata, produttori di un bene differente che però soddisfa lo stesso bisogno.

Aggregato aziendale

Aggregato aziendale: quando aziende si aiutano a vicenda per componenti che erano mancanti in una o nell’altra.

L'attività economica

L’economia aziendale pone al centro la persona. Le persone si pongono determinati fini, i quali vengono soddisfatti dai bisogni, i quali a loro volta vengono soddisfatti dai beni economici. I beni economici li possiamo ottenere solo attraverso sacrifici perché non sono liberi, bisogna pagare un prezzo per averli perché scarseggiano (a differenza dei beni liberi che, appunto, sono liberi e non sono scarseggianti).

La persona non è l’attore economico, ma è l’istituto di cui fa parte che è l’attore economico. L’attività economica è sia produzione che consumo di beni economici.

Istituti principali

  • Famiglie
  • Imprese
  • Amministrazioni pubbliche
  • Istituti no profit

L’attività economica ha manifestazione primaria nel lavoro.

Categorie di bisogni

  • Bisogni essenziali e voluttuari (non essenziali)
  • Bisogni naturali e sociali (relazioni di amicizia, senso di appartenenza, senso di giustizia, ecc.)

Classificazione dei beni

  • Beni primari e voluttuari
  • Beni complementari (insieme soddisfano un bisogno)
  • Beni fungibili
  • Beni differenziabili (permettono di essere distinti e su cui noi riconosciamo una differenza rispetto ad altri, come dei vestiti) e non differenziabili (nessuna differenza su due beni uguali)
  • Beni di consumo (che esauriscono la loro utilità economica quando li utilizziamo es: gelato) e beni strumentali (beni che non esauriscono la loro utilità economica non con un solo utilizzo es: macchina per fare gelato)
  • Beni ad utilizzo singolo e durevoli
  • Beni a consumo individuale (lo utilizza il singolo) e consumo collettivo (bene che possono utilizzare più persone es: macchine a noleggio)
  • Beni privati e beni pubblici

Produzione economica

Produzione economica data da:

  • Produzione di beni: attività che può essere conclusa da una azienda che produce merci, servizi (trasporti, alberghi, consulenze, ecc.)
  • Negoziazione di beni: trading, capitali, assicurazioni, ecc.
  • Produzione di redditi: l’attività dell’azienda viene eseguita per la redistribuzione dei redditi cosi riuscendo a soddisfare i propri bisogni.

Scambio: negoziazione dove le due parti sono libere di accettare o non accettare le condizioni che entrambe propongono. Lo scambio ha delle condizioni particolari, le quali cambiano di volta in volta a seconda delle due parti (clausole del contratto di compravendita).

Credito o debito di regolamento: clausole del pagamento (a rate, 30, 60, 90 gg, ecc.). Negoziazioni di capitale di prestito: negoziazione del prestito di una certa quantità di denaro. Credito e debito di prestito è diverso da credito o debito di regolamento.

Negoziazione di rischi specifici assicurazioni: non assicurano il rischio generale (per esempio il fallimento dell’azienda), ma assicurano lo specifico perché deve determinare il danno economico a fronte di un incidente su un determinato servizio/bene; se non riesce a calcolare il danno economico, non riuscirebbe a calcolare il premio.

Distinzione tra persona e homo oeconomicus

Persona che attraverso l’attività economica soddisfa i propri fini e bisogni. Agente economico individuale: l’attività economica è svolta dal singolo individuo e il suo obiettivo è la massimizzazione della sua redditività massimale. Partecipano a gruppi ed istituti (aziende, amici, ecc.).

Non è perfettamente razionale: caratterizzato dall’egoismo e dall’opportunismo. Le esperienze di consumo determinano anche le future esperienze e i canoni che il consumatore si impone.

Essere insieme in un gruppo fa cambiare abitudini al consumatore. Un soggetto che sa fare scelte completamente razionali, assume sempre la decisione che è la più corretta; mentre nella razionalità limitata, il soggetto non riuscirà mai ad essere così razionale come quello che lo è perennemente, la decisione quindi sarà la scelta più soddisfacente.

Tutte le caratteristiche e gli obiettivi sono chiari. Il decisore inizialmente saprà alcune caratteristiche le quali si amplieranno e poi perderà quelle iniziali. È sempre in grado di capire quali siano gli effetti e le conseguenze di quelle che saranno le scelte.

Le alternative decisionali sono tutte chiare e le si possono comparare senza problemi simultaneamente. L’alternativa è sempre la migliore. L’uomo cerca di essere razionale, ma non ce la farà mai ad esserlo al 100%.

Il processo di scelta è sempre dato da un momento nel quale siamo obbligati (per esempio mancanza di tempo), e la scelta che si compie non è la scelta migliore in assoluto, ma è una scelta soddisfacente. Le aspettative che non sono soddisfatte, vengono rinunciate e determinano la scelta. I gruppi sociali determinano le nostre decisioni economiche. Fare parte di gruppi ci rende più accessibili rispetto a ciò che affronteremmo da soli.

Comportamenti nei gruppi sociali

L’individuo che appartiene ad un gruppo ha comportamenti coerenti con esso, e l’essere parte di un gruppo condiziona i comportamenti individuali. Un gruppo sociale nasce in modo spontaneo ed ha un numero di componenti limitato; all’interno di un gruppo nasce una struttura sociale interna la quale adotta regole di comportamento (come ad esempio quando uscire a cena tutti insieme); si devono affermare elementi che definiscano il denominatore comune del gruppo.

Le persone si comportano in un ruolo coerente che hanno appreso in quel gruppo; uscirne è molto difficile quanto più ci comportiamo nel modo in cui gli altri si aspettano, più siamo accettati all’interno del gruppo.

Garbage can model

Garbage can model: usa l’esempio del bidone della spazzatura poiché riunisce tutti gli elementi e dentro al bidone finirà l’aspetto contingente di tutte queste decisioni. Non tutte le persone saranno sempre presenti a tutti gli eventi del gruppo.

Mediante la partecipazione ad un gruppo si possono ottenere vantaggi, si possono ottenere cose che da solo non si potrebbero ottenere o costerebbero di più. Gruppo cooperazione = rendita. Si ha un risultato maggiore in un gruppo rispetto alla somma delle singole parti, derivato dalla cooperazione, rendita organizzativa.

Determinazione della rendita organizzativa

Riuscire a determinare prima il risultato della cooperazione è una cosa molto complicata, soprattutto determinare la partecipazione del singolo. Ma come suddividere equamente (in modo giusto, in relazione al contributo) il risultato della rendita organizzativa? Ciò presenta il rischio di comportamenti opportunistici, bisogna suddividere le quantità di lavoro. La rendita organizzativa non determina il lavoro che le varie parti svolgono, ma determina il valore complessivo del gruppo, si creano così delle transazioni inefficienti.

Profezie auto-verificanti

Profezie auto-verificanti: teoria X e teoria Y McGregor. Spiega che cosa determina comportamenti negativi/conflittuali/opportunistici oppure comportamenti positivi/responsabilizzanti, ovvero leali e collaborativi. Il mio pregiudizio sui comportamenti delle persone fa sì che io mi comporti in un certo modo.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Samuelep95110101 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Di Toma Paolo.
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