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Macroeconomia

Studia le variabili macroeconomiche e le loro relazioni in un sistema economico. Ogni variabile economica è il risultato di comportamenti individuali. L’obiettivo è trovare le condizioni per un equilibrio economico che sia soddisfacente per i più: è infatti impossibile che sia ottimo per tutti. L’equilibrio dipende inoltre dal lasso di tempo considerato: breve (12 mesi), medio (5 anni) e lungo termine (>5 anni).

Es. imposizione sul reddito

Se è del 20% si è più propensi a consumare, mentre se lo è del 50% lo si è meno. Per lo Stato è meglio un’alta imposizione fiscale per mantenere sanità, governo, debiti, difesa, istruzione ecc., mentre per un cittadino è meglio avere una bassa imposizione per poter utilizzare quei soldi nell’acquisto di altri beni. Le tasse sono una forma di redistribuzione della ricchezza.

L’incidenza demografica modifica l’imposizione sul reddito. Infatti, la vecchiaia fa sì che non ci sia un contributo economico da parte di questi individui ma che siano solo un peso economico. Inoltre, in un paese vecchio sono poche le persone che versano contributi e sono molte quelle che invece consumano risorse pubbliche (pensione, sanità...).

Se si può schematizzare l’età di un paese con una piramide dritta (molti giovani, pochi vecchi) c’è equilibrio; se invece è rovesciata (pochi giovani, molti vecchi) non c’è equilibrio. In più ogni anno i vecchi aumentano. Quindi se considero un imponibile del 40% e che le spese per i vecchi del primo anno sono 100, se il secondo anno vanno in pensione altre persone e le spese dunque aumentano a 104, lo Stato ha il 4% in più da pagare: se tutti tengono lo stesso tenore di vita e non subentrano giovani a contribuire, lo Stato va in deficit.

Se il sistema è in deficit, è squilibrato in quanto si spende di più di quello che si guadagna: si devono chiedere prestiti e così si crea il debito pubblico. Il rapporto tra debito pubblico e PIL fissato dall’UE è il 60%, l’Italia ha il 133%. Quando uno Stato deve pagare debiti in scadenza chiede altri soldi che gli vengono concessi con tassi di interesse ancora più alti.

Per ogni decisione politica c’è bisogno di coesione: se il debito è troppo alto c’è sfiducia, che è un demoltiplicatore economico, ovvero una componente psicologica molto influente. Se le borse sono in crisi la gente non consuma e non mette in moto l’economia.

Le variabili macroeconomiche

Domanda / offerta

Il prezzo è il punto di incontro tra chi chiede qualcosa e chi la vende. Se la domanda sale velocemente anche il prezzo sale molto: inflazione da eccesso di domanda. Se la domanda è costante e l’offerta diminuisce: inflazione da contrazione dell’offerta.

PIL o GDP

È la sommatoria del valore di tutti i beni prodotti in un paese in un lasso di tempo determinato (di solito 1 anno). Non viene considerata la produzione destinata a consumi intermedi (ovvero quelli trasformati nel processo produttivo in nuovi beni e servizi). Se il PIL aumenta, anche la domanda di moneta cresce. Il PIL ufficiale non tiene in conto del nero: si stima che in Italia ci sia un 20–25% di PIL sommerso, non dichiarato.

Consumo

Fruizione di beni e servizi da parte di imprese, privati, pubblica amministrazione ecc. Se si consuma più di quello che si guadagna si crea o un debito o si attinge dai propri risparmi.

Investimenti

Possono essere in scorte o investimenti fissi (impianti/servizi). È la sommatoria di beni e servizi in grado di incrementare lo sviluppo della capacità produttiva di un’impresa. L’investimento deve essere produttivo altrimenti è uno spreco di tempo e denaro. Serve a risolvere il problema della bassa produttività (tempo e lavoro in base a quanto produco: qualità + quantità). Non è utile se impiegato nella delocalizzazione in quanto il guadagno si sposta nella zona di produzione.

Es. in Germania il potere d’acquisto è nettamente superiore grazie a investimenti che ottimizzano il tempo e il lavoro:

  • Se in Germania costruire un’autostrada costa x denaro e y tempo, mentre in Italia costa 3x denaro e 4y tempo, questo è uno spreco di risorse.
  • Se in Germania un lavoro viene pagato 3x e in Italia solo x, vuol dire che in Germania hanno un potere d’acquisto nettamente superiore: con lo stesso numero di ore lavorative, un tedesco può comprare il triplo di un italiano.

In Germania quindi c’è molta più produttività, mentre in Italia manca la competitività: il discorso quindi non è in termini di quanto lavori, ma di quanto produci in termini di qualità e quantità.

Risparmio

Differenza tra reddito e consumi. Se è negativo siamo in presenza di un debito. Può essere reinvestito. Il debito privato di un cittadino americano è molto maggiore di quello di un cittadino italiano, mentre il debito pubblico italiano è molto più alto di quello americano. La Cina ha un debito pubblico ridotto se considerato il numero di abitanti, inoltre lo utilizza in nuovi investimenti e non per soddisfare bisogni futili.

Importazioni ed esportazioni

Bilancia commerciale:

  • Se le importazioni sono alte senza una compensazione adeguata nelle esportazioni, allora c’è un alto debito pubblico.
  • Se invece sono molto alte le esportazioni e basse le importazioni allora c’è un guadagno.

Sono gli insiemi di beni e servizi acquistati e venduti ad altri paesi calcolati in termini monetari, merceologici o in base alla modalità di utilizzo. Se le importazioni non sono bilanciate da un flusso di esportazioni costante avrò delle svalutazioni periodiche della moneta.

Bilancia dei pagamenti

Come si muovono i capitali (investimenti) e le partite correnti (incassi e pagamenti).

Moneta

Si utilizza quando c’è una coincidenza di bisogni (acquisto-vendita), ha un ruolo fondamentale nella transazione di beni e servizi. Funzioni:

  • Intermediaria negli scambi
  • Unità di conto
  • Riserva di valore

Può essere circolante oppure in deposito (conto corrente). Il tasso di interesse di mercato è il costo del denaro: se è basso c’è interesse a consumare, se è alto non c’è. La disoccupazione è di forte impatto: se non c’è consumo gli investimenti scendono e quindi i tassi diminuiscono per poter incentivare nuovi investimenti. Spirale viziosa che manda in crisi l’economia: demoltiplicatore economico.

Inflazione

Generale aumento dei prezzi che causa perdita di potere d’acquisto, quindi ogni unità monetaria può comprare meno beni e servizi. Negli anni '70 si istituisce scala mobile per arginare effetti dell’inflazione: aumento progressivo degli stipendi concorde all’inflazione (in realtà non ben allineata). Imposta da inflazione: tassi di interesse sugli investimenti.

Deflazione

Da:

  • Eccesso di offerta
  • Scarsità di domanda

Riduzione del valore della merce. Il cliente, se sa che tra tot giorni il prodotto avrà un prezzo inferiore, aspetta a comprarlo, dato che il venditore deve sopravvivere abbassa il prezzo per incentivare le vendite: freno all’economia. L’economia si autoalimenta e si autoinfluenza.

Tasso di interesse di mercato

Riequilibra offerta e domanda di moneta. Se aumenta diminuiscono:

  • Investimenti e domanda
  • Reddito e domanda di moneta
  • Prezzo dei titoli obbligazionari: incentivo all’acquisto di obbligazioni, disincentivo a risparmio in moneta.

Disoccupazione

Mancanza di lavoro, si può calcolare il tasso di disoccupazione di uno Stato.

Aspettativa degli operatori

Attese dei soggetti economici a fronte di eventi o comportamenti che influiscono sulle loro decisioni. Forte componente psicologica: es. si consuma in base alle prospettive future o si acquistano titoli in base all’andamento passato. L’economia si può dunque definire una funzione del futuro atteso che si autoinfluenza. Le aspettative possono essere:

  • Razionali: quando gli operatori sono in possesso delle informazioni necessarie.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariachiarabello di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino o del prof Guelfi Silvano.
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