Economia Aziendale
L’economia aziendale è la disciplina che ha ad oggetto le condizioni di esistenza e le
manifestazioni di vita dell’azienda attraverso lo studio coordinato e osservato dei
profili di Gestione, Organizzazione e Rilevazione. Le origini dell’economia aziendale
risalgono ad inizio 900 quando uno studioso, Gino Zappa, attraverso i suoi studi
sollevò il problema di elevare quest’ultima disciplina al rango di scienza, e disse che
mai si sarebbe potuta elevare da sola se non unita allo studio di altre discipline
economiche come: l’economia della gestione e dell’organizzazione unitamente alle
conoscenze della rilevazione.
La vita dell’azienda si realizza attraverso una sequenza di fatti e accadimenti
coordinati tra loro e rivolti al fine aziendale che possono essere variamente osservati.
La sequenza è:
- Analisi delle operazioni caratterizzanti la vita aziendale
- Analisi delle variazioni dei valori riguardanti le operazioni aziendali
- Rappresentazione delle analisi delle variazioni.
L’attività economica
Nella sua esistenza, l’uomo manifesta di continuo bisogni o desideri di varia natura,
per soddisfare i quali si attiva alla ricerca di beni e servizi cioè risorse o mezzi, atti ad
appagarli.
Alcuni di tali bisogni sono essenziali o indifferibili perché connaturati alla
sopravvivenza stessa, come: il nutrimento e il riposo, altri sono voluttuari o differibili
perché possono mutare nel tempo e occupano posizioni variabili, come: il
divertimento e la cultura.
L’uomo nel momento in cui avverte la carenza di alcune condizioni, agisce, pone in
essere una data attività che gli consenta di ottenere i beni o le risorse indispensabili
allo scopo. Il bisogno presuppone il mezzo di soddisfazione.
Come sappiamo i beni o risorse sono distinguibili in due classi:
- non economici, cioè quelli che troviamo illimitatamente in natura che sono
liberamente e agevolmente acquisibili;
- economici, sono quelli scarsi rispetto alle esigenze degli individui che non
possono facilmente acquisirli e quindi sono indotti a fare delle scelte per
riuscire ad appagare i bisogni avvertiti.
L’attività umana è diretta alla soddisfazione di bisogni o desideri, attraverso la ricerca
di beni o risorse di ogni tipo, essa viene definita “attività economica” quando diventa
indispensabile l’uso di beni economici(scarsi), in questo caso l’attività umana è
sempre fatta di scelte economiche che tendono ad avere il miglior rapporto possibile
tra mezzi (scarsi) e bisogni da soddisfare.
Il termine beni è accostato spesso da altri termini come “risorse o mezzi” per rendere
palese che quando si parla di essi, non si fa riferimento soltanto a quelli “materiali”
ma si comprendono tutti i servizi possibili soprattutto quelli “immateriali” 1
(intangibili) come: le conoscenze o le informazioni, insomma tutto quello che può
appagare sul piano fisico, psichico e spirituale l’uomo.
Nel sistema economico oggi svolgono attività economica diversi soggetti: singoli
individui, gruppi di persone ed entità complesse. Esse sono tutte “unità economiche”,
in tutte ritroviamo comportamenti volti a minimizzare l’uso delle risorse per il
raggiungimento dei risultati, o a massimizzare i risultati impiegando al meglio le
risorse.
Nelle unità economiche si consumano risorse, si producono risorse o ancora si
trasferiscono risorse ad altre unità essendo forti e frequenti i legami tra loro, questi
sono i momenti tipi dell’attività economica.
Se vogliamo individuare l’azienda, oggetto centrale dell’Economia Aziendale, ci
dobbiamo riferire alle unità economiche costituite da entità complesse, queste mentre
consento di soddisfare i bisogni di coloro che ne fanno parte o che contribuiscono
allo svolgimento della loro attività, hanno come obiettivo quello di apprestare beni
economici da cedere ad altri soggetti (anche interni), cosi che questi possano
soddisfare i propri bisogni.
E’ azienda l’unita economica provvista di determinati caratteri mancando i quali
l’unità resta una non azienda.
Un’azienda è tale se possiede i seguenti caratteri:
- Coordinazione o visone sistemica
- Economicità
- Autonomia
Sapere se una realtà è un’azienda o una semplice unità economica è molto importante
per l’aziendalista che deve essere cosciente della possibilità di applicare i principi e le
regole elaborati dalle discipline aziendali, solo alle aziende dato che alle non aziende
alcuni di questi principi e regole sono preclusi.
I caratteri che un’azienda deve possedere, sono considerati elementi di un nucleo
centrale tra loro strettamente collegati, che consentono all’azienda di conservare la
condizione d’esistenza fondamentale ed essenziale che è la “durabilità” ovvero la
continuità del suo funzionamento in prospettiva nel tempo.
Coordinazione sistemica
L’azienda è composta da un insieme di elementi legati tra loro da relazioni e rapporti
di dipendenza reciproca, in questo senso essa costituisce un sistema.
I due elementi fondamentali che compongono la struttura di un’azienda sono:
- Il lavoro, che si identifica con il personale che vi opera
- Il patrimonio, che è costituito da tutti i beni necessari allo svolgimento
dell’attività (beni materiali e beni intangibili come: formule, diritti, know how)
Quando nasce un’azienda, la qualità e la quantità di risorse apportate sono il frutto di
complesse decisioni, volte ad individuare la combinazione più conveniente in
rapporto all’ambiente e ai risultati che s’intende ottenere. 2
Tale condizione deve conservarsi per tutta la vita dell’azienda, giacché la scelta di
ogni suo elemento non può mai essere casuale ma, viceversa, discendere da attente
valutazioni prese da chi partecipa alle vicende produttive in accordo con tutti gli altri,
in modo coordinato così da assicurare la formazione di un gruppo armonico, in grado
di generare valore e utilità.
L’azienda in tal modo assume l’immagine di una coordinazione sistemica che è una
conseguenza della comune finalità verso cui tendono tutti gli elementi, essa però è
prima di tutto un atteggiamento mentale, che si forma lentamente con la cultura e
l’esperienza, di tutti quelli che a vario titolo partecipano alla vita dell’azienda.
Le decisioni e gli elementi strutturali del sistema aziendale consentono di attuare
operazioni e processi, che vanno creati tenendo conto dei legami con operazioni e
processi già avviati in precedenza e con quelli che si ha in animo di avviare nel
futuro.
Infine l’azienda è un sistema di tipo aperto perché inserita come ogni sistema in un
ambiente col quale interagisce, nel senso che dall’ambiente esterno trae i suoi input e
ad esso cede i suoi output.
Poiché l’ambiente è in continuo movimento l’azienda è tenuta ad essere molto
dinamica e flessibile adattandosi con frequenza e rapidità alle mutazioni delle
condizioni esterne. Economicità
L’economicità è un carattere non semplice ed assume connotati differenti secondo il
tipo di azienda, la natura e la sua attività, il contesto in cui agisce.
L’obiettivo di ogni azienda, è di operare in condizioni di equilibrio, questo risulta
garantito quando si pone l’azienda in grado di funzionare nella condizione di
equilibrio, economico finanziario e monetario. L’esistenza di tale condizione non è
valutabile se non con riferimento a un orizzonte temporale piuttosto lungo, poiché
non avrebbe senso che essa sia raggiunta provvisoriamente, si aggiunge poi che
questa condizione, una volta acquisita, tende per sua natura a non conservarsi
costante nel tempo, a causa del dinamismo dell’ambiente e del sistema aziendale.
Essa perciò è destinata a essere continuamente ostacolata, si pensi all’ingresso nel
mercato di un nuovo competitor.
Per il motivo appena citato si richiedono all’azienda scelte e comportamenti tesi
verso la condizione di equilibrio, da attuarsi tempestivamente cosi da poterlo
ripristinare rapidamente ogni volta che si mostri intaccato.
In definitiva, una conduzione attenta, da parte dei responsabili del governo aziendale,
richiede consapevolezza dell’incertezza, capacità di percepire i rischi sapendoli poi
fronteggiare, competenza nell’individuare carenze e disfunzioni e volontà di
assumere rapidamente decisioni appropriate.
Il principio dell’economicità comporta, poi, che l’azienda sappia attrarre risorse che
meglio siano compatibili con le proprie esigenze, assicurandosele nel modo più
conveniente possibile, che si ottiene se essa è in grado di stabilire con i fornitori
relazioni soddisfacenti, nel senso che chi fornisce le risorse si senta adeguatamente
remunerato. 3
Economicità significa poi che l’azienda sappia utilizzare nel modo più vantaggioso
possibile i mezzi produttivi che detiene riuscendo ad ottenere il massimo risultato
possibile (efficienza operativa) e significa ancora che i processi produttivi siano
attuati ed impostati in grado di pervenire a risultati soddisfacenti, al massimo livello
possibile, per i soggetti a cui sono destinati (efficacia strategica).
In merito all’efficacia strategica c’è da dire che la configurazione dei processi
produttivi, non è soltanto una conseguenza dei mutamenti intervenuti nell’ambiente e
nelle esigenze dei soggetti destinatari degli output, una simile accezione di efficacia
strategica, sottintende, un rapporto dell’azienda con l’ambiente esterno soltanto di
tipo reattivo, che considera i mutamenti in esso avvenuti come impulsi che captati e
selezionati siano recepiti dai responsabili in modo che adeguino i processi produttivi.
Negli ultimi anni invece sono sempre più frequenti i casi di aziende che riescono a
indirizzare l’ambiente verso i cambiamenti che sono loro più congeniali in relazione
alle competenze di cui sono dotate, cosi che possano crearsi vantaggi rispetto ai
concorrenti che ne siano sprovvisti, in tali casi le aziende da reattive diventano
proattive. Perciò sono da considerare importanti: condizione di equilibrio stabile,
adeguata remunerazione dei fattori produttivi acquisiti, efficienza operativa nell’uso
delle risorse, efficacia strategica in relazione agli obiettivi di risultato da raggiungere.
Ciò implica che è complessa anche la valutazione che se ne riesce a dare, questa è
fattibile solo se si utilizza un insieme di strumenti rilevatori di natura quantitativa e
qualitativa, è chiaro che la presenza di economicità non può essere valutata
imitandosi all’analisi di bilancio. Un risultato positivo conseguito in un certo
momento non garantiscono l’esistenza di economicità, perché tali risultati assumono
un significato parziale per la verifica di economicità e anche perché sono indicatori di
riferimento temporalmente brevi. Autonomia
Il terzo carattere, l’autonomia, rappresenta lo stato dell’azienda che agisce in vista
del conseguimento dei suoi obiettivi, in cui comportamenti e decisioni sono assunti in
piena indipendenza e puntando esclusivamente alla convenienza dell’azienda stessa,
senza essere sottomessa agli interessi o alle influenze dei soggetti che la governano o
che vi operano.
I comportamenti e le decisioni aziendali sono sempre il frutto di volontà personali, di
qui l’esigenza, avvertita nelle grandi aziende, di impostare, meccanismi e procedure
che limitando azioni arbitrarie, impediscano di dirottare l’equilibrio aziendale.
Per garantire l’uniformità tra le finalità dell’azienda e quelle dei soggetti che vi
partecipano, gli obiettivi assunti dall’azienda, devono essere condivisi da tutti quelli
che partecipano alla vita aziendale, solo in questo modo si creano i presupposti per
assicurare all’azienda continuità nel tempo.
Quello dell’autonomia è un requisito che l’azienda riesce a garantirsi con molta
difficoltà, questa presuppone in primis l’indipendenza economica; cioè, evitando che
per avviare il ciclo di produzione si debba essere subordinati al contributo di risorse
fornite da terze economie. E’ l’azienda che con il suo operare deve essere in grado di
riavviare, via via che giungono a termine, i processi produttivi, grazie al rientro delle 4
risorse in precedenza investite. Il sostegno di terze economie può essere ammesso
purché abbia natura temporanea.
Considerando tutto quello che è stato detto in precedenza emerge come l’autonomia
sia un carattere intimamente legato a quello dell’economicità, infatti si afferma che
un’azienda è autonoma quando riesce ad operare in condizioni di economicità e
quando conserva la capacità di decidere, in maniera indipendente, ogni azione che
favorisca il mantenimento di tali condizioni.
Missione e classi di aziende
L’azienda qualsiasi obiettivo abbia deve intendersi sempre come un fatto di
produzione. La funzione di produzione di beni e servizi, ovvero, di utilità e valore è
ciò che accomuna ogni tipo di azienda, qualunque sia la sua attività.
Indipendentemente dalla forma giuridica assunta, dalle caratteristiche del mercato e
dal modello di governo adottato, ogni azienda si trova ad affrontare analoghi
problemi strategici, operativi, organizzativi e in modo simile si confronta con
l’ambiente esterno, con le altre aziende e infine con l’incertezza e con i vari rischi.
L’azienda è uno strumento per soddisfare bisogni umani, in quanto produce output
utili a tale scopo, ma nello stesso tempo soddisfa i bisogni di chi ne è titolare, di chi
vi lavora e di chi ad essa apporta risorse o fattori produttivi.
I bisogni pertanto determinano e condizionano la funzione di produzione delle
aziende, ma può anche accadere che sia l’azienda stessa a suscitare nuovi bisogni o a
modificare quelle esistenti.
La funzione produttiva prevede 3 momenti tipici:
- L’acquisizione all’esterno di ogni tipo risorsa necessaria a impostare e
intraprendere l’attività produttiva;
- Il consumo delle risorse acquisite, per eseguire i processi produttivi, che
avviene attraverso il più conveniente utilizzo coordinato delle stesse secondo le
modalità più idonee in relazione all’output cui l’azienda è finalizzata;
- La destinazione all’esterno di quanto ottenuto, che può avvenire mediante
scambio o erogazione.
Lo scambio sottintende la presenza di mercati in cui i partecipanti danno luogo
1) a libere negoziazioni e presuppone un corrispettivo, generalmente monetario.
L’erogazione è una cessione degli output in assenza di negoziazione e a volte
2) consiste in atti di pura liberalità.
Le classi di aziende
Le aziende, sappiamo hanno tutte una stessa missione e affrontano problematiche
generali più o meno simili, ma diverse possono essere, le modalità operative della
funzione produttiva e gli output generati, ciò implica che le aziende per svilupparsi in
modo proficuo debbano tener conto di tali differenze.
Un criterio utile per fare una distinzione è quello secondo il quale le aziende vengono
differenziate in base alla modalità con la quale si rapportano al mercato e in base
alla misurazione del valore creato attraverso l’attività produttiva. 5
Al riguardo, si ritiene utile separare, da tutte le altre, quelle aziende in cui è possibile
apprezzare la creazione di valore utilizzando:
- I valori di scambio, che si determinano al momento dell’acquisizione delle
risorse produttive;
- I valori di scambio, che si formano all’atto della cessione dei prodotti ottenuti.
Ciò naturalmente si realizza quando gli scambi avvengono sul mercato, nel quale
ricevono un oggettiva misurazione di valore.
Nelle altre aziende, invece, l’apprezzamento della creazione di valore è ben più
difficile, poiché, in assenza totale o parziale di scambi di mercato occorre fare
riferimento ad altri parametri valutativi di natura quantitativa e qualitativa.
In sintesi, le aziende, possono essere così distinte:
- Imprese
- Cooperative
- Associazioni e Fondazioni (no profit)
- Amministrazioni pubbliche
Definiamo imprese quelle aziende che acquisiscono con liberi scambi di mercato le
risorse produttive necessarie (input) e cedono al mercato, sempre con liberi scambi e
alle migliori condizioni possibili, il risultato delle loro produzioni (output).
Le imprese operano in competizione sui mercati e ricercano attraverso l’attività, il
profitto, in modo da ottenere un’adeguata remunerazione per coloro che ne sono
proprietari.
L’obiettivo delle imprese è quello di dominare in certi ambiti concorrenziali grazie ad
un vantaggio competitivo difendibile, che scaturisce dalle competenze che le
contraddistinguono, soggette a un continuo rinnovarsi, e sviluppando una superiore
capacità di soddisfare il cliente.
Con questo intendiamo dire che l’impresa non può e non deve cercare ad ogni costo
la massimizzazione del profitto, magari penalizzando tutti gli stakeholders, deve
condividersi una visone più sociale e plurifinalistica, affermando che una condotta
eticamente e socialmente responsabile non solo può portare alla migliore redditività
ma è condizione della stessa sopravvivenza dell’azienda come sistema sociale
duraturo.
La categoria delle imprese si differenzia, secondo l’attività produttiva svolta in:
imprese manifatturiere, commerciali e di servizi.
Le aziende cosiddette cooperative si contraddisti
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