Modulo V – Equazioni alle differenze
1. Le equazioni alle differenze finite del primo ordine
- 1.1 L’equazione omogenea ................................................................................................. 2
- Definizione ............................................................................................................. 2
- L’analisi di un sistema dinamico ......................................................................... 3
- Il sentiero di equilibrio dinamico ......................................................................... 4
- La stabilità dinamica dell’equilibrio.................................................................... 4
- Soluzione generale e particolare dell’omogenea ................................................... 5
- Sentieri dinamici stabili e instabili...................................................................... 6
- 1.2 Procedimento di soluzione alternativo........................................................................ 9
- L’equazione caratteristica e la soluzione generale dell’omogenea ....................... 9
- Condizione iniziale e soluzione particolare........................................................ 10
- Condizione di stabilità in termini di radici caratteristiche .............................. 11
- 1.3 Il procedimento di soluzione basato sull’operatore ritardo L.................................. 12
- L’operatore ritardo L ........................................................................................... 12
- Il polinomio caratteristico dell’equazione alle differenze .................................. 12
- Equazione caratteristica e condizione di stabilità ............................................. 14
- 1.4 L’equazione non omogenea con termine noto costante............................................ 16
- Termine noto ed equazione non omogenea ......................................................... 16
- La soluzione con l’operatore ritardo ................................................................... 17
- Le due componenti della soluzione generale ...................................................... 18
- Soluzione generale e soluzioni particolari.......................................................... 18
- Esempi numerici.................................................................................................. 19
- 1.5 Applicazioni ................................................................................................................ 24
- Teoria elementare della sostenibilità del debito ................................................ 24
- Il teorema della ragnatela con attese statiche.................................................... 27
- Equilibrio di mercato ed equilibrio dinamico.................................................... 29
- Il teorema della ragnatela con attese adattive ................................................... 31
- 1.6 L’equazione non omogenea con termine noto a+bxt ................................................. 32
- Condizioni di esistenza della soluzione.............................................................. 32
- Il sentiero di equilibrio mobile............................................................................ 33
- 1.7 Applicazioni ................................................................................................................ 34
- La dinamica dell’iperinflazione con attese statiche........................................... 34
- 1.8 L’equazione con radice unitaria (il caso θ = 1)..................................................... 37
- L’equazione omogenea con radice unitaria positiva: θ = 1.................................. 37
- L’equazione non omogenea con radice unitaria ................................................. 38
- L’equazione omogenea con radice unitaria negativa: θ = -1 ............................... 39
- 1.9 Applicazione ............................................................................................................... 40
- Il teorema della ragnatela................................................................................... 40
- 1.10 L’equazione con radice instabile (il caso θ >1)...................................................... 41
- La trasformazione di Sargent [1987].................................................................. 41
- La soluzione dei modelli con radici instabili ..................................................... 42
- 1.11 Applicazione ............................................................................................................... 43
- La dinamica dell’iperinflazione nel caso di previsione perfetta........................ 43
- 1.12 Esercizi ....................................................................................................................... 45
- 1.13 Bibliografia ................................................................................................................. 46
1-1
Modulo V – Modelli dinamici
1.1 L’equazione omogenea
Definizione
Consideriamo l’equazione: θyt = yt-1 (1.1.1)
dove θ ≠ 0 è un parametro noto e yt = {yt}t→-∞+∞ una successione, cioè una funzione reale di t∈Z, ovvero yt: Z → R, dove Z è l’insieme dei numeri algebrici: Z = {…, -2, -1, 0, 1, 2, …}
In economia si considerano generalmente successioni che variano in funzione del tempo considerato come parametro discreto.
Se sottraiamo a entrambi i membri della (1.1.1) la grandezza yt-1 otteniamo:
yt - yt-1 = (θ-1)yt-1
ovvero:
Δyt - (θ-1)yt-1 = 0
L’ultimo passaggio evidenzia il fatto che la (1.1.1) mette in relazione la successione incognita con la sua differenza prima. Una equazione che mette in relazione una successione incognita con le sue differenze viene detta equazione alle differenze.
Osservazione 1.1 – Si noti il parallelismo con l’equazione differenziale, definita come un’equazione che mette in relazione una funzione incognita con le sue derivate (Piskunov [1974, vol. II, cap. 1]).
La (1.1.1) è una equazione alle differenze:
- Del primo ordine perché in essa figura solo il ritardo uno della variabile dipendente yt – o, analogamente, perché in essa la successione incognita yt è posta in relazione solo con la propria differenza prima;
- Lineare perché il valore della y in t è funzione lineare del valore ritardato della yt-1 – o, analogamente, perché la successione incognita è funzione lineare delle proprie differenze: Δyt+1 = (θ-1)yt;
- A coefficienti costanti perché il coefficiente θ è un parametro costante;
- Omogenea perché in essa figura solo la successione incognita e non compare nessuna altra funzione del tempo t.
1-2
Modulo V – Modelli dinamici
Osservazione 1.2 – Alcuni “controesempi” chiariranno la portata delle definizioni precedenti. Le equazioni:
yt = θyt-1 + yt-2; yt = θyt-4
sono tutte di ordine superiore al primo, perché in esse la y figura a ritardi maggiori di uno. Le equazioni:
yt = θyt-12; yt = yt-2-t
sono non lineari, perché in esse la variabile ritardata entra in modo non lineare. Le equazioni:
yt = θtyt-1; yt = sin(θt)yt-1
sono a coefficienti variabili perché in esse il coefficiente evolve in funzione del tempo. Le equazioni:
yt = θyt-1 + c; yt = θyt-2 + sin(θt)
sono entrambe non omogenee, perché in esse figura un termine noto (costante nella prima, variabile nella seconda).
Deve essere chiaro che l’incognita della (1.1.1) è una successione, non una singola variabile. Di conseguenza la (1.1.1) non è un’equazione nell’usuale accezione algebrica del termine, ma piuttosto un esempio di equazione funzionale, in quanto ammette come soluzione non un numero o una n-upla di numeri (le radici dell’equazione algebrica), ma una particolare funzione (una successione) yt. In economia questa successione viene interpretata come traiettoria o sentiero della variabile yt osservata in intervalli temporali successivi.
Osservazione 1.3 – In economia l’esigenza di operare in tempo discreto anziché continuo è motivata dalla natura dei dati, che in genere vengono rilevati con indagini campionarie condotte per intervalli temporali discreti (anni, trimestri, mesi,…). Per questo motivo i testi più recenti di dinamica economica fanno uso pressoché esclusivo di modelli dinamici nel discreto e quindi di equazioni alle differenze (si veda ad esempio Sargent [1987]).
L’analisi di un sistema dinamico
Possiamo definire sistema dinamico un sistema composto da equazioni nelle quali la variabile dipendente compare in diversi istanti del tempo. La (1.1.1) rappresenta quindi il caso più semplice di sistema dinamico lineare in tempo discreto. In generale lo studio un sistema dinamico si propone di accertarne tre caratteristiche:
- L’esistenza di una traiettoria o sentiero di equilibrio dinamico;
- La stabilità dinamica di questo sentiero di equilibrio;
- La forma delle traiettorie generate dal sistema, ovvero delle successioni che risolvono le equazioni che compongono il sistema.
Definiamo ora questi concetti esemplificandoli sulla (1.1.1).
Il sentiero di equilibrio dinamico
Per sentiero di equilibrio dinamico si intende una traiettoria y*t che una volta raggiunta non viene più abbandonata, cioè tale che:
y*t+j = y*t, ∀j = 1, 2, …
Si verifica immediatamente che nel caso della (1.1.1) questo sentiero è dato dalla successione costante y*t = 0. Avremo infatti:
y*t+1 = θy*t = θ×0 = 0
y*t+2 = θy*t+1 = θ×0 = 0
….
In altri termini, se la y vale zero in t = 0, varrà zero anche in tutti i successivi intervalli temporali t+j, con j=1, 2, 3,… Di conseguenza il sentiero y*t = 0 è un sentiero di equilibrio dinamico per la (1.1.1).
La stabilità dinamica dell’equilibrio
Un sentiero di equilibrio dinamico y*t viene detto asintoticamente stabile in senso dinamico (in sintesi: stabile) se la traiettoria delle yt tende a convergere verso y*t al divergere di t. Formalmente, questa condizione può essere espressa come:
limj→∞ yt+j = y*t+j
Nel caso della (1.1.1) il sentiero di equilibrio dinamico è y*t = 0, per cui la condizione di stabilità asintotica dell’equilibrio si esprime come limt→∞ yt = 0.
Per verificare se l’equilibrio della (1.1.1) è stabile scegliamo una condizione iniziale y0 = a ≠ 0 che giace fuori dal sentiero di equilibrio e risolviamo l’equazione per sostituzioni successive nel modo seguente:
y0 = a
y1 = θy0 = θa
y2 = θy1 = θ2a
….
yt = θta
In virtù dei passaggi precedenti la condizione di stabilità può essere espressa come limt→∞ θta = 0. Si verifica facilmente che questa condizione è rispettata (e quindi il sentiero di equilibrio dinamico è stabile) purché sia |θ|<1. Se invece |θ|>1, la traiettoria della yt non converge al sentiero di equilibrio dinamico y*t = 0.
La condizione |θ|<1 viene detta condizione di stabilità (dinamica) dell’equazione alle differenze del primo ordine (1.1.1). Se questa condizione non è rispettata, la traiettoria generata dalla (1.1.1) viene detta dinamicamente instabile (in tal caso y* = 0 rappresenta un sentiero di equilibrio instabile in senso dinamico per la traiettoria generata dalla (1.1.1)).
Si ricordi che stiamo escludendo il caso θ = 1, il quale, come vedremo nel paragrafo 1.7, dà luogo a sentieri di equilibrio mobili (cioè non costanti come quelli qui considerati).
1-4
Modulo V – Modelli dinamici
Soluzione generale e particolare dell’omogenea
Operando per sostituzione abbiamo definito la successione:
yg,t = aθt (1.1.2)
Si verifica direttamente che questa successione risolve la (1.1.1) (cioè la trasforma in un’identità). Infatti dalla (1.1.2) ricaviamo yg,t-1 = aθt-1, e quindi, sostituendo nella (1.1.1):
yg,t ≡ θyg,t-1
dato che: aθt = θaθt-1
La (1.1.2) quindi è una soluzione dell’equazione alle differenze omogenea (1.1.1). Anche la successione y* = 0 risolve l’equazione (1.1.1). In effetti sostituendo alla y* il valore costante y*t = 0 la (1.1.1) risulta identicamente soddisfatta. D’altra parte la successione y*t = 0, che, come ricordiamo, è il sentiero di equilibrio dinamico della (1.1.1), non è altro che un caso particolare della (1.1.2) yg,t = aθt, ottenuto ponendo a = 0.
Nel caso θ = 1 la struttura del sentiero di equilibrio cambia. Questo importante caso particolare viene analizzato nel paragrafo 1.8.
1-5
Modulo V – Modelli dinamici
Il semplice sistema dinamico (1.1.1) presenta quindi due caratteristiche che ritroveremo anche in sistemi più complessi:
- Il sentiero di equilibrio dinamico, che per la (1.1.1) è il sentiero costante y* = 0, coincide con una soluzione particolare dell’equazione, cioè con una soluzione ottenuta attribuendo un particolare valore alla costante o condizione iniziale arbitraria che figura nella soluzione generale (nel caso in specie, ponendo a = 0);
- La soluzione generale dell’equazione omogenea yg,t descrive il comportamento della yt fuori dal sentiero di equilibrio dinamico, ovvero esprime lo scostamento della traiettoria delle yt dal sentiero di equilibrio.
Osservazione 1.4 – Ci possiamo chiedere se oltre alla (1.1.2) esistano anche altre successioni che risolvono la (1.1.1). La risposta è negativa, cioè la soluzione (1.1.2) è unica. La dimostrazione dell’unicità esula dai contenuti di questo corso.
Sentieri dinamici stabili e instabili
I concetti esposti fin qui possono essere illustrati graficamente. Rappresentando in ascissa i tempi e in ordinata i valori della successione yt il sentiero di equilibrio coincide con l’asse delle ascisse. La tavola 1 esaurisce i possibili andamenti della yt escludendo il caso θ=1 che per le sue particolarità viene trattato in un paragrafo a parte (si veda il successivo paragrafo 1.8).
| a>0 | a<0 | |
| Casi stabili | ||
| 0<θ<1 | Convergenza monotòna dall’alto: figura 1 e 9 | Convergenza monotòna dal basso: figura 2 |
| -1<θ<0 | Convergenza con oscillazioni: figura 3 | Convergenza con oscillazioni: figura 4 |
| Casi instabili | ||
| θ>1 | Divergenza monotòna verso più infinito: figura 5 | Divergenza monotòna verso meno infinito: figura 6 |
| θ<-1 | Divergenza oscillatoria: figura 7 | Divergenza oscillatoria: figura 8 |
Tavola 1 – Sinossi dei possibili andamenti della soluzione della (1.1.1)
Le figure dalla 1 alla 9 esemplificano gli andamenti qualitativi esposti dalla tavola 1 attribuendo specifici valori ai parametri θ e a.
1-6
Modulo V – Modelli dinamici
Formalmente la successione yt è definita su tutto l’insieme dei numeri algebrici e quindi è “doppiamente infinita”: yt = {t ∈ Z}-∞+∞. Gli esempi rappresentano una “finestra” su questo sentiero infinito considerando solo le osservazioni che vanno da t = -5 a t = 20.
Dal confronto delle figure dalla 1 alla 9 emerge il ruolo di θ nel determinare l’andamento della soluzione. In particolare, confrontando le figure 1 e 9 si vede come nei casi stabili la convergenza verso l’equilibrio sia tanto più lenta quanto maggiore è θ in valore assoluto.
1-7
Modulo V – Modelli dinamici
a
θ = 0.8, a = 2
θ = -1.1, a = 1
θ = -0.9, a = -2
10 4 8 5 6 2 4 0 0 2 -2 -5 0 -4 -10 -5 0 5 10 15 20 -5 0 5 10 15 20 -5 0 5 10 15 20
Figura 1 – Traiettoria stabile con convergenza monotòna dall’alto (valori positivi della y)
Figura 4 – Traiettoria stabile con convergenza oscillatoria
Figura 7 – Traiettoria instabile con oscillazioni divergenti
θ = 0.8, a = -2
θ = -1.1, a = 1
θ = 1.1, a = 1
10 8 -2 5 6 -4 0 4 -6 -5 2 -8 -10 0 -5 0 5 10 15 20 -5 0 5 10 15 20 -5 0 5 10 15 20
Figura 2 – Traiettoria stabile con convergenza monotòna dal basso (valori negativi della y)
Figura 8 – Traiettoria instabile con oscillazioni divergenti
Figura 5 – Traiettoria instabile con divergenza monotòna a più infinito
a = -0.9, θ = 2
θ = 0.95, a = 2
θ = 1.1, a = -1
4 8 0 2 6 -2 0 4 -4 -2 2 -4 -6 -5 0 5 10 15 20 0 -8 -5 0 5 10 15 20 -5 0 5 10 15 20
Figura 3 – Traiettoria stabile con convergenza oscillatoria
Figura 9 – Convergenza monotòna
Figura 6 – Traiettoria instabile con divergenza monotòna
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