F. Carlucci – Traccia per un corso di Econometria
Modulo XI – Serie storiche: il dominio frequenziale
3. L’AGGREGAZIONE DI PIÙ SERIE ECONOMICHE IN
UN INDICE COMPOSITO DEL CICLO
Indice del capitolo
3.1. Posizione del problema..................................................................................... 2
3.2. Filtraggio preliminare delle serie originali.................................................... 4
3.3. L’aggregazione ottimale nel dominio frequenziale ........................................ 5
3.4. La procedura operativa della costruzione dell’indice del ciclo economico ... 7
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Modulo XI – Serie storiche: il dominio frequenziale
3.1. Posizione del problema
L’aggregazione di alcune serie storiche economiche è usata comunemente per
costruire indici compositi che si suppone possano rappresentare il loro andamento
comune, come accade, per esempio, nella determinazione di indici di riferimento
per i prezzi o i tassi di interesse. Una tale aggregazione è spesso effettuata per
{ }
( )
mezzo di una semplice combinazione lineare delle serie originali ,
k z t
j
= , dove i pesi sono determinati “ad hoc” oppure tramite un’analisi
j 1, 2, …, k
fattoriale, come fatto pionieristicamente da Vercruysse, Lavry e Pirard (1971), che
utilizzano la prima componente principale di un insieme di tassi di interesse per
{ ( )
}
costruire un loro indice di riferimento .
w t
Infatti, se i pesi sono determinati utilizzando il criterio della massimizzazione
della varianza del processo aleatorio formato dalla combinazione lineare delle serie
{ ( )
}
originali, l’indice consiste nella prima componente principale dei valori di
w t
queste serie ed è interpretabile come la serie storica che meglio sintetizza la
{ }
( )
variabilità complessiva delle .
z t
j
Un rilevante esempio di questa situazione è fornito dall’aggregazione delle
fluttuazioni cicliche nascoste nelle serie rappresentative dell’attività economica;
essa dà luogo al cosiddetto indice composito del ciclo economico, la cui conoscenza è
essenziale per fare diagnosi o prognosi circa le fasi di recessione o di espansione
dell’economia e per determinarne i punti di svolta. In realtà, in alcuni paesi
industrializzati il ciclo economico è rappresentato direttamente dalle serie storiche
che sono ritenute coincidenti con esso, e soltanto in altri paesi il ciclo è definito
tramite indici sintetici costruiti con la composizione di diverse serie. Negli USA il
Dipartimento del Commercio aggiorna periodicamente una lista di serie storiche
che sono ritenute anticipatrici, o approssimativamente coincidenti, o ritardate nei
confronti del ciclo economico; in Giappone l'indice composito adottato dall’Agenzia
di Pianificazione Economica (EPA) è composto con l'aggregazione di cinque serie
che misurano l'uso della corrente elettrica, dell'utilizzazione della capacità
produttiva, del consumo di materie prime, della produzione industriale e delle
spedizioni dei produttori; nel Regno Unito l'indice sintetico dell'Ufficio Statistico
Centrale è composto da tre serie relative al Prodotto Interno Lordo (spesa, prodotto
e reddito) oltre all'indice della produzione industriale manifatturiera e a quello
delle vendite al dettaglio, mentre in Italia l’Istituto nazionale per lo studio della
congiuntura (ISCO, ora ISAE) compone 27 serie che rappresentano i principali
settori dell'attività economica. Pagina 3-2
Modulo XI – Serie storiche: il dominio frequenziale
Spesso, tuttavia, l’aggregazione di serie storiche è effettuata euristicamente ed
è quindi passibile di critiche di diverso tipo; tra queste, le più rilevanti sembrano
essere le seguenti
i) talvolta, tendenza, stagionalità ed oscillazioni di alta frequenza sono
eliminate male e nascondono le effettive fluttuazioni cicliche;
ii) le componenti cicliche delle serie storiche sono generalmente sfasate tra di
loro, cosicché l'indice composito viene ad avere poca definizione e i punti di
svolta sono determinati come medie su di un intervallo che spesso è così
largo da rendere difficile la loro i