F. Carlucci, A. Girardi – Traccia per un corso di Econometria
Modulo X – Modelli VAR
1. MODELLI AUTOREGRESSIVI VETTORIALI
Indice del capitolo
1.1. Le critiche del Sims ai modelli simultanei strutturali .............................................. 2
1.2. Stabilità e instabilità ................................................................................................... 6
p
1.3. Relazioni del modello VAR( ) con il sistema di equazioni simultanee tradizionale 7
p
1.4. La rappresentazione a somma mobile del modello VAR( )....................................... 9
1.5. Le ipotesi stocastiche deboli sui residui e la simulazione dinamica....................... 11
1.6. L’ortogonalizzazione dei residui................................................................................ 13
1.7. Il modello VAR(1)....................................................................................................... 17
1.8. Un esempio di modello VAR(1).................................................................................. 19
p
1.9. Il modello VAR( )....................................................................................................... 22
1.10. Analisi delle risposte all’impulso .............................................................................. 25
1.11. Stazionarietà del secondo ordine .............................................................................. 28
1.12. Proprietà stocastiche del modello VAR(1) ................................................................ 31
p
1.13. Le equazioni di Yule-Walker per i processi VAR( )................................................. 33
q
1.14. Il modello MA( )......................................................................................................... 34
p q
1.15. Il modello VARMA( , ).............................................................................................. 36
1.16. I modelli a funzione di trasferimento ....................................................................... 40
1.17. Bibliografia ................................................................................................................. 42
Pagina 1-1
Modulo X – Modelli VAR
1.1. Le critiche del Sims ai modelli simultanei strutturali
Vettoriali AutoRegressivi
I modelli (VAR) rappresentano in una forma speciale le
economiche
relazioni simultanee tra variabili (nel nostro caso , ma più in generale
qualsiasi ). Possono quindi essere considerati come forme particolari dei tradizionali
sistemi di equazioni simultanee (SEM ).
1
Questi furono fortemente criticati, all’inizio degli anni ottanta, dall’economista
statunitense C.A. Sims, evidenziando dei difetti che illustriamo con un esempio.
Consideriamo un sistema simultaneo costituito da due equazioni, la prima delle
in funzione del reddito (corrente e
quali descrive la dinamica del consumo c t
ritardato fino al secondo periodo) e del residuo aleatorio la seconda rappresenta
u ;
1t
ex post
una condizione di equilibrio che definisce il reddito come somma del
y t
consumo , degli investimenti e del residuo in una economia chiusa
c i u
t t 2t
= β + β + β + β +
c y y y u
− −
0 1 1 2 2 3 1
t t t t t
(1.1.1)
= + +
y c i u
2
t t t t
In termini matriciali esso può essere espresso come
y −
1
t
− β − β − β − β
c u
1 0 y − 1
t
t
0 1 2 3 2
t
+ =
− −
y u
1 1 0 0 1 0 i
2 t
t t
1
o in maniera più compatta come + =
Β y Γ x u (1.1.2)
c y
è il vettore composto dalle variabili [ ]′ che possiamo considerare
dove y t t
è il vettore che contiene le variabili predeterminate, cioè l’esogena e
endogene, x i t
e sono le matrici dei rispettivi coefficienti, e è il
le endogene ritardate Β Γ u
,
vettore dei residui. è discutibile, perché potremmo aggiungere al sistema (1.1.1)
Ma l’esogenità di i t
un’equazione che definisce gli investimenti in funzione del reddito rendendoli così
endogeni
Simultaneous Equation Model , in inglese.
1 Pagina 1-2
Modulo X – Modelli VAR
= β + β + β + β +
c y y y u
− −
10 11 1 12 2 13 1
t t t t t
(1.1.3)
= + +
y c i u
2
t t t t
= β + β +
i y u
30 33 3
t t t
La suddivisione delle variabili in endogene ed esogene è arbitraria, argomenta il
Sims, e quindi, per eliminare questa arbitrarietà, è necessario considerare le
variabili come tutte endogene.
Una seconda critica mossa dal Sims ai modelli simultanei tradizionali riguarda
il fatto che essi sono costruiti aggregando equazioni ciascuna delle quali definisce
una variabile (l’endogena) in funzione di altre secondo una determinata teoria
economica. Ogni equazione viene quindi costruita separatamente dalle altre,
modello di equilibrio parziale
costituisce cioè un , e deriva direttamente da come si
strutturata
ritiene che l’economia sia . E’ questo il motivo per cui i modelli
simultanei del tipo (1.1.3), derivati dall’assemblaggio di equazioni che definiscono
le variabili con forme funzionali fatte discendere da ipotesi economiche, sono detti
strutturali .
Ogni equazione del sistema nella sua forma strutturale, critica il Sims, è
costituito come modello di equilibrio parziale sulla base di ipotesi economiche che
impongono una serie di vincoli. Questi vincoli, però, sono generalmente diversi da
equazione a equazione e quindi possono essere inconsistenti (cioè contraddittori tra
di loro) quando si considerano le equazioni (i modelli di equilibrio parziale)
congiuntamente. Il Sims ne deduce che i modelli simultanei non possono essere
costruiti aggregando equazioni che rappresentano modelli di equilibrio parziale;
tali equazioni devono molto più semplicemente definire una variabile in funzione di
tutte le altre.
Una terza critica mossa dal Sims ai modelli simultanei strutturali attiene
all’identificazione delle equazioni. In generale, mentre è possibile stimare in modo
univoco i parametri della forma ridotta
Π − − −
= − + = + (1.1.4)
1 1 1
y Β Γ x Β u Π x Β u
t t t t t
e della forma strutturale non è univoca poiché il
la stima dei parametri Β Γ
numero di questi è troppo grande rispetto alle equazioni del sistema. Il problema
identificazione
(detto appunto dell’ delle equazioni simultanee) è risolto diminuendo
il numero dei parametri da stimare, vincolandoli a soddisfare delle relazioni tratte
2
dalla teoria economica. In altre parole, la teoria, dopo essere stata utilizzata per
Zero restrictions
Le più semplici di queste sono costituite dall’azzeramento dei parametri. ,
2
in inglese. Pagina 1-3
Modulo X – Modelli VAR
costruire le varie equazioni del modello strutturale, è nuovamente tirata in ballo
per essere sfruttata nella soluzione di un problema (quello dell’identificazione)
puramente statistico. Qui la critica del Sims (1980), che ritiene “poco credibili” i
vincoli fatti derivare dalla teoria economica al fine di rendere stimabili i parametri
della forma strutturale del modello.
Il Sims (1980), si propone allora di costruire un modello ad equazioni
simultanee nel quale:
• tutte le variabili siano endogene,
k
• le equazioni non costituiscano modelli di equilibrio parziale, per cui ogni
variabile può dipendere a priori da ogni altra,
ed inoltre sia definito direttamente nella forma ridotta eliminando così il problema
della stima dei parametri della forma strutturale e cioè quello di dover determinare
i vincoli necessari all’identificazione.
Il modello che risponde a queste esigenze è quello che fa dipendere
al tempo da se stesso ritardato di
(linearmente) l’insieme (il vettore) di variabili y t
t
una, due, …, unità temporali
p = + + + + (1.1.5)
y A y A y … A y u
t 1 t−1 2 t−2 p t−p t
=
, , sono le matrici dei parametri (quadrate di ordine ) ed
dove le A 1, 2,…,
i p k
i
= è il vettore dei residui aleatori al tempo .
u [u u … u ]′ t
t 1t 2t kt la (1.1.5) può essere scritta nella forma più
Sfruttando l’operatore di ritardo L
compatta = (1.1.6)
A( ) y u
L t t
p
= − + − è un polinomio matriciale funzione di .
dove A( ) I A … A
L L L L
k 1 p
~ ~
è un vettore aleatorio, anche , per ogni , lo è. Qualora non si
Poiché u y t
t t
~ = ∀
avesse , , sarebbe necessario includere nella (1.1.5) un termine
( y ) 0
E t
t =
vettoriale . Per semplicità didattica supponiamo che .
c c 0
La (1.1.5) rappresenta la regressione di su se stesso ritardato: è chiamato
y
t
Vettoriale AutoRegressivo
perciò modello di ordine , o più concisamente VAR( ).
p p
Esempio – Il Sims (1980) considerò un vettore composto da sei variabili, la
y
t
M Y U W
moneta , il reddito reale , il tasso di disoccupazione , i salari , il deflatore del
P PM
reddito , i prezzi all’importazione , e generato da un modello VAR(4) che si
aggiunge ad una tendenza lineare deterministica. Noi, a titolo didattico,
consideriamo un vettore formato da tre variabili soltanto, rappresentate
M
graficamente in Figura 1.1: la moneta ( ), espressa dall’aggregato M1, il prodotto
Y P
interno lordo in termini reali ( ), ed il livello dei prezzi, ( ), descritto dal deflatore
Pagina 1-4
Modulo X – Modelli VAR =
del reddito, e lo generiamo tramite un modello VAR di ordine . I dati
2
p
trimestrali destagionalizzati utilizzati sono di fonte OCSE e si riferiscono all’Italia
relativamente all’orizzonte temporale 1976:1 - 1998:1.
1400 1460
1350 1450
1300 1440
1430
1250 1420
1200 1410
1150 1400
1100 1390
1050 1380
76 78 80 82 84 86 88 90 92 94 96 98 76 78 80 82 84 86 88 90 92 94 96 98
M Tendenza lineare Y Tendenza lineare
520
470
420
370
320
270
220 76 78 80 82 84 86 88 90 92 94 96 98
P Tendenza lineare
−
Figura 1.1 Valori logaritmici (moltiplicati per 100) di M, Y, P.
Le serie storiche, rappresentate in Figura 1.1, sono state tutte espresse in
termini logaritmici e la parte deterministica del modello è costituita da una
costante e da una tendenza lineare per ciascuna equazione del sistema
− −
7
. 77
M 0
. 00 M
0
. 82 0
. 08 0
. 49
t −
t 1
= + ⋅ + − ⋅ +
165
. 19
Y t 0
. 03 . Y
0
. 10 1
. 22 0 05
−
t t 1
−
2
. 40
P 0
. 00 P
0
. 01 0
. 01 1
. 56
−
t t 1
(1.1.7)
M
0
. 10 0
. 13 0
. 52 u
− 1
t
t 2
+ − − ⋅ +
Y
0
. 04 0
. 38 0
. 00 u
− 2 t
t 2
− − P
0
. 03 0
. 02 0
. 59 u
− 3 t
t 2 Pagina 1-5
Modulo X – Modelli VAR
1.2. Stabilità e instabilità
Il modello (1.1.5) può essere considerato sotto almeno tre punti di vista diversi.
Esaminiamoli.
Innanzitutto quello economico, ed allora è necessario distinguere tra il breve ed
il lungo periodo, nonché ipotizzare l’assenza o la presenza della tendenza. Se
questa è presente, può essere direttamente inglobata nella variabile vettoriale y
t
oppure può essere rappresentata mediante un polinomio nel tempo, da inserire nel
termine , come fatto nell’esempio precedente, ed allora la costituisce la
c y
t
deviazione rispetto alla tendenza. Anche il Sims (1980) utilizzò nel suo lavoro le
variabili nei loro livelli, regredendole rispetto al tempo e a variabili di comodo
stagionali.
Un secondo modo di considerare il modello (1.1.5) è quello matematico. Esso
equazione alle differenze finite (stocastica) di ordine
rappresenta allora un’ ed il
p
+∞
tempo varia necessariamente da a . Allora la generata dall’equazione può
y
t 1 t
−∞ +∞
divergere verso o (l’equazione alle differenze possiede soluzioni divergenti)
oppure convergere verso un sentiero di equilibrio (l’equazione alle differenze
possiede soluzioni convergenti) : se il modello contiene una tendenza la sua parte
3
VAR genera una convergente, ed affinché avvenga questo, si dimostra che le
y
t ( )
radici del polinomio in , cioè le soluzioni dell’equazione
z A z 4 5
( ) = (1.2.1)
0
A z . In questa
devono giacere tutte fuori del cerchio unitario nel campo complesso
6
situazione il modello VAR (o più precisamente la parte VAR del modello
stabile
rappresentata dall’equazione alle differenze) è detto . Nei paragrafi seguenti
analizzeremo in modo più specifico queste condizioni di stabilità, prima per il
modello VAR di ordine uno e poi per quello di ordine generico .
p
Il terzo modo di considerare il modello (1.1.5) riguarda le caratteristiche
~ e può essere considerato come il corrispondente stocastico del
stocastiche di y t
primo (matematico). Analizzeremo compiutamente questo caso nel paragrafo 1.9.
y
Esiste ovviamente la terza possibilità in cui né diverge né converge.
3 t A
Nelle pagine di questo modulo si ricorre alla notazione per indicare il determinante
4 A A
det
. In alcuni casi ricorriamo alla notazione, più conveniente, .
della matrice
Che in generale sono complesse.
5 Quando le radici giacciono esattamente nel cerchio le variabili del modello (1.1.5) né
6
divergono né convergono. Si ha, cioè, una situazione patologica che verrà esaminata nel
seguito. Pagina 1-6
Modulo X – Modelli VAR
p
1.3. Relazioni del modello VAR( ) con il sistema di equazioni
simultanee tradizionale
Il modello VAR( ) (1.1.5) può essere considerato come una particolare forma ridotta
p
di un modello di equazioni simultanee tradizionale nel quale tutte le variabili sono
endogene.
Per illustrare questo concetto riprendiamo il modello (1.1.1) e lo esprimiamo in
termini matriciali nella forma
− β β β β
c c c u
0
1 0 0 i
− −
1
t t t 2 1
t
0 1 2 3 t
= + + +
− y y y u
1 1 0 0 0 0 1 0 1
(1.3.1)
− −
1
t t t 2 2 t
cioè in modo compatto, = + + + (1.3.2)
A y y y Ψ x ε
Φ Φ
0 t t−1 t−2 t
1 2 0 t
= [ ]′ = [ ]′ = [ ]′
, , , e le matrici , , , e sono le
dove y x ε A Ψ
c y i 1 u u Φ Φ
t t t t t 1t 2t 0
t 1 2 0
corrispondenti nella (1.3.1). L’equazione (1.3.2) rappresenta l’usuale modello
strutturale vettoriale autoregressivo a ritardi distribuiti (VARDL ). Dividendolo
7
per si ottiene
A
0 − − − −
= + + +
1 1 1 1
y A y A y A Ψ x A ε
Φ Φ
t t−1 t−2 t
0 0 0 0
1 2 0 t
che diventa il modello VAR(2) dato dalla (1.1.5) se non sussistono variabili esogene
− −
= = =
1 1
, , .
e ponendo u A ε A A Φ i 1, 2
t i
0 0
t i ) dato dalla (1.1.5) è una forma
Generalizzando, si può dire che il modello VAR(
p
ridotta, e più precisamente la forma finale, del modello SEM o VARDL
= + + + (1.3.3)
A y y Φ y ε
...
Φ
0 t t−1 t−p
p
1 t
in cui tutte le variabili sono endogene.
D’altro canto, in modo generale, scrivendo la (1.1.5) per tutti i tempi
= si ha
t 1, 2, …, n
[ ] = [ ] + + [ ] + [ ]
y y y A y y y A y y y u u u
… … ... … …
1 2 n 1 0 1 n−1 p 1−p 2−p n−p 1 2 n
cioè = + + + + (1.3.4)
Y A Y A Y A Y U
…
−1 −2 −p
1 2 p
dove
Vector AutoRegressive Distributed Lag model , in inglese.
7 Pagina 1-7
Modulo X – Modelli VAR
= (1.3.5)
Y [ y y ... y ]
1 2 n
( )
×
k n =
= (1.3.6)
i 1, 2, ..., p
Y [ y y ... y ]
− − − −
i 1 i 2 i n i
( )
×
k n = (1.3.7)
U [
u u ... u ]
1 2 n
( )
×
k n
La (1.3.1) può essere scritta nella forma ancor più compatta
= +
Y Π Z U (1.3.8)
se si pone = (1.3.9)
Π [ A A ... A ]
1 2 p
( )
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