F. Carlucci – Traccia per un corso di Econometria
− Serie storiche: il dominio temporale
Modulo VII
3 PROCESSI STAZIONARI E MODELLI ARMA
Indice del capitolo
3.1 Serie storiche e processi aleatori................................................................................. 2
Valori medi condizionati ed incondizionati ......................................................... 2
Autocovarianze ed autocorrelazioni...................................................................... 3
3.2 Processi aleatori stazionari (in senso debole)............................................................. 4
3.3 Il processo stazionario in senso forte .......................................................................... 7
3.4 La scomposizione del Wold .......................................................................................... 8
Il filtro lineare........................................................................................................ 9
La funzione di risposta all’impulso ...................................................................... 9
3.5 Il modello autoregressivo a somma mobile (ARMA)................................................ 11
Lo schema a somma mobile MA(q) ..................................................................... 12
Lo schema autoregressivo AR(p) ......................................................................... 12
Lo schema ARMA(p,q)......................................................................................... 13
3.6 Stazionarietà ed invertibilità dei modelli ARMA .................................................... 15
Le equazioni di Yule-Walker ............................................................................... 16
Le condizioni di invertibilità .............................................................................. 18
3.7 Bibliografia ................................................................................................................. 20
15/04/03;21.31 −
Modulo VII Serie storiche: il dominio temporale
3.1 Serie storiche e processi aleatori
Nel capitolo precedente si è ipotizzato che le serie storiche relative ad una
{ x }
t
variabile concernente l’attività economica potessero essere scomposte in una
componente secolare, la tendenza, ed in una residuale, contenente le fluttuazioni
cicliche. Nel modello (2.3.2) la componente secolare è costituita da un polinomio nel
tempo e quella residuale dal processo , mentre nel modello (2.3.1) la
t { v }
t
componente residuale costituisce, a prescindere dalla costante , la differenza
{ u } µ
t
−
. Soffermiamoci ora su questa componente residuale che indichiamo più in
x x −
t t 1 = ± ±
generale con , , e che è essa stessa un processo aleatorio
{ y } t 0, 1, 2, ...
t
costituito da una successione infinita di variabili aleatorie ordinate secondo il
tempo t { }
y , ..., y , ..., y , y , y , ..., y , ..., y (3.1.1)
−∞ − − ∞
t 1 0 1 t
Questo processo è detto a parametro discreto in quanto gli indici costituiscono un
è viceversa
insieme discreto di numeri interi relativi. Un processo aleatorio { y }
t
detto a parametro continuo quando l’indice è un numero reale variante con
t
continuità in un certo intervallo.
generalmente conosciamo soltanto una parte (finita)
Del processo aleatorio { y }
t
di una sua realizzazione: è la serie storica a parametro discreto .
{ y }
t , ma nel
Analogamente si definisce la serie storica a parametro continuo y (
t )
{ }
prosieguo, salvo quando esplicitamente indicato, tratteremo soltanto serie storiche
e processi aleatori a parametro discreto.
Valori medi condizionati ed incondizionati
Se il valor medio del processo è rappresentato perfettamente dalla sua
{ x }
t
( ) =
componente tendenziale, allora per ogni . Questo fatto accade, ad
t
E y 0
t
esempio, nei due modelli (2.3.2) e (2.3.3): nel primo possiamo supporre che
( ) ( ) ∀
= α + α ⋅ =
per cui è , mentre nel secondo, supponendo che sia
, t
E x t E v 0
t 0 1 t
( ) = + µ ⋅
E x x t (3.1.2)
t 0
( ) =
, .
è anche E x 0 ∀
t
t
Si è osservato che il modello (2.3.3) è equivalente all’altro (2.3.1), per cui la
definita dalla (2.3.1). In effetti,
(3.1.2) rappresenta anche il valor medio della x t
tuttavia, è possibile calcolare il valor medio della in forma diretta tramite la
x t −
(2.3.1) e condizionatamente all’insieme di informazioni disponibili al tempo , in
t 1
particolare alla conoscenza di ; così si ha
x −
1
t Pagina 3-2
−
Modulo VII Serie storiche: il dominio temporale
( ) ( )
= + µ + = + µ
E x x E u x (3.1.3)
− −
1 1
t t t t . Il valor medio (3.1.2) è allora
che rappresenta il valor medio condizionato di x
t
detto incondizionato.
Autocovarianze ed autocorrelazioni
Si è detto nel capitolo precedente che altre caratteristiche delle serie storiche si
ritrovano nel loro DGP e quindi nei modelli stocastici che rappresentano questo
sono le autocorrelazioni, cioè nella sostanza, insieme alle varianze, i momenti del
secondo ordine. Queste caratterizzano, ovviamente, non tanto la componente
~
secolare di quanto le sua componente residuale , per cui possiamo
{ x } { }
y t
t
definire covarianza tra e o, come suol dirsi, autocovarianza di ritardo al
y y τ
−τ
t t
tempo t { }
( ) ( ) ( )
γ τ = − ⋅ −
, t E y E y y E y (3.1.4)
−τ −τ
t t t t
σ
τ 2
per ogni e . Se poi è la varianza di , si definisce autocorrelazione di
t { y }
t t
τ
ritardo al tempo il rapporto
t [ ]
( ) ( )
ρ τ = γ τ σ ⋅ σ
, t , t / −τ
t t
τ e .
per ogni t permette, poi, di determinare quelli
La conoscenza dei momenti secondi di { y }
t
di .
{ x }
t Pagina 3-3
−
Modulo VII Serie storiche: il dominio temporale
3.2 Processi aleatori stazionari (in senso debole) ~
La conoscenza dei momenti primi e secondi della distribuzione di probabilità di è
x
t
( )
ϑ
spesso sufficiente a caratterizzare la sua funzione di densità e
p x ; x , x ,...
− −
t t t 1 t 2
~
quindi a dare una rappresentazione stilizzata del DGP di . Sfortunatamente,
{ }
x
t
tuttavia, il campione di dati disponibili è generalmente limitato ad una serie
storica contenente una sola osservazione per ogni tempo , ed è quindi in
{ x } t
t ϑ
pratica impossibile stimare un vettore di parametri diverso per ogni . È per
t
t
questo motivo che si limita il DGP imponendo la condizione che i momenti primi e
secondi di siano invarianti nel tempo; in altre parole si suppone che sia, per ogni
y
t
,
t ( ) = µ
E y (3.2.1)
t
( ) ( )
2
− µ = σ = γ < ∞
2
E y 0 (3.2.2)
t
( ) ( ) ( ) τ = ± ±
− µ ⋅ − µ = γ τ
1, 2, ...
E y y (3.2.3)
−τ
t t
~ che gode di queste proprietà è detto stazionario in senso
Il processo aleatorio { }
y t
debole o stazionario del secondo ordine (o in covarianza) ed in termini non rigorosi
ma chiarificanti si può dire che generi serie storiche di elementi fluttuanti intorno
µ
ad un valor medio, , che non cambia nel tempo, con oscillazioni anch’esse di
ampiezza media costante. τ ed è per
L’autocovarianza (3.2.3) dipende unicamente dal ritardo di calcolo
( )
γ τ
questo motivo che è detta funzione di autocovarianza; essa è pari, infatti
( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( )
γ τ = − µ ⋅ − µ = − µ ⋅ − µ = γ −τ
E u u E u u (3.2.4)
−τ +τ
t t t t τ =
e pertanto la (3.2.3) può essere definita anche per i soli valori .
1, 2, ...
Si noti che poiché vale la relazione
( ) ( ) ( )
− µ ⋅ − µ = ⋅ − µ 2
E y y E y y
−τ −τ
t t t t
τ = , l’invariabilità nel tempo della varianza e delle autocovarianze è
per 0, 1, 2, ...
garantita da quelle dei momenti secondi non centrali.
σ 2 la (3.2.3) si ottiene la funzione di autocorrelazione
Dividendo per ( ) ( ) τ =
ρ τ = γ τ σ 2 1, 2, ...
/
anche questa, ovviamente, funzione pari. Osserviamo infine che non si perde in
generalità dal punto di vista statistico se si considerano al posto delle variabili
− µ
aleatorie quelle scarto e pertanto nel seguito, specialmente nel contesto di
y y
t t Pagina 3-4
−
Modulo VII Serie storiche: il dominio temporale
dimostrazioni riguardanti processi stazionari in senso debole, sarà lecito supporre
µ = .
0 possiede valor
Esempio 3.1 – Se il processo stazionario in senso debole { y }
t σ 2
medio ed autocovarianze tutti nulli, salvo ovviamente la varianza , tale processo
è detto puramente aleatorio o anche, con terminologia derivata dall’acustica,
rumore bianco. Analiticamente, per ogni è
t
( ) =
E y 0
t τ≠
0 0 (3.2.5)
( )
⋅ =
E y y
−τ
t t σ τ=
2
0
cioè gli elementi del rumore bianco non sono autocorrelati. ∇
ε
un processo del tipo rumore
Indichiamo generalmente nel seguito con { }
t
ε
bianco; la sua realizzazione può essere considerata come il costituente più
{ }
t
semplice, elementare, non più ulteriorm
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