Estratto del documento

Università degli studi di Salerno

Corso di laurea in discipline delle arti visive, della musica e dello spettacolo

A. A. 2012/2013.
Prof. Isabella Innamorati

Amleto: evoluzione della drammaturgia e riscritture

Stud: Fortuna Scafuro [Mat. 4312300344]

Indice

  • Indice pag. 2
  • Introduzione pag. 3
  • Riflessione sull'evoluzione della drammaturgia pag. 4
  • Analisi dell'Amleto e confronto con la riscrittura di T. Stoppard pag. 6
  • Bibliografia pag. 10

Introduzione

«Il Sàssone Gramatico di Selandia, morto nel 1204, lasciava una storia, o piuttosto cronaca delle cose danesi […] tessuta quasi del tutto di tradizioni popolari di racconti fantastici e romanzeschi, di canti degli Scaldi, e in qualche parte anche delle saghe islandesi […] La storia del Sàssone fu stampata per la prima volta a Parigi nel 1514 […] appunto in cui Shakespeare trovò la prima ispirazione della sua gran tragedia d’Amleto […] sublime creazione del genio»¹

È con queste parole che Giulio Carcano introduce l’Amleto¹ da lui tradotto nel 1872, parole che alludono, a mio avviso, al compito effettivo del Dramaturg e ci dà un’indicazione temporale, seppur non precisa, di quando può aver avuto inizio l’evoluzione che ha poi portato alla nascita vera e propria di questa figura importantissima che è il Dramaturg. Tutto ciò ci riconduce a quello che Claudio Meldolesi ricostruisce nel suo testo Il lavoro del dramaturg², ma prima di entrare nello specifico occorre far ulteriore chiarezza su chi sia e che ruolo abbia questa fantomatica figura, che ancora oggi, almeno in Italia, “manca della considerazione culturale”² adeguata e, per fare questo, nulla mi sembra più pertinente se non la spiegazione che ne dà Renata Molinari, prima dramaturg del teatro italiano:

«Il dramaturg […] crea quello che negli spettacoli non si vede, un’insomma, lavora per rappresentazione interna» «rendere visibili i contatti reali fra lavoro d’attore e progetto di regia […] oggettivazione rispetto alla […]² messinscena»

In parole povere, il dramaturg è colui che, attraverso l’adattamento testuale, l’improvvisazione e la mimetizzazione del suo intervento, conduce la fantasia dello spettatore alla rappresentazione interiore di ciò che sulla scena non è rappresentato, ma lasciato intendere, sospeso in una realtà altra, che non può essere vista dallo spettatore stesso, ma soltanto percepita e quindi immaginata. Detto questo ci possiamo ricollegare al discorso di Meldolesi e della Molinari relativo alla questione delle riscritture, soffermandoci, in particolare, sul modo di riattivare testi preesistenti, a partire dalle personalità di maggior impatto, per poi proseguire il discorso confrontando le riscritture dell'Amleto¹, la tragedia shakespiriana più conosciuta e più rappresentata nei teatri occidentali, nel quale, il personaggio principale, ambiguo e circondato da un alone di mistero, è in grado di sottoporsi a una profonda introspezione, attraverso la quale riesce a mutare e rivoluzionare il proprio giudizio sulla condizione umana, sulla sua natura e sui suoi comportamenti, seppur partendo da una visione pessimistica del proprio io e del vivere umano, quasi volesse riallacciarsi alla “ambiguità del vivere” presente nei lavori del Pirandello³.

  • “Amleto – Tragedia di Guglielmo Shakespeare”, trad. di G. Carcano, 1872 Milano.
  • “Il lavoro del dramaturg”, C. Meldolesi – R. Molinari, 2007 Ubulibri editore.
  • “L. Pirandello – Trilogia”, intr. Di G. Riotta, a cura di G. Tomasello, pag. 13, 2010 Feltrinelli editore.

Riflessione sull'evoluzione della drammaturgia

Come chiaramente si evince dal manuale del Meldolesi precedentemente citato: sviluppatasi dalla fine del '700, soprattutto in Germania, si basa sulla collaborazione «...fra dramaturg artisti e burocrati […] determinatasi in Europa con mere finalità di adattamento testuale […] Il dramaturg era come predestinato a […] farsi collaboratore dell'arte sempre diversa dei registi egli dovette acquisire modi umili e audaci […] aperti a esplicabile attraverso procedure controcorrente» «...l'immagine delle ruote, dato che l'arte teatrale è di per sé ripensabile appunto all'ombra del “Libro con le ruote.”

La storia della drammaturgia è strettamente collegata al tradurre maggiore in Germania e ai rifacimenti di testi già esistenti; fondatore della drammaturgia in senso moderno, è Lessing, anche se in realtà essa veniva praticata già prima e durante il '700, ma non se ne aveva coscienza teorica, ne abbiamo testimonianze significative nei lavori di traduzione e riattivazione di Goldoni, di Gustavo Modena e del teatrino dei Sand; Tornando a Lessing, il quale si fece mediatore per accrescere le abilità recitative ed espressive degli attori, ai quali consigliava di trovare un modello da imitare fino a creare un “personale originale”, approfondì l'aspetto psico-pedagogico del compito del dramaturg; Dalla sua esperienza, Tieck provò a portare avanti questo processo, concentrandosi anch'egli sul lavoro attoriale, infatti, cercava di creare una rappresentazione interiore nella mente dell'attore, attraverso un pre-spettacolo basato sulla lettura attiva dei copioni, che determinava una sorta di contaminazione a doppio senso, sia sugli attori, i quali riuscivano a creare un'immagine della loro interpretazione interna, sia sul pubblico.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Drammaturgia - relazione su Amleto Pag. 1 Drammaturgia - relazione su Amleto Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Drammaturgia - relazione su Amleto Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fortunaeleonardo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Drammaturgia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Innamorati Isabella.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community