Lezione 1 → Definizione del campo di studio
La drammaturgia musicale studia i modi e le strategie grazie ai quali la musica organizza un dramma teatrale e lo costituisce in forme sonore. Raccontare la trama di un'opera significa cogliere l'azione che si svolge in musica e nelle strutture musicali.
Con "Opera italiana" definiamo un corpus di opere che:
- Utilizzano analoghi modelli drammaturgici profondi.
- Condividono modalità produttive e distributive.
- Sono normalmente composte su testo italiano (ma non necessariamente prodotte da italiani e per teatri italiani).
Il teatro musicale si presenta come spettacolo interamente cantato. Centralità del cantante → Il canto:
- Costituisce il personaggio.
- Formalizza in altezze definite le sfumature della recitazione.
- Si adegua verosimilmente alla situazione scenica.
L'opera italiana nasce nel 1600 con l'intento di riunire il canto e la parola, elemento tipico della Grecia antica.
Claudio Monteverdi, Orfeo (1607), atto 3
Caronte (O tu che innalzi morte) e Orfeo (Possente spirto)
- Struttura poetica
- Voce del cantante
- Andamento melodico
- Timbro degli strumenti
- Forma complessiva della sezione
La voce grave, sillabica, timbro sgraziato di Caronte, personaggio sgraziato. Orfeo ha un testo più raffinato, pieno di menismi e vocalizzi, calma Caronte con il suo canto ottenendo il passaggio al di là del fiume.
Ci sono casi in cui la forma musicale diventa rilevante perché organizza la situazione drammatica:
Claudio Monteverdi, L'incoronazione di Poppea (1642), atto 3
Nerone e Poppea (Pur ti miro, pur ti godo) Duetto che celebra l'amore trionfante tra i due amanti, dopo la distruzione ordinata da Nerone. Entrambe le voci sono acute, indistinguibili, la parte di Nerone era affidata in origine a un cantante castrato. Frammenti melodici brevi ribattuti tra i due, la forma musicale è a specchio, costruisce l'abbraccio erotico tra i due amanti.
In tutti questi casi, la recitazione di Caronte e Orfeo e la forma musicale in Nerone e Poppea sono costitutivi del teatro musicale. Se togliessimo il tipo di voce e accompagnamento al primo, perderemmo la sostanza drammatica del confronto che è costruito coi suoni. Se togliessimo la forma a specchio e l'intreccio di voci acute nel duetto di Poppea perderemmo la costruzione dell'abbraccio degli amanti.
Opera italiana:
- Interamente cantata
- Attualizza la presenza in scena
Normalmente se la musica esprime passioni, devo esprimerle nel momento in cui le provo, tutto deve essere attualizzato. Come può funzionare questo elemento di racconto nell'opera:
Giuseppe Verdi, Il trovatore, 1853
Ferrando (Abbietta zingara)
Tragedia di Goutier complessa, che viene ridotta e scritta musicalmente da Verdi. Viene raccontata 2 volte una vicenda successa 15 anni prima dell'epilogo. La prima volta c'è Ferrando che racconta la vicenda, è un cantastorie e i fremiti della sua voce sono per suscitare il terrore della vicenda. È una situazione medievale, una cultura superstiziosa affidata alla memoria e questa è la situazione drammatica di questa prima scena.
La seconda volta che viene raccontata, il trovatore chiede a sua madre di raccontare la vicenda:
Giuseppe Verdi, Il trovatore, 1853
Azucena (Condotta all'era in ceppi)
Azucena non riesce a raccontare, ma rivive la vicenda. Con Ferrando c'era la regolarità strofica, le due strofe si ripetono regolarmente. Azucena prova a utilizzare la regolarità strofica, ma il ricordo è talmente violento che rivive la situazione, perde la regolarità strofica, perde la semplificazione del canto che si fa sempre più acceso, l'orchestra anziché accompagnarla spesso prevale su Azucena.
Opera italiana:
- Interamente cantata, necessità del canto come espressione
- Attraverso il canto la forma musicale diventa rilevante per la costruzione della situazione drammatica
- Ha necessità di attualizzare, fa fatica ad affidarsi a racconti, ciò che conta è quello che accade sulla scena.
Lezione 2 → Un teatro del tempo
L'opera è un teatro che manipola lo scorrere del tempo che non è sempre costante. Ci sono diversi parametri che il compositore può utilizzare:
- Ci vuole più tempo a cantare un testo che a recitarlo e per questo il libretto sarà più conciso.
- La musica scorre nel tempo e stabilisce diverse velocità (allegro, lento, presto adagio) e ha un certo ritmo (ternario, binario, composto), ogni nota ha una durata diversa, tutti questi parametri possono concorrere per costruire lo stesso effetto drammatico o divergere per creare effetti contrastanti.
- La musica grazie alle strutture con cui si organizza può accelerare, comprimere, fermare lo scorrere del tempo.
- La durata della musica si sovrappone agli eventi drammatici.
Arrivare a fermare il tempo, ciò che accade nelle arie, il compositore rappresenta un momento emotivo che accade in una frazione di secondo la si dilata nell'aria.
Stampiglia, Handel, Serse (1738)
Serse (Frondi tenere e belle, Ombra mai fu)
I primi 6 versi sono cantati senza ripetizione, in recitativo, l'andamento è lento, di calma riflessione, ad un certo punto l'orchestra suona una melodia e il cantante la riprende e ripete più volte le parole in ordine diverso e il tempo rallenta ulteriormente fino a fermarsi.
Le sfumature del fluire del tempo nell'opera lirica possono essere diverse:
Verdi, Ernani (1844)
Elvira, Ernani (Jago, qui tosto, Oro quant'oro ogn'avido)
Dal punto di vista temporale in alcune sezioni il testo scorre in modo realistico, in altri accelera e in altri diminuisce. Fino all'immobilismo nell'ultima sezione dove le 3 voci si sovrappongono ma nessuno agisce, quello che cantano immobilizza la situazione. Possiamo vedere come il tempo ha diverse modalità di fluire ma anche il fatto che i 3 cantanti cantano insieme. In un teatro di parole 3 persone che cantano insieme darebbero luogo al caos e in musica invece possono creare armonia. Si crea una situazione drammatica d'insieme, una somma delle singole parti drammatiche.
Un esempio significativo di questa possibilità lo offre Verdi:
Verdi, Rigoletto (1851)
Gilda, Maddalena, Duca, Rigoletto (Bella figlia dell'amore)
Ci sono 4 voci, 4 emozioni e vengono messe insieme. In questo numero Verdi connette registro alto, basso, emozioni volgari e sublimi. Il contrasto viene esposto contemporaneamente, costruisce il grottesco. La situazione di diverse voci può essere diversificata, in questo caso ognuno ha la propria emozione e il proprio testo, i CONCERTATI, la musica coordina le 4 voci diverse. Troviamo concertati in cui cantano anche lo stesso testo, può anche essere messa in ridicolo.
Rossini, Cenerentola (1818)
Don Magnifico, Tisbe, Clorinda, Ramiro, Dandini, Cenerentola (Questo è un nodo avviluppato)
Da voce allo stupore di ognuno e le strategie di ognuno vengono ingarbugliate. Ingarbuglio è ciò che sentiamo nel concertato. Ciascun personaggio esprime il proprio stupore silenzioso. Il canto esprime le emozioni dei personaggi.
Verdi, Rigoletto (1851)
Rigoletto (Della vendetta, alfin, giunge l'istante)
Viene consegnato a Rigoletto un sacco con un cadavere, lui pensa sia il duca e invece è sua figlia, nel pezzo seguente Rigoletto sente il duca cantare "La donna è mobile" e riconosce il duca e se il duca è lì chi c'è nel sacco?
E come mai Rigoletto sente il duca e non viceversa? Perché Rigoletto sta pensando tra sé e sé e invece la canzone del duca è realtà musicale.
Il canto ha diversi statuti:
- Canto realistico, reale
- Canto convenzionale, i pensieri e quello che viene detto è cantato
La canzone è musica di scena. Il problema del canto come convenzione spiega perché nelle prime opere si scegliessero soggetti mitologici o pastorali. Questa tensione tra i due canti stabilisce una dinamica variabile. Nell'opera lirica occorre cantare in modo verosimile, bisogna essere credibili. C'è quindi questa ricerca di verosimiglianza. A volte però i canti non sono molto Verosimili, come ne La traviata dove Violetta muore di tisi, non è molto reale che una muoia cantando.
Verdi, La traviata (1853)
Violetta, Alfredo, Annina, Germont, Dottore (Ah! Violetta)
Ci sono elementi che Verdi concede alla verosimiglianza (frasi spezzate, singhiozzi), ma il tipo di canto che domina sono i filati di voce, i vocalizzi, gli acuti e la forza del canto. Ci conferma che nell'opera è molto più verosimile che uno muoia cantando perché impone la drammaticità del momento.
Riassunto:
- Nell'opera lirica il dramma è canto.
- La musica organizza in forme sonore drammatiche.
- Attualizzazione.
- Curvare il tempo.
- Possibilità di far cantare i personaggi senza creare caos (concertati).
- Canto realistico (canzone) e convenzionale (che esprime dialoghi o pensieri interiori).
- Attraverso il canto convenzionale si afferma una verosimiglianza tipica dell'opera.
Le convenzioni sono variabili nel tempo, nelle culture, nelle epoche storiche.
Lezione 3 → Musica di scena e teatro di passione
L'uso della canzone ha 2 funzioni:
- Incapacità di approfondimento emotivo (come il duca di Rigoletto, è superficiale), affidata a personaggi di basso livello sociale.
- Ambienta la situazione drammatica.
Cavalli, Giasone (1649)
Demo (Son bello, son gobbo)
Nel 1600 Demo è balbuziente e canta canzoni, all'epoca non interessava l'emozione di un servo, non era rilevante, perciò questi personaggi si limitano a cantare canzoni. Nel 1800 Verdi invece affida al personaggio di Demo delle arie, in Italia ci vogliono 200 anni per capire che i personaggi minori possono provare emozione e per declassare i nobili a cantare canzoni.
Le canzoni ambientano l'opera, ad esempio una canzone spagnola per rappresentare la Spagna. E se devo rappresentare la Grecia antica? È sufficiente accompagnare la canzone con un'arpa, riconducibile alla Grecia antica. Posso quindi rappresentare una canzone reale o alludere attraverso degli elementi convenzionali come l'arpa per alludere alla realtà.
Mozart, Le nozze di Figaro (1786)
Figaro (Non più andrai farfallone amoroso)
Figaro prende in giro il paggio rubacuori che è stato allontanato dalla corte per andare in guerra. L'aria sembra iniziare con un andamento di danza per poi finire con un ritmo militare. Gli bastano pochi elementi per caratterizzare gli elementi militari, un ritmo cadenzato e alcuni elementi della musica che accompagnava gli eserciti in marcia: flauti, legni.
Musica di scena: musica che nell'opera risuona come realistica (preghiere, giuramenti, marce). Il compositore può esibire un vero pezzo di musica realistica, o può stilizzare in modo più o meno astratto alcuni tratti. Quella di Figaro non è una marcia ma ce la ricorda.
Verdi, I vespri siciliani (1855)
Ballo
Aveva pensato di utilizzare una vera canzone siciliana ma erano troppo semplici e perciò scrisse una siciliana che non è siciliana ma sa di siciliano.
Meyerbeer, Crociato in Egitto (1824)
Introduzione al finale
Cerimonia in cui i musulmani cantano il proprio coro, i cristiani il proprio e poi si mischiano. Gli bastano pochi elementi per caratterizzare i due cori, senza essere vere canzoni musulmane e cristiane. La musica di scena ambienta quindi la situazione. Ma se possiamo caratterizzare l'ambiente scenico reale con elementi convenzionali, ciò consente ai compositori di farlo anche con mondi irreali, fantastici.
Cavalli, Il Giasone (1649)
Medea (Dall'antro magico)
Medea compie un incantesimo, evoca le forze del male che appaiono in scena. Vengono usati degli elementi per dipingere questa scena irreale, frantumazione melodica, frasi musicali interrotte e riprese, registri acuti e gravi sconclusionati. È convenzionale anche usare i tromboni per rappresentare il mondo infernale. L'opera è anche lo spettacolo di stupore e la musica di scena contribuisce a rendere stupefacente e monumentale la scenografia. Nell'opera il canto esprime però soprattutto la passione dei personaggi, soprattutto nell'opera italiana.
Verdi, Otello (1887)
Desdemona (Ave Maria)
Verso la fine Desdemona sta per essere uccisa e Otello sospetta che lei l'abbia tradito e la uccide. Lei ha capito che lui ha capito e prega, angosciata del probabile futuro comportamento di Otello. Comincia come musica di scena, Verdi imita l'andamento della musica della messa dell'epoca, ma a un certo punto l'angoscia di Desdemona è talmente grande che comincia un modo di cantare completamente diverso. Poi torniamo nella situazione della musica di scena e Desdemona torna a cantare in modo ecclesiastico. La musica esprime le angosce dei personaggi, le passioni, sono quello che interessa mettere in scena. Il personaggio è stato definito "arena di passioni" e ne prova di diverse. Le passioni vengono espresse in "arie" con una precisa forma musicale che le distingue dai recitativi, vengono cantate da un solo personaggio per esprimere la propria passione.
Numeri lirici (Pezzi chiusi): tutte le sezioni musicalmente organizzate con una forma musicale definita: aria se è cantata da un personaggio, duetto, terzetto ecc. Si chiamano così perché il compositore le numerava, molto diverse dai recitativi.
Monteverdi, L'arianna (1608)
Arianna (Lasciatemi morire)
Arianna abbandonata da Teseo, canta la sua desolazione. Il testo e la musica rappresentano molte emozioni: furia, disperazione, amore per Teseo.
Lezione 4 → Il lavoro del librettista
L'opera italiana è costruita per numeri lirici o chiusi: chiusi nel senso che si aprono e si chiudono con chiari segni di interruzione nel flusso musicale. Fra un numero lirico e l'altro c'è il recitativo, che ha quindi funzione di raccordo.
Rigoletto (1851) Ossatura:
- Intruduzione → ballo. Il conte maledice Rigoletto perché prende in giro tutti i cortigiani e il duca perché ha preso in giro sua figlia.
- Duetto di Rigoletto e Sparafucile → Rigoletto sta tornando a casa e viene avvicinato da un sicario che offre a Rigoletto i suoi servigi perché Gilda, che presume essere l'amante di Rigoletto, è avvicinata da un tizio.
- Scena e duetto di Rigoletto e Gilda → in realtà Gilda è la figlia di Rigoletto, e ha paura per l'ingenuità della figlia.
- Scena e duetto di Gilda e il Duca → Il duca entra in casa e parla mentendo a Gilda.
- Aria di Gilda → Il duca scappa perché sente rumori e Gilda esprime il suo amore per il duca.
- Scena e coro → Cortigiani che rapiscono Gilda per portarla dal Duca anche per indispettire Rigoletto. Finisce il primo atto e abbiamo focalizzato le varie posizioni dei personaggi.
- Scena e aria del Duca → scopre che Gilda è stata rapita anche se non sa ancora che sono stati i suoi cortigiani ed è disperato, poi viene a sapere la verità e comincia un'aria trionfale che finisce con Gilda nella sua camera.
- Scena e aria di Rigoletto → Rigoletto va a palazzo a cercare Gilda, aria feroce.
- Scena e duetto di Rigoletto e Gilda → Rigoletto consola Gilda e giura vendetta deciso a uccidere il Duca assumendo il sicario. Finisce il secondo atto.
- Scena e canzone (La donna è mobile) del Duca → Il duca si incontra con la sorella di Sparafucile e la seduce cantando.
- Quartetto di Maddalena, il Duca, Gilda e Rigoletto → Rigoletto mostra a Gilda di che pasta è fatto il duca e le chiede il permesso di farlo uccidere, mentre il duca seduce Maddalena dentro l'osteria.
- Scena, terzetto (Gilda Maddalena Sparafucile) con tempesta → Maddalena innamorata del duca insieme a Sparafucile decidono di uccidere il primo viandante e spacciarlo per il duca. Gilda viene uccisa.
- Scena e duetto finale di Gilda e Rigoletto → Scopre che nel sacco c'è Gilda che esala l'ultimo respiro e Rigoletto ripensa alla maledizione di inizio opera.
Bastano 13 numeri chiusi collegati l'uno all'altro dal recitativo. L'autore del libretto è Francesco Maria Piave guidato da Verdi. La responsabilità della pianificazione drammatica non era del compositore ma del poeta, del librettista.
Compiti del librettista:
- Individuare una vicenda adatta alla rappresentazione musicale.
- In quali e quanti numeri lirici organizzarla.
- Metterla in versi poetici.
1- L'opera lirica italiana prendeva di solito spunto da testi preesistenti. Prendeva una tragedia o una vicenda mitologica o un romanzo vedendo se poteva essere interessante dal punto di vista musicale. Veniva sfoltita la vicenda perché l'opera ha bisogno di poco testo perché va cantato, i tempi sono più lenti e richiedono meno vicenda.
2- Per quali situazioni del dramma la musica può essere utilizzata? Dal quanti personaggi va raccontato. Nel 700 è difficile che un personaggio muoia in scena, non avevano i mezzi adeguati per farlo, cosa che poi invece accadrà spesso nell'800.
3- Il testo era già organizzato in recitativo e numeri lirici, ora va messo in versi. Metterlo in versi perché i versi consentivano un'articolazione metrica su cui la musica poteva meglio organizzarsi.
Metrica italiana:
- Per i numeri lirici il poeta prendeva i versi lirici con un ritmo costante e per il recitativo si utilizzavano versi sciolti, molto più liberi.
- I versi si definiscono in base agli accenti e al numero di sillabe (calcolato in modo particolare: sinalefe e sineresi).
- Importante la posizione dell'ultimo accento che mi serve per sapere se un verso è trillabo, quaternario, quinario, senario, settenario, ottonario, novenario, decasillabo, endecasillabo.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
drammaturgia musicale
-
Drammaturgia musicale - Don Giovanni
-
Drammaturgia
-
Storia della musica e drammaturgia musicale