Editoriale
Oggi, dopo tanti anni di “divorzio”, il giornalismo e il teatro tornano ad incontrarsi. Sempre più spesso infatti gli uomini di teatro suscitano nel pubblico prese di posizione e inopinate percezioni di realtà, adottando sistemi di ricerca e indagine strettamente analoghi a quelli del dossier giornalistico, mentre, d'altra parte, i giornalisti tendono a rappresentare con criteri drammaturgici le situazioni della realtà.
Per quanto si possano avvicinare e sovrapporre, il teatro e il giornalismo continuano a rispondere a statuti profondamente diversi, ma proprio le specificità che li separano consentono integrazioni, “furti”, utili attraversamenti da cui ognuno può trarre quanto gli manca in partenza.
Teatro e informazione
Atti della tavola rotonda
Quando il teatro ci racconta
Di Gerardo Guccini
I rapporti fra il teatro e l'informazione, da sempre leggermente complicati, si sono intensificati nel periodo che va dal crollo del blocco sovietico (1989-1991) ad oggi: un ventennio in cui i media non sono riusciti a elaborare conoscenze adeguate alle trasformazioni in atto, e le macro-strutture del mondo reale hanno preso a incresparsi secondo dinamiche accelerate e violente.
Tuttavia, le analogie fra gli apporti informativi del teatro e le narrazioni di matrice giornalistica non devono far passare in sottordine le differenze reciproche. Mentre il giornalismo espone i documenti raccolti, il narratore teatrale trattiene in sé la documentazione, ne è il portatore.
Inoltre il reporter raccoglie documenti filmati da cui si distacca nell'atto di esporli al pubblico, mentre il narratore inizia proprio da questo momento un viaggio assieme alle voci ascoltate e alle immagini sedimentate.
Veniamo infine ad una distinzione centrale: per il giornalismo gli attraversamenti del mondo reale sono propedeutici alla sua “rappresentazione”; per il teatrante queste stesse operazioni sfociano in eventi che non rappresentano necessariamente la realtà, ma i differenziati rapporti che legano ad essa tanto il mediatore scenico che il pubblico. Alla centralità categorica del reale, subentra quella del “vero”.
Le condizioni che permettono al teatro contemporaneo di intrecciare la “rappresentazione della realtà” alla “verità della performance” sono la caduta delle distinzioni categoriche fra diegesi e mimesi e l'affermarsi d'una attorialità a più registri, che passa agilmente dalla narrazione all'interpretazione drammatica, dall'enunciazione del dato all'azione corporea, da un teatro dominato dall'incombenza informativa alla donazione di sé.
Il giornale a teatro: una nuova narrazione del presente
Di Gianluigi Gherzi
Al seguito del silenzio che ha regnato intorno alla recente storia italiana, si sono andate sviluppando delle idee il cui scopo era quello di permettere al teatro di ricomporre questa memoria dimenticata.
Ma secondo Gherzi, non è solo il passato ad essere confuso, quanto principalmente il presente. Nello spettacolo Errata Corrige – Il giornale a teatro Gherzi chiede agli spettatori quali sono le notizie degli ultimi sei mesi che ricordano, ma gli spettatori fanno difficoltà a ricordare qualcosa di preciso.
Ciò è in parte dovuto anche al modo di somministrazione delle notizie da parte dei media, i quali tendono a diffondere le notizie in quanto sensazione momentanea, subito pronta a lasciare il posto ad un'altra notizia. Dunque non sono solo i contenuti ad avere importanza nella comunicazione, ma anche il modo in cui essi vengono diffusi (il medium è il messaggio).
Errata Corrige si presenta dunque come una interazione tra pubblico, teatro e ospiti (giornalisti). Il rapporto tra realtà e verità diventa l'elemento fondamentale.
In questi anni, teatro e giornalismo si attraggono a vicenda perché in maniera diversa, entrambi cercano una verità della comunicazione che non trova più posto nei mezzi di informazione.
Quel che resta dell'informazione: il fantasma della notizia
Di Matteo Scanni
Quello che ci arriva attraverso i giornali e i telegiornali, è solo una minima parte delle notizie che avvengono ogni giorno. Ma chi ci dice che chi sceglie per noi quali notizie divulgare e quali no stia scegliendo bene? Per questo motivo gli autori hanno deciso di fare una serie di spettacoli proprio basati su questi scarti. (Fondamentale riprende un po' quanto detto dall'articolo precedente)
Il giornalismo, il teatro e la ricostruzione della realtà
Di Roberto Grandi
La scelta di determinate notizie, piuttosto che altre, è un modo per controllare la realtà, per far sì che i media possano costruire una propria realtà sociale della quale facciamo parte tutti. (anche questo riprende un po' quello di sopra)
Un teatro di reportage corporei
Di Pietro Floridia
Parla del lavoro del ITC Teatro in Palestina. Si sottolinea la difficoltà di vivere una quotidianità all'interno di uno spazio piegato dalle tensioni politiche e sociali.
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