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A GOETHE- Storie di Laboratorio Teatro Settimo

Il disegno e la casa – Gabriele Vacis

Elementi di struttura del sentimento (ripreso 8 anni dopo col titolo Affinità) spettacolo importante

per LTS per due motivi:

Confluivano tutte le scoperte, le esperienze di formazione e i percorsi extrateatrali del

- gruppo. Debutto il 21 novembre 1958 e da allora li ha sempre accompagnati

Per il restarsi accanto e per averli accompagnati per anni.

-

Elementi di struttura del sentimento: spazio tradizionale, derivazione da Le affinità elettive di

Goethe. In scena 6 attrici, c’erano personaggi e storia.

Fa parte di una trilogia comprendente Esercizi sulla Tavola di Mendelev e Riso amaro

Prima di Elementi spettacolo Esercizi sulla Tavola di Mendelev: si faceva in spazi aperti, il

pubblico occupava uno spazio minimo, tutto il resto era per l’azione (sembra un set). Parlava di

Mendelev, scienziato che stende la tavola degli elementi. Non c’era storia, np personaggi e gli attori

non si muovevano in scena secondo criteri drammatici ma seguivano una coreografia, erano più

danzatori che attori.

Riso amaro: scuro torbido e pesante rispetto agli altri. Presenza degli attori come in Elementi,

richiama la “sensibilità ecologica” sempre di Elementi.

I tre spettacoli avevano differenze e similitudini, ma quello che conta e che tutti erano

 percorsi da una certa percezione del mondo, da un unico sentimento.

Elementi di struttura del sentimento: spettacolo centrale, più compiuto. C’entrava col ricercare

qualcosa: parlava del futuro, ma anche del rimpianto, di progetti e di nostalgia.

Quel sentimento, muoveva anche altri spettacoli precedenti alla trilogia:

Citrosodina fece conoscere meccanismi economici e strutturali, che cosa vuol dire girae il

- mondo facendo spettacoli (500 repliche).

Teatro di strada, chiamato da loro “teatro d’ambiente”

- Signorine (1982): primo spettacolo adulto. Voleva ricostruire la memoria della città dove

- sono nati e in cui continuano a vivere (Settimo Torinese). Impresa disperata perché non c’è

memoria, si è frantumata. Angoscia perché volevano ridurre a unità qualcosa che poteva

essere percepito solo nella molteplicità spettacolo racconta le storie come frammentarie,

consapevolezza che non c’è un’unica storia collettiva.

Le infinite azioni della città, se non rispondono più a un unico ordine superiore, non hanno

relazione tra loro? Il loro gesto di fare uno spettacolo riusciva ad agire come agente ulteriore

della moltiplicazioni proprio perché trovava relazioni (no narrative). Spettacolo di memorie

particolari, qualcosa di crepuscolare e venne fuori una cosa epica, un’epopea. Il racconto

epico non si contrapponeva all’intimismo della piccola memoria personale ma conviveva

grazie alla fitta rete di relazioni che loro tessevano. l’azione possibile era leggere

relazioni, costruire rapporti tra i frammenti: questo produceva storie che facevano

viaggiare tra testi, immagini, epoche…

Tuttavia era difficile leggere le relazioni, spesso non si trovavano allora si inventano le

relazioni. La memoria andava inventata (= costruire il plausibile anche se non avvenuto):

se la città non ce l’aveva, loro avrebbero inventato la sua storia, verosimile e credibile

perché partiva da quella terra.

NB: è nato allora quel sentimenti che ancora oggi (ormai si son sciolti) li porta a costruire

tradizione, a progettare il passato; viene da qui la bellicosa e risoluta rassegnazione che ci

procura una grande nostalgia per il futuro.

Trilogia goethiana 3 spettacoli in comune hanno il sentimento del tempo. Con loro iniziano il

viaggio di comprensione del tempo.

Elementi: momento della partenza consapevole, momento del costruire

- Mendelev: nato per negazione, bisogno di costruire un proprio linguaggio naturalmente,

- insofferenti di quel che avevano intorno. Affascinati dall’immagine, dalla luce che racconta,

dal rendere umane le tecnologie (idee America); così come l’attenzione all’attore e l’idea

grotowskiana di “teatro povero”. Criticavano e pescavano dalle esperienze criticate.

Non sopportavano però la volontà di annullare il senso tipico delle avanguardie

novecentesche. Negare la storia era negare il tempo; tendenza diffusa e residuo

avanguardista era cogliere l’attimo, ormai l’imperativo degli anni ’80, niente passato, niente

futuro. Anni del decreto di fine della storia. Mendelev nasce in opposizione a questa fine.

Signorine aveva insegnato che il luogo in cui vivevano aveva perso la memoria e che gran parte del

mondo era nelle stesse condizioni. Era stata una constatazione concreta e dolorosa. Il mondo era

una periferia senza centro e senza memoria e storia, ma questo non significava che la storia fosse

finita. Perché finisca la storia dovrebbe esaurirsi il tempo, ma il tempo ha una sua autonomia,

trascende dalle applicazioni indistinte perché è l’Elemento non è il tempo che scompare e

ricompare, ma è il nostro modo di comprenderlo. È quel che serve, comprenderlo che non significa

assoggettarlo ma considerarlo.

Obiettivo osservare l’impossibilità di comunicare, la fine dell’espressione, l’agonia della storia.

La compassione era però un sentimento possibile qualcosa che permetteva di partecipare all’agonia

della storia potendola osservare e alleviare. La compassione era un osservatorio che ci permetteva

di guardare queste espressioni che si perdevano centrifugamente verso il nulla, consumandosi nel

senso della fine perché non riuscivano a vedere un centro. E avevano ragione, il centro non c’era

più. Loro potevano osservarlo perché un centro ce l’avevano, lo stavano costruendo. Era un inizio.

Il centro quindi poteva essere l’azione di costruirselo, non un’idea, ma un’azione guidata da una

passione, un sentimento. La compassione, la comprensione sono un osservatorio che permette di

percepire i malesseri, di vivere inquietudini. L’osservatorio una base deve avercela, deve restare con

i piedi da qualche parte. Per terra. Signorine diventava la terra perché costruire la memoria era

costruire la terra, e da lì hanno cominciato. Rimanere attaccati alla terra.

Spettacolo dopo spettacolo si costruiscono le ragioni per vivere nel luogo dove erano capitati. E

questo significava costruire un luogo. Settimo Torinese andava a costruirsi come centro, come

osservatorio e oggetto da osservare.

Costruire spazio = costruire tempo, produrlo invece che consumarlo, inventarlo con le storie.

Ansia narrativa di Nel tempo tra le guerre, Stabat Mater, La storia di Romeo e Giulietta

affermazione dell’esistenza del tempo.

NB: Tutti gli spettacoli vogliono dire che esiste il tempo, esiste la realtà, esisto io, esisti tu.

Elementi consapevolezza del viaggiare, comprensione del tempo. Lavorando a quello spettacolo

imparammo che il progetto non è il disegno il progetto è l’idea, il desiderio e insieme la sua

realizzazione. Progettare è abitare il tempo, impiegarlo; è produrre il tempo. Progettare è tempo: il

tempo che si passa insieme a un desiderio. Il tempo in cui il desiderio prende forma, che prima non

aveva e man mano cambia. È un procedere dinamico, un ieri e domani insieme.

Chi è l’agente del progetto? L’autore. Io che scrivo, tu che leggi. Tutte le persone che hanno

partecipato alla messinscena. Sono le trasformazioni dello spettacolo sulla vita, il pubblico. L’autore

del progetto non è una persona e neanche tutte le persone insieme; l’autore del progetto sono le

relazioni tra le persone. Qualcosa di leggero, rapido, esatto ma molteplice, comunque visibile.

Un progetto è una tale molteplicità di componenti che di volta in volta va cercato il linguaggio, la

forma che lo definisca. L’autore del progetto è ambiente, osservatorio e casa; il progetto stesso è

ambiente, osservatorio e casa. È la possibilità di identificare il progetto e il suo autore, riuscire a

comprendere lo sguardo sull’oggetto e l’oggetto. Essere contemporaneamente il disegno e la casa.

LA VICENDA DEL TESTO- Laura Curino

Del titolo: Elementi di struttura del sentimento

Somigliava a Esercizi sulla tavola di Mendelev che conteneva la stessa speranza: che fosse possibile

costruire uno spettacolo come Mendeleev concepì la sua tavola periodica, ossia in un atto di fede

(esistenza di elementi non ancora scoperti). Fede e scienza convivono. Elementi di struttura del

sentimento titolo che cerca rigore dove sembra esserci solo passione.

Prologo: un libro correva da qualche mese di mano in mano. Con circospezione

Affinità elettive di Goethe romanzo del progetto. A suo tempo grande successo. Loro lo leggono

coinvolti in un lavoro ai confini tra teatro, sociologia e urbanistica che aveva portato alla redazione

di un piano regolatore per la cultura.

Ci si interrogava sul senso e sugli strumenti della progettualità. La progettualità a lunga scadenza

non la fa più nessuno, la progettazione richiede tempo e quella tradizionale non ne ha.

2 progetti delle Affinità elettive da cui ha preso le mosse il loro lavoro:

Costruzione di un parco da parte dei protagonisti, non ne vedranno mai la forma definitiva.

- Parco = dote per le generazioni future

Idea di fare un bambino: i genitori lo progettano, immaginano il suo destino, coltivano le

- sue qualità assistono alla crescita. Anche qui nasce un bambino, ma su di lui nessuno ha

investito sogni. È il negativo di un progetto, concepito per errore, assomiglia ai rispettivi

amanti e non ai genitori; nasce e muore in poco tempo. Annega nel lago che aveva richiesto

tanti progetti e energie.

Parco e bambino crescono con i loro ritmi naturali sono progetti in cui il tempo ha un ruolo

importante, è una valenza che non si può ignorare. Il tempo trasforma, incide e modella.

Desiderio di fare uno spettacolo su tali temi per scoprire il perché si sente tale bisogno.

Contare la storia

Inizio attraverso un approccio fisico, materico e concreto (disposizione oggetti nello spazio,

indossare costumi…).

Esempio a Torino una lettura di poesie. I poeti avevano scelto il titolo Amoroso paesaggio. LTS si

inventa che ad ogni poesia gli attori trascinassero in sala grosse piante in vaso le due parole del

titolo avevano generato un’immagine.

Come fare lo stesso con le parole del romanzo Affinità elettive? Contano i colori, i suoni, i sapori,

odori, sensazioni. Acque, terre, alberi, mestieri… Tutto in elenchi ordinati, tracce da seguire. Il testo

così smembrato diventava corpo, le parole decontestualizzate si reificano, le costanti diventano

suggerimenti, le ricorrenze tracce spesso alla lettera.

Colore: verde bianco e nero, colori più citati

Oggetti: agricoli, libri, candele, piante

Materiali: vetro

Musiche: molta musica

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecc.ila di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecniche della composizione drammatica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Guccini Gerardo.
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